L'ideologia che fa dimenticare la storia

[photopress:papa_1.jpg,full,alignleft]Ricevendo in udienza i membri del Pontificio Comitato di Scienze storiche, Benedetto XVI ha dichiarato: “Tipico di questa mentalità (contemporanea, ndr) è il disinteresse per la storia, che si traduce nell’emarginazione delle scienze storiche. Dove sono attive queste forze ideologiche, la ricerca storica e l’insegnamento della storia all’università e nelle scuole di ogni livello e grado vengono trascurati. Ciò produce una società che, dimentica del proprio passato e quindi sprovvista di criteri acquisiti attraverso l’esperienza, non è più in grado di progettare un’armonica convivenza e un comune impegno nella realizzazione di obiettivi futuri. Tale società si presenta particolarmente vulnerabile alla manipolazione ideologica. Il pericolo cresce in misura sempre maggiore a causa dell’eccessiva enfasi data alla storia contemporanea, soprattutto quando le ricerche in questo settore sono condizionate da una metodologia ispirata al positivismo e alla sociologia. Vengono ignorati, altresì, importanti ambiti della realtà storica, perfino intere epoche. Ad esempio, in molti piani di studio l’insegnamento della storia inizia solamente a partire dagli eventi della Rivoluzione Francese. Prodotto inevitabile di tale sviluppo è una società ignara del proprio passato e quindi priva di memoria storica. Non è chi non veda la gravità di una simile conseguenza: come la perdita della memoria provoca nell’individuo la perdita dell’identità, in modo analogo questo fenomeno si verifica per la società nel suo complesso”. San Filippo Neri scriveva all’amico Cesare Baronio, il fondatore della storiografia cattolica, di venire almeno una volta al mese a insegnare la storia ai seminaristi perché – diceva – se non si conosce più la storia si finisce per non conoscere più la fede. Il cristianesimo è un avvenimento legato inscindibilmente alla storia (Gesù si è incarnato in un determinato momento del tempo) e la Chiesa, fin dai tempi di Leone XIII, ha aperto gli archivi agli studiosi, perché “non bisogna aver paura della verità”. Purtroppo l’ideologia del progresso, il positivismo e il sociologismo, hanno messo in crisi gli studi storici. E hanno fatto sì che si sia affermata una vulgata che presenta quella della Chiesa come una storia “criminale”. Tracce di questo pregiudizio negativo e di questa scarsa aderenza ai fatti (motivata da precomprensioni ideologiche) si rintraccia a mio avviso anche nel Padre Pio di Sergio Luzzatto, contro il quale, come i frequentatori di questo blog sanno bene, ho polemizzato senza avere alcuna risposta in merito ai rilievi concreti, puntuali e documentati che ho mosso – insieme al collega Gaeta – al suo libro.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

195 risposte a L'ideologia che fa dimenticare la storia

  1. peccatore scrive:

    Caro Andrea, davvero un bell’argomento!
    Il cristianesimo è il prodotto STORICO di un FATTO STORICO che ha RIVELATO IL VERO VOLTO DI DIO E LA SUA LOGICA.
    E’ un fatto che esista l’universo. E’ un fatto che un popolo nella storia abbia fatto esperienza dell’intervento di dio, riconoscendolo tale. A quel popolo Dio ha iniziato a dire qualcosa, finchè, ampiamente profetizzato, è giunto il tempo per QUALCOSA DI PIU’ , calato nella storia.
    C’è chi sostiene che il “sepolcro vuoto” e non “Gesù incontrato risorto” sia alla radice della fede degli apostoli, che vivevano l’abbattimento conseguente ai cruenti fatti del venerdì santo (proprio di questi tempi, tra fine marzo e inizio aprile di quello che noi oggi chiamiamo anno 33 d.C., a Gerusalemme, su un modestissimo rilievo roccioso, poco fuori le mura di allora della città di Gerusalemme). Ecco: OGGI c’è chi sostiene questo in ossequio all’esprit du temp. Ma i FATTI NON SONO IDEE. LA STORIA NON E’ FILOSOFIA. Il filosofo può teorizzare quel che vuole. L’opinionista può paventare il global warming mentre il clima raffredda o viceversa. I falsi maestri ci beano con le magnifiche sorti e progressive che in tempi recenti ci hanno donato la ghigliottina, le guerre napoleoniche, le guerre mondiali, il neocolonialismo, il comunismo, il nazismo, il neoliberismo, il sessantotto, l’inquinamento diffuso. I FATTI LI SMASCHERANO. Così il cristianesimo è basato su fatti, reperti, prove… con abbastanza ombre per rispettare la nostra libertà, ma mai così cieca come l’idolatria degli idealismi.Anche oggi solo la STORIA ci aiuterà per difenderci da idee malsane.
    E Cristo è storia. Succedono cose. Ci sono segni. Basta vedere e non solo girarsi dall’altra parte.

  2. peccatore scrive:

    Siccome poi esco, rilancio, per chi avrà la pazienza di ragionarci…

    Catechesi cristiana

    Siamo immagine di Dio. Dio, in Cristo, si è fatto come noi
    Il male è in me (Marco 7)
    La morte segna il passaggio dalla scelta/alla non scelta
    Tentati, possiamo dire di sì a Dio.
    Il peccato è rivolto alla speranza/conversione
    Il dono (e l’iper-dono) viene da fuori
    Dio ratifica il giudizio che mi sono dato da me
    Pregando contemplo la croce, un fatto. Spero nel Risorto, un fatto
    La sacra scrittura racconta soprattutto i fatti.
    Succedono “miracoli”, dei fatti, super/extra-natura
    L’estasi mi fa incontrare l’Infinito. Confido in Dio.
    Ricevo e perciò posso dare. La storia (extra) rivela e svela. La storia la conduce Dio
    Creati per amore, saremo salvati, se lo vorremo

    Catechesi pseudo-cristiana (purtroppo di tanti preti)

    Siamo natura. Essere immagine di Dio è relazione.
    Il male è fuori da me (Rousseau).
    La morte segna il passaggio dalla vita che conosciamo all’al di là misterioso.
    Tentati, non possiamo che peccare.
    La colpa è psicologica: dobbiamo essere positivi.
    Il dono (e l’iper-dono) lo faccio io.
    Dio è buono: il giudizio sarà benevolo. L’inferno è vuoto.
    Pregando la croce contemplo me stesso e i dolori umani. Spero nel Risorto, un’idea.
    La sacra scrittura è simbolica.
    Non dobbiamo cercare “miracoli”, super/extra-natura
    L’en-tasi mi fa incontrare me stesso. Confido nell’uomo.
    Devo dare. La filosofia (intra) rivela e svela. La storia la conduce l’uomo che pensa Dio.
    Creati per amore, lo coroneremo con fedeltà e meritandocelo.

  3. Pipìta Del Monte scrive:

    Mi caro Savignani Del Rubicone,

    sempre le Sue alate parole mettono le ali alla mia fantasia e mi conducono per poggi e per valli alla ricerca del tempo perduto.

    In uno di cotali viaggi mi soffermai alquanto a dialogare con gli antichi padr4i del nostro comune Credo (o Ella è approdata ad altri liti germanici?).

    E con loro discettando, mi accorsi che la Chiesa di Cristo non è un’organizzazione entro cui con modi democratici ciascuno può manifestare il proprio sentire, E,lla è piuttosto un organismo vivo, le cui membra costitutive non possono agire nella direzione prescelta,ma secondo un’armonico disegno condiviso.

    Ella mi dirà che ciò non è affatto democratico, e potrei essere anche d’accordo, tuttavia non Le auguro mai che le Sue mani sulla tastiera, il Suo stomaco, le Sue gambe prendano direzioni opposte a quella disegnata dal Suo cervello e dal Suo cuore.

    Neanche da adulto!

    Doviziosi saluti.

  4. marina scrive:

    La chiesa , fin dai tempi di LeoneXIII,ha aperto li archivi agli studiosi,perchè”non bisogna aver paura della verità”.

    Allora perchè non apre tutti gli archivi , che riguardano i suoi rapporti con il nazismo di Hitler, e continua a negare la sua responabilità nell’olocausto.

    Molti storici , continuano a chiedere che vengano aperti, ma il Vaticano risponde sempre no.

  5. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Marina, mi spiace dirle che lei è male informata. Gli archivi segreti vaticani vengono aperti per pontificato, dopo che tutti i documenti sono stati catalogati e inventariati (non si possono far vedere documenti senza sapere quali sono e dove sono collocati, perché chiunque potrebbe sottrarli: una regola a cui si attengono gli archivi di tutto il mondo). Ebbene, è stato aperto da alcuni anni tutto il pontificato di Pio XI (dunque, come ben saprà, tutto il periodo 1922-1939, anni cruciali, perché la presa di potere da parte di Hitler è del 1933). Il pontificato di Pio XII (1939-1958) sarà aperto nei prossimi anni, non appena si concluderà il lungo lavoro di inventario e catalogazione (che richiede peraltro ingenti investimenti). Immagino che lei sappia pure che per volere di Paolo VI, non appena iniziarono le accuse contro Papa Pacelli, una squadra di cinque gesuiti, ottimi studiosi di storia, hanno avuto l’incarico di pubblicare in anticipo documenti sulla Santa Sede durante la seconda guerra mondiale: sono 12 volumi di carte, purtroppo sconosciute ai più, pubblicate dall’editrice vaticana. Come vede, la leggenda degli archivi “chiusi” è una balla bella e buona. Tutti si concentrano sull’archivio vaticano, poi, quando apre, nessuno lo frequenta, come dimostra l’esperienza. Una postilla: perché analoghi appelli non vengono rivolti a istituzioni e archivi di stato ancora chiusissimi, che centellinano i documenti o non li fanno vedere agli studiosi? Credo, purtroppo, che anche qui entri in gioco l’ideologia. Comunque sappia che il Vaticano apre i suoi archivi, mentre altri non fanno altrettanto.
    at

  6. Pepito Sbezzeguti scrive:

    Davvero un bel discorso, quello di S. S. Benedetto XVI !
    Bella anche la sua risposta, dott. Tornielli, al troll… però non esageri con le risposte, se no ricomincia a tediarci con la solita vulgata anticattolica (i troll più li alimenti – cioè gli dai spago – più diventano molesti).

    Per la nobildonna Pipìta Del Monte: non ho capito a chi è indirizzata la sua arguta risposta. Forse a un intervento eliminato ? In ogni caso le porgo i miei ossequi e quelli dei miei compagni.

  7. Alberto - Udine scrive:

    Concordo pienamente con il testo riportato da Tornielli.
    Oggi, nelle scuole di ogni ordine e grado, si omette volutamente il riferimento ad intere epoche.
    (Chi sa, per esempio, che l’impero romano continuò a Costantinopoli per oltre mille anni dalla caduta di Roma?!)
    Gli avvenimenti che vengono presi in considerazione poi si analizzano con criteri sociologici, para-scientifici e utilizzando la mentalità dei contemporanei, trascurando la sensibilità dell’epoca.
    Le fonti sono trascurate o manipolate: ma questa non è più storia diventa politica.
    La storia, a mio avviso, è una scienza esatta non nel senso che sia passibile di misurazioni e leggi, ma nel senso che deve rispondere a criteri oggettivi e verificabili.
    Questo non viene fatto e, anzi, il passato viene reinterpretato e manipolato. Basta guardare ad operazioni ridicole – vere e proprie pagliacciate – come il documentario sulla presunta scoperta della tomba di Gesù Cristo in Israele. La cosa brutta è che la gente, ormai sommersa nell’ignoranza più crassa, crede a tutto quello che viene propinato.

    Lo sapeva bene Orwell quando scrisse:

    “Who controls the past, controls the future. Who controls the present controls the past”.

  8. bruno frusca scrive:

    Grazie, Andrea, per la chiara risposta a Marina.

    E’ triste che a cinquant’anni dalla morte di Pio XII° ci sia ancora gente così disinformata, voglio sperare in buona fede, sull’opera del grande pontefice sulle cui spalle gravò come un macigno il periodo più terribile della storia dell’umanità.

    Il sadico principio ” parlate male, sparlate, spargete la menzogna e qualcosa rimarrà ” ancora una volta ha raggiunto il suo scopo.

    Gentile Marina, il nostro Andrea, per troppa umiltà, non le ha parlato del suo libro dedicato a Pio XII° – Lo legga ! . Sono certo che quando avrà terminato la lettura
    modificherà alcune sue posizioni sull’operato della Chiesa e di Pio XII° in particolare, nel tragico periodo 1939 – 1945.

    Sursum corda!

  9. marina scrive:

    Andrea, io le dò del tu, mi viene spontaneo, visto che ha l’età di mio fratello minore.
    Non sono male informata , ho poche informazioni.
    Non ho ancora la certezza che il Vaticano sia del tutto estraneo alla nascita del fascismo e del nazismo,di sicuro c’è che non lo ha mai condannato duramente, in Germania i vescovi e i sacerdoti facevano propaganda nelle chiese , a favore di Hitler,se questo non fosse accaduto, dubto fortemente che il nazismo prendesse il potere, perchè la maggioranza del popolo tedesco era cattolica.
    La stessa cosa accadde in Italia, quando il Vaticano disse che il duce era l’uomo della provvidenza , mandato da DIO.
    Anche gli italiani frequentavano molto le chiese,e, visto che molti erano analfabeti, e che le uniche informazioni venivano date loro dai sacerdoti,credevano in loro.
    Quindi una buona dose di responsabilità la chiesa ce l’ha.

    Per quanto riguarda gli altri archivi , io sto chiedendo che chi ha l’autorità e il potere di farlo,lo faccia , per capire il perchè ci sono state le guerre , i genocidi,le violazioni dei diritti umani TUTTI,per far si che il prossimo futuro sia migliore per i nostri figli.
    Se questo non accadrà ,molti dei nostri giovani moriranno in guerra.

  10. stefano scrive:

    Gentile Marina,
    prima dice che non ha ancora certezze che il Vaticano sia estraneo a fascismo e nazismo, poi se ne esce con “in Germania i vescovi e i sacerdoti facevano propaganda nelle chiese , a favore di Hitler”. Qual è la fonte di tale affermazione?

    Tra l’altro le faccio notare che la Germania è un paese a maggioranza protestante e non cattolica come dice lei

  11. Alberto - Udine scrive:

    Cara cara Marina…a parte che non si capisce che cosa c’azzecchino i cattolici con la germania…!!!!
    Parlavamo appunto di storia, cara signora. Vorrei sconvolgerla e aggiornarla con una notizia. Udite, udite: la Germania era protestante!!!!! WOOOOW
    Sa chi era Lutero?? o ha poche informazioni anche su questo??? Unico lander cattolico la Baviera…che di certo non poteva determinare l’elezione di Hitler.

    Lei ha poche informazioni e quelle poche le usa anche male….
    E’ come dire che la Chiesa Ortodossa è responsabile della salita al potere di Stalin in Russia….sono affermazioni che testimoniano la scarsa preparazione di chi le fa.

  12. Andrea Tornielli scrive:

    Intervengo ancora sulle precisazioni di Marina, per dire che nelle elezioni del 1933 le uniche regioni nelle quali il partito nazista di Hitler non ottenne la maggioranza furono quelle cattoliche, al contrario di quanto avvenne in quelle protestanti. Nessuno nega che vi siano state collusioni, ma bisogna stare attenti a non fare indebite semplificazioni. Ricordo che nel 1937, a una settimana di distanza dall’enciclica che condannò il comunismo ateo, Papa Pio XI (il testo era stato redatto e rivisto dal suo segretario di Stato Eugenio Pacelli) promulgò l’enciclica “Mit Brennender Sorge”, contro l’ideologia nazionalista e pagana del nazismo germanico. Dunque, anche dire che la Chiesa non abbia parlato, non è corretto. Furono oltre settanta le note ufficiali di protesta inviate dal 1933 al 1938 dalla Santa Sede (dal segretario di Stato Pacelli) al Terzo Reich. Rimasero senza risposta.
    at

  13. Alberto - Udine scrive:

    Grande Tornielli.

    Ha fatto bene a ricordare la “Mit Brennender Sorge”. Altro che propaganda pro nazismo!

    Marina….:D O C U M E N T A R S I prima di spararle !!!

  14. Reginaldus scrive:

    La Tradizione della Chiesa fa parte della storia, in quanto la Chiesa visibile vive nella storia. Ma la Tradizione della Chiesa fa anche parte del mistero della Chiesa, della sua essenza. E in quanto parte essenziale di essa, in quanto depositum fidei insieme alla Sacra Scrittura, è immutabile. Ma se succede che il flusso della Tradizione si interrompe, i casi sono due: o la si è dimenticata o la si è volutamente disprezzata o rifiutata. Nel primo caso si ha un chiara mancanza di studio della storia e alla chiesa di oggi si dovrebbe ricordare, a lei che vuole rimproverare gli altri, il detto: medice cura teipsum. Ma sia che si tratti di studio mancato o di disprezzo o rifiuto , ci troveremmo sempre davanti al tradimento della fede. Se io leggo affermazioni del tipo: “ Se qualcuno disprezza o rifiuta la tradizione ecclesiastica, sia scritta che non scritta, anathema sit (Conc. di Nicea del 787), o: “Se qualcuno dice, che i riti ricevuti e approvati dalla Chiesa cattolica, soliti a utilizzarsi nell’amministrazione solenne dei Sacramenti, si possano disprezzare o senza peccato essere omessi dai ministri, a loro piacimento, o essere mutati da qualsiasi pastore della Chiesa [per quemcumque pastorem ecclesiarum] in nuovi altri, anathema sit”. (Il Concilio di Trento, sessione settima, canone 13), cosa devo pensare: qui non si conosce la storia o qui si mette la storia nel cestino? Se un papa chiede perdono dei peccati della Chiesa – a parte che è cosa ben stramba che uno chieda perdono delle colpe altrui… – quale conoscenza della storia ha? Quella da leggenda nera o quella che sa ponderare il buono e il cattivo, secernere il loglio dal buon grano e tirare un bilancio rispettoso appunto della verità storica? Che senso ha , storicamente parlando, e per fare un altro esempio, l’ affermazione di GioPa.II secondo cui ‘è da 2000 anni che il popolo ebraico è ‘crocifisso’? Senza contare che qui la lettura faziosa della storia è dimostrata dalla co-incidenza tra durata della sofferenza degli ebrei ed era cristiana ( si vuole insinuare che sono stati i cristiani o solo essi i sadici persecutori degli ebrei, essi per definizione vittime innocenti???…) e senza parlare del significato metastorico dell’ uso del verbo ‘crocifisso’, mi domando: la deportazione e la schiavitù degli ebrei a Babilonia, per esempio, sono incluse nella nostra era o sono precedenti ad essa??? Sì, l’esortazione alla storia è sacrosanta e il rispetto di essa è doveroso per salvaguardare la giusta coscienza di sé e la propria identità. E quando si tratti di storia della Chiesa che è anche storia di Salvezza gli uomini di Chiesa devono curarsi che sia la più attenta e precisa possibile, se vogliono rispettarla e agire in conformità ad essa, e senza cedere alle partigianerie avversarie solo per la voglia di essere da queste applauditi.

  15. marina scrive:

    Andrea, collusioni della chiesa cattolica ci sono state eccome,nelle chiese cattoliche i vescovi cattolici invitavano a votare per hitler,senza di lui , il vaticano non avrebbe potuto da solo eliminare gli ebrei, e adesso non venitemi a dire che la chiesa cattolica amava gli ebrei.
    La civiltà cattolica ,giornale dei gesuiti,ha scritto sulle sue pagine che il mondo senza gli ebrei sarebbe stato migliore.
    Quindi il terreno per lo sterminio lo avevano preparato loro.
    Resta il fatto che , qualunque cosa tu dici, rimane il fatto che ci sono ancora archivi chiusi , nel vaticano, riguardanti i rapporti con il regime nazista.
    Ci sarà un perchè.
    Ciao

  16. bruno frusca scrive:

    Gentile Marina,

    In Vaticano nessuno mai disse che “… Il Duce era L’uomo della Provvidenza mandato da Dio “.
    La frase esatta, estrapolata da un discorso di Pio XI° del 13 febbraio 1929 pronunciato ai Professori e agli studenti dell’Università Cattolica di Milano, due giorni dopo la firma dei patti Lateranensi, a commento appunto di quell’evento è la seguente: … E FORSE ci voleva anche un uomo che la Provvidenza ci ha fatto incontrate, un uomo che non avesse le preoccupazioni della scuola liberale per gli uomini della quale tutte le leggi, diciamo, e tutti quei regolamenti erano altrettanti feticci e, proprio come i feticci, tanto più tangibili e venerandi, quanto più brutti e deformi…”

    Come vede la frase, con il forse dubitativo, non suonava certo ad omologazione del fascismo, ma la pratica constatazione che il concordato arrivò alla stretta finale, dopo anni di incontri, per quanto concerneva lo stato italiano, per la risoluta azione diretta di Mussolini, che volle seguire personalmente la fase finale dell’accordo.

    Come vede, gentile Marina da qui a pensare che il Vaticano considerasse Mussolini come l’Uomo mandato da Dio ce ne corre…

  17. MARCO D. scrive:

    Il caso “Marina” non è altro che il risultato di quello che passa la scuola italiana tramite i suoi faziosissimi – alias ignorantissimi – insegnanti.
    Di generazione in generazione si trasferisce la vulgata, e non la Storia con la S maiuscola.
    Cosicché dalla signora che incontri dal parrucchiere, al collega di lavoro in ufficio, dal tranviere, al politicante, sentirai le solite solfe: eroico Garibaldi, retrivo Pio IX, Marx difensor pauperum, Grande Guerra, Re Buono, Re Galantuomo, Cavour padre della patria, Mussolini cattivissimo e con tutti gli italiani contro, antifascisti buonissimi e democratici, Kennedy buono, Reagan canaglia, il Papa Buono e quello cattivo e altre robe del genere.
    Vulgata, appunto, mito, storia “tanto al tocc” (si direbbe dalle mie parti).
    Ed è quella che di prof. in prof. viene propinata alle generazioni. Il ciampismo storico, lo chiamerei.
    E quando uno prova invece a dire il vero, quello che è scritto sui documenti… è uno sporco revisionista di destra.
    Per cui Pio XII rischierà di aspettare la beatificazione per anni, perché molti cattolici per primi, continueranno a pensare che era antiebraico (un po’ magari lo era… ma provate voi a vivere l’esperienza di uno che vi punta una pistola carica al petto inneggiando a quel comunismo che fu propagato in Europa anche da molti nostri “fratelli maggiori”…) e che dell’olocausto se ne fece un baffo.
    Le varie “Marine” non si convinceranno mai, perché il dover riscrivere nella loro mente la storia che pensavano di conoscere, le manderebbe in depressione, forse pensando di aver sprecato tempo rincorrendo chimere.

  18. Andrea Ghisu scrive:

    Spero che il caro Andrea Tornielli continui ad intervenire con puntualità sui post relativi a questo articolo, perchè la storia della Chiesa viene regolarmente mistificata, ed è strano che sino ad ora sia solo la fantasia di “marina” ad essersi manifestata. Forse le precisazioni di Andrea hanno fatto capire agli altri membri del Genio Guastatori che le loro fandonie almeno questa volta saranno puntualmente smascherate. Oltre al libro su Pio XII, citato da Bruno Frusca, mi permetto di segnalare, sempre di Andrea, anche “Pio IX l’ultimo Papa Re”, Milano, Soc. Europea di Edizioni – Il Giornale, 2004. Contiene validi argomenti per stroncare sul nascere tante altre stupidaggini che si dicono sulla storia della Chiesa.
    Il Santo Padre ha naturalmente ragione quando dice che l’ignoranza della Storia permette l’affermarsi delle ideologie, ma in Europa in genere, ed in Italia in particolare, la conoscenza della Storia sbugiarderebbe troppi poteri. Mi permetto solo di far notare che chi vuol fare della storia, o anche della cronaca onesta e corretta, deve giudicare i protagonisti degli eventi non secondo i propri tempi e le proprie prospettive, bensì secondo i loro.
    Riguardo alla definizione di Mussolini quale uomo della Provvidenza da parte di Pio XI, è una balla molto simile a quella recentissima di Benedetto XVI che secondo i professorucoli della Sapienza avrebbe ribadito la condanna a Galileo. Pio XI due giorni dopo la firma dei Patti Lateranensi, quindi il 13 febbraio 1929, ricevette in udienza i professori e gli studenti della Cattolica guidati da padre Agostino Germelli. Il Papa, parlando di quanto accaduto due giorni prima disse: “forse ci voleva anche un uomo come quello che la Provvidenza ci ha fatto incontrare; libero dalle preoccupazioni della scuola liberale…” (cfr Messori V., Emporio Cattolico, Milano, Sugarco Edizioni, 2006). Un piccolo esempio di come certe menzogne abbiano il loro fondamento sull’ignoranza della storia che permette l’affermazione delle ideologie.

  19. Raffaele Savigni scrive:

    Concordo con le affermazioni del pontefice (e di Amcrea Tornielli) sull’importanza della memoria storica. Ad integrazione delle affermazioni sopra riportate, aggiungo che un “bagno di storia” fa bene non solo a chi è tentato di vedere solo l’attualità, dimenticando la memoria e le “radici”, ma anche chi tende ad assolutizzare una certa teologia (da non identificare con la fede) che si è formata storicamente, dimenticando che nell’esperienza storica della Chiesa, accanto ad elementi permanenti, ce ne sono altri validi per un certo periodo storico ma non immutabili e quindi riformabili.Alcuni esempi: il latino nella liturgia, il celibato come obbligo per tutti i sacerdoti, il centralismo romano, la Comunione in bocca anziché in mano… Il senso della storia ci aiuta a valorizzare il vissuto di chi ci ha preceduti nella fede senza condannarci per questo ad essere semplici ripetitori del passato.Questo non vale ovviamente per la tradizione apostolica e per i dogmi definiti dai concili o dai papi, che sono normativi per tutti.
    Accanto al rischio del sociologismo astorico (in cui cade ad esempio Luzzatto in certi suoi giudizi) vedo quindi anche quello di un certo modo di fare teologia (o nanche liturgia…) prescindendo dalla storia.Un esempio positivo: il card. De Lubac, che nel suo libro “Corpus mysticum. L’Eucarestia e la Chiesa nel Medioevo” mostra attraverso quali passaggi si è formata nei secoli la dottrina cattolica sull’Eucarestia, nel suo valore perenne, ma anche una certa spiritualità eucaristica un po’ individualistica che ha lasciato in secondo piano il legame intrinseco Chiesa-Eucarestia, ben presente nella prospettiva dei Padri.

  20. Raffaele Savigni scrive:

    E’ vero che la frase di Pio XI non era “uomo della Provvidenza”m, ma aveva quella forma più problematica che è stata ricordata; e che i cattolici tedeschi furono in genere meno “filonazisti” di tanti protestanti. Tuttavia bisogna aggiungere che in generale la maggioranza dei cattolici (gerarchia compresa) si è accorta con ritardo del grave pericolo rappresentato dal nazismo e dal fascismo (mentre ad es. ha condannato sin dall’inizio il comunismo); e che nel 1924 il Vaticano commise il grave errore di consigliare a Sturzo di partire esule, lasdciando di fatto via “libera” a Mussolini, anzichè levare a voce alta la protesta contro l’infame delitto Matteotti.Se si fosse fatto allora quel che Woityla fece con Solidarnosc, il fascismo sarebbe stato sconfitto e molte sciagure sarebbero state evitate.Su questo esiste un bel libro del gesuita Giovanni Sale.Poi, certo, Pio XI seppe levare alta la protesta nel 1931 a difesa dell’Azione Carttolica; e nel 1938 contro le leggi razziali (diversamente da padre Gemelli…).

  21. mick scrive:

    Sono rimasto stupito dalle affermazioni di Marina e dalle sue false accuse di contiguità del Vaticano (ma probabilmente il vero bersaglio è Pio XII) con il nazismo ed il fascismo: accuse non so se fatte per ignoranza o per desiderio di stravolgere la verità storica.Si documenti Marina e sappia che in tutto il mondo l’unica istituzione che si mosse per salvare migliaia e migliaia di ebrei dalla persecuzione nazista è stata la Chiesa cattolica guidata da Eugenio Pacelli. E’ stato il cardinale Eugenio Pacelli a redigere la Mit brennender sorge ed è stato Papa Pio XII ad aprire le porte di conventi anche di clausura ed istituti ecclesiastici per accogliere migliaia di perseguitati ed a sostenere, anche economicamente, le operazioni di salvataggio organizzate dal vescovo Palatucci e dal nunzio Angelo Roncalli e da tanti altri ecclesiastici che per motivo di sintesi non è possibile ricordare ora. E come dimenticare l’immagine di Pio XII a San Lorenzo dopo il bombardamento con la veste intrisa di sangue e le mani rivolte al cielo per invocare la protezione divina sulla martoriata città di Roma che solo al”defensor civitatis” deve la sua salvezza visto che fu Papa Pacelli, unica autorità politica a rimanere nella città eterna dopo l’8 settembre, ad impedirne la distruzione da parte dei nazisti in fuga. Vede Marina, la Chiesa che lei accusa è quella di Pacelli, di Palatucci di Von Galen, di Faulhaber,di Massimilano Kolbe, di Edith Stein e altre migliaia di religiosi che rischiando la loro vita hanno sempre testimoniato l’amore di Cristo e che solo poveri di spirito possono accusare di collusione.

  22. stefano scrive:

    “i vescovi cattolici invitavano a votare per hitler,senza di lui , il vaticano non avrebbe potuto da solo eliminare gli ebrei”

    Sorprendente la sicurezza con cui afferma certe cose, senza citare uno straccio di documento. Insomma, ci sta dicendo che Hitler è salito al potere per un oscuro disegno del Vaticano che mirava ad eliminare tutti gli ebrei. Mi viene dunque da pensare che anche Stalin sia salito al potere per opera del Vaticano in modo che anche gli ebrei russi venissero sterminati. Forse anche i Palestinesi di oggi sono in realtà delle pedine del Vaticano… Per caso ha qualche prova di questo oscuro disegno?

  23. Giulio scrive:

    Anch’io condivido l’importanza di raccontare i fatti senza manipolazioni di parte. Spero che adesso qualche giornalista raccolga l’invito e ci racconti cosa é realmente successo con Mons.Romero, con la presenza di preti sui “voli della morte” in Argentina, con la chiesa nei Balcani, con la difesa a ultranza di Pinochet da parte del Vaticano, sui processi sommari e senza possibilitá di difesa celebrati da Ratzinger al Santo Uffizio..
    E questo per parlare solo di alcune cose successe negli ultimi anni. Poi se uno volesse ampliare gli orizzonti storici…

  24. Reginaldus scrive:

    A Marina che sembra giustificarsi dicendo: non sono male informata, ho poche informazioni… io vorrei dire che avere poche informazioni è peggio che non averne affatto. Creano illusioni di conoscenza. E non si danno giudizi campati su parvenze. E quando poi le poche informazioni sono anche sbagliate ( come si fa a parlare di Germania ‘cattolica’ ? ) apriti cielo!
    2)Al Sig. Savigni. Sempre a proposito di sempre maggiori informazioni, che ne dice di questo stralcio da una intervista allo storico Nolte? Ecco:
    D.: Professore, si può parlare di colpe della Chiesa?
    R.: Chi ha il diritto di affermare che colpevole è chiunque allora non si espresse del tutto negativamente sul nazismo? La verità è che nel 1933 ci fu tutta una serie di persone, movimenti e partiti che si dimostrarono relativamente amichevoli. Sono davvero pochi quelli che possono puntare il dito, tra questi certamente le principali vittime: gli ebrei, i quali possono permettersi di affermare che chiunque abbia avuto rapporti col nazismo si è reso colpevole. Eppure guardi, anche qui si dimostra quanto sia complessa la storia: persino gli stessi ebrei, nel 1933, in buona parte non si espressero in modo tanto negativo contro il nazionalsocialismo. Al contrario, si può anzi trovare tutta una serie di dichiarazioni di Alti rappresentanti della comunità ebraica tedesca che sia pure con riserve – addirittura davano ragione al nazismo, soprattutto per quanto riguardo l’anticomunismo. Se non si ha bene presente questo aspetto, si è fin dall’inizio sulla strada sbagliata. da: http://www.orarel.com/cristianesimo/chiesa/storia/pio12/st_testimonianze.shtml

  25. stefano scrive:

    “sui processi sommari e senza possibilitá di difesa celebrati da Ratzinger al Santo Uffizio”

    Potrebbe spiegare (e documentare)?

  26. Dario scrive:

    >Resta il fatto che , qualunque cosa tu dici, rimane il fatto che ci sono ancora archivi chiusi , nel vaticano, riguardanti i rapporti con il regime nazista.
    Ci sarà un perchè.

    Cara Marina, il sig. Tornielli ha già risposto su questo punto (nel post 21). Gli archivi vengono aperti uno dopo l’altro, in base ai pontificati, dopo aver terminato il necessario lavoro di catalogazione. D’altronde dire che ancora non sono consultabili, non mi sembra un buon motivo per sospettare che ci sia per forza qualche motivo losco.
    Gli archivi su Pio XII non sono stati ancora aperti, ma saranno i prossimi ad esserlo. Deve solo arrivare il loro turno.
    La questione sarebbe sospetta se, dopo essere arrivati a Pio XI, saltassero papa Pacelli per arrivare direttamente a Giovanni XXIII.
    Ma non avrebbe senso farlo.

  27. Giulio scrive:

    Caro Stefano, un esempio che ricordo bene é quello di Juan Josè Tamayo. Documentare é importante, hai ragione. Ho trovato informazioni su: http://www.jornada.unam.mx/2003/02/16/mas-colin.html
    Personalmente ricordo un’intervista pubblicata sul Pais dove Tamayo raccontava che non gli era stato permesso presentare le proprie difese alla sentenza del processo di cui cui era stato, a sua insaputa, oggetto.

  28. Alessia scrive:

    La Congregazione della Fede non ha mai celebrato processi sommari e tanto meno vietato la difesa ai sacerdoti indagati per le loro opere (vedi gli appartenenti alla Teologia della Liberazione). Ovvio che informarsi solo tramite determinate fonti di parte ignorando la controparte può solo generare confusione e disinformazione.

  29. Pepito Sbezzeguti scrive:

    Caro dott. Tornielli e rispettabili frequentatori di questo blog, vorrei rendervi partecipi di due “perle” ascoltate durante due omelie tenute durante altrettante Sante Messe in due diverse chiese di Milano in due giorni diversi (distanti l’uno dall’altro). Tali “perle” illustrano alla perfezione i frutti (marci) dell’ignoranza storica deplorata da S. S. Benedetto XVI.
    Entrambe hanno per oggetto la figura di San Carlo Borromeo, praticamente una delle due colonne della chiesa ambrosiana, insieme a Sant’Ambrogio. Insomma, non proprio l’ultimo arrivato nella chiesa di Cristo.
    La prima “perla” è stata “donata” ai fedeli all’ascolto da un frate francescano già anziano secondo il quale il santo cardinale sarebbe tale (santo cioè) grazie ai soldi profusi dalla sua famiglia per elevarlo agli onori degli altari. Cioè: la chiesa fa(ceva) i santi come in certe università italiane di oggi si fanno i dottori: pagando !
    La seconda “perla” invece è fresca fresca. Proviene da un giovane prete che durante una messa di questa settimana ci ha resi edotti – noi fedeli presenti – che San Carlo soffriva di problemi… psicologici che, parole del sacerdote, “oggi probabilmente sarebbero curati”.
    Vi è da dire, a parziale discolpa del prete perlifero, che questi durante l’omelia ha corroborato la sua affermazione sostenendo che tale “scoperta” gli era stata insegnata… indovinate da chi ? Questo lo lascio alla fantasia dei lettori di questo blog. Basti sapere che si tratta di un successore di San Carlo che già ebbe modo di adombrare la possibilità che San Paolo fosse… antisemita (!!!)
    Ah i frutti del concilio !

    Saluti a tutti e un messaggio particolare per la nobildonna Pipìta Dal Monte: come vede ho ragione io a voler usare le alabarde dei suoi armigeri per massaggiare le schiene (di buona parte) del clero postconciliare !

  30. Giulio scrive:

    Gentile Alessia, non ho citato informazioni ‘di parte’ ma dichiarazioni del diretto interessato e non mi sembra neanche di voler ignorare la controparte (altrimenti non visiterei questo blog). Se condivido le parole del Papa riguardo una visione serena e veritiera della storia significa che non devo credere come oro colato a tutto ció che mi viene propinato dalle versioni ufficiali ma cercare anche elementi di verifica. Cosa che la Chiesa cattolica certo sta dimostrando di non vuoler fare. Ma cosa mi dice di Mons.Romero ad esempio?

  31. Gianni B. scrive:

    La materia su Pio XII è altamente opinabile e negli ultimi 50 anni parecchi storici hanno dibattuto sulla buona o sulla cattiva fede del Papa rispetto a nazismo e fascismo.
    Ultimamente sembra prevalere la teoria della buona fede, però è anche vero che fino a quando non saranno aperti gli Archivi che lo riguardano, nessuna fazione, pro o contro Pio XII, potrà dimostrare inequivocabilmente le proprie ragioni.
    E’ certo che Pio XII e la Chiesa ebbero un ruolo molto attivo nell’aiutare gli ebrei, dopo l’approvazione delle famigerate leggi razziali: ci sono i documenti e le testimonianze storiche che lo provano e nessuno si sognerebbe di dire il contrario.
    Suona un po’ strano, comunque, beatificare la Chiesa perché ha aiutato gli ebrei invece di sterminarli – è un po’ come la scoperta dell’acqua calda – però fin qui nessun problema, siamo d’accordo.
    Nonostante ciò molte domande restano irrisolte: per esempio, perché nel discorso del 1942 Pio XII non condannò la violenza sugli ebrei? Perché non condannò la Notte dei Cristalli? La Commissione appositamente istituita nel 1999 per rispondere a queste domande, che del resto appassionano l’intero pianeta, aspetta ancora l’apertura degli archivi: speriamo che ciò avvenga presto.
    Un grande buco nero che riguarda Pio XII fu però indiscutibilmente la connivenza dell’arcivescovo cattolico di Zagabria, Stepinac, con la mostruosa dittatura degli ustascià croati che sterminarono oltre 500.000 persone tra serbi ortodossi, zingari, ebrei, ecc. ecc., con metodi che avrebbero fatto impallidire Mengele.
    Sembra impossibile che Pio XII non sapesse nulla di questi massacri e per questo risulta incomprensibile il suo silenzio: anche in questo caso l’apertura degli archivi vaticani potrà far comprendere se, quanto e come Pio XII fosse “complice” di Stepinac.
    Le critiche maggiori rivolte a Pacelli però devono riferirsi non tanto al suo pontificato ma al periodo in cui fu Nunzio Apostolico in Germania, dal 1917 al 1930.
    Hitler trovò la strada spianata in Germania anche grazie all’atteggiamento favorevole della Chiesa di Roma (con la quale egli addirittura stipulò un Concordato) e Pacelli non fu certo uno strenuo oppositore di Hitler in quel periodo: anche questa è Storia.
    Nel frattempo in Italia Pio XI stipulava i Patti Lateranensi con Mussolini, dopo avere di fatto legittimato il regime fascista, a discapito dei partiti e della democrazia.
    Tali imperdonabili errori storici, che si possono dividere equamente tra i due Vicari di Cristo in Terra, Pio XI e il futuro Pio XII, portarono alla “benedizione” dei regimi nazista e fascista con le conseguenze che sappiamo.
    Diciamo che nella più indulgente delle ricostruzioni storiche, gli ingenui Ratti e Pacelli apersero le porte della stalla, fecero scappare i buoi, e poi non furono più in grado di riportarli indietro. Mica poco.
    In generale voi cattolici potete pensarla come volete, ma di fronte ad una Chiesa che stipula concordati sia con Hitler che con Mussolini, l’onere della prova della buona fede spetta a voi, e non certo a Marina, mi pare!

  32. Alessia scrive:

    L’emerito porporato gesuita

  33. Alessia scrive:

    @ Giulio
    Mons. Romero, di cui fra breve ricorrerà il 28° dell’assassinio, è un martire. Il suo sacrificio in difesa della popolazione salvadoregna contro le vessazioni del governo paramilitare è stato strumentalizzato e manipolato dai fautori della teologia della liberazione. Insomma, hanno tentato di annetterlo. Ma Romera era un Pastore, non un politico. Dissentiva infatti dalla visione della teologia della liberazione che considerava una deviazione politica della visione della Chiesa. Tra breve lo vedremo beatificato. Quanto a Tamayo egli è necessariamente “di parte”, come di parte è El Pais a cui ha concesso l’intervista.

  34. Alessia scrive:

    Gentile Sig. Pepito Sbezzeguti
    lei allude sicuramente a un notissimo porporato gesuita, ora in pensione, il cui cognome ricorda un altrettanto noto aperitivo, le cui elucubrazioni, diciamo così, spesso suscitano perplessità.
    Già, i frutti del Concilio!!

  35. Giulio scrive:

    “Non mi sono mai sentito cosí solo come a Roma” sono parole pronunciate da Romero pochi giorni prima di essere assassinato. A Roma é riuscito ad avere audienza con Woityla solo grazie alla propria ed esasperata insistenza. Il Papa non ha voluto vedere i documenti che dimostravano la connivenza del governo con gli squadroni della morte dicendogli semplicemente che doveva andare ‘cristianamente’ d’accordo con quel governo. (il dialogo completo tra il Papa e Mons.Romero é stato pubblicato da tantissimi media di tendenze diverse)

  36. bruno frusca scrive:

    Caro Giulio, non corrisponde a verità l’ affermazione secondo la quale Papa Giovanni Paolo II° non abbia voluto la documentazione che Mons. Romero aveva portato con sè nel corso dell’udienza di Lunedì 7 Maggio 1979 -
    Legga le pagine del Diario di Romero Ed. La Meridiana 1990 Pag. 196- 213
    E’ pur vero che dell’incontro, dopo aver raccontato di aver sfogliato e commentato con il Santo Padre il memorandum che aveva portato come documentazione, dice “… Anche se la mia impressione non è stata del tutto soddisfacente a prima vista, credo tuttavia che sia stato un colloquio molto utile, perchè è stato molto franco ed io so bene che non si deve sempre aspettare una piena approvazione, ma che è più uile ricevere delle avvertenze che possano migliorare il nostro lavoro…”

    E nel successivo incontro con il Card. Baggio, ricordando l’udienza del Pontefice, parla di “… Sconforto suscitato
    dalla mia udienza col Santo Padre…

    A pag. 200 Mons. Romero dice, parlando dell’udienza generale del 2 maggio “…Poi ci ha salutato tutti, ( i vescovi presenti n.d.r. ) uno per uno, sempre dal suo trono. Mentre gli stringevo la mano e chiedevo la benedizione per L’Arcidiocesi di San Salvador, mi ha detto che avremmo dovuto parlarci in privato: io gli ho risposto che proprio questo era il mio grande desiderio e che avevo già sollecitato l’udienza.

  37. Giulio scrive:

    Evidentemente esistono due Chiese che dicono cose diametralmente opposte. Leggo testualmente dal dialogo tra Mons.Romero e Woityla: “¡Ya les he dicho que no vengan cargados con tantos papeles! Aquí no tenemos tiempo para estar leyendo tanta cosa.” (anche in internet puó trovare facilmente il dialogo completo offerto da fonti diverse) Vede, io in Italia non ho mai letto resoconti soddisfacenti di tanti fatti di cui, o non se ne é parlato o se ne é data solo la versione ‘ufficiale’. Avevo citato i voli della morte, Pinochet, la chiesa dei Balcani e il lavoro del Sant’Uffizio solo per fare qualche esempio ma forse un buono storico o un buon giornalista (non di parte, sono d’accordo con tutti voi) potrebbe raccontarci qualcosa in piú. Quando uno storico é al servizio di un’ideologia il danno lo fa soprattutto a chi crede in quell’ideologia.

  38. MARCO D. scrive:

    Leggo le accuse di connivenza Chiesa-fascismi vari (in Slovacchia, stato vassalo del Reich, addirittura governava un Monsignore di lontane origini venete).
    Ma qualcuno dovrebbe anche ricordare i contesti in cui sono nati questi appoggi “problematici” alle dittature di destra.
    Forse bisognerebbe ricordare cosa successe in Russia nel 1917 e il pericolo rosso in tutta Europa dopo la I Guerra Mondiale.
    La gente di oggi pensa forse che i comunisti di allora fossero simili a Bertinotti o Giordano!
    Questi volevano la fine del cristianesimo, il fascismo no. E dite poco?
    Che poi Mussolini fosse un mangiapreti, da buon ex-socialista romagnolo, tutti lo sappiamo. Ma, a differenza, di Hitler o di Stalin, prima di andare a morire passò qualche momento di colloquio a Milano con un futuro beato, il card. Schuster, che gli offerse un bicchierino di rosolio. E questo dice un po’ della complessità della questione.
    La Chiesa è sempre stata realista: a volte si tollera il male minore, e le dittature di destra sono state considerate sempre un male minore (vedi anche il Cile o la Spagna) perché nei loro programmi non c’era l’annientamento del Cristianesimo, mentre nei Paesi comunisti sì
    Anche in Croazia.. cosa doveva fare Stepinac, permettere l’instaurazione di un governo comunista? Quali partiti democratici avrebbe dovuto appoggiare?
    Se qualcuno va a Sotto il Monte, può anche vedere di persona con due foto emblematiche (la Santa Messa al campo per le truppe italiane occupanti e la stretta di mano con un generale tedesco) l’atteggiamento del Nunzio Roncalli in Grecia durante l’occupazione nazista. Egli rappresentava la Chiesa di Roma e lo faceva nel pieno rispetto delle direttive del Papa Pio XII e della diplomazia vaticana, a delusione di quanti continuano a non fare la storia sui documenti, ma sui pregiudizi.
    Nel nostro piccolo, anche in Italia avviene oggi la stessa cosa.
    In Vaticano speravano nella caduta del governo Prodi e ve lo posso confermare con notizie di prima mano sapute da un vescovo sloveno che era dal Papa per la visita ad limina il giorno in cui il senato votò la sfiducia.
    La Chiesa è costretta ad appoggiare le coalizioni di centro-destra per la scempiaggine dei governi di sinistra, che operano sempre (in maniera più o meno subdola) per debellare o svuotare il cristianesimo.
    Finché le sinistre e i centristi cattolici che le appoggiano continueranno su questa strada, si mettano l’animo in pace, la Chiesa si rivolgerà a destra, per lo meno come male minore.

  39. Andrea Tornielli scrive:

    Caro Gianni B. ti devo qualche precisazione su Pio XII. Mi dispiace che vengano ripetute cose non vere. Papa Pacelli non condannò la Notte dei Cristalli? Poverino, non era ancora Papa! La Notte dei Cristalli avvenne nel novembre del 1938, lui fu eletto nel marzo 1939. In ogni caso non è vero affatto che non disse nulla: il Papa, Pio XI, stava già male, e il cardinale Pacelli, Segretario di Stato, scrisse in suo nome una lettera di solidarietà agli ebrei perseguitati invitando il cardinale di Londra, Hinsley, a partecipare a una manifestazione in loro favore con la benedizione della Santa Sede. Esiste(l’ho pubblicata nel mio primo libro sull’argomento) la minuta vergata a mano dal povero Pacelli, al quale commissioni o singoli incapaci di leggere i documenti già pubblicati attribuiscono anche responsabilità a vanvera. Per quanto riguarda il famoso radiomessaggio del 1942: la terribile soluzione finale stabilita da Hitler pochi mesi prima era iniziata, e nel radiomessaggio di Natale Pio XII parla dei campi di concentramento e dei perseguitati a motivo della loro nazionalità o razza. Il Papa denuncia la situazione delle «centinaia di migliaia di persone, le quali, senza veruna colpa propria, talvolta solo per ragione di nazionalità o di stirpe, sono destinate a morte o a un progressivo deperimento».
    at

  40. peccatore scrive:

    Chiedo ai partecipanti a questa discussione una verifica: dovremmo parlare della STORIA e il Papa si riferisce al valore della storia come “rivelatrice dei cuori” (evangelicamente: “dai frutti li riconoscerete”). In pratica il Papa dice che l’aver perso il radicamento nella storia del FATTO cristiano porta a discuterne filosoficamente. E la filosofia tende a sottacere la storia, anzi ad anticiparla, piegando le vicende umane a qualche ideologia o “…..-ismo”. L’eventuale comportamento criticabile dei cristiani nell’ambito di qualche “…ismo” (sempre ingigantito dall’ideologia di chi tace, oggi, di quanto accade ai cristiani in varie parti) è effetto e non causa di quei fatti. Chi ha introdotto il tema di Pio XII al quarto intervento di questa discussione era “fuori tema” (anche nel merito e non solo nel metodo), ma è normale, volendo non capire che cosa dice il Papa, parlare d’altro. OGGi, NELLA CHIESA, ci sono teologie-filosofiche del “non accadimento” che spostano nel mito e nelle idee il FATTO DELLA RISURREZIONE. E, estendoci anche alle altre religioni, dei “darwinismi” che ponendo il caos e il caso al principio della vicenda, spingono tutta l’attenzione sul progresso umano come compimento, tacendo della VOLONTA’ DI DIO, relegandola nelle pieghe della privatezza, per imporre un qualche “darwinismo sociale”, comunque ideologico. Vogliamo provare ad elevarci dalle polemiche su qualche episodio, dentro il quale un minimo di onestà storica e critica dovrebbe avere il coraggio di elencare anche tutti gli altri silenzi, malefatte e incoerenze, proprio da parte di chi punta il dito moralista contro la Chiesa? Il Papa ci dice di vigilare su chi, nella Chiesa, sta filosofando contro la storia, negandola o trascurandola. Dio regge la storia. Ha creato il tempo e lo spazio. E’ intervenuto a liberare il popolo dalla schiavitù. Ha fatto capire di reggere Lui le redini. In Gesù si fa uomo, patisce la croce e risorge. Fatti, non simboli. Ha detto che tornerà. Chissà che cosa troverà. Les philosophes che Lo riducono a un mito?

  41. Leonardo scrive:

    Per Pacifico Gammella (ma davvero si chiama così? sembra un personaggio di Pirandello): a fare del copia-incolla (mettendo le “fonti” in tedesco, così fanno più impressione) siamo capaci tutti. Tanto per dire: http://www.vaticanfiles.net/sale_1998.htm

  42. Leonardo scrive:

    Leggere l’articolo del p.Sale, che è una persona seria, no eh?

  43. Reginaldus scrive:

    Dopo che Pacifico Gammella ci ha ammannito la sua versione, il medesimo, unitamente a quelli dalla sua parte, si degni di considerare anche la versione altrui. Ecco due esempi: 1) l Card. Stepinac eroe e martire dimenticato http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php 2) Il Card. A. Stepinac, un sostenitore dei «Diritti di Dio» e dell’uomo http://www.vaticanfiles.net/sale.

  44. francesca scrive:

    Ratzinger ci ha offerto un’altra lezione di ipocrisia. La società dimentica del suo passato è la chiesa cattolica che è sempre dietro a nascondere le sue malefatte.

  45. mick scrive:

    Leggendo i commenti di Gianni B. e Pacifico Gammella penso a quanto vere siano le parole di Bendetto XVI sui guasti che l’ignoranza della Storia produce. Pacifico Gammella dice un profluvio di falsità nei riguardi di Mons. Stepinac che in realtà difese con eroismo ebrei, zingari, ortodossi dalle persecuzioni naziste così per poi fare diversi anni gi galera comunista dopo la presa del potere da parte di Tito morendo a causa di una malattia contratta nelle carceri comuniste. Sappia caro Gammella che se il nazismo fu uno dei regimi più atroci della Storia, non da meno fu il comunismo: entrambi annientavano gli oppositori, le minoranze,le libertà civili e si servivano della propaganda per mistificare la realtà e servire la propria nefasta ideologia. Proprio per questo rifletta sull’opera e le azioni di Mons. Stepinac consultando fonti più serie ed obiettive e si renderà conto che Egli fu un martire e non un carnefice.

  46. Alessia scrive:

    Complimenti Francesca!
    ecco un luminoso esempio di disinformazione e, mi permetta, di acida malafede e ignoranza di base. Non è difficile immaginare quali siano le sue fonti e neanche che lei non abbia letto il testo e neanche studiato la storia. Ma in fondo a che serve, basta spigolare qua e là nei siti giusti tanto per avvalorare le proprie convinzioni ideologiche. E poi oggi, come ieri, è cosi chic sparare a prescindere sulla Chiesa.
    Mi raccomando continui così.

  47. marina scrive:

    Reginaldus… ma in che mondo è vissuto finora??
    Ammettere di essere in possesso di documenti che falsano la storia, é segno di immaturità psicologica.
    Vada in croazia a chiedere ai parenti delle vittime , cosa è successo in quegli anni.

  48. marina scrive:

    mick..ma chi le ha fatto il lavaggio del cervello?
    Possibile che creda cosi ciecamenta solo alle fonti vaticane?
    Questo vale anche per alessia.

  49. peccatore scrive:

    Marina, rilassati.

    Anche in un blog troppa acidità disturba le interiora …

    Durante la lezione di teoria un ufficiale chiede ai soldati: – Chi sa dirmi cos’è la cosa più importante nel carro armato? I soldati cominciano a rispondere, alzando la mano uno per uno:
    - I cingoli…
    - Il carburante…
    - Le munizioni…
    - La ricetrasmittente…
    L’ufficiale:
    - NO! Ricordatevi bene: la cosa più importante in un carro armato è NON SCOREGGIARE!!!

  50. renato scrive:

    Già le ideologie. positivismo, razionalismo comunismo e nazismo, oggi ormai queste ideologia sono scomparse ma hanno lasciato le loro distruzioni:il relativismo e il nichilismo.
    Una sola ideologia invece vive evegeta vive e domina in tutto l’Occidente e nessunO vuole riconoscere perchè troppo imbarazzante: il femminismo.Una ideologia profondamente antimaschile che predica l’idolatria della donna in tutte le sue forme.

  51. marina scrive:

    Per Renato..dove la vede lei tutta questa ideologia femminista?
    Io vedo solo una gran voglia di farci rispettare..
    Visto che nessun politico o sacerdote lo fa, e, non lo ha mai fatto , dobbiamo farlo noi.
    Teniamo alti i toni , perchè altrimenti nessuno ci ascolterebbe.

    io vedo solo una gran voglia di farci tornare indietro, quando a farla da padroni erano solo gli uomini(sacerdoti compresi)

    Lei lo sa , che in questo mondo civilizzato ,ci sono migliaia di suore che vengono violentate dai sacerdoti,e , che vengono zittite e costrette ad abortire per non creare scandalo??
    Dobbiamo fer forza farci sentire, se vogliamo essere rispettate

  52. Antonella scrive:

    Ma che dici Marina? suore violentate dai preti? e chi te l’ha detto? Per me leggi troppi libri di fantascienza!!

  53. Gianpaolo1951 scrive:

    @ Marina

    «Lei lo sa , che in questo mondo civilizzato ,ci sono migliaia di suore che vengono violentate dai sacerdoti,e , che vengono zittite e costrette ad abortire per non creare scandalo??»

    Per essere così bene informata, non è che Lei sia una di quelle?!?

  54. mick scrive:

    A MArina rispondo che il lavaggio del cervello me lo fanno solo i fatti storici che analizzo criticamente con assoluta autonomia. Piuttosto, lei come fa a sapere delle povere suorine? Avrà letto documenti, sentito testimoni, raccolto confessioni o forse alimenta con destrezza il venticello della calunnia?

  55. Gianni B. scrive:

    @Andrea Tornielli
    Probabilmente non mi sono espresso molto bene nel mio post… tutti sanno che Pacelli non era ancora Papa quando avvenne la famigerata Notte dei Cristalli.
    Quello che volevo dire io è un’altra cosa: perchè Pacelli, non appena eletto Papa, quindi a distanza di soli 4 mesi da quel mostruoso avvenimento, non si espresse in qualche modo per condannare fermamente la cosa? Pensa che eco mondiale avrebbe avuto questa condanna del nuovo Papa nei confronti del Fuhrer, anche se fosse avvenuta nel Marzo del 1939! Tra parentesi Hitler non aveva ancora invaso la Polonia, per cui si era ancora in tempo di pace. Qualche legge vietava forse a Pio XII di prendere posizione contro il Fuhrer in un modo un po’ più deciso?
    Caro Andrea tu sei un grande giornalista, uno stimato professionista e vai diritto alle fonti, e per questo il tuo lavoro è senza dubbio molto apprezzabile, però in questo caso la tua citazione di questa semplice lettera scritta da Pacelli per conto terzi non mi pare un granchè.
    Il discorso del 1942: mi confermi che Pio XII non spese una singola parola a favore degli ebrei, ma già si sapeva :cool:
    Il discorso integrale si trova ovunque in Internet e tutti possono leggerlo: io l’ho letto varie volte e francamente l’unica cosa che si capisce bene è che Pio XII avesse una paura fottuta di Hitler, e anche del Duce, visto che non li nomina mai, neppure una volta!
    Avere paura di Hitler è molto comprensibile e umano – probabilmente temeva di essere bombardato, o arrestato, o qualcosa del genere – per cui probabilmente chiunque avrebbe fatto come lui, quindi barricarsi in Vaticano e scrivere questo inutile e pavido discorso, entrato nella Storia proprio per questo motivo.
    Della serie “ma chi me lo fa fare…”.

  56. marina scrive:

    per giampaolo, non sono affatto una suora ,sono regolarmente sposata, questo cosa vuol dire??
    Che non devo prendere le difese di queste suore??
    Piuttosto lei..non è che per caso…..

  57. marina scrive:

    Per Mick, secondo lei???

    Mi sambra un pò stizzito da queste notizie, perchè???

    è un pò astioso , mi sembra..atteggiamento tipico di chi ha subito un lavaggio del cervello.

  58. Alessia scrive:

    @ Marina
    Povera Marina ridotta a raccattare immondizia sul web per placare le sue ossessioni.

  59. marina scrive:

    mi stupisco di lei ,che è una donna, comunque si ricordi ,che forse un domani potrebbe accadere anche a lei , appunto perchè donna.
    Se per disgrazia le dovesse accadere, mi piacerebbe sapere la sua reazione,cara alessia.
    quanto dico non è immondizia del web,sono fatti realmenta accaduti,c’è anche la condanna dell’unione europea contro la chiesa , che l’ha obbligata a reintegrare le suore che la chiesa di DIO aveva cacciato ,per non creare scandalo.
    E adesso midica che anche il parlamento europeo è immondizia.
    A proposito ,la chiesa stessa dopo queste denunce ,ha ammesso che qualcosa era successo e ne era al corrente, anche se ha cercato in tutti i modi di minimizzare il fenomeno.
    Cara cara alessia , la domanda che le faccio è questa : lei è cattolica??
    E se si , dovrebbe ricordarsi gli insegnamenti di GESU,
    si ricorda quando disse:guai a voi scribi e farisei , sepolcri imbiancati, che sembrate belli fuori, ma siete pieni di ossa di morti all’interno.

    Mediti..e rimediti ancora sulle parole di ges§.
    Vuole continuare a difendere gli scribi e i farisei?
    Faccia pure,però le porte del paradiso per lei non si apriranno….

  60. Klaus scrive:

    Marina,lei mi sembra l’equivalente al femminile di Pacifico
    Gammella.

  61. Francesco Ursino scrive:

    x Marina

    Segua anche lei gli insegnamenti del Cristo cui dice di essere fedele: non giudichi e creda a coloro che Lui ha mandato, non fosse altro perché li ha scelti Lui e non pincopallino. E la smetta di indagare le coscienze altrui per “verificare” se sono cattolici secondo il suo distorto modo di concepire il cristianesimo: “io sono cattolica ma condanno la chiesa perchè è presuntuosa quando dice che la chiesa di Cristo è la sola e giusta”. Parole sue. Basta solo questo a farsi un’idea di chi scrive… il resto fa quasi sorridere… e vorrei sottolineare il QUASI.

    Si prenda una camomilla, fa davvero miracoli :cool:

  62. marina scrive:

    ma mi faccia il piacere ursino, a chi la vuol dare a bere che è Dio che li ha prescelti…
    Non ci credono neanche loro, visto che si comportano peggio del diavolo.
    E mi spieghi perchè io cattolica
    non devo condannare chi usa violenza sugli altri , e pretende pure di avere ragione perchè loro sino stati scelti da Dio ( aperte che non ci credono neanche i bambini a questa storia).
    Gesù cristo non usò la forza per scacciare i mercanti dal tempio?
    E che cosa sono i cardinali se non mercanti, visto che sono sempre coinvolti in scandali finanziari??
    è una mia ossessione anche questa???

  63. marina scrive:

    ancora per ursino, mi spieghi come si deve concepire il cristianesimo, forse potremmo capirci.

  64. Francesco Ursino scrive:

    x Marina

    Scui lei in che cosa crede allora? Solo nelle info superficiali che pesca un po’ qui e un po’ là condite ben bene con il suo immotivato odio nei confronti della sua stessa Chiesa? Me la spiega la sua coerenza o manco esiste quella? E’ stata lei ad esordire qui dentro con delle sparate tali da far dubitare della sua buona fede e pretende che la prendiamo ancora sul serio? Lo stesso Andrea le ha smontato le sue fantasie pseudo-storiche o vuole che le ricordi le bubbole che ha scritto su Stepinac di cui non sapeva e ci giurerei non sa ancora un fico? Eppure continua a giudicare, a ergersi convinta paladina di cosa poi… a fare il giustiziere, robin hood in gonnella… Ma ci faccia il piacere… Lei entra qui, parla per assoluti, se smentita non si dà per vinta e continua a blaterare il suo nulla, non dà prove di quello che scrive tranne la sua ridondante parola… .

    Cristo ha fondato la Chiesa… quella stessa Chiesa che vive tutt’ora anche se bersagliata da tutte le parti sia dentro che fuori, quella stessa Chiesa che lei calpesta con le sue discutibili dichiarazioni di cattolicità, quella stessa Chiesa che lei non riconosce – come tanti – come l’”una santa cattolica e apostolica”, come la sola e giusta perché voluta e fondata da Cristo in persona e di cui anche solo in virtù di queste due cose non ne fa parte… perché non esiste dichiararsi cattolico e mettere in discussione la veracità delle parole di Cristo! Il suo compito non è condannare, Marina, il suo compito è amare il prossimo a imitazione di Cristo e perdonare a TUTTI a imitazione di Cristo. Il potere di “sciogliere e di legare” non è stato dato a lei, perciò si metta l’anima in pace… oppure si danni per l’eternità. La scelta è sua… .

    Saluti!

  65. Francesco Ursino scrive:

    …di cui negando anche solo queste due cose non ne fa parte… mi è partita una frase…

  66. Reginaldus scrive:

    Oggi – ed è un ‘oggi’ che nasce al suono delle fanfare illuministiche del ‘700 – non si può fare storia ‘seria’ se non mantenendosi ben saldi sui binari della FRATERNITE’ e dell’EGALITE’, che soli ci fanno correre veloci e sicuri alla meta della LIBERTE’, dove possiamo vivere sciolti dai vincoli dell’ oppressione oscurantista della cristianità, cattolica in particolar modo. Con termini moderni diremmo che non si può fare a meno, pena l’esclusione dalla serietà accademica o dalla considerazione pubblica, quando si scriva o si parli di storia, di vedere tutto secondo il criterio dell’opzione ideologica della sinistra illuminata. ‘Ecrasez l’infame’ è ancora oggi il grido di battaglia della modernità contro la Chiesa. E se la storia, come studio delle fonti ed esposizione obiettiva dei fatti, non si piega alla bisogna, peggio per la storia. Nello stampo a cui si è dato la forma adatta allo scopo, si fa colare la fusione degli ingredienti voluti ed ecco la storia che serve! I fatti vengono accuratamente selezionati tagliati nascosti rilevati forzati interpretati ed esposti secondo l’obiettivo prefissato, ed ecco la ‘storia’ costruita ad arte, secondo l’ intenzione voluta. Non più la storia che in base all’ escussione dei testimoni emette un giudizio super partes, ma la misera storietta di una fazione che squalifica i suoi stessi creatori e fruitori. Politicamente corretta, si dice. Appunto. Politicamente costretta, secondo il programma di una politica precisa, annunciata al suono di quelle fanfare sopra dette.

  67. Alessia scrive:

    Marina,
    devo interpretare ciò che ha scritto come un augurio?
    E poi lei che ne sa?? Sono molteplici le sofferenze che si possono infliggere a un essere umano, a una donna, al di là della violenza fisica. Vanno dalle molestie, magari in ambito universitario o lavorativo o sociale, al mobbing, al ricatto morale e materiale. Sia come sia so per certo che non mi farei soppraffare.
    Piuttosto, LEI è cattolica o si ritiene tale? Oppure è semplicemtente un’anticlericale compulsiva, carica di odio e di desiderio di distruggere, che vede il marcio solo nei nostri pastori e nella nostra Chiesa, ignorando completamente ciò che avviene nel mondo secolare, che magari per lei è buono, bello, perfetto. Quanto a me sono cattolica e fedele alla Chiesa di Cristo e ai suoi Pastori, pur nella consapevolezza della sporcizia esistente che però non cancella l’enorme bene che questa istituzione ha fatto e continua a fare. Non faccio d’ogni erba una fascio, dal peccato originale in poi il male permea il mondo. La Chiesa, fondata da Cristo, è nel mondo ma non del mondo. Non si può separare Cristo dalla sua Chiesa. Quanto al mio destino eterno, le consiglio caldamente di pensare al suo. Non sappiamo quando verrà il momento. E l’odio certo non spalanca le porte del Paradiso. Il perdono si.
    Quanto alla violenza sulle suore, di cui credo le importi poco o nulla, non dimentichi il Kosovo e i vari paesi ex comunisti, con contorno di monasteri dati alle fiamme e preti uccisi in massa. Non dimentichi la Cina e l’India con i suoi loro aborti selettivi e la feroce persecuzione religiosa. E si potrebbe continuare …

  68. annarita scrive:

    Marina, il Parlamento Europeo immondizia? Ma che dice mai? Infatti da quando siamo entrati in Unione Europea va tutto molto meglio, pensi che magari se da troppo fastidio, potrebbero anche mandarla in galera in Siberia, bel vantaggio per uno che non può permettersi una vacanza all’estero. Poi si assicuri di non produrre troppo latte, visto che potrebbero multarla. Si ricordi anche di non essere troppo cattolica, potrebbero perseguirla, per reato contro la libertà religiosa e per menzogna, visto che l’Europa ha un passato ateo e non cristiano come pensavamo. C’è ancora chi crede al mito dell’Europa unita? Unita dove e come? Dalla paura di sanzioni ecco da cosa siamo uniti, e dall’euro(bella fregatura anche questo), non da grandi ideali comuni, come potevano esserci nella vera Europa di una volta: l’Europa Cristiana. Ogni Paese (tipo l’Italia) ha perso la propria autonomia, non vale più nulla, perchè il Parlamento Europeo, intoccabile, leggifera su tutto, controlla tutto, sanziona tutto. Sembra l’occhio del Grande Fratello(massonico?). Mi scusi i toni, non erano contro di lei, ma contro il lavaggio del cervello che ci fanno quotidianamente, stiamo perdendo completamente l’obiettività, l’uso della propria intelligenza, il buon senso, per seguire scodinzolanti, ogni vento che tira, dall’alto del Parlamento Europeo.

  69. Gianni B. scrive:

    La figura di Stepinac provoca ancora oggi una grande repulsione e prego quelli che intervengono al riguardo (come Mick, per esempio, che ha definito Stepinac addirittura un martire!) di misurare attentamente le parole in quanto qui si parla di centinaia di migliaia di morti orrendamente trucidati, e non di santini o di figurine!
    Gli atti del processo sono pubblici e facilmente reperibili in Internet, chiunque può leggerli e farsi un’idea. Per esempio:
    http://digilander.libero.it/lajugoslaviavivra/CRJ/RELIGIO/processo.html

    Su Wikipedia esiste una buona voce su questo personaggio:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Alojzije_Viktor_Stepinac

    Anche qui si trova un bel po’ di materiale:
    http://digilander.libero.it/lajugoslaviavivra/CRJ/RELIGIO/vatican.html

    Qualunque cattolico “onesto” non può che rimanere inorridito e sconvolto di fronte a questo personaggio, altro che martire!

    Che poi lo sia voluto beatificare in chiave anticomunista – una delle decisioni in assoluto più odiose e discutibili del pontificato di Papa Wojtyla – NON SPOSTA di una virgola le responsabilità storiche di questo arcivescovo e della Chiesa di Roma.

    Lo stesso discorso per la beatificazione di Stepinac

    http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/travels/documents/hf_jp-ii_hom_03101998_croazia-beatification_it.html

    grida vendetta di fronte alle centinaia di migliaia di civili massacrati nei modi più infami e agghiaccianti dagli ustascià, come ampiamente documentato in questo libro
    http://www.uaar.it/ateismo/opere/48.html

    Adesso, prima di lanciarvi nelle vostre solite apodittiche repliche che il comunismo è peggio, ecc. ecc., lavate i panni in casa vostra, se ne avete il coraggio!

  70. Gianni B. scrive:

    Intanto che ci sono, segnalo questo libro su Pio XII:

    Dio è con noi!». La Chiesa di Pio XII complice del nazifascismo.

    http://www.uaar.it/ateismo/opere/55.html

    Leggete la recensione, è molto interessante.

  71. Andrea Tornielli scrive:

    Caro Gianni, mi dispiace che lei segnali un libro fazioso ed ideologico su questo tema…

  72. mick scrive:

    Caro Gianni B.,le consiglio vivamente di leggere i libri e gli articoli che Andrea Tornielli ha dedicato a Pio XII uno dei più grandi Pontefici della Storia della Chiesa. Saprà così che Eugenio Pacelli non ha mai ceduto alla protervia, alle rivoltelle puntate alla tempia, alla paura, non si è mai sottratto alle Sue responsabilità facendo di tutto per salvare i perseguitati ed arrivando perfino a preparare la lettera di dimissioni in caso di deportazione in Germania. E’ stato il Papa dell’umanità sofferente ed ha sofferto delle sofferenze del mondo: le guerre mondiali, i regimi totalitari, le persecuzioni contro la Chiesa nei regimi dell’Est. A San Lorenzo confortò la popolazione colpita dal bombardamento con la veste intrisa di sangue,rimase a Roma e la salvò dalla distruzione (legga, a tal proposito, la testimonianza del comandante SS Eugen Dollmann). Immensa è stata la Sua opera dottrinale, immensi i servigi resi alla Chiesa ed al mondo,immensa la Sua umiltà. La grandezza del Papa e la grandezza dell’uomo in Lui coincidono: pensi che nel testamento chiese scusa per la sua indegnità ed insufficienza! Se ora qualcuno ne parla male è in malafede o ignora la Storia. Che tristezza!

  73. Gianni B. scrive:

    Caro Andrea (lo dico con la massima stima),
    perchè questo libro sarebbe fazioso? Lo sto leggendo e mi pare molto ben documentato.
    Chiedo a te che sei ovviamente molto più esperto e documentato di me (se non ritieni opportuno il tu, ripasso al lei) cosa ci sia di tanto fazioso in questa opera.
    Lo chiedo giusto per sapere, non sto assolutamente polemizzando in questo momento :)

  74. Alessia scrive:

    Il solito libello edito dalla Kaos. L’autore è lo stesso che prende di mira Stepinac. Niente di originale.

  75. Gianni B. scrive:

    @Mick
    La invito a fare la stessa cosa per il testo da me segnalato… o forse Lei si ritiene onnisciente sull’argomento Pio XII?

  76. Andrea Tornielli scrive:

    Caro Gianni, il “tu” va benissimo. Ora sono preso con il lavoro al Giornale sulla prolusione di Bagnasco e domani parto. Ma quanto prima cercherò di riprendere in mano quel volume per risponderti.
    at

  77. Gianni B. scrive:

    @Alessia
    Credo che un simile atteggiamente di chiusura nei confronti delle argomenti sgraditi non deponga a tuo favore! Almeno leggilo prima di giudicare, no?
    Si può avere benissimo fede in Cristo, una cosa certamente bella ed ammirevole, senza tenere le fette di prosciutto sugli occhi sui fatti e misfatti della Chiesa!!
    Oppure per avere fede bisogna avere il 4 in Storia?

  78. stefano scrive:

    @Gianni B.
    So che sarà uno sforzo inutile, comunque….
    Tralasciando il tono..per così dire…. “acritico e scientifico” della prefazione…mi piacerebbe capire perché si continua ad ignorare che se Papa Pacelli avesse avuto così tanto in odio gli ebrei, non si capisce come mai gli ebrei del tempo più volte espressero la loro gratitudine per quanto aveva fatto. E parlo, per esempio, di:
    - I rabbini capi di Roma Israel Zolli prima ed Elio Toaff poi
    - Il gran Rabbino di Gerusalemme Isaac Herzog
    - Il ministro degli esteri Israeliano Golda Meir

    … e ne ho citato solo alcuni. Questi rappresentanti delle comunità ebraiche sono state così abilmente imbrogliate da Pio XII?

  79. Alessia scrive:

    Caro Gianni,
    sono una lettrice onnivora (ebbene sì anche i libelli) al liceo avevo 8 in storia e anche all’università non me la sono cavata male. Dal mio punto di vista è fazioso, di parte e sostanzialmente falso. Giudizio avvalorato dal libro di Tornielli e ancor di più da quello dello storico ebreo americano David G. Dalin. Te li consiglio entrambi. Capito maestrino?

  80. Gianni B. scrive:

    @Alessia
    Mi sa che hai studiato tanto per nulla, allora, se ti permetti di giudicare una cosa senza averla neppure letta! Questa è proprio bella! Mah… cosa mi tocca sentire.

    @Stefano
    Grazie per il notevole sforzo nel rispondermi. Ho già detto in un mio precedente post che è innegabile e documentato l’aiuto concreto dato dalla Chiesa agli ebrei dopo il 1939: per questo Pio XII ricevette il plauso dei 4 personaggi da te citati, ma tutti in occasione della sua morte (9 ottobre 1958), non prima.
    Naturalmente l’apertura degli archivi del Vaticano è avvenuta in tempi molto più recenti, il libro da me segnalato è del 2002 e se mi permetti è un po’ più documentato e aggiornato dell’epitaffio di Golda Meir su Pio XII!

  81. Alessia scrive:

    @ Gianni
    Scusa, ma allora sei proprio tonto. Non ha capito che l’ho letto? L’ho anche scritto tra parentesi (ebbene sì anche i libelli). Altrementi come potrei fare confronti con altri 2 testi?

  82. Gianni B. scrive:

    @Alessia
    No, non si è capito e anche adesso ribadisco la mia convinzione che tu non l’abbia letto. Questo post lo dimostra:

    “Il solito libello edito dalla Kaos. L’autore è lo stesso che prende di mira Stepinac. Niente di originale.”

    Hai semplicemente preso nota mentale della casa editrice (Kaos = schierata!), dell’autore (lo stesso del libro di Stepinac = Bestie di Satana!), hai fatto 2 + 2 in fretta e furia (nulla di originale) giusto per confutare il mio post precedente, ed ecco che tu hai letto il libro, senza averlo letto! Non mi freghi e non rispondo neppure alla tua offesa… per rispetto al dott. Tornielli che è davvero una persona squisita, come sempre. Ce ne fossero.

  83. marina scrive:

    scusi ursino , ma non dovrebbe essere anche il compito dei sacerdoti,quello di amare e rispettare il prossimo come GESU ha insegnato??
    O è compito solo delle pecorelle del gregge??
    Per quanto riguarda Stepinac, non sono balle, sono fatti realmente accaduti.
    è la sua mente che si rifiuta di accettare le verità scomode della storia.
    Comunque io non sto condannando la chiesa di CRISTO , e neanche CRISTO stesso, ma gli uomini di chiesa che disonorano il buon nome di GESU, con il loro comportamento non troppo limpido.

  84. Alessia scrive:

    @ Gianni
    mettere indubbio l’onestà di una persona. Questo è grave e offensivo. Forse, quello di cui mi accusi viene naturale a te. Comunque, non mi interessa il tuo giudizio.

  85. marina scrive:

    scusami andrea, ma se tu giudichi faziosi i libri su PIOXII, scritti da altri, come puoi pensare che io non giudichi faziosi i tuoi?

  86. stefano scrive:

    @ gianni b. e marina
    Negare che i libri delle edizioni Kaos siano contraddistinte da una forte componente ideologica è (a mio avviso) negare l’evidenza e leggendo la recensione se ne ha una piena conferma. Espressioni del tipo : “La sconfitta del comunismo poteva ben valere anche il sacrificio di parecchi “innocenti” cattolici polacchi (non di ebrei, di quegli non gli interessava nulla).” non sono tipiche dello storico alla ricerca della verità dei fatti ma dell’ideologo (carico di un certo livore). Dubito tra l’altro (ma questa può essere una mia malevola supposizione) che l’autore sia andato alle fonti degli archivi vaticani

    @Gianni B.
    Secondo “il libello” Pio XII odiava così tanto gli ebrei, ha fatto tramite i vescovi propaganda per il nazismo, poi però dal 1939 si mette ad aiutarli? Non le suona un po’ contradditorio?

  87. Andrea Tornielli scrive:

    Cara Marina, io non giudico faziosi i libri su Pio XII scritti da altri, giudico fazioso quello che è stato citato! Tu sei liberissima di considerare faziosi i miei libri (a Pio XII ne ho dedicati quattro, l’ultimo dei quali è una biografia di 670 pagine). L’unica condizione, a mio modesto avviso, è che per giudicare bisogna averli letti, così come io ho letto quello delle edizioni Kaos.

  88. Francesco Ursino scrive:

    Nasce l’8 maggio 1898 a Brezaric, nella parrocchia di Krasic presso una famiglia di contadini benestanti. Nel 1919 entra in seminario, e dal suo vescovo è mandato a Roma per gli studi teologici. Qui nel 1930 è ordinato sacerdote. Nel 1934 è consacrato suo vescovo coadiutore con diritto di successione. Pochi anni dopo, nel 1937, egli succede a monsignor. Bauer come arcivescovo di Zagabria. Durante la seconda guerra mondiale fu uno strenuo avversario del Nazi fascismo difendendo famiglie di ebrei e di zingari. Dopo il 1945 Stephinac diventerà uno dei più audaci difensori della libertà religiosa contro il regime di Tito. Il 19 ottobre 1946 è rinchiuso in carcere fino al 1951. Anno nel quale è confinato nel villaggio natio di Krasic dalla polizia locale. Il 12 gennaio del 1953 viene creato cardinale da Pio XII. Il 10 febbraio 1960 muore a causa di una malattia, contratta in carcere. E’ beatificato il 3 ottobre 1998 da Giovanni Paolo II. (Avvenire)

    Martirologio Romano: Nella cittadina di Krašić vicino a Zagabria in Croazia, beato Luigi Stepinac, vescovo di Zagabria, che con coraggio si oppose a dottrine che negavano tanto la fede quanto la dignità umana, finché, messo a lungo in carcere per la sua fedeltà alla Chiesa, colpito dalla malattia e consunto dalle privazioni, portò a termine il suo insigne episcopato.

    La Chiesa compie la missione affidatale dal Divin Maestro, di essere strumento di santità attraverso le vie dell’evangelizzazione, dei sacramenti e della pratica della carità. Tale missione riceve un notevole contributo di contenuti e di stimoli spirituali anche dalla proclamazione dei beati e santi, perché essi mostrano che la santità è accessibile alle moltitudini, che la santità è imitabile.
    Con la loro concretezza personale e storica fanno sperimentare che il Vangelo e la vita nuova in Cristo non sono un’utopia o un sistema di valori, ma sono ‘lievito’ e ‘sale’ capaci di far vivere la fede cristiana all’interno e dall’interno delle diverse culture, aree geografiche ed epoche storiche.
    E in questa ottica, si inserisce la fulgida e sofferta testimonianza della fede del cardinale Alojzije Viktor Stepinac a Zagabria, vittima del comunismo ateo del dopoguerra nei Balcani.
    Egli nacque a Brezaric, nella parrocchia di Krasic (diocesi di Zagabria) l’8 maggio 1898; dopo gli studi elementari nel natio paese, proseguì quelli liceali nel seminario arcivescovile di Zagabria, capoluogo della Croazia, che a quel tempo faceva parte dell’Impero Austro-Ungarico; ottenuta la maturità nel 1916, venne poi arruolato nell’esercito austriaco e come ufficiale fu inviato sul fronte italiano, essendo in corso la Prima Guerra Mondiale.
    Fu fatto prigioniero dagli italiani nel luglio 1918, fu rilasciato nel dicembre successivo a fine guerra; fu in seguito volontario nella Legione Jugoslava e inviato a Salonicco, rientrando in Croazia nella primavera del 1919, nel frattempo aveva rinunziato all’idea di farsi sacerdote.
    Infatti nell’autunno del 1919, prese a frequentare la Facoltà di Agronomia nell’Università di Zagabria, ma nel 1924 a 26 anni, gli ritornò la vocazione sacerdotale, quindi si recò a Roma per studiare nel Collegio Germanico-Ungarico e all’Università Gregoriana, conseguendo le lauree in filosofia nel 1927 e teologia nel 1931.
    Fu ordinato sacerdote il 26 ottobre 1930, celebrando la sua prima Messa nella basilica di S. Maria Maggiore. Nel 1931 lasciò Roma per ritornare in Croazia, dove nel frattempo si era instaurata, sin dal gennaio 1929, la dittatura del re Alessandro di Serbia; la situazione era difficilissima, perché i Serbi facevano di tutto per estirpare la religione cattolica a favore di quella ortodossa, che era la loro religione di Stato, in mancanza di concordati con il Vaticano, i cattolici erano considerati cittadini di second’ordine, mentre agli ortodossi erano concessi tutti i privilegi.
    Padre Stepinac ebbe incarichi nella Curia, primo presidente della ‘Caritas’ diocesana, istituita per suo consiglio nel novembre 1931, dall’arcivescovo Bauer. Il 29 maggio 1934 papa Pio XI lo nominò a soli 36 anni, vescovo coadiutore con diritto di successione dell’arcivescovo di Zagabria e il 7 dicembre 1937, morto l’arcivescovo Bauer, diventò titolare della diocesi e dopo un po’, presidente della Conferenza Episcopale Jugoslava.
    Nel 1941 la Croazia divenne uno Stato indipendente con l’aiuto del nazifascismo, sotto il regime di Ante Pavelic, il quale seguendo l’esempio di Hitler e Mussolini, prese a perseguitare le minoranze (ebrei, zingari, dissidenti, serbi).
    I serbi si trovarono in posizione opposta di prima del regime, nei confronti dei croati e quindi dei cattolici; l’arcivescovo Alojzije Stepinac prese subito le difese dei perseguitati, proibendo ogni processo contro gli ortodossi, vietando che venissero ribattezzati nel casi di passaggio al cattolicesimo; intervenne con lettera presso Pavelic, per scongiurare che non venissero uccisi serbi che non avessero una provata colpa di delitto; chiedendo il 20 novembre 1941 il “rispetto totale della persona, senza distinzione di età, sesso, religione, nazionalità e razza”.
    Questa sua strenua difesa, specie per gli ebrei ed i zingari, lo portò a predicare pubblicamente i suoi pensieri, al punto che il rappresentante tedesco a Zagabria commentò: “Se un vescovo pronunciasse in Germania tali discorsi, non scenderebbe vivo dal pulpito”; Pavelic inviò un inviato speciale al Vaticano per ottenerne la destituzione.
    Al termine della Seconda Guerra Mondiale, ci fu un nuovo ribaltamento politico, infatti l’8 maggio 1945 entrarono a Zagabria i partigiani comunisti di Tito (Josip Broz – 1892-1984), i quali cominciarono una lotta sistematica contro le attività religiose; fu istituita l’OZNA polizia segreta comunista, che arrestò, fece processare e condannare a morte migliaia di cittadini, colpevoli di non simpatizzare con il nuovo regime ateo.
    Per questo molti sacerdoti cattolici e alcuni vescovi, furono imprigionati e il 17 maggio 1945, toccò anche all’arcivescovo di Zagabria Stepinac, che però fu liberato il successivo 3 giugno per l’intervento di Tito, il quale aveva uno scopo, chiese al presule di staccarsi da Roma e di creare una Chiesa nazionale croata.
    La risposta dell’arcivescovo fu dura e ferma, quindi ripresero le persecuzioni contro la Chiesa Cattolica: furono uccisi i vescovi di Dubrovnik e Krizcevi; condannato a 12 anni di carcere quello di Mostar, arrestati quelli di Krk e Spalato; espulso da Zagabria l’inviato speciale del Vaticano; condannati a morte senza processo 369 sacerdoti; confiscati i beni della Chiesa.
    L’arcivescovo Stepinac il 22 settembre 1945 fece pubblicare una lettera collettiva dell’episcopato croato, che denunciava le ingiustizie subite dalla Chiesa, auspicando nel contempo un Concordato tra Stato e Chiesa. Il regime comunista reagì furiosamente, Stepinac fu arrestato il 18 settembre 1946 e subì un processo-farsa messo su con false testimonianze e calunnie, svoltosi a Zagabria fra il 30 settembre ed il 10 ottobre.
    L’11 ottobre l’arcivescovo venne condannato a sedici anni di lavori forzati ed alla perdita dei diritti civili, anche per cinque anni dopo la fine della condanna; la sua colpa agli occhi del regime, in realtà fu il rifiuto di organizzare una Chiesa nazionale.
    Il 19 ottobre 1946 fu rinchiuso nel carcere di Lepoglava in completo isolamento, fino al 5 dicembre 1951; gli era consentito solo la celebrazione della Messa e la lettura di libri religiosi; poi alla fine del 1951 venne confinato nel villaggio natio di Krasic, sorvegliato dalla polizia, ospitato nella parrocchia, senza esercitare il ministero episcopale.
    Il 12 gennaio 1953 papa Pio XII lo creò cardinale, deplorando pubblicamente il regime che gli impediva di recarsi a Roma per la cerimonia, pena il non ritorno in Patria. A seguito di ciò il governo di Tito, ruppe ogni rapporto con la S. Sede, instaurando di fatto anche in Jugoslavia, quella che venne definita “Chiesa del silenzio” dei Paesi comunisti.
    Nel 1956 gli venne fatta conoscere la lettera apostolica, con la quale papa Pacelli lodava la fede eroica dei cardinali Mindszenty in Ungheria, Wyszynski in Polonia, Stepinac in Jugoslavia, vittime della persecuzione comunista atea, esortandoli a perseverare nella loro testimonianza.
    L’arcivescovo disse al parroco che l’ospitava: ”Se il papa chiede il martirio e rifiuta ogni trattativa col comunismo, allora tutto mi è chiaro”. Intanto già dal 1953 la malattia contratta nel carcere di Lepoglava, esplose in tutta la sua virulenza, con diversi disturbi, sopportati coraggiosamente e pazientemente: trombosi alle gambe, catarro bronchiale, polycitemia rubra vera, infiammazioni, forti dolori causati da un grosso calcolo alla vescica.
    Lo stato generale si aggravò e inaspettatamente egli morì il 10 febbraio 1960, pregando per i suoi persecutori; dopo la sua morte, la polizia ordinò che tutti i suoi organi venissero distrutti dopo l’autopsia, per evitare ogni forma di culto.
    Con un permesso speciale del governo, il 13 febbraio 1960, vennero solennemente celebrati i suoi funerali, nella cattedrale di Zagabria, presente l’intero episcopato jugoslavo e il clero e da allora iniziò un pellegrinaggio ininterrotto alla sua tomba nella cattedrale, numerose grazie sono attribuite alla sua intercessione.
    Il processo per la sua beatificazione fu iniziato a Roma il 9 ottobre 1981, conclusasi con la solenne beatificazione celebrata da papa Giovanni Paolo II il 3 ottobre 1998, nel santuario di Marija Bistrica (Zagabria).

    fonte: http://www.santiebeati.it

  89. Francesco Ursino scrive:

    La Chiesa è santa e indefettibile… le istituzioni terrene non durano nel tempo, la Chiesa durerà fino al ritorno di Cristo. La differenza è a dir poco evidente…

  90. Alessia scrive:

    Pacifico,
    una tantum trovo parecchio di condivisibile nel tuo post (anch’io mi sono lasciata parecchio andare).
    Tranne in un punto. La Chiesa non è un’istituzione terrena, Pacifico. La Chiesa, fondata da N.S. Gesù Cristo, è nel mondo ma non del mondo. E come tale eterna.

  91. Francesco Ursino scrive:

    Dichiarazioni di Stepinac durante il processo del 1946:

    http://www.hic.hr/books/stepinac/italiano/treci-it.htm

    Dichiarazioni e testimonianze sulla sua persona:

    http://www.hic.hr/books/stepinac/italiano/cetvrti-it.htm

    Ne cito solo una:

    “Louis Breiner, presidente dell’Associazione degli ebrei di America:
    “… Questo alto rappresentante della Chiesa e stato condannato come collaboratore del nazismo. Noi ebrei protestiamo contro tali calunnie. Perché noi conosciamo il suo passato, e possiamo dire che, dal 1934 e nel corso degli anni successivi, fu sempre un amico fedele degli ebrei. Questi suoi sentimenti non li nascondeva neanche durante le persecuzioni crudeli sotto il regime di Hitler. Egli era uno dei rari uomini in Europa, che nel loro agire si opponevano in quell’epoca alla tirannia nazista, in ogni momento, anche quando cio era piu pericoloso…” (la dichiarazione data due giorni dopo la condanna di Stepinac: Bauer, 1979, p. 130).”

  92. Gianni B. scrive:

    Egregi signori,
    con questa discussione su Pio XII non si cava un ragno dal buco secondo me.
    Qui non siamo in un laboratorio scientifico dove, per un dato problema è possibile (entro certi limiti) estrapolare un inoppugnabile modello matematico valido per sempre e per tutti, per esempio come si propaga un’onda sonora in un tubo.
    Siamo invece nella condizione già acutamente osservata da Popper, il quale afferma che la mente umana inconsciamente sovrappone i propri schemi mentali a quella che è la realtà empirica che noi osserviamo.
    Prova ne sia questa discussione su Pio XII: si tratta di un personaggio storico reale, contemporaneo, a noi vicino, il quale è stato filmato, registrato, intervistato, visto e osservato milioni di volte, sul quale direi che esiste sufficiente materiale per tentare una sintesi obiettiva.
    Nonostante ciò, noi tutti continuiamo ad applicare i nostri schemi mentali inconsci e non si riesce a trovare una definizione valida per tutti di questo personaggio.
    C’è chi lo definisce un Papa di straordinaria levatura e chi invece un pavido opportunista… una certa differenza, no?
    Dove sta la verità? E se anche questa un giorno venisse dimostrata, documenti alla mano, nel bene o nel male, saremmo poi disposti ad accettarla, se non possediamo gli strumenti culturali adatti?
    Sarà dunque necessario ascoltare sempre le due “campane” (un cattolico le edizioni Kaos, io i libri del dott. Tornielli, e così via) per poi tentare la sintesi più obiettiva possibile!
    Una cosa però è certa: l’IGNORANZA assoluta sopra certi temi si smaschera subito, non c’è Popper che tenga. Sparare certe “massime” solo per proteggere i soci del “club” per partito preso, fa veramente ridere e si capisce subito di che spessore sia l’interlocutore che si ha di fronte.
    Nel dubbio, quindi, meglio astenersi.

  93. Gianni B. scrive:

    @Francesco Ursino
    Ok Francesco, tu sei convinto che Stepinac sia un martire. Immagino che tu abbia ponderato, dopo anni di studi, il tuo convincimento.
    Che mi dici allora degli ustascià cattolici, di Pavelic e del clero croato che all’epoca appoggiava fanaticamente e compattamente Pavelic? Martiri anche loro?

  94. marina scrive:

    permettimi una cosa pacifico, qui si sta criticando il comportamento della chiesa cattolica che santifica i criminali, poi chissà se Dio potrà giudicare , non c’è la certezza che esista, si pensa e si crede, ma certezze zero.
    Visto che sono gli autorevoli ministri di DIO in terra che beatificano i criminai terreni, permetti anche a me di condannare simili atteggiamenti, che vanno oltre il volere di DIO.

  95. marina scrive:

    Andrea , sai perchè penso che sei un pò fazioso?
    Perchè sei molto vicino al vaticano, le persone troppo vicine ad un’ideologia , di qualunque stampo sia, religiosa , comunista, nazista,musulmana ed anche ebrea ,tendono a credere ciecamente a queste istituzioni, e quindi non hanno la mente completamente libera,come invece hanno le persone che pensano senza filtri.
    Comunque , ti giuro che i tuoi libri appena posso , li compro.
    Governo permettendo, perchè se continuano ad aumentare le tasse , dubito fortemente che le famiglie possano continuare a comprare libri , religiosi o meno.

    ciao

  96. Francesco Ursino scrive:

    x Marina

    “Non c’è la certezza che esista”: e dice di essere cattolica… Il buon Dio tollera che nel suo gregge striscino vipere e lupi, perché la sua vittoria finale su essi è indiscutibile, lei condanna gli uomini per i loro peccati e in questo, mia cara, sbaglia e molto. E’ forse lei così santa e pura da mettere alla gogna chiunque le fa arricciare il naso? Lei continua a condannare e basta, ma quella che si condanna da sola in realtà è lei. Pensi ai suoi di peccati e alla sua di condotta da cristiana prima di fare l’ipocrita e giudicare gli altri. Lei mette in discussione l’autorità e la veracità della Chiesa e quindi la stessa autorità e veracità di Cristo che suddetta Chiesa ha fondato. Il fatto che un simile input non le entri nel sistema la dice lunga e cmq basta leggere quello che scrive…

    x Gianni

    Ti posto a riguardo l’intervento di Caffarra in merito all’attendibilità o meno della questione:

    Chiedo semplicemente di riflettere
    Dal settimanale diocesano “la Voce di Ferrara-Comacchio” del 5 giugno 1999

    Sul mensile “Terra di nessuno” promosso dall’Associazione “Gruppo
    Ferrara-Terzo Mondo” del mese di maggio u. s., a pag. 4 e 5 è apparso
    un servizio sul Card. Stepinac, accusato di essere corresponsabile di
    genocidio.
    Chiedo semplicemente di riflettere su tre domande.
    La prima: è a tutti noto l’estremo rigore con cui vengono condotti i
    processi per la beatificazione di un fedele. La S. Sede avrebbe
    beatificato un Vescovo macchiatosi moralmente del più grande crimine
    contro l’umanità, il genocidio?
    La seconda: chi ha beatificato Stepinac è stato Giovanni Paolo II in
    cui oggi ogni uomo riconosce la più alta autorità morale del mondo
    proprio a causa della sua difesa, della dignità di ogni popolo.
    Ebbene, Giovanni Paolo II avrebbe beatificato (cioè presentato come
    modello di vita) un Vescovo macchiatosi moralmente di quel crimine
    contro cui lo stesso Pontefice non cessa ogni giorno di testimoniare?
    La terza: alle accuse è già stato risposto. Come mai queste risposte
    non sono dimostrate false, ma sono semplicemente ignorate?
    Lascio ad ogni persona di rispondere e dedurre le dovute conseguenze.

    + Carlo Caffarra

    Per quel che mi riguarda – per quanto non ne sappia molto – non ho dubbi sulla buona fede della Chiesa, cosa che non si può dire di te. Visto che non si riesce a mettere Dio con le spalle al muro passando per filosofia scienza e affini allora si tenta di farlo passando dalle azioni dei suoi “operai”: la tua posizione e la mia hanno lo stesso valore o forse perché l’uaar ne dà una testimonianza meno “religiosa” è più attendibile e rispecchia meglio la storia? E’ tutto da dimostrare… il dubbio può essere lecito… la menzogna pura come strumento anticlericale fa solo dubitare dell’intelligenza di chi se ne serve…

    Saluti. :roll:

  97. Francesco Ursino scrive:

    Cmq esco… ich hab’ die Nase voll davon… Spero che Andrea mi scusi per gli ultimi toni… Buon proseguimento a tutti! :-O

  98. Francesco Ursino scrive:

    :-0

  99. Gianni B. scrive:

    @Francesco
    Caro Francesco, io per la verità ti avevo chiesto il tuo giudizio sugli ustascià cattolici che hanno massacrato, torturato e squartato vive intere popolazioni con la croce in mano.

    Sul caso Stepinac non credo di dover essere io a dovermi difendere perchè “oso” avere una opinione diversa da quella della Chiesa che lo ha beatificato!
    Non puoi secondo me – poi fai pure quello che vuoi – accettare sempre come oro colato quello che fa e che dice la Chiesa, comunque se proprio lo vuoi sapere una delle possibili interpretazioni della “riabilitazione” di Stepinac in seno alla Chiesa è che Pio XII volesse un “martire” cattolico da sbattere in prima pagina per dimostrare quanto fossero cattivi i comunisti, la sua vera ossessione fin da quando era nunzio in Germania.
    Questa operazione è stata condotta in maniera tanto accorta e abile che ancora oggi questo vescovo appare effettivamente come un martire del comunismo.
    Se hai letto il discorso di Woytyla sulla sua beatificazione, di cui ho postato il link, ti accorgerai che la motivazione è stata proprio quella: Stepinac è stato incarcerato da Tito, quindi fu martire del comunismo. Roba da matti… nessuna parola di Woytyla per il Stepinac sostenitore del regime degli ustascià!
    Di conseguenza, questa beatificazione è molto “di parte”, nonostante quello che possiate pensare voi cattolici o Caffarra.
    Il “martirio” di questo Stepinac poi quale sarebbe? E’ stato solo 5 anni in carcere invece che i 16 che avrebbe dovuto fare, in più per premio è stato eletto cardinale da Pio XII in persona ed era un uomo libero quando è morto nel 1960.
    Le malattie di cui soffriva (catarro? calcoli? la policitemia non è nulla, un addensamento delle cellule del sangue tipo l’ematocrito alto, si cura con l’aspirina) mi sembrano più disturbi dell’età che malattie contratte in carcere! In ogni modo è ridicolo cogliere il nesso di causalità tra il calcolo di Stepinac e il periodo che ha trascorso in carcere… ma dai, su, siamo seri! Di calcolosi ne soffre almeno il 10% della popolazione!
    Francesco, io sono molto imbarazzato a scrivere queste cose: a parte le infiammazioni di Stepinac, mi potresti cortesemente spiegare, con parole tue e con la tua solita signorilità, CHE DIAVOLO VI COSTA ammettere che questo prete – oltre al clero croato dell’epoca – è stato prima di tutto un DELINQUENTE per avere appoggiato il regime filonazista cattolico ustascià di Pavelic, che tali circostanze GIUSTIFICANO ampiamente i suoi miseri 5 anni di carcere, e che le motivazioni per la sua beatificazione sono state dettate da motivi ideologici, da guerra fredda?

  100. Gianni B. scrive:

    Chiedo anche ad Andrea Tornielli, il quale è sicuramente 1000 volte più documentato di noi: qual’è (brevemente) il suo giudizio sugli ustascià, e su Stepinac? Possono essere giustificati?

  101. marina scrive:

    si sbaglia caro ursini,io non sto mettendo affatto in discussione GESU CRISTO; ma gli uomini di chiesa, è diverso.
    Se CRISTO ritornasse in terra,sarebbe lui stesso a cacciare dalla sua chiesa questi uomini, a calci in culo.
    Come fece con i mercanti del tempio.
    Non si ricorda èiù cosa disse nel vangelo?
    Esattamente questo : guai a voi scribi e farisei ipocriti, belli a vedersi fuori ecc.

    Non fate nel mio tempio un mercato…

    Cosa stanno facendo e che cosa hanno fatto in nome del dio denaro, adesso come in passato?
    Me lo spiega, cosi ,tanto per capire chi è più cristiano, se io o loro..
    A me hanno insegnato che per essere degni di CRISTO, bisogna osservare i 10 comandamenti, non di riempirmi la bocca con il nome di CRISTO ,e dire tante belle parole ,e basta .
    Alle parole devono seguire i fatti ,per poter entrare nel regno dei cieli.
    quando le persone si comportano da criminali , anche il buon cattolico ha il sacrosanto diritto di condannare.
    Non si possono calpestare impunemente i diritti umani, e pretendere di farla franca,solo perchè sei un ministro di DIO.
    Anzi saresti da condannare 2 volte , perchè hai tradito anche la fiducia che DIO ha riposto in te.

  102. marina scrive:

    Per ursino, se lei avesse la pazienza di studiare la vita di tutti i santi della chiesa, si accorgerebbe quanti criminali hanno beatificato i papi.

  103. Gianpaolo1951 scrive:

    @ Marina

    «Per ursino, se lei avesse la pazienza di studiare la vita di tutti i santi della chiesa, si accorgerebbe quanti criminali hanno beatificato i papi.»

    Gentile signora Marina, con tutto il rispetto dovutoLe, faccio molta fatica a credere che Lei abbia questa immane pazienza!!!

  104. Andrea Tornielli scrive:

    Mi dispiace che, essendo in viaggio, non posso seguire bene il dibattito. A Gianni che mi chiede giudizi sintetici su ustascia e Stepinac posso dire questo: non metterei insieme le due cose. Ho studiato la biografia di Stepinac in occasione della beatificazione (alla quale ero presente… spero non mi consideriate un ustascia). Lo considero un buon vescovo e un martire. Non nego che vi siano stati esponenti del clero cattolico collusi (alcuni si sono macchiati di crimini), ma quello che è certo è che l’arcivescovo non era tra questi. Credetemi, la Chiesa non beatifica facilmente una persona e se ci sono ombre o dubbi, ricerca, verifica… Per chi crede la beatificazione e canonizzazione sono cose serie!

  105. Francesco Ursino scrive:

    X Gianni

    Ok, come vuoi. Allora inizio mettendo in chiaro un paio di cose:
    - io a differenza tua credo nella buona fede della Chiesa in quanto credo che in ogni momento della sua vita essa è assistita dallo Spirito Santo che le impedisce per sua stessa definizione di elevare a modelli di virtù e santità persone che contrastano al 100% con la condotta di vita cristiana, in sostanza le impedisce di fare o dire bestialità;
    - la Chiesa ha ottenuto da Dio il potere di “sciogliere” e di “legare” in terra ciò che riteneva, sempre sotto ispirazione divina, e ritiene di “sciogliere” e di “legare” appunto: se questo non riscontra “simpatie” chi se ne frega, non stiamo qui per convincere la gente o per raggranellare voti o consensi di cui la Chiesa non ha alcun bisogno. Lo stesso Gesù Cristo poteva convincere l’umanità con la forza in merito alla sua identità, ma ha preferito rispettare la libertà di ciascun individuo di accettarlo o meno. Perciò che tu o Marina o altri vi scandalizziate per certe decisioni della Chiesa, a me non interessa. Confido nello Spirito Santo e nella promessa di Cristo in merito a tale “assistenza”, non nei rancori e nella malafede o nella semplice ignoranza degli uomini.
    - a me non costerebbe nulla ammettere la verità, SE fosse la verità. Il punto è che non è evidente, perché come Stepinac è stato additato come mostro sanguinario ecc. allo stesso modo tali accuse sono state smontate.
    - non so cosa si attivi in te quando leggi la parola “maritirio”, ma seguendone il significato originale Stepinac è sì stato un martire tnatè che la Chiesa lo ha riconosciuto come tale e lo ha beatificato. Ripeto, la tua approvazione o disapprovazione è di relativa importanza per i motivi che ho messo prima.

    Perciò, alla luce di quanto sopra, non mi costa ribadire quanto ho già letto qui e altrove: Stepinac è stato un grand’uomo che come altri ha speso la sua vita per il prossimo e qualunque cattolico “onesto” riconosce alla Chiesa quella capacità donatale da Cristo, quella facoltà di non deragliare dal retto sentiero nel pronunciarsi su casi come questi e altri. Ripeto, se questo non trova gli applausi di “cattolici” o atei, chi se ne frega. Noi dobbiamo dare la testimonianza di un fatto, non passare la vita a cercare di convincere tizio caio o sempronio, cosa che tra l’altro non ha fatto nemmeno Cristo.

    x Marina

    Non le sto a ripetere i motivi per cui credo più alla buona fede della Chiesa che non alla sua, si legga il post perché risponde anche a lei. E mi accodo a Gianpaolo1951 nell’esprimere i miei dubbi sulla sua presunta pazienza – io a differenza sua ne ho molta di più – che sembra voler negare al sottoscritto.

    Saluti! :roll:

  106. Gianpaolo1951 scrive:

    @ Francesco Ursino

    Caro Francesco, riguardo al beato Luigi Stepinac, la penso esattamente allo stesso modo!
    Saluti.

  107. Francesco Ursino scrive:

    x Gianpaolo1951

    Sono in buona compagnia allora :cool:

    Ciao!

  108. marina scrive:

    Credere nella buona fede della chiesa , non vuol dire che la chiesa si è comportata bene.
    Vuol dire solo che li vuol credere lei, è diverso.
    Comunque ci sono documenti storici che parlano di tanti criminali fatti santi dai papi, poi se lei non vuol credere , è affare suo, ma questo non cambia la storia.
    Trovo che sia utile per la chiesa ,ammettere di aver sbagliato,le farebbe onore , e riaquisterebbe quella fiducia che ormai sta perdendo in tanti paesi, dove si è comportata non tenendo conto degli insegnamenti di GESU CRISTO.
    Buona giornata

  109. stefano scrive:

    “Comunque ci sono documenti storici che parlano di tanti criminali fatti santi dai papi”

    Ad esempio?

  110. marina scrive:

    GESU CRISTO ha preferito rispettare la libertà di ciascun individuo, se seguirlo o meno.
    Vedi che allora la chiesa non ha mai ascoltato gli inegnamenti di CRISTO, perchè lei ha sempre preferito obbligare con la forz alla conversione.
    Quindi non può dirsi chiesa di CRISTO, appunto perchè non ha mai fatto quel che LUI voleva,
    convincere con l’esempio e con l’amore.

  111. Francesco Ursino scrive:

    Dove è stato riconosciuto che uomini di Chiesa hanno compiuto azioni sbagliate, la Chiesa ha chiesto perdono per le azioni di tanti suoi figli quando essi hanno esercitato forme di violenza nella correzione degli errori anche là dove, tali errori, non calpestavano i diritti degli altri né minacciavano la pace pubblica… glissare su questo fatto come se fosse di nessuna importanza, è francamente ingiusto… .

    Non si può pretendere che gli altri chiedano perdono e far finta poi di non avere nulla per cui chiedere perdono a nostra volta. Se chieder perdono a distanza di secoli ha un senso, il papa e la Chiesa hanno fatto la loro. Aspettiamo, ora, che altri si facciano avanti: laicisti, protestanti, musulmani e così via. O sono invece, essi, senza colpa alcuna?

    La Chiesa ha tutti gli strumenti necessari e validi per ritenere che una persona possa essere beata o fatta addirittura santa, l’iter che porta a questi risultati è scrupoloso e assai rigoroso… Lei legge un po’ qui un po’ là e con questo crede di aver capito tutto e di sentirsi in diritto di giudicare chiunque, anche senza sapere nulla direttamente della persona, l’importante è che la notizia che la sfarfalla davanti al naso consolidi il suo disprezzo nei confronti della Chiesa, che ritiene presuntuosa quando proclama che la Chiesa di Cristo è una e giusta… agli occhi degli uomini non meritano nulla, ma ciò che conta è come appaiono agli occhi di Dio. E anche qui sbaglia, perché la beatificazione e la canonizzazione non sono qualcosa che si “merita”, un cristiano meriti non ne ha: tutto ciò che ha gli viene da Dio per Sua Grazia, per bontà Sua, non certo perché si è meritato qualcosa. E se la Chiesa ha ritenuto beatificare questa persona, la possibilità che tale decisione non faccia gioire i soliti irriducibili non ha alcuna importanza.

    “l’individuazione delle colpe del passato di cui fare ammenda implica anzitutto un corretto giudizio storico, che sia alla base anche della valutazione teologica. Ci si deve domandare: che cosa è precisamente avvenuto? Che cosa è stato propriamente detto e fatto? Solo quando a questi interrogativi sarà stata data una risposta adeguata, frutto di un RIGOROSO GIUDIZIO STORICO, ci si potrà anche chiedere se ciò che è avvenuto, che è stato detto o compiuto può essere interpretato come conforme o no al Vangelo, e, nel caso non lo fosse, se i figli della Chiesa che hanno agito così avrebbero potuto rendersene conto a partire dal contesto in cui operavano. Unicamente quando si perviene alla certezza morale che quanto è stato fatto contro il Vangelo da alcuni figli della Chiesa ed a suo nome avrebbe potuto essere compreso da essi come tale ed evitato, può aver significato per la Chiesa di oggi fare ammenda di colpe del passato”. (Commissione teologica internazionale, Memoria e riconciliazione: la Chiesa e le colpe del passato)

    Saluti.

  112. Francesco Ursino scrive:

    x Marina

    Marina, le parole in italiano hanno un significato… o anche questo per lei fa eccezione? “Mai” significa senza precedenti… e la Chiesa non è l’istituzione bastarda che lei cerca di far passare in questo spazio… si studi la Storia con spirito critico non con pregiudizio ideologico…

    Anche “sempre” implica una continuità ininterrotta… questa è grammatica da elementari… si ripassi anche quella già che c’è… .

    Mah…

  113. Francesco scrive:

    Ritengo l’opinione, che la Santa Chiesa Cattolica abbia sempre agito con violenza per imporre una conversione di massa alle popolazioni sottomesse da Stati Cattolici o ritenentisi tali, generata nient’altro che da una confusione di idee e vaghe rimembranze di qualche lezione di Storia: è a mio parere inconfutabile il fatto che la Chiesa Cattolica non abbia mai preso parte attiva ad azioni violente: qualcuno potrebbe parlare dell’assedio della Roccella, guidato dal Cardinal di Richelieu. Egli era un aspirante militare che prese i Voti per portare denaro alla famiglia in crisi. Ovvero di Papa Giulio II. Fu eletto in un momento di corruzione della Chiesa, ma era contemporaneo di grandi Santi quali Ignazio di Lojola. Ovvero della conversione forzata attuata da Carlo Magno sulle popolazione tedesche. La Chiesa accettò la conversione avvenuta, ma non ajutò l’Imperatore a mozzare le teste dei più riluttanti ad essa, e non Gliene rese merito. Ovvero della conversione dell’America Meridionale. Il Frate Bartolomeo de Las Casas, Domenicano, convinse a fatica il Re di Spagna ad emanare leggi in protezione degli Indii e i Padri Gesuiti morirono sotto il piombo dei conquistadores per proteggere gli amati indigeni. Chi ha orecchi per intendere, intenda.

  114. Francesco Ursino scrive:

    x Marina

    In base alla citazione finale del mio penultimo post mi dica ora lei se avrebbe tutta questa pazienza nell’indagare e valutare in maniera rigorosa e non superficiale tutti quegli elementi che la porterebbero a decretare che una persona sia in odore di santità o meno… .

  115. Gianni B. scrive:

    @Francesco
    Capisco la tua fede, che rispetto, ma mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi sui crimini commessi dalla Chiesa non mi pare giustificabile in nessun modo.

    Chiedo aiuto ancora al dott. Tornielli perchè mi pare che Francesco non possa più contribuire a queste discussioni storiche avendo lui deciso personalmente che la Chiesa è sempre infallibile, essendo ispirata dallo Spirito Santo: fine delle discussioni.

    Andrea, so che sei in viaggio (tanti auguri di buon lavoro intanto!) e quindi rispondi pure quando puoi e se potrai: insomma, sono VERE o non sono VERE queste cose che vengono scritte?

    Allego a titolo di esempio uno degli innumerevoli articoli che si trovano in Internet, sull’argomento: certamente un professionista come te potrà facilmente smontare tali circostanze, se falsificate o se scritte in male fede.

    Ti prego di tralasciare il taglio polemico dell’articolo verso il Vaticano, in modo da concentrarci sui fatti storici: sono veri o no? O sono tutte balle?

    Per esempio è “vera” o “falsa” l’affermazione che a capo del campo di concentramento di Jasenovac ci fu per un certo periodo di tempo un frate francescano? Mi pare che non sia difficile arrivare alle fonti, se ancora ci sono. Io per esempio sono rimasto sconvolto da questa notizia. Un francescano a capo di un campo di concentramento? Boohhh! Illuminaci, ciao :)

    Articolo di K. Deschner – i rapporti tra il Vaticano e i fascisti croati (dal sito EST e la rivista tedesca Konkret)

    Il Papato di Roma – divenuto grande attraverso la guerra e l’inganno, attraverso la guerra e l’inganno conservatosi tale – ha sostenuto nel XX secolo il sorgere di tutti gli Stati fascisti con determinazione, ma più degli altri ha favorito proprio il peggior regime criminale: quello di Ante Pavelic in Jugoslavia.
    Questo ex-avvocato zagrebino, che negli anni ’30 addestrò le sue bande soprattutto in Italia, fece uccidere nel 1934 a Marsiglia il re Alessandro di Jugoslavia in un attentato che costò la vita anche al ministro degli Esteri francese. Due anni più tardi celebrò con un libello le glorie di Hitler, “il più grande ed il migliore dei figli della Germania”, e ritornò in Jugoslavia nel 1941, rifornito da Mussolini con armi e denari, al seguito dell’occupante tedesco. Da despota assoluto Pavelic si pose nella cosiddetta Croazia Indipendente a capo di tre milioni di Croati cattolici, due milioni di Serbi ortodossi, mezzo milione di Musulmani bosniaci nonché numerosi gruppi etnici minori. Nel mese di maggio cedette quasi la metà del suo paese con annessi e connessi ai suoi vicini, soprattutto all’Italia, dove con particolare calore fu accolto e benedetto da Pio XII in udienza privata (benché già condannato a morte in contumacia per il doppio omicidio di Marsiglia sia dalla Francia che dalla Jugoslavia). Il grande complice dei fascisti si accomiatò da lui e dalla sua suite in modo amichevole e con i migliori auguri, letteralmente, di “buon lavoro”.
    Così ebbe inizio una crociata cattolica che non ha nulla da invidiare ai peggiori massacri del Medioevo, ma piuttosto li supera. Duecentonovantanove chiese serbo-ortodosse della “Croazia Indipendente” furono saccheggiate, annientate, molte trasformate persino in magazzini, gabinetti pubblici, stalle.
    Duecentoquarantamila Serbi ortodossi furono costretti a convertirsi al cattolicesimo e circa settecentocinquantamila furono assassinati. Furono fucilati a mucchi, colpiti con la scure, gettati nei fiumi, nelle foibe, nel mare. Venivano massacrati nelle cosiddette “Case del Signore”, ad esempio duemila persone solo nella chiesa di Glina. Da vivi venivano loro strappati gli occhi, oppure si tagliavano le orecchie ed il naso, da vivi li si seppelliva, erano sgozzati, decapitati o crocifissi. Gli Italiani fotografarono un sicario di Pavelic che portava al collo due collane fatte con lingue ed occhi di esseri umani.
    Anche cinque vescovi ed almeno 300 preti dei Serbi furono macellati, taluni in maniera ripugnante, come il pope Branko Dobrosavljevic, al quale furono strappati la barba ed i capelli, sollevata la pelle, estratti gli occhi, mentre il suo figlioletto era fatto letteralmente a pezzi dinanzi a lui. L’ottantenne Metropolita di Sarajevo, Petar Simonic, fu sgozzato. Ciononostante l’arcivescovo cattolico della città di Oden scrisse parole in lode di Pavelic, “il duce adorato”, e nel suo foglio diocesano inneggiò ai metodi rivoluzionari, “al servizio della Verità, della Giustizia e dell’Onore”.
    Le macellerie cattoliche nella “Grande Croazia” furono così terribili che scioccarono persino gli stessi fascisti italiani; anche alti comandi tedeschi protestarono, diplomatici, generali, persino il servizio di sicurezza delle SS ed il ministro degli Esteri nazista Von Ribbentrop. A più riprese, di fronte alle “macellazioni” di Serbi, truppe tedesche intervennero contro i loro stessi alleati croati.
    E questo regime – che ebbe per simboli e strumenti di guerra “la Bibbia e la bomba” – fu un regime assolutamente cattolico, strettamente legato alla Chiesa Cattolica Romana, dal primo momento e sino alla fine. Il suo dittatore Ante Pavelic, che era tanto spesso in viaggio tra il quartier generale del Fuhrer e la Berghof hitleriana quanto in Vaticano, fu definito dal primate croato Stepinac “un croato devoto”, e dal papa Pio XII (nel 1943!) “un cattolico praticante”. In centinaia di foto egli appare fra vescovi, preti, suore, frati. Fu un religioso ad educare i suoi figli. Aveva un suo confessore e nel suo palazzo c’era una cappella privata. Tanti religiosi appartenevano al suo partito, quello degli ustasa, che usava termini come dio, religione, papa, chiesa, continuamente. Vescovi e preti sedevano nel Sabor, il parlamento ustasa. Religiosi fungevano da ufficiali della guardia del corpo di Pavelic. I cappellani ustasa giuravano ubbidienza dinanzi a due candele, un crocifisso, un pugnale ed una pistola. I Gesuiti, ma più ancora i Francescani, comandavano bande armate ed organizzavano massacri: “Abbasso i Serbi!”. Essi dichiaravano giunta “l’ora del revolver e del fucile”; affermavano “non essere più peccato uccidere un bambino di sette anni, se questo infrange la legge degli ustasa”. “Ammazzare tutti i Serbi nel tempo più breve possibile”: questo fu indicato più volte come “il nostro programma” dal francescano Simic, un vicario militare degli ustasa. Francescani erano anche i boia dei campi di concentramento. Essi sparavano, nella “Croazia Indipendente”, in quello “Stato cristiano e cattolico”, la “Croazia di Dio e di Maria”, “Regno di Cristo”, come vagheggiava la stampa cattolica del paese, che encomiava anche Adolf Hitler definendolo “crociato di Dio”. Il campo di concentramento di Jasenovac ebbe per un periodo il francescano Filipovic-Majstorovic per comandante, che fece ivi liquidare 40.000 esseri umani in quattro mesi. Il seminarista francescano Brzien ha decapitato qui, nella notte del 29 agosto 1942, 1360 persone con una mannaia.
    Non per caso il primate del paradiso dei gangsters cattolici, arcivescovo Stepinac, ringraziò il clero croato “ed in primo luogo i Francescani” quando nel maggio 1943, in Vaticano, sottolineò le conquiste degli ustasa. E naturalmente il primate, entusiasta degli ustasa, vicario militare degli ustasa, membro del parlamento degli ustasa, era bene informato di tutto quanto accadeva in questo criminale eldorado di preti, come d’altronde Sua Santità lo stesso Pio XII, che in quel tempo concedeva una udienza dopo l’altra ai Croati, a ministri ustasa, a diplomatici ustasa, e che alla fine del 1942 si rivolse alla Gioventù Ustasa (sulle cui uniformi campeggiava la grande “U” con la bomba che esplode all’interno) con un: “Viva i Croati!”. I Serbi morirono allora, circa 750.000, per ripeterlo, spesso in seguito a torture atroci, in misura del 10-15% della popolazione della Grande Croazia – tutto ciò esaurientemente documentato e descritto nel mio libro La politica dei papi nel XX secolo [Die Politik der Pëpste im XX Jahrhundert, Rohwohl 1993 - non ancora tradotto in italiano]. E se non si sa nulla su questo bagno di sangue da incubo non si può comprendere ciò che laggiù avviene oggi, avvenimenti per i quali lo stesso ministro degli Esteri dei nostri alleati Stati Uniti attribuisce una responsabilità specifica ai tedeschi, ovvero al governo Kohl-Genscher. Più coinvolto ancora è solo il Vaticano, che già a suo tempo attraverso papa Pio XII non solo c’entrava, ma era così impigliato nel peggiore degli orrori dell’era fascista che, come già scrissi trent’anni fa, “non ci sarebbe da stupirsi, conoscendo la tattica della Chiesa romana, se lo facesse santo”.
    Comunque sia: il Vaticano ha contribuito in maniera determinante alla instaurazione di interi regimi fascisti degli anni venti, trenta e quaranta. Con i suoi vescovi ha sostenuto tutti gli Stati fascisti sistematicamente sin dal loro inizio. E’ stato il decisivo sostenitore di Mussolini, Hitler, Franco, Pavelic; in tal modo la Chiesa romano-cattolica si è resa anche corresponsabile della morte di circa sessanta milioni di persone, e nondimeno della morte di milioni di cattolici. Non è un qualche secolo del Medioevo, bensì è il ventesimo, per lo meno dal punto di vista quantitativo, il più efferato nella storia della chiesa.

  116. Francesco Ursino scrive:

    a Gianni

    Io non metto la testa sotto la sabbia… e nemmeno la Chiesa, mi pare. Laddove ha riconosciuto colpe “sue” ne ha domandato pubblicamente perdono… è storia anche questa ma casostrano i più se la dimenticano volentieri.

    Aggiungo anche e concludo – per quel che mi riguarda – che non è una mia personale interpretazione il fatto che la Chiesa sia assistita dallo Spirito Santo e che quindi quando si trova ad occuparsi di faccende che riguardano “le cose di Dio” si dimostra infallibile… è così e basta. Lo credi, bene. Non lo credi, pazienza.

    Ciao.

  117. Gianni B. scrive:

    @Francesco
    Se la Chiesa chiede perdono dei misfatti commessi, vuol dire che questi misfatti li ha commessi davvero: questa è la cosa più importante, il resto sono pinzillacchere.

    La seconda cosa: usando la TUA logica, se lo Spirito Santo “illumina” davvero la Chiesa Cattolica, significa che in Croazia, negli anni ’40, lo Spirito Santo fu IL MANDANTE di abominevoli assassini, aguzzini, e squartatori, se è vero che a capo di un campo di concentramento tra i più mostruosi della storia umana c’era addirittura una frate francescano! Mamma mia mi vengono i brividi solo a scriverle, queste cose!

    E ti dirò di più: visto che tu credi nella Sacra Tripletta, complici dello Spirito Santo erano evidentemente anche il Padre e il Figlio!

    Molto meglio essere atei, a questo punto, che sostenitori di questi serial killer celesti. Ciao!

    PS aspetto ancora la risposta su Adamo ed Eva, ma tanto so già che una risposta sensata non me la puoi dare: la terza generazione deriva dai rapporti sessuali tra fratelli e sorelle (i figli di Adamo ed Eva), oppure al limite tra Eva e i suoi stessi figli.
    Insomma un bel quadretto edificante… e tu credi davvero a questa roba? Auguri! :)

  118. marina scrive:

    chiedere perdono per gli errori commessi nei secoli passati , ( compreso il 900), non serve a nulla , se poi questi errori si continuano a fare.
    Sa Ursino, quando andavo al catechismo da bambina , mi hanno insegnato che quando ci si accorge di aver fatto un peccato, bisogna andare a confessarsi, questo per chiedere perdono a DIO, ma poi si deve chiedere scusa anche alle persone che abbiamo offeso;la confessione, serve anche per farci capire una cosa :lo sbaglio, una volta capito lo sbaglio, bisogna far di tutto per non ripeterlo,a questo serve la confessione.
    Se io pecco e mi confesso, poi ripecco e mi confesso, poi ripecco ancora all’infinito, a cosa serve la mia confessiona e il mio pentimanto, quando il mio comportamento sconsiderato danneggia la vita degli altri???

  119. marina scrive:

    Vittime della fede cristiana.
    Appena ammesso ufficialmente il culto cristiano con decreto imperiale del 315, cominciarono i sgenocidi e i massacri compiuti nei confronti di chi non voleva credere nel cristianesimo…
    Non era questo il messaggio di GESU CRISTO.

  120. stefano scrive:

    >

    Non ho ancora capito quali siano questi criminali fatti santi dalla Chiesa, né quali siano i documenti storici che lo comprovano

  121. renato scrive:

    In prima pagina su “avvenire” un articolo di una certa Paola Ricci Sindoni( http://edicola.avvenire.it/eelayout/avvenire/images/background_empty.
    gif)
    che calza perfettamente con l’argomento di questo articolo del blog.
    Una ennesima riproposizione da parte della signora ricci sindoni della teoria femminista secondo la quale le donne nel passato sono state oppresse dai maschi e costrette a “sfornare figli” e in queste condizioni ci sarebbero ancora 130 milioni di donne.Prima della liberazione(40 anni fa) le donne erano tutte schiave delle angherie maschili.E per quale motivo? perchè non lavoravano e ,come molti maschi ,non si andava a scuola.
    Ma la ricci non gli va bene neanche la donna emancipata perchè”a fronte della sua
    lenta e inesorabi­le decostruzione per fini sociali e politici.” quello che vuole dire lo sa solo lei ,anzi forse neanche loro(le donne emancipate) sanno cosa vogliono dire , l’importante è incolpare gli uomini.
    Alla fine dell’articolo la Ricci invita gli uomini alla logica del rispetto della donna edella sua integrità.Invece di rispetto verso gli uomini proprio non ne vedo , vedo solo tanta calunnia e volontà di inquadrare il genere maschile come il Male della umanità.E’ proprio vero quindi la ideologia nulla importa della verità , ma solo sostituire alla storia un racconto fasullo per giustificare la propria idea.

  122. Francesco Ursino scrive:

    x Marina

    Lei è così santa da richiedere la confessione una sola volta? Complimenti… Ogni volta se ne scoprono sempre di nuove, continui così che va alla grande…

    x Gianni

    Vabbè continua pure ad intendere capre con cavoli… a me vengono i brividi nel leggere post come il tuo… Guarda caso se non ti si da ragione allora via alle offese e alle assurdità. No, di adamo ed eva a pelle non so cosa rispondere. Preferisco cercarmi la risposta che tirare delle pseudo-conclusioni come fai tu quando potresti fare uno sforzo e cercarti le risposte. Ma bisogna averne voglia, sparare cavolate come l’ultimo post che hai scritto non richiede grande fatica e nemmeno la coerenza. E’ tutto nello stesso brodo. Auguri anche a te… :roll:

    x stefano

    E probabilmente manco le vedremo… . Se hanno la verità dalla loro… che problema c’è? SE, appunto.

    x Adele

    Se ancora oggi non si è capito che la Chiesa in qualità di Corpo di Cristo non può peccare in nessun modo, è dura eh… La Chiesa si è fatta carico – intercedendo per loro e chiedendo a nome loro perdono – delle colpe commesse da quei suoi figli che in passato avevano perduto la comunione con essa peccando gravemente. In pratica si è assunta colpe che non sono sue.

    Oltretutto, è inammissibile il concetto di “colpa collettiva” riferito proprio alla Chiesa: oggi si abusa troppo spesso di questo termine, mettendo sotto lo stesso nome le colpe dei singoli membri della Chiesa. A meno che non abbia il coraggio di sostenere la tesi che Dio semplicemente pecca come gli uomini. La Chiesa è guidata dallo Spirito Santo, gli uomini, i singoli individui possono commettere errori anche gravi, ma la santità della Chiesa resta immacolata…

    Buona giornata a tutti. :roll:

  123. Gianni B. scrive:

    @Francesco
    Come ho detto prima, mi rendo conto quanto sia perfettamente inutile discutere con te di questioni storiche visto che giustifichi tutto della Chiesa, persino i genocidi da essa commessi!
    Credevo che tra noi si fosse steso un piccolo ponte di comprensione reciproca ma i tuoi ultimi post, e il tuo assoluto menefreghismo delle opinioni altrui, quando non siano in sintonia con quelle della Chiesa, dimostra che non di ponte si tratta, ma di un tenuissimo e leggerissimo filo di ragnatela.
    L’incomunicabilità tra i nostri mondi rimane dunque pressochè totale… cvd.
    Mi dispiace, grande Franc! :)

    Attendo la risposta del dott. Tornielli per capirci qualcosa.

  124. Francesco Ursino scrive:

    x Gianni

    Dopo aver letto il tuo post n°7 i dubbi sul fatto di riuscire a comunicare sono venuti anche a me… in fondo non è cambiato molto.

    Ciao.

  125. marina scrive:

    Sa Ursino,si tende a dare sempre la colpa alla chiesa per le colpe commesse dai singoli uomini perchè la chiesa li protegge sempre, fa di tutto per ostacolare la giustizia, anche quando li si prende con il sorcio in bocca..cosi si dice no?
    Ritorniamo ai sacerdoti pedofili,sa quanti ne nasconde e quanti ne protegge ,usando i parrocchiani , che fanno le processioni in difesa sempre di qualche sacerdote colpevole?’
    Se questa non è complicità, cosa è secondo lei???

  126. Francesco Ursino scrive:

    x Marina

    I documenti storici che comprovano il fatto che la Chiesa abbia canonizzato dei criminali? Secondo lei ce ne sarebbero una sfilza… :)

    Si tende ad incolpare la Chiesa “per praticità” pur riferendosi a singoli individui… peccato che quando si stigmatizzano le vicende tristi e note delle persecuzioni comuniste il silenzio diventi assordante, se è la Chiesa a ammonire la si taccia di vittimismo… per cui, a leggere commenti qui, sembra che il vero nemico dell’umanità da duemila anni e rotti sia stato proprio la Chiesa, mentre su tutti gli altri scempi della storia a danno anche di milioni di cristiani cala un silenzio assordante… Di quello non si parla, perché gli schizzinosi ci sono anche lì. Allora bisognerebbe evitare di parlare di qualsiasi cosa per non ferire la memoria di tizio caio o sempronio…

    Gira che ti rigira, ci sarà sempre qualcosa su cui mugugnare o mormorare… Riguardo ai preti pedofili sporga denuncia a chi di dovere se le sue accuse sono fondate e non tanto per fare un po’ di polemica anticlericale d’accatto. Insista se ritiene di essere nel giusto e fornisca il suo leale e onesto contributo… se fa le cose per bene un domani potremo anche ringraziarla per i suoi sforzi. Basta che non riduca tutto il suo lavoro a una propaganda stile no-global: stia nel recinto del fenomeno senza sconfinare. Altrimenti molti potrebbero dubitare della serietà del suo impegno a favore di creature che, diciamolo pure, sono inesistenti per questa società. Tanti stand per strada per salvare i gatti randagi – che opera umanitaria! – , ma dei bambini ci si ricorda solo quando li violano… Questo è il paese in cui viviamo, tutto tasse partitoni scommesse elettorali manifestazioni chiassose e inconcludenti… e in questo mare di nullità ciò che è vivo ed esige rispetto naufraga si perde e muore.

    In bocca al lupo! :roll:

  127. Francesco Ursino scrive:

    Il segreto infrangibile

    di Vittorio Messori

    [Dal "Corriere della Sera", 15 Giugno 2001]

    Il processo al vescovo di Bayeux e Lisieux non è inquietante soltanto per i fatti di pedofilia di cui è responsabile un prete della sua diocesi. Allarma anche il fatto che né la giustizia né la stampa francesi sembrino rendersi conto che, da quando esiste, è dovere della Chiesa difendere con rigore implacabile tutto ciò che abbia a che fare con la riservatezza in materia di colpe del prossimo. Un rigore che, lo sappiamo bene, talvolta scandalizza. Anche oggi, come in ogni epoca, il potere civile, a cominciare dalla magistratura, non sopporta che quella singolare categoria di cittadini costituita dai preti preferisca ogni condanna umana alla eventuale condanna della scomunica (la più grave, riservata alla Sede Apostolica) per avere tradito il sacramentale sigillum , il segreto della confessione.
    Certo, il caso in cui è implicato il vescovo della diocesi francese è complesso, in quanto c’è di mezzo il vicario generale che avrebbe fatto da tramite per le confidenze ricevute dalla madre del ragazzo molestato. Resta però da stabilire se quelle confidenze fossero una sorta di pubblica denuncia o se, invece, facessero parte di una confessione sacramentale. In questo caso, tutto da accertare, la gravissima violazione del “sigillo” (un sacrilegio, secondo il diritto canonico) sarebbe stata compiuta da quel collaboratore; e il vescovo, rifiutando di parlare dei pur gravi fatti, avrebbe invece compiuto il suo dovere. Come da canone 983, secondo il quale “all’obbligo di osservare il segreto sono tenuti anche coloro ai quali, in qualunque modo sia giunta notizia dei contenuti della confessione”. Non si tratterebbe, dunque, di un generico “segreto professionale” di cui parlano gli stessi avvocati francesi, ma di quel “sigillo sacramentale” per non infrangere il quale moltissimi sacerdoti hanno preferito affrontare il martirio. Pur ignara, a quanto pare, della dimensione religiosa della vicenda, sarà la magistratura francese a stabilire come si siano svolte le cose. Può darsi ci sia stata davvero imprudenza da parte del presule, un suo illudersi che il male minore passasse attraverso i tentativi di riparare alla situazione in modo riservato. Non siamo “innocentisti” per partito preso: anche gli
    uomini di Chiesa sono, appunto, uomini e – come tutti – possono sbagliare. Ma, checché ne sia di questo caso concreto, va constatato che, nella nostra società, è sempre più difficile comprendere lo “scandalo” di un segreto che non si può infrangere neanche per evitare la morte di qualcuno o i più gravi danni personali o sociali. In effetti, come dicono i teologi, “ut homo, come uomo, il sacerdote ignora, al di fuori della confessione, tutto ciò che è stato rivelato a lui ut Christus, cioè come Cristo nel tribunale del confessionale”. Il sacerdote non è che uno strumento che non ha alcun diritto di utilizzare – né per sé né per altri – quanto è stato confessato a Dio attraverso di lui. Quali che siano le conseguenze, anche le più drammatiche, di un silenzio che non cessa mai, neanche dopo la morte di chi si è confidato a un sacerdote. E neanche nel caso si trattasse di rivelare cose positive: in effetti, i confessori dei candidati alla beatificazione e canonizzazione non possono venire convocati al processo, fosse pur per contribuire alla gloria del candidato. Di esso, devono dimenticare l’intimità e mostrare di conoscere soltanto quanto era noto anche ad altri. Niente testimonianze ai processi ecclesiali: a maggior ragione, nessuna testimonianza davanti ai tribunali statali. In un mondo dove nessuno sembra più conoscere la riservatezza, una simile, gelosa tutela del segreto degli uomini è – si sia credenti o no – un segno singolare. Certamente, unico.

    © Corriere della Sera

  128. Francesco Ursino scrive:

    La congiura degli ignoranti

    di Massimo Introvigne

    [Da «il Giornale», 23 maggio 2007]

    Solo la rabbia laicista dopo il Family day spiega perché all’improvviso il documentario dell’ottobre 2006 della BBC Sex Crimes and the Vatican abbia cominciato a circolare su Internet con sottotitoli italiani, e Santoro abbia cominciato ad agitarsi. Il documentario, infatti, è merce avariata: quando uscì fu subito fatto a pezzi dagli specialisti di diritto canonico, in quanto confonde diritto della Chiesa e diritto dello Stato. La Chiesa ha anche un suo diritto penale, che si occupa tra l’altro delle infrazioni commesse da sacerdoti e delle relative sanzioni, dalla sospensione a divinis alla scomunica. Queste pene non c’entrano con lo Stato, anche se potrà capitare che un sacerdote colpevole di un delitto che cade anche sotto le leggi civili sia giudicato due volte: dalla Chiesa, che lo ridurrà allo stato laicale, e dallo Stato, che lo metterà in prigione.

    Il 30 aprile 2001 Papa Giovanni Paolo II pubblica la lettera apostolica «Sacramentorum sanctitatis tutela», con una serie di norme su quali processi penali canonici siano riservati alla giurisdizione della Congregazione per la dottrina della fede e quali ad altri tribunali vaticani o diocesani. La lettera «De delictis gravioribus» firmata da Ratzinger come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede il 18 maggio 2001 – quella presentata dalla BBC come un documento segreto, mentre fu subito pubblicata sul bollettino ufficiale della Santa Sede e figura sul sito Internet del Vaticano – costituisce il regolamento di esecuzione delle norme fissate da Giovanni Paolo II. Nella nota 3 della lettera di Ratzinger si cita l’istruzione «Crimen sollicitationis» emanata dalla Congregazione per la dottrina della fede, che allora si chiamava Sant’Uffizio, il 16 marzo 1962, ben prima che alla Congregazione arrivasse lo stesso Ratzinger. Questa istruzione dimenticata, «scoperta» nel 2001 solo in grazia di quella nota, non si occupa affatto di pedofilia ma del vecchio problema dei sacerdoti che abusano del sacramento della confessione per intessere relazioni sessuali con le loro penitenti. L’istruzione del 1962 non nasconde questi abusi, anzi impone a chi ne venga a conoscenza di denunciarli sotto pena di scomunica. Dispone che i relativi processi si svolgano a porte chiuse, a tutela della riservatezza sia dei testimoni sia degli imputati eventualmente innocenti.

    La lettera del 2001, al contrario di quanto fa credere il documentario, crea una disciplina più severa per il caso di abuso di minori rendendolo perseguibile oltre i normali termini di prescrizione, fino a quando chi dichiara di avere subito abusi da minorenne abbia compiuto i ventotto anni. Con questa nuova disciplina la durezza della Chiesa verso i sacerdoti accusati di pedofilia è molto cresciuta con Benedetto XVI, come dimostrano casi clamorosi e la stessa nomina del cardinale americano Levada, severissimo con i preti pedofili, a prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.

    Tutte queste norme riguardano, ancora una volta, il diritto canonico, cioè le sospensioni e le scomuniche per i sacerdoti colpevoli di abusi sessuali. Non c’entrano nulla con il diritto civile, o con il principio generale secondo cui – fatto salvo il solo segreto della confessione – chi nella Chiesa venga a conoscenza di un reato giustamente punito dalle leggi dello Stato ha il dovere di denunciarlo alle autorità competenti. La confusione, intrattenuta ad arte per gettare fango sul Papa, è solo frutto del pregiudizio e dell’ignoranza.

    Massimo Introvigne

    © il Giornale

  129. Francesco Ursino scrive:

    Se le può interessare, magari a fare un po’ più di chiarezza su alcuni punti:

    http://www.cesnur.org/2007/mi_05_22a.htm

  130. Francesco Ursino scrive:
  131. Francesco Ursino scrive:

    Questo è abbastanza recente, la data è dell’anno scorso:

    Omertà dei Papi, un’accusa infondata

    di Andrea Galli

    Le critiche dell’inchiesta inglese sulla «segretezza» della Chiesa e la realtà dei fatti

    [Da «Avvenire», 31 maggio 2007]

    I panni sporchi c’è chi preferisce lavarli in casa. Giovanni Paolo II no, la pensava diversamente. E così, il 14 agosto 1993, cioè nove anni prima che la questione degli abusi sessuali commessi da membri del clero cattolico esplodesse sui media americani, con il caso della diocesi di Boston, 13 anni prima che la Bbc rilanciasse le accuse di «omertà mafiosa» alla Chiesa, scelse di parlare in modo chiaro. In mondovisione. Davanti a migliaia giovani arrivati da cinque continenti.

    Nell’omelia della Messa tenutasi alla Mcnichols Sports Arena di Denver, durante la Gmg del ’93, il Papa riconobbe che «in un’epoca in cui tutte le istituzioni generano sospetti, la stessa Chiesa non si è salvata dalla riprovazione». Parlò del «dolore» e dello «scandalo causati dai peccati di alcuni ministri dell’altare», della necessaria «sollecitudine per le vittime di queste cattive azioni» e del bisogno di «porre in opera ogni mezzo umano per rispondere a questo male».

    La lettera ai vescovi Usa. Il problema il Papa l’aveva affrontato già a giugno con i vescovi di Colorado, New Mexico, Arizona e Wyoming in visita Roma, e soprattutto in una lunga lettera rivolta a tutti i vescovi statunitensi, dedicata al dramma degli abusi sessuali. «Quanto sono severe le parole di Cristo quando parla di tale scandalo, quanto grande deve essere quel male se “chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare”», si leggeva all’inizio di quel documento. Papa Wojtyla ammoniva che «le pene canoniche previste per certe offese e che danno espressione sociale alla disapprovazione per il male sono pienamente giustificate. Esse contribuiscono a mantenere chiara la distinzione fra bene e male, e promuovono il comportamento morale così come il formarsi di una giusta consapevolezza della gravità del male». Ricordava che «ogni peccatore che segue la via del pentimento, della conversione e del perdono può invocare la misericordia di Dio». Infine, in anticipo sullo sciacallaggio mediatico che si sarebbe scatenato anni dopo, aggiungeva che «pur riconoscendo il diritto alla dovuta libertà di informazione, non bisogna consentire che il male morale divenga occasione di sensazionalismo», che «conduce alla perdita di qualcosa che è essenziale per la moralità della società. Viene leso il diritto fondamentale degli individui a non essere facilmente esposti all’irrisione dell’opinione pubblica… si agisce in modo radicalmente opposto alla ricerca del bene morale».

    Da lì in poi Giovanni Paolo II non avrebbe mai fatto mancare la sua voce nei momenti cupi vissuti dalle varie Chiese toccate dagli scandali.

    Nell’aprile ’94 venivano approvate, con il placet papale, procedure più snelle per ridurre allo stato laicale sacerdoti o religiosi colpevoli di abusi sessuali. Nel 1998 la Santa Sede interveniva sul caso dell’arcivescovo di Vienna, il cardinale Hermann Groer, accusato anche lui di abusi risalenti agli anni ’70.

    Nel 1999, il 26 giugno, Giovanni Paolo II riceveva in udienza i vescovi irlandesi: accanto all’omaggio per una gloriosa storia di «santità, testimonianza e impegno», lanciava un messaggio accorato: «Vi sono stato vicino nel dolore e nella preghiera, affidando al Dio “di ogni consolazione” quanti sono stati vittima di abusi sessuali da parte di ecclesiastici o religiosi. Dobbiamo anche pregare affinché quanti si sono resi colpevoli di ciò, comprendano la natura maligna delle loro azioni e chiedano perdono».

    Quei toni escatologici. Il Giovedì Santo del 2000, nella lettera indirizzata ai sacerdoti di tutto il mondo firmata nel Cenacolo di Gerusalemme, Giovanni Paolo II usava toni escatologici: «Sono le ore in cui si combatte la grande battaglia tra l’amore che si dona senza riserve e il mysterium iniquitatis che si chiude nella sua ostilità… È vero: nella storia del sacerdozio, non meno che in quella dell’intero popolo di Dio, s’avverte anche la presenza oscura del peccato. Tante volte l’umana fragilità dei ministri ha offuscato in loro il volto di Cristo. E come stupirsene, proprio qui, nel Cenacolo? Qui non solo si consumò il tradimento di Giuda, ma lo stesso Pietro dovette fare i conti con la sua debolezza, ricevendo l’amara profezia del rinnegamento».

    Il 30 aprile 2001 il Papa firmava il motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela per definire dettagliatamente sia i «delitti più gravi commessi contro la morale e nella celebrazione dei sacramenti» la cui competenza doveva rimanere esclusivamente della Congregazione per la dottrina della fede (Cdf), sia le norme processuali speciali «per dichiarare o infliggere le sanzioni canoniche». Motu proprio seguito da un “regolamento di esecuzione”, la lettera De delictis gravioribus, firmata il 18 maggio dall’allora cardinale Joseph Ratzinger e dall’arcivescovo Tarcisio Bertone.

    Ma i richiami non finivano. Il 18 gennaio 2002, nel discorso alla plenaria della Cdf, il Papa ringraziava la Congregazione per «la collaborazione nel giudizio di alcuni gravi problemi morali, che esigono particolare competenza e approfondimento». Pochi giorni dopo, incoraggiava i partecipanti della sessione plenaria stavolta della Congregazione per l’educazione cattolica, all’utilizzo di «competenze psicologiche nell’ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio».

    Sollecitudine per le vittime. Ancora, nella lettera ai sacerdoti per il Giovedì Santo del 2002 si leggeva: «Siamo personalmente scossi nel profondo dai peccati di alcuni nostri fratelli che hanno tradito la grazia ricevuta con l’Ordinazione, cedendo anche alle peggiori manifestazioni del mysterium iniquitatis che opera nel mondo. Sorgono così scandali gravi, con la conseguenza di gettare una pesante ombra di sospetto su tutti gli altri benemeriti sacerdoti, che svolgono il loro ministero con onestà e coerenza, e talora con eroica carità. Mentre la Chiesa esprime la propria sollecitudine per le vittime e si sforza di rispondere secondo verità e giustizia ad ogni penosa situazione, noi tutti – coscienti dell’umana debolezza, ma fidando nella potenza sanatrice della grazia divina – siamo chiamati ad abbracciare il mysterium Crucis e ad impegnarci ulteriormente nella ricerca della santità». Il 28 marzo, nella Santa Messa del Crisma del triduo pasquale, Giovanni Paolo pregava «per quei nostri confratelli che sono venuti meno agli impegni assunti con l’ordinazione sacerdotale».
    La convocazione a Roma. Nemmeno un mese dopo, venivano poi convocati a Roma i cardinali americani, e veniva ribadito loro che «l’abuso che ha causato questa crisi è sbagliato secondo ogni criterio ed è giustamente considerato un crimine dalla società; è anche un peccato orrendo agli occhi di Dio»; «la gente deve sapere che nel sacerdozio e nella vita religiosa non c’è posto per chi potrebbe far del male ai giovani. Deve sapere che i Vescovi e i sacerdoti sono totalmente impegnati a favore della pienezza della verità cattolica nelle questioni riguardanti la moralità sessuale».

    Il 20 luglio, alla messa di chiusura della Gmg di Toronto, Giovanni Paolo II coglieva l’occasione, come a Denver, per ammettere di fronte al mondo che «il danno fatto da alcuni sacerdoti e religiosi a persone giovani o fragili riempie noi tutti di un profondo senso di tristezza e di vergogna». Così come il 5 settembre, davanti ai rappresentanti della Conferenza episcopale brasiliana.

    Intervenire prontamente. Nell’esortazione post-sinodale Pastores gregis sul «Vescovo servitore del Vangelo di Cristo», ottobre 2003, il Papa inseriva l’ennesimo riferimento al tema: «Il Vescovo deve essere forte e deciso, giusto e sereno», deve «intervenire prontamente, secondo le norme canoniche stabilite, sia per la correzione e il bene spirituale del sacro ministro, sia per la riparazione dello scandalo e il ristabilimento della giustizia, come pure per quanto riguarda la protezione e l’aiuto alle vittime».

    Nel 2004, in quattro udienze con i vescovi degli Stati Uniti, Giovanni Paolo ritornava instancabilmente su clero e abusi sessuali: Idem il 6 febbraio 2004, di fronte alla Cdf, e il 1 febbraio 2005, davanti alla Congregazione per la dottrina cattolica.

    Infine, il 2 aprile, Karol Wojtyla moriva. E il cardinale Ratzinger, che in una meditazione della Via Crucis al Colosseo aveva scritto: «Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a Lui!», veniva eletto al soglio pontificio.

    Nuovo Papa, stesso registro. Il 4 novembre dello stesso anno usciva l’istruzione vaticana sui «criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al Seminario e agli Ordini sacri». Il 28 ottobre 2006, sette anni dopo il discorso del suo predecessore ai vescovi irlandesi, Benedetto XVI ripeteva: «È importante stabilire la verità di ciò che è accaduto in passato, prendere tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in futuro, assicurare che i principi di giustizia vengano pienamente rispettati e, soprattutto, guarire le vittime e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini abnormi».

    Questi, insomma, furono i «silenzi» e la «volontà di occultamento» dei due ultimi successori di Pietro. Più che «omertà», un evangelico «quello che io vi dico nel buio, voi ripetetelo alla luce del giorno; quello che ascoltate sottovoce, gridatelo dai tetti».

    © Avvenire

  132. Gianpaolo1951 scrive:

    @ Francesco Ursino

    Caro Francesco (posso darti del tu?), ammiro la tua pazienza e la tua costanza nel dialogare con gli “amici” non credenti, persone che hanno nella scienza il loro unico credo e sempre con la scienza cercano di dare una spiegazione a tutto, esistenza o meno di Dio compresa!
    Si sa che più si aumenta il proprio sapere…, più si approfondiscono gli studi…, più ci si addentra nei misteri del creato e della natura…, e più la nostra mente razionale e la ragione fanno a pugni con il “Credo” cristiano.
    Per loro, noi siamo solo degli sciocchi creduloni che si bevono tutte le storielle fin qui raccontate dagli astuti preti…, ma non sanno che per i veri credenti (e non creduloni), è doppiamente difficile accettare tale “Credo” perché anche noi – come loro – abbiamo un cervello funzionante che ci pone le stesse domande, gli stessi interrogativi, gli stessi terribili dubbi ma, a differenza di loro, noi abbiamo il dono della fede che ci fa superare ogni barriera e ci guida sicuri in quella dimensione spirituale, imperscrutabile alla scienza stessa, che si chiama “Anima”!
    Dono, la fede, che si può ottenere solo se dotati di tanta umiltà.
    Solo con l’umiltà ci si può fare piccoli – anche se si è grandi – ed accostarci al “Mistero Divino”.
    La superbia e l’arroganza portano solo in posto: la polvere!
    Ciao O:-)

  133. marina scrive:

    Introvigne è in filosofo molto di parte, alleanza cattolica, quindi molto religioso,in base a questo le sue affermazioni e i suoi scritti possono essere discutibili.

    Il giudizio dovrebbe essere dato da persone non di parte, non appartenenti a nessuna ideologia,per essere credibili.

  134. Alessia scrive:

    Francesco
    Perchè vuoi farti del male da solo. Stai perdendo il tuo tempo e c’è chi si diverte alle tue spalle. La tua costanza è ammirevole, ma contro ignoranza, malafede e arroganza ideologica non vi sono soluzioni.
    Ti rendi conto di quanto pesante e sgradevole è diventato questo blog? e di quante persone se ne sono andate?
    Non auspichi il ritorno a un minimo di serenità?

  135. Francesco Ursino scrive:

    Carissima Alessia,

    sì ho notato che come si dice il “fior fiore” di questo blog ha portato via le suole o cmq interviene sempre più di rado… ormai il livello di certe discussioni è rimasto fermo allo stesso, credenti-non credenti e da lì non ci si smuove.

    Ringrazio anche Gianpaolo per quello che ha scritto – il tu va benissimo grazie :) -, anche se la mia proverbiale calma negli ultimi post è venuta un po’ meno, ma di fronte a certi commenti non si può restare impassibili (o forse sì? ditemelo voi… nonostante tutto, ho ancora molto da imparare anch’io)… e su questo spazio ne sono state dette di tutti i colori e in tutte le salse.

    Di chi se la ride alle mie spalle non mi interessa, per ridere su temi come questi bisogna essere de gran poveracci, quindi non posso che provare pena per chi lo fa…

    E’ da quando ho saputo che Dante Pastorelli se n’era andato che mi sono reso conto come tirava davvero l’aria durante certe discussioni… certo che vorrei un po’ di serenità e non dover leggere sempre i soliti blogger iracondi e livorosi che qualunque cosa gli dici ti mangiano la faccia perché non sono mai contenti di nulla (se mi riabiliti il fascista non va bene, se il Papa parla di speranza non va bene, se il Papa non accetta di farsi insultare in nome della “democrazia” laicista non va bene, se parli di miracoli e apparizioni non va bene, ecc potrei andare all’infinito, la breve discussione sull’arcivescovo di Zagabria ne è un’altra conferma: o colpevole a tutti i costi o niente. E poi il continuo mischiare capre e cavoli, Chiesa Corpo Mistico con Vaticano, peccati dei singoli con colpa collettiva per “fare prima” e anche qui potrei andare all’infinito) e guai se li contraddici. Cioè dai insomma siamo noi i “cattivoni” della storia, che vuoi che siano stati il comunismo in confronto alla Chiesa??? ;) Per il caso di pedofilia esploso prima negli USA – se non mi sbaglio – e poi in Francia – possibile? – nelle diocesi ha dato in Italia lìoccasione di creare e potenziare un altro mezzo di polemica anticristiana. Con questo non giustifico chi ha fatto quelle schifezze e le sanzioni adottate dal Papa – per chi le capisce o si sforza di farlo – sono davvero pesanti. Anche se contro il pensar male – che per chi non lo sapesse è peccato – si può fare poco.

    Detto questo, ringrazio entrambi per i vostri consigli… ringrazio Andrea per la sua pazienza e il suo impegno nel dedicarsi a questo spazio virtuale! :)

    A proposito di polemiche, ricordo quando uscì il thread sul libercolo dell’ateismo in pillole per principianti diffuso in una scuola e ricordo il fiume di polemiche e insulti e offese di quei livorosi e iracondi signori che lo riempirono e che poi misteriosamente puff spariti nel nulla… della serie, bastona il cristiano ma non offendere l’ateo.

    Finché si discute e ci si confronta mi può anche star bene, quando la discussione diventa autocompiacimento e veicolo di bestialità o offese da una parte mi rattrista dall’altra chissene e se qualcuno troppo svelto a giudicarmi un menefreghista si facesse prima una lastra non sarebbe male. Potrei continuare, ma non voglio tediare ulteriormente.

    Vi auguro una buona giornata! :cool:

    P.S. Ah dimenticavo: sicuramente nemmeno gli articoli che ho postato ieri notte li faranno contenti o cmq li faranno pensare… scommettiamo??? :D

  136. Francesco Ursino scrive:

    “Introvigne è in filosofo molto di parte, alleanza cattolica, quindi molto religioso,in base a questo le sue affermazioni e i suoi scritti possono essere discutibili.

    Il giudizio dovrebbe essere dato da persone non di parte, non appartenenti a nessuna ideologia,per essere credibili.”

    Cara ALESSIA,

    come volevasi dimostrare… non aggiungo altro :cool:

  137. Alessia scrive:

    Francesco
    da che pulpito e che coraggio a propositi di onestà intellettuale, vero?
    Quanto a Dante Pastorelli trovi un suo bellissimo articolo sull’attesa beatificazione di Papa Pio XII sulla homepage del sito di Maurizio Blondet (EFFEDIEFFE.com).
    Si intitola: Ancora rinviata la beatificazione di Pio XII.
    Ciao

  138. adele scrive:

    Gesù dice che quando i veri cristiani saranno insultati, l’insulto è per Cristo che è in loro e non per loro stessi. Quindi fai bene caro Francesco a insistere a tempo e fuor di tempo. La fede non è una “cosa mistica” non raggiungibile, è un’adesione ad una testimonianza che viene dall’udire, e l’udire viene dalla parola di Cristo(Romani 10:17). Quindi se viene dall’udire, occorre parlarne sempre….Un cristiano vero nella vita ha come scopo quello di adorare Cristo e parlare di Lui e se gli altri prendono in giro? Problema loro. Buona giornata a tuttti.

  139. Francesco Ursino scrive:

    Grazie Adele,

    buona giornata anche a te!

  140. Gianni B. scrive:

    Ecco un breve estratto di un testo molto interessante – che personalmente condivido al 110%, anche dove elenca azioni “buone” della Chiesa – che descrive molto bene come voi cattolici apparite a noi laici.
    Se avrete la bontà di leggerlo, potreste capire molte cose del nostro pensiero “laico” e magari anche di voi stessi.

    DA: PSICOANALISI DEL CRISTIANESIMO
    LUIGI DE PAOLI PAGG. 89-91

    Osservando le Chiese cristiane a livello dei “processi primari”, ipotizzo che il disordine narcisistico
    che le attraversa sia mantenuto da due nuclei non integrati, uno auto-divinizzante, aggressivo e
    intollerante, e l’altro servile, frustrato e arrendevole, che le fanno ondeggiare tra sentimenti opposti
    d’inferiorità e grandiosità, tra fantasie di potenza e d’impotenza, tra pulsioni amorose e altre
    distruttive. Se i cristiani non vanno nel mondo proclamando e attuando la liberazione intrapresa
    tanto da Mosé come da Gesù, ciò non è dovuto a cattiva volontà ma alla debolezza di un “Io” che è
    riluttante a prendere la strada della libertà.
    Il processo di liberazione che Mosé inizia più di 3000 anni fa non è soltanto politico ma soprattutto
    “mentale”, nel senso che egli scarta le soluzioni più facili ed estreme come la sottomissione al
    Faraone o la sua soppressione. Gesù fa lo stesso: scarta sia la soluzione violenta degli “zeloti”, sia la
    rassegnazione dei contemporanei. Il leader maturo non rimane intrappolato dal pensiero dualista
    dell’aut-aut, per cui rifiuta credere che vi siano solo due soluzioni: o comandare od obbedire, o
    l’insurrezione o la capitolazione, o l’agiatezza o l’indigenza. Quello che Mosé inventa, e Gesù
    riprende, è l’uscita irreversibile dalla contrapposizione estremizzante, proponendo e iniziando un
    Esodo faticoso di anni di lavoro personale e sociale, che dovrà sempre fare i conti con la nostalgia
    infantile sia della schiavitù che di una terra “tutta latte e miele”.
    Il Cristianesimo vive certamente dell’afflato di tale liberazione, ma si è lasciato ingabbiare da una
    logica bipolare per cui ha finito per tranciare la storia dell’uomo in due: da un lato c’è la condizione
    tragica di coloro che sono fuori della sfera della salvezza (atei e non-cristiani), carenti di energie
    divine (sacramenti) e contagiati da errori dottrinali ed etiche difettose; dall’altro vi sono i “redenti”,
    rinati a nuova vita nel Battesimo, avvantaggiati da dottrine infallibili e dalla grazia soprannaturale.
    La mente è appannaggio di Adamo, i sentimenti sono un retaggio di Eva. Le funzioni più quotate
    sono quelle del pensiero che elabora teorie finalizzate al controllo della realtà. L’esistenza di un
    mondo notturno o inconscio è sottovalutata. Mentre nella Bibbia i sogni hanno una grande
    importanza nel mondo cristiano sono irrilevanti.
    A causa di tale scissione il Cristianesimo non può adottare un atteggiamento terapeutico o
    pedagogico nei confronti del “male” o dei “peccatori”. Ha solo due strade: o l’annientamento del
    colpevole-deviante (tramite la violenza dello Stato e la minaccia del fuoco eterno) o l’autocolpevolizzazione
    della vittima-innocente. Le due alternative si rintracciano, anche se non in modo
    esclusivo, nel pensiero e nell’agire dei cristiani, che hanno sviluppato particolari forme di
    aggressività (denunciate anche da Giovanni Paolo II), così come di abnegazione masochistica,
    pilastro di buona parte dell’ascesi cristiana.
    Santa Margherita di Alacoque lo rende evidente quando scrive:
    “Mi sembra che tutto mi condanni a un eterno supplizio. Tutto il bene che posso fare non potrebbe riscattare
    la più piccola delle mie colpe… non posso pagare il mio debito, lo vedete bene, mio divino Signore”.
    Questo tratto di spiritualità non è espressione di una “colpa depressiva”. La Santa non ha offeso
    nessuno, quindi non deve ragionevolmente chiedere perdono. Anche se volesse “riscattare la colpa
    non potrebbe pagare il debito”. E’ chiaramente in preda ad una colpa persecutoria, visto che si
    sente condannata ad un supplizio eterno da un Dio lunatico e ingiusto. La Santa pennella il “buco
    nero” in cui precipita il cristiano praticante, oppresso da una colpa indefinibile (peccato originale),
    che lo fa sentire incapace di “riscattare la più piccola delle colpe”. Se da un lato il cristiano recita
    “Signore, io non sono degno… abbi pietà di me”, dall’altro si sente autorizzato a praticare o
    giustificare la violenza in quanto permette di salvare chi si ribella. Il battesimo coatto per i bambini,
    la sottomissione per poveri e proletari, l’inferiorità per la donna, l’anatema per i dissidenti, sono
    giustificati con il fatto che mirano ad un bene superiore.
    L’ondeggiamento psicologico è più evidente nella Chiesa cattolica essendo la più centralizzata. Il
    Pontefice, ad esempio, esorta quotidianamente i fedeli ad avere una fiducia incrollabile in Cristo e
    nel suo amore gratuito, ma tradisce la propria sfiducia in quel Salvatore allorquando preferisce
    ricorrere al braccio secolare dello Stato (attraverso concordati, partiti cristiani, finanziamenti dallo
    Stato, ecc.) o della propria Curia-Stato (tramite la diplomazia vaticana) per imporre codici morali -
    anche ai non cattolici – che non riesce a proporre con una persuasiva evangelizzazione.
    Il disordine narcisistico tras-figura e s-figura anche Dio. A volte appare come un padre severo e
    implacabile con chi osa trasgredire le sue leggi, altre volte è generoso e magnanimo verso coloro
    che gli prestano obbedienza filiale. Di qui la stretta parentela col Dio-padrino dei mafiosi, una
    commistione di violenza riconosciuta e di amore idealizzato. Aggiunge Simone Weil, credente
    appassionata: “La cristianità è diventata totalitaria, conquistatrice, sterminatrice, perché non ha
    sviluppato la nozione dell’assenza e della non-azione di Dio”.
    Forse non c’è immagine più efficace di “una cristianità conquistatrice e sterminatrice” per
    raffigurare la patologia connessa ad un conflitto pulsionale tra violenza ed amore che non trova la
    mediazione di un Io equilibrato. Il corpo ecclesiale non è in grado di riconoscere la propria
    violenza, essendo sospinto da un amore che non è realistico ma idealizzato. L’insufficiente
    composizione del conflitto finisce per rendere le Chiese Cristiane dei soggetti “culturalmente
    intrattabili” (S. Weil) con cui nessuna religione può stabilire relazioni paritetiche.

    - Conseguenze psicodinamiche
    Quanto detto non rende giustizia dei più reconditi atti di premura verso gli indifesi e i poveri
    realizzati dalle persone “consacrate” e da anonimi fedeli, ma serve a sottolineare un aspetto del
    disordine narcisistico del Cristianesimo che può essere così riassunto:
    1) Dio è un liberatore-salvatore-redentore, traboccante di amore per i deboli e le vittime, ma
    contemporaneamente un sadico-persecutore-giustiziere, che alberga sentimenti di vendetta
    verso i non-battezzati e i ribelli, destinati al “forno crematorio eterno”.
    2) Da una realtà divina dicotomizzata discende una Chiesa, cattolica in particolare, con due
    personalità, “ontologicamente” diverse: quella divina e grandiosa, che esige sacrifici, è
    impersonata dalla sacra Gerarchia, mentre quella umana e servile, costretta a sacrificarsi e
    ad auto-reprimersi, è composta dai fedeli. Educati a questa duplicità, i battezzati non
    possono far altro che “incarnare” la dissociazione di un Dio bifronte, favorendo o
    giustificando pratiche aggressive e cercando, allo stesso tempo, di attivare comportamenti
    ispirati alla carità.
    3)I cristiani, forti del convincimento che tutta la storia giri attorno a Gesù quale Figlio
    unigenito di Dio, ne sbandierano la preminenza per poi vantare la superiorità della loro
    civiltà (occidentale), da cui fluisce il diritto-dovere di portare ai “non cristiani” la vera fede
    con la forza e il progresso con il libero mercato.
    4) La morale diventa bicefala: in assenza di un Io realista, è inclemente in tema di sessualità,
    mentre è arrendevole in materia di giustizia per il predominio delle pulsioni
    all’appropriazione indebita.
    5) Non essendo organizzato come comunità educativa, il Cristianesimo non è in grado di
    prevenire o ammortizzare i conflitti. Nel XX° secolo vi sono state ben due guerre mondiali
    tra nazioni “cristiane” (salvo il Giappone): la prima (1915-18) con 19 milioni di morti e la
    seconda (1939-1945) con 60 milioni di morti. Sui crimini perpetrati dai “cristiani” le Chiese
    non hanno operato alcun “discernimento” collettivo, ad indicare che la violenza è un dato
    “naturale”, come la spaccatura tra ricchi e poveri, tra capi e sudditi.
    6) I processi interni della Chiesa sono sbilanciati. La dottrina prevale sulla prassi, il
    Catechismo sulla riflessione biblica, il rito sulla contemplazione, il dogma sulla ricerca, la
    disciplina sulla persuasione. A forza di enfatizzare il miracolo, il sacramentalismo magico,
    le meraviglie della vita eterna, i cristiani finiscono per rinunciare al progetto di una
    liberazione umanizzante e anti-dualista intrapresa da Mosé e da Gesù.
    7) La logica dualista che presiede gran parte del Cristianesimo è lampante nel modo in cui si
    strutturano le Chiese: o la massima indipendenza (Chiese Indipendenti e Protestanti) o la
    massima dipendenza (Chiesa Cattolica). L’intolleranza propria della condizione narcisista
    fa sì che i capi delle Chiese, da secoli, non riescano a sedere attorno allo stesso tavolo per
    risolvere problemi e incomprensioni di reciproca rilevanza.

    - Al di là dell’inconscio
    L’attenzione posta fin qui sul disordine narcisistico del Cristianesimo non può eclissare quanto di
    maturo esso ha prodotto nella società con le innumerevoli azioni benefiche a favore di malati,
    handicappati, orfani, anziani, emigranti e poveri, testimoniate anche da ospedali, scuole, comunità
    terapeutiche e missioni nei cinque continenti. Altrettanto esemplare è stata l’iniziativa assunta dagli
    ordini monastici in Europa sia per la trasmissione dei testi classici come per la promozione
    dell’agricoltura.
    Di indubbia utilità per l’umanità è stata la formazione per promuovere la cura dei bambini,
    l’indissolubilità del matrimonio, la moderazione sessuale, il rispetto per la vita. Ma è l’accento sulla
    preghiera, sulla libertà e sulla dignità della persona umana quello che fa delle diverse Chiese
    cristiane un serbatoio di speranza, una riserva di calore e una palestra di empatia per tutti, a partire
    dai bambini. Il mondo, inoltre, non sarebbe lo stesso senza l’impulso che il Cristianesimo ha dato ad
    ogni forma di arte.
    Rilevanti sono state le azioni a favore della pace, della democrazia, della laicità dello Stato, della
    classe operaia, del sindacalismo, delle cooperative, per non parlare di quanti sono stati martirizzati,
    carcerati o esiliati per essersi opposti a brutali tirannie.
    Se il Cristianesimo ha potuto sopportare il peso di un disordine narcisistico lo si deve certamente
    alla co-presenza di un Io dotato di fiducia e di amore a Dio e al prossimo.
    Manca, secondo la mia analisi, un “Io comunitario” capace di regolare le relazioni tra le suborganizzazioni
    della psiche, e di mitigare processi difensivi patologici come l’onnipotenza, la
    razionalizzazione, la proiezione e la svalorizzazione, ampiamente usati nel corso dei due millenni.

  141. marina scrive:

    Ma ignoranti sarete voi, cari cosiddetti cristiani, che in quanto tali dovreste fare quello che gesù vi ha insegnato, non osannare i criminali.

  142. Gianni B. scrive:

    Stessa cosa, ma impaginata meglio :)

    DA: PSICOANALISI DEL CRISTIANESIMO
    LUIGI DE PAOLI PAGG. 89-9
    Osservando le Chiese cristiane a livello dei “processi primari”, ipotizzo che il disordine narcisistico che le attraversa sia mantenuto da due nuclei non integrati, uno auto-divinizzante, aggressivo e intollerante, e l’altro servile, frustrato e arrendevole, che le fanno ondeggiare tra sentimenti opposti d’inferiorità e grandiosità, tra fantasie di potenza e d’impotenza, tra pulsioni amorose e altredistruttive. Se i cristiani non vanno nel mondo proclamando e attuando la liberazione intrapresa tanto da Mosé come da Gesù, ciò non è dovuto a cattiva volontà ma alla debolezza di un “Io” che è riluttante a prendere la strada della libertà.
    Il processo di liberazione che Mosé inizia più di 3000 anni fa non è soltanto politico ma soprattutto “mentale”, nel senso che egli scarta le soluzioni più facili ed estreme come la sottomissione al Faraone o la sua soppressione. Gesù fa lo stesso: scarta sia la soluzione violenta degli “zeloti”, sia la rassegnazione dei contemporanei. Il leader maturo non rimane intrappolato dal pensiero dualista dell’aut-aut, per cui rifiuta credere che vi siano solo due soluzioni: o comandare od obbedire, o l’insurrezione o la capitolazione, o l’agiatezza o l’indigenza. Quello che Mosé inventa, e Gesù riprende, è l’uscita irreversibile dalla contrapposizione estremizzante, proponendo e iniziando un Esodo faticoso di anni di lavoro personale e sociale, che dovrà sempre fare i conti con la nostalgia infantile sia della schiavitù che di una terra “tutta latte e miele”. Il Cristianesimo vive certamente dell’afflato di tale liberazione, ma si è lasciato ingabbiare da una logica bipolare per cui ha finito per tranciare la storia dell’uomo in due: da un lato c’è la condizione tragica di coloro che sono fuori della sfera della salvezza (atei e non-cristiani), carenti di energie divine (sacramenti) e contagiati da errori dottrinali ed etiche difettose; dall’altro vi sono i “redenti”, rinati a nuova vita nel Battesimo, avvantaggiati da dottrine infallibili e dalla grazia soprannaturale. La mente è appannaggio di Adamo, i sentimenti sono un retaggio di Eva. Le funzioni più quotate sono quelle del pensiero che elabora teorie finalizzate al controllo della realtà. L’esistenza di un mondo notturno o inconscio è sottovalutata. Mentre nella Bibbia i sogni hanno una grande importanza nel mondo cristiano sono irrilevanti.
    A causa di tale scissione il Cristianesimo non può adottare un atteggiamento terapeutico o pedagogico nei confronti del “male” o dei “peccatori”. Ha solo due strade: o l’annientamento del colpevole-deviante (tramite la violenza dello Stato e la minaccia del fuoco eterno) o l’autocolpevolizzazione della vittima-innocente. Le due alternative si rintracciano, anche se non in modo esclusivo, nel pensiero e nell’agire dei cristiani, che hanno sviluppato particolari forme di aggressività (denunciate anche da Giovanni Paolo II), così come di abnegazione masochistica, pilastro di buona parte dell’ascesi cristiana.
    Santa Margherita di Alacoque lo rende evidente quando scrive:
    “Mi sembra che tutto mi condanni a un eterno supplizio. Tutto il bene che posso fare non potrebbe riscattare la più piccola delle mie colpe… non posso pagare il mio debito, lo vedete bene, mio divino Signore”.
    Questo tratto di spiritualità non è espressione di una “colpa depressiva”. La Santa non ha offeso nessuno, quindi non deve ragionevolmente chiedere perdono. Anche se volesse “riscattare la colpa non potrebbe pagare il debito”. E’ chiaramente in preda ad una colpa persecutoria, visto che si sente condannata ad un supplizio eterno da un Dio lunatico e ingiusto. La Santa pennella il “buco nero” in cui precipita il cristiano praticante, oppresso da una colpa indefinibile (peccato originale), che lo fa sentire incapace di “riscattare la più piccola delle colpe”. Se da un lato il cristiano recita “Signore, io non sono degno… abbi pietà di me”, dall’altro si sente autorizzato a praticare o giustificare la violenza in quanto permette di salvare chi si ribella. Il battesimo coatto per i bambini, la sottomissione per poveri e proletari, l’inferiorità per la donna, l’anatema per i dissidenti, sono giustificati con il fatto che mirano ad un bene superiore.
    L’ondeggiamento psicologico è più evidente nella Chiesa cattolica essendo la più centralizzata. Il Pontefice, ad esempio, esorta quotidianamente i fedeli ad avere una fiducia incrollabile in Cristo e nel suo amore gratuito, ma tradisce la propria sfiducia in quel Salvatore allorquando preferisce ricorrere al braccio secolare dello Stato (attraverso concordati, partiti cristiani, finanziamenti dallo Stato, ecc.) o della propria Curia-Stato (tramite la diplomazia vaticana) per imporre codici morali -anche ai non cattolici – che non riesce a proporre con una persuasiva evangelizzazione.
    Il disordine narcisistico tras-figura e s-figura anche Dio. A volte appare come un padre severo e implacabile con chi osa trasgredire le sue leggi, altre volte è generoso e magnanimo verso coloro che gli prestano obbedienza filiale. Di qui la stretta parentela col Dio-padrino dei mafiosi, una commistione di violenza riconosciuta e di amore idealizzato. Aggiunge Simone Weil, credente appassionata: “La cristianità è diventata totalitaria, conquistatrice, sterminatrice, perché non ha sviluppato la nozione dell’assenza e della non-azione di Dio”.
    Forse non c’è immagine più efficace di “una cristianità conquistatrice e sterminatrice” per raffigurare la patologia connessa ad un conflitto pulsionale tra violenza ed amore che non trova la mediazione di un Io equilibrato. Il corpo ecclesiale non è in grado di riconoscere la propria violenza, essendo sospinto da un amore che non è realistico ma idealizzato. L’insufficiente composizione del conflitto finisce per rendere le Chiese Cristiane dei soggetti “culturalmente intrattabili” (S. Weil) con cui nessuna religione può stabilire relazioni paritetiche.

    - Conseguenze psicodinamiche
    Quanto detto non rende giustizia dei più reconditi atti di premura verso gli indifesi e i poveri realizzati dalle persone “consacrate” e da anonimi fedeli, ma serve a sottolineare un aspetto del disordine narcisistico del Cristianesimo che può essere così riassunto:
    1) Dio è un liberatore-salvatore-redentore, traboccante di amore per i deboli e le vittime, ma contemporaneamente un sadico-persecutore-giustiziere, che alberga sentimenti di vendetta verso i non-battezzati e i ribelli, destinati al “forno crematorio eterno”.
    2) Da una realtà divina dicotomizzata discende una Chiesa, cattolica in particolare, con due personalità, “ontologicamente” diverse: quella divina e grandiosa, che esige sacrifici, è impersonata dalla sacra Gerarchia, mentre quella umana e servile, costretta a sacrificarsi e ad auto-reprimersi, è composta dai fedeli. Educati a questa duplicità, i battezzati non possono far altro che “incarnare” la dissociazione di un Dio bifronte, favorendo o giustificando pratiche aggressive e cercando, allo stesso tempo, di attivare comportamenti ispirati alla carità.
    3) I cristiani, forti del convincimento che tutta la storia giri attorno a Gesù quale Figlio unigenito di Dio, ne sbandierano la premnenza per poi vantare la superiorità della loro civiltà (occidentale), da cui fluisce il diritto-dovere di portare ai “non cristiani” la vera fede con la forza e il progresso con il libero mercato.
    4) La morale diventa bicefala: in assenza di un Io realista, è inclemente in tema di sessualità, mentre è arrendevole in materia di giustizia per il predominio delle pulsioni all’appropriazione indebita.
    5) Non essendo organizzato come comunità educativa, il Cristianesimo non è in grado di prevenire o ammortizzare i conflitti. Nel XX° secolo vi sono state ben due guerre mondiali tra nazioni “cristiane” (salvo il Giappone): la prima (1915-18) con 19 milioni di morti e la seconda (1939-1945) con 60 milioni di morti. Sui crimini perpetrati dai “cristiani” le Chiese non hanno operato alcun “discernimento” collettivo, ad indicare che la violenza è un dato “naturale”, come la spaccatura tra ricchi e poveri, tra capi e sudditi.
    6) I processi interni della Chiesa sono sbilanciati. La dottrina prevale sulla prassi, il Catechismo sulla riflessione biblica, il rito sulla contemplazione, il dogma sulla ricerca, la disciplina sulla persuasione. A forza di enfatizzare il miracolo, il sacramentalismo magico, le meraviglie della vita eterna, i cristiani finiscono per rinunciare al progetto di una liberazione umanizzante e anti-dualista intrapresa da Mosé e da Gesù.
    7) La logica dualista che presiede gran parte del Cristianesimo è lampante nel modo in cui si strutturano le Chiese: o la massima indipendenza (Chiese Indipendenti e Protestanti) o la massima dipendenza (Chiesa Cattolica). L’intolleranza propria della condizione narcisista fa sì che i capi delle Chiese, da secoli, non riescano a sedere attorno allo stesso tavolo per risolvere problemi e incomprensioni di reciproca rilevanza.

    -Al di là dell’inconscio
    L’attenzione posta fin qui sul disordine narcisistico del Cristianesimo non può eclissare quanto di maturo esso ha prodotto nella società con le innumerevoli azioni benefiche a favore di malati, handicappati, orfani, anziani, emigranti e poveri, testimoniate anche da ospedali, scuole, comunità terapeutiche e missioni nei cinque continenti. Altrettanto esemplare è stata l’iniziativa assunta dagli ordini monastici in Europa sia per la trasmissione dei testi classici come per la promozione dell’agricoltura.
    Di indubbia utilità per l’umanità è stata la formazione per promuovere la cura dei bambini, l’indissolubilità del matrimonio, la moderazione sessuale, il rispetto per la vita. Ma è l’accento sulla preghiera, sulla libertà e sulla dignità della persona umana quello che fa delle diverse Chiese cristiane un serbatoio di speranza, una riserva di calore e una palestra di empatia per tutti, a partire dai bambini. Il mondo, inoltre, non sarebbe lo stesso senza l’impulso che il Cristianesimo ha dato ad ogni forma di arte.
    Rilevanti sono state le azioni a favore della pace, della democrazia, della laicità dello Stato, della classe operaia, del sindacalismo, delle cooperative, per non parlare di quanti sono stati martirizzati, carcerati o esiliati per essersi opposti a brutali tirannie.
    Se il Cristianesimo ha potuto sopportare il peso di un disordine narcisistico lo si deve certamente alla co-presenza di un Io dotato di fiducia e di amore a Dio e al prossimo.
    Manca, secondo la mia analisi, un “Io comunitario” capace di regolare le relazioni tra le suborganizzazioni della psiche, e di mitigare processi difensivi patologici come l’onnipotenza, la razionalizzazione, la proiezione e la svalorizzazione, ampiamente usati nel corso dei due millenni.

  143. marina scrive:

    Per alessia , perchè è diventato sgradevole questo blog??
    La verità scomoda fa male lo so, però c’è , e non si può negare la storia.
    Chi non vuol ammettere gli errori, è destinato a ripeterli , perchè si crede nel giusto, e chi è troppo sicuro delle sue certezze, è un essere pericoloso per la società, anche questo la storia insegna…

  144. stefano scrive:

    @marina
    Staremmo ancora aspettando i famosi documenti storici che dimostrano che la Chiesa ha santificato dei criminali.

    Forse per te saranno ovvi, per noi “cristiani ignoranti” no.
    Grazie

  145. Francesco Ursino scrive:

    “descrive molto bene come voi cattolici apparite a noi laici”

    - già questa meriterebbe un commento a parte, ma cmq lasciamo stare la pignoleria :roll:

    Un’analisi imprecisa e a tratti parecchio confusa, soprattutto per quanto riguarda il rapporto uomo-Dio e il rapporto uomo-libero arbitrio oltre al fatto che è tipico di chi non crede – non di tutti – attribuire la palma del colpevole di ogni male a Dio. Quanto poi al Dio sadico contro i non credenti questa è un’altra balla…

    Direi che per psicanalizzare il cristianesimo bisognerebbe almeno conoscerlo prima… non dico avere la laurea, ma un minimo… la “psicanalisi” suddetta non indaga a fondo, ma si riduce a un aut aut tra l’una e l’altra sponda e si ferma alla superficie, appioppando giudizi scontati e ingiusti a una realtà che dimostra abbondantemente di non conoscere… comprensibile dunque come per voi laici l’apparenza sia più importante della realtà… e credimi mi stupisce che chi si considera quasi con fierezza razionalista limiti la sua ragione, la sua capacità di pensare e di elaboarare a un’interpretazione così superficiale dei fatti… La “psicoanalisi” sta in piedi per voi laici perché non va oltre il detto… non approfondisce… perché altrimenti si smonterebbe da sola. E questo per la prima parte… :)

  146. Gianni B. scrive:

    Francesco, almeno leggi anche la seconda parte, prima di commentarlo :)

    Il saggio ovviamente non è di sole 3 ma bensì di 113 pagine, e lo puoi scaricare gratuitamente qui:

    http://www.tevere.org/home_ita.html

    Buona lettura.

  147. Alessia scrive:

    Marina,
    spero la nobile Pipita Dal Monte vorrà perdonarni se oso prendere a prestito il manuale del suo esimio amico Pasqualardo De’ Monocolis, dal titolo “DE QUADRUPEDI RAGLIANTI”.
    Descive in modo affascinante le esternazioni che lei generosamente spande nel blog:
    ” Trattasi di brevi e intermittenti esplosioni sfinteriche tipiche della razza de’ ciuchi, susseguenti at ingurgitatione somma et smisurata di fieno umido et cereali aggrediti da muffe.
    Tali alimenti erbacei o cerealicoli, che provocano eziandio alquanto olezzo che si spande facilmente, instillano anche ne’ quadrupedi frequentanti taluni blogs estro letterario-religioso assai singolare, manifestato in genere
    in altissimi et vehementissimi ragli, in special modo nelle ore meridiane et al tramonto”.
    Ossequi

  148. Francesco Ursino scrive:

    x Marina

    Alessia non mette in discussione la verità, ma i toni di certe discussioni che rendono le discussioni pesanti e sterili…

    Quanto al fatto che si nega la storia, è tutto da dimostrare chi la nega e chi la segue fedelmente non crede? Molte delle sue affermazioni recenti non hanno uno straccio di prova che le supporta, quindi come spera di essere credibile, solo perché lo dice lei?

    La realtà storica non andrebbe mai distorta attraverso le lenti dell’ideologia. Questo giudizio vale per tutti, non solo per i “cattivi cattolici” che difendono persone che la mentalità odierna dominante rifiuta come modelli anche se riconosciuti martiri dalla Chiesa… .

    Buona giornata

  149. Francesco Ursino scrive:

    Pipìta sei MITICA!!! :cool:

  150. marina scrive:

    per Stefano , finalmente una verità , l’ammissione di essere ignoranti in materia di santi.

    Tempo al tempo e vedrai che arriveranno anche i nomi.
    Strano però che non ne siate al corrente ; della vita dei santi , intendo…

  151. marina scrive:

    Povero Dio, in che mani di fanatici ignoranti e protettori di criminali hai dato fiducia, non fanno altro che far perdere la fede con il loro integralismo.

  152. marina scrive:

    per francesco, avevi detto la stessa cosa di stepinac, ti ricordi??

  153. Francesco Ursino scrive:

    Ancora più strano che queste “prove” continuano a non saltare fuori… MA Marina si è accorta che stefano faceva dell’ironia quando parlava di “cattolici ignoranti” in merito ai criminali santificati e comprovati da un sacco di documenti (aggiungo invisibili)? Vabbè dai chiudiamola qua, se no diventa un tormentone… :D

    Mi aiuti a ricordare, di roba ne ho scritta qua e là, che cosa avrei scritto secondo lei? Grazie.

  154. Francesco Ursino scrive:

    Cara Alessia,

    la notizia che hai dato è terribile… pregheremo per lui. :)

  155. stefano scrive:

    Gentile Marina,
    vedo che preferisce gli insulti ai “documenti storici”. Provi a rileggersi e rifletta se non valga la pena cambiare atteggiamento. E magari citi documenti che conosce e ha letto e non giudizi sommari basati su documenti che non ha letto e che forse non esistono

  156. Gianni B. scrive:

    @stefano

    Visto che Marina non si pronuncia, qui c’è un po’ di controinformazione sui santi. Pochi ma buoni.

    http://www.uaar.it/ateismo/controinformazione/santi/

  157. Francesco Ursino scrive:

    Nella premessa della scheda su santi e beati “criminali” c’è scritto a chiare lettere che la suddetta è solo a titolo esemplicativo e non esaustivo…

    La prima riga del primo santo “incriminato” reca un “probabilmente” seguito da tutta una serie di giudizi e informazioni, senza ovviamente le dovute provenienze per poterle verificare e laddove opportuno smentirle.

    A quanto pare nemmeno l’uaar ha tutte le risposte… solo quelle ad “immediata digeribilità”, ma non ad altrettanta immediata verificabilità. Che pessimo servizio, ma i suoi gonzi li ha trovati… Contenti loro! :)

  158. stefano scrive:

    Gianni B:

    Lei chiama questi “documenti storici”? Spero (per lei) proprio di no

  159. Alberto - Udine scrive:

    Lasci perdere stefano: gente come giannibì preferisce fare un click su internet che frequentare archivi e biblioteche.
    I risultati si vedeno…..! :-)

  160. marina scrive:

    BEATO PIO IX
    ultimo papa re, ha mandato a morte migiaia di patrioti italiani,giustificava la schiavismo.
    BEATO Cardinal Bellarmino
    fece bruciare GIORDANO BRUNO.

  161. Gianni B. scrive:

    @Francesco: grazie per il gonzo :) ovviamente non ho il tempo di frequentare le biblioteche per scavare nella vita tormentata e tormentosa dei Santi… magari lo avessi!
    Comunque ho già scritto al dott. Carcano, che è il segretario UAAR, pregandolo di approfondire questa voce che in effetti non è un granchè, e di inserire le fonti… ma questo è quello che passa il convento oggi in Italia, in materia di controinformazione religiosa!
    PS anche tu però in fatto di copia incolla vai forte, magari in biblioteca toccherà andarci insieme ehehe :)

    @Stefano
    Non ho detto che questi sono documenti storici, ho solo segnalato un link di una pagina del sito UAAR.
    I curatori del sito mi paiono persone serie e i contenuti del sito sono attentamente verificati.
    Per un non credente è già sbalorditivo che sia stato fatto santo uno come p.e. Bellarmino (a proposito, da Pio XI), il torturatore di Giordano Bruno e l’inquisitore di Galilei, per cui non saprei che aggiungere di “storico” al fatto in sè: che c’è da aggiungere? Mica l’abbiamo nominato santo noi! Ne prendiamo semplicemente atto e manteniamo sempre molto alta la guardia! Saluti.

  162. Francesco Ursino scrive:

    BEATA ignoranza e SANTA pazienza… queste le conosce? :D

  163. Francesco Ursino scrive:

    No, è solo la controinformazione che passa dall’uaar… il motivo per cui non è nemmeno esaustiva ce l’hanno addirittura scritto… e questo rivela la serietà di chi se ne occupa. La Chiesa ci mette anni a beatificare o a canonizzare un martire, immagino la sfilza di documenti… questi qua con quattro appunti in croce pensano di rivelare chissà che… ribadisco, per chi s’accontenta del nulla… contento lui!

    Spero un domani non troppo tardi di passarci la vita in biblioteca, luogo che mi è più caro e congeniale rispetto a tanti altri che potrebbero o dovrebbero interessare ai giovani della mia età… :)

  164. marina scrive:

    S.PIO X
    si distinse per la sua squisita bontà,elevte erano le sue virtù morali.
    Grande papa dell’antimodernismo,elesse vescovi antiliberali,con la “gravissimo officii munere” biasimò le associazioni culturali,appoggiò i cattolici integralisti che non rifuggivano da spionaggio, delazioni e metodi segreti.
    Scomunicò Romolo Murri,l’unuco sacerdote insorto contro lo sfruttamento dell’infanzia nelle fabbriche.
    GESU CRISTO non l’avrebbe fatto.

    Tanto per capire di che stampo fosse, questo santo:mise all’indice il capolavoro di Fogazzaro,”piccolo mondo antico”.
    Cosa abbia fatto di santo quest’uomo, mah…

  165. Francesco Ursino scrive:

    Ah beh se ha messo all’indice Fogazzaro allora era proprio un “criminale” eh… Ma per favore! Prima Padre Pio che in un tema a 15 anni – anche lì, prove? Boh – scriveva che avrebbe mandato in galera quelle che abortivano e allora anche lui era un “criminale” – a 15 anni, in un tema -, ora Pio X perché ha messo all’indice un’opera di Fogazzaro… quasi quasi rimpiango questo tipo di “criminalità”… Scusate, ma come si fa a non rispondere? Anni e anni di studi e di ricerche liquidate da cotanta ignoranza e superficialità, ma si vergogni lei… altro che storie. E poi ha il coraggio di dire che neghiamo la storia e eleviamo a santi dei “criminali”. Chi fa scempio della storia a sto modo è un criminale… ecchecavolo!

    Vabbè, buonanotte! :roll:

  166. marina scrive:

    “saceedoti e suore cattolici, sono gravemente accusati di aver preso parte attiva al l’assassinio di indigeni.In particolare,il comportamento d’un religioso cattolico ha tenuto desto per mesi l’interesse dell’opinione pubblica, non solo nella capitale Kigali.Era parroco nella chiesa della Sacra Famiglia, ed è accusato di aver ucciso dei tutsi nei modi più atroci.Sono rimaste incontestate deposizioni di testimoni secondo cui il religioso, col revolver alla cintola, fiancheggiava bande saccheggiatrici di Hutu.Nella sua parrocchia, in effetti,era avvenuta una sanguinosa strage di Tutsi che avevano cercato scampo in quel tempio.I religiosi rivelavano i nascondigli dei Tutsi, lasciandoli in balia delle milizie Hutu armate di machete.
    Ci sono prove schiaccianti del fatto che , durante il genocidio in Ruanda, anche monache cattoliche si sono macchiate di gravi colpe.In questo contesto, si fa riferimento a 2 monache benedettine,rifugiatesi in un monastero belga per sottrarsi al corso della giustizia.
    Una aveva chiamato i sicari hutu, introducendoli da migliaia di tutsi che avevano cercato rifugio nel suo convento.
    Con la forza, i morituri erano stati cacciati dal chiostro e soppressi in presenza della suora.
    Anche la seconda benedettina aveva collaborato direttamente con le bande assassine delle milizie hutu;lle 2 suore si contesta addirittura (in base a precise testimonianze)di aver fornito ai killer il petrolio con cui le vittime vennero bruciate vive.

    Come si vede , per il cristianesimo il medioevo non è mai veramente concluso.

  167. marina scrive:

    Per i cristiani cattolici credenti in CRISTO,non nell’istituzione chiesa.

    or poserai per sempre,
    stanco mio cor.Perì l’inganno estremo,
    ch’eterno mio credei.Perì.Ben sento,
    in noi di cari inganni,
    non che la speme, il desiderio è spento.
    Posa per sempre. Assai
    palpitasti. Non val cosa nessuna
    i moti tuoi, nè di sospiri è degna
    la terra.Amaro e noia
    la vita,altro mai nulla;e fango è il mondo.
    T’acqueta omai.Dispera
    l’ultima volta.Al gener nostro il fato
    non donò che il morire.
    Omai disprezza
    te , la natura, il brutto
    poter che,ascoso, a comun danno impera,
    e l’infinita vanità del tutto.

    LEOPARDI, a me stesso XXVIII

  168. Francesco Ursino scrive:

    Come NON si vedono le fonti da cui attinge queste perle… “Ci sono prove schiaccianti” dice, sì… certo come no… come la sfilza di doc che comprova l’esistenza di santi criminali…

    Mi dia retta, se mai volesse cimentarsi nel lavoro di storica, lasci perdere… non fa per lei! :D

  169. Francesco Ursino scrive:

    In nome di Dio la smetta di scrivere scemenze, su! Che si fa davvero ridere dietro da tutti!!! :P

  170. stefano scrive:

    Rinuncio dunque a vedere questi “documenti storici”. Sarò pignolo io ma quando qualcuno parla di “documenti storici” mi immagino riferimenti a libri di studiosi….ed invece il massimo che mi viene fornito è una pagina web dell’UAAR, definita come seria ed attendibile in modo abbastanza dogmatico.

    Eppure basterebbe, cara marina, anche la semplice Wikipedia per vedere che non fu il cardinal bellarmino a far condannare Giordano Bruno ma Papa Clemente VIII (che non è né santo né beato).

    Visto che per voi le pagine web dell’UAAR sono serie ed attendibili, non ho nessuna remora a segnalarvi questa: http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=74 che ha almeno il pregio di citare un libro.

    Buona lettura

  171. Francesco Ursino scrive:

    x Stefano

    Sito che fra l’altro è davvero ben fatto secondo me… io mi ci “rifornisco” tutti i giorni :D

  172. marina scrive:

    chi nega la storia e la nasconde , si rende complice di chi ha commesso i crimini.

    buona giornata e buona meditazione.

  173. marina scrive:

    non è che per caso siete cresciuti nelle scuole opusdeiane, dove vengono educati i giovani alla negazione dei sentimenti umani??
    Cioè al congelamento di cuore e cervello???
    Non riesco a spiegarmi proprio , il perchè del vostro atteggiamento , derisorio e incurante del dolore altrui.

  174. stefano scrive:

    Cara Marina,
    personalmente ho deciso di non risponderle più visto il suo tono inquisitorio (già proprio così, inquisitorio) e offensivo. Ho sperato per un po’ di riuscire a spostare la discussione verso il dialogo franco ma rispettoso. Lei preferisce fare il troll, sparando insulti e giudizi a destra e a manca; pazienza, anche se faccio fatica a capire che soddisfazione ci trova.

    Buona giornata

  175. Michele scrive:

    @ marina

    ‘non è che per caso siete cresciuti nelle scuole opusdeiane, dove vengono educati i giovani alla negazione dei sentimenti umani??
    Cioè al congelamento di cuore e cervello???’

    Marina,
    curiosita’: dove le prende queste ‘chicche’?
    Questa non e’ ai livelli de ‘la Chiesa e’ responsabile per l’aids’ che indicavi in un altro post, ma ha una discreta dose di ridicolo….

    Michele

  176. Francesco Ursino scrive:

    Cara Marina,

    le sue “condanne” non mi toccano minimamente, oltretutto derivanti da chi, senza nè arte nè parte giudica deride offende e condanna senza appello senza prove chi le sta davanti. Già dal suo primo post era chiaro l’andazzo delle sue opinioni e anche ora nulla è cambiato… Si compiaccia pure delle sue bischerate pseudo-storiche, ma l’ignoranza non la giustifica davanti a Dio, perché lei per prima non conosce la storia e quindi la mistifica per prima, mente sapendo – di questo ho i miei dubbi – di mentire. Magari inganna la sua coscienza e magari tanti l’applaudiranno per la sua vena “anti-vaticana”, ma le ricordo che gli applausi e l’ignoranza non la porteranno in cielo. Nè lei nè chi come lei sbandiera un cattolicesimo d’accatto che è buono da svendersi in periodo di saldi e basta. Neanche il Cristo che ha ridotto a fantoccio per giustificare le sue sparate la salverà, perché semplicemente non esiste. Può avere avuto come sostiene un passato difficile e doloroso, ma questo non la giustifica se decide di sana pianta di raccontare balle e spacciarle per verità. Per cui si tenga il suo astio e il suo livore e occhio alle ulcere in agguato… E si prenda un buon libro di storia in mano e colmi le sue lacune! Ci riesco io ci può riuscire anche lei… basta un pizzico di volontà e di pazienza. Ne ha? E con questo per me il discorso è chiuso. Auguri!

    Saluti.

    Francesco

  177. Francesco Ursino scrive:

    Servo di Dio Oscar Arnulfo Romero Vescovo e martire.

    Ciutad Barrios, 15 agosto 1917- San Salvador, 24 marzo 1980

    Vescovo di San Salvador, capitale del Salvador, è stato ucciso il 24 marzo 1980 mentre celebrava la messa. Ha difeso i poveri, gli oppressi, denunciando in chiesa e con la radio emittente della diocesi le violenze subite dalla popolazione. Pochi giorni prima di morire aveva invitato i soldati e le guardie nazionali a disubbidire all’ordine ingiusto di uccidere. La sua figura di “borghese” convertito in schierato per gli oppressi fa appello a ciascuno di noi per invitarci a non stare “al di sopra delle parti” ma a prendere le parti di chi non ha nessuno dalla sua parte.

    Arnulfo Romero nasce a Ciutad Barrios il 15 agosto 1917. Sin da giovanissimo matura la vocazione sacerdotale. A 12 anni entra nel seminario e dopo alcuni anni giunge a Roma per continuare gli studi. E’ ordinato sacerdote nel 1942 nella cappella maggiore del Collegio Pio Latino Americano di Roma. Torna in patria e diventa parroco di Anamoros. Poco tempo dopo viene trasferito a San Miguel, dove resta fino alla nomina di Vescovo ausiliare di San Salvador. Dopo quattro anni, nel 1974 è Vescovo di Santiago de Maria, una delle diocesi più povere del paese sudamericano. Qui conosce da vicino le povertà del popolo salvadoregno e le ingiustizie che subisce. Nel 1977 è Arcivescovo di San Salvador in un momento in cui nel paese infierisce senza sosta la repressione sociale e politica. La nomina di Mons. Romero è ben vista dal potere: egli è un uomo di cultura non impegnato socialmente; un vescovo che avrebbe pensato ad una pastorale “spirituale” per il popolo, disincarnata completamente dalla vita e dalla storia della città e del paese. Pochi giorni dopo la sua elezione, uno dei suoi sacerdoti migliori e fedeli, il padre gesuita Rutilio Grande, viene assassinato. Mons. Romero passa tutta la notte vicino alla sua salma e ordina che sia celebrata una sola Messa di suffragio in tutta la diocesi. Il sangue di questo sacerdote -dirà più tardi- lo orienta verso i valori della giustizia sociale e della solidarietà verso i più poveri del paese. Nella sua prima Lettera Pastorale dichiara di volersi schierare apertamente dalla parte dei più poveri. Ogni domenica il popolo attende con ansia i suoi messaggi pronunciati nel corso delle celebrazioni nella cattedrale e diffusi in tutto il paese attraverso la radio. Il suo messaggio è quello di una vera e propria redenzione del popolo costretto a subire atti di violenza e di ingiustiza. Mons. Romero diventa così pericoloso: la Chiesa inizia a subire altri attentati. La stessa sorte di p. Rutilio tocca ad altri quattro sacerdoti. La voce di Romero è diventata la “Voz de los que no tienen voz”, la voce di coloro che non hanno voce, una voce libera che invoca la pace.
    “Nel nome di Dio e del popolo che soffre -dice il giorno prima di essere assassinato- vi supplico, vi prego, e in nome di Dio vi ordino, cessi la persecuzione contro il popolo”. Pace per Mons. Romero è avere la possibilità di parlare, di criticare e di dire pubblicamente la propria opinione. E lo testimonia con il suo comportamento quotidiano. Le sue omelie domenicali sono molto applaudite: applaudire è il solo modo che il popolo salvadoregno ha di manifestare il proprio diritto alla parola, in un paese dove non si concede tale elementare diritto.
    “Sappiamo che ogni sforzo per migliorare una società, soprattutto che è piena d’ ingiustizia e di peccato, è uno sforzo che Dio benedice, che Dio vuole, che Dio esige”.
    E’ il 24 marzo 1980: Mons. Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador, conclude la sua omelia durante la Messa vespertina. Pochi minuti dopo, al momento dell’ Elevazione del calice, un sicario, entrato in quel momento nella piccola cappella dell’ ospedale della “Divina Provvidenza” di San Salvador, spara e lo uccide. In ricordo di ciò, il 24 marzo è stato scelto come giorno per celebrare la Giornata di preghiera e digiuno per i missionari martiri, istituita dal Movimento giovanile missionario delle Pontificie opere missionarie.
    Il cardinal Roger Etchegaray nella prefazione al volume “Oscar Romero: un vescovo centro-americano tra guerra fredda e rivoluzione”, scrive: “Mons. Romero era un uomo mite che aveva orrore della violenza in un paese segnato dalla violenza. I suoi nemici, fautori di prospettive violente, non sopportavano la sua affermazione della dottrina sociale della Chiesa, non accettavano la sua richiesta di pietà e giustizia. Tanto da ucciderlo. La vita di Romero non si può riassumere con degli slogan perchè non lo consegnano alla storia come merita. Ne riducono la statura. Lo costringono in una gabbia di uno scontro ideologico.”
    Una delle caratteristiche dell’ apostolato di questo pastore e vescovo della Chiesa cattolica è il servizio alla Parola di Dio che Romero ha pagato con la vita. I suoi discorsi e pensieri sono uno stimolo per destare le coscienze e riconoscere la responsabilità individuale e collettiva di ciascuno per il mondo in cui viviamo, rischiarata dalla speranza nella vittoria dell’ amore.
    Quello del 24 marzo è un anniversario di dolore e di inquietudine per chi crede nel ricordo di questo “zelante pastore che -ha detto Giovanni Paolo II inginocchiandosi sulla sua tomba- per amore di Dio e per servire i fratelli arrivò fino ad offrire la sua vita, troncata da morte violen-ta, mentre celebrava sull’ altare il sacramento del perdono.
    Monsignor Romero in mezzo al suo popolo che soffre per l’ ingiustizia, la repressione, lo sfruttamento, capisce che sono i poveri, gli oppressi che devono segnare il cammino della Chiesa: questa è la grande scelta e il più grande insegnamento di questo Pastore. La sua voce diventa quella di un popolo, quello salvadoregno, sfruttato da secoli e che comincia finalmente a prendere coscienza dei propri diritti per ottenere la vera pace. Egli non fu un semplice funzionario della Chiesa, ma un “Buon Samaritano” che viene in aiuto di tutti i poveri ed i bisognosi, vittime dell’ ingiustizia e dell’ indifferenza. Il suo esempio ha lasciato un segno profondo: la sua tomba è meta di pellegrinaggio per invocare la sua intercessione per la giustizia e la pace per il mondo intero.
    Ultimamente, è stato aperto il processo per la causa di beatificazione.

    Fonte: http://www.santiebeati.it

  178. Francesco Ursino scrive:

    Morire è un diritto. Parola di Hitler

    di Antonio Gaspari

    Il programma di eutanasia voluto dal governo nazista si tradusse nell’assassinio di 275mila persone, di cui seimila bambini. E oggi parole d’ordine e propaganda ricalcano precisamente quelle diffuse dal Terzo Reich.

    [Da «il Timone» n. 60, febbraio 2007]

    Se al giorno d’oggi provate a sostenere che l’eutanasia è un crimine contro l’umanità e che a legalizzare la morte dolce si rischia una deriva morale come quella che vigeva sotto il regime nazista rischiate di ricevere critiche, richiami, accuse, insulti, richieste di dimissioni, come è successo e l’onorevole Carlo Giovanardi, quando era ministro dei Rapporti con il Parlamento. Nel marzo del 2006 l’esponente dell’UDC, commentando la decisione olandese di permettere la pratica dell’eutanasia anche ai bambini, ha sostenuto che «la legislazione nazista e le idee di Hitler in Europa stanno riemergendo». L’allora ministro parlò di «selezione eugenetica, che parte sin dall’inizio eliminando i bambini down, quelli talassemici o quelli che, già venuti al mondo, non hanno la dignità di vivere perché non sono perfetti. Se poi l’applichiamo anche agli anziani, questo è nazismo».

    Esagerato? In realtà, se si vanno a studiare più attentamente le argomentazioni, i motivi e la propaganda con cui Hitler impose la pratica massiccia dell’eutanasia, si scopre che le “parole d’ordine”, i concetti e gli esempi utilizzati oggi dalla lobby favorevole alla “morte dolce” sono molto simili a quelli utilizzati dai medici nazisti.

    Riprendendo concezioni originate e diffuse dalle Società Eugenetiche in voga nei primi decenni del XX secolo, l’eutanasia venne considerata dal regime nazista una pratica pietosa per eliminare le cosiddette Lebensunwertes Leben, “vite indegne di vita”.

    Già nel 1924-25 Adolf Hitler scrisse nel Mein Kampf: «Se non c’è più forza per combattere per la propria salute, il diritto a vivere viene meno». E nelle conversazioni condotte fino al 1931 con Hermann Rauschning, allora presidente del Senato di Danzica, Hitler ha detto che la «pietà conosce una sola azione: lasciar morire i malati».

    Con una lettera firmata di suo pugno il primo settembre del 1939 Hitler scrisse: «Il Reichsleiter Philip Bouhler (Capo della Cancelleria di Stato ndr) ed il Dottor Karl Brandt (medico personale di Hitler ndr), sono incaricati a conferire a singoli medici i poteri necessari affinchè a pazienti giudicati incurabili secondo il miglior giudizio umano disponibile sia concessa una morte pietosa» Da quel momento la macchina della “dolce morte” entrò a pieno regime. Prove fornite al processo di Norimberga (1945-1946) stimano che con l’eutanasia furono assassinati 275.000 individui, tra cui Seimila bambini. Le vittime furono assassinate in camere a gas, camuffate come locali da bagno, per mezzo di monossido di carbonio emesso da bombole di gas. Per far accettare il programma di eutanasia, la macchina della propaganda nazista cominciò a produrre film. I manicomi dove avveniva l’eliminazione vennero presentati come splendidi luoghi di cura, con interni di lusso, meravigliose vedute, trattamento superbo. Nello stesso tempo vennero diffusi cortometraggi che riprendevano individui repellenti, malati terminali e sofferenti, individui deformati dalle malattie, con l’idea di mostrare condizioni indegne di vita. Nel 1941 venne diffuso il film Ich klage an (lo accuso) in cui si racconta di un professore di patologia, Heyt, sposato con la giovane Hanna, la quale è malata di sclerosi multipla. Heyt si sforza di curare Hanna, ma ad un certo punto decide di aiutare la moglie a morire. Il fratello di Hanna denuncia Heyt per omicidio. Ma nel corso del dibattito in tribunale i sei giudici concludono che la legge deve essere cambiata per permettere l’eutanasia. Nel film l’ex sindaco della città dove si svolge il dramma prende la parola e dice: «…Per quanto riguarda coloro che desiderano morire perché un tempo sono stati sani e ora non ce la fanno più, ebbene io credo che lo Stato, che ci impone il dovere di morire, debba anche darci il diritto di morire».

    Il film fu visto da 18 milioni di persone. Il servizio di sicurezza di Hitler raccolse le reazioni e stilò un lungo rapporto in cui sottolineava che la gente aveva accettato sia pure con qualche riserva che le persone affette da gravi malattie incurabili devono poter avere una morte rapida sanzionata dalla legge». Il rapporto dei servizi di sicurezza rilevava che l’unica vera opposizione contro il film e contro l’eutanasia veniva dalla Chiesa Cattolica. A questo proposito l’allora vescovo di Munster, Clemens August Von Galen (beatificato il 9 ottobre 2005), denunciò aspramente il programma di eutanasia. Nella predica del 3 agosto 1941, Von Galen tuonò: «Se anche per un’unica volta accettiamo il principio del diritto a uccidere i nostri fratelli improduttivi – benché limitato in partenza solo ai poveri e indifesi malati di mente – allora in linea di principio l’omicidio diventa ammissibile per tutti gli esseri umani. (…) È impossibile immaginare quali abissi di depravazione morale e di generale diffidenza perfino nell’ambito familiare toccheremmo, se tale orribile dottrina fosse tollerata, accettata, messa in pratica». La predica di Von Galen venne riprodotta su volantini e diffusa dagli aerei della Royal Air Force britannica. Solo la grande popolarità di cui il prelato godeva impedi ai nazisti di impiccarlo.

    La storia evidentemente tende a ripetersi: nel numero speciale di fine 1996 dedicato al 50esimo anniversario del processo di Norimberga ai medici nazisti, il Britisn Medical Journal riportava un commento di Hartmut Hanauske-Abel della Cornell University di New York, che così diceva: «Ciò che è avvenuto nel 1933 in Germania può accadere ancora, in Europa e in Nord America. L’ethos della medicina non è saldo e immutabile, ma soggetto a distorsioni da parte delle forze politiche e sociali, e dalle applicazioni devianti della scienza e della tecnologia». Ancora più chiara Alice Ricciardi von Platen, autrice del libro Il nazismo e l’eutanasia dei malati di mente, in cui spiega: «In quest’epoca difficile un numero spaventoso di giovani medici e avvocati sostengono a quattrocchi la pratica dell’eutanasia, sia pure eseguita sotto il controllo dello Stato in condizioni diverse da quelle del Terzo Reich. (…) Anche l’opinione pubblica, in ambienti liberi da influenze confessionali, rimane favorevole in molti casi alla liberazione dei malati di mente dalla loro vita ormai priva di valore. La propaganda nazionalsocialista ha impresso fortemente nelle coscienze questo modo di pensare e la vita pubblica attuale non offre alcun modello concreto contro i sostenitori del diritto dei più forti. Modificare questa concezione dei malati di mente e più in generale dei malati sarà un lavoro di generazioni, un compito che solo la diversa considerazione dell’uomo potrà realizzare».

    Ricorda

    «Siamo di fronte a una follia omicida senza eguali. Con gente come questa, con questi assassini che calpestano orgogliosi le nostre vite, non posso più avere comunanza di popolo!». (Clemens August Von Galen, vescovo di Munster, Omelia del 3 agosto 1941).

    Bibliografia

    Mlchael Burlelgh-Wolfgang Wippennann, Lo stato razziale – Germania 1933/1945, Rizzoli, 1992.
    Alice Ricciardi von Platen, Il nazismo e l’eutanasia dei malati di mente, Editrice Le Lettere, 2000.
    Henry Friedlander, Le origini del genocidio nazista, Editori Riuniti, 1997.
    Stefania Falasca, Un vescovo contro Hitler, San Paolo, 2006.

    © il Timone
    http://www.iltimone.org/

  179. carlo scrive:

    Sarebbe utile non fidarsi solo delle fonti’ufficiali’.
    ‘Non mi sono mai sentito cosí solo come a Roma’ sono parole pronunciate da Romero pochi giorni prima di essere assassinato. A Roma é riuscito ad avere audienza con Woityla solo grazie alla propria ed esasperata insistenza. Il Papa non ha voluto vedere i documenti che dimostravano la connivenza del governo con gli squadroni della morte dicendogli semplicemente che doveva andare ‘cristianamente’ d’accordo con quel governo.
    (Il dialogo completo tra il Papa e Mons.Romero é stato pubblicato da tantissimi media di tendenze diverse)

  180. Francesco Ursino scrive:

    Carlo

    Questo intervento è già stato commentato… post n°50

    “non corrisponde a verità l’ affermazione secondo la quale Papa Giovanni Paolo II° non abbia voluto la documentazione che Mons. Romero aveva portato con sè nel corso dell’udienza di Lunedì 7 Maggio 1979 -
    Legga le pagine del Diario di Romero Ed. La Meridiana 1990 Pag. 196- 213
    E’ pur vero che dell’incontro, dopo aver raccontato di aver sfogliato e commentato con il Santo Padre il memorandum che aveva portato come documentazione, dice “… Anche se la mia impressione non è stata del tutto soddisfacente a prima vista, credo tuttavia che sia stato un colloquio molto utile, perchè è stato molto franco ed io so bene che non si deve sempre aspettare una piena approvazione, ma che è più uile ricevere delle avvertenze che possano migliorare il nostro lavoro…”

    E nel successivo incontro con il Card. Baggio, ricordando l’udienza del Pontefice, parla di “… Sconforto suscitato
    dalla mia udienza col Santo Padre…

    A pag. 200 Mons. Romero dice, parlando dell’udienza generale del 2 maggio “…Poi ci ha salutato tutti, ( i vescovi presenti n.d.r. ) uno per uno, sempre dal suo trono. Mentre gli stringevo la mano e chiedevo la benedizione per L’Arcidiocesi di San Salvador, mi ha detto che avremmo dovuto parlarci in privato: io gli ho risposto che proprio questo era il mio grande desiderio e che avevo già sollecitato l’udienza.”

  181. Raffaele Savigni scrive:

    A Marina: per essere precisi, Pio X non mise all’indice “Piccolo mondo antico” ma “Il santo”, un’altra opera di Fogazzaro. E Pio IX non condannò a morte “migliaia” di patrioti, ma, a quanto mi risulta, solo un paio (Monti e Tognetti, che avevano gettato esplosivo in una caserma causando parecchi morti: un’azione non encomiabile, a mio avviso). Detto questo, ho anch’io molte perplessità su queste ed altre scelte di questi due papi conservatori, incapaci di dialogare col mondo moderno: preferisco Giovanni XXIII e Paolo VI. Ma questi limiti umani non esclude che potessero essere personalmente santi. Lo stesso discorso vale per Bellarmino.E provi a vedere quante vittime (assai di più…) hanno fatto le moderne “inquisizioni”: i tribunali giacobini all’epoca del Terrore, quelli nazisti, staliniani, di Pol Pot eccetera.

  182. Gianni B. scrive:

    @Savigni
    Lo stesso discorso vale per Bellarmino.E provi a vedere quante vittime (assai di più…) hanno fatto le moderne “inquisizioni”: i tribunali giacobini all’epoca del Terrore, quelli nazisti, staliniani, di Pol Pot eccetera.

    Mi scusi, ma secondo me il Male è Male!!!
    Nel momento in cui si abolisce il valore della vita umana, lì finiscono tutti i discorsi.
    Per questo motivo per me non c’è alcuna differenza tra Bellarmino, Hitler, Stalin e i giacobini… io che sono rimasto choccato un mese per aver investito un gatto con la macchina, non riesco – come fa Lei – a giustificare Bellarmino rispetto ad Hitler, perchè non ne ha fatti fuori milioni ma “solo” alcune migliaia! Qui si scherza davvero! Se uno come Bellarmino nascesse oggi, userebbe le camere a gas contro gli eretici, esattamente come Hitler o Saddam Hussein… e il numero di morti sarebbe uguale! Cambiano solo i mezzi, e le occasioni storiche, ma il Male è Male!
    Esistono però alcune circostanze storiche che non possono essere tralasciate.
    Quando i popoli sono ridotti alla fame e alla miseria, sfruttati da ricchi e potenti che se la spassano alle loro spalle, nascono le rivoluzioni come quella francese e bolscevica, che agli occhi dei diretti interessati appaiono una sorta di sacrosanta compensazione dopo secoli di angherie.
    Persino la follia di Pol Pot segue, e non precede, la durissima occupazione francese dell’Indocina durata 70 anni, che trasformò la bellissima Cambogia, già regno di sofisticate civiltà, in una terra di schiavi che lavoravano in condizioni sub-umane, tra malattie ed orrori di ogni tipo, senza dimenticare le palesi responsabilità di altre superpotenze sfruttatrici e guerrafondaie, USA in testa… vedi Nixon che nel 1970 fece bombardare i templi dei Vietcong.
    Ma la Chiesa? Come è possibile giustificare gli atti di violenza della Chiesa? Bellarmino, che ha torturato per ben 7 anni Giordano Bruno, per poi rosolarlo ben bene, tenendo il Vangelo in mano, che bisogno aveva di farlo?
    Non è questo Male allo stato puro, ed essendo stato commesso dalla Chiesa, molto più inspiegabile ed imperdonabile di una rivoluzione popolare – come quelle che vi piace sempre ricordare – dettata però magari da uno stato di bisogno estremo? Saluti.

  183. marina scrive:

    Bravissimo Gianni B., i papi hanno sempre spalleggiato i nobili, insieme sfruttavano i poveri,per arricchimento personale.
    Le ribellioni popolari sono sempre avvenute per questo.Chissà , forse la rivoluzione russa è nata per questo,voglio ricordare che anche in russia gli zar sfruttavano il popolo, e la chiesa russa , anch’essa era ricca e potente e del popolo se ne fregava.

    Con questo non voglio e non intendo promuovere il comunismo, che va condannato duramente , esattamente come va condannata la chiesa quando calpesta i diritti umani.

  184. marina scrive:

    nel 1096 all’inizio della prima crociata in europa furono uccisi 12.000 ebrei.
    1267..eliminazione della comunita ebraica di londra.
    1349
    : in oltre 350 città della germania vennero soppressi tutti gli ebrei , perlopiù bruciati vivi.
    1648: in polonia durante i famigerati “massacri di chmielnitzki” vengono sterminati 200.000 ebrei.
    con questo ritmo si prosegue di secolo in secolo, su una linea che porta diritta ai forni crematori di Auschwitz.

    Tutto questo in nome di DIO
    Hitler non era ancora nato, ma i cristiani hanno sempre ucciso per evangelizzare.

    A questo si devono aggiungere le stragi nelle americhe , sempre per convertire , e sempre con il crocifisso in mano.

  185. marina scrive:

    Il capo indiano Hatuey riusci a fuggire col suo popolo, ma fu catturato e bruciato vivo.
    “quando lo legarono al patibolo, un frate francescano lo pregò insistentemente di aprire il suo cuore a GESU affinchè la sua anima potesse salire in cielo anzichè precipitare all’inferno.
    Hatuey ribattè che se il cielo è il luogo riservato ai cristiani, lui preferiva di gran lunga l’inferno”.
    Gli indiani d’america non avevano fatto male a nessuno, tanto meno ai cristiani d’Europa.

  186. Raffaele Savigni scrive:

    Marina, le ideologie moderne hanno fatto molte più vittime.

  187. Remo Di Medio scrive:

    A mio parere l’errore in cui cadono molti nemici della Chiesa e questo. Premesso che la Chiesa è composta di uomini e gli uomini possono sbagliare e chissà quanti errori sono stati commessi nel corso dei secoli, ciò non di meno la Chiesa rimane sempre l’istituzione che Cristo fondò “…per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi,e predicare un anno di grazia del Signore”.
    La Chiesa cattolica, quindi, è lo strumento attraverso cui gli uomini ottengono la salvezza delle loro anime e la loro santificazione. Occorre, perciò, avere riguardo all’opera complessiva della Chiesa nel corso dei secoli e come ci possono essere stati cristiani non proprio degni di questo nome, è pur vero che ci sono stati santi e sante che hanno testimoniato con la loro vita e le loro opere l’amore di Dio per gli uomini. Non dimentichiamo che sono stati, in assoluto, proprio i cristiani ad essere perseguitati ed uccisi per la loro fede per essere, con il loro sangue, i veri “Testimoni” di Cristo. Sono e continuano ad essere talmente tanti e il loro numero cresce sempre di più, sopratutto di questi tempi che molti manifestano tanta avversione e odio nei confronti della Chiesa, che la Chiesa stessa nell’inno di lode e di ringraziamento a Dio, li ricorda con le parole:” Te martyrum candidatus laudat exercitus”. Sì! Veramente un esercito di martiri. E sono martiri non soltanto quelli che versano il proprio sangue, ma tutti i perseguitati in vario modo, come l’essere considerati cretini, l’essere dileggiati, l’essere ritenuti responsabili di colpe che eventualmente altri hanno commesso e tutti quelli che in vario modo e per i motivi più disparati soffrono per essere cristiani.

  188. marina scrive:

    Peccato però che la chiesa nulla ha mai fatto per alleviare le sofferenze dei poveri.
    E non ha mai fatto null per liberarli , tanto è vero che ha sempre appoggiato i regimi totalitari, che opprimono i poveri.

  189. Francesco Ursino scrive:

    L’unico peccato è che ci tocca sorbirci le sue melensaggini pseudo-storiche e il suo uso improprio dell’italiano… “mai, sempre” ecc non li ha ripassati??? A quanto pare no…

  190. Francesco Ursino scrive:

    x KLAUS

    Provi a guardare in questo sito… parla dei neocatecumenali… mi sappia dire

    http://www.geocities.com/Athens/Delphi/6919/index.html

  191. Francesco Ursino scrive:

    x KLAUS

    Penso di averle trovato quello che cercava…:)

  192. peccatore scrive:

    E’ vecchia, ma si sa

    “marina vecchia fa buon brodo”.

    Pensa, ogni volta che respiro al mondo muore un uomo”.
    “Hai provato a prendere qualcosa per l´alito?”

  193. Raffaele Savigni scrive:

    A livello umano non esiste il Male assoluto (l’uomo è sempre limitato, nel bene come nel male). Comunque giudico più gravi i crimini del nazismo e dello stalinismo rispetto a quelli dell’Inquisizione, perché negli ultimi secoli è maturata una coscienza dei diritti dell’uomo che prima non c’era, se non in misura insufficiente, anche presso le persone colte. Papa Ratzinger ha parlato a questo proposito di fede “immatura”. Non tutte le azioni in sé riprovevoli sono commesse “con piena avvertenza e deliberato consenso”. Per gli antichi, compresi i più grandi filosofi, la schiavitù era “naturale”; poi si è gradualmente compreso che non lo era affatto, che era anzi una violazione dei “diritti naturali” dell’uomo. Ma questo non vuol dire che Platone ed Aristotele, Cicerone, Marco Aurelio etc. fossero dei criminali… Erano piuttosto uomini con i limiti del loro tempo e in più con alcuni difetti personali, così come Bellarmino e altri uomini di Chiesa. Giustamente Giovanni Paolo II ha chiesto perdono per le colpe storiche della Chiesa (Inquisizione, persecuzione degli ebrei ecc.), senza per questo giudicare le coscienze degli uomini del passato con gli occhi del presente. Il male è qualcosa di più grande di noi, nel quale spesso ci troviamo coinvolti senza rendercene del tutto conto.

  194. marina scrive:

    se la chiesa è composta di uomini e donne che possono sbagliare
    ( la storia insegna che moltissimi uomini di chiesa hanno sbagliato e continuano a farlo anche adesso che siamo nel 2008), allora come fate a insistere sul fatto che la chiesa è infallibile??
    DIO può essere infallibile, ma la chiesa fatta di uomini e donne normali e non divine sbaglia, eccome se sbaglia.
    Quindi trovo giusto che chi sbaglia, debba pagare per gli errori commessi,poi una volta morti penserà DIO a loro,deciderà lui se mandarli all’inferno ,oppure no.
    In terra devono smettere di nascondersi e fuggire alla giustizia, usando e nascondendosi dietro il nome di DIO.

  195. Raffaele Savigni scrive:

    Marina, non vedo alcuna contraddizione. Gli uomini di chiesa non sono di per sé infallibili: in quanto uomini sono fallibili e peccatori.Solo il “magistero ex cathedra” del papa è infallibile, e solo quando riguarda la fede e la morale: non quando parla di politica, di economia, di filosofia o esprime personali opinioni teologiche.I Padri della Chiesa definivano la Chiesa al tempo stesso “santa e peccatrice”: santa in quanto depositaria degli strumenti salvifici (la Parola di Dio, i Sacramenti); peccatrice in quanto composta da uomini limitati e in varia misura peccatori. San Paolo diceva che noi cristiani “portiamo un tesoro in vasi di creta”: in quanto uomini siamo vasi di creta, assai fragili,ma non per merito nostro portiamo il tesoro della fede.