Parlamentari da Crociata

È possibile che il suo intervento passi quasi inosservato, a causa della notizia dirompente sui ballottaggi di Milano e Napoli, che segnano la sconfitta (annunciata) del Pdl. Eppure questa mattina, alla Camera dei deputati, è accaduto un fatto interessante e incoraggiante. Il segretario della Conferenza episcopale, Mariano Crociata, ha incontrato i parlamentari cattolici dei diversi schieramenti.

Dalle sue parole emerge chiaramente l’intento della Chiesa italiana di far crescere una nuova generazione di politici cattolici, insieme a un richiamo piuttosto forte all’unità, non partitica, ma che scaturisce dall’esperienza comune della fede condivisa.

“A nessuno verrà in mente – ha detto Crociata – di mettere in discussione l’opportunità di un confronto tra cattolici, che va piuttosto salutato con senso di vivo apprezzamento… Nondimeno è difficile cancellare del tutto una sensazione di disagio prodotta dal termine ‘confronto’ riferito ai ‘cattolici’. Il disagio si spiega con l’idea di unità che, in una pre-comprensione diffusa e tutt’altro che immotivata, fa corpo con l’identità cattolica. In realtà i cattolici – e non solo quelli impegnati in politica – si collocano in tanti campi su “fronti” diversi, perciò hanno bisogno di ritrovare sempre di nuovo le fila di un legame che precede ogni differenziazione”.

Il segretario della Cei ha spiegato che è normale procedere nel “confronto” ordinario tra cattolici sui problemi di immediata attualità. Tuttavia questo modo di procedere “ne presuppone un altro, e non solo in questa sede in cui ci misuriamo con la questione più generale del confronto fra cattolici impegnati in politica”. Infatti, “il credente, rinato al fonte battesimale dentro la comunione ecclesiale, vive tutta la sua esistenza nella relazione fondante con Dio Trinità. Da questa relazione egli dipende e alla sua pienezza tende, alimentandosi alla sorgente viva della comunità ecclesiale, della Parola e dei sacramenti.

Già su questo punto possiamo rilevare un deficit di comprensione e di giudizio sulla realtà, non solo dalla parte di osservatori esterni, ma non raramente anche tra di noi credenti. Il nostro sguardo, infatti, cade più facilmente sugli aspetti divisivi e sulle differenze, quando invece questi vengono comunque dopo. Il primato è della comunione in cui siamo costituiti per grazia mediante la fede e i sacramenti. Ciò significa che la realtà della comunione ci precede”.

“Il compito decisivo e assolutamente prioritario di ogni credente”, compreso quello impegnato in politica, “è coltivare la propria fede e curare la sua espressione e coerenza in tutti gli ambiti dell’esistenza”, cercando di tradurre “negli ambiti della vita sociale le esigenze della vocazione cristiana con coerenza di giudizio, di atteggiamenti, di scelte e di comportamenti”. E questo richiamo all’unità che precede le differenze, “non è spiritualismo o intimismo, e tanto meno devozionismo”,perché rinvia “alla dimensione ordinaria della vita della Chiesa come costitutiva anche di un impegno in politica da credenti”.

Il segretario della Cei ha quindi definito un “errore interpretare la tensione vitale tra fede e scelte con le categorie di privato e pubblico, come se la fede non incidesse su tutti i tipi di scelta o lo facesse solo su alcuni di essi”. Crociata ha spiegato che “fare spazio alla fede in tutte le scelte è implicato nella natura onnicomprensiva della fede come orientamento alla relazione totalizzante con Dio. E questo, sia chiaro, senza equivoci integralistici, bensì mantenendo lo statuto secolare autonomo delle realtà terrene, per riprendere una categoria di epoca conciliare”.

Per quanto riguarda i valori di riferimento, il segretario della Cei ha ricordato che “la dottrina sociale della Chiesa oggi costituisce un punto di riferimento imprescindibile nel giudizio sulla realtà sociale e nella prassi che vi si riferisce, sia sul piano personale che su quello pubblico e istituzionale”.

Ecco un altro passaggio decisivo dell’intervento di Crociata: “La peculiarità della dottrina sociale della Chiesa corrisponde al carattere contingente di molteplici aspetti della realtà sociale, nella quale pure sono implicati aspetti intangibili della persona umana e della sua vita, la cui integrità rischia di essere irreversibilmente compromessa quando si tenda a manipolare la vita nel suo sorgere e nel suo declinare, a disconoscere e alterare la figura naturale di famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, a comprimere la libertà religiosa e la libertà di educazione; e rischia di essere gravemente ostacolata quando non vengano garantite le esigenze fondamentali per una vita dignitosa mediante il lavoro, la casa, la tutela della salute”.

Questo “plesso di valori e di beni, che si ordinano secondo una interna gerarchia”, si condensano nel “concetto di bene comune” e “deve costituire la base di un comune sentire e agire da parte dei credenti, in particolare dei cattolici impegnati in politica e nelle pubbliche istituzioni”. E deve rappresentare il retroterra e il bagaglio dei cattolici in politica. Ciò non esclude, ovviamente, “una differenziazione delle sensibilità e per una ponderata considerazione del carattere contingente delle situazioni”, ma “dovrebbe trattarsi di differenziazioni che fanno spazio ad un pluralismo legittimo all’interno di un quadro che ci è consegnato da una comunità ecclesiale di cui siamo parte”.

Ecco perché una scelta di schieramento “non può essere adottata come un atto di autoconsegna senza riserve, poiché il cattolico dovrebbe portare dovunque, per così dire, l’organizzazione, insieme ad altri, del fermento della sua ispirazione e della visione e ricerca del bene comune”.

Non c’è dubbio che la presenza dei cattolici sia in crisi nell’attuale panorama politico italiano: in certi partiti risulta irrilevante e afona, in altri rischia di ridursi a stampella per giustificare – persino con ragioni teologiche – atteggiamenti indecorosi da parte di chi è rivestito delle più alte cariche istituzionali. I cattolici, per storia, esperienza, capacità di mediazione, hanno molto da dare e da dire, e non solo in difesa di alcuni valori. Il ripetuto appello del Papa e dei vescovi per una nuova generazione di cattolici in politica sta a indicare l’importanze e l’urgenza di questo compito.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

110 risposte a Parlamentari da Crociata

  1. Jacu scrive:

    Certo il mons. Crociata ci potrebbe spiegare come un cattolico credente possa stare in un partito che propugna ad esempio l´eutanasia, le coppie di fatto gay; ma anche come un cattolico possa a spada tratta sostenere il partito di un politico divorziato, pluri-inquisito e che va a prostitute minorenni o quello di politici che discriminano gli immigrati.
    Ma questo è il miracolo italiano: si può essere tutto, purché lo si faccia a parole.

  2. peccatore scrive:

    Penso che un cattolico, sufficientemente vero e non sedicente, in questo momento politico sia sprovvisto di un ambito partitico sufficientemente coerente con un minimo di conseguenza tra i principi (negoziabili o meno) e la prassi. Vale da una parte come dall’altra.
    Penso anche che un cattolico non necessariamente sia da ascrivere ad un “centro” geografico. Su certi temi è più progressista della sinistra, su altri temi è più conservatore della destra, in genere è più “rivoluzionario” di tutti, ha a cuore l’ambiente più dei verdi, il lavoro più degli imprenditori, la solidarietà sociale più dei sindacati, lo studio e la scienza più dei professori, l’educazione, la vita e la famiglia più di tutti…
    La Chiesa sbaglia a dire semplicemente che bisognerebbe impegnarsi in politica: in questo contesto per chi lo fa, sono richiesti compromessi a danno di una visuale cristiana, in linea con il magistero (del Papa e non di certi vescovi o ecclesiastici che meglio assolverebberoun incarico partitico) e non con le reinterpretazioni bindiane, casiniste o forzitaliche…
    Se una nuova generazione di politici cattolici è necessaria, è necessario anche un minimo di ambiente in cui costoro possano spendersi e farsi riconoscere come cattolici e non come accalappiavoti, per questa o quella visione di società in cui la fede al massimo serve come utilità sociale o come fattore di coesione contro “gli altri”.
    Se dei cattolici devono far politica, in quanto cristiani, è giusto che il loro primo impegno consista nel costituirsi gruppo di pressione, motivato da una precisa cultura e ragione, volto al bene di tutta la società, e non invece indebolito alla radice dal litigare tra di noi (sempre che un cattolico a favore dei dico o dei bombardamenti possa dirsi uno di noi…).
    Una volta che un simile contesto venisse alla luce, ragionevolmente potrà allearsi con qualcuno (a precise condizioni), oppure puntare al proporzionale (puro) e ritagliarsi una rappresentanza parlamentare, efficace, visibile e credibile, che aggreghi giovani in cerca di un’autenticità digeribile e non di un’ipocrisia manifesta.
    Ancora la politica sarà l’arte di negoziare e dei piccoli passi, non senza qualche compromesso, ma a motivo di una scelta condivisa e non della dispersione ormai sganciata da un’appartenenza culturale degna di un forte contrasto alla dittatura del relativismo, senza far la figura dei fiancheggiatori, fianco destro o sinistro che sia. Ed occhio dietro: facilissimo prenderla in quel posto, la lobby lì funziona benissimo!
    Se l’Italia soffre di fughe di cervelli, certi politici “cattolici” non li perderemo facilmente.

  3. Jacu scrive:

    @peccatore
    Amen!!

  4. giovannino scrive:

    Credo che le indicazioni di mons. Crociata siano nella giusta direzione nella misura in cui ammettono che non può esistere in una democrazia matura un partito di raccolta di tutti i cattolici . Sarebbe molto interessante saperne di più sulle componenti religiose all’ interno del movimento dei Verdi in Germania. Tornando all’ Italia il PD deve evitare di imitare Zapatero , rimasi molto male ai tempi della fuoriuscita della Binetti , un episodio di intolleranza. E’ fondamentale riconoscere alle religioni nelle sue diverse fedi un ruolo politico . Ovviamente in Italia è preponderante il ruolo della chiesa cattolico-romana che da due millenni (!) accompagna la storia del nostro Paese . Un intervallo di tempo talmente grande che non ha senso parlare di Italia escludendone il cattolicesimo . Se l’ Europa non può non dirsi cristiana , dobbiamo ammettere che l’ Italia non può non dirsi cattolica . La sinistra italiana farebbe bene a tenere in maggior conto queste lezioni della Storia .

    • xagena scrive:

      Il PD vince solo se si allea a sx!!! Questa innaturale allenza coi cattolici ci stava distruggendo!
      Fuori i cattolici dal PD…tanto prendono ordini dalla Chiesa…………..

    • Sal scrive:

      “Dalle sue parole emerge chiaramente l’intento della Chiesa italiana di far crescere una nuova generazione di politici cattolici,” (mons. Crociata)

      “ E’ fondamentale riconoscere alle religioni nelle sue diverse fedi un ruolo politico .” ( giannino)

      Per essere due notevoli esponenti di sostenitori del Vangelo, pare che non abbiano ancora capito bene cosa insegna il Vangelo sull’argomento :
      Dice Gesù: “Essi non fanno parte del mondo come io non faccio parte del mondo.” ( Giovanni 17.16)
      Se “essi” ( i cristiani) non fanno parte del mondo, che importanza può avere chi governa e come lo fa ?

      Infatti il Vangelo dice ancora che (per i cristiani) la loro cittadinanza non è terrena: “ In quanto a noi, la nostra cittadinanza esiste nei cieli,” (Filippesi 3.20) – perché quindi preoccuparsi tanto?

      Se sono residenti temporanei e di passaggio come insegna ancora il Vangelo** perché reclamano “diritti irrinunciabili” ? Gesù insegnò che: “Non resistete a chi è malvagio; ma a chi ti schiaffeggia sulla guancia destra, porgi anche l’altra. E se uno vuole farti causa per impossessarsi della tua veste, lascia che ti prenda anche il mantello; e se qualcuno che ha autorità ti costringe a prestare servizio per un miglio, va con lui per due miglia. Dà a chi ti chiede, e non voltare le spalle a chi desidera da te un prestito” ( Matteo 5.39-42)

      Dovrebbe essere il Vangelo la guida, non l’accaparramento del potere politico non volendo rinunciare famosi “diritti irrinunciabili” – Ma che se ne faranno se sono residenti temporanei ?
      Come sempre si predica bene e si razzola male ! Evidentemente il Vangelo per loro non è così chiaro ! Dovrebbero tornare al catechismo !

      **“ Tutti costoro sono morti nella fede, senza ricevere le cose promesse, ma le hanno vedute e salutate da lontano, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra. Infatti, chi dice così dimostra di cercare una patria; e se avessero avuto a cuore quella da cui erano usciti, certo avrebbero avuto tempo di ritornarvi! Ma ora ne desiderano una migliore, cioè quella celeste; perciò Dio non si vergogna di essere chiamato il loro Dio, poiché ha preparato loro una città.” ( Ebrei 11.13-16 NR)

      Vuoi vedere che non ci credono ?

      • giovannino scrive:

        caro Sal , bypasso l’ ironia di chiamarmi giannino e di accomunarmi a mons. Crociata , che ha evidentemente tutt’ altra autorevolezza dall’ umile scrivente questi commenti ( ciò non toglie che il Segretario CEI potrebbe sbagliare e invece le mie opinioni essere vere ) . E’ quasi impossibile risponderti in poche righe , perchè tutto il tuo metodo di lettura della Scrittura non è semplicemente soggettivo , ma arbitrario . La dottrina cristiana non è un’ accozzaglia di insegnamenti desumibile da questo o quel passo delle Scritture , interpetrato fuori contesto , ma un sistema sia pure aperto e in sviluppo. Leggiti il catechismo olandese e ci troverai un gran numero di citazioni dalle Scritture , ma ordinate e composte secondo una logica che ha due millenni di tradizione alle spalle . Leggiti anche qualcosa sull’ ermeneutica , magari a partire dal classico di Schleiermacher .

        • Sal scrive:

          Vedi giannino, è proprio questo il dramma, tu dici “tutto il tuo metodo di lettura della Scrittura non è semplicemente soggettivo , ma arbitrario” , ma non vai oltre la critica.

          Sarebbe più interessante e più utile per te se tu potessi dimostrare le tue asserzioni. Se tu imparassi dal vangelo come dici di volerne essere difensore, sapresti che quando Gesù fu schiaffeggiato disse : “Se ho parlato male, rendi testimonianza del male; ma se bene, perché mi colpisci?” ( Giovanni 18.23)

          Allora caro giannino, (pardon giovannino) perché non agisci secondo l’esempio del vangelo ? “Rendi testimonianza del male” o vuoi intendere che sia un principio che valeva solo in quel contesto e non in altri ?

          Non vorrei essere io a spiegare cosa sono i principi e mi sembra uno sgarbo inutile. Fatti una cultura su wikipedia sui princìpi e poi ne riparliamo. Se poi vuoi approfondire prova a confrontarti con “la corda per misurare” di Isaia 28.10-13. Sapresti dire cos’è o forse lo spiega il catechismo olandese ? Se vuoi puoi provare con Salmi 16.5-6 così hai l’occasione per spiegarmi qualcosa di sensato.

          Ma poi, perché mai avendo “Il Libro” dovrei andarmi a leggere il catechismo olandese ? Tu che dici è migliore della “Parola” ? o forse secondo te è più importante Schleiermarcher di Gesù ! Vedi che siete strani preferite ogni altro testo alla Parola e poi la propagandate come se foste gli unici autentici interpreti senza conoscere i princìpi. Mi meravigli !
          Nel dialogo platonico Eutidemo, Socrate si esprime dicendo che “la sapienza è un bene, mentre l’ignoranza è un male”.

          • giovannino scrive:

            caro Sal , ti ringrazio della disponibilità al dialogo , ma non ho intenzione di seguirti nella tua enigmistica biblica . La modestia socratica e l’ umiltà cristiana convergono nel vietarmi di improvvisarmi esegeta biblico . Non usare trucchetti da polemista , non ho mai detto che il catechismo o la teologia siano superiori alla sacra Scrittura, ma solo che sono un ausilio indispensabile per la corretta comprensione. Se vuoi ti dico come leggo la Bibbia , senza la pretesa di insegnarti nulla . La mia lettura personale della Bibbia è preghiera e ricerca di un’ ispirazione , nella convinzione che attraverso questa lettura posso aprire il mio cuore e la mia mente a Dio . C’è , parafrasando Novalis , una consonanza tra la Parola e ogni singola anima, come note diverse di una stessa sinfonia. Cerco dunque nella Bibbia una verità soggettiva, qualcosa di valido per me e in quel determinato momento . Altra cosa è una interpetrazione critica della Bibbia . Per quella mi affido a esperti , ad esempio, ho molta fiducia nel card. Martini . Quanto a Schleiermacher , lo trovo un formidabile lettore della Bibbia e anche di Platone , un aiuto prezioso nella comprensione. Non mi piace la tua tendenza a interpetrare la Bibbia in modo conflittuale , per esasperare le divisioni . Rigetto come falsa ogni ermeneutica fondata sul mito dell’ interpetrazione letterale , che si presenta come oggettiva e si rovescia nel suo opposto , nella massima arbitrarietà . Credo soprattutto che saremo salvati( se lo saremo) per la grazia di Gesù , di cui la fede è segno , e non per la nostra scienza , sapienza , intelligenza ecc. Il nostro intelletto è infinitesimo comparato all’ infinita Sapienza , se fosse per questo , nessuno sarebbe salvo.

  5. peccatore scrive:

    In Italia c’è un problema: quando una cosa non va, non si dice che non va, ma che bisognerebbe farla andare meglio. La rappresentanza politica dei cattolici non va: siamo almeno ancora un 15-20% di praticanti e subiamo culturalmente le politiche di rappresentanze che non arrivano al 5%. Allora, ribadisco: è sbagliato che non ci sia un partito unico. E’ sbagliato non chiederne l’esistenza. E chi ci crede, rinunci a ciò che ha e imbocchi la nuova strada. Difendere questo sistema è autolesionista e manifestamente inutile. Si riconosca di aver sbagliato.

    • LIBERAMENTE scrive:

      il partito unico sarebbe decisamente clerico-fascista, tipo i “beluscones” di oggi, un po’ contestualizzati da Fisichella, ora magari da Crociata, cioè, fare di tutti i cattolici in politica un bel “fascio politico indistinto e conformista”, senza alcuna democratica discussione al suo interno, e oggi vediamo la Lega per esempio che è davvero così, ma forse anche i leghisti stanno cambiando, almeno quelli di base stufi di Berlusconi e dei compromessi di Bossi con il PDL

  6. Gianpaolo1951 scrive:

    Aspetto con ansia i dati 2011 sul gettito dell’otto per mille…
    Credo che il caro mons. Crociata avrà delle belle sorprese!…
    Sono quasi sicuro che dovrà fare un bell’esame di coscienza associato a un bel dietrofront!!!

  7. xagena scrive:

    Crociata capisco che siete i padroni di mezza Italia e volete tutelare i vs interessi ECONOMICI ma ci lasci in pace almeno oggi!

  8. bo.mario scrive:

    Xagena si potrebbe pensare che per l’Italia si inizi una primavera come per altre parti. Purtroppo non sono ottimista perchè si fanno coalizioni di gente che non si può vedere. Tutti alla ricerca del posto dove arricchirsi o vivacchiare con i soldi. Esulta pure il PD che è stato messo ai margini, potenza dell’ipocrisia. Esulta Napoli, si sa chi muove i voti, potenza dell’ipocrisia. Crociata non capisce che non possono esistere politici con la fede. Da quello che ha scritto Tornielli desuno che ha detto tutto e il contrario di tutto, potenza dell’ipocrisia. Il vaticano ha perso la possibilità di aggregare voti e dovrebbe fare un piccolo esamino di coscenza, chi sono io per interferire nella vita di uno stato laico? Anche gli industriali si lamentano, loro vogliono lavorare con i ns soldi, potenza dell’ipocrisia. Ci sarà un nuovo vento di riforme in Italia? da quello che ho scritto lo considero una barzelletta. Ciao e festeggia al resto penseremo dopo.

  9. Carlo scrive:

    Scusate ma che c’azzecca (alla Di Pietro) un monsignore con la politica? Non dovrebbero essere due campi distinti e separati (la politica e la religione)?

    Questi gira e rigira vogliono imporci il loro credo, ma credo che la festa sia finita, Malta docet

  10. mauro scrive:

    Mons. Crociata ancora non ha imparato che lo stato italiano è laico, ovvero aconfessionale, ossia slegato da qualsiasi autorità religiosa secondo i Patti Lateranensi firmati dalla Chiesa Cattolica.

    Occorrerebbe che capisse che il termine laico non è lo stesso che adotta la Chiesa cattolica quanto indica tutti coloro che pur battezzati non esercitano il ministero sacerdotale, nè sono dei religiosi. E’ del tutto evidente che in tal modo gli appartenenti alle altre confessioni e gli atei non hanno alcuna considerazione da parte della Chiesa Cattolica, ovvero essa divide e discrimina sempre ed ovunque ve ne sia l’opporunità.

    Mancando l’intelligenza, già confermatasi in due millenni di storia della Chiesa Cattolica, si intende soggiogare gli appartenenti alle altre religioni, assieme agli atei, ai dettami sempre non inteligenti provenienti dalla stessa.

    Anche un ragazzino capisce che la Chiesa Cattolica provvede ad un futuro possibile, oltre la vita, e lo stato all’effettivo quotidiano.

  11. D scrive:

    nemmeno il tempo per i ballottaggi e già sono iniziate le manovre in vista del testamento biologico e il riconoscimento delle unioni civili??
    Bè meglio arrivare in anticipo che in ritardo… certo poi bisognerebbe chiedersi chi è il capo del partito di Cl, ma quello è un altro discorso… o no ??

  12. Carlo scrive:

    nemmeno il tempo per i ballottaggi e già sono iniziate le manovre in vista del testamento biologico e il riconoscimento delle unioni civili??
    Bè meglio arrivare in anticipo che in ritardo… certo poi bisognerebbe chiedersi chi è il capo del partito di Cl, ma quello è un altro discorso… o no ??

    ########################

    Uno stato laico deve lasciare al cittadino libertà di scelta. Ogni tipo d’imposizione in qualunque senso è da bandire. Sul fine vita va lasciata libertà di scelta sia al cattolico che al non credente. In questo modo si garantisce democrazia e libertà di scelta.

    • Sal scrive:

      “Ogni tipo d’imposizione in qualunque senso è da bandire.”
      Anche il battesimo dei neonati !

      • Simon de Cyrène scrive:

        Da quando in qua lo stato deve mettere il suo naso nella pratica squisitamente religiosa degli individui e delle famiglie?
        Ecco apparir si vede il solito totalitarismo ateistico e laicardo….
        In Pace

        • enrico scrive:

          @ Simon

          Confondono certi ” valori irrinunciabili” con “valori religiosi”, mentre si tratta semplicemente di “buon senso”.

          Faccio alcuni esempi.

          Che il divorzio sia doloroso per i coniugi, ma soprattutto per chi realmente lo subisce, ossia i figli, deriva dal buon senso, così come è il buon senso a suggerire che non sarà così semplice ricostruire una vita affettiva magari quando non si è più giovanissimi.
          Il matrimonio in comune non è un sacramento, e se lo stato decide che è lecito scioglierlo, questo è un problema dello stato, tuttavia credo che molti abbiano in seguito sperimentato che forse la condizione successiva, dopo un breve periodo “euforico”, non è poi così positiva e che magari dietro la sacralità del matrimonio si nascondeva una realtà più profonda.

          Che l’aborto sia la soppressione di una vita, volendo essere “politicamente corretti” “potenziale”, lo dice il buon senso, poichè se tale decisione fosse stata presa dalle nostre madri, nessuno di noi scriverebbe qui.
          E’ evidente quindi che si tratta di un abuso su di un altra persona..che coinvolge non solo la madre ben inteso.
          Che poi si distingua sulla qualità di vita del nascituro, dimostra semplicemente un pre-giudizio su quale vita sia degna e quale non lo sia.
          Un concetto discretamente nazionalsocialista se mi permette.

          Che l’eutanasia sia contro il buon senso è evidente dal fatto che il principio sottintende la vita non sia sempre degna di essere vissuta, e questo implica un valore relativo alla vita in se che essendo relativo può essere soggettivamente spostato come aggrada e dal singolo e dalla società.
          Oltre ad introdurre subdolamente un concetto di produttività economico/intelletuale alla vita degna di essere vissuta.
          Appare evidente infatti, dal dato che alcuno ha fatto alcunchè per meritare di essere vivo, che la vita sia un dono da custodire e non un bene di cui disporre.

          In realtà tale cultura “politicamente corretta” inquadra la vita propria e altrui in un bene di cui disporre, un bene da fruire.

          E’ evidente che tale impostazione, che va contro il buon senso, cercherà il proprio concreto antagonista in quelle culture che ancora propongono concetti di “buon senso”.

          Dai concetti espressi in certi interventi si intuisce abbastanza chiaramente chi sia il vero “infame” da schiacciare……chiunque proponga “il buon senso”.

          • giovannino scrive:

            Dal fatto che il matrimonio sia un sacramento , non ne discende affatto l’ indissolubilità . In questo sono critico rispetto al catechismo olandese che difende l’ istituto del matrimonio secondo il diritto canonico . Se il matrimonio è basato sull’ amore dei coniugi è evidente che quando questo cessa , anche il matrimonio è dissolto , si tratta solo di prenderne atto . So che non sarà domani , ma vedrete che anche la chiesa cattolico-romana ammetterà il divorzio e la possibilità di risposarsi . Questo infatti è conforme alla volontà di Dio , alla luce della società in cui viviamo .

          • enrico scrive:

            @ Giovannino

            Non metto becco su di un matrimonio non religioso, o che non ritiene il matrimonio un sacramento.

            Ma Gesù dice altro, il termine greco nel Vangelo di matteo è porneia, ovvero la zenut rabbinica, affronta la problematica se siano lecite unioni non secondo la legge, e afferma che tali unioni sono scindibili in quanto erano nulle in partenza.
            Gesù si esprime chiaramente contro la possibilità di dividere ciò che Dio ha unito.
            Ciò che Dio ha unito chiaramente.

        • mauro scrive:

          Da quando in qua lo Chiesa deve mettere il suo naso nella pratica squisitamente laica degli individui e delle famiglie?
          Ecco apparir si vede il solito totalitarismo ateistico e laicardo….

          Il laicardo è il lamento di un cardo?

          • enrico scrive:

            La Chiesa è l’insieme dei battezzati.
            Esponenti della Chiesa prospettano le proprie posizioni.
            Esattamente come lei scrive le sue posizioni.

            Vuole impedire il diritto di esprimere la propria posizione ed il proprio pensiero?

        • Sal scrive:

          E perchè mai lo dovrebbe fare la religione ?

          • Gianfranco scrive:

            La Chiesa non obbliga nessuno dice semplicemente come si deve comportare un cattolico.

        • anniballo scrive:

          …che è ,comunque, quello che ci ha reso uomini europei adulti, maturi e consapevoli, non più proni al cenno del prelato.
          Naturalmente, non parlo dell’Italia, sia chiaro.

        • Sal scrive:

          In fatto di ateismo, il distinto Simon dimostra di conoscere poco il Vangelo. Dice Paolo “Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino; ma ora che son divenuto uomo, ho eliminato i [tratti] del bambino. ( 1 Corinti 13.11)

          Quando i bambini sono piccoli, la mamma si preoccupa di lavarli, vestirli, nutrirli, ma quando sono cresciuti, la mamma non deve più chiedere loro se hanno cambiato le mutande o se si sono lavati i denti perché è cosa scontata che l’abbiano fatto in quanto faccende che ricadono ormai sotto la loro personale responsabilità.

          Ma se la mamma dovesse continuare in quel suo atteggiamento materno noioso perché ripetitivo dimostrando di non avere nessuna fiducia nell’insegnamento che lei stessa ha dispensato, è la stessa mamma che si squalifica dimostrando la sua incapacità di essere una buona insegnante.

          La religione, dovrebbe similmente responsabilizzare i suoi componenti senza quel noioso cantilenar di nenie e ripetute scampanate per ricordare al fedele, come un muezzim, qual è il suo compito, perché il valore del sacro non è legato al petulante richiamo, ma deriva dalla responsabilità oggettiva dell’individuo che non deve aver bisogno di chi gli dica cosa fare, come fare e quando fare, perché “ha eliminato i tratti del bambino”

          Ma pare che i cattolici abbiano bisogno di un costante richiamo a dimostrazione che benché battezzati e istruiti dall’infanzia in quell’insegnamento, non ne hanno veramente tesoreggiato il significato. Forse che l’esempio che hanno avuto sotto gli occhi ha fatto aprire loro gli occhi ?
          Altro che totalitarismo ateistico…… passata la giovinezza nessuno crede più a cappuccetto rosso o babbo natale. Rimangono sempre favole per piccole menti non ancora sviluppate.

          • Gianfranco scrive:

            E’ mai possibile che secondo lei la Chiesa sbaglia sempre?.Qualsiasi cosa faccia o dice?tutte le religioni hanno bisogno di tenere i fedeli istruiti e ripetere continuamente le basi della fede.Tocca poi ai fedeli se seguire o no gli inegnamenti.La fede non si discute il credo deve essere sempre presente a un buon cattolico.Mi può spiegare se lei crede in Gesù,non dico Dio perchè leggendo i suoi post sembra che lei appartenga ai testimoni di Jehova,none dato a Dio in modo errato perchè é un falso storico.Nel Vecchio Testamento non c’è ,fù nel XVI secolo dopo Cristo che apparve.

  13. In riferimento a certi commenti e repliche riguardo me:
    meno male -meno male per voi- che cristianamente perdono
    e sono abituato al linguaggio ateista,omosessualista e libertino/libertario.
    Però, obiettivamente, è palpabile una spaventosa intolleranza.
    Qualcuno ha rievocato l “ecresez l’infame”.
    E non mi pare fuori posto.
    Anzi.

    cfr http://cosimino.myblog.it/archive/2011/04/06/non-condivido-neppure-una-cosa-di-cio-che-eccetera-eccetera.html

  14. Carlo scrive:

    @Enrico

    Quello che citi non è buon senso ma solo “una tua idea”.

    Il divorzio può essere doloroso, ma restare insieme quando il matrimonio è impossibile è ancor più doloroso.

    L’aborto in alcuni casi deve essere permesso. Non mi va di ripetere tutta la tiritera sui diritti qualificati e assoluti.

    Il fine vita deve essere una scelta del singolo individuo e non di chi crede in certi valori. Ad esempio per me la vita in certe condizioni non vale la pena di essere vissuta, mentre per te può esserlo. Allora per cortesia lascia libertà di scelta (sei libero di morire attaccato a quante macchine vuoi).

    • enrico scrive:

      “Il divorzio può essere doloroso, ma restare insieme quando il matrimonio è impossibile è ancor più doloroso”

      esiste la separazione signor Carlo, in linea di principio riguardo un matrimonio celebrato dallo stato non trovo sbagliato che sia lo stato a stabilire se sia scindibile.
      Riguardo a coloro che più subiscono tale situazione però non vi è un rigo nel suo intervento.

      “L’aborto in alcuni casi deve essere permesso”

      Non vedo quali tranne il rischio di vita per la madre che non possa essere tutelata in altro modo.
      In quali casi concederebbe l’omicidio?

      “Il fine vita deve essere una scelta del singolo individuo e non di chi crede in certi valori. Ad esempio per me la vita in certe condizioni non vale la pena di essere vissuta, mentre per te può esserlo. Allora per cortesia lascia libertà di scelta (sei libero di morire attaccato a quante macchine vuoi).”

      L’accanimento terapeutico non è affatto obbligo per il credente.
      Ma su quale vita sia degna di essere vissuta, se poni un dato soggettivo, è evidente che tale posizione possa essere infinitamente estesa.

      • enrico scrive:

        Comunque signor Carlo si può prospettare una posizione ragionevole e di buon senso, ma non si può imporla.
        Dunque vedremo come andrà.
        I genitori possono dire al figlio di non frequentare certi posti, ma certamente se il figlio vorrà andarci non si potrà limitare la sua libertà.
        Le prospettive che lei indica è evidente che sottintendono una visione utilitaristica della vita, da un punto di vista soggettivo e della società, e non può che essere così in una visione materialista in cui la vita non è che un mero accidente generato dal caso.

        Ma è evidente che tale impostazione non può che condurre alla posizione che nulla abbia senso e valore di per se.

    • giovannino scrive:

      caro Carlo , mentre sul divorzio ho già espresso la mia opinione , cioè che non è contrario al Vangelo e a una corretta dottrina cristiana , sopprimere una vita è sempre anticristiano , Gesù è la vita , chi rifiuta la vita , rifiuta Gesù . In pratica però c’è molto da dire su pratiche di accanimento terapeutico che offendono la vita , posponendo la fine della vita per scopi sperimentali . In questo caso chi offende la vita è il sistema medico-sanitario e lasciare morire il paziente in atto di difesa della vita e della sua dignità . Come si possa decidere per legge , al di fuori del caso concreto , non so proprio . L’ aborto infine è sempre peccato , ma quando la pressione sociale è tale da obbligare la madre , questo peccato va imputato alla società . I mali provocati da un esercito in una guerra ingiusta , non possono essere imputati ai soldati, ma a chi li comanda.

      • Gianfranco scrive:

        Come fà a dire che il divorzio non è contrario al Vangelo?Matteo 5,31″ma io vi dico chiunque ripudia sua moglie,eccetto il caso di concubinato,la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata commette adulterio”Se questo è essere a favore del divorzio non sò più come leggere il Vangelo.

  15. un esempio
    lampante
    di una persona
    VITTIMA
    della “dittatura del relativismo”.

    • xagena scrive:

      Sempre meglio di essere “vittama” della vita che vogliono imporci i minoritarissimi “cosimo”……a te che te frega se la gente divorzia, abortisce, non vuole essere rianimata, si butta dal ponte ……mica devi farlo tu!

      • e questo si chiama “egoismo”
        (l’opposto dell’amore).
        Ogni uomo è mio fratello!

        • anniballo scrive:

          “Ogni uomo è mio fratello!”, scrive -indignato– mr DeMatteis.
          “Tranne quello che non è come me!”, aggiungo io a nome di DeMatteis.
          Per esempio, lo sporco comunista, l’islamico, l’omosessuale etc etc….

          • no no.
            quale “tranne…”
            Non l’ho detto e mai lo diro, perchè non lo penso.
            Che cristiano sarei?
            Ti prego Anniballo di non mettermi in bocca cose non vere, addirittura con le virgolette.
            Non è corretto ma soprattutto NON E’ IL MIO PENSIERO.
            Ripeto, convintamente: OGNI uomo è mio FRATELLO. E come tale sono chiamato ad amare. Ed è quello che cerco di fare, sempre e con OGNI persona. Credimi.

      • Gianfranco scrive:

        Perché prendersela con tutti.Se uno si vuol buttare giù dal ponte non sono affari suoi.Vuol dire che la società ha mancato in qualche cosa.Vuol dire che la Chiesa non è riescita a far capire l’importanza della vita e che la vita non appartiene a noi,non è un bene che abbiamo comprato è stato un dono,se uno non crede in Dio,può pensare che è stato unatto d’amore dei propri genitori.Se uno è cattolico sà che la vita appartiene al nostro Creatore.Poi ognuno è responsabile delle proprie azioni ma non può impedire ad altri di criticare una scelta che secondo il proprio credo non è giusta.Saluti

  16. xagena scrive:

    Cosimo , Cosimo goditi un pò la vita e piantala di “odiare”!! Un pò d’ironia, di leggerezza fanno bene alla salute!
    Scendi anche da pidistallo xchè non sei un eletto , ed in quanto a linguaggio il tuo è pieno di violenza ed acredine…..( ma che t’ha fatto la vita ?) ma si perdona ,si perdona ……………….tanto non costa nulla…!!!
    PS:
    “linguaggio ateista,omosessualista e libertino/libertario”…..manca “demo/giudo/plutocratico libertista e finanche massonico…..pure comunista va’…….così non ci facciamo mancare nulla!!!

  17. Cari figli,
    la mia preghiera oggi è per tutti voi che cercate
    la grazia della conversione.
    Bussate alla porta del mio cuore
    ma
    senza speranza
    e
    senza preghiera,
    nel peccato
    e senza il sacramento della riconciliazione con Dio.
    Lasciate il peccato
    e decidetevi figlioli, per la santità.
    Soltanto così posso aiutarvi,
    esaudire le vostre preghiere
    e intercedere davanti all’Altissimo.
    Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

    • e, riguardo medjugorje:
      Seguita con tanto entusiasmo la trasmissione
      Viaggio a Medjugorje.
      I dati Auditel che sono usciti in queste ore sono s
      trabilianti e si vede proprio che la Madonna ha voluto così:
      • 11 milioni di spettatori di “contatti” hanno seguito il programma;
      • 2 milioni e 900 mila spettatori di ascolto “medio” hanno costantemente seguito il programma nell’arco delle 3 ore, per uno share in termini di percentuale pari al 12%.

      http://cristosalvatore.myblog.it/archive/2011/05/25/lasciare-il-peccato-cioe-le-situazioni-stabili-di-peccato-ad.html

      Più tardi avremo anche le curve con gli ascolti, per ora posso soltanto ringraziare il Cielo e la Santa Gospa

      • Carlo scrive:

        La Mecca la casa di Dio ( la Ka’bah, la prima casa sacra costruita sulla terra) e la fonte sacra, Zamzam. Arrivato a Medina, insieme ad altri 500 afgani, mi sono fermato subito a pregare sulla tomba del profeta. E’ stato un momento davvero molto intenso. Non avevo mai pregato insieme a così tante persone. La mattina seguente siamo andati a La Mecca. Lì ho appreso che gli afgani presenti erano circa 20.000, più 10.000 rifugiati provenienti dal Pakistan. Non so dire quante persone ci fossero in tutto, qualcuno diceva quattro milioni. Io non avevo mai visto un numero così grande di uomini in vita mia. Ho raggiunto la Ka’bah e ho iniziato la mia preghiera, girando intorno alla pietra nera. Ho trascorso 32 giorni alla Mecca e 8 a Medina.

      • anniballo scrive:

        11 milioni ! Scrive DeMatteis giulivo e soddisfatto…
        La cosa tradisce un pò di malcelata disperazione , sotto sotto. Aggrapparsi ai numeri non sarà una inconscia ricerca di rassicurazione? Non sarà un modo per autoconvincersi che -forse, forse- c’è qualcosa di vero ,nel delirio dell’immaginario?

      • john coltrane scrive:

        Vero, il programma era molto ben fatto, e sono felice che tante persone lo abbiano seguito.

  18. annarita scrive:

    Xagena, i cattolici che si sono alleati con il PD come fai a credere che prendono ordini dalla Chiesa? Mica sono matti! Te la vedi la Rosi Bindi che segue il Papa? Ma dai! Figurati! Una che dice che la legge 194 va applicata nel modo giusto mica prende ordini dalla Chiesa. Perciò non preoccuparti se con il PD vengono dei “cattolici” new age, saranno ben lieti di seguire le direttive del KGB, Gesù forse non era un operaio? Forse non era il primo comunista? (si è sentito dire anche questo). Semai siamo noi cattolici che temiamo di avere come alleati, volta gabbane , spacciatori di cattolicesimo adulterato. Voi ai voltagabbane siete abituati, visto che cambiate nome ad ogni cambiar di vento, noi no, cattolici siamo e cattolici rimaniamo. Breve storia del PD: PSI….MSI….PCd’I….PCI….PDS ….DS….PD…..).

    • xagena scrive:

      E quali sarebbero i cattolici boni in politica? quelli che vanno al family day ed hanno 3 famiglie o i bunghisti d’assalto?
      Cmq il capo del Kgb mò è amico del vs cattolicissimo premier e si chiama Putin…..
      Certo che Gesù era comunista!!!

      • john coltrane scrive:

        Sicuramente una società davvero cristiana (che seguisse “davvero” le Parole/Insegnamenti del Signore Gesù), non potrebbe orientrsi verso un sistema di mercato, in cui conta la competizione, la speculazione in borsa, e via delirando.
        Il socialismo, xò, ovviamente dovrebbe cancellare dal proprio dna la frase: “la religione è l’oppio dei popoli”.
        Una della affermazioni più assurde che siano uscite da bocca umana, in my opinion.

        Muy buenas dias.

    • anniballo scrive:

      Cara Annarita, una soluzione c’è: i cattolici potrebbero essere presenti solo nella vita pubblica, ritirandosi dalla vita politica. Ritirandosi, dunque, da tutte le bassezze e le mene degli interessi materiali, degli equilibri politici, degli scandali finanziari. (E, quindi, anche della necessità di avere “alleati”, come Lei scrive).
      E vuoi vedere che anche Dio sarebbe più contento?

  19. giovannino scrive:

    caro enrico una breve controreplica sullo scioglimento del matrimonio . L’ uomo non separi ciò che Dio unisce è rivolto contro chi si intromette nell’ amore degli sposi con la forza o la seduzione o anche con l’ autorità civile . Il significato delle parole di Gesù è molto ben colto dal Manzoni sia nella storia di Lucia e Renzo sia in quella della monaca di Monza.
    Dio infatti unisce i coniugi attraverso l’ amore , non certo per costrizione . Se dunque l’ amore tra gli sposi finisce, significa che la grazia di Dio non è più operante e dunque non c’è nulla da separare . A questo punto il divorzio non separa, prende semplicemente atto che la grazia di Dio è inoperante e il sacramento non più efficace . Lo stesso si può dire dell’ assoluzione di colui che non è pentito .

    • enrico scrive:

      Vede Giovannino, come le ho spiegato non metto becco su unioni che non siano sacramento.
      L’uomo non separi ciò che Dio ha unito, ed essendo la questione posta sulla liceità dell’atto di ripudio, non sulla non liceità di commettere adulterio, è evidente che quel “l’uomo non separi ciò che Dio ha unito” non si riferisca ad un terzo incomodo.
      la reazione dei presenti è palese e dà il senso delle parole

      “Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi”

      Gesù rimanda alle parole del Genesi

      “Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse:
      Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi.”

      La condizione che viene permessa è quella di “porneia” che richiama la zenut rabbinica, ed indica quelle unioni non lecite secondo la legge, ovvero invalide, quelle in cui il sacramento non era mai stato presente.

      • giovannino scrive:

        caro enrico , non ci capiamo . Il mio pensiero è molto semplice però , se ci si presta un minim0 di attenzione. Il matrimonio è un sacramento , dunque un segno della grazia che Dio concede agli sposi e che dà forma all’ amore coniugale e genitoriale . Nel momento che gli sposi non si amano , rifiutano la grazia di Dio e invalidano il sacramento . Questo è certo un peccato , ma può essere perdonato da Dio e dunque anche dalla chiesa . In ogni caso la grazia di Dio non è più operante ed è insensato pretendere il rispetto di un sacramento ormai inefficace. Dunque rifiutare di riconoscere il divorzio è una inutile crudeltà da parte della chiesa.

        • Gianfranco scrive:

          Rimando anche lei al Vangelo secondo Matteo al cap.5 vers31,32fu pure detto: chi ripudia la propria moglie,le dia l’atto di ripudio;ma io vi dico:chiunque ripudia sua moglie,eccetto il caso di conubinato,la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata,commette adulterio”

          • giovannino scrive:

            caro Gianfranco , sto parlando di divorzio e di diritto canonico , non della legge mosaica e del ripudio . Sono cattolico e vivo in Italia .

        • Cherubino scrive:

          ma cosa tocca leggere …
          invalidato il sacramento ? non sa cosa dice.
          Perdono del peccato ? mai sentito parlare di dolore dei peccati, contrizione, pentimento e proposito di non peccare più ?

          • giovannino scrive:

            caro Cherubino , il sacramento è azione di Dio , di cui noi solo possiamo vedere il segno , non la operatività . Se viene meno il segno ( l’ amore tra gli sposi ) , è logico dedurne che anche il sacramento non è più. Se il paziente non presenta più nessun sintomo , il medico lo considera guarito , che altro potrebbe dire ? In ultima analisi la validità del sacramento dipende da Dio e solo lui la conosce . Certo non io , ma neanche tu e nessun altro . Quanto al pentimento , certo è necessario e si manifesterà anche nel proposito di avere più cura e attenzione perchè non si estingua il fuoco dell’ amore coniugale , in caso di nuovo matrimonio .

          • Cherubino scrive:

            quanto dice è del tutto errato, lei si mette al posto di Dio che non si lascia “dedurre” da lei, gliel’ho già detto.
            L’amore coniugale poi non è un fuocherello che uno usa a suo uso e consumo. Come le ho già detto lei ha una visione del sacramento da ipermercato.

    • Cherubino scrive:

      frasi come “Dio infatti unisce i coniugi attraverso l’ amore , non certo per costrizione” sono di estrema ambiguità.
      E la frase successiva lo dimostra, come se la presenza della Grazia sia da dedurre da un dato esteriore (“se l’amore finisce…”) e non da una promessa di Cristo che assicura l’indefettibile Sua assistenza e provvidenza senza pentimenti a quella unione sacramentale.
      In realtà giovannino confonde l’amore-sentimento con l’Amore che comprende quello, ma non si esaurisce in esso. Il sentimento può avere i suoi alti e bassi e anche finire, ma questo non vuol dire che sia finito l’Amore. Il “meccanismo” di scelta di una persona, con tutto il contorno di pulsioni e rappresentazioni mentali che chiamiamo “innamoramento” è sicuramente un avvio importante, anche se non sempre si manifesta all’inizio di un rapporto di coppia e non sempre con la stessa fenomenologia (un conto è innamorarsi a 20 anni e un altro a 40). E’ comunque un meccanismo complesso, in cui giocano un ruolo tanto la personalità dei fidanzati, sia un elemento di novità imprevedibile che spesso le persone sentono come “provvidenziale”. La “persona giusta” (categoria un p0′ esagerata) è spesso diversa da quella che ci si aspettava. Anzi spesso la si “trova” quando son crollate le figure idealizzate (di natura narcisistica).
      Allora l’Amore è un atto della volontà, è un sì che formandosi anche con l’apporto dell’eros (nella sua componente “alta”) non si esaurisce in esso, perchè è progetto, è la “vita bella” che si apre davanti, pur con difficoltà e dolori. “Ecco io faccio una cosa nuova” dice il Signore ad ogni coppia che si ama per davvero e non per assolvere ad un mero bisogno. E questa “cosa nuova” non finisce con la decadenza della spinta pulsionale, anzi riesce a rialimentarla con la stima, la progettualità, la tenerezza, e -last but not least- con la Grazia.
      Certo, nella scelta nuziale c’è anche la scelta quotidiana di alimentare l’Amore, di curarlo, di proteggerlo, di portarlo tagliando via con decisione ciò che lo danneggia ! Quante coppie si sfasciano non perchè “l’amore finisce”, ma perchè l’amore è stato ucciso da uno o da entrambi, lentamente, giorno per giorno, con l’indifferenza, con la resistenza al cambiamento (visto come dovere sempre dell’altro e mai proprio), con l’imprudente esposizione a occasioni di peccato, con la disistima (quanto sarcasmo nei dialoghi di coppia !).
      E in tutto questo il Signore rimane fedele a quell’unione, invia costantemente il suo aiuto e solo un orecchio e un cuore chiusi sono di ostacolo alla sua provvidenza.

      • giovannino scrive:

        caro Cherubino , forse mi spiego male , forse cercando di essere sintetico , salto qualche passaggio . Concordo che il divorzio è un peccato e sono lontano dal sostenere che è un affare privato degli sposi nel quale il sacerdote e la chiesa non debbano intromettersi . Falliti però i tentativi di riconciliazione e passato un congruo tempo, sarebbe giusto riconoscere che la grazia non è più efficace e accettare lo scioglimento del matrimonio e sarebbe misericordioso , perdonare gli sposi . Magari imponendo loro se ci sono dei figli di crescerli di comune accordo , come “penitenza”.

      • Cherubino scrive:

        la Grazia non è più efficace ? Lei non sa cosa dice. Ha una visione da supermercato.
        La Grazia è la fedeltà di Dio alle sue promesse. E le promesse di Dio sono irrevocabili. Ho visto risorgere l’amore coniugale dopo decenni di rottura. Chi crede di essere lei per contabilizzare l’azione provvidente di Dio ?
        Ricordi di essere solo un uomo, che fiorisce al mattino e alla sera è già seccato.

        • giovannino scrive:

          caro Cherubino , ti ringrazio delle numerose obiezioni . Non intendo assolutamente sostenere che la distruzione di un matrimonio , sia opera o volontà di Dio. La colpa degli sposi , o al limite di uno degli sposi , l’ ammetto senz’ altro . Nessun matrimonio termina senza una colpa umana , che religiosamente si traduce in rifiuto della grazia di Dio . Tuttavia trovo debole l’ argomentazione del matrimonio che si ricompone dopo decenni . Come la storia del preservativo rotto ecc., mi chiedo qual è il senso di una morale che rincorre casi eccezionali e propone soluzioni immaginarie a problemi reali e comuni . La chiesa cattolica , con queste regole antediluviane , rinuncia a intervenire cristianamente in situazioni oggi comuni , come le nuove famiglie dei divorziati . Tornando alla grazia di Dio, essa può essere resa inefficace dalla malvagità dell’ uomo , sennò come si spiega tutta la religione cristiana a partire dalla Caduta ? Non contabilizzo niente , mi limito alla congettura che se l’ amore finisce , la grazia non è operante . Se infatti lo fosse , l’ amore non potrebbe estinguersi , contro l’ azione divina . Dov’ è l’ errore ? Ho poi ben presente la mia finitezza , come quella di noi tutti . Per questo non credo che il diritto canonico abbia in sè qualcosa di divino . Sono regole umane , che uomini hanno ricavato dalla divina Rivelazione , dalla Ragione e dalla Tradizione della Chiesa , ma non senza errori e non indipendentemente dallo scorrere del tempo. Ogni diritto , compreso quello canonico , è fallibile e relativo al momento storico . Il tuo riferimento alla mentalità di mercato è quello che mi ha più colpito e mi manca lo spazio per una risposta . Spero che avremo altre occasioni , grazie ancora per la disponibilità al dialogo .

          • Cherubino scrive:

            la grazia non è un’energia, così che uno possa dire “se il ventilatore è fermo manca la corrente”.
            Così se gli sposi non si amassero più (a parte il fatto che spesso l’apparenza inganna) ciò non vuol dire affatto che Dio non li ama più e non ama l’unione alla quale egli ha promesso di essere fedele.
            Come le ho già detto le promesse di Dio irrevocabili.

            Comunque sono piuttosto stufo dei suoi sofismi. La pensi come vuole, l’importante è aver mostrato che lei non è affatto un cattolico “progredito”, ma decisamente “regredito”.

  20. ritaroma scrive:

    bene cdv con Enrico, Annarita, Cosimo e in parte BoMario, per il resto io sto seduta sulla sponda del fiume –e come dice il detto cinese..-., aspetto, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico!
    Conoscendo le “intemperanze” della sinistra quando ha governato Roma, sono molto curiosa di vedere i risultati di Milano e Napoli ( che oggi si sbracciano tanto) nel tempo che verrà. Una volta seduti sulla “poltrona” riescono molti a fare “i balletti verdi”…. che sia una poltrona con l’hu hu!?( per i meno esperti l’attaccatutto)
    CARLO, grazie x averci (forse involontariamente) aggiornato sul tuo credo, così sappiamo da quale parte viene la predica.
    sono ancora incerta su qualcuno, ma prima o poi pure lui “sbroccherà” io sto seduta sulla sponda del fiume… con questo caldo mi rinfresco pure le estremità!
    che Dio vi benedica

  21. Carlo scrive:

    @Ritaroma: Vedo che non ha capico niente. Ho riportato il pezzo sulla Mecca solo per far vedere che quanto dice Cosimo è “comune” a tutte le religioni.

    Quanto al mio credo io sono ateo( dal greco atheos, composto da α-, «senza», e θεός, «dio», cioè letteralmente «senzadio»).

    Quanto allo stare seduda sul fiume, fai pure prima o poi il cadavere di B. passerà. Intanto prendetevi una gran bella sberla……la prossima arriverà con i referendum

    • enrico scrive:

      Si capiva il senso dell’intervento non si preoccupi, che lei fosse ateo si intuiva anche.
      Ma i numeri francamente non mi hanno mai impressionato, nè da una parte nè dall’altra.

  22. Carlo scrive:

    Mi scusa per gli errori ortografici ma ho scrito di fretta e in “clandestinità”

  23. anniballo scrive:

    Carlo, Lei è di una simpaticissima efficacia.

  24. salvatore scargiali scrive:

    Gentili signori, vi scrivo questa mia nota che sottopongo alla vostra riflessione. Il mio sogno è vedere una Chiesa Cattolica motore del cambiamento e della evoluzione umana e sociale. Da troppi secoli la Chiesa sembra essere un vagoncino di scorta trainato da altri, dai rivolgimenti sociali, dal progresso della conoscenza, dall’evoluzione del pensiero umano. Il Signore venne per fare nuove tutte le cose, ma, già dopo pochi secoli, i suoi fedeli, nelle loro istituzioni , dimenticarono di essere faro della crescita.
    La Chiesa Catolica, come altre Chiese cristiane, fa riferimento, oltre che all’amore di Dio, anche ad una serie di valori che, definiti naturali, assumono per esse valore trascendentale, ma che di fatto non lo sono. Ciò fa male alla Fede e fa zoppicare sempre il messaggio promulgato da esse. Riporto una sintesi di uno studio etnologico sulle origini culturali della sessuofobia e della famiglia:
    La sessuofobia, riscontrabile in molte culture, sembra avere origine da problematiche legate alla sopravvivenza della specie umana, all’ “igiene” in senso lato. È evidente che, nelle ere primitive dell’uomo, per la donna rimanere incinta e partorire senza adeguate cure, che oggi definiremmo di carattere sanitario, era esporsi ad un rischio elevato di morte. L’alta percentuale di mortalità al momento del parto e di complicazioni durante la gestazione in una società primitiva ha evidentemente portato a “difendere” il “sesso” femminile, fattore della prosecuzione della specie. Quasi tutte le culture lo hanno reso accettabile solo in adeguate circostanze, come all’interno di una coppia riconosciuta e protetta dalla comunità. Molte di queste usanze, invero, hanno avuto origine da intuizioni che oggi definiremmo “igieniche” dovute al profeta-sacerdote-stregone di turno . Così come la proibizione di cibarsi di alcuni animali o bevande, l’obbligo di fare le abluzioni quotidiane sono divenute regole o leggi religiose, anche la definizione dei comportamenti sessuali sono rientrate negli obblighi o nelle leggi religiose. Inoltre le relazioni uomo donna sono state guidate dall’istinto di trasmissione dei geni, il desiderio di sopravvivenza si è tradotto nella voglia di paternità del maschio. Per assicurarsi la discendenza, la donna veniva protetta e relegata in modo da avere rapporti solo con l’uomo che l’aveva “presa”, il piacere femminile veniva represso per diminuire il pericolo di libertà sessuale da parte di tale sesso, caso più evidente ancora oggi il fenomeno africano dell’infibulazione . Il maschio, più forte, sottometteva la donna per assicurarsi la paternità dei generati. Nel corso della storia, poi, le relazioni sono state guidate non solo dal desiderio di trasmissione dei geni, ma anche dalla voglia di perpetuare in qualche modo la propria esistenza trasmettendo ai propri eredi diretti quello che si è conquistato in vita. La famiglia ha un’origine che potremmo oggi definire di natura economica. La struttura familiare assicurava una gestione sinergica dei beni, che venivano difesi e ampliati per mantenere salda la sicurezza di sopravvivenza e di continuità della specie e del proprio seme. Tali desideri nella storia hanno comportato il dominio delle famiglie più ricche, e, allargando il concetto, il dominio delle etnie più agguerrite e, nel corso della storia, delle nazioni più potenti. Leggi e ideologie hanno difeso e difendono ancora oggi questa impostazione. Ma un cammino di cambiamento si è intrapreso, bisognerà capire quali saranno le spinte giuste per tale evoluzione. Spinte che diano ad ognuno, uomo donna o altro che sia, la possibilità di riconoscere, al di fuori di schemi e vecchi paradigmi etici, il proprio carisma e di metterlo a frutto per se e per gli altri in armoniosa sinergia.

    Da quanto detto prima, oltre che parlare dell’origine del controllo dei rapporti sessuali, si deduce che l’origine della famiglia, e di molte regole religiose di varia natura e credo, non possono essere valutate di carattere trascendente. Le definirei necessarie, decise per utilità sociale e trasmesse alla massa come leggi divine dai leader del momento. Questo inquadra la famiglia o il gruppo familiare non come valore assoluto , ma come struttura economica utile. Sotto questo aspetto può essere soggetta a cambiamenti. Difatti la storia lo conferma e così si presenta ancora oggi. Gli islamici sono poligami; al tempo di Abramo, e per molti secoli, erano in uso le concubine, avendo l’uomo il dovere di mantenere le donne rimaste sole, o perché vedove o perché orfane o non maritate. Nelle isole oceaniche non esisteva la famiglia ma c’era una promiscuità diffusa, dovuta penso all’esiguo numero di persone che vivevano o sopravvivevano in quelle comunità a risorse ristrette. Oggi nel mondo occidentale, grazie alle conoscenze sanitarie raggiunte e grazie anche alla crescita economica, la donna può essere indipendente sessualmente, socialmente ed economicamente. Di fatto oggi accade che quasi tutti i genitori raccomandano alle figlie di assicurarsi l’indipendenza economica; non è più prioritario cercargli un marito come lo era nel pensiero dominante fino a 60 anni fa. Che sia un fatto positivo o meno non lo voglio giudicare, merita una analisi e un dibattito approfondito e forse si potrà dare una valutazione reale nei prossimi 100 anni. Per i cristiani questo non dovrebbe intaccare affatto la loro Fede, chi legge il Vangelo nella sua essenza, sa che il Signore ha insegnato che dobbiamo essere in contatto con Dio attraverso di Lui e che il contatto con Lui si realizza nell’amore verso il prossimo al di sopra di famiglie, parentele o altro. Il Vangelo di Cristo, invero, nel suo messaggio interiore, rimane al di fuori della storia e al di sopra della Legge. Come dico sopra, il compito dell’uomo è ricercare il proprio carisma, metterlo a frutto per se e per gli altri in armoniosa sinergia.

  25. ritaroma scrive:

    CARLO, in quanto a “capire niente” quì siamo in molti, tranne qualche eccezione, ma per le “sberle” siamo abituati a porgere l’altra guancia, va male x chi ha sempre pensato ” occhio x occhio, dente x dente”che poi se lo scriviamo attaccato diventa
    “per-dente”. STia tranquillo… io resto serenamente seduta sulla riva del fiume…e sono anche molto paziente…non ho fretta….al max potrei morire, ma questo vale x tutti! Però,…. il Padreeterno almeno una cosa giusta l’ha fatta, quel treno lo dobbiamo prendere tutti….la variante è solo “nella classe” …prima, seconda, letto, ristorante,…è una bella scelta!
    Intanto vedo passare i pesciolini, che se volessi pescare, ne prenderei proprio tanti, ma mi piace vederli sguazzare….vede, ognuno si diverte come può, ….
    buona festa a tutti per domani!

  26. annarita scrive:

    Sinceramente xagena ritengo come te che in politica non ci siano molti buoni cattolici (anzi non ne vedo proprio), per questo si alleano con partiti che sono incompatibili con il cattolicesimo.

  27. annarita scrive:

    No Anniballo, la soluzione è sempre la stessa: essere coerenti! Non è che si rispettano i 10 comandamenti solo la domenica, ma sempre. Non è che Dio, gli altri giorni della settimana, sia inesistente, si deve servire sempre e servendo Lui, che è il Bene assoluto, si fa cosa buona anche per gli uomini, perchè Dio ci insegna ad amare il prossimo. Da quando invece si è voluto fare a meno di Dio o a relegarlo a culto personale e privato, si è fatto anche tutto il possibile per rendere l’uomo roba da smercio, cosa da poco, pezzo di ricambio, merce da svendere o da eliminare quando inutile agli interessi di mercato. Se i politici cattolici si vergognano di Dio 6 giorni su sette è meglio che si leghino una macina al collo e si gettino nel Tevere.

  28. Carlo scrive:

    No Anniballo, la soluzione è sempre la stessa: essere coerenti! Non è che si rispettano i 10 comandamenti solo la domenica, ma sempre. Non è che Dio, gli altri giorni della settimana, sia inesistente, si deve servire sempre e servendo Lui, che è il Bene assoluto, si fa cosa buona anche per gli uomini, perchè Dio ci insegna ad amare il prossimo. Da quando invece si è voluto fare a meno di Dio o a relegarlo a culto personale e privato, si è fatto anche tutto il possibile per rendere l’uomo roba da smercio, cosa da poco, pezzo di ricambio, merce da svendere o da eliminare quando inutile agli interessi di mercato. Se i politici cattolici si vergognano di Dio 6 giorni su sette è meglio che si leghino una macina al collo e si gettino nel Tevere.

    ###################

    Ma lei Dio lo ha mai visto? Ha mai parlato con Dio? Se no, di cosa sta parlando?
    Mi sembra che il mondo di oggi sia molto migliore di quello di una volta, sotto molti punti di vista.

  29. bo.mario scrive:

    L’analisi, un po lunga, di Salvatore traccia come siamo arrivati fino a quì. Luoghi comuni?, non te la prendere Salvatore qualcuno quì scherza anche sulle cose serie. Per loro ci sono i dogmi e guai a dire che sono inesatti, se lo dice il pope sono esatti. Maria ha partorito vergine, un dogma? spiegatemi come può essere, almeno provateci.
    Un saluto e buona giornata.

  30. «Non è poi vero, come pare si voglia dire qualche volta, che l’uomo sia incapace di organizzare la terra senza Dio. Ma ciò che è vero è che, senza Dio, egli non può alla fine dei conti che organizzarla contro l’uomo».
    Inizia con questa affermazione l’editoriale odierno de “La Bussola Quotidiana” a firma di Riccardo Cascioli.
    Da leggere.
    http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-c-qualcosa-che-viene-prima-2021.htm

  31. Tradizionalista scrive:

    Premesso che non ho letto tutti i commenti che precedono il mio, posso solo manifestare grande rammarico davanti al fatto che mentre Monsignor Crociata, davanti al Parlamento, auspicava la nascita di una nuova generazione di politici cattolici, a Milano e Napoli venivano eletti gli anti-clericali Pisapia e De Magistris…

    • Cherubino scrive:

      e da quale dichiarazione di De Magistris ora sarebbe “anticlericale” ?
      Forse qualcuno già vede il premier papa … e chissà che non ci abbia fatto un pensierino, in fondo l’immunità internazionale pesa più di quella da parlamentare.

  32. ritaroma scrive:

    TRDIZIONALISTA: purtroppo c’è anche di peggio, se pensi che Famiglia Cristiana ha dimostrato di essere cieca,e sorda e ha preferito mettere ( chissà per quale recondito motivo ) la testa sotto la sabbia.

    ho letto su un quotidiano di oggi, un appunto di un lettore milanese, diceva” Lunedì un gruppo di esponenti dei centri sociali ha festeggiato l’esito del ballottaggio radunandosi sotto casa di De Caro ex vicesindaco. hanno urlato “il tuo ufficio ce l’abbiamo noi….” e hanno sparato pedardi e acceso fumogeni.
    Se questa è la nuova politica, il nuovo vento portato da Pisapia, sono un pò spaventato” e firma
    Io invece quando vedo tanta euforia scalmanata da “tarallucci e vino” mi viene sempre in mente Masianello…

    • Tradizionalista scrive:

      Grazie a Dio, ho smesso di leggere Famiglia Cristiana da un bel po’ :-) Ad ogni buon conto, credo che un dato sia stato sottovalutato: l’elezione di Pisapia a Milano potrebbe facilitare l’arrivo del ciellino Cardinale Scola sulla Cattedra di Ambrogio… Chiamiamola ‘compensazione’… Chiamamola come vogliamo… Ma credo che Scola sia l’unico, attualmente, che possa arginare la deriva filo-musulmana cui si è avviata Milano.

  33. salvatore scargiali scrive:

    Vedo che alcuni parlano con certezza e altri ricordano i dogmi della Chiesa confessando il loro dubbio su di essi. Il maggiore scandolo dei Cristiani è la loro divisione. Essi oggi si dividono in diverse Chiese differenti, intendo cattolici, ortodossi, protestanti in genere, calvinisti, veterocattolici, mormoni, anglicani etc… La maggioranza dei fedeli di qualsiasi chiesa, sono tali perché sentono la necessità di avere nella loro vita un riferimento assoluto che, per educazione o convinzione, riconoscono nel Cristo. La stessa maggioranza, per mancata conoscenza o assoluta divergenza, non pratica coerentemente le regole di “tradizione” di ogni singola chiesa. Il credo cattolico come quello delle altre Chiese è figlio di molte elaborazioni, per i cattolici: elaborazioni conciliari, “Tradizione magisteriale” e dogmi. Il tutto è stato definito nel tempo anche con contrasti non esaltanti sul piano della convivenza civile. Nel credo cattolico definire valori non negoziabili, anche quei valori, che, non negoziabili, lo sono solo per la “Tradizione”, significa mettere fuori la maggioranza dei fedeli, il prossimo della stessa Chiesa. Se la comunità ecclesiale è quella dei figli di Dio non c’è amore nell’approccio al problema, non c’è atteggiamento pastorale, non c’è prudenza, non c’è pazienza. Siamo in una fase di caos culturale, probabilmente il caos è anche all’interno della stessa Chiesa. Ma il caos è una fase di passaggio nella formazione personale e nella crescita di una comunità, la fase che pone domande, che mette in discussione le regole organizzative, che libera le anime, che pone dei dubbi ma che genera la consapevolezza di cosa si è. Una fase difficile, complessa ma più matura della ipocrita obbedienza silenziosa. Bisogna tenerne conto, aprirsi all’ascolto, capire le esigenze. Lo dovrebbe fare per prima la Chiesa stessa al suo interno. Da una presa di coscienza interna ed esterna scaturirebbe il processo formativo e il nuovo processo educativo. Non c’è nulla di semplice nella realtà umana. Fortunatamente conosciamo molto poco e il processo evolutivo è ancora lunghissimo.

    • enrico scrive:

      @ salvatore scargiali

      Forse le sembrerà di aver scritto un pensiero molto ragionevole.
      E con questo di porre delle problematiche che le persone che qui scrivono non si erano mai poste o non avevano nemmeno immaginato.
      Non è così, e se avesse la cura e la pazienza di cercare le risposte le troverebbe negli scritti dei padri della Chiesa nei Concili negli scritti dei dottori della Chiesa.

      Oppure può fare come Paolo Mieli che nell’articolo della sezione culturale del Corriere della Sera di ieri recensisce un libro di un medievista discorrendo a lungo sul rapporto fra Maria di Magdala e Giuda nell’episodio dell’unzione di Betania, senza tener conto che la protagonista della vicenda e Maria di Betania.
      Ed è piuttosto paradossale.

      • salvatore scargiali scrive:

        @Enrico ed altri. Vedo delle preoccupazioni nel suo commento. Io da credente e vicino alla Chiesa Cattolica auspico maggiore prudenza nell’affermare la Verità. Ce stata poca prudenza nella storia della Chiesa, ce ne poca ancora oggi, ce ne poca nei dibbattiti contrapposti. Oggi la Chiesa parla di emergenza famiglia ed emergenza educativa, a me sembra che oggi la dignità della persona sia molto più rispettata che nei secoli passati. Uomo e donna, nella coppia , sono molto più consapevoli del ruolo di ognuno e, per chi crede, del loro rapporto con Dio. Spero nessuno sia nostalgico di quando la donna non aveva il voto, doveva obbedire silenziosamente e non era lecito per lei parlare in pubblico di argomenti sensibili. Spero nessuno sia nostalgico di quando, una donna rimasta in cinta fuori dal matrimonio, veniva considerata una sgualdrina,veniva cacciata dalla famiglia e i suoi figli venivano emarginati come bastardi. Le cose vanno meglio di prima. Il pessimismo della Chiesa è figlio dell’oscurantismo di parte di essa, ancora forte al suo interno. Oscurantismo che sa di paura di perdere potere e di poca Fede nella Provvidenza.

        • salvatore scargiali scrive:

          C’è stata poca prudenza nella storia della Chiesa, ce ne è poca ancora oggi, ce ne è poca nei dibbattiti contrapposti.

          • Sal scrive:

            @ Enrico – Se questo è il trend si mette maluccio non crede ? Se i fedeli cattolici cominciano ad usare il proprio cervello essendo usciti dallo stato di ipnosi che aveva addormentato le coscienze, la vedo male……

            “Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino; ma ora che son divenuto uomo, ho eliminato i [tratti] del bambino.” ( 1Corinti 13.11) –

            ”affinché non siamo più bambini, agitati come da onde e portati qua e là da ogni vento d’insegnamento per mezzo dell’inganno degli uomini, per mezzo dell’astuzia nell’artificio dell’errore.” (Efesini 4.14)

            Sarà mica che si stanno avverando anche queste scritture ? “Ma il sentiero dei giusti è come la fulgida luce che risplende sempre più finché il giorno è fermamente stabilito. La via dei malvagi è come la caligine; non hanno saputo in che cosa continuano a inciampare.” ( Proverbi 4.18-19)

        • giovannino scrive:

          caro salvatore , ho letto adesso la sua replica , che mi sembra invece un po’ ottimista. La condizione femminile odierna è migliorata , ma questo ha provocato gravi squilibri nella famiglia e nella società . La chiesa dovrebbe certo superare certe posizioni anacronistiche , che la staccano dal corpo sociale , ma la società civile dovrebbe essere più recettiva e cercare un dialogo con la chiesa , invece di sbandierare il vessillo di una libertà individuale , che sta comportando nuovi problemi , quasi peggiori dei vecchi .

          • salvatore scargiali scrive:

            Siamo in una fase di caos culturale, ma il caos ha del bene dentro sollecita le coscienze , pone domande, mette in discussione le regole organizzative, libera le anime, pone dei dubbi ma e genera la consapevolezza di cosa si è. Una fase difficile, complessa ma più matura della ipocrita obbedienza silenziosa. Grazie del commento.

    • giovannino scrive:

      caro salvatore , ho letto con interesse e assenso il tuo commento .

  34. LIBERAMENTE scrive:

    LIBERAMENTE scrive:

    31 maggio 2011 alle 00:42

    il partito unico sarebbe decisamente clerico-fascista, tipo i “beluscones” di oggi, un po’ contestualizzati da Fisichella, ora magari da Crociata, cioè, fare di tutti i cattolici in politica un bel “fascio politico indistinto e conformista”, senza alcuna democratica discussione al suo interno, e oggi vediamo la Lega per esempio che è davvero così, ma forse anche i leghisti stanno cambiando, almeno quelli di base stufi di Berlusconi e dei compromessi di Bossi con il PDL

    Oggi, parola d’ordine è “non discutere gli ordini di berlusconi”, che i vescovi ritengono ancora l’interlocutore privilegiato; mah, che la chiesa si sia illusa che Berlusconi sarebeb durato per l’eternità?

  35. salvatore scargiali scrive:

    @Enrico ed altri. Vedo delle preoccupazioni nel suo commento. Io da credente e vicino alla Chiesa Cattolica auspico maggiore prudenza nell’affermare la Verità. C’è stata poca prudenza nella storia della Chiesa, ce ne poca ancora oggi, ce ne poca nei dibbattiti contrapposti. Oggi la Chiesa parla di emergenza famiglia ed emergenza educativa, a me sembra che oggi la dignità della persona sia molto più rispettata che nei secoli passati. Uomo e donna, nella coppia , sono molto più consapevoli del ruolo di ognuno e, per chi crede, del loro rapporto con Dio. Spero nessuno sia nostalgico di quando la donna non aveva il voto, doveva obbedire silenziosamente e non era lecito per lei parlare in pubblico di argomenti sensibili. Spero nessuno sia nostalgico di quando, una donna rimasta in cinta fuori dal matrimonio, veniva considerata una sgualdrina,veniva cacciata dalla famiglia e i suoi figli venivano emarginati come bastardi. Le cose vanno meglio di prima. Il pessimismo della Chiesa è figlio dell’oscurantismo di parte di essa, ancora forte al suo interno. Oscurantismo che sa di paura di perdere potere e di poca Fede nella Provvidenza.

  36. annarita scrive:

    Carlo il mondo è molto più comodo oggi, abbiamo molte più cose, anche la lavatrice grazie al cielo, ma che sia migliore avrei dei dubbi solo nel vedere il numero crescente di suicidi, senza poi parlare degli omicidi e del pensiero di morte che si respira. Dio lo vedo certo e gli parlo pure e per Sua misericordia nutro la mia anima di Lui. Altrimenti appunto di che parlerei, di aria fritta?
    Per quanto riguarda, cio che scrive Salvatore, la donna ha ragiunto la parità ed ora lavora il doppio e spesso rinuncia alla maternità. Ha raggiunto il rispetto del marito, infatti si ritrova spesso sola e felicemente divorziata. Finalmente può votare, ma mi pare che questo non contribuisca a cambiare un granchè in Italia, i soliti pescecani si scambiano la poltrona. Che poi uomo e donna siano molto più consapevoli del loro ruolo ho qualche piccolo dubbio (le suggerisco il libro Sposati e sii sottomessa), solo guardando l’aumento dei divorzi, poi il fatto che oggi è pure difficile dividere il genere umano in uomini e donne, visto che hanno scoperto che esistono 5 sessi (non ne bastavano due?). io direi invece che non ci si capisce più nulla, nè chi è l’uomo (cremine antirughe, palestra, depilazione), nè chi è la donna (cremine antirughe, palestra, depilazione e parolacce da camionisti). Certo le comodità sono aumentate e nessuno tornerebbe indietro, ma non c’è molto da felicitarsi per la nostra condizione, è molto migliorabile, basterebbe pensare meno a se e più a chi abbiamo vicino.

    • salvatore scargiali scrive:

      Il mondo è’ molto migliorabile, ma almeno possiamo migliorarlo tutti insieme. Se ne può parlare. Prima non tutti potevano parlarne. Sino ai primi del ’900, per fare un esempio, nelle miniere di carbone europee c’era l’obbligo per i minatori di rimanere minatori a vita. I figli dei minatori erano obbligati, arrivati a dodici anni, a fare i minatori fino a diciotto anni, se lavoravano un giorno dopo i diciotto, erano obbligati a rimanere minatori a vita. Non ‘c’erano sistemi di sicurezza validi e si lavorava 60 ore settimanali. Chi rubava, se delle classi inferiori, veniva impiccato. I nobili stupravano le contadine ed era tollerato dalla nobiltà e dalla chiesa… e questo fino ai primi del ’900, meglio non parlare dei secoli passati. Lei parla di divorzio come un problema femminile, è anche un problema maschile. Forse va rivisto il concetto di famiglia, di coppia, forse c’è ancora un residuo di formalismo nel fare coppia, un residuo di formalismo che deve scomparire. Il compito dell’uomo è trovare il proprio carisma, riconoscere i propri talenti e farli fruttare, se nella vocazione delle persone c’è la famiglia e la coppia ben venga , ma non è la via unica e primaria della vita, né l’unica e primaria per onorare la gloria di Dio. E se si sbaglia si ricomincia. Oggi il mondo è migliorabile, mi sembra normale e auspicabile. La vita è bella per questo, perché c’è da lavorare, il Signore ci è vicino, ci da la libertà e la vita, se sappiamo coglierla. Mi sembra già abbastanza.

      • enrico scrive:

        @ salvatore scargiali

        Non sono preoccupato, la sua è un’analisi semplicistica.
        La Chiesa osurantista, e che significa? Ci saranno stati uomini di Chiesa osurantisti, ma spesso ha solo difeso il buon senso e la ragione.
        La sua analisi sociale potrà essere in parte corretta, ma non è che le sopraffazioni non avvengano più e forse le problematiche esistono ancora ( miniera) ma non sotto il nostro naso, ma magari sfruttando il lavoro in paesi sottosviluppati da parte di multinazionali occidentali..tanto per fare un discorso generalista.
        O sotto il nostro naso sfruttando il lavoro degli extra-comunitari.

        Per quanto riguarda la dottrina o i dogmi cattolici, la rimando di nuovo ad approfondire il discorso negli scritti dei padri della Chiesa.
        E nelle risposte alle eresie che sono sorte nei primi secoli.
        Ad esempio si potrebbe guardare chi fosse Montano e cosa fosse il montanesimo

        • salvatore scargiali scrive:

          Non lamentiamoci, la persona umana di qualunque razza sesso e tendenza, anche delinquente, nel mondo occidentale di cultura cristiana, o nel mondo anche non cristiano ma che questa cultura sta assorbendo, sta conquistando sempre più rispetto e dignità. Il cammino del vivere in armonia è ancora lungo e ci vorrà tempo. Il resto del mondo dove ancora ci sono divisioni in classi, o le persone vengono differenziate nei loro diritti in funzione del genere, della razza, della classe sociali non ha lo stesso approccio. Preferisco e ringrazio il Signore di essere nato in Italia. Il mondo è ancora arretratissimo, ma l’esempio della miniera, che ho riportato, si svolgeva ai primi del ‘900 nelle isole britanniche, in Russia, nel centro Europa. In Italia non si stava meglio. Nel resto del mondo meglio non parlarne…. Abbiamo fatto qualche passo in avanti.
          Io ho grande rispetto per la Chiesa Cattolica, la sua funzione di perpetuare la memoria di Cristo e amministrare i sacramenti e portare il Suo messaggio, bene o male nei secoli, la rende Santa. Proprio perché amo la Chiesa la vorrei faro di crescita e guida del cammino dell’umanità. Di fronte ai tormenti dell’uomo, alla sua voglia di crescere , di conoscenza la vorrei più prudente e meno presuntuosa. L’avrei voluta anche più prudente, non solo lei ma anche tutti gli eretici cristiani con lei, nel dibattere le varie interpretazioni della scrittura e delle testimonianze degli apostoli. Leggendo varie edizioni della Storia della Chiesa , compreso il montanismo, l’impressione che mi è rimasta e che mi rimane è che i contrasti tra le varie interpretazioni definite eresie nacquero più per difendere il potere delle varie chiese (eretiche e non) che per amore di Dio e del prossimo. Preferirei più prudenza nel giudicare chi ha idee nuove, più prudenza nel giudicare nuovi costumi, nel giudicare la realtà degli eventi. Ricordo che il Signore, quando gli apostoli Gli raccontarono di aver visto alcuni non dei loro che in Suo nome scacciavano i demoni e si vantavano di averli rimproverati, disse di non farlo perché chi parla in Suo nome non può essere nemico ma amico e disse di lasciarli fare e di amarli. Chiedo solo più prudenza. Penso che la persona debba far fruttare i talenti che ha, non debba essere obbediente, tiepido e sottomesso, deve essere sale della terra. Riconoscere i propri talenti non è facile, specie se gli mettiamo troppi paletti intorno.

          • enrico scrive:

            Vede Salvatore Scargiali il problema, l’esempio che le ho fatto del montanesimo è calzante, è proprio quello di ritenere una visione personale successiva superiore al deposito degli apostoli.
            E’ proprio quel “io penso che” che invece a me suona cacofonico.
            Quel “io penso che”, molto spesso, è semplicemente il voler adattare la Verità a se stessi e non l’ aderire alla Verità.
            Caratteristica precisa dei santi fu quella di essere obbedienti e sottomessi, ma è una sottomissione nell’amore, che poi è l’esempio dato da Cristo.
            Riguardo all’essere tiepidi questo non vedo dove sia richiesto.

            Riguardo alle eresie non la seguo nel suo ragionamento punto.
            Ma penso che se la pensa così le conosce poco, mi scusi.

  37. Sal scrive:

    @ Gianfranco
    “Jehova, nome dato a Dio in modo errato perchè é un falso storico. Nel Vecchio Testamento non c’è ,fù nel XVI secolo dopo Cristo che apparve.”
    Lei si sbaglia onorevole signore, “Secondo le fonti il nome ricorre 6.828 volte nella forma יהוה, compresi i 134 punti in cui i soferim (“scribi”) ebrei cambiarono il testo ebraico originale da יהוה in “Ado-nai” e appare per la prima volta nel Libro della Genesi (2,4)”. -Wikipedia

    Può fare una bella ricerca su Wikipedia – “Tetragramma Biblico”
    Se preferisce Cathopedia.org “Nella Bibbia ebraica, il tetragramma YHWH è il nome più usato per indicare Dio e corrisponde al suo nome proprio (Es 3,15).” – Sono elencati anche i modi come gli autori non ebrei hanno tramandato la pronuncia: Diodoro Siculo, Ireneo, Clemente alessandrino, Origene, Porfirio, Girolamo, Teodoreto ecc.

    Forse non sapeva che “Il Nome” JHWH appare anche sulla stele moabita – X secolo aev. A dimostrazione che anche i pagani vicini di Israele lo conoscevano,. C’è poi un frammento di terracotta proveniente da Arad di Giuda scritto nel VII secolo aev. “Voglia Geova (JHWH) concederti pace” e termina dicendo “ Geova è l’Iddio dell’intera terra”

    Il manoscritto ebraico definito codice di Aleppo in Deut 32:3, 6 contiene il nome divino. Anche la traduzione greca dei Settanta (P. Fouad Inv. 266, al centro) del medesimo passo contiene il nome divino in caratteri ebraici

    Nel 1961, circa 35 km a sudovest di Gerusalemme, fu scoperta in una caverna un’iscrizione su una parete, risalente all’VIII secolo a.E.V., dichiara: “Geova è l’Iddio dell’intera terra” ecc. ecc.

    Le auguro di fare altre scoperte interessanti a riprova che il Nome c’era e non è mai scomparso anche se alcuni ci hanno provato ….. è presente anche sulla fronte della statua di un angelo che sta in Vaticano….. sarà stata invidia dato che il Vangelo dice : “ affinché quelli che rimangono degli uomini cerchino premurosamente Geova, insieme a persone di tutte le nazioni, persone che sono chiamate con il mio nome,” ( Atti 15.17)
    Stia bene

  38. giovannino scrive:

    Ho letto il bel commento di salvatore , ascoltando Bach . Condivido in pieno l’ appello a lasciar da parte sospetti , ostilità e preconcetti tra cristiani . Basta con le scomuniche e gli anatemi , lodiamo insieme il nostro Signore e cerchiamo di ascoltarci , anzichè insultarci. Cerchiamo soprattutto di ascoltare la Parola di Dio , che come acqua che irriga la terra secca , renderà tenero il nostro cuore , pronto al reciproco perdono . Se riuscissimo a superare gli interessi particolari in vista del bene comune , otterremmo molto di più che con una formale unità di facciata all’ interno di un partito identitario .

  39. giovannino scrive:

    Rileggendo il mio commento , ho notato un salto logico . Chiarisco che vedo un’ analogia , tra unità dei cattolici in politica e unità dei cristiani nella preghiera .

  40. salvatore scargiali scrive:

    @ Enrico. Caro Enrico, lei sottolinea la pericolosità di porre un “Io penso che” dopo la lettura delle scritture, ma la Verità promulgata dalle varie chiese cristiane compresa la cattolica è frutto di tanti “io penso che”… Proprio per questo sollecito maggiore prudenza nel dialogo tra credenti e tra chi ha la grazia di conoscere il Signore. Il credo cattolico come quello delle altre Chiese è figlio di molte elaborazioni… per i cattolici: elaborazioni conciliari, “Tradizione magisteriale” e dogmi. Il tutto è stato definito nel tempo anche con contrasti non esaltanti sul piano della convivenza civile. Nel credo cattolico viene definita Verità, anche quella scaturita dal pensiero di uomini che, nel loro magistero, hanno avuto il potere di chiudere, con la loro parola, quei contrasti, liturgici e teologici, che nel corso della storia via via si sono presentati tra credenti. Proprio quello che lei giustamente invita a non fare. Oggi in funzione delle decisioni prese, i cristiani sono divisi. Riconciliarli è compito difficile. Io non difendo la libertà di ognuno di interpretare la scrittura e, certo, non ammiro l’atteggiamento del montanesimo. E’ proprio quello che critico in tutte le chiese compresa quella cattolica. Io sollecito prudenza nell’interpretare la scrittura. Sollecito maggiore disponibilità all’accoglienza, all’ “ascolto” della realtà evolutiva dell’uomo. Maggiore fiducia nell’azione provvidenziale dello Spirito nella realtà umana. La Verità è tanto profonda che non sarà mai capita del tutto su questa terra. Il Signore ci invita ad amarci l’un l’altro, a far fruttare il nostro valore e a metterlo a disposizione degli altri. I santi non sono stati silenziosi ed obbedienti, hanno dovuto superare i contrasti anche forti delle istituzioni. La vita dei santi è sempre una buona lettura. Obbedire e attenersi alle regole è comodo, ci si chiude in un guscio e ci si ritiene a posto, ma questo, perdonatemi il giudizio generalizzato sempre sbagliato, sa di tiepidezza.