Milano, dai cardinali via libera a Scola

Si avvicina la nomina di Angelo Scola ad arcivescovo di Milano. È il suo nome ad essere uscito dalla riunione della Congregazione dei vescovi che si è svolta ieri mattina nel palazzo apostolico. I cardinali e vescovi membri del dicastero che collabora con il Papa nel vagliare la classe dirigente della Chiesa cattolica, hanno esaminato quattro «provviste», cioè le nomine per tre diocesi più quella di un vescovo ausiliare inglese.

La seconda all’ordine del giorno era quella di Milano, la diocesi più importante d’Europa e forse del mondo. Lo scambio di pareri non è durato a lungo né è stato troppo acceso. Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, in qualità di «ponente», ha dovuto riassumere ai colleghi porporati l’esito delle tre ampie consultazioni condotte dal nunzio in Italia per individuare il candidato più adatto.

I membri della Congregazione dei vescovi, che avevano ricevuto già da qualche giorno tutta la documentazione, si sono trovati di fronte a una terna di nomi – il patriarca di Venenzia Scola, il vescovo di Rimini Francesco Lambiasi, l’osservatore permanente della Santa Sede al Consiglio d’Europa Aldo Giordano – e a seguire una rosa più ampia, formata da altri candidati che avevano ricevuto voti e di segnalazioni, come il «ministro della Cultura» vaticano, il cardinale Gianfranco Ravasi, e il nunzio in Venezuela Pietro Parolin.

Com’era prevedibile, è stata sollevata un’obiezione riguardo all’età di Scola, che ha 69 anni e mezzo e dunque ha davanti a sé un episcopato non lungo. Ma anche questa riserva sembra superata. Del resto, altre due recenti nomine per importanti sedi europee e americane hanno visto Benedetto XVI scegliere candidati non giovani: nel gennaio 2010 il Papa ha infatti designato arcivescovo di Bruxelles il settantenne André-Joseph Léonard, e undici mesi dopo ha nominato arcivescovo di Santiago del Cile l’ormai sessantanovenne Ricardo Ezzati Andrello. Lo stesso arcivescovo uscente, il cardinale Dionigi Tettamanzi, aveva 68 anni e mezzo al momento dell’ingresso a Milano.

Nella riunione di ieri si è discusso anche di un’altra diocesi italiana, Urbino, e di una diocesi spagnola, oltre che del nuovo ausiliare a Londra. Ora il Prefetto della Congregazione dei vescovi, il cardinale Marc Ouellet, preparerà la documentazione da portare sul tavolo del Papa, forse già nell’udienza di domani. Benedetto XVI, il quale ha voluto che la nomina di Milano seguisse l’iter normale, dopo quasi un secolo di designazioni papali dirette, riceverà il dossier con i voti, il verbale della discussione, la rosa finale di nomi, l’indicazione su Scola.

Tutto è ancora possibile, dato che il Pontefice può cambiare le scelte della Congregazione, com’è avvenuto l’anno scorso per l’arcivescovo di Torino, quando Ratzinger scelse su Cesare Nosiglia, da lui conosciuto personalmente.

In questo caso però tutto lascia pensare che il Papa confermi l’indicazione di Scola. L’annuncio ufficiale si prevede per fine mese. Benedetto XVI conosce da molti anni il patriarca di Venezia, che è stato seguace di don Giussani nel movimento di Cl.

Ratzinger e Scola facevano parte della redazione della rivista teologica Communio, nata dopo il Vaticano II per raccogliere la linea dei teologi conciliari che non si riconoscevano nella rivista progressista Concilium. Il nuovo arcivescovo di Milano dovrà confrontrarsi con i malumori per l’accorpamento delle parrocchie nelle nuove unità pastorali, le polemiche sul nuovo lezionario ambrosiano, gli equilibri dell’Istituto Toniolo – la «cassaforte» dell’università Cattolica, e la nuova amministrazione milanese guidata da Giuliano Pisapia. E dovrà preparare la visita del Papa, in arrivo nel capoluogo lombardo fra un anno.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

247 risposte a Milano, dai cardinali via libera a Scola

  1. Anonimo scrive:

    Che nomi si fanno per Urbino?

    • Sereno scrive:

      Ciao. Qualcuno sa se, nell’ultima Plenaria della Congregazione per i Vescovi, sia stato affrontato il “caso” Taranto? E quale terna di nome è venuta fuori?

  2. Andrea Tornielli scrive:

    Ne ho sentito fare uno, ma lo prenda con beneficio di inventario: quello del rettore del seminario romano, Giovanni Tani.

  3. Tradizionalista scrive:

    Chissà invece chi andrà a Venezia

  4. Giovanni scrive:

    Sarebbe una scelta saggia ed un riconoscimento al cardinale Scola che in questi anni si è distinto per le sue posizioni di buon senso e per la sua fede limpida. Personalmente lo trovo anche umanamente molto simpatico!

  5. parroco di campagna scrive:

    e per Novara quali sono le voci di corridoio

  6. D scrive:

    scusate, ma il requisito fondamentale delle ultime nomine è quello di essere amico del Papa da vecchia data o di “aver favorevolmente colpito” il Papa in qualche suo viaggio??

    ho già avuto modo di esprimermi grazie al blog del dott. Tornielli circa una nomina milanese che secondo me punta comunque al ribasso, non per la qualità dei candidati, ma per la mancanza di coraggio con un nome “nuovo”, la logica con cui viene fatta, la prospettiva corta con cui tutte queste nomine vengono maturate.

    Caritas Christi urget nos..

    • Anonimo scrive:

      Può aver colpito il Papa la capacità “organizzativa” che Scola ha sempre dimostrato in questi anni (a Grosseto come a Venezia… ) e A Milano serve qualcuno capace di “riorganizzare”la Diocesi…
      Può aver colpito il Papa la sua capacità di “dialogo” a livello politico che Scola ha dimostrato con Cacciari ma anche a livello religioso con i mussulmani con la sua rivista Oasis.
      Può aver colpito il Papa la sua capacità di essere non troppo di CL pur venendo da quel Movimento…

  7. Vale scrive:

    Non lo so… all’inizio pareva che il Papa volesse ripristinare una sana stabilitas dei vescovi… ma mi pare che il Triveneto in sti anni sia una giostra. E per la mia Chiesa perdere vicario generale e Patriarca in un mese sarebbe uno scossone bello forte.
    Siamo nelle mani di Dio.

    • Federico scrive:

      Totalmente d’accordo, il Veneto è trattato come la “cantera” per poi trasferire i vescovi altrove…ultimamente non ce n’è uno, salvo Padova, che sia in carica da più di 5-6 anni….

      • Jacu scrive:

        Io la vedrei invece come una dimostrazione di fiducia: quanti pastori sono stati chiamati in altre diocesi perché hanno fatto un ottimo lavoro nella vostra diocesi; si tratta inoltre di un segno di fiducia nel lavoro svolto da questi vescovi e verso i fedeli, capaci di continuare per lo stesso cammino.

      • xè vero ciò!
        e proprio quèo….

      • osservatore scrive:

        La partenza di Pizziol per Vicenza potrebbe essere l’indizio più concreto a suffragio del trasferimento di Scola a Milano. In genere l’ausiliare (che è sempre scelto fra il clero della diocesi in oggetto, su proposta del titolare) viene promosso a un’altra diocesi quando il titolare va in pensione. Anche perchè chi arriva si vuole in genere scegliere un altro ausiliare.
        Fa eccezione Paletti a Genova: era ausiliare di Bertone e lo è rimasto di Bagnasco.
        Tornando alla situazione del Veneto. Si è sempre parlato fino a qualche decennio fa di “bianco veneto” , quasi a volerne sottolineare il cattolocesimo popolare, tradizionale.
        Tutto ciò è scomparso: diocesi come Padova e Treviso vivono oggi – a scoppio ritardato- l’euforia del concilio (o di una certa sua dissennata interpretazione).
        L’abito talare è particolarmente scomparso nelle diocesi di Padova e Treviso.
        Ho davanti a me il numero di maggio del periodico “Portavoce di San Leopoldo Mandic”: a pagina 17 c’è una foto dei sacerdoti del vicariato di Torre. Sembra una riunione di sindacalisti della CIGL: giacche a vento di tutti i colori ecc.
        Complimenti al vescovo Mattiazzo: davvero molto ligio a far seguire le indicazioni di Benedetto XVI

  8. Uno nuovo? no, un grande!!! scrive:

    Scelta al ribasso per Milano? Forse chi parla non conosce la levatura morale, spirituale e culturale del card. Scola. Cosa vuol dire “nome nuovo”? Forse è un modo per dire che si vorrebbe ancora tentare la strada di sperimentalismi tragici?
    Scola a Milano sarebbe un segno di grande speranza per questa Chiesa…!!

    • D scrive:

      non vorrei aver toccato qualche nervo dolente caro amico…
      la mia affermazione “nome nuovo” vuole significare che mi sembra illogico e francamente controproducente trattare le Diocesi italiane come un Consiglio di amministrazione: da roma lo sposto a Venezia, poi lo prendo e lo sposto a Milano. un’altro lo sposto da Roma a Napoli; quell’altro lo prendo da Genova e lo sposto a Milano… e così via…. possibile che quando si compie una scelta su una Diocesi mai vengano prese nemmeno in considerazione figure che in quella realtà ci vivono da ANNI e per questo la conoscono??
      ci sono vescovi che da anni fanno lavori eccellenti in Diocesi milanese e che nemmeno vengono presi in considerazione perchè non sono Cardinali o perchè non hanno qualche amicizia a Roma…

      è questa una logica pastorale?? si pensa al gregge o ai “Sacri Palazzi”?

  9. Anonimo scrive:

    Avevo sentito anche io nominare Mons.Tani x Urbino .Urbino o Non urbino si dice che Mons.Tani sia “in partenza” …Ed Oggi si libera un posto come vescovo ausiliare di Roma…

  10. Andrea Tornielli scrive:

    Si, anche a me risulta che a mezzogiorno di oggi annunciano la nomina dell’ausiliare di Roma Mandara a vescovo di Sabina e Poggio Mirteto.

  11. Quaerens scrive:

    Chiedo scusa – non capisco l´affermazione, secondo la quale quella di Milano sarebbe “la diocesi più importante d’Europa e forse del mondo”. Potrebbe spiegarmela? Grazie.

  12. Sal scrive:

    “I cardinali e vescovi membri del dicastero che collabora con il Papa nel vagliare la classe dirigente della Chiesa cattolica, hanno esaminato quattro «provviste»”

    Come dire il consiglio di amministrazione ha ufficializzato lo spartizione delle poltrone alla faccia di : “

    “ Non sarà così fra voi;… chiunque vorrà divenire grande fra voi dovrà essere vostro ministro, e chiunque vorrà essere il primo fra voi dovrà essere vostro schiavo” ( Marco 10.43; Matteo 20.26)

    Molto degne di attenzione anche le parole di Paolo : operai ingannevoli, che si trasformano in apostoli di Cristo”. — 2Co 11:13-15

    L’apostolo parla di “operai”, qui si nominano “dirigenti”.

  13. Giulia scrive:

    Un ciellino alla diocesi di Milano ed il cerchio si chiude. Dalla Compagnia delle Opere si stapperà sicuramente champagne, peccato per il sindaco, perchè uno ciellino avrebbe potuto far diventare Milano definitivamente territorio liberato.

    • Guido scrive:

      Perfettamente d’accordo. E fu così che CL riuscì a completare l’occupazione: dopo tutte le poltrone ed i palazzi, ora anche la cattedra milanese.
      “I potenti delle nazioni le governano, ma per voi non sia così”. Un’altra parola disattesa… peccato!

  14. Gian Leandro scrive:

    Gent. Dr. TORNIELLI
    riguardo ai nuovi avvicendamenti in Curia Vaticana, ancora nulla?
    BIBLIOTECA APOSTOLICA
    PREFETTURA AFFARI ECONOMICI
    GOVERNATORATO
    ARCIPRETURA BASILICA DI S. MARIA MAGGIORE
    ETC.

  15. Andrea Tornielli scrive:

    Ancora nulla

  16. Andrea Tornielli scrive:

    La diocesi di Milano è la più grande d’Europa e tra le più grandi del mondo per numero di preti. Ha un rito proprio. E’ considerata tra le più importanti del mondo. Secondo qualcuno la più importante.

    • Quaerens scrive:

      Gli argomenti apportati mi sembrano assai vaghi per una qualifica del genere. La grandezza, il numero dei preti e il rito proprio non dicono niente sull´importanza. Non la nego – solo cerco di capire l´affermazione in questione.
      Forse non ho l´ottica giusta, non essendo Italiano :) .
      Scola è bravo.

    • lauraromana scrive:

      Caro Andrea, ma negli ultimi anni, la Diocesi di Milano non ha anche il rekord negativo delle vocazioni? e Milano non è la città in cui è più alto il numero delle richieste di esonero dall’ora di religione nei licei?

  17. Emilio scrive:

    E a Venezia… mons. Giampaolo Crepaldi attuale vescovo di Trieste!

    • Suntina scrive:

      No, vi prego…

      • Anonimo scrive:

        O Mons.Negri :)

        • D scrive:

          si prendono e si spostano senza avere un minimo di visione per ciò che hanno fatto e che devono ancora fare… mi sembra il risiko questo…

          • Anonimo scrive:

            se scola sarà il prossimo arcivescovo di milano.I nomi fatti per milano probabilmente saranno fatti anche per venezia ….e tra i nomi x Milano ,all’inizio c ‘era pure Mons.Negri…

    • Se davvero Mons. Scola dovesse lasciar il Patriarcato
      credo che la ipotizzata “sostutuzione”
      con Mons. Crepaldi
      sarebbe una autentica Benedizione Celeste.
      Per Venezia
      e per tutto il Triveneto
      che deve tornare ad essere quello che era
      -SANTO, era. E gravido di gioisa santità-
      e l’Arcivescovo di Trieste sarebbe la guida ideale
      per tale ritorno alle radici di questa terra.
      (terra stoltamente insuperbitasi per quatro sghei fati e par la mona)

      • Suntina scrive:

        Fammi capire bene: quali sono le caratteristiche che fanno di un vescovo un garante della santità del suo popolo?

        • lauraromana scrive:

          Nessuno può essere “garante” della santità di un altro; ma il Buon Pastore, ci ha detto Lui stessso il modello: il Pastore è colui che conosce le pecore per nome ed ha a cuore il suo ovile; perciò lo custodicse e lo difende dai lupi: non fa accomodare i lupi dentro e non scambia gli ululati per belati.
          Il Pastore parla come un uomo di Dio che ha a cuore l’annuncio del Vangelo e non come un sindaco; perché il sindaco c’è già ed è un altro e diverso ruolo, mentre quella del vescovo è una vocazione.

        • Fabio Sansonna scrive:

          La fedeltà alla tradizione e al Concilio come lo interpretano i Papi.

      • osservatore scrive:

        Scusi un ‘osservazione e non me ne voglia.
        ma perchè lei deve sempre scrivere commenti in italiano frammisto a veneto?

  18. don Luca scrive:

    Perchè dovrebbe apparire strano che il Santo Padre scelga persone che conosce e di cui si fida? Ascolta molti pareri e poi sceglie in autonomia, è appunto questo il carisma che gli viene riconosciuto, se si facesse altrettanto a livello diocesano ci sarebbe più persone giuste al posto giusto anzichè cordate di terza e quarta generazione che ingessano le diocesi!

    • D scrive:

      mi scusi ma non crede che anche Scola rientri in una logica “della cordata”?
      sono d’accordo con lei che in qualsiasi Diocesi premiare “gli amici di…” sia solo di cattivo gusto e controproducente… ma questa nomina ha esattamente questo sapore…

  19. Lorenzo scrive:

    Visto che si parla di nomine, scusate una domanda parzialmente fuori tema.
    Proprio oggi ho visto che il sito Internet vaticano è cambiato: che fine ha fatto la pagina delle “rinuncie e nomine”? Non riesco più a trovarla. E quella delle “udienze”? Sotto il link “udienze” si entra in una pagina che contiene i discorsi tenuti alle udienze generali, non c’è più l’elenco delle persone ricevute dal Santo Padre.

  20. peccatore scrive:

    Temo che a Milano un vescovo “di fiducia” di Benedetto XVI sia comunque destinato ad avere forti venti contrari, rispetto ai quali, per andar nella direzione giusta, bisogna saper andare di bolina.
    Per questo la provenienza da un luogo di mare potrebbe essere un titolo in più, per saper veleggiare come spinti dallo Spirito santo, e mettere in difficoltà chi comunque remerà contro.

  21. guido menolfi scrive:

    Se, come dice Lei, Scola sarà il nuovo Vescovo di Milano, il macchinario delle nomine non solo si dimostra desueto (mi sorprende il fatto che lo Spirito Santo si limiti a trovare i vescovi tra gli amici o tra gli amici degli amici del papa) ma fa persino acqua da tutte le parti, se le notizie girano così facilmente. Di questo passo, la prossima volta facciamo per applauso o al televoto. Stop alle telefonate, Stop alle telefonate…

  22. Claudio scrive:

    Carissimo Andrea Tornielli recentemente ho sentito parlare addirittura di Mons. Betori e negli ambienti lo davano molto molto quotato. Cosa ne dici????

  23. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Claudio, dico quello che scrivo, non ho retropensieri o informazioni bomba di segno opposto.

    Gentile Guido, personalmente credo che lo Spirito Santo si serva del Papa per i suoi piani. Quanto alle notizie che girano facilmente, mi permetteri sommessamente di invitarla a uno sguardo storico sil passato: non soltanto accadde così nel 2002 in occasione della nomina di Tettamanzi. Ma le posso dire anche che il giorno della morte di Alfredo Ildefonso Schuster, cardinale arcivescovo di Milano, un quotidiano milanese uscì con il titolo a tutta pagina: “Montini favorito”. E in effetti – come sa – fu proprio Montini a succedere a Schuster.

    E’ comprensibile, vista l’importanza che diocesi ambrosiana ricorpre, che ci sia attenzione giornalistica. Sarebbe fondamentale che ci fosse buona informazione. Il che purtroppo non è sempre così, per colpa nostra…

  24. Kobalto scrive:

    Ieri sono state esaminate quattro provviste: non sono poche? Ciò vuol dire che nelle prossime settimane ci saranno poche nomine?

  25. edoardo scrive:

    Sulla nomina del nuovo arcivescovo di Milano il mio parere da milanese è: chiunque ma non Scola.
    La sua eventuale nomina mi lascia molto perplesso!
    Ma santo cielo, con tutte le decine di nomi che sono stati fatti in questi mesi (Giordano, Lambiasi, Parolin, Beschi, Cantoni, Ambrosio, Monari, Coletti, Forte, Fisichella, Spreafico, Brambilla, Pizzaballa, Casalone, Bregantini, e sicuramente non sono tutti…), possibile – dico – che non si trovi una personalità adatta a guidare la diocesi di Milano senza dover ricorrere a un cardinale 70enne vicino al termine della sua carriera?
    Mi spiace ma questa sarebbe una scelta miope e poco logica, con la quale B.XVI lancerebbe segnali sbagliati e contraddittori all’intera Chiesa.
    Tanto per cominciare si ha la sensazione del rimpasto di governo: avete presente quando il ministro Tizio va dall’Industria alla Salute, Caio va dalla Salute alla Difesa, e via discorrendo? Ecco, qui Scola va da Venezia a Milano, Bregantini (supponiamo) da Campobasso a Venezia, Pinco Pallino da Pizzighettone a Campobasso… un domino senza fine.
    E poi: per decidere il nuovo patriarca di Venezia ovviamente nuove consultazioni di vescovi, nuove terne, nuove cinquine, nuove sessioni plenarie, e alé… e intanto passano i mesi. Ma se si fanno lunghe consultazioni per la sede di Milano, perchè poi bisogna rifare tutta la trafila per Venezia che è già a posto? Il nome scelto vada a milano e stop, no? Eh no, troppo semplice e lineare.
    MA CHE SENSO HA TUTTO QUESTO? Ma in Vaticano qualcuno si rende conto che tutto questo è poco serio?
    In secondo luogo, io sono milanese e sono contento se il mio vescovo è un cardinale; ma dove sta scritto che deve essere automaticamente così? Negli ultimi cinquant’anni la nomina cardinalizia è arrivata sempre qualche anno dopo la nomina ad arcivescovo; e nessuno ricorda mai che nella seconda metà dell’Ottocento Milano non ebbe cardinali per quasi cinquant’anni (esattamente dal 1846 al 1894).
    Ora invece dopo lo spostamento di Tettamanzi da Genova a Milano, quello di Scola da Venezia sancirebbe il fatto che a Milano non può non esserci un cardinale.
    Tra l’altro ne avremmo ben 3: Martini (emerito ultraottantenne), Tettamanzi (emerito elettore) e Scola (in carica). Con buona pace delle varie diocesi che negli ultimi concistori sono rimaste senza porpora per decisione del Papa in base al fatto che avevano un cardinale emerito sotto gli 80 anni: si pensi a New York, Westminster, Bruxelles, Firenze…
    Insomma la nomina di Scola andrebbe contro a tutte le regole e ai precedenti.
    Io credo invece che il Papa dovrebbe mandarci un outsider, più giovane (attorno ai 55, massimo 60 anni), fuori dalle etichette precostituite e dai soliti schemi, magari un religioso.
    E penso anche che B.XVI sia troppo poco coraggioso nelle nomine vescovili, dovrebbe osare un po’ di più! E questo soprattutto in Italia, perchè a volte all’estero lo fa: si pensi alla diocesi di Monaco (la sua), dove ha rimpiazzato un cardinale 80enne che governava da 25 anni (Wetter) con un vescovo di 54 anni (Marx).

    • Jacu scrive:

      Ma lei se lo immagina un pivello di 50 anni in una diocesi enorme, ricca e superbissima come Milano? Si rende conto che cosa significa gestire una diocesi di 5 milioni di abitanti con 1108 parrocchie? Con la presidenza della fondazione Toniolo e la gestione dei relativi sghei?
      Già sono riusciti a far perdere la rotta a card. Martini (non più elettore e quindi fuori da qualsiasi gioco), il quale ama definirsi anti-papa (quanta superbia in ciò!) e card. Tettamanzi, che cosa farebbero con vescovi di minore prestigio e esperienza.
      Card. Scola non è giovanissimo: ha davanti a se 7 anni, vi dimenticate i 2 anni di proroga che non si negano a nessun cardinale; ma ha dimostrato di essere fedele al Papa, non in quanto Ratzinger o Woytila, ma come Successore di Pietro; ha dimostrato di grandi capacità organizzative: non so se ha seguito la visita del Papa nel Veneto: sul sito della visita era possibile scaricare giorni prima il libretto della messa!!
      Di questo ha bisogno la diocesi di Milano: di un pastore esperto e deciso; fedele al Vangelo come la Scrittura, la Tradizione e i Papi ci offrono; fedele a Cristo e al Suo Vicario.

      • Cherubino scrive:

        bè, a ragionare così Gesù Cristo secondo voi ha sbagliato: aveva appena circa 30 anni quando ha fatto la cosa più importante della storia…

        Non ho nulla contro Scola, che ritengo un buon Vescovo, ma in effetti uno un pò più giovane che assicuri tempi un pò più lunghi non sarebbe poi male. Comunqe ho piena fiducia che chiunque sia e comunque la pensi, lo Spirito Santo gli indicherà la via da seguire.

      • edoardo scrive:

        Caro Jacu, ma lei se lo immaginava un “pivello” 58enne, praticamente un “giovanotto” nel metro di misura della Chiesa, per giunta proveniente da un paese assolutamente secondario, alla guida della Chiesa universale? Si rende conto di che cosa significa gestire decine di migliaia tra vescovi, cardinali, sacerdoti e oltre un miliardo di fedeli?
        E avrebbe detto nel 1978 che quel “pivello” sarebbe stato uno dei più grandi pontefici della storia della Chiesa, tanto da diventare beato pochissimi anni dopo la morte?
        Mi spiace ma la sua teoria non sta in piedi.

        • Jacu scrive:

          E infatti si è visto come ha gestito la Chiesa il suo giovincello di 58 anni, o si è dimenticato tutti i casi di pedofilia coperti, e scoppiati adesso? Si è dimenticato Marcinkus? Si è dimenticano card. Law? Si è dimenticato Maciel?

          Se questa è una gestione felice della Chiesa, veda lei…

          • D scrive:

            Qui mi sembra che stiamo perdendo la testa se ci permettiamo di criticare gratuitamente Martini e GP II per confermare le nostr tesi… io sono d’accroso in pieno con Edoardo, non tanto per l’età ma per quella che è, come dice lui, un domino in tutte le Diocesi milanesi che si sarebbe potuta evitare con un pò più di coraggio… e a proposito di “gestire”(io preferirei imparassero a “guidare”) la diocesi: perchè allora non scegliere un Vescovo che da anni conosce Milano, ancor prima di Tettamanzi??

          • Anonimo scrive:

            Un minimo di rispetto per un Beato …..

    • Alessandro scrive:

      Non comprendo lo stupore di Edoardo. Certo è il Papa che decide a chi affidare una diocesi, così come il concistoro elegge il Papa. Ma se il nostro bravo ambrosiano Edoardo avesse ancora un po’ di fede (perchè – diciamocelo – tra etica e moralismi vari la fede da noi ambrosiani ultimamente è stata un po’ dimenticata), capirebbe che lo Spirito Santo ad ogni momento storico conosce meglio di noi ciò che è bene o male per una diocesi.
      Ecco, forse ci si sofferma troppo sulle forme, sulle regole, e si rischia di perdere quello che i tempi hanno da dirci. Questo sarà (a Dio piacendo) il tempo di Scola a Milano, che arriverà dopo un cardinale che ha lasciato il segno (positivo o negativo, a ognuno il giudizio). Così come fu il tempo di Benedetto XVI dopo Giovanni Paolo II.
      Vedo invece nei dubbi sollevati su Scola (ad es. l’età) molte delle perplessità che si muovevano nei confronti dell’allora Card. Ratzinger.
      Oggi possiamo tranquillamente dire che Benedetto XVI sia una grazia per questa Chiesa, e penso che nessuno (nemmeno Edoardo) possa dire il contrario.
      Scola (se sarà nominato vescovo di Milano) sarà una grazia per la nostra diocesi. Basta avere fiducia. Anzi, fede.

    • Pietro scrive:

      EDOARDO, ho letto il tuo pensiero e sono con te, anche se non milanese, già allora non si capì lo spostamento di TETTAMANZI da Genova a Milano, che aveva già più di 68 anni, quindi solo 7 anni per reggere la Diocesi, poi si aggiunse un prolungamento di 2 anni per finire la Visita Pastorale e 2 anni pure sono stati aggiunti a BERTONE, non si poteva evitare tutto ciò. Tra 5 anni saremo ancora al punto di partenza e non so come farà SCOLA in 5 anni a fare una Visita Pastorale. Ammesso e concesso che Milano ha diversi Ausiliari, ma il Capo è uno solo e con quale forza affronterà questo impegno pastorale? Solo DIO lo sa come andranno le cose. Allez cordialmente.

      • osservatore scrive:

        Mi permetto di inserire a questo punto un altro spunto di riflessione.
        Tutti parlano, se venisse trasferito Scola a Milano, di un episcopato relativamente breve, a causa delle dimissioni all’eta di 75 anni (a volte prorogate di 1- 2 anni, qualche volta – Siri – di ben 6 anni, altre volte di 3: Meissner a Colonia – grande amico di Benedetto XVI – è del 1933 ed è tuttora in carica).
        Questa norma, introdotta all’inizio degli anni ’70, è oggi assolutamente inspiegabile. Credo che Paolo VI la introdusse per velocizzare il ricambio dei vescovi e nominare personalità “conciliari”. Ma a prescindere da questa mia (personale) opinione nessuno puo negare che un 75enne di oggi è ben diverso da un 75enne di 35 anni orsono e che si asssite a un proliferare di vescovi emeriti assolutamente sprecati.
        Anche la norma che impedisce ai cardinali 80enni di partecipare al conclave (ma non di essere eletti) è un vero “insulto allo Spirito Santo” (come scrisse anche Messori).
        Si è arrivati – anche recentemente – a vere situazioni assurde e paradossali: nel 2003 GP II mandò Laghi da Bush ed Etchegaray da Sadam Hussein (ambedue ultraottantenni) per una missione diplomatica delicatissima, volta a scongiurare la guerra. Ma ambedue non avrebbero potuto partecipare al Conclave.
        Papa Benedetto, mite e tenace fautore della “riforma della riforma” non ha messo in discussione questa norma e ciò – lo ammetto – mi stupisce non poco.
        Che ne pensano il dott. Tornielli e gli altri blogger?

  26. andrea scrive:

    Conosco una persona un po’ diciamo in alto per il ruolo che ricopre nella Chiesa che mi dice che in giro per il mondo ci sono tanti bravi vescovi, nel senso di brave persone, ma che purtroppo non sono uomini di governo. Ed anche se forse sarebbe bello che per fare i vescovi bastasse essere persone profondamente spirituali e ferventi, purtroppo o per fortuna serve anche saper governare ed avere una certa propensione alla managerialità, senza dimenticare la bussola del Vangelo ovviamente. Ecco credo che Scola abbia questa capacità di governo, profondità spirituale, fermo nei principi ma capace di dialogare con tutti. Quello che serve insomma.

  27. Andrea scrive:

    Egr. dott Tornielli
    in un forum ho letto che sito Catholic-Hierarchy riporta, in data di ieri, 9 giugno 2011, la notizia della rinuncia dall’incarico di Vescovo Ausiliare eletto della Arcidiocesi brasiliana di Vitoria del Rev.do Mons. José Aparecido Hergesse, C.R.. Ne sa qualcosa?

  28. diaconus scrive:

    Se sarà il Cardinale Scola, finalmente Milano potrà tornare ad essere una Diocesi Cattolica, la cui prima ed essenziale “premura” tornerà ad essere l’annuncio del Vangelo e il portare Gesù Cristo unico salvatore a tutti.
    Si tornerà a parlare di vangelo, di spiritualità, di salvezza delle anime…..e meno di politica, sociologia, mondialismo, ed ecologismo…il Cardinal Scola è prima di tutto uomo di preghiera e pastore nel senso agostiniano, che cura perchè ama il suo gregge il cui unico modello è Cristo. Il Cardinale Scola saprà far rifiorire il deserto che per incuria dei predecessori è diventata la Diocesi di Milano.

    • Cherubino scrive:

      scommetto invece che fra le prime cose che Scola dirà, sarà un ringraziamento ai suoi predecessori … e lì comincerà a deludervi … tanto per cambiare.

    • Fabio Sansonna scrive:

      Finalmente il canto ” Lo Spirito di Cristo fa fiorire il deserto…” potrebbe non essere più aria per i denti, ma diventare una realtà a Milano…

  29. Bellarmino scrive:

    Circa la notizia della rinuncia dell’Ausiliare di Vitoria, il sito dell’Arcidiocesi ha pubblicato un comunicato che riporta che l’Ausiliare eletto ha rinunciato per motivi personali e famigliari. L’Ordinazione Episcopale era prevista per il 25 giugno.

  30. Remo scrive:

    Caro tornielli;

    Qual’è la diocesi spagnola sulla che si avrebbe discuso nella reiunione della Congregazione tenutasi ieri? In spagna si parla di orense oppure Cadiz.

  31. Fernando scrive:

    Urbino e una diocesi spagnolo… E sicuro, caro dottore? Perchè a Lussemburgo corrono voci dicendo che la sede arcivescovile di Lussemburgo fosse stata sulla lista delle provviste di ieri.

  32. Anonimo scrive:

    Il viceregente di Roma ancora vacante e un ausiliare di Roma che è andato via..E si mormora di un vescovo ausiliare toscano in partenza…e tempo fa si mormorava di un altro vescovo toscano in partenza per Roma… le due cose possono essere collegate?

  33. enzo scrive:

    Gentile Tornielli,
    credo che il più papabile in questo momento sia il card. Marc Ouellet. E’ d’accordo?

  34. Marco N. scrive:

    Ottima la scelta di Mons. Scola, decisamente quella giusta, per alòmeno due ordini di ragioni:

    - la sua maturità episcopale, oltre che anagrafica, necessarie, forse indispensabili per governare una nave piuttosto dissestata come la diocesi di Milano;

    -il suo equilibrio: pur gravitando infatti nell’universo dei cd. “movimenti” (CL, in particolare) ha sempre saputo mantenere le distanze da certe esasperazioni liturgico-catechetiche tipiche di qualche movimento, ha aborrito ogni foma di chiusura e di settarismo, sa coniugare alla perfezione l’annuncio evangelico con il rispetto del CJC.

  35. Kobalto scrive:

    Se Scola dovesse essere nominato arcivescovo di Milano secondo me dovrebbe conservare il titolo di patriarca.

  36. Cherubino scrive:

    ma siete sicuri, cari nostalgici del tempo che fu, che Scola poi vi piacerebbe veramente ?

    Provate a leggere questo
    http://www.sfisp.it/Img/ARCHIVIO/documenti/scola_4febbraio.pdf

    • Fabio Sansonna scrive:

      E’ bellissimo questo discorso antropocentrico centrato su Cristo e questa levatura di fede e culturale è quello che manca a Milano da decenni.
      Se Scola venisse sarebbe finalmente un arcivescovo a 360°.

      • Fabio Sansonna scrive:

        Scola a Venezia ha creato il centro culturale Oasis per il dialogo interreligioso.

  37. Cherubino scrive:

    sabato 6 marzo 2010, dall’Omelia del card. Scola a Venezia

    “Le Sante Perpetua e Felicita, di cui oggi commemoriamo il martirio (Cartagine, 202), sono fulgide testimoni del bell’amore. Due giovani donne e madri che, accogliendo la grazia del martirio del sangue, non esitano ad affermare il primato di quella nuova parentela che si genera sotto la croce e di cui dà conto l’incomparabile scena narrata nel passaggio del Vangelo di Giovanni: «Donna ecco tuo figlio… Ecco tua madre» (Mulier ecce filius tuus… Ecce mater tua) (Gv 19,26-27). IL DONO POTENTE DELLA COMUNIONE, APPROFONDITO DAL CONCILIO VATICANO II, AI CUI “VINCOLANTI INSEGNAMENTI” – così li ha definiti Benedetto XVI nella Lettera di Presentazione della Summorum pontificum ai Vescovi di tutto il mondo – voi vi riferite, attraverso il principio della «pluriformità nell’unità» (Assemblea Generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi, Relatio finalis, 1985) trova qui, in questa oggettiva fraternità dei cristiani, la sua attuazione.”

    Bello, no ?

    • Fabio Sansonna scrive:

      Bellissimo.
      Cioò che è vincolante per il Concilio Vaticano II lo è sempre stato, perchè per definizione il Concilio ha inteso riproporre in modo rinnovato solo la fede di sempre.
      Purtoppo è questo che non capiscono i cosiddetti tradizionalisti e che tradiscono i cosiddetti progressisti.

      • Cherubino scrive:

        si sbaglia, il Concilio non è vincolante a pezzettini, ma lo è in toto, pur con diversi gradi che vanno da proposizioni che appartengono al Magistero autentico al Magistero infallibile, come le Costituzioni dogmatiche.

        • Fabio Sansonna scrive:

          Non ho detto vche è vinoclante a pezzettini , non faccia dire agli altri per suo comodo cose che non hanno detto le sue sono favole e bugie inventate per poter criticare chi non la pensa come lei.
          Oggettivamente poi, chi oggi non rispetta il Concilio sono più i cosiddetti progressisti che i cosiddetti tradizionalisti.

      • Cherubino scrive:

        il Concilio Vaticano II non proporne solo “in modo rinnovato la fede di sempre”. Ridurre tutto al “modo” è semplicistico e fuorviante.
        Il Concilio Vaticano II propone in diversi casi un approfondimento che è quindi sviluppo nella continuità.
        Certamente tali dottrine hanno le radici nella teologia passata, spesso però più in quella del primo millennio cristiano che in quella degli ultimi secoli.
        Si veda la dottrina del rapporto con le altre religioni, neiquali si riprende il concetto dei Logoi spermatizoi, si veda la Riforma liturgica ricondotta alla ricchezza dei primi dieci secoli, si veda l’ecclesiologia più centrata sulla collaborazione tra pontefice e collegio episcopale, si veda l’ecclesiologia del “subsistit in” che purifica la terminologia precedente da interpretazioni erronee. Si veda il rapporto con gli Ebrei, visti come fratelli maggiori con il rigetto definitivo della teologia della sostituzione (mai veramente Magistero ma diffusa purtroppo nella Chiesa), si veda la teologia del Creato, nel quale Dio ha immesso leggi autonome e buone, per cui non si rende necessario sempre un governo della Chiesa nelle realtà temporali o un’ispirazione divina nella conoscenza scientifica.
        Pretendere che il Concilio Vaticano II sia solo un fatto di comunicazione è riduttivo, e veicola un concetto di “comunicazione” errato. Perchè la comunicazione siserve di concetti e un cambiamento di comunicazione comporta sempre un “chiarimento”, un taglio delle interpretazioni modificando il confine tra quelle accettabili e quelle rigettate.
        Il Concilio Vaticano II nel confermare le verità dogmatiche le ha anche liberate da incrostrazioni culturali che ne offuscavano lo splendore e la corretta comprensione.
        E va ricordato che su tale chiarezza si innesta il Magistero successivo, di ben 4 pontefici, un Catechismo della Chiesa Cattolica e un Codice di diritto canonico. Tutti riformulati secondo la concettualizzazione conciliare.

        Scusate se è poco …

        • Fabio Sansonna scrive:

          Peccato che c’è scritto nei documento scritto del Concilio quello che ho detto, non è una mia interpretazione, e il Papa l’ha ribadito.
          Questo mi conferma che c’è chi vuole distorcere il Concilio a suo uso e consumo, e continua a farlo anche su questo blog e tutto il post concilio l’ha dimostrato abbondantemente.
          Che nessuno fosse obbligato a essere cattolico ad esempio è una verità da sempre presente nella Chiesa, certo nei periodi storici in cui la gente era cattolica in modo prevalente tutto ha assunto una connotazione diversa da quella dell’epoca attuale, ma la teologia non è cambiata , ma nelle varie epoche sottoline a mette in luce alcuni aspetti o altri.
          C’è oggi invece chi vuole distorcere la teologia con la scusa che il Concilio ha messo in luce alcune cose anzichè altre.

          • Cherubino scrive:

            ma lo sa che esistono le citazioni ?
            Si riportano le esatte parole, tra virgolette e con l’indicazione del documento (se è un libro con la pagina, se è un testo lungo capitolo e paragrafo), magari anche il link se è sul web.

            “c’è scritto nei documento scritto del Concilio quello che ho detto”: dove ? quali parole esattamente ?

            “e il Papa l’ha ribadito”: dove ? quali parole ha detto ?

          • Cherubino scrive:

            “Che nessuno fosse obbligato a essere cattolico ad esempio è una verità da sempre presente nella Chiesa”

            non è vero, certo la teologia lo diceva, ma la cultura e la prassi politica erano in tutt’altra direzione. Se infatti vigeva una discriminazione di fatto e legislativa, in realtà non c’era la libertà piena di essere o non essere cattolico. Un esempio inconfutabile sono i Ghetti ebraici e la dottrina del “popolo deicida”.
            Ma ancora oggi sopravvive nei neofascisti e negli xenofobi questa cultura: si guardi al rifiuto verso il legittimo diritto dei musulmani ad avere i propri luoghi di culto, fatte salve le esigenze di controllo e sicurezza.
            Si pensi poi all’erronea lettura delle parole evangeliche “impelle intrare”, con cui sono state legittimate dalla Chiesa forzature e imposizioni.
            Si pensi all’impossibilità di insegnare e pubblicare studi senza l’imprimatur della Chiesa, fino ad un paio di secoli fa.
            E la Chiesa stessa ha riconosciuto le proprie mancanze, chiedendo perdono per quanto è stato fatto e giustificato nei secoli mediante “interpretazioni” erronee della sua vera dottrina.

            “tutto ha assunto una connotazione diversa da quella dell’epoca attuale”

            Ma quale “connotazione diversa”. Questa è puro revisionismo storico.

  38. Cosimo scrive:

    Gentile, dott. Tornielli..il sud ormai è sempre più dimenticato, è vero, ma del nuovo arcivescovo di Taranto si sa qualcosa? (nessuno lo saprà, ma Taranto è un’Arcidiocesi importante, non fosse che Benigno Papa è stato vicepresidente della CEI, se non erro).

    • Taranto è una Arcidiocesi Metropolitana
      fra le più nobili, importanti e SANE del meridione.
      Io credo che il Sommo Pontefice saprà bene individuare un degno Successore dell’ottimo Francescano Papa.
      Cosi per la minuscola diocesi di Brindisi
      (che, con gli oramai 11 anni del venosino Talucci, ha ripreso un certo sano vigore e..rigore dottrinale. Tuttavia torme di disubbienti sciamano pure lì e non certo per colpa di mons. Talucci…)

      • Rocco scrive:

        L’Arcidiocesi di Taranto costituisce un grosso problema per la Congregazione dei Vescovi. Anche se Luigi Benigno Papa può definirsi un gran sant’uomo, sotto la sua gerenza si segnalano grossi e tuttora preoccupanti episodi di malagestione economica (es. destinazione di fondi Caritas ad altro), spregiudicatezza clericale, pedofilia e vessazioni a danni di personale (mobbing) che hanno creato e stanno creando non pochi grattacapi anche ai vertici della Santa Sede. Pertanto, la scelta del successore richiede particolare ponderazione e oculatezza, nel tentativo di far tornare la Terra Jonica agli splendori del mai dimenticato Mons. Guglielmo Motolese.

    • Sereno scrive:

      Sembra che per Taranto abbiano discusso nella Plenaria della Congregazione per i Vescovi di mercoledì 22. Qualcuno sa quale terna di nomi sia venuta fuori?

  39. Fabio Sansonna scrive:

    Ratzinger e Scola facevano parte della redazione della rivista teologica Communio, nata dopo il Vaticano II per raccogliere la linea dei teologi conciliari che non si riconoscevano nella rivista progressista Concilium.

  40. Mario scrive:

    Mi dicono che uno dei frutti più grandi dell’operato di Scola a Venezia sia stato la riorganizzazione e la nuova impostazione del seminario, cioè la cosa più importante per la fioritura di una diocesi.
    La diocesi di Milano (una delle più grandi del mondo come è stato detto più volte) quest’anno ordina qualcosa come 15 nuovi preti… L’albero si riconosce sempre dai frutti. Da milanese, se Scola sarà il mio nuovo Arcivescovo, andrò in Piazza Duomo per la sua Messa di insediamento: che si sappia che Milano ha bisogno di uno come Scola.

  41. guido scrive:

    Qual è il nome del dopo Scola a Venezia, se venisse confermata la nomina di questi a Milano?

  42. Marco N. scrive:

    Rimango sempre più ammirato leggendo o rileggendo quanto il patriarca di Venezia, Mons. Scola scrive sulla pastorale del Lavoro e sulla Gaudium et Spes.
    E’, senza dubbio, un grande!

    • Cherubino scrive:

      Bene quindi deduco che ritieni vincolanti gli insegnamenti del Concilio e il principio della «pluriformità nell’unità».

      • Fabio Sansonna scrive:

        Questo ultimo commento èimutile e superfluo, e rischia di suonare solo sottilmente provocatorio, ma non meravigliamoci c’è chi passa il tempo su questro blog solo per questo scopo e si erge a masetro spesso insultando più o meno apertamente.
        “Chi dice stupido a suo fratello sarà sottoposto al fuoco della Geenna”.
        Questo il Coniclio non l’ha abolito.

        • Fabio Sansonna scrive:

          C’ chi vuole staccare l’ultimo Concilio da tutta la storia precedente , sono loro che devono dare spiegazioni ed essere criticati e sospettati di eresia, non gli altri.

        • Cherubino scrive:

          Non era affatto una provocazione, ma il far emergere la contraddizione che cercate di nascondere.
          Al solito, invece di rispondere nel merito si tergiversa, addirittura strumentalizzando la Parola di Dio per impressionare qualcuno.

          Non me ne preoccupo però, perchè chi offende la Parola di Dio ne raccoglierà il frutto. Si ricordi cosa succedeva nell’Antico Testamento a chi osò rubare l’Arca o a chi la toccava.

          • Fabio Sansonna scrive:

            Favole favole favole….

            ma da quando il depositario della Parola di Dio è diventato un blogghista che la usa contro gli altri blogghisti?
            La contraddizione è in chi concepisce il Concilio come se gli altri 20 non fossero mai esistiti.
            Un esempio è un certo clero di Milano che sostiene l’eresia conciliarista , già condannata dal Concilio di Firense, come se fosse una novità assoluta frutto delgli ultimi tempi, e invece è la solita eresia trita ritrita e ammuffita come il loro spirito, di cui infatti si vedonoi risultati nella pastorale.
            Dai frutti li riconoscerete.

          • Fabio Sansonna scrive:

            Nessuno ha toccato l’Arca , qualcuno usa la Parola invece come pistola personale contro gli altri che non la pensano come lui, visto che non hanno argomenti validi contro le evidenze, costoro dovranno rendere conto a Dio e al secondo comandamento.

  43. davide scrive:

    insomma, si parla di tutti su tutto tranne ke della povera diocesi di aosta, in cui e su cui tutto tace…

    • Fabio Sansonna scrive:

      mi pare che a d Aosta ci sia già un ottimo vescovo, mons Anfossi esperto di pastrale familiare…

  44. Damiano scrive:

    Si sa qualcosa su Cagliari?

  45. giovannino scrive:

    La nomina di Scola sarà l’ ennesima riprova che c’è bisogno di un rinnovamento nell’ organizzazione della chiesa cattolico -romana . Non si comprende perchè i popoli di tutta l’ Europa e l’ America , cioè di tutta la Cristianità, siano retti da forme di autogoverno e di partecipazione democratica , mentre il popolo di Dio , la Chiesa , che idealmente dovrebbe ricomprenderli tutti, continui a gemere sotto il peso di una monarchia assoluta .

    • don Luca scrive:

      O del discernimento dei carismi a sentire san Paolo… nel mondo ma non del mondo, le strutture del mondo sono davvero le migliori?

  46. Fabio Sansonna scrive:

    “…gli insegnamenti del Concilio non costutuiscono un sistema organico e completo della dottrina cattolica; questa è assai più ampia, come tutti sanno, e non è messa in dubbio dal Concilio o sostanzialmente modificata….ed è questo aspetto dottrinale che dobbiamo …notare per l’onore della Paola che rimane univoca e perenne…
    Non dobbiamo staccare gli insegnamentio del Concilio dal patrimonio dottrinale della Chiesa….
    Non sarebbe perciò nel vero chi pensasse che il Concilio rappresenti un distacco, una rottura, ovvero come qualcuno pensa, una liberazione dall’insegnamento tradizionale della Chiesa oppure autorizzi e promuova un facile conformismo alla mentalità del nostro tempo…
    (Discorso di Paolo VI dwel 12 gennaio 1966, preambolo alle pubblicazioni degli atti conciliari )

    Vedete un po’ voi….chi segue il Concilio oggi e chi non l’ha mai letto e vuole distorcerlo a proprio uso e consumo di comodo !

  47. Fabio Sansonna scrive:

    Insomma , chi non è radicato nella fede tradizionale è IMPOSSIBILE che capisca e interpreti correttamente il Concilio Vaticano II.
    E sia chiaro una volta per tutte.

    • Cherubino scrive:

      no, il papa ha detto che chi non accoglie il Concilio non interpreta correttamente la Tradizione. Per questo che i lefebvriani sono ancora fuori della Chiesa e i colloqui sono finiti con un nulla di fatto. Perchè fanno esattamente il suo ragionamento.

      • Fabio Sansonna scrive:

        Rileggiti il discorso di Paolo VI per favore, prima di rispondere!
        Ha detto esattamente il contrario!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      • Fabio Sansonna scrive:

        I lefebvriani non sono a tema in questo argomento del blog . Nessuno qui è lefebvriano.

      • Fabio Sansonna scrive:

        C’è tanta gente che è fuori dalla Chiesa e ancora nessuno lo sa…. ma si capirà nel tempo….

        • Fabio Sansonna scrive:

          Chi non è radicato nella fede tradizionale è IMPOSSIBILE che capisca e interpreti correttamente il Concilio Vaticano II.
          E sia chiaro una volta per tutte.

          • Fabio Sansonna scrive:

            Chi non è radicato nella fede tradizionale è IMPOSSIBILE che capisca e interpreti correttamente il Concilio Vaticano II.
            E sia chiaro una volta per tutte.

  48. Francesco scrive:

    Cherubino, stai scherzando? I colloqui tra la S. Sede e la Fraternità S. Pio X si stanno avviando a positiva conclusione e tutto lascia supporre che la congragazione sacerdotale di Mons. Lefebvre verrà eretta ad ordinariato. Non hai letto quanto riportato dalle cronache di questi giorni compreso il blog di Raffaella (paparatzingerblog 4) e l’intervista rilasciata ai francesi da Mons. Guido Pozzo?
    Concordo con te, invece, sul fatto che Scola sia tutt’altro che un vescovo tradizionale o ancorato alla tradizione, quasi un novello cardinal Siri. Anzi,, non capisco da dove gli venga questa immotivata fama, si tratta di un clamoroso equivoco. Scola è assolutamente uomo del concilio: dialoga con giudei e maomettani (ha anche dato la sua approvazione all’eventuale costruzione di una moschea nel comune di Venezia), non applica assolutamente i limpidi insegnamenti celebrativi di Benedetto XVI volti ad incoraggiare la cosiddetta riforma della riforma (niente crocifisso al centro dell’altare, niente latino o “versus Deum”, niente comunione sulla lingua e in ginocchio, ecc…), non ha mai celebrato la Messa nella forma straordinaria che sta tanto a cuore al Papa (e non pare abbia alcuna intenzione di farlo), cita in continuazione il concilio, parla essenzialmente o esclusivamente di temi sociali e politici (mai di dottrina, di dogmi, di Inferno e Paradiso, della realtà soprannaturale). Insomma, Scola è un prelato assolutamente mediocre come quasi tutti i suoi colleghi cardinali italiani: un funzionario e nulla più. Si tranquillizzino dunque i milanesi più preoccupati: tutto rimarrà come prima nella loro diocesi, nessun ritorno del sacro, della dottrina, della tradizione, nessun ritorno della devozione popolare, dei pellegrinaggi e delle processioni, nessun riempimento dei seminari svuotati dal post-concilio, nessun ritorno delle talari o cose simili. Nulla di nuovo sotto il sole. I veri restauratori della fede, i vari Negri, Oliveri, Piacenza…resteranno tranquillamente al loro posto, nessuno li promuoverà. Meglio promuovere persone come Nosiglia…che è tutto un dire!

    • Cherubino scrive:

      i colloqui tra Santa Sede e lefebvriani vanno molto male, si informi meglio.
      Già prima di Natale c’erano le prime avvisaglie, ma con la beatificazione di Giovanni Paolo II è ormai da considerare concluso il tentativo.

      Legga ad esempio http://www.paolorodari.com/2011/03/01/i-nuovi-tradizionalisti-vanno-alla-carica-di-ratzinger-il-progressista/

      Ma le ultime dichiarazioni di mons. Fellay sono chiarissime.

      • Fabio Sansonna scrive:

        Le dichiarazioni non contano, contano i fatti.
        Tutti hanno detto di seguire il Concilio , finora nei fatti l’unica applicazione seria delle indicazioni del Concilio è stato il fenomeno di CL , don Giussani è l’unico che ha saputo vivere i segni dei tempi dentro il solco della tradizione e senza rotture.
        Anche Scola ha dichiarato che vuole stare a Venezia, ma evidentemente quello che pensa il Papa conta di più delle sue dichiarazioni.
        Vale anche per i colloqui tra FSSPX e Santa Sede.
        Anch’io so che c’è gente incaricata di diffondere la voce che i colloqui vanno male, in realtà mi pare di capire invece da voci attedibili che la soluzione stia avvicinandosi.
        Per il Papa è una questione d’onore , visto che gli era sfuggito di mano mons Lefebvre all’epoca proprio a Ratzinger in persona.
        Come per S.Agostino e i donatisti, penso che il Papa faccia della ricomposizione con la FSSPX un target fondamentale del suo pontificato.

    • Cherubino scrive:

      in ogni caso, il papa può certamente disporre in modo contrario alla Commissione da lui stesso creata, ma la cosa appare del tutto improbabile, anche se potrebbe avere una valenza strategica (staccare quanti più lefebvriani dalla parte più fondamentalista del movimento).
      E del resto i lefebvriani accetteranno mai una decisione che sarà senza dubbio condizionata al riconoscimento non solo del Concilio Vaticano II, ma di quel papa che scomunicò Lefebvre e ora è venerato come Beato in Vaticano ?

      • Fabio Sansonna scrive:

        Lei non è informato.
        Il Papa pensa di agire comunque indipendentemente dai colloqui, e chiedere solo il riconoscimento del Catechismo di Giovanni Paolo II, non del Concilio.
        Un riconoscimento pragmatico, accettato dalle comunità della FSSPX d’oltralpe, contro le quali tra l’altro si è scagliato con pesanti critiche e stracciandosi le vesti mons Williamson.

    • Fabio Sansonna scrive:

      Scola non lo ha fatto personalmente , ma ha dato spazio a Venezia alla Fraternità S Pietro, fondata da Giovanni Paolo II, e l’ha personalmente incoraggiata ad aandare avanti affidando loro la Chiesa di S Simone Piccolo.
      (martire cristiano ucciso dagli ebrei)

  49. Sebastiano da Reggio Emilia scrive:

    Gentile dottor Tornielli,

    non è che per Grazia divina c’è una qualche indicazione sul futuro della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla?
    Il nostro vescovo ha compiuto 75 anni il 16 Maggio scorso.

    Grazie

    • osservatore scrive:

      spero che Caprioli se ne vada al piu presto Da Reggio Emilia e che il suo successore cerchi di porre rimedio al disastro perpetrato in duomo, con un altare che sembra una mensa protestante

  50. Mrco N. scrive:

    Caro Francesco,

    molto acuta e stimolante la tua riflessione.
    In effetti chi, difformemente dalla mente e dal cuore del Papa, di Pietro, tenta di acuire e amplificare i dissidi anzichè ricondurli alla loro giusta dimensione, come sta facendo Benedetto XVI, rema apertamente contro il Papa e contro la Chiesa tutta.
    Chi divide e sottolinea a ogni piè sospinto le divisioni prende le parti dell’inquilino del piano di sotto….

    • Cherubino scrive:

      infatti, sarebbe ora che gli scismatici si pentissero e tornassero alla Chiesa.

      • Fabio Sansonna scrive:

        Si speriamo lo facciano anche gli scismatici progressisti che si nascondono dietro la formalità legale canonica di presunta correttezza. Ma così non è, lo Spirito conta più della lettera.
        Per certi versi sono più stimabili quelli della FSSPX almeno la loro posizione è chiara e il fedele ingenuo sa con chi ha a che fare e prende le sue misure, invece gli scismatici progressisti inquinano liberamente e impunemente la Chiesa. E il Papa non ne può più e agisce lentamente , e sicuramente entro qualche anno i risultati arriveranno.
        Il continuare a dire è ora che gli scismatici si pentano, è un modo sottilmente malizioso per dire “speriamo che nonlo facciamo e vadano fuori dalle palle”, un sentimento anticristiano.

      • Fabio Sansonna scrive:

        Si speriamo lo facciano anche gli scismatici progressisti che si nascondono dietro la formalità legale canonica di presunta correttezza. Ma così non è, lo Spirito conta più della lettera.
        Per certi versi sono più stimabili quelli della FSSPX almeno la loro posizione è chiara e il fedele ingenuo sa con chi ha a che fare e prende le sue misure, invece gli scismatici progressisti inquinano liberamente e impunemente la Chiesa. E il Papa non ne può più e agisce lentamente , e sicuramente entro qualche anno i risultati arriveranno.
        Il continuare a dire è ora che gli scismatici si pentano, è un modo sottilmente malizioso per dire “speriamo che nonlo facciamo e vadano fuori dalle palle”, un sentimento anticristiano.

      • Fabio Sansonna scrive:

        Si speriamo lo facciano anche gli scismatici progressisti che agiscono impunemente distruggendo la Santa Chiesa e la Prola, e nascondendosi dietro la presunta formalità della legalità canonica, come lupi travestiti da agnelli.
        Per certi versi sono preferibili quelli della FSSPX, sono dipinti come lupi e almeno la gente può sapere chi ha davanti, e può prendere le misure .
        Invece davanti allo scismatico progressista l’ingenuo fedele è totalmente sprovveduto e resta perplesso e confuso.
        E’ ora di finrla con questa manfrina !

      • Fabio Sansonna scrive:

        Prima di tutto sarebbe ora che chi insulta gli altri blogghisti in continuazione protetto da nick bame la smettesse e sarebbe molto più importante che pensare agli scismatici che sono meglio di chi insulta il fratello.
        E poi bel coraggio insultare coperti da nick name ! e questa è la gente da cui dovremmo aspettarci il rinnovamento nella Chiesa ?

  51. Mi spiace fungere da “accusatore”
    (che, mi rendo conto, è un ruolo letteralmente diabolico)
    ma….
    avrete certamente notato la pavidità e l’attendismo di cherubini:
    non è stomachevole il suo non pronunciarsi, il non dire UNA parola sui “papabili”.
    Lui che pontifica (e giudica, e CONDANNA)
    qui si limita a leggere.
    O se interviene lo fa solo per ripetere le sue noiose litanie contro i lefreviani.
    Cherubì, parla, esprimiti, dicci quello che pensi!

    • Cherubino scrive:

      si vede che non sai leggere, ho già espresso le mie considerazioni, guarda meglio. In ogni caso non mi piace le deriva da lista di proscrizione (da un lato i buoni, dall’altro i cattivi) che alcuni stanno seguendo.
      Se è questo che vuoi da me te lo puoi scordare.

      • VILE, peggio di un (cattivo e magari spretato)diccìgesuita vile.
        Non hai neppure le palle, sei meschino come certe checche di sacrestia e pettegolo come esse.
        Spero Scola, o chi per lui, faccia giustizia di certe ignobili figure e ripulisca davvero milano.

        altro che l’acqua….

        • Cherubino scrive:

          certo se leggesse i tuoi post resterebbe edificato …

          • rimane il fatto che tu non ti pronunci sul tuo prossimo Pastore.
            Di più: lo avversi tremendamente(come ogni cattocomunista detesti tutto ciò che anche solo lontamente ricorda cl. Ed invece ti ricordo che quel SANTO Sacerdote ha fatto più bene lui alla Chiesa Ambrosiana (ed universale) che quei pretini cattivi esegeti tutto republica,raitrè ed impegno “sociale”, che anzi han devastato il Popolo di Dio col beneplacito compiacente e compiaciuto di chi ben sappiamo.
            Ma vergognati, e spero che Scola cambi pure i bidelli ed i facchini della Cattolica. Perchè non solo lombardi vallauri è eretico (e lo era pure quando la Diocesi di PADOVA lo invitò a parlar a noi fucini) ma buona parte dell’estabilshement.

          • Cherubino scrive:

            io avversare chi ? ma dai i numeri ?
            Non ho affatto problemi a dire chi preferirei, e tra le righe l’ho anche detto, ma ti è sfuggito: mons. Lambiasi. Sarei anche contento di vedere Ravasi, ma penso che Lambiasi abbia più esperienza di guida di una Diocesi complessa.
            Ma ho anche detto che non mi fa alcun problema nè Scola nè alcun altro, perchè ho fiducia che lo Spirito Santo è il vero dominus del progresso della Chiesa, come appunto festeggiamo nella Pentecoste che è l’atto di nascita della Chiesa. Quindi ritengo le questioni di “preferenza” questioni legittime, ma sostanzialmente “umane” e da non sopravvalutare.
            Quando poi la cosa scade in veti su questo o su quello l’unica cosa che resta è il disgusto. Ma forse sono cose che non riesci a capire.

          • Fabio Sansonna scrive:

            Guardate che chi non è radicato nella fede tradizionale è IMPOSSIBILE che capisca e interpreti correttamente il Concilio Vaticano II.
            E sia chiaro una volta per tutte.

        • osservatore scrive:

          Non sono d’accordo con quasi nulla di ciò che scrive “Cherubino”, ma trovo indegno che questo sedicente “De Matteis” si permetta un linguaggio tanto rozzo e triviale. Un linguaggio del genere non dovrebbe trovare spazio in un blog di matrice cattolica: lo trovo uno scandalo inaudito.
          Prego il dott. Tornielli di intervenire, di censurare questo atteggiamento di De Matteis e – se continua – di espellerlo dal blog

      • Fabio Sansonna scrive:

        “si vede che non sai leggere,” questo è un insulto a un altro blogghista , tanto più vile in quanto coperto dal nick name.
        Questa è le ganete con cui dovremmo stare a dialogare di ciò che ci è più caro la fede in Cristo !
        ma per favore !

        • Fabio Sansonna scrive:

          “sono cose che non riesci a capire.”

          Questo è un altro insulto coperto da nick name

  52. daniele scrive:

    Gentile dott. Tornielli, la ringrazio innanzitutto per il suo lavoro. Se Scola venisse a milano sarei certamente contento: tuttavia come fa ad esserne così certo? non c’è il segreto pontificio sulle norme dei vescovi?
    la prego di non prendere questo intervento come una “frecciatina” :) è solo una domanda in buona fede!

  53. Bene: prendiamo atto che per Cherubino il Patriarca Scola è il Pastore ideale per Milano. Ci fa piacere che tu lo pensi e che tu l’abbia detto pubblicamente. E’ un giudizio -il tuo- un pò controtendenza rispetto a quanto hai sempre scritto
    (ad esempio su CL) ma ti fa onore che hai saputo cambiare pensiero. Non oso pensare a dei fedeli in disaccordo col Pastore. Bravo Cherubino: ora dopo aver cantato pubblicamente le lodi di Scola sìì coerente, mi raccomando.

    • Cherubino scrive:

      Non ho detto questo, ho detto che Scola ha posizioni che apprezzo. Credo però che l’età avanzata ponga un problema di durata del suo episcopato, ma ovviamente il papa saprà valutare ciò molto meglio di me e chiunque altro.
      In ogni caso, dato che non devo decidere io, prendo la cosa con molto rilassamento. Ad ognuno la sua fatica.

      • Fabio Sansonna scrive:

        Le conviene dire di apprezzarle solo per stare a galla, sappiamo bene che così non è.

        • Fabio Sansonna scrive:

          Ripeto, chi non è radicato nella fede tradizionale è IMPOSSIBILE che capisca e interpreti correttamente il Concilio Vaticano II.
          E sia chiaro una volta per tutte.

  54. Insomma, continui a cerchiobottare.
    Prima dici che speravi Lambiasi o Ravasi.
    Poi ci fai il fervorino sul Paraclito che guida la Chiesa( ah si?)
    ed ora ci ribadisci che Scola rappresenta un problema.
    Ma deciditi,
    e
    rilassati veramente: tutte stè piroette t’affaticano il cervello.

    • Cherubino scrive:

      ma ci fai o ci sei ? Ho detto che VA BENE CHIUNQUE.
      Lambiasi: è forte
      Ravasi: è mitico
      Scola: è in gamba, forse un pò anziano, ma sono fatti suoi e del papa
      Josè Camnate, sarebbe eccellente
      Bregantini, perchè no … visto che conosce bene i calabresi …
      Pietro Santoro, ha celebrato la Messa di oggi con il papa per gli zingari, lo vedo bene a Milano
      Sepe, Canten tucc “lontan de Napoli se moeur”ma po’ i vegnen chi a Milan …

      • Fabio Sansonna scrive:

        “ma ci fai o ci sei ?”
        questo è un altro insulto a un blogghista e prego l’administrator di intervenire.
        E’assurdo che parli di Cristo (veramente non ne parla mai, a pensarci bene….) uno che insulta gli altri cristiani sul blog, coperto da nick name , e lo fa ripetutamente e insistentemente..
        Errare humanum est, perseverare …

        • Cherubino scrive:

          ma quale insulto… dire ad uno che non capisce ciò che ho appena detto è solo la verità, chiedere scherzosamente se fa finta o davvero non capisce non è mica un insulto. Se vuole conto tutte le volte in cui lo ha detto lei a me.
          Le faccio poi notare che al contrario di lei, io commento sempre e solo i post e non faccio mai giudizi sulle persone, salvo siano giudizi dati dall’autorità ecclesiastica, come lo scisma e i gravi errori dottrinali dei lefebvriani. Lei invece mi ha già dato sostanzialmente dell’eretico più volte, senza addurre alcuna seria argomentazione. Pensi quindi alle continue aggressioni verbali che ricevo, anche da lei.

          • Fabio Sansonna scrive:

            Io critico solo le idee, non ho mai criticato persone che non conosco,
            tantomeno se si nascondono dietro un nick name.

            Il sospetto di eresia è sulle idee, infatti non sono così ingenuo da pensare che corrispondano allo stato
            di vita di una persona che potrebbe dire fesserie anche essendo un santo. Infatti la storia della Chiesa
            ci insegna che ci sono stati santi che hanno detto cose errate o comunque non accettate poi dalla Chiesa , primo fra tutti S Agostino.

          • Fabio Sansonna scrive:

            Nella fattispecie l’autorità eccelsiastica non ha mai detto che tutti i lefebvriani siano scismatici.
            L’Ecclesia Dei affliccta del 1988 ha parlato di ” atto scismatico” solo dei 4 vescovi, prefigurandolo come scisma potenziale, non attualizzato.
            E quella scomunica è stata tolta , quindi se un sospetto o una certezza di scisma c’era oggi non c’è più.
            Di fatto non sono più scismatici, se lo sono stati , manca tuttavia la piena comunione.

            Perchè la differenza tra scisma e disobbedienza grave ?

            Scismatico significa che non riconosce più la giurisdizione della Santa Sede , invece 1 4 vescovi della FSSPX erano senza giurisdizione proprio perchè nell’intento di mons Lefebvre non era quello , secondo lui, di creare canonicamente uno scisma. E così ha fatto ordinazioni senza giurisdizione, al contrario gli ortodossi dopo il 1054 sono diventati scismatici perchè, come oggi, non riconoscono l’autorità della Santa Sede nelle loro diocesi, o giurisdizioni.
            Invece la FSSPX si riserva discutibilmente finchè volete, di non obbedire, ma non di avere un solo centrimetro quadrato di giurisdizione, neanche Econe è loro giurisdizione, ma del vescovo di Sion , a cui non obebdiscono.
            Saranno sottigliezze, ma sono importanti.

  55. Dai riprenditi…
    ti dò uno zuccherino.
    Pensa, ti offro un bell’argomento per “sputtanare” il PDL e l’odiato Berlusconi
    (e poi quando hai tempo ci spieghi la teoria di Don Giorgio De Capitani-di cui sò che sei un estimatore da tre lustri- riguardo la liceità della eliminazione fisica del Premier):

    LA POLVERINI HA SFILATO AL GAYPRIDE.

    Attacca Cherubì.

    (attacca davvero, perchè sennò davvero ne canto io quattro su quella poco di buono mista di fascismo e libertinismo alla fini)

  56. Massimo Lucchini scrive:

    Questi due che si beccano in continuazione sembrano due ….. Ma la volete smettere?

    • osservatore scrive:

      Bravo Massimo,
      non se ne può più di questi De Matteis, Cherubino e Sansonna: autoreferenziali , vanitosi e perditempo, che si direbbe non abbiano altro da fare, nella vita, che cercare di primeggiare e di ingolfare i blog con commenti spesso fuori tema. Non c’è nulla di cristiano e di caritatevole nelle vostre parole.

  57. Massimo Lucchini scrive:

    Voglio che la finiate di inflazionare i commenti a questa delicata situazione.
    Se tu sei fascista e fai finta di essere antifascista a noi cosa importa?

    • Cherubino scrive:

      perchè Josè Camnate non le sembra una buona scelta ? In fondo un bel vescovo africano a Milano non ci starebbe male …
      Per non parlare di uno che la ‘ndrangheta la conosce bene …

    • MA CHI SEI, MA CHI TI CONOSCE?
      Antifascista convinto,io, sempre.
      Se hai la fasciofòbia son problemi tuoi e del tuo cervello fermo a quel fecale ventennio(e soprattutto invasato di quell’altra fecale ideologia).
      Qui stiam discutendo con franchezza.
      Cerca d’aver un briciolo(non tanto) di educazione e rispetto, vabbè?

  58. Massimo Lucchini scrive:

    allora sei comunista mascherato , antifascista che fa finta di essere cattolico ecc ecc?
    Insomma che vuoi qui?

    • Dunque: nato per Grazia di Dio in una famiglia cattolica
      ho ricevuto il Battesimo, che m’ha reso Figlio di Dio
      -ed ha cancellato i segni del peccato originale-
      e membro della Chiesa, Corpo Mistico di Cristo
      nonchè nostra Madre.

      Mi sono sforzato -e mi sforzo ancora- attraverso
      la Preghiera, la Adorazione Eucaristica
      e soprattutto la Grazia dei Sacramenti,
      di vivere il Vangelo.

      Sul piano dottrinale non posso che sposare, con gioia, l’insegnamento della Chiesa ed il suo Magistero.
      Senza tentennamento alcuno seguo parimenti la parola del Papa e sono filialmente obbediente a Lui ed al mio Vescovo in comunione con Lui.

      Mi ritengo un liberale, piu precisamente sturziano.
      Spesso un uomo incarna perfettamente una teoria.
      E, come Sturzo, sono convintamente antifascista
      e, naturalmente, anticomunista.

      Sicchè non ho maschere.Di nessun tipo.
      Tutti mi conoscono qui.
      Cosa voglio, mi chiedi.
      Nulla: semplicemente seguo il blog di Andrea e talora intervengo.
      E’ reato?

  59. Cherubino scrive:

    dopo la ripetuta affermazione di Sansonna che “chi non è radicato nella fede tradizionale è IMPOSSIBILE che capisca e interpreti correttamente il Concilio Vaticano II”, credo sia utile fare un ripassino di sana dottrina cattolica.
    Per verificare quanto dico basta prendere un qualsiasi manuale di diritto canonico, ma suggerisco quello di Gherro, CEDAM.

    Come ho già avuto modo di dire altre volte, il Magistero è innanzitutto quello “vivente”: il papa regnante e i vescovi. Il Magistero del passato arriva a noi tramite questa fonte, e solo secondariamente attraverso i documenti scritti, la cui interpretazione non è mai un fatto privato e personale. Diventerebbe altrimenti una versione del “sola scriptura” applicato ai documenti magisteriali. Questo è esattamente l’errore dei lefebvriani.

    La fonte quindi per conoscere la vera interpretazione di un documento della Chiesa e discriminare le interpretazioni errate è sempre e comunque il papa e, dopo di lui e con lui, i vescovi. A questo Magistero sono dovute da un cattolico diversi gradi di adesione, assoluta per il Magistero straordinario o ordinario definitivo (infallibili), prudenziale per il Magistero autentico, cui è dovuto “l’ossequio religioso della volontà e dell’intelletto”.

    L’affermazione di Sansonna è quindi viziata, perchè quel “chi” è presto detto: sono il papa e i vescovi. Sono loro per principio divino (“su di te fonderò la mia Chiesa”) che custodiscono la Tradizione e ne danno la corretta interpretazione e non è mai il fedele a decidere quale sia il papa o il vescovo radicato e quale no. Per i vescovi giudica il papa e la Congregazione per la dottrina della fede per incarico del papa.
    L’affermazione corretta sarebbe quindi: “dato che il papa e i vescovi sono i custodi e gli interpreti della Tradizione, chi non è radicato nell’obbedienza verso di loro è impossibile che capisca e interpreti correttamente il Concilio Vaticano II”. Dire “chi non è radicato nella Tradizione ecc. ecc.” è in fondo tautologico, perchè so che uno è radicato nella Tradizione se ascolta il Magistero di oggi, del papa e dei vescovi viventi, che sono attori diretti del Concilio stesso.

    Ora, l’interpretazione del Concilio è ormai del tutto confermata dai pontefici successivi, i cui molti discorsi, omelie, encicliche formano un corpus stabile e privo di contraddizioni. Abbiamo anche un Catechismo (che è da sempre lo strumento scritto principale cui fare riferimento e che sottoscrivo totalmente) e un Codice canonico.

    Come dicevo in un altro post quindi, è il Magistero vivente che getta luce su quello passato e non l’inverso. E’ l’insegnamento successivo che spiega, approfondisce, e trasmette quello precedente. Mai il contrario.

    • Fabio Sansonna scrive:

      Meno male che c’è , ….meno male che c’è… meno male che c’è….

      chi ci istruisce così bene , quasi quasi non leggo più i discorsi del Papa !

      Ma fatemi il piacere !

    • Fabio Sansonna scrive:

      GRAZIE, TROPPO ONORATO , LE CRITICHE FATTE A ME SONO FATTE ANCHE A PAOLO VI PERCHE’ IO NON HO FATTO CHE RIPETERE QUELLO CHE HA DETTO LUI IL 12 GENNAIO 1966 A UN MESE DALLA CHIUSURA DEL CONCILIO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
      MA PER VOI IL MAGISTERO DI PAOLO VI E’ ANCORA VALIDO ?

      • Cherubino scrive:

        e no, tu hai invertito il senso delle parole di Paolo VI che invece affermano quanto ho appena detto.
        http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/audiences/1966/documents/hf_p-vi_aud_19660112_it.html

        “chi aderisce al Concilio riconosce ed onora con ciò il magistero della Chiesa”. Il rapporto è chiaro, è l’adesione al Concilio che rappresenta la prova dell’adesione al Magistero passato. Certamente il rapporto è dialettico, per cui chi pensasse di usare il Concilio per contraddire una verità dichiarata in modo definitivo sbaglierebbe ad interpretare il Concilio. Ma va ribadito che è l’autorità ecclesiale a giudicare su ciò e la Congregazione perla dottrina della Fede in questi decenni ha lavorato molto bene per bocciare tesi di questo genere. Il fedele si deve rimettere al giudizio della Chiesa vivente e MAI pensare di far da sè.

        Paolo VI ribadisce ciò che ho appena affermato (e che avevo detto nel precedente post contestato così finemente da Sansonna), dicendo chiaramente che il “provvidenziale uffizio” della dottrina è stato “affidato da Cristo al MAGISTERO VIVO della Chiesa per custodire, per difendere, per interpretare il «deposito della fede».
        Si noti la precisissima terminologia: il Magistero è quello “vivo”, ossia il papa e i vescovi viventi, mentre i documenti scritti della Tradizione sono chiamati “deposito della fede”. Ed è il Magistero vivo ad avere il potere legittimo (munus) di interpretare le verità di fede.

        La dottrina cattolica “non è messa in dubbio dal Concilio o sostanzialmente modificata; ché anzi il Concilio la CONFERMA, la ILLUSTRA, la DIFENDE e la SVILUPPA con autorevolissima apologia, piena di sapienza, di vigore e di fiducia.”

        Da notare l’uso attento dei quattro verbi:
        conferma: non è in contraddizione
        illustra: ne dà l’interpretazione più fedele
        difende: scarta le interpretazioni fallaci
        sviluppa: approfondisce le verità di fede, formando così il punto di arrivo più avanzato della dottrina

        Paolo VI ribadisce che il Concilio è anche novità, apertura prudente all’approfondimento teologico. Nè fissismo nè cedimento alle mode del tempo:
        “Il Concilio apre molti orizzonti nuovi agli studi biblici, teologici e umanistici, invita a ricercare e ad approfondire le scienze religiose ma non priva il pensiero cristiano del suo rigore speculativo…”

        In definitiva il Concilio non dichiara nuovi dogmi, ma ne dà l’interpretazione da ritenere corretta, oltre ad approfondirli nelle loro implicazioni, esso infatti è “magistero ordinario e così palesemente autentico deve essere accolto docilmente e sinceramente da tutti i fedeli, secondo la mente del Concilio circa la natura e gli scopi dei singoli documenti.”

        Quindi chi vuole conoscere il vero senso dei dogmi ed essere sicuro di non cadere in errore ha tale certezza leggendo i documenti del Concilio, alla luce della viva voce del papa e dei vescovi viventi.

        • Fabio Sansonna scrive:

          Allora perchè Paolo VI ha dovuto fare quel discorso a 1 mese dal Concilio?
          Era impazzito?
          Vuol dire che ne aveva qualche motivo , anche tra i vescovi.
          E’ lui , non io , che ha corretto alla radice le interpretazioni storte del Concilio, che purtoppo sono andate avanti.
          Ma forse Paolo VI non vale più perchè è morto?
          Allora secondo te non vale più il Comncilio perchè è Paolo VI che ne ha garantito la validità con la sua presenza di Papa , e non altri.
          Siete contradditori .

          • Fabio Sansonna scrive:

            Allora visto che è morto possiamo dire l’opposto di quello che ha detto Paolo VI ?

    • Fabio Sansonna scrive:

      ” … non rimanete ad arzigogolare sulle parole….non vi soffermate sulel parole,ma su quello che le parole dicono: quello è il riverbero di Cristo.
      …fatevi abili nel prendere il Vangelo e trovare qualche esempio di questo riverbero.
      Adesso poi che è stato dimostrato che i Vangeli, come è stato detto da tutti i secoli cristiani, sono stati scritti da testimoni contemporanei a Cristo !
      Anche se cardinali e teologi seguono più i protestanti che la neanche la tradizione ….”

      ( da ” L’attrattiva Gesù” di Luigi Giussani , pagina 263
      quasi Tischreden BUR 1999)

  60. Fabio Sansonna scrive:

    Anche papi e vescovi del passato sono tuttora autorevoli, quindi è lecito che un battezzato confronti tra Magistero di ieri e Magistero di oggi, se è leale troverà il filo della continuità, se è sleale invece no, come fanno tradizionalisti e progressisti entrambi in grave errore. La Tradizione è tradizione viva , e quindi sia assolutizzarla rifiutando il Concilio sia respingerla come vergognosa e sostenendo neanche più velatamente che la Chiesa inizia dal 1965 , sono entrambi errori , anzi eresie. Ma come si fa a dire “gli errori della Chiesa del passato?” ma guardiamoci i nostri errori di oggi di cui rideranno i cattolici del futuro come oggi noi ridiamo dei cattolici del passato !!! guardiamoci la nostra trave anzichè le pagliuzze delgi altri che giudicherà Dio e non i progressisti, qui siamo fuori dal Vangelo prima che fuori della Chiesa e del Concilio ! .

    “…gli insegnamenti del Concilio non costutuiscono un sistema organico e completo della dottrina cattolica; questa è assai più ampia, come tutti sanno, e non è messa in dubbio dal Concilio o sostanzialmente modificata….ed è questo aspetto dottrinale che dobbiamo …notare per l’onore della Parola che rimane univoca e perenne…
    Non dobbiamo staccare gli insegnamenti del Concilio dal patrimonio dottrinale della Chiesa….
    Non sarebbe perciò nel vero chi pensasse che il Concilio rappresenti un distacco, una rottura, ovvero come qualcuno pensa, una liberazione dall’insegnamento tradizionale della Chiesa oppure autorizzi e promuova un facile conformismo alla mentalità del nostro tempo…
    (Discorso di Paolo VI del 12 gennaio 1966, preambolo alle pubblicazioni degli atti conciliari )

    Tutti siamo sacerdoti per il Battesimo quindi tutti siamo responsabili della Parola e dell’insegnamento, questo lo dice il Concilio.
    Quindi quelli che fanno della “Parola ” un’ idolatria non mi toccano neanche di striscio.
    Quando va bene poi siamo sacerdoti comuni e quando non va bene dobbiamo metterci in riga e guai a chi non obbedisce ai vescovi nel senso pecorino del termine ? Ma figuriamoci ! Questo non è cristianesimo , è il clericalismo della peggior specie!
    Oggi l’obbedienza è dentro il dialogo, non è più rigida come una volta.
    Ma qui si usa del Concilio come il chewing gum , mi pare!!!

  61. Fabio Sansonna scrive:

    Sempre più convinto che chi non è radicato nella fede tradizionale è IMPOSSIBILE che capisca e interpreti correttamente il Concilio Vaticano II.
    E sia chiaro una volta per tutte.

  62. raffaele savigni scrive:

    “S Simone Piccolo.
    (martire cristiano ucciso dagli ebrei)”.
    Vedo che qualcuno continua a credere a questo falso storico: san Simonino di Trento fu considerato vittima degli ebrei in seguito ad un processo-farsa durante il quale si fece uso della tortura (come nel caso delle “confessioni” dei Templari…). Questo è stato riconosciuto dalla massima autorità della Chiesa che ha tolto questa festa dal calendario e chiesto perdono per queste infamie compiute da uomini di Chiesa..

    • Fabio Sansonna scrive:

      da Wikipedia:
      10 febbraio 2007 le polemiche e le contestazioni della svolta del Simonino sono riprese a seguito della pubblicazione da parte dello storico italo- israeliano Ariel Toaff del libro Pasque di sangue. Ebrei d’Europa e omicidi rituali (Edizione Il Mulino). Il libro, contestato da alcuni studiosi è stato visto da altri come prova della verosimiglianza delle accuse mosse nel 1475 contro la comunità ebraica di Trento. Ariel Toaff sostiene tra l’altro che il gruppo ebraico trentino, proveniente dall’area germanica, era portatore di un’identità culturale, quella degli ebrei ashkenaziti, connotata, per reazione ai soprusi subiti, da miti e riti di forte
      impronta anticristiana.

  63. raffaele savigni scrive:

    Condivido le giuste critiche di Cherubino a Fabio Sansonna. La tradizione viene interpretata correttamente alla luce del Magistero vivente, del “sensus fidei” dell’intera Chiesa, guidata dallo Spirito santo, che “soffia dove vuole”b e non è prigioniero degli schemi di Amerio, di mons. Gherardini o dell’ineffabile vicepresidente del CNR.

    • Fabio Sansonna scrive:

      Ha dimenticato di dire che allora non è prigioniero delle posizioni di Ratzinger-Benedetto XVI che da anni dice
      che il Concilio è stato mal interpretato e la Liturgia di oggi non rappresenta quello che dovrebbe rappresentare.
      Se lei dovesse obebdire al Papa o a un vescovo progressista che dice l’opposto a chi obbedirebbe?

    • Fabio Sansonna scrive:

      Avete l’abilità di far dire alla gente quel che non ha detto.
      E chi ha mai negato che lo Spirito agisce attraverso il Magistero?
      Ma il Magistero autentico di oggi, dà per scontate e valide le verità del Magistero di ieri, e a qualcuno viene la curiosità di approfondirle e di scoprire che molti vescovi non soo sono lontani dal Magistero di ieri, ma quindi , di conseguenza, anche da quello autentico di oggi.

      Quindi, chi non è radicato nella fede tradizionale è IMPOSSIBILE che capisca e interpreti correttamente il Concilio Vaticano II.
      E sia chiaro una volta per tutte

    • Fabio Sansonna scrive:

      Neanche dei teologi progressisti che danno privilegio alla “Parola” contro il Papa e il Magistero autentico della Chiesa.
      Benedetto XVI si è reso conto da tempo di questo e sta lavorando proprio perchè il Magistero sia uniformemente applicato da tutti i vescovi, cosa che adesso non è, altrimenti non avrei scritto qui, se ho scritto è perchè c’è un problema e va risolto.

      “Non sarebbe perciò nel vero chi pensasse che il Concilio rappresenti un distacco, una rottura, ovvero come qualcuno pensa, una liberazione dall’insegnamento tradizionale della Chiesa oppure autorizzi e promuova un facile conformismo alla mentalità del nostro tempo…”
      (Discorso di Paolo VI del 12 gennaio 1966, preambolo alle pubblicazioni degli atti conciliari )

      Questo è Magistero valido ancora oggi, non è che perchè Paolo VI è morto non vale più, non confondiamo le acque…

    • Fabio Sansonna scrive:

      GRAZIE, MI FATE TROPPO ONORE, TROPPO ONORATO , LE CRITICHE FATTE A ME SONO FATTE ANCHE A PAOLO VI PERCHE’ IO NON HO FATTO CHE RIPETERE QUELLO CHE HA DETTO LUI IL 12 GENNAIO 1966 A UN MESE DALLA CHIUSURA DEL CONCILIO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
      MA PER VOI IL MAGISTERO DI PAOLO VI E’ ANCORA VALIDO ?

      • Cherubino scrive:

        Ti ho risposto sopra … Cherubino scrive: 13 giugno 2011 alle 07:59

        Ma perchè dissemini la pagina della stessa risposta ripetuta più volte, così anche se uno risponde da un’altra parte sembra che non lo abbia fatto ?

        • Fabio Sansonna scrive:

          Lo sappiamo tutti che le autorità viventi garantiscono la tradizione , anche Pio IX disse “la tradizione sono io !”
          ma nessuno mette in discussione questo,essendo disposti a obbedire per amore dell’unità, anche se non si è d’accordo.
          Ma che non si possa neanche rilevare che ci siamo allontanati era il punto di partenza (vedi discorso di Paolo VI ) , come del resto sta facendo il Papa attuale…

          • Cherubino scrive:

            il papa ? non mi risulta affatto … ha appena beatificato il predecessore che ha governato la Chiesa per 27 anni. Se l’avesse governata male non sarebbe certo beato.

            La maggior parte dei vescovi, poi, sono stati eletti dopo il Concilio e a parte Lefebvre e Milingo non mi risultano altri vescovi scomunicati.
            Anche di censure della Congregazione per la dottrina della Fede verso vescovi non ho notizia.

            Magari se citassi quelli che TU ritieni in errore (nome cognome, dichiarazioni virgolettate, ecc. ecc.) potremmo vedere se il tuo metro di giudizio corrisponde a quello della Chiesa.
            Io penso proprio di no.

  64. Marco N. scrive:

    La tradizione viene interpretata correttamente alla luce del Magistero vivente, del “sensus fidei” dell’intera Chiesa, guidata dallo Spirito santo, che “soffia dove vuole”b e non è prigioniero degli schemi di Amerio, di mons. Gherardini …

    Espressioni, come quelle sopra riportate, sono emblematiche di certa faziosità di pensiero dalla quale un docente serio dovrebbe star lontano mille miglia.

    Se è vero che lo Spirito Santo non è prigioniero degli schemi di Amerio e Gherardini, è anche vero che non lo è affatto di ben altri schemi di cuik il povero Savigni continua a farsi portavoce dietro la sua improbabile cattedra e anche su vari blog, compreso questo.
    L’obiettività, ma soprattutto la ponderatezza e la serietà purtroppo non sono il suo forte…

  65. Fabio Sansonna scrive:

    ” La tradizione viene interpretata correttamente alla luce del Magistero vivente, del “sensus fidei” dell’intera Chiesa, guidata dallo Spirito santo” : giusto , ma le mie affermazioni non lo hanno mai negato. Le mie affermazioni vogliono invece mettere in evidenze delle contraddizioni nella Chiesa di oggi e cioè che dopo il Concilio alcuni vescovi hanno detto delle cose, altri il contrario e quindi è molto difficile capire cosa dice il Magistero e cosa non dice. Ecco perchè è venuto spontaneo rtornare a conforntarsi con epoche in cui il Magistero era unico e non si prestava a equivoci per i fedeli.
    Quando i vescovi dicono cose diverse, non solo tra loro, ma anche diverse da quelle che dice il Papa, chi di loro è veramente autorevole? Premesso che solo il Papa è infallibile, e ogni singolo vescovo è fallibile, e nel caso si tratta di obbedirgli non perchè non sbaglia, ma solo per amore all’unità della Chiesa e basta. A me è capitato per esperienza personale, perchè don Giussani mi ha insegnato così. Però resta il dubbio che quel vescovo abbia torto e questo dubbio è lecito fino a prova contraria, tanto che anche nel mio caso personale la Chiesa ha prodotto documenti che mi hanno confermato che quel vescovo , a cui ho obbedito per amore alla unità della Chiesa soltanto, aveva torto.
    Quando il card Suenens dopo l’Humanae Vitae si dichiarò pubblicamente contro Paolo VI, chi era autorevole per la popolazione cattolica del Belgio?
    Il problema non è in liena generale obbedire al Magistero, questo è nei nostri ideali, ma che oggi ogni vescovo interpreta il Magistero come vuole ! E se a un fedele, che è sacerdote perchè battezzato e cresimato, viene qualche dubbio è giusto che approfondisca. Voi parlate come se ci fosse uniformità di pareri tra i vescovi e il Magistero fosse una cosa omogenea, cosa che non è affatto così oggi come oggi.
    Mettete le elezioni amministrative , il vescovo di Trieste ha espresso una sua posizione, altri vescovi posizioni diverse dalle sue.
    Quel è la posizione del Magistero? Può un cattolico fare una cosa diversa a seconda che viva a Milano o a Trieste ?

    • Cherubino scrive:

      “Quando i vescovi dicono cose diverse, non solo tra loro, ma anche diverse da quelle che dice il Papa, chi di loro è veramente autorevole?”

      Questa è una domanda fuorviante. Perchè

      1) non distingue le affermazioni su verità certe da quelle dove è legittimo una diversità di posizioni;
      2) sottace che il diritto canonico attribuisce ai vescovi una chiara autorità sulla Chiesa locale e non tutte le diversità pastorali sono illecite;
      3) sottace la domanda più importante: chi giudica quando i vescovi dicono una cosa diversa dal papa e quanto sia grave tale diversità ?

      In secondo luogo non è vero che la Chiesa non può errare. Nelle decisioni di governo che sono di carattere prudenziale la Chiesa può errare.
      Quanto al resto, preferisco citare ancora Gherro, p.86:

      “Quanto alle dichiarazioni del Magistero infallibile, relative ai principi della fede e alle regole della morale, non si da ovviamente problema: il canonista deve operarne l ‘utilizzazione per quanto possa risultare necessario, aderendo senza margini di dubbio e senza ipotizzare modificazioni alla Veritas Ecclesiae che il Magistero medesimo viene a proclamare.
      L’intervento del Magistero infallibile è, in realtà, raro, se non eccezionale, per quanto riguarda il diritto canonico siccome si può constatare da ciò, che nella complessa materia matrimoniale, in gran parte formata e comunque informata dal diritto divino, tale Magistero si è concretizzato soltanto circa la qualificazione del matrimonio in termini di sacramentalità.
      Ben più rilevanti sono per il canonista, attesa la frequenza con cui vengono poste in essere, le pronunce del Magistero autentico, le quali possono avere ad oggetto, in quanto relative alla morale, disposti di diritto naturale. Il problema consiste nello stabilire il valore giuridico di siffatti, più o meno generici, interventi che, come si è detto, non sono formalmente normativi e che tuttavia richiedono «religioso ossequio».
      In proposito, per quanto già esposto, dobbiamo ricordare come il Magistero ecclesiastico abbia comunque una funzione chiarificatrice delle disposizioni di diritto divino che sono per sé vigenti ed operanti nella Chiesa: i relativi interventi non giungono, cioè, a colmare una vuoto normativo, neppure se il legislatore non abbia, per evenienza ipotetica, in alcun modo provveduto circa la materia oggetto degli interventi medesimi.
      Varrà inoltre ricordare, attingendo dallo stesso Vaticano II, che il Magistero proclama (con o senza il crisma dell’infallibilità) la Verità usufruendo dei mezzi umani che permettono di scrutare la volontà divina. «In concreto ciò significa che oggi i depositari del Magistero hanno il dovere e l’obbligo di ricorrere a strumenti o metodi sconosciuti in passato», cioè alla stessa indagine scientifica, sopra delineata, cui si devono affidare il canonista ed il teologo. «Dio opera», infatti, anche quando assiste il depositario del Magistero infallibile, attraverso l’«azione umana e il suo intervento non rappresenta un’entità separata» .
      Da ciò deriva che per il canonista il «doveroso ossequio» si traduce nella necessità di attingere da siffatte pronunce del Magistero autentico come da una sintetica indagine sulla volontà divina che risulta “credibile”, pur se in sé riformabile, perché è proposta con la garanzia della «migliore scienza e coscienza» . Nel Magistero autentico troverà, di conseguenza, il canonista una chiave di lettura del diritto naturale obbligatoria perché presuntivamente conforme al Vero. Tale presunzione potrà essere disattesa e superata solo nelle ipotesi, evidentemente eccezionali, in cui si possa riscontrare e dimostrare che i presupposti scientifici e l’iter logico conseguentemente seguito dal Magistero risultano superati perché altre certezze scientifiche e la forza di altre deduzioni sono sopraggiunte risultando moralmente indeclinabili.

      “La razionalità assoluta della norma divina è penetrabile attraverso quella relativa dell’uomo: e cioè attraverso un’opera scientifica di interpretazione che risulta più o meno affidabile secondo la cultura dell’interprete, il livello vuoi delle tecniche ermeneutiche, vuoi del sapere metagiuridico (che venga in considerazione) del suo contemporaneo. La norma di diritto divino può, perciò, in ragione dell’indicato collegamento della sua conoscenza alla cultura, trovare riscontri diversi, nel tempo, ed* anche traduzioni storielle in fattispecie astratte non conformi
      Bisogna poi considerare come il diritto divino canonico, specificatamente il diritto divino-narurale, trovi una seconda necessità di considerazione nei termini di una storicità che tuttavia non nega l’asserto previo, l’indeclinabile attitudine delle relative norme ad essere eternamente provvidenziali.
      Le norme di diritto naturale effettivamente possiedono le caratteristiche di quelle giuridiche: ma a volte, ed anzi in genere, con riferimento a regole prime o a principi i quali non sono né generici né confusi; ma che tuttavia si precisano e divengono attivi per il tramite di un collegamento con la variegata realtà in cui si proiettano. La norma di diritto naturale, cioè, può trovare necessità di integrazione con disposti di diritto umano che, non negandone il contenuto, lo rendano articolato e suscettibile di puntuale applicazione. Possiamo esemplificare il ragionamento ricordando la regola secondo la quale per contrarre validamente il matrimonio è necessaria una «debita sdentici» sull’oggetto del consenso, sugli impegni personali che il vincolo coniugale comporta, specificatamente in ambito sessuale (can. 1096). La regola è di diritto naturale, perché trova corrispondenza nell’assioma del «nihil volitum quin praecognitum», cioè nell’impossibilità di concepire l’assunzione di una obbligazione senza la sua cognizione; ma l’ambito di questa cognizione e l’estensione del volitum è variabile per la necessità di operarne la correlazione alla cultura media del tempo in materia, affinchè non si definisca l’evenienza di richiedere troppe, o troppo poche, nozioni al nubente che nel contesto di tale cultura contrae il vincolo. Il principio di diritto naturale si concretizza perciò e si articola, secondo le definizioni puntuali del legislatore ecclesiastico, in ragione dell’apprezzamento della giurisprudenza e con riferimento ai criteri logici che il ragionamento dell’interprete viene a suggerire.

      • Cherubino scrive:

        correggo un errore dello scanner: “storielle” a metà è in realtà “storiche”.

    • Cherubino scrive:

      “Però resta il dubbio che quel vescovo abbia torto e questo dubbio è lecito fino a prova contraria”. Questo Don Giussani non lo avrebbe mai detto.

      • Fabio Sansonna scrive:

        No , in pubblico mai.

        • Fabio Sansonna scrive:

          Comunque un vescovo singolo può sbagliare in materia non di fede (può sbagliare anche il Papa in materia non di fede!) e questa è dottrina cattolica.

      • Fabio Sansonna scrive:

        ” … non rimanete ad arzigogolare sulle parole….non vi soffermate sulel parole,ma su quello che le parole dicono: quello è il riverbero di Cristo.
        …fatevi abili nel prendere il Vangelo e trovare qualche esempio di questo riverbero.
        Adesso poi che è stato dimostrato che i Vangeli, come è stato detto da tutti i secoli cristiani, sono stati scritti da testimoni contemporanei a Cristo !
        Anche se cardinali e teologi seguono più i protestanti che la neanche la tradizione ….”

        ( da ” L’attrattiva Gesù” di Luigi Giussani , pagina 263
        quasi Tischreden BUR 1999)

  66. “oggi ogni vescovo interpreta il Magistero come vuole !”
    Incredibile ma terribilmente vero., purtroppo.

    “come se ci fosse uniformità di pareri tra i vescovi
    e il Magistero fosse una cosa omogenea,
    cosa che non è affatto così oggi come oggi.”
    Come è vero!
    E come è terribile e (quasi)mai successa nella Storia della Chiesa una cosa simile!

    “Mettete le elezioni amministrative ,
    il vescovo di Trieste ha espresso una sua posizione,
    altri vescovi posizioni diverse dalle sue.
    Quel è la posizione del Magistero?
    Può un cattolico fare una cosa diversa a seconda che viva a Milano o a Trieste ?”

    Interessante esempio. Mi permetto di dire
    che UNA posizione del Magistero c’è.
    Il dramma è quello precedentemente espresso:
    la mancata comunione dei Vescovi
    -fra loro, ma soprattutto COL PAPA-

  67. ritaroma scrive:

    dr Tornielli chi verrà a Roma dopo l’uscita del vescovo Ernesto Mandara? grazie

  68. Cherubino scrive:

    Credo sia utile, in risposta a Sansonna, ribadire che il Magistero vivo è quello del papa e dei vescovi viventi e che in nessun caso un fedele può opporre a tale autorità un testo scritto della Tradizione.

    Gherro, Diritto Canonico, CEDAM, p. 76

    “La Tradizione divina, anche se essenzialmente orale, può trovare riscontro in una documentazione scritta «nei canoni dei Concili, nei libri liturgici, negli atti dei martiri, in iscrizioni tombali o d’altri edifici, nelle opere dei Padri della Chiesa … o, più tardi, dei dottori»24; ma tale documentazione resta un «mezzo sussidiario» per la sua conoscenza, trovando essa «fondamentale garanzia nella voce viva della Chiesa di oggi»25.”

    • Fabio Sansonna scrive:

      Nessuno qui ha detto che gli scritti si contrappongono all’autorità vivente.
      Il battezzato ha però facoltà di richiamare gli scritti , e qui nessunom lo sta facendo all’autorità, ma a dei blogghisti.
      Non confondiamo i piani, per favore.
      L’equivoco ,è molto chiaro a me questo , nasce dal fatto che certi blogghisti hanno un atteggiamento per cui si sentono essi stessi autorità eccelsiastica, da come parlano o come richiamano gli altri, e non si rendono conto di essere dei comuni blogghisti, per di più coperti da nick name.

      • Fabio Sansonna scrive:

        Il cardinale Joseph Ratzinger, incontrando nel 1988 a Santiago i vescovi cileni, ha parlato di “un isolamento oscuro del Vaticano II” e ha detto:

        “Alcune descrizioni suscitano l’impressione che dopo il Vaticano II tutto sia diventato diverso e che tutto ciò che è venuto prima non potesse essere più considerato o potesse esserlo soltanto alla luce del Vaticano II. Il Vaticano II non viene trattato come una parte della complessiva tradizione vivente della Chiesa, ma come un inizio totalmente nuovo. Sebbene non abbia emanato alcun dogma e abbia voluto considerarsi più modestamente al rango di Concilio pastorale, alcuni lo rappresentano come se fosse per così dire il superdogma, che rende tutto il resto irrilevante”, mentre “possiamo rendere davvero degno di fede il Vaticano II se lo rappresentiamo molto chiaramente così com’è: un pezzo della tradizione unica e totale della Chiesa e della sua fede”.

        • Fabio Sansonna scrive:

          Benedetto XVI è ancora vivo, quando morirà finalmente potrete stracciare anche questo discorso , secondo la vostra mentalità !

        • Cherubino scrive:

          non intendo stracciare proprio niente, oltre tutto ha chiamato il Concilio la magna charta del nostro tempo e ha detto ai lefebvriani che senza l’accettazione del Concilio non sono nella Chiesa …

    • Fabio Sansonna scrive:

      In epoca ariana, mell’Alto Medioevo, una ventina di vescovi fedeli al Papa furono massacrati per la loro fedeltà al Papa dopo il Concilio di Rimini.
      Inizialmente si erano rifugiati in una località vicina , una cittadina balneare che non a caso oggi si chiama Cattolica. Bene a quellìepoca come oggi l’unico fedele alla verità era il Papa , e quel Concilio era fatto da vescovi che sbagliavano , anzi oltre a essere eretici e scismatici sono stati anche mandanti di assassinii contro i vescovi cattolici.

      “A te darò le chiavi ” e non ” a voi” disse Gesù e “pasci i miei agnelli” e non “pascete i miei agnelli”. Il Problema di oggi è che se moltio vescovi non sbagliano nella fede , sbagliano nel metodo , perchè si permettono il lusso intellettuale di dissentire pubblicamente da quello che dice il Papa o dicono i comuni documenti stilati con glia ltri vescovi e questo demolisce l’unità. Quidi questi vescovi sono da rispettare finchè non negano le verità fondamentali della fede , ma non da seguire nelle loro elucubrazioni intellettuali. Se il Papa si astiene dal riprenderli è una scelta sua, evidentemente cerca altre strade meno eclatanti per cambiare certe situazioni.
      Ma il cerchiobottismo di chi si nasconde dietro una correttezza formale di rispetto dei cardini della fede, ma popi distrugge nella pratica quella stessa fede che formalmente ( o per puro calcolo) rispetta, questa storia deve finire.

    • Fabio Sansonna scrive:

      ” Il modo con cui la Chiesa cambia il mondo non è…. come dopo il Concilio per trent’anni hanno pensato i preti…compreso adesso , sono la maggior parte anche adesso…l’organizzazione ecclesiastica, (come tanti vescovi pensano anche adesso),
      ma è la forza di Cristo che si comunica alla coscienza, alla vita , alle persone che lui afferra…”

      (da “Una Presenza che cambia” di Luigi Giussani ,pagina 194
      Quasi Tischreden BUR 2004)

  69. Fabio Sansonna scrive:

    Proprio non ci siamo capiti .
    Sto parlando di noi, dei blogghisti e dei cattolici che genere non conoscono più neanche il punto di origine da cui si era partiti col Concilio. E il trend non è cero quello di una eccessiva tendenz verso la tradizione , ma l’opposto, oggigiorno.
    A me piace invece l’equilibrio, tutto qua.

    ” Magari se citassi quelli che TU ritieni in errore (nome cognome, dichiarazioni virgolettate, ecc. ecc.) potremmo vedere se il tuo metro di giudizio corrisponde a quello della Chiesa.
    Io penso proprio di no.”

    I Papi non li ho mai citati nei miei discorsi se non in positivo, quindi la osservazione su GP II è quanto mai fuori luogo.

    Sui vescovi ho solo registrato che singolarmente dicono cose diverse a latitudini diverse e non è possibile che tutti hanno ragione perchè dire questo si chiama relativismo.
    Non sta a me dire chi ha ragione.

    L’esperienza che riferivo è personale e quindi sono fatti miei (premetto nella vita che non ho sempre vissuto nella stessa Diocesi) e come mi ha insegnato don Giussani non dirò mai in pubblico qualcosa che leda l’unità della Chiesa.

    Rilevo solo, perchè tutti lo fanno e tutti lo notano , che tanti vescovi prendono posizioni diverse da quelle espresse dal Papa e quindi dalla tradizione quindi non possono avere tutti ragione , è quello che il Papa chiama relativismo.

    • Fabio Sansonna scrive:

      lA COSA PIU’ IMPORTANTE E’ CHE UN ANONIMO CON NICK NAME NON E’ PERSONA QUALIFICATA PER GIUDICARE LA MIA VITA O I LE MIE IDEE.

  70. Fabio Sansonna scrive:

    A proposito di teoria della sostituzine , Salvatore Abbruzzese scisse un bellissimo libro su CL decenni fa ormai, sostenendo che quell’esperiena avrebbe sostituito la precedente esperienza cosiddetta pre conciliare. nella Chiesa Cattolica. Non la sigla CL, e neanche CL come persone, ma quwel metodo, ma quel modo di essere Chiesa, l’unico che rappresenta una vera continuità tra passato e presente.
    Questo ndica che illegame passato-presente è l’unico che alla lunga tiene nella storia.
    Il resto , salvo rare eccezioni, si è invenato un nuovo (quindi falso) cristianesimo post conciliare che quindi cristianesimo non è per definizione.
    Infatti in CL si leggono ancora gli scritti di don Giussani e non si stracciano certo perchè è morto e don Carron sa integrare benissimo quello di nuovo che dice con quello che ha detto il suo predecessore citandolo sovente come si recenti esercizi e questo significa che l’esperienza è unica e non c’è bisogno che lui imponga quel che dice perchè è IN PERFETTA CONTINUITA’ con ciò che diceva don Giussani.
    Questo dimostra che tutta la chiesa ha da imparare dall’esperienza di CL, l’unica che sa unire passato e presente,così non avremo più vescovi che dicono cose diverse e potremo leggere tranquillamente gli scritti di chi ci ha preceduto senza paura di essere “fuori dalla Chiesa”.

    Questa dinamica del movimento cui appartengo mi ha fatto interessare amnche alla Chiesa in generale e ho visto che questa dinamica passato-presente è assente ed è qui la radice di tutti i mali.
    Quindi mi sono interessato anche al problema del pre e post concilio e finora trovo che l’unico che abbia lo spirito giusto per riparare la Chiesa , barca “che fa acqua da tutte le parti” è Benedetto XVI.

    Uno che , comprensibilmente per il clima che si respira , tu respiri il clima che c’è, che è distorto, uno che mi contrappone scritti del passato e Magistero presente non aiuta la crescita della Chiesa, ma non è colpa tua.
    L’esperienza di CL può aiutare a riscoprire questa profonda unità tra passato e presente.
    In questo senso non solo la FSSPX ( tra l’altro il Papa anche di recente , come per gli anglicani, non chiede loro di accettare il Concilio , saggiamente , sarebbe incancrenirsi sulla vexata quaestio anzichè aggirare l’ostacolo e arrivare al dunque che è l’unita’, ma chiede di accettare il Catechismo di GP II), ma anche iprogressisti devono “rientrare” nella Chiesa col cuore e spiritualmente , ritrovando i nessi col passato e smettendo digiudicare chi li ha preceduti.

    • Fabio Sansonna scrive:

      Don Giussani ne “Il senso religioso” che tutti dovrebbero leggere per trovare unità innanzitutto in se stessi, dice che senza legame col assato la personalità si indebolisce e la forza di vivere nel presente origina da ciò che si eredita dal passato.
      Prima che un problema di teologia, diritto canonico ecccc è un problema di unità della persona e io rifiuto che la coscienza umana rischi di rompersi dentro e indebolirsi . Ecco il motivo per cui non si è più presenti nella società come cristiani, uno che punti solo sugli scritti post conciliari è un perfetto militante sindacale, ma non un cristiano, che è un’esperienza , e non saprà dire nulla ai suoi coetanei, perchè alla gente delle direttive del Concilio non glie ne frega niente , non glie ne frega più niente di Gesù Cristo figuriamoci delle direttive dei vescovi , oltretutto discordanti le une dalle altre…
      Fatre come diceva don Giussani, guardate e incontrate la gente , parlateci, ma quella della strada , del supermercato e scoprirete tante cose ….

      • Cherubino scrive:

        in nome della ermeneutica della rottura … bocciata da Benedetto XVI.

        E poi che don Giussani dica queste cose lo dimostri con qualche citazione. Ho amici ciellini che non sarebbero affatto d’accordo con lei.

    • Cherubino scrive:

      non è affatto vero che il papa non chieda (anzi imponga) di accettare il Concilio ai lefebvriani ! E’ vero l’esatto contrario.

    • Cherubino scrive:

      lo scriveva anche Tornielli il 23 giugno 2008

      “La Fraternità dovrà accettare il Concilio Vaticano II e la piena validità del rito liturgico post-conciliare”
      http://2.andreatornielli.it/?p=223

      • Cherubino scrive:

        aggiungo la nota della Segreteria di Stato Vaticana:

        “Per un futuro riconoscimento della Fraternità San Pio X è condizione indispensabile il pieno riconoscimento del Concilio Vaticano II e del Magistero dei Papi Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e dello stesso Benedetto XVI.”

        • Fabio Sansonna scrive:

          Grazie a Dio alla vicenda della FSSPX ci penserà Dio non è un problema nostro , ci penserà il Papa , e grazie a Dio, non un blogghista sindacalista che non sa fare altro che sfoderare slogan e citazioni.

          Don Giussani non c’entra con questa storia , non tiriamolo in ballo a sproposito, Don Giussani c’entra con la questione del legame tra passato e presente che a mio avviso non è per nulla chiara e ci si nasconde dietro la questione dei lefebvriani per non volwer riconoscere che sulla questione del nesso tra passato e presentre c’è un vuoto.-
          Don Giussani va vitato e seguito in questo senso e qualsiasi ciellino lo sa benissimo.

          • Fabio Sansonna scrive:

            Lo spirito di CL non è quello del legalismo esasperamte qui così rappresentato come fosse un problema sindacale . ma quello della ricerca dei nessi a livello personale ed ecclesiale per formare l’unità della persona e della comunità.
            In questo senso l’educazione è al primo posto.
            Nessuno in CL impone niente a nessuno , qui invece si invocano impozioni a destra e a manca, cosa che don Giussani non ha mai fatto nè incoraggiato, perchè quando manca una personalità unita l’unica cosa che si può fare è imporre, e non più proporre, quando la personalità non è unita tra passato e presente viene a mancare la libertà. E questo è ben descritto ne Il Senso religioso. Non basta una citazione sprint tipo sindacalista, per capire queste cose bisogna meditarle approfonditamente , studiarle , e con sua grande sorpresa don Giussani faceva anche studiare a memoria le espresioni de Il senso religioso da lui formulate.

          • Fabio Sansonna scrive:

            Comunque esistono già esempi per la FSSPX , la comunità di Campos in Brasile , dove non mi risulta che si celebri con il rito di Paolo VI.

            Non cercare di creare zizzania tra i ciellini , tanto non ci riesci.

            Io non ho mai detto che cosa pesno io , nè i ciellini ingenere hanno un piano per la FSSPX , anzi non se ne parla proprio, se non occasionalmente in CL e solo per esprimere la speranza che si raggiunga l’unità.

            Come ? E’ un problema del Papa non mio, non di CL e grazie a Dio non di un blogghista.
            Io ho solo citato quel che ho letto, non c’entra che ciellini “la pensino come me o no” , forse non tutti hanno letto queòl che ho letto io , e soprattutto non ho detto di essere d’accordo o no, ho solo detto di aver letto che il Papa , come agli anglicani, chiederà il solo riconoscimento del Catechismo di GP II , che non è poco comunque.

            Il Concilio ? Non mi interessa per quale via ilPap cercherà l’unitàù è un roblema suo , non mio , io solo “relata refero” e non cerchi di tirare in mezzo CL che in questa storia non c’entra.

            Faccio solo ossercare che quando ho letto che il Papa agirà come con gli anglicani, non mi sono stupito, infatti agli anglicani, secondo la ferrea legge del legalismo siondavcale, avrebbe dovuto chieder il riconosciemnto del Concilio di trento e Vatiocano I e II, nvece ha chiesto solo il risonoscimento del Catechismo dei GP II.
            Se farà lo stesso conla FSSPX a voi fa problema ? Se vi fa problema , voi siete un problema per la Chiesa.

          • Cherubino scrive:

            citazioni citazioni: lei si riempie la bocca di don Giussani, ma finora non ne ha citato neanche una parola !

            Quanto al sindacalista:
            1) non sarebbe affatto una vergogna ! E’ disgustoso che lei usi questo termine in modo dispregiativo, ciò rivela la sua matrice antidemocratica, visto che i sindacati sono una delle espressioni della democrazia. Si ripassi la Costituzione che li tutela.
            2) Non sono sindacalista, nè lo sono mai stato.

          • Cherubino scrive:

            si sta arrampicando sugli specchi a proposito dei lefebvriani. Non si tratta afaftto di liturgia con il Vetus Ordo o con il Novus. L’esempio che fa non c’entra.
            Si tratta di accettare il Concilio Vaticano II come parte integrante e corretta del Magistero, quindi privo di errori dottrinali. Si tratta di accettare un pontefice come Giovanni Paolo II come autorità legittima della Chiesa, ora Beato, quindi di accettare la scomunica da lui comminata come atto canonicamente corretto.
            Si tratta in sostanza di rinnegare le tante accuse di mons. Lefebvre. Perchè la revoca della scomunica è un atto di saggezza canonica, volta ad evitare che li scisma si consolidi. Ma non è affatto un mea culpa o una ritrattazione della Chiesa circa il decreto di Giovanni Paolo II. I lefebvriani sanno bene che rientrare nella Chiesa comporta l’accettazione di ciò che la Chiesa ha fatto, quindi che mons. Lefebvre sbagliava. Per questo la beatificazione di Giovanni Paolo II è una pietra tombale sulla questione.
            O con il papa vivente e con quello beato, o contro. Tertium non datur.

    • Fabio Sansonna scrive:

      La sostituzione è un dato storico, non un dogma della Chiesa.
      Se prima di Cristo il vero Dio era presente sulla terra nel popolo d’Israele, dopo Cristo Dio è presente nella Chiesa, anche con la Sua presenza dell’Antico Testamento. Infatti a catechismo la prima cosa che ci insegnano sono i 10 comandamenti di Mosè.

      La Chiesa riassume in sè anche l’Antico Testamento, e dopo la diaspora e la distruzione del tempio, per gli Ebrei non esiste più un luogo sulla terra dove il divino è presente.
      Infatti per gli Ebrei Dio era presente solo nel tempio di Gerusalemme, che nel 70 dC fu distrutto dai Romani. Nelle sinagoghe allora come oggi non è presente il divino, sono luoghi di lettura della parola di Dio , ma Dio non è più realmente presente. Per questo tornare a Gerusalemme e ricostruire il tempipo è l’unica speranza per gli Ebrei. per questo il protestantesimo è schematicamente , idealmente, la fotocopia dell’ebraismo , Cristo non è presente realmente , ma solo nella “parola di Dio” : negano la presenza reale e non a caso la Bibbia ebraica e quella protestante mancano degli stessi 7 libri scritti in greco nell’AT.
      Ecco l’importanza del discorso di Gesù alla Samaritana , quando dice che Dio non sarà più in futuro presente su questo monte o a Gerusalemme, ma ovunque ci sia adorazione in Spirito e Verità cioè la Sua Presenza Reale
      ( cioè nei Sacramenti perchè nessun uomo solo con le sue forze può dire di poter adorare Dio in Spirito e Verità).Questo ha sostituito il tempio di Gerusalemme,che non c’è più e non per colpa della Chiesa.

      Se oggi una persona qualsiasi in crisi esistenziale vuole conoscere Dio cerca normalmente una realtà cristiana , cattolica o non , e nessuno normalmente cerca oggi una sinagoga se ha un’esigenza religiosa, anche perchè non sarebbe ammesso, perchè solo gli Ebrei possono frequentare le sinagoghe, come le scuole ebraiche , uno che non sia ebreo non può iscrivere i suoi figli alla scuola ebraica.

      La sostituzione è un dato di fatto storico, non merita un giudizio morale pro o contro.

      La responsabiità remota è dell’imperatore Tito (e poi anche di Adriano), quindi se vogliamo cercare i responsabili della sostituzione dobbiamo identificarli nei successori degli imperatori di Roma , quindi , visto che l’ impero romano non c’è più, oggigiorno bisognerebbe chiedere i danni ad Alemanno.

  71. ritaroma scrive:

    Capisco, amico, che sei un fervoroso ciellino, ma non esiste solo CL a salvaguardare la Chiesa, il Vangelo e il Cristianesimo…di movimenti ecclesiali che sostengono il Papa e la gente della strada , xchè fanno parte della “gente del supermercato” ce ne sono tanti e si danno anche tanto da fare. Ogni movimento, ogni realtà rispecchia un aspetto di Cristo, nessuno è un intero…basta guardare i santi…ognuno è un mattoncino del mosaico. un saluto

    • Fabio Sansonna scrive:

      Grazie , no , io son ben felice che ci siano tanti movimenti , anzi ultimamente propongo a tutti la figura di Chiara Luce Badano , che mi ha affascinato.
      Giusto per dimostrare come non sono legato ad una sigla.

    • Cherubino scrive:

      i santi e i beati sono esempi per la nostra edificazione e fratelli e sorelle che intercedono per noi.
      I movimenti sono un’altra cosa, sono percorsi di crescita voluti dal Signore.
      Alcuni di quelli approvati ufficialmente dalla Chiesa sono: Focolarini, Comunione e Liberazione, Rinnovamento nello Spirito, Neocatecumenali, Cursillos de Cristianidad, poi ci sono i terziari francescani, le Comunità di Vita Cristiana (CVX, legata ai gesuiti), il Movimento Eucaristico Giovanile (MEG, anch’esso guidato dai gesuiti).

      • Fabio Sansonna scrive:

        Chiara Badano è cresciuta nel movimento GEN. I focolarini sono i gruppi di consacrati del movimento GEN.
        La beata Chiara Badano non era una consacrata a Dio in modo esplicito. Con ciò la sua storia dimostra che i movimenti non sono un’altra cosa rispetto alla santità, ma essi sono oggi un aiuto a vivere la santità fino al riconoscimento ufficiale delle virtù eroiche da parte della Chiesa, come nel caso di Chiara.

  72. Ercole Consalvi scrive:

    Visto dall’estero, questo scambio di nomi sembra una vergognosa lotteria. Ho letto da qualche parte che solo un paese spensierato come l’Italia si può permettere due lussi: il Vaticano e Berlusconi. Forse sia vero.

  73. ritaroma scrive:

    Nella ns “spensieratezza” stiamo sempre meglio della Grecia, della Spagna ecc se non ricordo male siamo al 10.mo posto, gli altri sono tutti dietro!

  74. Fabio Sansonna scrive:

    Non mi spreco a citare don Giussani, i suoi libri sono tutti a disposizione, leggeteveli!
    La Chiesa non è una struttura democratica nè sindacale, quindi il suo metodo è fuori luogo.
    Ora le cito don Giussani che citava S Tommaso quando diceva : “Il metodo è dettato dall’oggetto “. Il metodo sindacale non è adatto al soggetto Chiesa.

    • Cherubino scrive:

      ah ah ah ! Non si spreca a citare don Giussani … vabbè lasci perdere … magari legga meglio le pagine che è andato a sfogliare su internet.
      La frase “il metodo è dettato dall’oggetto” non c’entra niente con la democrazia o il sindacato. E’ un principio di gnoseologia secondo la scuola realista. La politica non c’entra.
      Anzi, quel principio dimostra supporta la mia richiesta: in un blog, in cui nessuno ha diritto di essere creduto a priori, la credibilità dipende dalle argomentazioni e dalle prove a sostegno della propria tesi. E’ l’oggetto “blog” ad imporre il metodo del “se vuoi avere credito prova ciò che sostieni e argomenta”. Questo non c’entra niente con il sindacato e neanche con la democrazia. Non stiamo votando un opinione, nè eleggendo qualcuno, nè difendendo i diritti del lavoro di qualcuno.
      AD esempio: tu hai detto che il papa non impone ai lefebvriani di accettare il Concilio. Ho postato due citazioni inequivocabili che dimosrtano il contrario. La uta risposta è stata “tanto non tocca a me decidere”, cioè hai sviato il discorso, perchè le mie citazioni seppellivano le tue affermazioni improvate.
      Tu dici di seguire don Giussani, ma non vedo granchè delle idee di don Giussani nelle tue parole. E di ciellini ne conosco. E sono sottili ragionatori molto diversi da te.

      • Fabio Sansonna scrive:

        “La frase “il metodo è dettato dall’oggetto” non c’entra niente con la democrazia o il sindacato. ”
        Invece c ‘entra.
        Dato che oggetti del presente blog sono la fede in Cristo e la vita della Chiesa Cattolica, i criteri devono essere propri di questi oggetti ,mentre si applicano criteri sindacali alla Chiesa.
        Leggiti il capitolo terzo de “Il senso religioso” (terza premessa: incidenza della moralità sulla dinamica del conoscere. edizioni Rizzoli, 1988) e capirai che i criteri sindacali c’entrano eccome , ma si applicano ad oggetti di argomentazione sindacali, i criteri democratici c’entrano eccome , ma vanno applicati ad oggetti di argomentazione sulla democrazia , non agli oggetti Cristo e Chiesa.
        Il tuo è il tipico errore metodologico identificato da mons Giussani ed ampiamente smascherato nei suoi testi che ti invito a leggere per imparare qualcosa di più della mentalità cristiana vera.

        Il motivo poi per cui non mi spreco a citare don Giussani è che i suoi libri sono talmente diffusi e noti che solo una pigrizia costituzionale, una cattiva volontà ormai ne impedisce la lettura diretta.
        Ma il motivo principale è che don Giussani l’ho conosciuto di persona ed è stato il mio direttore spirituale per anni, e i corsi sul senso religioso li ho seguiti e imparati dalla sua viva voce.
        Per questo non amo citare i libri.

        Così come le notizie più recenti sulla risoluzione della questione FSSPX le ho da fonti dirette , non posso citarle perchè non sono scritte da nessuna parte . Ma a Roma ormai dopo la fine dei colloqui, si parla di trattare la FSSPX come gli anglicani e il Papa sta pensando ad un Motu Proprio che riaccolga tale frayternità come gli anglicani, esigendo solo la accettazione del Catechismo del 1992. Da un punto di vista logico non fa un apiega questa decisione se verrà accettata dalla FSSPX (cosa non così scontata).
        Infatti essi hanno in arretrato solo 1 Concilio, mentre gli anglicani ne avevano in sospei 3 + 2 dogmi.
        E se è vero che il Catechismo del 1992 contiene tutto, non vedo cosa ci sia di strano a ipotizzare , come di fatto si sta facendo a Roma, questo tipo di soluzione.

        Le tue citazioni sulla FSSPX sono citazioni di qualche anno fa della Segreteria di Stato : ma ormai siamo oltre, ci sono stati i colloqui e il Papa vuole una soluzione a tutti costi.

        Mi spiace , ma come nel caso di don Giussani io parlo per esperienza diretta , per fonti dirette , le citazioni scritte non sempre sono aggiornate agli eventi, e comunque se sarà così avrai modo di leggere quello che ho anticipato sui giornali tra qualche tempo.

  75. Fabio Sansonna scrive:

    Infatti sindacalmente è incomprensibile che agli anglicani il Papa non abbia chiesto di riconoscere Concilio di Trento, Concilio Vaticano I e II, dogma dell’infallibilità del Papa e dell’Assunzione .

    A proposito un ex sacerdote anglicano , neo cattolico ha detto .
    “Il problema delle chiese protestanti è che la loro risposta varia di comunità in comunità a seconda del pastore, e ciò impedisce al cristiano di farsi chiaramente testimone nel mondo” (da Tempi 22 giugno 2011)

    Stiamo ricalcando lo stesso errore, ci sono in ambito cattolico figure che propongono le categorie protestanti come se fossero una novità , questi vogliono indebolire la Chiesa Cattolica e sono anche ridicoli perchè propongono i criteri protestanti come fiosero delle novità recenti, invece sono roba vecchia di 5 secoli, come dire che nel mondo dei motori a iniezione uno viene a roporre come novità assoluta la carriola !
    Solo gli sprovveduti possono cascarci.
    Quegli anglicani divenuti cattolici non ci sono cascati.

    • Cherubino scrive:

      ti sbagli, gli anglicani hanno dovuto sottoscrivere il vigente Catechismo della Chiesa Cattolica che contiene ovviamente tutta la dottrina che un cattolico deve accettare.

      • Fabio Sansonna scrive:

        Lo so benissimo , tutto il mio fine ragionamento si poggia proprio su questa geniale decisione del Papa che apprezzo moltissimo .
        Sei tu che non hai capito niente di quello che ho scritto io il Papa lo stimo e lo considero molto più di te.

        • Fabio Sansonna scrive:

          Ritorniamo alle aste , come alle elementari, rileggiamo insieme :

          allora io ho scritto :

          “Infatti sindacalmente è incomprensibile che agli anglicani il Papa non abbia chiesto di riconoscere Concilio di Trento, Concilio Vaticano I e II, dogma dell’Immacolata , dell’ infallibilità del Papa e dell’Assunzione .”

          E’ quel “sindacalmente ” che cambia tutto e ti è sfuggito, era una ironia verso il TUO modo di pensare che è puramente sindacale, non certo verso il Papa che ragiona da cristiano cattolico !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
          Ti manca il ” sensus fidei” che aiuta a capire anche il senso delle cose che si dicono….

    • Cherubino scrive:

      ma colgo nelle tue parole una sfumatura polemica verso la decisione di Benedetto XVI … molto interessante.

      • Fabio Sansonna scrive:

        Si vede prorpio che non hai capito niente !
        Ricominciamo dalle aste come alle elementari :

        se il Papa dagli anglicani non ha preteso che riconoscessero a uno a uno ogni passaggio, concilii e dogmi cattolici, dallo scisma di Enrico VIII fino ad oggi, ma ha solo richiesto il riconoscimento del vigente Catechismo della Chiesa Cattolica che contiene ovviamente tutta la dottrina che un cattolico deve accettare , cosa vieta che possa chiedere la stessa cosa anche alla FSSPX , visto che di passaggio da riconoscere rispetto agli anglicani ne hanno uno solo, un concilio e nessun dogma in arretrato ?

        • Fabio Sansonna scrive:

          Ma non mi meraviglio della tua incapacità a capire , forse i miei ragionamenti sono troppo fini per una mentalità puramente sindacalista …, ma don Giussani spiega bene questo fenomeno, non è colpa tua consolati :

          ” Il fatto che dopo il Concilio la teologi prevalente non solo non parlò più di missione, ma addirittura osò dire che la missione era un attentato alla coscienza degli altri è sintomo che essa ( la teologia, ndr)è fatta di gente che non è mai stata uomo,probabilmente per l’intellettualità fatta identica alla vita , il gioco intellettuale fatto identico al vivere . (sembra scritto apposta per te!, ndr). Infatti se uno ama l’altro e vede una cosa bellissima non può non dirlo: se ama gli uomini non può non comunicarlo. E se ha davanti un bambino gli dirà “Guarda che bello !” questa è missione!

          ( da “L’io rinasce in un incontro” di Luigi Giussani pag 316-317 BUR 2010)

          • Fabio Sansonna scrive:

            “L’ecumenismo come è inteso adesso poggia tutto …nella traduzione pseudocattolica che ha dominato tanti teologi del Concilio Vaticano II e soprattutto la teologia dopo il Concilio…..questo…pantheon di fiabe costruite sul sentimento religioso ad un certo punro ha implicato anche l’avvenimento di Cristo…si è interpretata (male ndr) la frase di GPII dalla Redentor Hominis “Cristo è il centro del cosmo e della storia ” e …. si è detto tutto è bene…confermando così con questa interpretazione falsa il bailamme di tutte le fiabe antecedenti…questa è la posizione generatrice di tutti gli equivoci del post Concilio, Karl Rahner,il cardinal Konig…E’ l’eliminazione vera e propria di Cristo come fatto storico senza precedenti… la cosa più importante non è il senso religioso ma è l’incontro con Cristo, Tutto l’ecumenismo di adesso che poggia la sua argomentazione sul fatto che tutte le religioni sono simili…tutte…si equivalgono,dimentica semplicemente che Dio è nato bambino, è nato come uomo e seguendo questo uomo si capisce cos’è il cuore, cos’è il senso religioso, cos’è la ragione , cos’è tutto”

            “ma la cosa impressionante è che dopo quarant’anni ci siano capi dei nostri gruppi
            (cioè dei ciellini , ndr) che non capiscono queste cose !”

            ( da “L’autocoscienza del cosmo” di Luigi Giussani pagine 14-21 BUR 2000)

          • Fabio Sansonna scrive:

            ” …un pericolo gravissimo : confondere il dialogo col compromesso.Partire da ciò che si ha in comune con l’altro non significa necessariamente dire la stessa cosa, pur usando le stesse parole : la giustizia dell’altro non è la giustizia del cristiano, la libertà dell’altro non è la libertà del cristiano, l’educazione nella concezione dell’altro non è l’educazione come la concepisce la Chiesa”.

            ( da “Il rischio educativo” di Luigi Giussani ,pag 122, Rizzoli 2005)

          • Cherubino scrive:

            non è affatto vero che la teologia recente non ha parlato di missione … don Giussani non era ben informato

          • Cherubino scrive:

            “Partire da ciò che si ha in comune con l’altro non significa necessariamente dire la stessa cosa, pur usando le stesse parole…”

            certo, ma non vuol dire neanche necessariamente dire una cosa diversa ! Altrimenti diventa pregiudizio. Chi dice che la libertà, la giustizia, l’educazione “dell’altro” non siano quelle del cristiano ? Potrebbero non esserlo, ma potrebberlo anche esserlo. Quante volte Gesù ha trovato la fede nelle persone in cui meno doveva aspettarla ?
            Le frasi di don Giussani, molto belle dal punto di vista letterario, non vanno certo prese come un Catechismo ! Altrimenti se ne tradisce il senso.
            La giustizia dell’altro non è quella del cristiano? Però Gesù ha detto ai giusti che non si erano accorti di servirlo, che quando lo avevano fatto ad un bisognoso in realtà l’avevano fatto a Lui. Quelli che non si erano accorti di ciò erano gli “altri” ! Eppure per Gesù sono “i suoi”. Invece i “presunti suoi”, quelli che dicono “quando mai ti abbiamo visto bisognoso e non ti abbiamo soccorso?”, quelli che per Cristo farebbero qualsiasi cosa, invece per Gesù non sono “i suoi”.
            Strana logica del Vangelo che sconvolge le “affiliazioni” umane per stabilire la purezza di una Santità senza altra etichetta che quella del Gesù crocifisso per tutti.

        • Cherubino scrive:

          bella questa ! A me sta benissimo se i lefebvriani riconoscono “solo” il Catechismo della Chiesa Cattolica, ovviamente nella forma vigente ossia quello del 1992.
          Chiedi a loro però se sono disposti a riconoscerlo.

      • Fabio Sansonna scrive:

        La sfumatura polemica è verso il tuo modo di pensare , non verso il Papa , verso l’errore metodologico di applicare criteri sindacali all’oggetto Chiesa.
        IL METODO E’ DETTATO DALL’OGGETTO !!!!!!!!!!!!!!!!!!

      • Fabio Sansonna scrive:

        La sfumatura polemica è verso il tuo modo di pensare , non verso il Papa , verso l’errore metodologico di applicare criteri sindacali all’oggetto Chiesa.
        IL METODO E’ DETTATO DALL’OGGETTO !!!!!!!!!!!!!!!!!!

  76. Fabio Sansonna scrive:

    “… l’enciclica Mystici Corporis …è l’enciclica più importante di tutto questo secolo, non per nulla l’hanno trascurata tanti teologi dal Concilio in poi ! ”

    ( da “Dal temperamento un metodo” di Luigi Giussani , pag 248 BUR 2002)

    La Mystici Corporis è un’enciclica di Pio XII.

  77. Cherubino scrive:

    In ogni caso, dato che il Catechismo della Chiesa Cattolica è infarcito di citazioni del Concilio Vaticano II e ne è sostanzialmente una “summa”, dire che i lefebvriani possono accettare il Catechismo ma non il Concilio è un’assurdità, un puro espediente retorico per far credere che sia possibile non accettare il Concilio.
    Del resto la disobbedienza di mons. Fellay è del tutto evidente con le recenti ed ennesime ordinazioni sacerdotali, immediatamente dichiarate illegittime dalla Santa Sede. E questi sarebbero quelli che si sottomettono all’autorità del papa ?

    • Fabio Sansonna scrive:

      E’ un problema che non mi riguarda.

      • Cherubino scrive:

        Come sei volubile ! Eri tu che ponevi il problema più sopra (“Fabio Sansonna scrive: 29 luglio 2011 alle 06:49″).

        • Fabio Sansonna scrive:

          Io pongo il problema perchè mi interesso alla vita della Chies, anche don Giussani si era interessato alal vicenda della FSSPX , al loro problema, ma non lo ha risolto, e nemmeno sono io che devo risolverlo.
          Non spetta a me risolverlo, ma alle scelte che farà il Papa e alla loro libertà di accettarle.
          Io mi limito a vivere con attesa dall’esterno e comunico quel che so al blog. PUNTO.

  78. Fabio Sansonna scrive:

    Gli altri troverano la strada della salvezza attraverso la compagnia dei cristiani, è carità pelosa quella di dire ” comprendiamo gli altri…. ecc… ” come si fa oggi, che è il contrario della missione come diceva don Giussani, perchè così facendo si tradisce il destino degli altri, che possono compiere il loro destino solo guardando a Cristo. O peggio, con la scusa di essere rivolti agli altri per cui Cristo è morto, si finisce solo per giustificare acriticamente le loro posizioni esistenziali che non danno loro la salvezza e quindi li si conferma nell’errore e non li si salva. In questo senso don Giussani ha ragione , essere rivolti agli altri è diventato un patetico atteggiamento di rifugio per gli apostati silenziosi che fingono di essere cristiani, che non è missione, è penosa e meschina giustificazione della posizione altrui, purchè non siano cattolici, da parte di chi non ha più la fede. Basta essere non cattolici per gli apostati silenziosi , basta (secondo loro) solo questo per salvarsi ormai. E’ squallido e demenziale! Ci si salva solo per Cristo!
    Solo guardando alla compagnia dei cristiani cioè alla Chiesa, e quelli che sono al di fuori della comunità si salveranno perchè avranno riconosciuto che i cristiani vivono nella verità. Dal sanscrito : verità= rapporto con Dio. Come il buon ladrone, non era un cristiano ma alla fine si è salvato perchè ha riconosciuto. Non è morto criticando,ma riconoscendo il Mistero fatto carne sulla croce. Ma nessuno che tradisca la moglie, rubi, uccida e critica la Chiesa o i cristiani si salva, questa è una colossale panzana che solo il modernismo ateo poteva introdurre nella Chiesa. Il fumo di Satana. Per questo la missione è essenziale, don Giussani ha ragione.
    “Nulla salus extra ecclesia”, nel senso che quelli al giorno del giudizio in Matteo 25 non erano nella Chiesa e si salveranno, si salveranno grazie alla Chiesa perchè certi ideali li avranno ricevuti e vissuti più o meno consapevolmente grazie alla Chiesa che è Lumen Gentium. Ma se non si fanno illuminare dal Lumen Gentium e non lo stimano non si salvano , non basta essere fuori dalla Chiesa ,come vuole la mentalità pseudoclericale attuale che è così presente negli ambiti cattolici, e non basta non essere cristiani per salvarsi o peggio essere contro i preti e la Chiesa. Non basta essere prostitute o ubblicani per salvarsi (vedi cosa dice S Paolo), occorre essere prostitute o pubblicani che almeno una volta hanno guardato a Cristo e alla Chiesa con una domanda, con un desiderio autentico di salvezza, con pentimento. Non sono quelli che non guardano mai a Cristo e alla Chiesa quelli di cui parla Matteo 25 , ma solo quelli che , guardando alla compagnia dei cristiani, desiderano la verità che è Cristo . Questi si salveranno anche se non andavano all’oratorio o alla lectio divina. A parte che anche un cristiano potrebbe agire senza coscientemente riconoscere Cristo in un povero, per cui attribuire sistematicamente il ruolo delle persone di Matteo 25 che “non sapevano” solo ai non cristiani è un ben noto errore di interpretazione del ben noto brano di Vangelo..
    E’ un’interpretazione abusiva e falsa di Matteo 25.
    “Chi amerà voi amerà Me, chi disprezzerà voi disprezzerà Me”

    Basta così , se no impari troppo, adesso studiati da solo i libri di don Giussani , mi sembra di averti fornito indicazioni bibliografiche a sufficienza, i compiti per le vacanze te ne ho indicati abbastanza. Buon lavoro !

  79. Fabio Sansonna scrive:

    A proposito di fumo di Satana, dice mons. Giussani a proposito di Paolo VI:

    “Bisognerebbe far la storia di tutti i suoi interventi che coraggiosamente e impopolarmente hanno fermato la falsa democrazia,l’equivoca dogmatica che molti padri conciliari tentarono di far passare con una pretesa democraticistica.”

    (da “Un caffè in compagnia” pag 106 Luigi Giussani Rizzoli 2004)

    Ecco le origini della mentalità sindacalista e democraticistica nella Chiesa attuale….

  80. Fabio Sansonna scrive:

    ” Il modo con cui la Chiesa cambia il mondo non è…. come dopo il Concilio per trent’anni hanno pensato i preti…compreso adesso , sono la maggior parte anche adesso…l’organizzazione ecclesiastica, (come tanti vescovi pensano anche adesso),
    ma è la forza di Cristo che si comunica alla coscienza, alla vita , alle persone che lui afferra…”

    (da “Una Presenza che cambia” di Luigi Giussani ,pagina 194
    Quasi Tischreden BUR 2004)

    • Fabio Sansonna scrive:

      ” Il discorso sui valori comuni, portato avanti anche da vescovi,la stabilizzazione sui valori comuni è proprio l’alienazione della libertà”.

      (Da ” Ciò che abbiamo di più caro” di Luigi Giussani . BUR 2011, pag. 36)

  81. Fabio Sansonna scrive:

    ” Si chiama tradizione questa ricchezza complessiva del passato , non possiamo offrire aiuto se non per un passato che in noi vive nel presente; non possiamo recare aiuto se non per una tradizione…la tradizione -dice il Papa (GP II , ndr)-è la condizione del rinnovamento. (lo scriveva quando era ancora cardinale a Varsavia, commentando il Concilio). Infatti il resente agisce usando quello che ha ricwevuto, usando il passato fino all’istante precedente”.

    ( da “Realtà e giovinezza.La sfida. Luigi Giussani. S.E.I., Torino, 1995, pag 165)

    Quindi, come diceva il card Wojtyla qui citato da don Giussani commentando il Concilio, chi non è radicato nella fede tradizionale è IMPOSSIBILE che capisca e interpreti correttamente il Concilio Vaticano II.

  82. Angelo Taranto scrive:

    Possibile che Taranto sia diventata la diocesi del mistero? Ancora nulla sulla nomina del nuovo arcivescovo? Siamo in attesa da mesi, qui tutto è fermo in attesa che venga dato l’annuncio e ognuno fa ciò che crede, siamo pecore senza pastore.

  83. ANTONIO scrive:

    caro angelo Taranto anche io sono di Taranto e da mesi giro per il web per sapere se ci sia il nome del successore di mons. Benigno Luigi Papa. Oggi però in questo sito http://www.oraquadra.it/cronaca/659-esclusiva-oraquadra-mons-pelvi-arcivescovo-di-taranto.html in questo sito ci sono i 3 probabili successori tra cui il piu’ probabile mons. Vincenzo Pelvi attualmente arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia e gli altri 2 nomi sembrano essere mons. Michele Seccia (vescovo di Teramo) e di mons. Pietro Maria Fragnelli (vescovo di Castellaneta) come probabili successori.