Parroci d’avanguardia oppure un po’ in ritardo?

Cari amici, in questi giorni si parla di una contestazione proveniente dal clero austriaco. E’ promossa dal movimento “Iniziativa parroci” (ne ha parlato ieri anche Paolo Rodari su Il Foglio): come spiega il suo portavoce, Helmut Schüller, più di 250 preti hanno firmato un appello nel quale chiedono che le donne possano accedere al sacerdozio.

I parroci hanno voluto sfidare apertamente la Santa Sede anche su un altro terreno delicato, quello della comunione ai divorziati. Ha detto Schüller, portavoce di “Iniziativa parroci”, che il Vaticano “non può imporre le proprie convinzioni ai preti austriaci”. Un anno fa, un sondaggio aveva rivelato che ben l’80 per cento dei parroci del paese si dichiarvano favorevoli all’abolizione del celibato ecclesiastico.

Non essendo parroco, né celibe, né donna che ambisce al sacerdozio, né (grazie a Dio) divorziato, cerco di esprimere un giudizio il più possibile sereno e in qualche modo distaccato. Di tutti questi temi, quello che considero davvero connesso con la vita dei semplici fedeli è la questione dell’esclusione dei divorziati risposati o conviventi dall’eucaristia. Vista la crescita esponenziale di separazioni e divorzi, il problema riguarda un numero sempre maggiore di persone. Penso che si debba far di tutto per non far sentire questi fratelli e queste sorelle come degli esclusi e ricordo ad esempio la bella lettera Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito, pubblicata dal cardinale Dionigi Tettamanzi tre anni fa.

Per quanto riguarda invece l’abolizione dell’obbligo del celibato per la Chiesa latina e l’apertura al sacerdozio femminile (due argomenti, come sapete, tra loro ben diversi: esistono infatti anche nella Chiesa cattolica preti sposati, di rito orientale o negli Ordinariati anglicani, mentre l’ordinazione di donne prete è stata più volte solennemente eclusa dai Pontefici), senza voler giudicare le intenzioni di chi propone appelli e iniziative, mi sembra rivelino un malinteso.

Sapete bene che le confessioni cristiane che negli ultimi decenni hanno imboccato questa strada, per ammodernarsi, per aderire maggiormente allo spirito del tempo, etc. etc., non hanno registrato un aumento di fedeli, bensì una continua emorragia. Da ciò si comprende che il celibato del clero e le donne prete sono questioni di tipo eminentemente clericale, per addetti ai lavori, per esperti interessati ai meccanismi interni dell’istituzione ecclesiastica. Che rischiano a mio avviso di perdere di vista l’essenziale: oggi c’è bisogno di far risplendere la bellezza del volto di Gesù, la bellezza dell’esperienza cristiana, in un mondo sempre più secolarizzato.

Mi permetto di citare ancora una volta un passaggio a mio avviso drammatico dell’omelia tenuta da Benedetto XVI a Lisbona l’11 maggio 2010, che si applica perfettamente anche all’argomento di questo post:

«Spesso ci preoccupiamo affannosamente delle conseguenze sociali, culturali e politiche della fede, dando per scontato che questa fede ci sia, ciò che purtroppo è sempre meno realista. Si è messa una fiducia forse eccessiva nelle strutture e nei programmi ecclesiali, nella distribuzione di poteri e di funzioni; ma che cosa accadrà se il sale diventa insipido?».

Già, che cosa accadra? C’è da augurarsi che gli oltre 250 preti firmatari dell’appello avvertano questa urgenza segnalata dal vescovo di Roma. Forse, riflettendoci su, si potrebbe scoprire che ciò che le donne e gli uomini delle nostre società attendono, ciò di cui hanno veramente bisogno, è di incontrare l’abbraccio di misericordia del Nazareno, non la moglie del parroco o il parroco in gonnella.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

215 risposte a Parroci d’avanguardia oppure un po’ in ritardo?

  1. Lello Melillo scrive:

    E’ sempre una questione di FEDE. Quando questa scema ( verbo scemare……) si ricercano infinite cause umane senza interrogarsi e soffermarsi sul vero problema: ma io, ho veramente incontrato il Signore? E se SI, chi è veramente LUI per me? E che ne è della mia GRAZIA di STATO? Questo vale per i preti e per gli sposati…….

  2. Jacu scrive:

    Io avrei un paio di domande?
    1. durante la loro consacrazione, questi preti non hanno fatto voto di obbedienza al vescovo e ai suoi successori? come armonizzano ciò con il presente spergiuro?
    2. come hanno fatto a divenire preti, cattolici che ignorano e/o non accettano la dottrina cattolica? (il divieto di contrarre nuove nozze è ben attestato nei Vangeli: vd. ad. es. S. Matteo 5, 31-32).
    3. immagino che questi sacerdoti non si siano alzati l´altro giorno e, dopo un di telefonate, deciso di dare atto alla loro ribellione: dove erano gli ordinari? Perché non hanno preso provvedimenti prima?
    4. che cosa si attendevano i vescovi austriaci, i quali, card. Schönborn in testa, rilasciano interviste nelle quali danno un´idea “personale” della dottrina della Chiesa in vari campi? Hanno seminato disobbedienza, disobbedienza stanno raccogliendo.
    5. che cosa ha fatto il Vaticano in questi anni? Che cosa è accaduto, ad esempio, al card. Policarpo di Lisbona che pochissimo tempo fa ha affermato che non trova nel Vangelo basi teologiche per l´esclusione delle donne dal sacerdozio? Che cosa ha fatto il Vaticano? Ha smentito? Ha costretto il patriarca (!) di Lisbona a fare marcia indietro?

    jacu

    • Manuel scrive:

      porquê, você encontrou no evangelho algo que desminta o cardeal-patriarca de Lisboa

    • Manuel scrive:

      porquê, você encontrou no evangelho algo que desminta o cardeal-patriarca de Lisboa

  3. Gian Leandro scrive:

    Il problema si pone proprio su questa domanda: chi sono i fedeli e quanti approvano le idee di questi 250 parroci?
    Ha fatto bene Dr. TORNIELLI ad evindenziare il fatto che:
    “le confessioni cristiane che negli ultimi decenni hanno imboccato questa strada, per ammodernarsi, per aderire maggiormente allo spirito del tempo, etc. etc., non hanno registrato un aumento di fedeli, bensì una continua emorragia.”
    Come cattolico praticante dico che è meglio tacere e PREGARE di più.
    Non sono le chiacchere dei 250 preti a salvare il mondo ma Gesù e la perseveranza nella preghiera, come diceva Sant’Alfondo: CHI PREGA SI SALVA, CHI NON PREGA SI DANNA.
    E’ una questione di vita e stile spirituale, il resto lascia il tempo che trova. Sono stato molte volte in Austria ed ho trovato tanti ottimi parroci.
    Riguardo la comunione ai divorziati risposati penso che la Chiesa potrebbe rivedere certi divieti del passato e concedere la comunione a coloro che ABITUALMENTE frequentano la Santa Messa domenicale e non agli occasionali che, se non credono nella pratica cristiana assidua neanche credono nella Santa Comunione.

    • Gian Leandro scrive:

      scusate il refuso si tratta di SANT’ALFONSO e non di Sant’Alfondo

    • luciano27 scrive:

      la maggior emorragia sta a dimostrare che la maggior conoscenza, porta a una diversa valutazione, più aderente alla realtà della vita, di ciò che viene detto e insegnato, che era accettato secoli addietro, quando l’istruzione era privilegio di pochi .Ora che ci si accorge che chi invita a professare la fede,è ben lontano dai suoi dettami,i continui discorsi enfatici pieni dei Nomi, di inviti ,esortazioni,moniti,ma che non portano a nulla, hanno un effetto opposto a quello che si prefiggono.

  4. peccatore scrive:

    Penso che in questo preciso momento storico stiano venendo al pettine diversi nodi ingarbugliatisi negli ultimi decenni.

    Quello fondamentale riguarda la profondità e la purezza della fede nel Dio trinitario cristiano che dovrebbe riguardare ogni fedele e particolarmente chi segue una speciale vocazione di vita consacrata, includendo anche il sacramento del matrimonio.
    La profondità e la purezza della fede sono intaccate in due modi: un difetto di trasmissione (la Chiesa è un’ininterrotta staffetta di tedofori che si passano l’un l’altro la fiaccola accesa da Gesù) ed il continuo assalto del principe di questo mondo alla staffetta in corsa.

    E’ evidente che l’aver indebolito la purezza della trasmessissione (la Traditio), ed avendo respirato sempre più profondamente lo spirito secolarizzante, le due cose non potevano non incidere sulla logica dei sacramenti, dell’ordine e del matrimonio.
    Non è però da cristiani limitarsi alle analisi e bisogna confidare in Dio anche mentre la croce pesa e la barca pare affondare nella tempesta.

    Dunque, che fare in questo preciso momento?
    Mi fido del successore di Pietro, al timone della barca. Nelle mani di Dio.
    Benedetto XVI sta ridando dignità alla purezza della fede sporcata dal peccato.
    Non tutti sono in grado di apprezzarne la bellezza, abituati come siamo ai surrogati, ai motivi dello stilista che c’è chi ritiene impreziosiscano il bianco in tinata unita.
    C’è chi, ebbro di film, preferisce il succo di pomodoro al sangue vero, tanto più che a contare sono le belle foto, ad effetto, ma evitando ferite e lacerazioni.

    Per quanto attiene il sacerdozio bisogna andare a vedere chi insegna nei seminari, quali teologi si leggono, quali culture vi si annidano. Chi è sviato può solo convertirsi, ma non può certo illudersi di aver ragione per via democratica o tramite petizioni.

    Per quanto attiene il matrimonio e la questione dei divorziati risposati, servirebbe un atto del magistero capace di mettere insieme tre cose:
    -l’intangibilità sacramentale del matrimonio
    -l’assunzione di responsabilità per matrimoni celebrati in Chiesa irresponsabilmente, di cui poi sono le prime vittime gli sposi che hanno visto fallire la loro unione, e si trovano nell’impossibilità di poterne vivere un’altra, più consapevole.
    -la possibilità di accostarsi in qualche modo al Santissimo Sacramento eucaristico (ad esempio come adorazione) in modo pubblico, comunitario, da umanità ferita e pentita, confessata, battezzata, devota e prostrata davanti all’amore misericordioso di Dio (utile ed educativa anche per chi non ha impedimenti a comunicarsi “normalmente”), che sgombri il campo da ogni pretenzioso “diritto” o “ugualitarismo” di stampo socializzante.

    Se al centro della missione stanno l’annuncio del vangelo (Dio è amore, Dio è Padre, Figlio e Spirito Santo, Gesù e il Padre sono una cosa sola, Gesù è Dio incarnato, morto e risorto, per redimerci dal peccato; è vivo e tornerà) ed il battesimo ci rende cristiani, è evidente che il peccato, che ferisce i corpi e fa morire le anime a Dio, deve poter essere sanato da chi ha il potere, da Dio, di rimetterne le colpe. In modo diversificato, ma lo può fare. Riportando tutti all’adorazione di Gesù, presente realmente nel Santissimo sacramento, quello stesso sacramento disonorato da quanti, potendovisi accostare, l’hanno ridotto ad un gesto banale.

    Gesù guarda con amore e vuol salvare anche chi non è battezzato (questi, non conoscendo Gesù, non ne conosce l’amore).
    Gesù naturalmente guarda con amore chi, battezzato, ma peccatore, è impossibilitato ad una piena comunione con l’Amore (il peccatore battezzato conosce Gesù, e vive il dolore di una separazione, ma anche gode la consolazione dello sguardo amorevole di Dio, cui si accosta fiducioso).
    Gesù guarda con lo stesso amore chi, battezzato, confessa il proprio peccato, accusandosene, facendo quanto possibile per porre rimedio, godendo della festa del perdono.
    In questi tre differenti stati l’amore di Gesù è lo stesso. Il ruolo della Chiesa è lo stesso (annunciare e battezzare). L’accesso degli uomini ai sacramenti è differenziato dalle vicende della vita (conversioni, peccati, fallimenti, grazie) e della storia (nascere in Turchia oggi dà meno possibilità di essere cristiani di quanto non avvenisse un secolo fa).

    Basta aver chiaro tutto questo e non accampare “diritti” di essere tutti uguali. Siamo tutti ugualmente amati. Ma ciascuno con la propria storia. E ce ne dobbiamo far carico. Anche perchè i conti li faremo nella vita che verrà, ed ogni sconto chiesto adesso non mancherà di esserci segnalato “dopo”.

    Scusate la lunghezza. Però è un bellissimo tema.
    Con tante sofferenze e tanta luce.
    E l’amore grande di Dio per l’umanità e della Chiesa per l’uomo.
    Una Chiesa che non perda il filo e non diventi un’organizzazione…

    • Cherubino scrive:

      veramente a me sembra -ricordando anche le parole di Giovanni XXIII, di Paolo VI, di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI- che la Traditio non si sia indebolita, ma al contrario: il Signore ha prevenuto le difficoltà di oggi con il grande dono del Concilio Vataicano II, “magna charta per il nostro tempo” (Benedetto XVI).

    • Sal scrive:

      @ peccatore

      “in questo preciso momento storico stiano venendo al pettine diversi nodi” Perché solo ora ? Ha qualche motivo per dirlo ?

      “La profondità e la purezza della fede sono intaccate in due modi….” ci sta dicendo di abbandonare il cattolicesimo perché non è più in grado di svolgere il suo ruolo dato che la barca affonda ? Sembra di No, dato che dice che si affida al timoniere; ma allora perché si preoccupa della barca se fa solo il mozzo ? criticando chi insegna nei seminari chi si annida in sentina ?
      Sostenere poi che
      “chi non conosce Gesù non ne conosce l’amore” è un affermazione un po’ presuntuosa, dato che per es. anche i mussulmani conoscono Gesù e praticando il massimo dell’amore possibile per i loro fratelli, ”sono disposti a sacrificare perfino la vita come bombe umane.”

      Non dice Gesù: “Nessuno ha amore più grande di questo, che qualcuno ceda la sua anima a favore dei suoi amici.” ( Giovanni 15.13)
      Lei lo farebbe ? e ci sono molte altre religioni che si identificano in “un Gesù” chiamandolo in modi diversi. Si può ricordate il mitraismo, la religione egiziana con Horus, l’induismo con la quale condivide la “trimurti” ecc.

      “Basta aver chiaro tutto questo e non accampare “diritti”. Sapere di essere tutti uguali. Tutti ugualmente amati. Ma ciascuno con la propria storia. E ce ne dobbiamo far carico. Anche perchè i conti li faremo nella vita che verrà, ed ogni sconto chiesto adesso non mancherà di esserci segnalato “dopo”.”

      in paradiso ?

      • Giacomo scrive:

        Sal, visto che citi scritture della Bibbia utilizzando una traduzione non comune fra i cattolici, che sono la maggior parte in questo blog potresti citare a quale edizione ti riferisci per non alimentare confusione e far partire le solite polemiche…

        • Sal scrive:

          Con piacere, ho scritto più volte che mi riferisco alla traduzione Nuovo Mondo.

          http://watchtower.org/i/bibbia/
          In casi di contestazioni approfitto del sito laporola.net dove sono elencate altre 4 traduzioni Nuova Riveduta, CEI, Gerusalemme, Luzzi, Diodati.

          • Lorenzo scrive:

            Le ho chiesto la versione greca, perchè la traduzione mi sembra alquanto strana. Non voglio fare polemiche: è una semplice opinione di studioso (sono un dottorando di lettere)

      • Lorenzo scrive:

        “…qualcuno ceda la sua anima a favore…”: mi potrebbe fornire il testo greco dal quale trae questa traduzione? Grazie, Lorenzo

        • Sal scrive:

          (Giovanni 15:13 Nuova Riveduta ): “Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici.”

          Il Greco psychè può essere reso anche vita come si comprende dal sito laparola.net – http://www.laparola.net/vocab/parole.php?parola=yuc%BB

          “O, “vita”. Gr. psychèn; lat. animam; J17,18,22(ebr.), nafshòh, “la sua anima”.
          “yuc» (psuchê)
          da yÚcomai
          TDNT – 9: 608,1342
          Numero Strong: G5590
          sostantivo femminile
          1) fiato
          1a) il fiato della vita
          1a1) la forza vitale che anima il corpo e si mostra nella respirazione
          1a1a) di animali
          1a12) di uomini
          1b) vita
          1c) quello in cui c’è la vita
          1c1) un essere vivente, un’anima vivente
          2) l’anima
          2a) la sede dei sentimenti, desideri, affezioni, avversioni (quello che noi chiamiamo il cuore, l’anima eccetera)
          2b) l’anima (umana) in quanto è costituita affinché con l’uso giusto degli aiuti offerti da Dio possa giungere al suo fine più alto ed ottenere la beatitudine sicura ed eterna, l’anima come un essere morale creato per la vita eterna
          2c) l’anima come essenza che la differisce dal corpo e non è dissolta dalla morte (distinta da altre parti del corpo)”

          La nota della traduz. NM dice : “Nelle Scritture Ebraiche la parola ebraica “nèfesh” ricorre 754 volte, la prima delle quali in Ge 1:20. La Traduzione del Nuovo Mondo la rende coerentemente “anima” e in ciascun caso risulta comprensibile alla luce del contesto.

          L’uso di questa stessa parola ebraica in molti diversi contesti ci aiuta a comprendere il concetto principale insito nella parola così come fu usata dagli scrittori della Bibbia, vale a dire che l’anima è una persona, un individuo o una creatura inferiore, o anche la vita che una persona o un animale possiede come tale. Questo è del tutto diverso da ciò che gli antichi egiziani, babilonesi, greci e romani chiamavano in senso religioso e filosofico anima.

          Nelle Scritture Greche Cristiane la parola “psychè” ricorre da sola 102 volte, la prima delle quali in Mt 2:20. Inoltre è usata in molte parole composte greche, come in Flp 2:2, 19 e in 1Ts 5:14. La Traduzione del Nuovo Mondo rende coerentemente psychè con “anima”. Questa versione uniforme che utilizza la stessa parola italiana si rivela molto illuminante circa l’uso che gli scrittori ispirati fecero di psychè e le proprietà che le attribuirono.”

          spero sia illuminante.

        • Sal scrive:

          Aggiungo un rifrimento che potrebbe aiutarla. In particolare si riferice alla traduzione dal copto di Giovanni 1.1 (contrastato versetto che alcuni dicono sosterrebbe la tirnità)

          http://www.cristianitestimonidigeova.net/articolo.aspx?Articolo=484

          http://jehovah.to/exe/translation/coptic.pdf

          Spero possa essere d’aiuto.

          • Vincenzo scrive:

            Abbiamo un insigne grecista tra di noi… potrebbe dare lezioni a San Gerolamo, a Barlaam ma anche al comunista Canfora. Invece di discettare di una lingua che evidentemente non conosce parlando di anima quando il significato primario è vita perchè non ci spiega come i suoi amici pagani e lei che vi spacciate per cristiani (se non credete in Cristo Persona della Trinità non siete cristiani) non riflettete sulle vostre costanti previsioni errate sulla fine del mondo. Non le bastano queste idiozie per capire di appartenere ad una delle sette pagane più assurde?

    • Giacomo scrive:

      Bel post peccatore mi sei piaciuto, sei andato al punto senza cadere in sterili polemiche che non servono a nulla…

    • Simon de Cyrène scrive:

      Grazie Peccatore per questo suo, come sempre, ineccepibile commento.
      In Pace

    • luciano27 scrive:

      egr. peccatore, le ultime parole del suo commento,giungono tardive: la chiesa ha già da tempo perso il filo ed è già una grande organizzazione politico- finanziaria, affaristica direi: Dio e Cristo sono ormai relegati nelle omelie e nei discorsi e usati pernon perdere quei fedeli peri quali più che in Dio credono nei preti

  5. peccatore scrive:

    Non avevo riposto alla domanda del titolo:

    Parroci in clamoroso ritardo.

    Soprattutto TARDI di cuore (Lc 24, 25-26)
    Ed egli disse loro “Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?”

    Certo che sentirsi dare degli “sciocchi” da Gesù… (naturalmente mi ci metto pure io), non vi fa sentire piccoli piccoli? Umiliarsi è così salutare! Altro che raccogliere firme.

  6. Cristina scrive:

    Gentile dr. Tornielli,
    non so se sia necessario e opportuno pubblicare questo intervento, veda lei!
    Ma sia l’articolo sui preti austriaci che la sua risposta molto equilibrata mi fanno riflettere.
    E se condivido pienamente la prudenza che lei esprime e la sottolineatura dell’essenziale, ho la vaga sensazione (forse più che vaga) che il problema della “distribuzione di poteri e funzioni” sia il vero nodo a e che, dunque, la reazione (un po’ scomposta) dei preti austriaci sia semplicemente il sintomo di una sofferenza profonda e prolungata da parte di persone che amano la Chiesa di Cristo: essi ci vivono dentro da anni e conoscono molto bene – più di tanti cristiani ferventi – le forze che in realtà muovono le decisioni all’interno della struttura Chiesa, anche quelle in materia morale. Spesso rifletto che il più grande miracolo di cui siamo costantemente testimoni è che la Chiesa sia viva ancora oggi, generi figli in modo misterioso e grande, serva l’uomo e la donna di ogni tempo, nonostante noi, le nostre strettezze, le nostre paure che ci muovono spesso a fare scelte di difesa e chiusura piuttosto che coraggiose scelte di apertura allo Spirito che … lo sappiamo … soffia dove vuole e non sai da dove!
    I problemi che i sacerdoti austriaci pongono sono tutti molto seri ma sono solamente l’espressione di un radicale bisogno di cambiamento, cambiamento che sarà possibile e fecondo solamente quando metterremo al primo posto ciò che lei sottolinea come primario: l’amore a Cristo crocifisso e risorto, il desiderio profondo di far risplendere la Sua Luce di Figlio di Dio perchè abbiamo sperimentato che essa sola illumina davvero, la bellezza della Vita nuova che Egli ci dona continuamente.
    Ma a questa Luce forse vedremo tutti meglio, senza paure vane, che alcune cose vanno cambiate non perchè dobbiamo diventare più numerosi – questo non ha mai preoccupato Cristo che ha affrontato il mondo con 12 poveretti e non dovrebbe preoccupare noi – ma perchè lo Spirito chiede questo alla Sua Chiesa e molti lo sentono, lo intuiscono, lo vedono ma … non hanno voce!
    Grazie della sollecitazione, dunque e buon cammino verso Cristo a tutti, anche in questa estate,
    CD

  7. Sal scrive:

    Già ! Cosa accadrà ? Se i fedeli incontreranno la moglie del parroco o il parroco in gonnella?

    Andrebbe fatta la distinzione tra “fedeli” e il numero sempre minore di partecipanti ai riti e alle funzioni, che seguono una tradizione senza averne alcuna consapevolezza; senza conoscere l’esatto significato del rito e senza conoscere la responsabilità che quella partecipazione comporta. Basti ricordare la parabola della rete che pesca un gran numero di pesci, ma poi gli inadatti li gettarono via.

    Ma già oggi presunti fedeli incontrano i preti li in gonnella senza alcuna meraviglia. Magari la sorpresa potrebbe esserci se incontrassero la moglie del prete. Ma passato il primo momento di sorpresa sarebbe una buona opportunità per rimarcare che anche la chiesa ha le sue “quote rosa” e le signore potrebbero incontrarsi periodicamente in parrocchia per avere uno scambio di opinioni all’ora del tè. Favorirebbero la carriera del marito e l’unità del pettegolezzo parrocchiale già così diffuso !

    p.s. perché preoccuparsi se il sale diventa insipido ? E’ già insipido. Il problema è che alcuni non se ne sono ancora accorti. Lo ha detto il papa “dando per scontato che questa fede ci sia, ciò che purtroppo è sempre meno realista.”
    La cosa che sorprende è sapere che “non bisogna avere fiducia nelle strutture e nei programmi ecclesiali. – Ma se non si deve avere fiducia in chi è infallibile e assistito dallo Spirito Santo, in che cosa si può avere fiducia ?
    Se non è la “chiesa” a guidare chi indicherà la strada ? Forse ha perso la bussola ?

    @ jacu
    Sono lieto che abbia posto alla base del suo ragionamento la scrittura di Matteo 5.31.32 – divieto di “divorzio” – “se non a causa di fornicazione”. Dovrebbe similmente tenere presente che non c’è nessun divieto nella stessa scrittura che indichi che il “vescovo” non debba essere sposato.( 1Timoteo 3.1; Tito 5.1)
    E poi, le sembra bello ? “Costringere qualcuno a fare marcia indietro ?” Le sembra cristiano ? E come potrebbe fare ? con la scomunica ? Ma poi non rimarrebbe più nessuno !

    @ Gian Leoandro
    “è meglio tacere e PREGARE di più.” Già ! Ma fino ad ora che si è fatto ? non si è pregato ? Se dopo tutte le raccomandazioni a Maria, le processioni e i tedeum sono combinati così, o il Dio è sordo a quelle preghiere o non c’è ! Veda lei.

    Se poi dice: “penso che la Chiesa potrebbe rivedere certi divieti del passato “ dovrebbe spiegare perché cambia idea rispetto alla tradizione perchè alcuni divieti sì ed altri no. In base a che cosa? Chi decide ? e Perché ?

  8. Cherubino scrive:

    nel merito delle richieste dei parroci, sembra anche a me che siano mischiate questioni molto diverse che quindi vanno valutate diversamente. Il perno però di tutto non è a mio parere di carattere sacramentale (eucarestia, matrimonio, ordine sacro) ma ecclesiologico, sta cioè nella premessa: “non può Roma imporre …”.
    Le altre questioni quasi discendono da questa:
    - sacerdozio femminile: questione che non può essere definita localmente, in ogni caso; se permane qualche dubbio è comunque materia di carattere universale;
    - eucarestia ai divorziati: il punto non è tanto l’indissolubilità del matrimonio (fuori discussione e comunque di carattere universale), ma il giudizio se vero matrimonio vi sia stato, e questa è questione eminentemente canonica (quindi universale) e di rapporto tra Tribunali ecclesiastici locali e Sacra Rota;
    - sacerdoti sposati: questione più flessibile, in quanto non osta una norma di diritto divino, possibile anche una differenziazione locale (comunque su una base dettata centralmente).

    Il problema però è l’affermazione di una “autonomia” che si spinga fino a materie che non possono essere “localizzate” o “differenziate”. In certe cose “siamo tutti uguali” perchè unico è il sacramento e unica è la natura umana. E questo non è “egualitarismo”. Allora, a mio parere, c’è un cancro culturale che si va diffondendo dagli anni ’90 del secolo scorso (e non dal post-Concilio): il leghismo culturale. L’idea che tutto possa essere frutto di una mediazione ristretta, che la “regola” sia “liquida”, disponibile all’accordo dei presenti; che la verità sia frutto di accordo, e quindi basta ritagliare un confine tale da tenere dentro una maggioranza di consenso e tagliare fuori i dissenzienti, per fare “legge”, per stabilire un proprio “ordo rerum”; che infine non vi sia un unico genere umano, un minimo comun denominatore che permetta ai più diversi di condividere e di capirsi, di pensare che vi sono principi che valgono per tutti, ossia universali.

  9. Simon de Cyrène scrive:

    Come spesso il nostro caro Ospite ci propone dei punti di riflessione interessanti anche se complessi. In questo caso poi si toccano molti soggetti svariati, tecnica, a mio parere, voluta dai signatari della petizione alfin di avere un massimo di simpatizzanti.

    (a) E’ vero che le comunità ecclesiali protestanti che hanno deciso di avere un clero feminnile non hanno visto i loro numeri aumentare ma anzi continuare a erodersi più rapidamente che mai: il che mostra che il popolo di Dio non sia particolarmente interessato da questo soggetto ma che, addirittura, il commettere questa scelta in opposizione diretta colla Volontà di N.S. Gesù Cristo e col Nuovo e Vecchio testamento, sia più un oggetto di scandalo che altro. I Papi e il Magistero dell’Unica Chiesa di Cristo essendosi pronunciato su questo soggetto più volte, esso è definitivamente chiuso: a chi non piace rimane sempre la possibilità di andare a raggiungere queste comunità ecclesiali invece che di seminare la discordia, sempre opera del diabolos.

    (b) Interessante notare la richiesta per avere un clero uxorato: anche se è vero che questo può esistere, l’ordinazione avviene sempre dopo un matrimonio e mai prima, e se il sacerdote dovesse ritrovarsi vedovo non potrebbe risposarsi, il che è la pratica in tutte le Chiese d’Oriente. Però, quando sappiamo che i tre quarti del clero austriaco vive in concubinaggio, quel che vediamo è un’altra richiesta che è, in realtà, anchèssa aldifuori di tutte le tradizioni ecclesiali: cioè avere sacerdoti già ordinati poter sposarsi.

    (c) Il problema dei divorziati risposati è poi una domanda puramente demagogica in questo contesto, perchè, come esprime benissimo il nostro Ospite, mentre le prime due domande interessano solo chi è “addetto ai lavori” l’ultima, purtroppo, interessa molta più gente la cui vita è stata scossa dallo stile di vita consumistico e che si è lasciata andare alla faciloneria del pensiero unico dominante ( tra l’altro, come tute le cose di satana, sembra sempre un avia di facilità, ma poi comporta sempre più problemi ).

    (d) Vorrei fare un commento personale: solo una Chiesa che ha un’altissima concezione del Matrimonio può aver un’altissima concezione del Sacredozio E viceversa: non è per caso che siano gli stessi che “lottano” per indebolire il sacerdozio sono quelli che lottano contro il matrimonio, la fedeltà e la famiglia. E qui tutti i testi delle Scritture e tutti i Magisteri da duemila anni in qua sono all’unisono: il matrimonio si capisce bene solo se si capisce bene la relazione che il Cristo ha colla Sua Chiesa, una relazione indefettibile e totalmente fedele, relazione che si realizza sia nel rapporto che il sacerdote, alter Christus, ipse Christus, ha con la Chiesa, che cogli sposi tra di loro.

    (e) La problematica dei divorziati risposati va da essere capita e vissuta e sviluppata in quest’ottica: non anacquando la relazione tra il Cristo e la Sua Chiesa. Accedere alla comunione, participare nel sacerdozio comune al Santo Sacrificio del Calvario durante la Santa Messa, vuol dire essere se stessi fedeli come Cristo è fedele. La Santa Comunione non è un dovere domincale o altro.

    (f) Si può testimoniare del dono totale del Cristo alla Sua Chiesa in modo positivo o in modo negativo, ambo i modi essendo validissimi e degni di santificazione personale. In modo positivo andando a comunicare se si ha una vita pubblica conforme alle esigenze del Vangelo cosiccome essere in stato di grazia a livello personale; in modo negativo, se la proppria vita pubblica non lo permette o in assenza di essere in stato di grazia, con il fatto di non comunicare. Non voler comunicare perchè coscienti di non aver la propria vita pubblica o personale non davvero a posto colle esigenze evangeliche può essere un atto di grandissima finezza spirituale e sorgente di grazie divine perchè testimonia in realtà, anche se negativamente, della grandezza del Dono di Dio.

    (g) In realtà è tutta la pastorale e la catechesi intorno all’Eucarestia che deve essere di nuovo insegnata e praticata secondo quanto il Magistero insegna e di certo non in svalutandone le esigenze e la bellezza.

    (h) Quanto alla Chiesa austriaca, mi sa che sia tempo ormai di riconoscerla per quello che è: scismatica. Questo anche mostra quanto il card. Schoenborn abbia fallito e sia stato poco atto a ridimensionare e riassorbire le deviazioni di quella Chiesa che di cattolico ha ormai solo il nome. La soluzione passa dalla riforma dei seminari locali, dal favoreggiamento locale di movimenti ecclesiali all dottrina sicura, alla destituzione ufficiale di questi chierici infedeli che cerando scandalo pubblicamente vanno da allontanati altrettanto pubblicamente, salvo pentimento.
    In Pace

  10. Massimo Lucchini scrive:

    “sacerdoti sposati: questione più flessibile, in quanto non osta una norma di diritto divino, possibile anche una differenziazione locale (comunque su una base dettata centralmente).”
    _____________________________
    Dai commenti di certi seguaci di questo blog sembrerebbe quasi che il relativismo ormai debba concernere anche i pronunciamenti dei Papi ex catedra.
    Vogliamo scherzare quandoo parliamo di “Differenziazione locale”?

    • Simon de Cyrène scrive:

      Immagino che la nozione di flessibiltà usata da Cherubino, almeno così l’ho capita io, si riferisse a casi come quelli del clero anglicano convertitosi al cattolicesimo ma che la Cheisa riconosce come vocati al servizio sacerdotale o quello luterano, di cui alcune frangie potrebbero seguir el’esempio luterano.
      Non credo che intendesse il matrimonio di sacerdoti, questo esseno contro tutte le tradizionidella Chiesa d’Occidente e di quelle d’Oriente.
      In Pace

      • Cherubino scrive:

        ma che state dicendo ? Il celibato dei sacerdoti non è norma di diritto divino, non è sempre stato un obbligo, non lo per le Chiese cattoliche orientali, non lo è per i sacerdoti anglicani che rientrano nella Chiesa cattolica.
        Un qualsiasi giorno vicino o lontano il papa può tranquillamente decidere di cambiare la norma per alcuni o per tutti.

      • Cherubino scrive:

        ovviamente qua non mi sto occupando del prima e del dopo tra sacramento dell’Ordine e sacramento del Matrimonio, nè di vari limiti presenti anche nelle Chiese Orientali (episcopato…).
        E’ un fatto assodato che non c’è una incompatibilità sacramentale tra Ordine e Matrimonio. Chi chiede (ubbidientemente) questo non dice alcuna eresia. Una serie di argomenti fanno ritenere che sia più opportuno il celibato dei preti e quindi che occorra grande prudenza e io sono d’accordo, ma dire che sia dogmaticamente impossibile è una bufala. Se vi fossero argomenti tali da far credere al papa che in determinate condizioni sia opportuno “aprire” al sacerdozio coniugato, potrebbe farlo.

      • Simon de Cyrène scrive:

        Cherubino,
        non ricominci con il suo spirito di contraddizione usuale a crear conflitti dove non ce ne sono: qui stiamo tutti dicendo la stessa cosa anche se con sensibilità differenti.
        In Pace

        • Cherubino scrive:

          però si decida: una volta mi dà ragione, la volta dico la stesas cosa e mi dà torto, poi dà promozioni a destra e a manca… è lei che alimenta conflitti. Dica la sua (se ce l’ha) e la smetta di provocare !

          A proposito, gli esami di terza media sono finiti, non se n’è accorto ? O le manca qualcuno da promuovere o bocciare ?

        • Simon de Cyrène scrive:

          Ho ancora il diritto di esprimermi, spero…
          In Pace

          • Cherubino scrive:

            ma certo, è lei che lo negava a me: “non ricominci…”. Dica ciò che vuole e non si lamenti se anche io lo faccio.

    • Cherubino scrive:

      sig. Lucchini, sarebbe così cortese di dire a quali “pronunciamenti ex cathedra” (con l’h) si riferisce ?

  11. peccatore scrive:

    Il problema dei “leghismi” con cui qualcuno cerca di buttare in politica provinciale le evidenti protestantizzazioni da cui è afflitto il cattolicesimo, a motivo soprattutto della confusione dottrinale postconciliare, si può risolvere (semplificando) in tre modi:
    -proponendo la dottrina in modo chiaro e non ambiguo
    -educando chi ne è più distante a comprenderne le ragioni
    -reprimendo chi, comunque, pervicacemente non voglia sentir ragioni.
    La prima azione è in atto, in modo sempre più chiaro, pur ostacolato dalle cortine fumogene intraecclesiali di chi teme il progressivo nitore che va smascherando le manfrine con cui chi è “fuori” finge di esser “dentro”, tra l’altro facendo di tutto per tener “fuori” chi potrebbe tornare “dentro” ad ulteriore beneficio del suddetto nitore.
    La seconda è correlata alla prima, sempre con le medesime tare ostacolanti.
    La terza c’è da sperare che non si renda necessaria. Perchè se invece lo fosse sarà molto dolorosa, stante l’estrema virulenza con cui “l’altra chiesa” difenderà il proprio errore e la propria rendita di posizione nel mondo che tanto le alliscia il pelo.
    Al omento non è prevedibile come andrà a finire. C’è da pregare per i nemici, amandoli, pur sapendoli e riconoscendoli tali, senza ipocrisie e democraticismi che poco hanno a che spartire con la Verità. Tra l’altro nella storia della Chiesa, di fronte al pericolo di vistose eresie, sono stati convocati Concili atti a stabilire i confini del vero dal falso e non a fare media del vero e del falso. Con quest’ultima affermazione non critico il Concilio, ma ancora una volta il post concilio vaticano II, qualche ambiguità e l’eccessiva protestantizzazione (che non è il “leghismo”) con cui i Papi hanno dovuto fare i conti, santamente e dolorosamente. Il fumo si Satana… Ma si dirada.

    • Cherubino scrive:

      vede, il leghismo culturale non è una questione semplicemente politica. E’ troppo comodo liquidare il danno culturale e spirituale che quella cultura fa ogni giorno. Io non cerco affatto di “buttarla in politica” faccio un discorso di idee che si diffondono e come un tumore maligno guastano i rapporti sociali, le convinzioni profonde.
      L’etica è fatta di razionalità e di volontà, la prima si alimenta di rappresentazioni, schemi e modelli; la seconda di habitus.
      Il leghismo intacca profondamente tutto ciò, creando cognizioni distorte, logiche errate, associazioni emotive e abitudini comportamentali negativi.
      Come non notare l’affinità tra una frase come “il Vaticano non può imporre le proprie convinzioni ai preti austriaci” e certi slogan xenofobi e secessionisti, certa diffidenza preventiva verso lo straniero, certa mentalità da clan ? L’idea che ciò che è geograficamente e culturalmente diverso sia “estraneo” e “delegittimato” lega il tutto con un filo continuo ed evidente.

  12. Marco N. scrive:

    A volte ho l’impressione( ma è sicuramente solo un’impressione) che il dr. Tornielli si diverta quasi a provocare questi polveroni con i suoi threads stuzzicanti, che solleticano la vanità di alcuni (i soliti incipriati che sostengono tutto e il contrario di tutto), l’ira e la passionalità di altri, ma soprattutto un’insana querelle su ogni sciocchezza.
    Occorrerebbe pensare che certi argomenti introdotti via via da Tornielli, tipo il celibato sacerdotale, hanno già ampiamente ricevuto una loro sistemazione logica oltre che dottrinale dai vari pronunciamenti della Santa Sede.

    • mauro scrive:

      Quanto vale un pronunciamento della Chiesa contro la frase delle scritture in cui ai vescovi venivano riconosciuti moglie e figli? (ovvero un pensiero umano contro uno scritto testimoniale al pari del Vangelo, pensiero che si può chiamare anche eresia essendo una considerazione contraria alla testimonianza cristiana?) .

      Ovvero lei ha fede nella Chiesa che non ha sconvolto il mondo, nè potrà farlo, od ha fede nel cristianesimo che lo ha fatto per quel offrire a tutti indistintamente la vita eterna?

  13. Tradizionalista scrive:

    Più che sacerdoti, costoro mi sembrano eretici e li considero ben degni del loro capofila e connazionale che consentì, tra le tante oscenità del suo episcopato e cardinalato, la presenza di un quadro dell’ultima cena in chiave orgiastica nel proprio museo diocesano…

  14. bo.mario scrive:

    La prima domanda a cui rispondere è cos’è la fede, cosa ne viene fatto della fede. La fede in un dio è una cosa mentre la fede ad organismi che lo rapresentano è altro. La gente crede sempre di meno perchè dal primo messaggio, utopico quanto si voglia, si è passati alla gestione delle cose. Passati gli anni duemila si può credere ancora? La chiesa non offre nessuna soluzione ai problemi sociali e ne vorrebbe fare un modo di vivere, una ipocrisia nemmeno velata. Se ne accorto anche il pope, meglio tardi che mai. Se il monolite chiesa si crepa dalla base viene giù, non stà in piedi. Ora che i preti, che sono i veri collegamenti con la gente, hanno il mal di pancia la dice lunga sulla reale situazione e andrebbero ascoltati. Non lo si fà e si preferisce fare cerimonie per attirare gente, beatificare quanti più possibile per ottenere quale effetto? Far vedere che la chiesa è viva. Si fanno distinzioni ancora tra maschi e femmine, le seconde sono sempre impure da Eva in poi. Questo pope potrebbe chiamare a raccolta per qualche concilio che risolva i problemi che nascono ogni giorno. Ma la chiesa non ci sente e preferisce nascondere la notizia fino a quando poi esplodono e come dice Tornielli di chiedere pietà al nazzareno, basterà o serve altro. Un saluto.

    • Sal scrive:

      Sulla scia del commento di Cherubino dico anch’io la mia. ( un’altra)

      “E’ un fatto assodato che non c’è una incompatibilità sacramentale tra Ordine e Matrimonio. Chi chiede (ubbidientemente) questo non dice alcuna eresia. Una serie di argomenti fanno ritenere che sia più opportuno il celibato dei preti e quindi che occorra grande prudenza e io sono d’accordo, ma dire che sia dogmaticamente impossibile è una bufala.”

      Condivido interamente questo assunto di Cherubino che ben si collega al concetto espresso da Mauro “Quanto vale un pronunciamento della Chiesa contro la frase delle scritture in cui ai vescovi venivano riconosciuti moglie e figli?”

      Il punto vero secondo me è quello espresso da Reginaldus sul precedente post “30 giugno 2011 alle 21:36″
      “UNA VOLTA” E termina dicendo : “dimenticavo di aggiungere: e tutti gli altri sono rimasti quello che erano, e i ‘cattolici’ non sono più quello che erano….magnifique!”

      Poiché già tali e tante sono state le trasformazioni che nascostamente hanno caratterizzato la chiesa, basti ricordare la questione “evoluzione o creazione”, come si affaticano a cercare di conciliare due posizioni opposte e contrarie , che se facessero un ulteriore cambiamento dopo quasi due millenni di celibato, si troverebbero veramente di fronte ad un problema ingestibile perché la loro base non è pronta ad accettare un cambiamento di questa portata e ancor più violentemente verrebbero a galla tutti gli altri trasformismi / cambiamenti che sono avvenuti nel corso della storia.

      Hanno già abbastanza gatte da pelare per aggiungerne di nuove.
      Se accettassero il matrimonio dei sacerdoti, senza considerare l’aspetto economico e pensionistico dei benefici alla prole, il sacerdote non sarebbe più “colui che fa le cose sacre” ma diverrebbe veramente l’assistente sociale al quale rivolgersi per ogni sorta di problemi, come se già non fosse così.

  15. Pingback: Austria – Where hell seems, in fact, to be prevailing. | Fr. Z's Blog – What Does The Prayer Really Say?

  16. Reginaldus scrive:

    ecco, questa è la chiesa Nova giuliva e dialogante ( e stolta!)

  17. gianfranco scrive:

    Si è messa una fiducia forse eccessiva nelle strutture e nei programmi ecclesiali, nella distribuzione di poteri e di funzioni: due di queste strutture non potrebbero essere il celibato obbligatorio e l’esclusione delle donne dal sacerdozio? e perché l’esclusione delle donne anche dal diaconato?

  18. Reginaldus scrive:

    e adesso vi aspettate di vedere che farà il Conciliator di tutti i Contrari? Niente: concilierà!

  19. Sbirro scrive:

    Questi preti austriaci hanno dimenticato quanto da loro promesso al momento della loro ordinazione. Come ci si può fidare di chi non sa mantenere la parola data? Non si sentono legati a Roma ed al Pontefice? Che fondino una loro setta. Nessun vero cattolico sentirà la loro mancanza.
    Preti sposati? A parte il fatto che non potrebbero più occuparsi esclusivamente del loro gregge, ma chi pagherebbe per il mantenimento delle loro famiglie? In tante parti del mondo si fa già fatica a mantenere il prete da solo!!!!
    Divorziati risposati: Per prima cosa non esistono. Il divorziato non è uno stato del credente. Si è celibi, sposati, consacrati o vedovi. Chi è divorziato e convive con un’altra donna è un fedifrago, un adultero, un peccatore e perciò non potrà mai accedere all’Eucarestia semplicemente perché non in stato di grazia! So di cosa parlo. Sono separato in fase di divorzio. Ho promesso a Dio d’amare mia moglie nella buona e cattiva sorte. Ora è la cattiva sorte, ma non per questo ho smesso d’amare mia moglie. Lei non mi vuole più? Va bene, offro questa sofferenza al Signore e prego perché lei torni. L’Eucarestia mi aiuta a sopportare questo momento, non un’altra donna. Se non si è capaci di fare il possibile per mantenere la parola data, si eviti di fare promesse. Questo vale sia per i laici che per i consacrati.

    • il maccabeo scrive:

      Bravo. mi unisco alle sue preci perché possa sopportare la sua croce e magari un giorno riottenere la conversione di sua moglie.
      Comunque sia lei centra il punto: la coerenza coi propri impegni e propositi purtroppo é cosa rara oggidí, il capriccio e la volatilitá degli stessi sembrano invece esser diventata la norma.

  20. Cristiana scrive:

    Io sottoscrivo e condivido tutta la riflessione di peccatore punto per punto, e faccio solo un’aggiunta:
    mi pare che i divorziati ( risposati compresi) siano invitati e chiamati a partecipare alla vita di Chiesa e della parrocchia per quel che è concesso loro, ovvero la Santa Messa, anche tutti i gg dove possono fare la Comunione spirituale, e tranquillamente essere presenti all’Adorazione. Semmai per non esporsi a sterili e inutili critiche, meglio non leggere pubblicamente le Sacre Scritture e voler fare i catechisti, ma possono fare tanto altro. Il vero problema è semmai che queste persone spesso si auto-eliminano per giustificare in qualche modo il loro comportamento ed essendo più facilmente lontane dalla fede diventa più comodo accusare gli altri ( vedi la Chiesa)
    Avete letto il messaggio a Mirjana di oggi? proprio oggi in cui si ricorda il Cuore Immacolato di Maria?

    “Cari figli, oggi, per la vostra unione con mio Figlio, vi invito ad un passo difficile e doloroso. Vi invito al riconoscimento completo ed alla confessione dei peccati, alla purificazione. Un cuore impuro non può essere in mio Figlio e con mio Figlio. Un cuore impuro non può dare un frutto d’amore e di unità. Un cuore impuro non può compiere cose rette e giuste, non è un esempio della bellezza dell’Amore di Dio per coloro che gli stanno attorno e che non l’hanno conosciuto. Voi, figli miei, vi riunite attorno a me pieni di entusiasmo, di desideri e di aspettative, ma io prego il Padre Buono di mettere, per mezzo dello Spirito Santo del mio Figlio, la fede nei vostri cuori purificati. Figli miei, ascoltatemi, incamminatevi con me.”

    Ecco c’è tanto “materiale” anche qui sul quale riflettere, è come ripartire dalla prima elementare. Ne abbiamo bisogno TUTTI, e se qualcuno vuole ancora obbiettare sulla questione Maria corredentrice, ci pensi ancora un po’ su. Non serve nessun’altra Lourdes, ci pensavo proprio oggi.

    • Sal scrive:

      Credo che il messaggio della Mirjana sia errato. Glielo faccia sapere.
      “per mezzo dello Spirito Santo del mio Figlio,”

      Il suo figlio non può avere quello Spirito Santo, perché lo ha solo il Padre. Ma forse lei non lo sa. Glielo ricordi.

      “Ma il soccorritore, lo spirito santo, che il Padre manderà” ( Giovanni 14.26)
      “Quando sarà arrivato il soccorritore che vi manderò dal Padre, lo spirito della verità, che procede dal Padre, ( Giovanni 15.26)

      Si deve essere sbagliata, non ha letto il Vangelo. Non ha fatto una bella figura !

      • mauro scrive:

        Forse non si è sbagliata.

        Metti che volesse parlare ai fratelli mussulmani ed abbia pensato: in questi tempi tanto vale che mi rivolga ad ovest anzichè ad est.

        Poteva forse immaginare che qualcun altro avesse “beccat0″?

        C’est ls vie (catholique) !

    • peccatore scrive:

      Cara Cristiana, la Regina della pace è proprio una mamma.
      Per i divorziati risposati si pone il problema della confessione sacramentale, alla quale non hanno accesso. In realtà Dio vede i nostri cuori e sa quanta purezza di intenzione e quanta comoda autogiustificazione ci siano in ogni vicenda.
      Ritengo che la Chiesa debba spiegare meglio che cosa è “accessibile” e che cosa no a chi dovesse vivere questa dolorosa situazione (personalmente non sarei contrario alla possibilità di leggere liturgicamente la Parola di Dio o di essere catechista, naturalmente valutata adeguatamente la candidatura).
      Alla fine comunque il sacramento non è un bollino blu che certifica chi lo riceve, ma un “segno efficace della grazia di Dio”. Il segno è segno per tutti. E’ efficace per tutti. Nutre alcuni, ma questo nutrimento, correttamente assimilato, è a beneficio di tutti. Nella logica di Dio e dell’Eucaristia non c’è alcuna “esclusione”, ma solo una giustizia pari alla misericordia.
      I segni stanno ad indicare “la cosa” che sensibilmente va compresa.
      Ma questa comprensione rimanda oltre, all’amore di dio, uguale per tutti, di cui il sacramento è segno.
      Il sacramento è tanto importante perchè non esaurisce, ma rimanda alla Grazia di Dio, che giunge e riempie i cuori di chiunque vi si apra fiducioso, non di solo di chi abbia un “titolo” ad accostarsi al sacramento.
      Purtroppo i nostri cuori non vivono questa purezza.
      Il sesto comandamento viene trasgredito da ogni forma di “possesso”, di desiderio di appropriarci dei doni di Dio. La purezza di cuore invece non offusca la Grazia, chiudendola in un possesso.
      E’ questo lo Spirito di Gesù, casto sposo, casto perchè ama di un amore che lascia libere le creature di amare proprio come Lui ama il Padre.
      E’ lo stesso Spirito con cui il Padre affida al Figlio la creazione e la redenzione. Spirito santo, che procede dal Padre e dal Figlio, come ben sa la Madonna, che la Trinità la conosce bene, essendo figlia del Padre, madre del Figlio e sposa dello Spirito, corredentrice dell’umanità ferita dal peccato, come annunciato fin dal primo libro della Bibbia e riaffermato dall’ultimo.
      La purezza del cuore vede Dio.
      E la Grazia ci raggiunge, come per la piena di grazia.

  21. Sal scrive:

    Distinto sig. Simon de Cyrene, poiché l’argomento ce lo impone, vorrei chiedere il suo distinto evangelico parere, dal momento che io mi arrampico sugli specchi, così se può ci mostrerà come lei viaggia sicuro e spedito, pieno di certezze.

    Dunque la direttiva evangelica è questa:
    (1 Corinti 7.9) : “Ma se non hanno padronanza di sé, si sposino, poiché è meglio sposarsi che essere infiammati [dalla passione].”

    Questo comando vale naturalmente anche per il vescovo e i diaconi.

    (1 Corinti 7.3-5) : – “Il marito renda alla moglie ciò che le è dovuto; ma anche la moglie faccia similmente verso il marito. La moglie non esercita autorità sul proprio corpo, ma il marito; e similmente, nemmeno il marito esercita autorità sul proprio corpo, ma la moglie. Non ve [ne] private l’un l’altro, se non di mutuo consenso per un tempo fissato, per dedicare tempo alla preghiera e unirvi di nuovo, affinché Satana non continui a tentarvi per la vostra mancanza di continenza.”

    Naturalmente la questione divorzio è esclusa come suggerisce Gesù in Matteo 5.31

    Facciamo il caso che trascorso un certo tempo dalle nozze il marito senta la necessità di farsi eunuco per il regno, ( Matteo 19.12) secondo lei come potrebbe fare ? considerato che è scritto “il marito renda alla moglie ciò che le è dovuto – non ve ne private ?”

    L’ovvia a conclusione è che farsi eunuchi è possibile solo PRIMA del matrimonio a condizione che ci sia padronanza. Ne conviene ? Ma quando si è giovani è anche troppo facile infiammarsi per la passione, è una questione biologica incontrollabile ( tra l’altro). Come anche il caso della chiesa austriaca e non solo dimostra tra un chiacchiericcio e un’altro.
    Non le pare quindi che si un comando illogico “se non hanno padronanza?”

    Però, poi gli apostoli si sono fatti eunuchi per il regno DOPO il matrimonio, non le pare un’altra contraddizione ?

    Lei come scivolerebbe su questo specchio ? forse che per loro il Vangelo non era applicabile ?
    Stia bene

  22. bo.mario scrive:

    Quando la situazione diventa critica ci si affida a Mjriana che dice quello che gli ha detto, chi?? Caro Sal la strategia ormai è vetera e incocludente. Si ha l’impressione seguendo i fatti e gli scritti, di qualcuno qui dentro, non sa più a che santo votarsi. Mancano i parroci e tra quelli che lo fanno ci sono anche quelli, seri, che non sanno come parlare alla gente, cosa gli può dire?. Affidiamoci a Mjriana tanto non costa niente. Facciamo beati a iosa cosi il vaticano da l’impressione di gestire le cose. I divorziati sono quelli, quasi tutti, che non potevano più vivere in coppia. Peccatori? non facciamo più nemmeno ridere. Caro Sal lo ripeto che bisogna indire un concilio per fare il punto della situazione e tornare ad essere quello per cui si è nati. Un concilio di max sessantenni perchè gli altri hanno fallito e fargli decidere ancora delle cose vuol dire non aver capito l’errore e perseverare. Ciao Sal e buona giornata a tutti.

  23. peccatore scrive:

    per Sal, bo.mario e mauro: spero che da voi sia una bella giornata.
    Uscite, godetevi la natura.
    Fa bene al cervello.

    • mauro scrive:

      Si potrebbe fare così:
      invece di consigliarlo agli altri, non sapendo [come d'abitudine], imporlo a sè stesso con il fine che rimanga così come è stempre stato.

    • Sal scrive:

      Ho seguito il consiglio e la ringrazio per avernelo dato. Così passeggiando passeggiando mi è venuta in mente la voglio di fare una ricerca e dopo essere rientrato ho cercato e guardi un pò cosa ho trovato ?

      h**p://www.cristianitestimonidigeova.net/articolo.aspx?Articolo=484

      NAturalmente è fuori tema, perdonerà la deviazione, ma di preti in rivolta avevo già scritto e glielo ripropongo :

      “da Don Aldo Antonelli, Don Marco Pizzocchi, Don Farinella, Don Mazzi, Don Gallo, Della Sala, Don Franzoni, Odifreddi, Flores D’arcais, Galimberti, Augias, Hack, Telmo Pievani, Dawkins, Michel Onfray e la lista sarebbe ancora più lunga elencando la teologia della liberazione, il cardinal Martini i vari preti black block, Hans Kung, le comunità di base, la dichiarazione di Colonia, le dichiarazioni dei teologi francesi, i 62 spagnoli, i 143 tedeschi , i 63 italiani.

      Solo rinunciando alle pretese del centralismo romano che si promuove la dignità ma quando ci si confronta così : “ Noi ci opponiamo alla violazione di questa dottrina dei gradi della certezza teologica ovvero della “gerarchia delle verità” nella prassi del conferimento e della negazione dell’autorizzazione ecclesiastica all’insegnamento. Singole questioni etiche e dogmatiche di dettaglio non possono perciò venire contrabbandate arbitrariamente come atte a stabilire l’identità della fede.”
      Tralascio i link ma uno oggi mi ha colpito e lo segnalo per un suo approfondimento fosse mai interessato a cose serie, ma è in inglese

      h**p://www.auburn.edu/~allenkc/trinity.html
      h**p://eyring.hplx.net/Eyring/Notes/trinity.html

      Così se ha voglia di leggere cose serie.
      Stia bene.

  24. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Marco N., lei scrive:

    “A volte ho l’impressione( ma è sicuramente solo un’impressione) che il dr. Tornielli si diverta quasi a provocare questi polveroni con i suoi threads stuzzicanti”

    Beh, non è che mi diverto. Cerco di alimentare il blog con notizie d’attualità, e questa lo era. E’ inevitabile che, parlando della Chiesa, vi siano temi ricorrenti, anche a stretto giro di posta.

    Devo anche dire che la discussione su questo thread, tranne qualche sbavatura, mi è sembrata di qualità. O comunque io l’ho trovata interessante per me.

    Sappiate comunque che non mi diverto a stuzzicare nessuno, credetemi…

    buona domenica

  25. mauro scrive:

    Caro peccatore,

    Non si rende conto che la Chiesa ha sostituito Dio, unico deputato a sapere cosa realmente vi è nel cuore di ogni essere umano?

    Ma peccatore se Dio è giusto non applica la misericordia così come se è misericordioso non applica la giustizia. Non sarà per caso lei un cuoco che pensa continuamente alle “ricette” in cui occorre determinare in quali “dosi” vanno inseriti gli ingredienti?

    Guardi alla Chiesa invece, là in fondo dove non arriva la luce: per i divorziati risposati non applica la misericordia e neppure la giustizia perchè non sa e non saprà mai cosa vi sia realmente nel loro cuore.

    “E’ questo lo Spirito di Gesù, casto sposo, casto perchè ama di un amore che lascia libere le creature di amare proprio come Lui ama il Padre.”

    Si è dimenticato di spiegare il perchè di “sposo”, dovesse non essere Giuseppe che così è definito dalla Chiesa ma non da Maria che proprio perchè era “una vergine” non attendeva altro che sposarsi e mettere al mondo figli come è per tutte le donne che “escono dalla fanciullezza” (definizione di vergine).

    “E’ lo stesso Spirito con cui il Padre affida al Figlio la creazione e la redenzione.”

    E dove l’avrebbe mai letto che al Figlio fu affidata la creazione quando già Genesi 1,1 recita: “In principio Dio creò il cielo e la terra”?

    E la redenzione, poi? Dio rivolgeva il proprio pensiero (logos) al proprio popolo eletto e ciò vuol dire che era privilegiato sugli altri popoli della terra per quella vita eterna che stava loro per promettere attraverso Gesu’ che portava loro la Sua (di Dio) Parola (Gv 17,14).
    Il “peccato del mondo” non sono i peccati da redimere degli uomini ma il paganesimo che sovrastava tutti gli uomini indistamente e per quel senso di misericordia divina Egli non lo imputava loro in quanto erano tutte sue creature, un comportamento che qualunque padre adotta verso il proprio figlio.

    “Spirito santo, che procede dal Padre e dal Figlio, come ben sa la Madonna, che la Trinità la conosce bene, essendo figlia del Padre, madre del Figlio e sposa dello Spirito, corredentrice dell’umanità ferita dal peccato, come annunciato fin dal primo libro della Bibbia e riaffermato dall’ultimo.”

    Lei è forse a conoscenza che quando lo Spirito Santo coprì Maria non volesse dire che la proteggesse? Sa, molto tempo fa protessi un mio compagno di scuola perchè non fosse scoperto, niente di grave era successo ma quando quelli che lo cercavano mi chiesero se lo coprivo, io, se avessi letto allora cosa diceva la Chiesa di quel passo del Vangelo, mi sarei dovuto accorgere che mi chiedevano se ero un “diverso” perchè non avevo considerato che nel Vangelo c’era anche il lato piu’ che erotico per attirare l’attenzione sulla Buona Novella.
    Sotto l’aspetto cattolico mi dovrebbe spiegare se dobbiamo considerare lo Santo Santo attribuibile a uno dei due sessi così come per gli Angeli ma anche per il Diavolo perchè sa, la purezza, non prevederebbe l’atto sessuale, la ricerca dello stesso così come l’assoggettarsi ad esso tranne che sulla terra non siamo tutti puri, pur non sapendolo.

    Doveva esserci nello shacker del materiale altamente inquinante quando ha mescolato il tutto perchè ne è uscito un “blob” roboante.

  26. Cristiana scrive:

    Caro peccatore hai riassunto bene:
    la purezza del cuore vede Dio
    senza quella, cito Robert de Niro, siamo tutti “chiacchere e distintivo”
    ;-)
    Regina della Pace prega per noi e per il mondo intero
    buona domenica a tutti

  27. “Di tutti questi temi, quello che considero davvero connesso con la vita dei semplici fedeli è la questione dell’esclusione dei divorziati risposati o conviventi dall’eucaristia. Vista la crescita esponenziale di separazioni e divorzi, il problema riguarda un numero sempre maggiore di persone. Penso che si debba far di tutto per non far sentire questi fratelli e queste sorelle come degli esclusi e ricordo ad esempio la bella lettera Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito, pubblicata dal cardinale Dionigi Tettamanzi tre anni fa.”

    Cioè?
    Bisogna consentire agli àdulteri di ricevere il Corpo di Cristo?
    Questo è il “messaggio” de la Stampa?
    O di Tornielli?

    DI CERTO, NON è UN MESSAGGIO CATTOLICO.

    • john coltrane scrive:

      Gesù dice: “non sono venuto x i sani, ma x i peccatori”.
      “Non chi dice ‘Signore, Signore’ entrerà nel Regno dei Cieli, ma chi compie la Volontà del Padre Mio”.
      “Perchè vedi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello e dimentichi la trave che porti nel tuo?”.

      • il maccabeo scrive:

        dice anche pero´: che nessuno separi sulla terra cio´che Dio ha unito nei Cieli…. o giu di lí, caro John…

  28. macv scrive:

    Il problema della Chiesa di oggi è che si è rinunciato a correggere e condannare l’errore.
    Lasciando che chi insegna o predica dottrrine erronee e contarie alla retta dottrina possa tranquillamente continuare , si fa un danno gravissimo alla Chiesa e alla verità.
    oggi chiunque, qualunque vescovo, qualunque teologo , qualunque laico o prete può dir la “sua” e dichiarare che “non è d’accordo” o proporre innovazioni e cambiamenti Di solito questo non essere d’accordo viene detto col termine ipocrita di “la chiesa deve cambiare, c’è bisogno di rinnovamento”
    in realtà non c’è nessun bisogno di rinnovamento della Verità, perchè la Verità è eterna e penenne e non soggetta al tempo. Se così non fosse non sarebbe VErità ma opinione che può mutare in continuazione e alla quale nessuno è tenuto a credere.
    Se un matematico insegnasse all’Università che due più due non fa più quattro ma cinque perchè “c’è bisogno di rinnovamento” verrebbe subito allontanato con una camicia di forza. Mi si obbietterà che il celibato dei preti, il sacerdozio femminile non sono “verità” dello stesso tipo di due più due fa quattro. E’ vero, ma la dotrina della Chiesa è Verità, dunque quello che la Chiesa insegna è verità, un singolo prete o un singolo gruppo di Vescovi non ha nessun diritto di “cambiare” la Verità insegnata dalla Chiesa. Solo il Papa o un Concilio Ecumenico potrebbero pronuncirsi su questi argomenti. non certo una raccolta di firme . Se no, un domani ci sarà chi farà la raccolta di firme contro La Presenza Reale , chi contro la verginità di Maria. ecc. ecc.
    la prossima teologia sarà fatta a colpi di referendum?? “volete voi abrogare il celibato dei preti? ” Volete voi abrogare l’Inferno? volete voi abrogare il dogma dell’immocolata Concezione? se la maggioranza risponde sì, si cambierà la dottrina??

    • Sal scrive:

      Spero non vorrà contestarmi se le dico che il suo ragionamento in via generale non fa una piega, ma nel particolare contiene un aspetto che crea confusione e conduce fuori strada.

      La Verità è una ed è immutabile. Ma lei dice : “ la dottrina della Chiesa è Verità, dunque quello che la Chiesa insegna è verità,” Questo non è proprio vero. E’ verità quello che ha insegnato Cristo e che è scritta per tutti.
      Avrebbe dovuto fare una differenza fra la Verità e i dogmi espressi dalla curia con le sue imposizioni.

      Nessun vigile può cambiare le norme del codice della strata anche se ha i gradi e la paletta facendolo avrebbe torto. Magari gli utenti non lo sanno ma in giudizio perderebbe la causa.

      Se una parte della chiesa non condivide ciò che ha stabilito la curia romana, la domanda da porsi è chi ha ragione, chi contesta o chi promulga ? Nel caso di Lutero e di Galilei si accettò che avesse ragione il “centralismo vaticano” ma poi ci si accorse che avevano ragione loro e torto la curia.

      Lei dice: “un singolo prete o un singolo gruppo di Vescovi non ha nessun diritto di “cambiare” la Verità insegnata dalla Chiesa.” Non è proprio vero, perché possono sempre chiedere alla curia di allinearsi alle posizioni della Scrittura piuttosto che ai dogmi.

      Poiché lei ragiona del celibato, quella non è una questione che riguarda la Verità ma una semplice norma organizzativa, se si riferisce alla verginità, quella è una imposizione dogmatica che potrebbe essere rifiutata senza conseguenze perché non è una Verità Scritturale, come pure la dottrina dell’inferno e dell’immacolata.

  29. Maria scrive:

    Scrive Tornielli: “Sapete bene che le confessioni cristiane che negli ultimi decenni hanno imboccato questa strada, per ammodernarsi, per aderire maggiormente allo spirito del tempo, etc. etc., non hanno registrato un aumento di fedeli, bensì una continua emorragia.”
    Veramente l’emorragia più grande e inarrestabile negli Usa è quella della Chiesa Cattolica, dove ormai i gli ex cattolici costituiscono per numero la seconda denominazione cristiana. Da anni gli episcopali prosperano grazie agli ex -cattolici

    • LIBERAMENTE scrive:

      nemmeno il ritorno al rigore ha fatto aumentare i fedeli, e in entrambi i casi i fedeli li state perdendo comunque; comunque ne sono immensamente felice che perdiate dei fedeli, ilseoclarismo farà il resto e lo auspico con tutto il cuore.

      • il maccabeo scrive:

        falso. il tradizionalismo seppur lentamente e osteggiato da tutti, cresce costantemente: “lentement mais surement”!!!

        • LIBERAMENTE scrive:

          falso è quello che dici tu, vogliamo continuare a replicarci? Nessuno dei due cederà e tu non hai il diritto di essere prepotente e arrogante con me, la realtà è che siete in estinzione, è il secolarismo e francamente ne sono felice, uscire dalla chiesa cattolica è per gente matura che ha il senso critico verso il papa, il quale se dovesse simulare come Pietro, al tempo in cui fu rimproverato da Saulo in Galati, proprio per mancanza di senso critico ci caschereste senza nemmeno accorgervi che il papa ha sbagliato, perchè voi lo giustifichereste ad ogni costo.

  30. Liam scrive:

    The apostasy grows deeper – L’apostasia diventa più profonda

    • Sal scrive:

      Non capisco bene, l’apostasia di chi cresce ? Di quelli di fuori o di quelli di dentro ?
      Capisce bene che l’accusa potrebbe essere reciproca e valutata a seconda del fronte nel quale ciascuno si trova. Si riferisce ai preti che si vogliono sposare o a quelli che non vogliono farli sposare ?

      Potrebbe ampliare il concetto ?

      • Liam scrive:

        I permessi di Chiesa i cattolici divorziati risposati che fuori della Chiesa per essere ammessi all’Eucaristia se sia separata dal coniuge della loro unione irregolare o vivere insieme come fratello e sorella in uno stato di continenza sessuale.

        Mi dispiace se la mia grammatica italiana non è così buono. Sono irlandese e parla pochissimo italiano.

        • Sal scrive:

          Non si preoccupi, credo di aver capito ciò che ha scritto, ma non capisco chi si fa sottomettere in modo così infantile da norme stabilite da uomini.

          Se i cattolici divorziati e risposati vogliono partecipare all’eucarestia, e sentono nella loro coscienza di essere moralmente in accordo con la Verità, piuttosto che contestare la norma ecclesiale, possono benissimo andare a fare la comunione in un’altra chiesa dove nessuno li conosce e il loro desiderio sarà appagato e potranno sentirsi in armonia con Dio.

          Non capisco qual è il problema e dove sta la difficoltà. Secondo me sono solo scuse per creare canizza… si dice in italiano.

          Se sai di avere ragione non hai bisogno che ti venga riconosciuta da chi non è in grado di farlo. Da dove nasce la voglia di ottenere un riconoscimento umano ? Non basta quello divino ?

          Non saranno gli uomini a garantire l’accesso in un nuovo Regno ma solo Dio, quindi devi essere in armonia con Lui, non con gli uomini che pretendono di avere un potere sull’uomo.

          “smettete di divenire schiavi degli uomini” ( 1Corinti 7.23)

          “Poiché voi sopportate lietamente le persone irragionevoli, visto che siete ragionevoli. 20 Infatti, sopportate chiunque vi renda schiavi, chiunque divori [ciò che avete], chiunque afferri [ciò che avete], chiunque si esalti su [di voi], chiunque vi colpisca in faccia.” ( 2Corinti 11.19-20)

          <i<“Ma a causa dei falsi fratelli, introdotti quietamente, che si insinuarono per spiare la libertà che abbiamo unitamente a Cristo Gesù, per renderci completamente schiavi, 5 a questi non cedemmo con sottomissione, no, nemmeno per un’ora, affinché la verità della buona notizia rimanesse presso di voi.” (Galati 2.4-5)

          • Liam scrive:

            Dio è la Verità. Egli è l’Amore. Noi dobbiamo obbedire ai Suoi comandamenti nella verità e nell’amore, se vogliamo essere salvati. Falsa compassione non è buona. Falsa compassione porta molti all’inferno temo. Dio vi benedica, Sal, e che il Cuore Immacolato di Maria, guida e vi protegga sempre.

          • giovannino scrive:

            caro Sal , il tuo ragionamento è del tutto errato. La Chiesa è una comunità e io , come cristiano , voglio progredire insieme ai miei fratelli in Cristo e all’ umanità intera nel cammino incontro alla Luce.

          • LIBERAMENTE scrive:

            caro Sal, ti riferisci alla simulazione in cui era coinvolto anche Pietro?

            Allora non c’èa lcuna contraddizione nel suo commento, purtroppo stanno ancora simulando nella chiesa cattolica, e purtroppo non c’è un Saulo di Tarso che può oggi rimproverare papa B16, come con Pietro in Galati.

          • il maccabeo scrive:

            Hello Liam! U r deadly rite! obedience to God´s commandments and habitual good practice of the Sacrements: that´s the only way to wisdom and joy…
            Forget Sal, he´s a JW…

  31. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Cosimo de Matteis,
    Capisco che il fatto che io l’abbia messa per qualche tempo in moderazione l’abbia infastidita. Ciò non dovrebbe però togliere la capacità di leggere ciò che viene scritto.

    Ora da dove deduce che il messaggio mio (La Stampa non c’entra nulla) è quello di dare la comunione ai divorziati risposati? Se avesse avuto modo di leggere la bella lettera di Tettamanzi, avrebbe scoperto che neanche lui dice questo. Ho solo detto che dei tre temi sollevati, quello dei divorziati risposati è quello che davvero tocca i fedeli. E bisogna cercare di non far sentire questi fratelli e sorelle degli esclusi. Anche se forse lei – da quanto abbiamo letto negli ultimi giorni – li avrebbe già spediti tutti all’inferno…

    Quanto alla “cattolicità” di ciò che scrivo, la invito a calmarsi un po’ De Matteis. Non mi sembra di ricordare che lei rivesta incarichi alla congregazione per la dottrina della fede.

    • In effetti la moderazione m’ha causato gastrite, travasi di bile ed insonnia.
      ma sono certo che mi passerà.
      sennò mi prenoto una visita da cherubino che lui fa lo psicologo.
      Ma il problema mio è irrilevante:
      quello che preoccupa è
      che i media sono sempre più appannaggio dei muratori.
      E quindi del cornuto.
      Problemi loro.
      E della loro coscienza.
      Io sono -e resto- un uomo libero.
      Coi miei blog.
      Che cominciano ad infastidire -quelli si- piu di qualcuno.
      E siam solo agli inizi.
      Non ho mai avuto peli sulla lingua.Mai.
      E chi mi conosce lo sa bene.
      Me ne frego persino di chi cerca di intimidire.

      E per visitare il mio blog non si paga.
      E non si deve fare nessuna prenotazione o iscrizione.
      Ed il mistero di iniquità continua.

  32. Marco N. scrive:

    Mi si perdoni l’O.T. e mi si perdoni l’invadenza.

    Sono convinto che Tornielli sia , prima ancora che giornalista serio e obiettivo, persona tutta d’un pezzo e incapace di ripicche o ritorsioni, tanto che – spero di sbagliarmi – mi provoca un piccolo brivido di freddo la frase usata dallo stesso Tornielli per “spiegare” in qualche modo l’animosità di Cosimo De Matteis (“Capisco che il fatto che io l’abbia messa per qualche tempo in moderazione l’abbia infastidita. …”

    Alla stessa stregua, seguendo da anni – sia pure in modo assai saltuario – questo bel blog, ritengo di non sbagliare se penso che Cosimo De Matteis sia persona molto ( a volte forse “troppo”, se è consentito dirlo) innamorata della Chiesa, di Cristo e della Madonna, tanto da dare a volte l’impressione di un fondamentalismo del tutto sui generis, comunque sempre consito da garbo, buona educazione e, soprattutto, rispetto VERO per la Chiesa.

    Colgo l’occasione per ringraziare Tornielli della chiarezza e della grande apertura mentale con cui gestisce questo blog ( e il suo mestiere, in genere), ma al contempo voglio ringraziare ancora una volta Cosimino De Matteis perchè esiste e perchè – certamente a modo suo e con la foga che a volte lo contraddistingue – spesso ci dà delle pillole di vera saggezza e di vera ecclesialità, aborrendo ogni tatticismo verbale, ogni contorcimento dialettico e soprattutto ogni falsità di cui spesso – ahimè – si paludano non pochi , abituali frequentatori di questo bel blog.

  33. mauro scrive:

    Caro cosimo de matteis,

    mi riferisco a quanto scrive:

    “Cioè?
    Bisogna consentire agli àdulteri di ricevere il Corpo di Cristo?
    Questo è il “messaggio” de la Stampa?
    O di Tornielli?

    DI CERTO, NON è UN MESSAGGIO CATTOLICO.”

    Secondo lei Dio, nella sua sconfinata benevolenza verso l’uomo, potrebbe discriminare la propria creatura predestinandola a non accedere alla sua Grazia sulla terra se si trovasse nella condizione di essere lasciato dalla moglie e di doversi risposare per poter allevare i figli piccoli che la moglie ha abbandonato, dando così loro almeno una figura di madre?

    Quanto scommette che quel famoso passo poggia il proprio assunto su una moglie ripudiata, (in assenza della concubina), che sposa un’altro uomo?

    Vuol vedere che oggi la metà del divorzi è per richiesta della moglie? Ed allora occorrebbe che la Chiesa accertasse di chi fu l’iniziativa prima di prendere una decisione.

    Se non trovasse il tutto interessante, può capitare, le devo dire che il ripudio , oggetto del passo del Vangelo, permetteva al marito di sciogliere il matrimonio ed allontanare la moglie di casa ma poichè il marito è da secoli che non può sciogliere il matrimonio, i divorziati sposati non hanno nulla da temere da Dio ma da qualcun altro.

    • Caro Mauro,
      con la tua “lettura”
      delle mie parole
      non fai che
      CONFERMARE
      in pieno i miei sospetti e timori.

      W LA STAMPA LIBERA…..

    • il maccabeo scrive:

      Che il divorzio (volontario chiaramente e non semplicemente subito) sia incompatibile con la fede cattolica e´persin troppo facile dimostrarlo:
      Matt 19, 4 ss: ….gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: “È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?”. [4] Ed egli rispose: “Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: [5] Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? [6] Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi”.
      [7] Gli obiettarono: “Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e mandarla via?”. [8] Rispose loro Gesù: “Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così. [9] Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di cubinato, e ne sposa un’altra commette adulterio”.
      [10] Gli dissero i discepoli: “Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi”. [11] Egli rispose loro: “Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso………

      • giovannino scrive:

        Se due sposi sono uniti a Dio si amano . Se non si amano più , non sono uniti da Dio . Quando un matrimonio finisce spontaneamente è insensato dire che qualcuno separa ciò che Dio ha unito . Al contrario una coppia che mantiene un matrimonio di facciata , senza amore , sta forse mantenendo ( falsamente ) unito ciò che Dio ha separato .

        • Sal scrive:

          “Se non si amano più , non sono uniti da Dio . Quando un matrimonio finisce spontaneamente”

          Dal suo commento è evidente che conosce poco il Vangelo dovrebbe considerarlo meglio.

          “L’amore non viene mai meno.” ( 1 Corinti 13.8)

          Perché dovrebbe finire spontaneamente ?

  34. Georg Schimmerl scrive:

    Ciao sono da Vienna. Nun sopravalutare questa iniziativa. La maggoioranza Dei preiti Che Hanno firmato ė già al di la del servizio attivo olylte che si trovano sulla lista una buona parte di petti nel frattempo defunti. Difatti tutto il problema consiste nel fatto che questo gruppo sempre sfrutta periodi di pressione pubblica per promuovere le sue idee che infondo sono fuori di ogni attualità

  35. giovannino scrive:

    Non ho ancora avuto tempo di leggere i commenti , ma vorrei fare un’ obiezione pratica a quanto sostiene Tornielli . L’ Austria vive il problema del calo delle vocazioni ed è per questa via che il problema del sacerdozio si riflette sul popolo dei fedeli . Nei paesi e villaggi dell’ Austria, la Parrocchia è una istituzione profondamente radicata nella vita popolare e la mancanza di un clero locale è un problema sociale serio . Me ne sono reso conto parlando con un amico che fa parte di un consiglio parrocchiale che appartiene a questa tipologia sociologica e che mi raccontava dell’ inserimento di un sacerdote africano in questa Parrocchia ( che non nomino ) . Il mio amico ne parlava come di una sfida positiva , ma questo perchè è un cattolico di mente aperta e comunque lui viene dalla città , quasi certamente è l’ unico , già la moglie , di una famiglia molto autorevole in paese , non nascondeva la perplessità . Anche il Santo Padre sa come vanno le cose da quelle parti e sa che i fedeli ( dico un posto a caso ) di Marktl am Inn , sono abituati a un parroco che è uno di famiglia . E vorrei chiedere a Tornielli quanti agni hai da passar parchè a Chioxa e in laguna dei africani o dei filipini podan organissà ea festa del Redentor ? eppure a breve saremo a questo , stante la crisi delle vocazioni .

  36. LIBERAMENTE scrive:

    Si chiama secolarizzazione ed è irreversibile, un punto di non ritorno, e ben venga se può aiuatre l’Austria, e non solo, a liberarsi dall’influenza nefasta della chiesa cattolica apostolica romana.

    Io auspico che ci si liberi da tutte quelle religioni nonoteiste fondamentaliste, che sono causa di emarginazioni, discriminazioni, guerre, sentenze di morte e mutilazioni corporali. Ci vorrà tempo ma ci si riuscirà, il secolarismo fa già il proprio dovere, aiutiamolo con una mentalità aperta, laica in poche parole, educhiamo le nuove generazioni a non lasciarsi incantare e ammaliare dalla menzogna globale bimillenaria della CCAR.

    Il secolarismo potrà finalmente mettere fine all’influenza nefasta delle religioni monoteiste.

    • il maccabeo scrive:

      Secolarizzazione punto di non ritorno? Ha ha!…
      Niente paura, la tradizione cresce, specialmente nella FSPX!
      18 dicembre 2010, La Reja, Argentina: 5 sacerdoti,
      17 giugno 2011, Seminario di Winona, USA: 5 sacerdoti, 11 diaconi ( i preti del prossima anno!)
      29 Giugno 2011, Ecône, Svizzera: 10 sacerdoti, 12 diaconi
      2 Luglio 2011, Zaitzkofen, Germania: 4 sacerdoti, 2 diaconi…
      Ad multos annos!!!!

      • LIBERAMENTE scrive:

        Vocazioni pagliative, una specie di effetto placebo per la cattolicità, il tempo di qualche stagione e poi, il secolarismo farà sentire il suo Tsunami di sbatezzi e di crisi a non più finire, a dire il vero sono molto ottimista a proposito.

  37. giovannino scrive:

    Dopo una veloce scorsa dei commenti , vorrei rimarcare che il Papa potrebbe già domani accogliere una richiesta dei parroci austriaci e cioè autorizzare la chiesa austriaca a ordinare sacerdoti degli sposati . Del resto lo ha fatto di recente con i ” transfughi” anglicani . Riguardo invece all’ ordinazione delle donne , alla quale del tutto personalmente , sarei favorevole , si tratta di una questione le cui implicazioni teologiche richiederebbero un consenso plebiscitario all’ interno della Chiesa . Non sarebbe dunque accettabile una decisione autoritaria del Papa . Solo un Concilio potrebbe sancire un cambiamento del genere . Anche l’ ammissione dei divorziati all’ Eucarestia, alla quale sono favorevolissimo , richiederebbe alcuni progressi dottrinali tali da rendere necessario un coinvolgimento dell’ intero Collegio Apostolico .

  38. mauro scrive:

    Caro Giovannino

    provi a concentrarsi un attimo, fosse possibile ai sacerdoti sposarsi tutti si sono dimenticati le suore per quel senso di parità fra i sessi che la Chiesa “dice” di non calpestare. Come intende schierarsi a favore o contro un loro matrimonio? E se vi fosse un matrimonio fra un sacerdote ed una suora? Dice scintille? .

    • LIBERAMENTE scrive:

      Buona settimana a lei Mauro, spero tutto bene….io abbastanza, grazie. Mi mancano le sue repliche a dire il vero. Se deve partire per della vacanze, allora buone ferie a lei.

    • LIBERAMENTE scrive:

      caro Mauro, in passato ho sentito parlare di un prete e una suora che hanno dismesso i loro abiti religiosi per sposarsi civilmente, ma al momento un matrimonio tra suora e prete restando religiosi nella chiesa cattolica è prematuro anche solo pensarlo nell’anticamera dle cervello.

      • LIBERAMENTE scrive:

        Ho capito Mauro, lei non vuole più replicare ai miei commenti, non la distruberò più, però da lei non me lo aspettavo, non è così essere neutrale tra il sottoscritto e ritaroma, mi ha tolto anche il saluto adesso? Stia in salute e le auguro di non aver mai bisogno di nessuno.

    • ribadisco: la Chiesa sbaglierebbe
      -ma non lo farà MAI, rassegnatevi-
      se si piegasse alle cose del mondo
      ai suoi capricci
      alle sue storture.

      Quando qualcuno dei sacri palazzi ha provato a farlo
      -penso alla ostpolitik-
      ha fallato di brutto.
      Peccando di rassegnazione
      (rassegnazione persino compiaciuta).
      Si può dire che certi giornali mi fanno senso?
      E che non ci collaborerei manco se mi pagassero oro?

      l i b e r o, nella Chiesa. E Suo figlio ubbidiente.
      Senza pretese.
      E senza ambizioni e vanagloria.
      E senza megaville lacustri.

    • giovannino scrive:

      Una cosa sono i sacerdoti della chiesa universale , altra cosa i religiosi che seguono la regola specifica del loro Ordine . Se uno vuol fare voto di castità , perchè vietarlo ? La castità offerta a Dio è un valore , l’ amore tra gli sposi è un valore , capisco che si escludano a reciprocamente , meno che ci sia una sorta di classifica .

      • Sal scrive:

        “Se uno vuol fare voto di castità , perchè vietarlo ?”

        Ha mai incontrato qualcuno che l’ha OBBLIGATA ad avere rapporti sessuali ?
        Se vuole fare voto di castità non credo che qualcuno possa impedirglielo. Non crede ?

  39. andrea scrive:

    a me sembra che tanti nostri sacerdoti sono già diventati dei funzionari, tanto che non li trovi più in confessionale perchè hanno mille cose da fare (più importanti?).
    A pensarli anche con dei figli da crescere credo che non sarebbero proprio più sacerdoti!
    Altra cosa è esplorare la possibilità, anche questa teologicamente ammissibile ma forse più corretta, di ordinare uomini sposati ( i cosiddetti viri probati), che possano celebrare la messa e amministrare i sacramenti laddove il sacerdote non può arrivare (e con il calo delle vocazioni e l’allargarsi degli impegni del parroco anche a causa degli accorpamenti di parrocchie nelle unità pastorali un aiuto di questo tipo sarebbe auspicabile).
    Il problema non è tanto della comunione sì-comunione no ai divorziati e ai conviventi, è necessario invece che si arrivi a una elaborazione in OGNI diocesi di una seria pastorale per i divorziati e i conviventi. Se infatti non vanno giustamente cambiati i principi e i dogmi, è invece sul piano pastorale che la chiesa è chiamata a rinnovarsi e riformarsi in continuazione.
    ci sono ad esempio almeno tre tipi di coppie di conviventi: 1) chi è a priori e magari ideologicamente contrario al matrimonio e prende la convivenza come una prova perenne; 2) chi pur non sposandosi prende seriamente l’impegno con l’altra persona, e magari da anni vive nella fedeltà e nella fecondità la relazione; 2) chi intende la convivenza come soluzione temporanea desiderando arrivare il prima possibile alle nozze (è la situazione delle coppie in cui ad esempio il credente accetta la convivenza con il fidanzato/a non credente terrorizzato dall’idea delle nozze e che ha bisogno di un po’di tempo per “abituarsi” all’idea).
    queste situazioni, oltre ad essere profondamente diverse dal punto di vista del giudizio morale astratto (ovviamente le singole persone non possono nè devono essere giudicate) necessitano di un’adeguata risposta pastorale che si regga sui pilastri dell’accompagnamento, della comprensione e dell’aiuto alla scoperta della bellezza del matrimonio: l’astensione dalla comunione almeno per i conviventi non è una punizione, ma il riscontro di una situazione di incompatibilità tra l’accostarsi all’Eucarestia e una situazione oggettiva di peccato che però non implica un giudizio sulle persone e sulla loro coscienza, nè tantomeno una loro condanna.

    • Sal scrive:

      “tanti nostri sacerdoti sono già diventati dei funzionari, tanto che non li trovi più in confessionale perchè hanno mille cose da fare (più importanti?).”

      Non sarebbe capace di confessarsi direttamente con Dio ? O ha bisogno dell’intermediario ? Pensa che il Dio Jehovah non sia in grado di capirla ? Ha detto che sa leggere anche i cuori.

  40. Eremita scrive:

    Gesù insegnava per parabole, ed un giorno prese a raccontare: “Un malato iniziò una cura, e poco dopo la interruppe su consiglio dei familiari più autorevoli ed impiccioni. La malattia peggiorò vistosamente, e quegli stessi familiari seguitavano ad incolparne la cura interrotta, invece dei loro consigli errati. Dopo qualche tempo il malato morì, e sulla sua lapide fu scritto: Morto a causa del Concilio Vaticano II. ” Nessuno seppe mai con certezzse morì a causa della cura iniziata, o perchè si interruppe la cura.

    • Sal scrive:

      Credo si possa dire che morì per la sua stupidità, per aver dato ascolto a consiglieri non invitati ma ascoltati e per la sua incapacità a prendere una decisione personale basta sulla sua conoscenza.

  41. Eremita scrive:

    Gesù insegnava per parabole, ed un giorno prese a raccontare: “Un malato iniziò una cura, e poco dopo la interruppe su consiglio dei familiari più autorevoli ed impiccioni. La malattia peggiorò vistosamente, e quegli stessi familiari seguitavano ad incolparne la cura interrotta, invece dei loro consigli errati. Dopo qualche tempo il malato morì, e sulla sua lapide fu scritto: Morto a causa del Concilio Vaticano II. ” Nessuno seppe mai con certezza se morì a causa della cura iniziata, o perchè si interruppe la cura.

  42. macv scrive:

    “Nessuno mai seppe con certezza se morì a causa della cura iniziata o perchè si interruppe la cura”
    caro Eremita , Gesù ha detto “lasca che i morti seppelliscano i morti”
    continuare a rinvangare il concilio, continuare a discutere sul concilio, continuare a invocare o maledire il concilio è roba da MORTI alla fede… chi ha una FEDE viva
    non si impiccia di Concilii , correnti ,e fazioni, ma segue con gioia Colui che ha detto IO sono la via la verità la vita. Con GIOIA…una gioia che non sembra trasparire molto dall’odierno clero , dagli odierni preti , che paiono semmai tristi e scontenti della propria condizione ,a partire dal celibato. Come disse una volta Nietszche dei cristiani del suo tempo” dovrebbero avere delle facce diverse, dovrebbero sembrare un po’ più dei SALVATI perchè mi possano convertire

    • john coltrane scrive:

      Concordo, mr MACV.

      L’errore di fondo -siamo sempre lì- è il ridurre il Cristianesimo ad una casistica di regole: “Signore, io pago le tasse, io osservo i digiuni, ecc., mica sono come quel peccatore là in fondo alla sinagoga “.
      Stranamente -si fa x dire- Gesù conferma il peccatore che diceva: “”Signore, pietà di me peccatore”.
      Egli uscì dalla sinagoga giustificato dal Signore, non così il fariseo che si vantava di osservare la Legge.

      Il Cristianesimo è via x la conoscenza di DIO (GV XVII,3); se le regole non sono finalizzate a ciò, ma diventano fine a sè stesse, magari x sentirsi superiori agli altri, rendono i l Sangue di CRISTO sparso invano.
      La ringrazio, buona giornata.

  43. Andrea scrive:

    Egr. dott. Tornielli, potrebbe approfondire quanto da lei affermato qui: http://www.periodistadigital.com/religion/vaticano/2011/07/01/religion-iglesia-lefebvrianos-tornielli-solucion-ordinariato.shtml, magari in un apposito post di questo blog. Grazie

    Andrea

  44. peccatore scrive:

    A proposito della lettera del Card. Tettamanzi “Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito”, ritengo utile una precisazione per cogliere in pieno il senso di una delicata attenzione pastorale, meritoria in quanto attenzione e deleteria se diventasse disattenzione al centro vero della questione, che è dogmatica e non pastorale.

    La messa è un “memoriale” di estrema importanza per noi e per le anime dei nostri morti. Il “memoriale” per il popolo ebraico, a proposito della Pasqua di liberazione dalla schiavitù in Egitto, definisce che nella celebrazione rivive effettivamente l’atto, non solo il suo “ricordo”.
    La messa cristiana non è solo una “memoria” di Qualcuno o il momento conviviale della comunità che accoglie tutti. La messa E’ PRESENZA REALE del SIGNORE GESU’, IL FIGLIO DI DIO, nel pane e nel vino CONSACRATI dal sacerdote, il quale, come “alter Christus” ripropone il sacrificio del Signore nell’ultima cena. Il mistero è grande: Gesù è vivo, perché è risorto! Mistero della fede: annunciamo la tua morte Signore Dio, proclamiamo la tua resurrezione nell’attesa del tuo ritorno!

    La persona che si ritiene in grazia di Dio, dopo il rito penitenziale iniziale per chiedere perdono a Dio, l’offerta dei doni (la nostra vita) e la consacrazione delle specie, recita il Padre nostro (che chiede anche la remissione dei peccati), e pur dichiarandosi indegna (non sono degno di partecipare alla tua mensa…) si accosta al sacramento eucaristico per cibarsene. Cibarsi del segno sacramentale è una grande grazia, ma chi non può accostarvisi non azzera la grazia esistente nel partecipare alla liturgia intera e di vivere interiormente la comunione al di là del suo segno sacramentale. Quindi l’eucaristia (il buon ringraziamento che il credente rende a Dio per il suo amore disposto a morire per noi) è tale anche in assenza della comunione amministrata al singolo, SE c’è fede nella comunione vissuta con il sacrificio eucaristico, reso più vivo e capito tramite l’ascolto della Parola di Dio e l’offerta di sé del credente a Dio e di Dio agli uomini!

    Queste cose non sono spesso chiare, ne’ nella lettera del Card. Tettamanzi vengono ben chiarite. La Parola di Dio mi dice chi è Dio e chi sono io. Ma è una “spiegazione” che dipende anche dalle mie conoscenze e dalla mediazione di chi spiega (specie nelle possibili interpretazioni). L’eucaristia invece NON dipende dalle mie conoscenze, ma solo dalla mia fede. E’ il mezzo più umile per far incontrare l’umiltà di Dio e quella dell’uomo. La consacrazione ha lo stesso valore, qualunque prete (bravo o meno, simpatico o meno) la operi. L’essenziale dell’eucaristia è nella sua semplicità e nell’atto di fede che richiede, senza intellettualizzazioni, valida per il bambino, l’handicappato psichico, il plurilaureato e l’analfabeta. Che poi un fedele se ne possa cibare, in grazia di Dio, è un segno sacramentale aggiunto, che nulla toglie alla comunione spirituale di ogni fedele e al valore della santa messa, dove si ripete il miracolo della transustanziazione del pane e del vino nel corpo e sangue di Cristo.

    La comunità accogliente celebra questa apertura del cuore e questo mistero della fede, senza pretendere di condannare o di assolvere alcuno. La comunità è accogliente innanzitutto se accoglie il dono della presenza di Gesù eucaristia e della Parola di Dio, non in quanto accoglie il separato o il risposato o qualsiasi altro “emarginato”! La comunità fa comunione con il Signore e chiunque partecipi alla santa messa ne è parte. Perciò una comunità in comunione con il suo Signore non produrrà mai “extracomunitari”!

    Chi poi si ciba della particola, con devozione e nel comprensibile “disagio” di ricevere dentro sé stesso Dio (!), non compie un atto “magico” ma introduce un cibo che anziché essere assimilato a sé, come qualunque altro nutrimento, dovrebbe assimilare lui a Dio! Chi non mangia di questo pane, per le più svariate ragioni, contingenti o stabili, secondo le regole della Chiesa, NON è escluso dalla comunione spirituale e dalla comunione con i fratelli. Ma chi dovesse individuare in questa lettura uno sminuire il sacramento non avrebbe capito nulla. E chi avesse il desiderio, la sete, la nostalgia della comunione nel segno sacramentale, sappia che più di tutto conta la comunione continua e l’adorazione: ecco che chiunque non può cibarsi durante la messa e crede al sacramento dovrebbe moltiplicare le adorazioni eucaristiche.

    Chissà perché non ne parla quasi nessuno. Si sa solo rivendicare o commiserare: che cattiva la Chiesa che impedisce la comunione! Non è un granchè piacevole la Chiesa che cerca di indorare la pillola, senza spiegarne l’amarezza, quasi che non gliene importasse tanto della questione…

    • giovannino scrive:

      Ho letto due volte il post di peccatore e mi è piaciuto , ma non posso fare a meno di chiedere , DOVE è reale la presenza di Gesù . Forse nell’ anima del fedele e dunque si potrebbe azzardare che è una realtà psicologica ? Sia chiaro che non ho la minima intenzione di sminuire il sacramento dell’ Eucarestia , per me una reale presenza nel cuore e nella mente dei fedeli è qualcosa di sublime , ma non di sopranaturale .Infatti a quale altro tipo di presenza reale ci si può riferire ? Una realtà materiale , nel senso della tavola di Mendeleev , certo non è . Anche parlare di una realtà storica mi sembra improponibile . Ma forse il tema è troppo difficile e delicato per poter essere affrontato in un blog .

    • Sal scrive:

      “La messa è un “memoriale” di estrema importanza per noi e per le anime dei nostri morti.”

      Assodato che Dio non fa preferenze e non accetta raccomandazioni * ma considerato che l’anima è la vita dell’uomo e quando la vita si esaurisce l’uomo diventa cadavere senz’anima perché l’anima non esiste più, come potrebbe essere importante per le anime dei morti ?

      “Poiché i viventi sono consci che moriranno; ma in quanto ai morti, non sono consci di nulla, né hanno più alcun salario, perché il ricordo d’essi è stato dimenticato. Inoltre, il loro amore e il loro odio e la loro gelosia son già periti, ed essi non hanno più alcuna porzione a tempo indefinito in nessuna cosa che si deve fare sotto il sole.” ( Ecclesiaste 9.5-6)

      “*” “in ogni nazione l’uomo che lo teme e opera giustizia gli è accetto.” ( Atti 10.35)
      “non devi mostrare preferenza” (Esodo 23.3)

  45. Beato Piergiorgio Frassati, prega per noi.
    E prega per chi sai tu….

    • emiliano scrive:

      Per il povero sal che non sa quel che dice!

      • Sal scrive:

        “E i primogeniti dei miseri certamente pasceranno e i poveri stessi giaceranno al sicuro” ( Isaia 14.30)

        • emiliano scrive:

          Quanto sei povero di concetti,come le ho sempre detto lei strumentalizza la Parola di Dio,usando una traduzione biblica non riconosciuta ufficialmente da nessuno!! Si ricordi che a me le sue citazioni non mi pungono affatto.In ultimo non sono ne misero e ne povero e non ho nessuno da pascere. Mi stia bene

          • Sal scrive:

            (Isaia 14.30- NR) : “I più poveri avranno di che pascersi e i bisognosi riposeranno al sicuro;”

          • emiliano scrive:

            Ad uso e consumo caro Sal lei si serve delle Sacre Scritture!Stia bene

  46. Sal scrive:

    @ Giovannino

    “voglio progredire insieme ai miei fratelli in Cristo e all’ umanità intera nel cammino incontro alla Luce.”

    Lodevole sig. Giovannino, molto lodevole il suo desiderio. Per farlo però dobbiamo capire perché si vogliono seguire “’insegnamento di uomini” che si dicono incaricati piuttosto che gli insegnamenti di Cristo ha definito ipocriti quegli uomini.

    Credo che per soddisfare il suo desiderio lei debba essere discepolo di Cristo piuttosto
    che di altri uomini che “dicono ma non fanno”, che “insegnano comandi di uomini come dottrine” ( Matteo 5.6-9). Veda l’aritocolo di oggi su “il Giornale” “vendi tutto quello cha hai e dallo ai poveri” – Il Vaticano è ricco e non vende niente. Come mai non segue il Vangelo ?

    Per es. Cosa sono i dogmi ? – “ Il termine dogma (o domma) è utilizzato generalmente per indicare…o una convinzione formulate da filosofi e poste alla base delle loro dottrine, da considerarsi e credere per vero da chi si reputa loro seguace o fedele.” - Wikipedia
    Quindi è un insegnamento di uomini, perché allora seguire gli insegnamenti di uomini se Cristo li ha condannati ? Insieme a quelli può andare solo incontro al buio. La vita è stata data a lei e se la deve vivere lei, non la deve far vivere ad altri.
    Stia bene

    • enrico scrive:

      @ Sal

      Come le ho spiegato lei fa altrettanto.
      Da quanto poi lei ha scritto in precedenti interventi ha scelto di essere un tdg libero pensatore, ossia di crearsi in certi casi suoi dogmi (leggi chi sia il logos) che non seguono quelli della Torre di Guardia.
      Ma ha sempre scelto, cioè ha interpretato, formulando una sua personale dottrina e suoi personali dogmi.

    • giovannino scrive:

      caro Sal , rispondo per cortesia , perchè vedo che sei coerente con la tua affermazione che non c’è dialogo possibile su questioni di fede e non cerchi di mettere a profitto le critiche , ma vuoi aver sempre ragione . Lo spartiacque che mi divide risolutamente dalle tue affermazioni è che sono convinto che Gesù ha voluto fondare una Chiesa , un popolo per il nuovo patto . Un superamento , non una semplice allargamento di Israele . Se dunque leggo con approvazione le tue critiche rivolte alla superbia degli ecclesiastici e ritengo che la prudenza non è mai troppa quando si parla in nome di Dio , credo che in qualche modo a noi ignoto e incomprensibile , lo Spirito Santo guidi il popolo dei fedeli verso la comunione con Cristo e in Cristo . Questa Chiesa invisibile , corpo mistico il cui capo è Cristo, non coincide con le chiese empiriche ,che spesso e volentieri tradiscono , neppure con la cattolica , alla quale riconosco però un primato , per la ininterrotta successione apostolica. La chiesa cattolica ha un fascino irresistibile per essere la più vicina alla Tradizione . Per questo credo anche nei sacramenti , come segni efficaci della grazia e in particolare nel battesimo come liberazione dal peccato e nell’ eucarestia come comunione . La struttura gerarchica che la chiesa cattolica si è data , mi sembra invece un qualcosa di terreno e in questo sono cosciente di essere eretico . Ma certo non fino al punto di pensare che possa esistere un cristianesimo e una cristianità senza Chiesa.

      • Sal scrive:

        “sono convinto che Gesù ha voluto fondare una Chiesa , un popolo per il nuovo patto”

        La sua convinzione è fondata. E’ proprio vero quello che ha scritto. L’importante è sapere quale popolo per il nuovo patto ? Come lo riconosce ? E’ sicuro che sia quello cattolico ? Da cosa lo stabilisce ?

        La Scrittura le da un’indicazione autorevole e sicura, anzi posso dirle che i popoli sono due non è uno solo:
        “Io sono il pastore eccellente, e conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me,” ( Giovanni 10.14)
        “E ho altre pecore, che non sono di questo ovile; anche quelle devo condurre, ed esse ascolteranno la mia voce, e diverranno un solo gregge, un solo pastore.” ( Giovanni 10.16)
        Vede ? sono due i greggi ! o popoli.

        “Simeone ha narrato completamente come Dio per la prima volta rivolse l’attenzione alle nazioni per trarne un popolo per il suo nome.” (Questo riguarda il popolo d’Israele) Atti 15.14

        “Dopo queste cose tornerò e riedificherò la capanna di Davide che è caduta; e riedificherò le sue rovine e la erigerò di nuovo, affinché quelli che rimangono degli uomini cerchino premurosamente Geova,(YHWH) insieme a persone di tutte le nazioni, persone che sono chiamate con il mio nome, dice Geova che fa queste cose, note dall’antichità’” ( Atti 15.16)

        “ affinché il rimanente degli uomini e tutte le nazioni, su cui è invocato il mio nome, cerchino il Signore, dice il Signore che fa queste cose, a lui note fin dall’eternità”. Così la NR

        “ perché anche gli altri uomini cerchino il Signore e tutte le genti sulle quali è stato invocato il mio nome,” Così la CEI
        Vedi Numeri 6.27

        “Ma certo non fino al punto di pensare che possa esistere un cristianesimo e una cristianità senza Chiesa.” Infatti non è senza chiesa ma non è quella che può apparire.

        “La chiesa cattolica ha un fascino irresistibile per essere la più vicina alla Tradizione .”
        Non sembra essere così dato che la primitiva chiesa aveva donne come ministro.
        “Vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diaconessa della chiesa di Cencrea,” ( Romani 16.1 NR) per ulteriori h**p://www.womenpriests.org/

    • vincenzo da torino scrive:

      Mi scusi gent. Sal, lei invita a seguire le parole della bibbia e non quella degli uomini. Di quali uomini parla? Lei ha una conoscenza tale delle S.S. da porsi come maetro ed interprete autentico di esse? Conosco i Testimoni di Geova con cui ho cercato di dialogare o meglio mi sono scontrato e le garantisco che parlate solo in base a quanto vi viene spiegato dai capi. Singolarmente nessuno è in grado di esporsi, solo il libretto che vi viene propinato con le dovute citazioni, fa per voi testo unico. Le S.S. vanno anche interpretate, ma non saranno i sette dirigenti che avete negli usa che vi garantiscono autenticità. Tanto per iniziare uno scontro che ho già fatto in altri blog con i falsi testimoni di Gesù come i testimoni di Geova che di cristiano avete solo il nome storpiato per giunta. Infatti nessuna comunità ne cattolica ne protestante vi considera cristiani|

      • Sal scrive:

        Distinto Vincenzo da Torino, non sono io che posso essere il conduttore della sua fede. La sua fede cresce in armonia e di pari passo che la sua conoscenza aumenta. Ma è solo sua e nessuno può essere un “capo” delle sue scelte e decisioni. L’uomo nasce libero e deve vivere libero perché Gesù ha concesso questa libertà. ( Gv, 8.36)

        Chiunque dialoghi con lei può fornirle solo alternative o varianti che lei dovrà valutare in base alla sua conoscenza e potrà decidere solo in base ai suoi convincimenti formatisi sulla base delle prove fornite proprio come un Giudice.
        Pur essendo liberi, I bambini quando sono ancora piccoli hanno bisogno di qualcuno che li aiuti a camminare, ma poi dovranno farlo da soli e non tutti diventeranno campioni nella corsa, ma basta partecipare secondo le regole; i bambini vengono educati e istruiti dai genitori e dai maestri, ma poi vivono una vita personale propria facendo scelte diverse da ciò che è stato loro insegnato.
        Così anche nella vita “religiosa” io posso solo fornirle indicazioni relativamente a ciò che le Scritture a mio avviso “suggeriscono”, e le assicuro che ancora oggi dopo molti anni non finisco di scoprire cose nuove, ma alla fine sono sempre io che devo agire, prendendo decisioni e facendo la scelta che mi appare più ragionevole e conforme a ciò che fin lì ho appreso.

        Lei mi chiede “Lei ha una conoscenza tale delle S.S. da porsi come maestro ed interprete autentico di esse?” Posso solo ricordarle che Gesù mandò a predicare uomini “illetterati e comuni”, poveri pescatori che non avevano una gran cultura e per capire come si pratica la bontà e la generosità o l’altruismo, non credo sia necessario avere una specificità particolare.

        Lei dice : “le sacre scritture vanno interpretate” e mi permetta ? chi le deve interpretare ? Se non lei. E’ vero non saranno i 7 dirigenti a garantire l’autenticità, ma lei oggi ha abbastanza mezzi anche elettronici per fare paragoni e valutare alternative, non è obbligato a comprare se non piace, non deve accettare la prima versione che trova o la mia , può chiedere altri pareri e scegliere quello che le appare più ragionevole.
        Lo sa vero che “eretico significa “uno che sceglie” !

        Che importanza può avere chi considera chi, che importanza se sono appariscente o misero, asino o colto, l’imprtante è che dica la verità, quella che lei deve valutare. Infine il giudizio non lo daranno quelli che lei dice non mi considerano ; l’importante è che il Dio (Jehovah) che ha scelto “un popolo per il suo nome” o “sul quale è invocato il suo nome” ( Atti 15.17 NR) giudichi altrimenti. Le pare ? L’importante è sapere se come schiavo buono a nulla ho svolto il compito che mi era stato affidato. Non a giudizio di chi i critica o chi mi apprezza.

        Cmq le assicuro che io non ho casacche, e non ne voglio. Apprezzo i testimoni di Geova, sono bravi maestri, dispoibili e molto informati, ma non deve prendere per oro colato la mia opinione. Io mi inchino solo alla Ragione e non ho altri padroni. Se lei vuole accomunarmi a qualcuno o identificarmi a qualche gruppo, non è affar mio. E’ un suo giudizio. Io mi ritengo persona libera con un solo Maestro e un solo Mediatore lei faccia come ha stabilito nel suo cuore. Non mi disturba.
        Ma tenga sempre presente il Salmo 49.20

    • vincenzo da torino scrive:

      No, gent. Sal. Il dogma è essenzialmente una verità rivelata ben presente nelle S.S. che la chiesa , riunita in Concilio in genere, semplicemente conferma ed esprime in forma chiara e comprensibile sul piano umano e razionale, poichè l’essenza del dogma è che non è comprensibile per la mente umana. Lo si accetta solo in quanto frutto della Rivelazione.Classico è il dogma della trinità che ha creato molte discussioni per vario tempo ,oppure l’eucarestia con la divisione tra forma e sostanza. La chiesa gerarchica in questo caso si pronuncia poichè obbedisce al comando di Gesù ” tutto quello che legherete sarà legato ecc.”

      • Sal scrive:

        NO, gent. Vincenzo da torino, se lei vuole contestare me ha sbagliato indirizzo, la definizione di dogma non è mia è tratta da Wikipedia, se la prenda con loro se non le piace.

        Per sua informazione le aggiungo la definizione e spiegazione del “dogma “ dalla Treccani. Se non è di suo gradimento, si rivolga alla direzione.
        H**p://www.treccani.it/enciclopedia/dogma/

        dogma - “Nella teologia cattolica, verità rivelata da Dio e, come tale, proposta dalla Chiesa, perché sia da tutti accettata: in quanto verità soprannaturale (credibile, ma non giustificabile per la mente umana), il d. si trova in modo esplicito o implicito nella rivelazione e ha quindi valore oggettivo e immutabile; – Badi bene “nella teologia cattolica” ma potrebbe non essere una verità.

        Sarebbe in grado di indicare dove il Dio (Jehovah) ha rivelato che la madonna sia andata in cielo in anima e corpo ? (vivo o morto ancora non è dato sapere) o che sia rimasta sempre vergine?

        Per es. ha scoperto che il dogma della trinità è stato frantumato dalla scoperta del vangelo scritto in copto ?
        H**tp://www.cristianitestimonidigeova.net/articolo.aspx?Articolo=484
        H**p://forananswer.blogspot.com/2006/10/john-11-in-sahidic-coptic-translation.html
        H**p://forananswer.org/Top_JW/Scholars%20and%20NWT.htm#Horner

        Perdoni la domanda ardita lei dice: “ La chiesa esprime in forma chiara e comprensibile ciò che l’assenza del dogma rende incomprensibile”
        Praticamente significa che la chiesa si inventa una spiegazione per spiegare qualcosa che non c’è o che non capisce ! Sulla base di che cosa ?
        Saprebbe dire cosa c’è di incomprensibile nel non sapere dove sia stata sepolta Maria ?o nel sapere che chi partorisce figli perde lo stato di verginità ?

        Eppure il Dio che l’ha voluto spiegare si sarà mica sbagliato ? E a che serve allora la Rivelazione ?

  47. enrico scrive:

    @ Sal

    Tant’è che chi dicesse “non bisogna seguire i dogmi” formulerebbe un concetto assoluto che di per se sarebbe dogmatico.

    • Sal scrive:

      Il suo ragionamento è corretto sig. enrico . E’ vero ! Sembrerebbe che lei abbia ragione.
      Ma non sono io che ho scritto :
      “Nel caso che in mezzo a te sorga un profeta o un sognatore di un sogno e davvero ti dia un segno o un portento, e in effetti avvenga il segno o il portento di cui ti aveva parlato, dicendo: ‘Camminiamo dietro ad altri dèi, che non hai conosciuto, e serviamoli’, non devi ascoltare le parole di quel profeta o il sognatore di quel sogno, perché Geova vostro Dio vi prova per sapere se amate Geova vostro Dio con tutto il vostro cuore e con tutta la vostra anima. ( Deuteronomio 13.1-3)

      “E quel profeta o quel sognatore del sogno dev’essere messo a morte, perché ha parlato di rivolta contro Geova vostro Dio,…per farti deviare dalla via in cui Geova tuo Dio ti ha comandato di camminare; e devi togliere ciò che è male di mezzo a te” . ( Deut. 13.5)

      Vede ? c’è anche corrispondenza col nuovo Vangelo
      (Marco 13:22) “Poiché sorgeranno falsi Cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi da sviare, se possibile, gli eletti.”

      (2 Tessalonicesi 2:9) “Ma la presenza dell’illegale è secondo l’operazione di Satana con ogni opera potente, e segni e portenti di menzogna,”
      L’avvertimento viene da lontano. Credo che la fedeltà debba essere cosa più seria di quanto il suo sofisma vorrebbe dimostrare.

      “Dietro a Geova vostro Dio dovete camminare, e lui dovete temere, e i suoi comandamenti dovete osservare, e la sua voce dovete ascoltare, ( non quella dei filosofi) e dovete servire lui e a lui dovete tenervi stretti. ( Dt, 13.4)

      Però lei avrebbe ragione se la Scrittura non fosse non fosse così stringente e specifica.

      • LIBERAMENTE scrive:

        Caro Sal, non sono d’accordo su questo passo…
        E quel profeta o quel sognatore del sogno dev’essere messo a morte, perché ha parlato di rivolta contro Geova vostro Dio,…per farti deviare dalla via in cui Geova tuo Dio ti ha comandato di camminare; e devi togliere ciò che è male di mezzo a te” . ( Deut. 13.5)

        perchè si parla di mettere a morte in nome di Dio e questo è male, non solo ieri ma soprattutto oggi che tale versetto istigherebeb all’omocidio come fanno anche gli islamici con le loro fatwe; chissà da chi hanno copiato nel scrivere il Corano? Forse dalla Bibbia ma questa oggi in Pakistan la propongono di bandirla addirittura, quale dei due testi sacri è davvero parola di Dio?

      • emiliano scrive:

        Il problema che lei egregio sal vuole avere ragione ad ogni costo su ogni argomento e non accetta ciò che gli altri pensano se il pensiero non rientra nei suoi canoni,e non dica che non è vero la smetta una buona volta e si metta il bavaglio che fa più bella figura invece di essere qui a sparare a zero sul cattolicesimo e la fede altrui.

        • Sal scrive:

          Il problema è tutto suo. Io propongo una spiegazione alternativa. Se non piace non compra.
          Se pensa che la mia spiegazione sia errata deve fornire una spiegazione alternativa.
          I canoni non sono miei perché come lei mi accusa di fare e abusare io cito la prova scritturale che sostiene l’argomento. Lei non lo fa.
          Io non sparo, io mostro una realtà diversa. Se le interessa la esamina se non le interessa la trascuri.

          • emiliano scrive:

            Lei non sostiene denigra la fede altrui citando le S.S ad uso e consumo proprio come dice lei è un venditore di balle.

          • emiliano scrive:

            Io non ho nessun problema è lei che ha problemi d’identità,e non ho bisogno di usare le scritture per sostenere argomentazioni,la Parola di Dio è Sacra e come tale va rispettata e non usata a consumo proprio come fa lei egregio sal.

  48. Sbaglio, o la MADRE DI DIO è scomparsa da questo blog?
    Chissà perchè….

  49. Nuovo arrivo scrive:

    Io penso che la Luce stia illuminando le tenebre. A quanto pare stanno “saltando” tutte fuori.
    Se da un lato mi fanno soffrire, dall’altro ne sono veramente felice. Dio sa come guidare il Santo Padre.
    Dio lo custodisca a lungo.

  50. Sal scrive:

    @ enrico
    Distinto sig. enrico, visto che l’argomento lo richiede, le chiedo come vede lei la Scrittura di (Romani 16:1-2NR) “Vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diaconessa della chiesa di Cencrea  affinché l’accogliate nel Signore in modo degno dei santi, e l’assistiate in qualunque cosa essa abbia bisogno di voi, poiché essa stessa ha mostrato di difendere molti, sì, me stesso”

    E come commentare la lettera di Plinio il Giovane che scrisse nel 110 AD a Traiano durante la persecuzione dei cristiani ? : ” Credo che sia stato necessario accertare la verità mediante la tortura di schiave (ex duabus ancillis) chiamate diacono” (ministrae)
    O forse le interesserebbe di più l’iscrizione della pietra tombale del 450 trovata a Delpho “ La pia diaconessa Athanasia che fu ordinata diacono da sua santità il Vescovo Pantamianos… che ha eretto questa pietra sul luogo dove riposa il suo corpo. Chiunque osi dissacrare questa tomba ove riposa la diaconessa, possa ricevere il fato di Giuda che ha tradito nostro signore Gesù Cristo.”

    O preferisce quella del del 370 trovata a Gerusalemme : “ Qui riposa Sophia, servitrice e sposa di Cristo, diacono e seconda Phoebe che tornò a casa il 21 del mese di Marzo.”
    Se va sul sito womenpriests.org ne troverà altre. Pensa che riusciranno a smuovere la Curia ?

    • vincenzo da torino scrive:

      La Commissione teologica internazionale ha studiato di recente la questione delle cosiddette “diaconesse” presenti nei primi secoli della Chiesa. E ha appurato che non si trattava di donne che avessero ricevuto l’ordine sacro attraverso l’imposizione delle mani, ma di alcune incaricate in modo permanente a compiere determinati servizi, come ad esempio di istruire le donne catecumene (che avevano chiesto di ricevere il battesimo), di sorvegliare la porta durante la liturgia o servizi di carità.
      In particolare avevano l’incarico di aiutare le donne a svestirsi e rivestirsi nella celebrazione del battesimo che a quei tempi si faceva per immersione.
      Non va dimenticato che il termine “diacono” significa “servitore”.
      Sant’Epifanio dice: “Quantunque ci siano nella Chiesa delle diaconesse, tuttavia non sono incaricate di servizi sacerdotali o per servizi simili, ma per sorvegliare sui buoni costumi delle donne”.
      Di diaconesse parla anche San Paolo: “Vi raccomando Febe, nostra sorella, diaconessa della Chiesa di Cencre: ricevetela nel Signore, come si conviene ai credenti, e assistetela in qualunque cosa abbia bisogno; anch’essa infatti ha protetto molti, e anche me stesso” (Rm 16,1-2). Qui San Paolo parla di una donna che svolgeva funzioni di servizio all’interno della Chiesa.
      Va ricordato che in antico c’erano anche delle sacerdotesse ed episcopesse, ma questi titoli designavano le mogli o le madri dei sacerdoti e dei vescovi, e non avevano alcun titolo di consacrazione.

      • Cherubino scrive:

        1) il testo riportato proviene da amicidomenicani: è buona educazione almeno citare l’autore quando un testo non è proprio;
        2) la Commissione Teologica Internazionale conclude anche che la questione del diaconato femminile non è chiusa ed è rimessa al discernimento dell’autorità ecclesiale:
        ) l’unité du sacrement de l’ordre, dans la claire distinction entre les ministères de l’évêque et des presbytres d’une part et le ministère diaconal d’autre part, est fortement souligné par la Tradition ecclésiale, surtout dans la doctrine du concile Vatican II et l’enseignement postconciliaire du Magistère. À la lumière de ces éléments mis en évidence par la présente recherche historico-théologique, il reviendra au ministère de discernement que le Seigneur a établi dans son Église de se prononcer avec autorité sur la question.
        http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/diaconate-documents/conclusion.html

        • vincenzo da torino scrive:

          Ha perfettamente ragione. Nel copia incolla non è venuto il nome del sacerdote che ha risposto al quesito ed ho inviato senza rileggere.In genere metto anche le virgolette. Ne approfitto per dire che nel concilio di Nicea (fonte wikipedia) del 325 si stabilì che il diaconato delle donne non ha nulla a che fare con l’ordinazione sacerdotale. Infatti, si può notare, che con il battesimo dei bambini le diaconesse sparirono nella chiesa. Un ritorno delle diaconesse in una forma di assistanza al sacerdote credo sia utile, soprattutto oggi con la penuria di preti esistente. Per il sacerdozio credo che la scelta del figlio di Dio incarnato
          uomo maschio in Gesù e la scelta di apostoli uomini sia sufficente per dire che fu Dio a decidere a chi dare il sac
          erdozio in modo definitivo. Non ne faccio un problema di discriminazione, ma di fedeltà ad una scelta precisa.

          • Cherubino scrive:

            come ho già detto altrove, un conto è la ricerca storica un conto l’analisi teologica.
            La prima la lascio volentieri agli studiosi (anche se su wikipedia ci andrei coi piedi di piombo).
            Sul piano teologico ho già espresso un parere simile al suo, collegando il sacerdozio maschile all’incarnazione, ma con motivazioni un pò più teologiche. Perchè dire “Dio ha scelto così” non è sufficiente logicamente, in quanto si usa una descrizione per dare una spiegazione.
            A mio parere il ministero sacerdotale ordinato è connesso alla vocazione pubblica di Cristo, ulteriore rispetto all’incarnazione e insieme connessa ad essa. Anche nei vangeli -e nelle antiche Chiese orientali- il battesimo di Gesù nel Giordano ha un valore che noi viviamo un pò sottotono. Se il sacerdozio comune è relazione a Cristo per la natura umana da lui assunta, il sacerdozio ordinato è relazione a Cristo per la vocazione ministeriale da lui rivestita. Tale relazione è “in persona” (Christi) e non solo “per connaturalitatem”. Certamente la relazione “in persona” non è automatica, non c’è per il fatto stesso di essere uomo, ma si realizza solo per vocazione da parte di Cristo stesso, il quale scelse e sceglie coloro cui vuole fare questo dono. In tal caso la mascolinità non è la condizione necesario ma non sufficiente per vivere tale dono.
            Ciò che però, a mio avviso, manca è un approfondimento della relazione femminile Cristo. Se non è “in persona” non è neanche solo per connaturalitatem. Come i generi femminile e maschile sono complementari, elementi psicofisici di relazione reciproca, a mio parere la relazione femminile a Cristo contiene la condizione per vivere una “sacerdotalità” ulteriore, simile e diversa insieme rispetto a quella “ordinata”. Relazione ulteriore rispetto al sacerdozio comune, per la quale è necessaria (e non sufficiente) una relazione femminile (una sorta di “ad personam Christi”).
            Segni di questa sacerdozio non ordinato, ma non solo comune, tipicamente femminile, mi sembra si possano trovare in Maria, innanzitutto, ma anche in altre figure: Caterina da Siena, Bernardette Soubirous, Teresa d’Avila, Giovanna d’Arco. Donne che hanno avuto un particolare rapporto ed effetto sulla Chiesa gerarchica, venendo in aiuto al papa e alla Chiesa gerarchica in generale, quindi al sacerdozio ordinato.

            Naturalmente si tratta di ipotesi, di ragionamenti anche un pò arditi, quindi alla fine la cosa più prudente è rimettersi alle determinazioni della Chiesa.

  51. Reginaldus scrive:

    Per chi fosse interessato cristianamente ad esperimentare la multiforme bellezza del volto di Gesù, porto a conoscenza quest’ altra occasione, questa volta proveniente dall’altra sponda dell’ Atlantico, precisamente da una parrocchia dell’ archidiocesi di Boston, governata dall’ illustre eminenstissimo cardinale di santa Madre Chiesa (!) Sean O’Malley:

    The Rainbow Ministries of Saint Cecilia Parish
    invite everyone to attend a prayer service on
    Sunday, June 19, at 6:00 p.m.
    on Belvidere Street, in front of Saint Cecilia Church
    (rain or shine).
    Please bring your friends and loved ones
    and pass along this invitation.

    We seek to reaffirm our Catholic faith community
    as one which is open to and supportive of
    GAY LESBIAN AND TRANSGENDERED PERSONS
    in the loving Spirit of Christ.

    The service is open to all who seek
    to worship together with dignity and respect.
    ALL ARE WELCOME !
    —–
    OREMUS:
    God, our Father,
    we ask for Your guidance and strength.
    Jesus, our Shepherd,
    we ask for Your light and compassion.
    Holy Spirit, our Counselor,
    we ask for Your infusion
    of the spiritual presence of God
    in this and every circumstance.

    Holy God,
    we humbly ask for guidance and strength
    for Father John Unni,
    for all the members of Saint Cecilia parish,
    and for your GAY AND LESBIAN CHILDREN
    during these challenging times.

    Your kingdom come, Your will be done, [!!!]
    by us and through us [!!!!!]
    as Your will is done in Heaven.[!!!!!!!!!]

    —-
    E il pastore supremo della chiesa si chiede che cosa ACCADRA’ se il sale diventa insipido…Qui di sale pare non ci sia nemmeno più l’idea, qui c’è solo la melassa stomachevole del bonismo universale!

  52. ritaroma scrive:

    Su “Sacramentum Caritates” di B.XVI al punto 29 si parla dellEucaristia e dei divorziati risposati”
    Se leggiamo con attenzione troviamo nelle parole del Papa attenzione e sentimenti di amore paterno verso la sofferenza di queste persone nel non poter partecipare all’Eucarestia sacramentale, ma ciò non toglie che la Chiesa (tutta) li sostenga con la preghiera .
    Marco 10,1-12

  53. vitale scanu scrive:

    Amici, se devo essere sincero, mi sembrate una riunione di condominio, dove si continua a blaterare in una noia infinita, sovrapponendo le voci, all’italiana, senza senso e senza conclusioni, dove ognuno crede di aver titolo per farsi le proprie regole.
    Forse non guasterebbero più rispetto, umiltà e illuminata obbedienza. E’ l’unica maniera, l’unica, per compattarci attorno al pastore che ne ha l’espresso mandato. La nostra santa Madre, il cui volto non brilla tanto nei suoi ministri, è pur sempre la nostra splendida santa Madre. Vitale

    • giovannino scrive:

      caro vitale scanu , un po’ di compassione per la nostra supponenza . Tutti ( quasi) vorremmo essere miti e umili di cuore , ma di base siamo stanchi e oppressi , anche dal caldo in ‘sti giorni .

  54. peccatore scrive:

    D’accordo con Ritaroma
    La “Sacramentum caritatis” è del 22/2/2007.
    Come sempre Benedetto XVI arriva “prima” di chi lo scopre “dopo”.

    A giovannino delle 23,01
    Nessuna psicologia. Il dato è di fede, ma nella storia più di una volta il Signore ha dato segni precisi a confermarne la verità. Così, a memoria, ricordo Bolsena/Orvieto, Lanciano, Amsterdam, Torino, Offida, Trani, Siena …
    Nel santissimo sacramento c’è davvero Gesù presente. Che noi ci si creda o meno.

    • giovannino scrive:

      Caro peccatore, un dato di fede dev’ essere fondato sulla Scrittura E ( non “o” ) sull’ autentica Tradizione apostolica ed ecclesiale . Aggiungere qualcosa , anche se in buona fede , questa sì è un’ innovazione che non è progresso . Dobbiamo celebrare l’ Eucarestia come gli Apostoli l’ hanno ricevuta .

  55. peccatore scrive:

    Il dato di fede è basato sulla Tradizione e sulla Scrittura.
    Quello che è esplicito sulla Scrittura non andrebbe interpretato (vedi ciò che Gesù dice sul matrimonio), mentre ciò che non è esplicito, ma viene compreso dalla Chiesa, prima o poi diventa dogma (anche 1950 anni dopo essere già creduto, come l’assunzione di Maria e -circa 100 anni prima- la sua Immacolata concezione).
    Il Signore non ci fa mancare, nel dubbio, la sua “certificazione” soprannaturale.
    Questo vale certamente per il santissimo sacramento. E non solo nei secoli passati.
    Nel secolo scorso, iperpositivista, almeno quattro donne hanno vissuto per decenni solo nutrendosi della santa eucaristia, studiate da medici (Marthe Robin in Francia, Luisa Piccarreta in Italia, Teresa Neumann in Germania e Alexandrina da Costa in Portogallo). In Spagna c’è stato il miracolo eucaristico di Garabandal, fotografato.
    Insomma, bisogna aprire gli occhi ed usare il cervello. Fides et ratio.

    • giovannino scrive:

      caro peccatore , è impossibile non interpetrare un testo . Figuriamoci se è scritto da secoli e millenni . Ad esempio Gesù si riferiva al ripudio della Legge mosaica , se vogliamo ” estrarne” un insegnamento che si riferisca al matrimonio cristiano, dobbiamo fare opera ermeneutica . Altrimenti diamo ragione a Sal . Quanto al sopranaturale , non andrebbe utilizzato per spiegazioni di comodo . Tutte le volte che è possibile una spiegazione razionale , questa va preferita . Sia chiaro che con ciò non nego affatto il sopranaturale , invito solo a “maneggiarlo” con cautela e coscienza dei limiti dell’ intelletto umano . Spesso si accusano i teologi del XX secolo di essere troppo arditi , se non cervellotici nei loro voli pindarici . Forse anche i teologi medievali e lo stesso Aquinate si sono macchiati, a volte , di questo peccato . Ci sarebbe molto altro da dire sul concetto di dogma e sui dogmi mariani , ma non voglio andare troppo fuori tema .

  56. peccatore scrive:

    Caro giovannino, aggiungo anche che la Scrittura è di per se stessa Tradizione (Gesù non ha scritto niente di proprio pugno). Dio prende l’iniziativa e si fa incontro all’uomo (lettura di stamattina, con la lotta notturna di Giacobbe). L’uomo, più o meno slogato dalla pugna, crede di aver “vinto”, mentre in realtà vince proprio quando capisce di aver visto Dio (che gliene lascia un segno). A questo punto questa testimonianza si aggiunge alle precedenti. E così si arriva alla Scrittura. Che è parte della Tradizione.

    • Sal scrive:

      Sig. peccatore non ho assolutamente capito cosa c’entra la slogatura con la Scrittura e con la Tradizione. Potrebbe essere più chiaro ?

    • giovannino scrive:

      caro peccatore , concordo che , nella religione cristiana , Tradizione e Scrittura sono un endiadi .

      • peccatore scrive:

        Caro giovannino,
        con tutto il dovuto rispetto per l‘ecumenismo sono quasi 500 anni che qualcuno sfrucuglia con la “sola Scriptura sine traditione”, purtroppo assecondato da odierni “cattolici” prelati assurti anche a ranghi episcopali. Che credito dare a costoro?
        E sarà più scientifico osservare ciò che accade, attorno al fenomeno eucaristico (compreso ciò che accade di soprannaturale), oppure è “razionale” assecondare certi pseudo-esoterici “spiriti del concilio” con pretese protestantizzanti e dalle dubbie derive? Converte di più una razionale e confermata fede nel sacramento istituito da Cristo, oppure l’interpretazione di certo teologume e teologame che ha contribuito a far morire, in pochissimi anni, fino ad un terzo delle vocazioni religiose mettendole sul lettino dello psicanalista, tra Freud e Drewermann?
        Gesù confido in te. Lo “spirito del mondo” lo lascio volentieri nella bottiglia della grappa.
        E l’ecumenismo non è la media degli errori, ma la Verità scoperta in mezzo al ginepraio. Per esempio con gli ortodossi, che sulla presenza reale non hanno mai scantonato.
        http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-lo-scandalo-del-corpus-domini-2362.htm

        • giovannino scrive:

          caro peccatore , mi trovo in disaccordo nel merito e se permetti anche nel linguaggio . Ad esempio la polemica sul ” sola scriptura ” va contestualizzata storicamente . Comunque non sostengo certo che i protestanti abbiano sempre ragione , tra l’ altro spesso non sono d’ accordo tra loro stessi . Quello che penso è che anche i protestani e gli ortodossi appartengono al popolo di Dio e che dunque si può parlare di infallibilità della Chiesa e di dogma quando anche le chiese protestanti e ortodosse sono concordi . Cioè sostengo che anche i cattolici possono errare. Per restare alla tua metafora aritmetica si tratta di cercare non una media , ma un minimo comun denominatore.

        • giovannino scrive:

          caro peccatore , vorrei farti notare che mentre le apparizioni mariane e il culto della Beata Vergine attraversano tutta la storia della Chiesa , i “miracoli eucaristici” mi sembra abbiano una forte correlazione con momenti di contrasto tra la gerarchia cattolica e movimenti ereticali . Tu sei libero di vedere in questa correlazione un preciso disegno divino , io ci vedo un’ ombra di di sospetto sull’ autenticità di tali miracoli .

          • peccatore scrive:

            contento tu…
            vedi quel che ti pare.
            Io guardo i fatti.
            Sono ancora lì, a Lanciano, come a Siena, o con tutti gli studi sulle mistiche elencate.
            Non vedere la realtà che accade è tipico di chi si affida al pezzo di carta…
            Sola scriptura: endiadi monca.

  57. LIBERAMENTE scrive:

    Vocazioni all’avanguardia? Ecco alcune realtà che fa pensare ad una lenta e dolorosa estinzione del sacerdozio in Autralia e anche in altre parti del mondo.

    http://www.abc.net.au/news/stories/2011/07/01/3258171.htm

    Kevin Manning sta cercando di risolvere la questione, magari con la modifica della ripartizione delle parrocchie. “Se si mantengono le parrocchie così come sono, ci saranno meno servizi”, fa sapere Manning, “invece di avere la messa ogni domenica, alcune di queste parrocchie saranno in grado di celebrarne una ogni due”.

    Eh già, il secolarismo, una bella gatta da pelare per la chiesa cattolica!
    Un netto calo dei preti in Europa e America del Nord, una calo che il papa ha chiamato “una sfida per la Chiesa”; mentre il sacerdozio attrae più persone nei continenti in via di sviluppo, nell’Occidente il calo delle vocazioni è molto forte e si accompagna ad un calo dei fedeli negli stessi paesi occidentali.

    Eh già, ilsecolarismo! Quanto ti voglio bene, avanti così!

  58. Sal scrive:

    @ vincenzo da torino @ cherubino
    L’anziano o vescovo è in gr. Episcopos a volte anche presbitero come in Tito 1.5-9 mentre il servitore è l’equivalente di diacono . Se dunque il prete, o colui che è sottoposto al vescovo è il diacono è evidente che la diacona o diaconessa svolge le stesse funzioni del prete.

    La Scrittura che è l’unica autorità in quanto Parola di Dio, parla di vescovi e diaconi e poiché nomina donne come diaconi, non ci sono ampi spazi per la contestazione.
    “Per il sacerdozio credo che la scelta del figlio di Dio incarnato uomo maschio in Gesù e la scelta di apostoli uomini sia sufficiente per dire che fu Dio a decidere a chi dare il sacerdozio in modo definitivo”
    A dire il vero è chiaro che Dio ha stabilito che non c’è più alcuna necessità di avere un sacerdozio: Infatti è scritto : “ “ma egli, siccome rimane vivente per sempre, ha il proprio sacerdozio senza successori.” ( Ebrei 7.24)

    Va quindi definita la questione dei compiti, in quanto il sacerdozio terreno è terminato non essendocene più necessità, cade anche la sua riaffermazione. Non rimane che identificare il tipo di servizio che i seguaci di Gesù (uomini e donne) devono svolgere considerato che il battesimo può essere fatto da chiunque anche senza requisiti particolari ne è un esempio G.Battista che non era sacerdote e battezzò Gesù.

    L’apostolo Paolo spiega che “Cristo non mi inviò a battezzare, ma a dichiarare la buona notizia, non con sapienza di parola,” ( 1 Corinti 1.17).
    Poiché quindi lo scopo è quello di “dichiarare la buona notizia del suo ritorno” (Atti 1.11) nulla osta che l’attività di predicazione del ritorno sia svolta da un uomo o da una donna, o magari insieme come la stessa scrittura dichiara: “ li mandò a due a due” (Luca 10.1) sapendo anche che “ con lui c’erano i dodici, e certe donne che erano state guarite di spiriti malvagi e malattie, Maria detta Maddalena, da cui erano usciti sette demoni, e Giovanna moglie di Cuza, incaricato di Erode, e Susanna e molte altre donne, che li servivano con i loro averi.” ( Luca 8.1) e aggiunge che tutti gli apostoli e le donne rimanevano insieme con Maria e i fratelli di lui. ( Atti 1.14)

    Il sig. Cherubino conclude dicendo : “ la cosa più prudente è rimettersi alle determinazioni della Chiesa. opinione rispettabile. La mia personale comprensione è che non debba esserci una divisione così netta e definitiva, anche perché a nessuna donna può essere vietato di parlare di Cristo e di annunciare il Vangelo. La questione diventa buffa quando per dare un tono colorito e imponente lo si fa vestiti in modi coloriti, particolarmente appariscenti, facendo gesti o azioni che nessuno capisce e che alcune cerchino di scimmiottarli reclamando le stesse bizzarre stravaganze .

    • Gent. Sal, la mia Bibbia di Gerusalemme a Ebrei 7,24 dice ..egli invece, poichè resta per sempre,possiede un sacerdote che non tramonta” L’autore fa un paragone tra il sacerdozio del vecchio testamento, destinato a morire, con quello di Gesù che dura in eterno. Ben altra cosa da quanto lei riportato! Ho visto le altre sue citazioni messe in modo che dicano quello che a lei interessa per un suo discorso . Lei , oltre a possedere una bibbia non riconosciuta da nessuna fede ne cattolica ne protestante, la massacra e la usa per i suoi assurdi discorsi. Nella migliore tradizione dei TdG oltre di tanti protestanti. Mi è difficile vedervi sincerità di intenti. Allora , per non fare di questo blog un pollaio litigioso, preferisco lasciarlo nella sua … bagna e ignoranza crassa. La invito almeno di tentare di approfondire un po l’ apolegetica cattolica e poter far paragoni e magari ance dissentire con un minimo di conoscenza dell’avversario. Chissa che rinsavisca …

      • Sal scrive:

        Sig. vincenzo da torino, ma che dice ? le riporto la Traduzione Nuova Riveduta che è l’ultima cattolica in ordine di tempo – Ebrei 7.22-25 “ Ne consegue che Gesù è divenuto garante di un patto migliore del primo. Inoltre, quelli sono stati fatti sacerdoti in gran numero, perché la morte impediva loro di durare; 24 egli invece, poiché rimane in eterno, ha un sacerdozio che non si trasmette. Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per intercedere per loro.”

        Se c’è un garante che vive per sempre e intercede per loro è ovvio che il sacerdozio non si trasmette, non c’è più null’altro da dire. Non si trasmette. Perché vuole arrampicarsi sullo specchio scivoloso della traduzione non valida o non riconosciuta. Lei sa bene che non è così, è ammesso che possa, potrà ingannare solo quei 4 cattolici frequentatori di questo blog qualora volessero credere alla sua affermazione. Ma non può sinceramente pensare di poter ingannare molti studiosi su questo argomento. E’ puerile. La facevo più scaltro.

        Non può sinceramente pensare che tutto il mondo che sta abbandonando la chiesa o la sta contestando a cominciare dagli stessi preti lo fa a causa della mia traduzione che lei definisce non riconosciuta perché è troppo facile smontare le sue affermazioni. E’ sufficiente confrontare un paio di copie e solo un povero allocco potrebbe non accorgersi della manipolazione che la CEI cerca di fare per assecondare le posizioni cattoliche, proprio come la Treccani l’enciclpedia più faziosa che esista, ma infine deve comunque cedere per non soccombere sotto il peso dell’autorità dato che altre dichiarazioni rivelano della perfidia nascosta che vuole dire ma non può, che non dice ma non può nascondere.

        Ringraziandola per l’invito, come vede l’ho già fatto da me. Anche l’altra traduzione smentisce la sua affermazione. L’apologetica cattolica è proprio solo cattolica, è contraddittoria perché vuole sostenere la Scrittura e la Tradizione, ma la Scrittura contraddice la tradizione e la condanna quindi è lei che deve fare una scelta, se seguire l’una o l’altra altrimenti dovrò pensare che anche lei essendo a Torino abita ne “La Piccola Casa della Divina Provvidenza, Forse è in buona compagnia….

  59. ritaroma scrive:

    leggendo la “contestazione” dei 250 e + parroci, mi sono chiesta se essi, ricordano chi sono e qual’è il loro mandato!
    Sanno di essere “saliti di un gradino” nei confronti dei loro confratelli semplici sacerdoti…sono cresciuti – x così dire- di potere e hanno accettato le responsabilità che ne derivano. Allora le cose sono due: o hanmno dimenticato il significato della parola parroco oppure si girano i pollici tutto il giorno e hanno bisogno dei grattacapi che comporta portare avanti con amore, rispetto e perseveranza una famiglia!
    secondo l’etimologia della parola la parrocchia – casa con attorno gruppi di case- era un posto che ” riforniva” somministrava” sale, fieno, alloggi ecc… oggi in senso ecclesiastico, il parroco (derivante da parrocchia) somministra, fornisce…celebrazioni, sacramenti, consigli e guida i sacerdoti sotto di lui…. quindi è – dovrebbe essere – una guida, un esempio x i suoi fedeli…insomma uno incaricato ad essere “il volto di Cristo”!
    Ora sentire da Schuller” che il Vaticano non può imporre…ecc” mi chiedo: ma x loro qual’è il volto di Cristo” dal momento che la prima cosa del suo Volto è l’ubbidienza e l’umiltà?
    Non volendo giudicare nessuno, come diceva lei, dr Toirnielli, ma in queste persone che vogliono “gestirsi da sole”fuori dal contesto ” Cattolico Romano”…non mi pare d’intrevvedere nessuna sfaccettatura del Volto di Cristo!
    un saluto

  60. bo.mario scrive:

    Caro Sal il tuo scontro con persone che difendono qualcosa di artefatto è stimolante. Finiscono loro stessi in un cul de sac e non sanno più cosa dire. Mi piace l’esempio di Maria che da persona umana è stata fatta passare con non si sà più quale aggettivo iperbolico si possa usare. Questa visione è stata creata in laboratorio da concili che, a quei tempi, dominavano la scena. I presunti fedeli dovevano credere perchè non arrivavano a capire o qualcuno li costringeva a credere. Se non credi a quello che dico io andrai all’inferno, l’amore della chiesa… Si sono creati un impero usando questi metodi, fino al potere assoluto, Sal era scritto da qualche parte? La religione da fatto privato è diventato strumento di potere. Evangelizzare le Americhe? l’aveva chiesto qualcuno? Milioni di morti ha provocato direttamente o indirettamente, ma se era scritto… si passava sopra anche ai morti, non avevano anima e che volevano, esseri inferiori. Ora negli anni duemila non ci si fa più caso, la religione ha provocato solo benessere, buona questa. Ora mancano i parroci e qualche vescovo parte per la tangente, tutto sotto controllo? mi piace quel vescovo che andava in giro con la carriola, fulgido esempio. Il vescovo che ha parlato dei fatti in val di Susa. l’avete letto? non commento perchè mi pare di sparare sulla croce rossa. Ciao Sal.

    • Reginaldus scrive:

      che depressione!

    • veramente non mi trovo in nessun cu de sac e avendo interlocutori validi avrei moltissime cose interessanti da dire sul cristianesimo e sulla chiesa. Di certo lei che si è lasciato infinocchiare cosi bene da una certa propaganda ostile alla chiesa e se l’è bevuta tutta , difficilmente riuscirebbe a capirmi… La storia della chiesa è lunga, piena di fatti e personaggi meravigliosi come di altri tutt’altro che esemplari. Ma la chiesa porta all’incontro con la persona di Gesù , fatto che scombussola, trascina e fa cambiare la vita a milioni di persone. In bene naturalmente. Non pretendo che lo comprenda, ma che si sforzi di essere meno superficiale è d’obbligo per avere un pò di dignità. Senza rancore e auguri

  61. Pietro scrive:

    Vorrei sapere perché certi blogger entrano in questo blog, esclusivamente per fare la guerra ai cattolici? Che pena…….ALLEZ CORDIALMENTE.

  62. vincenzo da torino scrive:

    Gent.Cherubino, un ragionamento un pò azzardato il suo ,pur non privo di una qualche validità. Ma lei dice che non basta per il sacerdozio l’uomo maschio ad personam Cristi, occorre anche una chiamata da parte di Dio. Poichè nell’ultima cena , dove si celebra l’eucarestia, Gesù ha scelto solo gli apostoli e non, per esempio sua madre ,sempre presente invece in altri momenti topici della vita di Gesù e della primitiva chiesa, non le sembra anche sia significato ed indice di una scelta chiara in ogni senso? Ma poi è così importante e necessario per una donna avere il sacerdozio? Per un uomo è più importante ad esempio essere un consacrato con i voti religiosi che quello di essere sacerdote. Così per le sante da lei citate. Ogni tanto mi viene da pensare che il buon Dio abbia voluto dare alla donna la maternità, negata all’uomo, e all’uomo abbia riservato il sacerdozio. Le donne vogliono proprio tutto…! E a noi sempre e solo … la candela! tanto per ironizzare un pò…

    • Cherubino scrive:

      forse non mi sono spiegato… e poi non confonda: “ad personam Christi” è un’espressione che ho coniato per esprimere il concetto, in analogia a quello corretto e usato “in persona Christi”, che riguarda il sacerdozio ordinato.
      Poi non capisco la sua seconda frase. Ovvio che non basta essere maschi per essere sacerdoti. Ancora più ovvio che Gesù ha scelto gli apostoli. Tuttavia, non essendoci una parola diretta di Gesù sull’esclusione della donna dal sacerdozio è lecito che i teologi si siano chiesti se questa esclusione fosse dovuto a semplice opportunità e consuetudine (in quella cultura e a quei tempi sarebbe stato ben strano avesse fatto diversamente) o se abbia una valenza teologica. Per questo dicevo che la semplice descrizione del fatto non basta (non può secondo le leggi della logica) diventare una comprensione delle cause.

      Altre cose “en passant”:
      - cosa c’entrano la maternità con il sacerdozio ? Sono su due piani completamente diversi.
      - certo che non è indispensabile per la donna ricevere (non direi “avere”: mica è una proprietà) il sacerdozio ordinato, ma se per questo non lo è neanche per l’uomo.

  63. Eremita scrive:

    Cerchiamo di tenere i piedi per terra. La chiesa cattolica attuale è organizzata in comunità territoriali, che ricalcano grosso modo la struttura delle province e dei comuni. A capo di ognuna di queste comunità locali, leggi diocesi e parrocchie, ci deve essere un responsabile, che per ora è sempre un membro del clero. Il numero dei preti è in caduta verticale, e questa tendenza nion cambierà, almeno nel medio o breve termine, per più avanti non si può sapere. Le cause della diminuzione del clero non sono ovvie, io penso che siano di tipo socio-economico, come erano prevalentemente di tipo socio-economico le cause della sovrabbondanza di clero torinese all’epoca di Don Bosco e del Cafasso. Dire che la causa sia il Vaticano II è una castroneria, fosse solo per il fatto che il Vaticano II è stato messo presto in naftalina. I vescovi ed il papa possono fare tutto quello che vogliono, per definizione la chiesa è una dittatura, ed io questo non lo discuto: ma per favore ci dicano chiaramente che cosa vogliono fare per non lasciare le comunità locali allo sbando e senza una guida, perchè fra meno di dieci anni il cinquanta per cento delle parrocchie di Torino è destinato a restare senza parroci. Possono camuffare il fatto accorpando le parrocchie, ma resta sempre un bluff. Fino ad ora io questo piano non l’ho nè visto nè sentito.

    • LIBERAMENTE scrive:

      C’è sempre l’accorpamento come soluzione della mancanza dei preti.

      L’unica domanda che la Chiesa Cattolica apostolica romana può fare è:
      ma Gesù chiama ancora operai nella sua vigna? E se chiama ancora, in quali condizioni socio-economiche trova operai disposti anche all’ultima ora?

      Caro Eremita, complimenti per il tuo commento, ma la domanda fondamentale, che ogni cattolico qui nel blog fa a Dio, come in una preghiera disperata per non perdere la presenza del Papà sopranaturale, è:
      Gesù, manda operai nella tua vigna!

      Ora, come Gesù risponderà non è certo una cosa che il cattolico può conoscere a priori, anche se sorretto da una fede incrollabile che sposta le montagne, se si crede che le vie del Signore sono imperscrutabili; allora i motivi socio economici non dovrebbero essere un problema per il Cielo, ma il calo delle vocazioni in Occidente è un fatto, non un opinione anticlericale.

      Come mai invece c’è nei paesi sottosviluppati un amento delle vocazioni? Anche da noi in passato era così in condizioni di povertà e sacrifici, il clero era aperto a queste fasce di povertà, e individuava in esse alcuni individui con risorse personali e talenti ammissibili allo studio della teolgoia, gli altri meno dotati, dovevano servire e tacere, altro che il diritto al senso critico che tanto io come laico auspico nei confronti del papa, anche solo pensare per il fedele era un lusso che non poteva permettersi se non a determinate condizioni dottrinali.

      Lei Eremita si ricorda delle prime riunioni carismatiche tenute da Saulo di Tarso quando ricevenano istruzionio dall’alto in un sonno dello spirito, così comelo chiamano oggi i membri del RNS? Allora in tali riunioni si decidevano le missioni per via di ispirazioni dallo Spirito Santo; ma oggi, tali riunioni per chiedere a Gesù di inviare operai nella sua vigna, come avvengono nelle parrocchie? A colpi di rosario e di litanie?

      Pregate pure come volete, ma le vocazioni o vengono per ispirazione o sono solo nuove assunzioni per gente inquieta che cerca Dio e lo trova momentaneamente nella disponibilità della chiesa che al momento fa delle inserzioni ovunque “AAAA cercasi operaio credente intellettualmente dotato ed estremamente obbediente” (dovrà superare gli esami di teologia, deve essere dotato di qualche capacità di comprensione della stessa).

    • giovannino scrive:

      caro Eremita , se mai la chiesa è una monarchia . Per dittatura si intende anche il governo di uno solo , ma imposto con la forza e/o illegittimo.. Aristotele oppone alla monarchia , la tirannide ; all’ aristocrazia, l’ oligarchia ; alla democrazia , la demagogia . Inoltre penso che la Chiesa dovrebbe, almeno idealmente , essere superiore a queste categorie pensate per lo Stato . La Chiesa dovrebbe essere una comunione di uomini liberi , posto che l’ obbedienza a Dio è la libertà autentica.

  64. ritaroma scrive:

    PIETRO@ ce lo domandiamo in tanti!!! e continuamente!!!

  65. ritaroma scrive:

    EREMITA@ io non la vedrei così nera…e non credo che una donna sacerdote e poi parroco le risolverebbe il problema! Si fidi e sia lieto , Dio va sempre al di là delle nostre aspettative !

  66. bo.mario scrive:

    Avevo posto la domanda su Maria persona. Oltre qualche improperio non siete andati. Non siete in grado di giustificare niente e le commissioni teologiche pure. Se ho scritto che siete finiti in un cul de sac avevo ragione. Si trovano commenti parrocchiali e sui grandi temi non siete in grado di rispondere perchè non ci sono risposte. Questo è un blog cattolico, cosa vuol dire? Volete interferire sulla vita sociale di questo paese e vi si deve lasciar fare? Delle cose che volete alcune sono giuste altre non hanno senso negli anni duemila. Siete rimasti secoli indietro e non avete più potere per fare quello che vi pare. Altro tema che vorrei spiegato è la preghiera. Quando pregate a chi vi rivolgete? a qualcuno o a voi stessi per darvi forza? Le preghiere non hanno sortito molto e non riescono più nemmeno a mantenere la fede. Fate le cose in maniera meccanica. Se quì avrò qualche risposta già sarà qualcosa. La battuta di quel vescono che girava con la carriola non vi è piaciuta? Un saluto.

    • emiliano scrive:

      Lei Bo.Mario è un patetico patentato credendo di avere risposte ad ogni cosa se lei non è cattolico cosa ci sta ha fare su questo blog. Lei cerca risposte faccia delle ricerche oggi la tecnologia le da molte risposte su Maria e la preghiera. Quando preghiamo ci rivolgiamo al Padre Celeste che è nei Cieli quello in cui lei non crede. Lei è un altro come il Sal che non sapete cosa fare e state su questo blog solo per denigrare la fede altrui e la chiesa Santa Unica e Cattolica. La smetta di dire fesserie e scriva cose sensate. Stia bene e si faccia un esame di coscienza se ce l’ha.

      • Sal scrive:

        Conosce le regole del cammino ? “Di tacere non ti pentirai mai di parlare molte volte” n. 639 – pag. 70 “In fuga dall’Opus dei”
        Cap. 5 – La Gendarmeria delle coscienze – ” si diventa come pappagalli che ripetono meccanicamente gli insegnamenti ricevuti…Questo genre di paranoia non è per nulla neutro, da luogo a comportamenti strani.” p. 71

        “Il titolo di “Padre” nel cristianesimo è riservato a Dio ma nell’Opusdeiana comprensione significa il fondatore e “padre nostro” diviene il prelato in carica” p. 56
        Risulta ?

  67. bo.mario scrive:

    Emiliano questo è il massimo della risposta? avevo ragione che non avete argomenti, siete prede di qualcosa che non sapete spiegare nemmeno voi. Non denigro niente, chiedo e può darsi che qualcuno risponderà. Io la coscienza ce l’ho, voi l’avete ceduta? Un saluto.

  68. Cristiana scrive:

    @ bo.mario
    Noi non abbiamo argomenti?
    Mario ma ti leggi ogni tanto? Sono anni che qui sopra tu e tuoi companieros non riuscite ad andare oltre a Giordano Bruno, l’inquisizione, i conquistadores, il miracolo di S.Gennaro, le gargaschellate che sono sempre le stesse e ti stupisci se qualcuno sbotta?
    ti voglio tanto bene ma che 00!!!
    :-) parliamo d’altro?

    • LIBERAMENTE scrive:

      Parliamo d’altro? E di che cosa altro siete capaci di parlare? Eh, questa è bella!

      • emiliano scrive:

        Questo è un blog cattolico dove si parla di chiesa e di tutto sempre inerente alla ecclesiologia. Se lei non ha argomenti non venga ha disturbare la fede altrui. distintamente

        • Sal scrive:

          Proprio intollerante questo sig. emiliano. Incapace di sopportazione, autoritario, senza padronanza senza conoscenza, ma pieno di arrogante superbia.
          Un vero cattolico. Simbolo del vero crociato a difesa del castello già espugnato.
          Continui pure a dimostrare la prepotenza del suo zelo. Continui pure a fare la difesa della “Piccola Casa della Divina Provvidenza” di Torino – quartiere Aurora.

  69. Eremita scrive:

    Se qualcuno crede ancora che lo Spirito Santo mandi ad intervalli regolari a papi e vescovi una lista di istruzioni precise e dettagliate, con tanto di nome e cognome per designare i responsabili, beato lui, e per il suo bene è meglio che continui a credere nelle favole. Nella realtà, il sistema ecclesiastico attuale non è una dittatura od una oligarchia, ma piuttosto una gerontocrazia. E mediamente noi vecchi abbiamo la tendenza a selezionare i collaboratori che ci creano meno problemi, evitiamo i rompiscatole anche se ben intenzionati, e poichè i giorni davanti a noi sono pochi facciamo il possibile per vivere quel che ci resta in pace e tranquillità. Inoltre, scegliamo i successori fra quelli che ci hanno nascosto i problemi e ci hanno lasciati tranquilli, dilatando così i tempi delle decisioni e lasciandole ad altri: mediamente è questa la classe dirigente ecclesiastica, intelligente, astuta e manovriera ma di coraggio e franchezza zero. Qualcuno qui confida ciecamente nel soccorso divino a prescindere, ma se pensa che questi sono i requisiti per dirigere una barca che fa acqua in un mare poco tranquillo, si sbaglia di grosso.
    Stanco così le cose, cominciate a pregare sul serio, ché anche Dio alla fine si stanca di mettere rattoppi e può decidere di buttar via l’abito vecchio. Perchè dovreste sapere che la struttura della chiesa non è la chiesa, ma solo l’abito che la riveste e che ha bisogno di manutenzioni continue. Le volete fare o no queste manutenzioni? Anche radicali, se necessario?

  70. emiliano scrive:

    Per Bo.Mario che non riesce ha fare ricerche con la tecnologia moderna:

    Nei Vangeli sinottici
    Dei tre vangeli sinottici quello che parla più diffusamente di Maria è il Vangelo di Luca. Vi si racconta che Maria viveva a Nazaret, in Galilea e che, promessa sposa di Giuseppe, ricevette dall’arcangelo Gabriele l’annuncio che avrebbe partorito il Figlio di Dio, senza avere rapporti sessuali (Luca 1,26-38). Ella accettò e, per la sua completa accettazione e fedeltà alla missione affidatale da Dio, è considerata dai cristiani il modello per tutti i credenti.
    Lo stesso Vangelo secondo Luca racconta la sua pronta partenza per una città della regione montuosa di Giuda[1], per aiutare la cugina Elisabetta, anziana, incinta di sei mesi. Da Elisabetta è chiamata “la madre del mio Signore”. Maria risponde proclamando il Magnificat:
    « Allora Maria disse: L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. (Luca 1,46-CEI »
    Trovandosi a Betlemme, in Giudea, con suo marito Giuseppe per il censimento indetto (Luca 2,1-2), tramite il console Quirino, dall’imperatore Augusto, partorì in un riparo che era forse una stalla suo figlio, al quale impose il nome di Gesù come le aveva prescritto l’arcangelo Gabriele. Il vangelo racconta il canto degli angeli e la visita dei pastori (Luca 2,1-20), e poi dei sapienti orientali detti i Magi. Secondo Matteo, che fa risiedere la famiglia fin da principio a Betlemme (Matteo 2,1-11), seguono la persecuzione di Erode, la fuga in Egitto, la strage degli Innocenti e il ritorno a Nazaret.
    Quando Gesù compì 12 anni, Maria e Giuseppe lo condussero a fare Pasqua nel Tempio di Gerusalemme. Tornando a Nazaret, i genitori non trovarono più Gesù nella carovana e, preoccupati, tornarono indietro a cercarlo. Lo ritrovarono al terzo giorno nel Tempio, dove Gesù stava insegnando fra i dottori della Legge. Maria è testimone, anche senza capirne in fondo il significato, della prima volta che Gesù manifesta la coscienza di essere figlio del Padre (Luca 2,41-50).
    I Vangeli ce la presentano in vari momenti vicino a Gesù nel periodo del suo ministero pubblico.
    Nel Vangelo secondo Giovanni
    Nel Vangelo secondo Giovanni è chiamata sempre «la Madre di Gesù». I biblisti cattolici ritengono che in tale vangelo Maria sia il simbolo dell’Israele fedele, che aspetta da Gesù il dono del vino dell’alleanza nuova (Nozze di Cana). Inoltre, essa è colei che ha fatto compiere al Figlio il primo miracolo della sua vita pubblica, ed è perciò presentata come la mediatrice di tutte le grazie presso Gesù Cristo. Sul Calvario, durante l’agonia in croce, Gesù la affida all’apostolo Giovanni, e a Maria affida lo stesso apostolo: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua Madre!». E da quel momento il discepolo L’accolse nella sua casa” (Gv 19,26-27).[2] Secondo la dottrina cattolica questo sarebbe l’atto che la costituisce Madre dei credenti.
    Negli Atti degli Apostoli
    Negli Atti degli Apostoli è presentata in preghiera insieme con gli apostoli e i discepoli in attesa della venuta dello Spirito Santo
    « Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui. (At. 1,14)-CEI »
    Secondo la visione cattolica questo fatto dimostrerebbe che essa fu il centro attorno a cui gli stessi apostoli e discepoli si riunirono per la discesa dello Spirito, che è la nascita della Chiesa.
    Nei vangeli apocrifi

    I genitori di Maria si chiamavano Anna e Gioacchino (come scritto nel Protovangelo di Giacomo) e concepirono Maria in tarda età, dopo una vita sterile, ignobile per gli ebrei del tempo che ritenevano peccato non fare figli. Secondo la tradizione Anna, Gioacchino e Maria abitarono a Gerusalemme nei pressi dell’attuale Porta dei Leoni, nella parte nord orientale della città vecchia, laddove ci sono i resti della piscina di Betzaeta. Oggi in questa zona sorge una chiesa costruita dai crociati nel XII secolo e dedicata a sant’Anna.
    Maria, che imparò a camminare a sei mesi, rimase nel tempio dall’età di tre anni fino al periodo della pubertà e poi venne data in sposa a Giuseppe che fu miracolosamente designato dalla fioritura di una verga.
    Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo una prima annunciazione fu data a Maria nel tempio stesso di Gerusalemme. Dio disse a Maria:
    « Gioisci, o piena di grazia e vaso di elezione… Ancora tre anni e ti manderò la mia parola; tu concepirai un figlio per mezzo del quale sarà salvata tutta la creazione. Tu sarai il calice del mondo. Pace a te, mia diletta… »
    La vera e propria annunciazione secondo alcuni avvenne alla fontana, altri invece dicono che avvenne a casa sua. L’annunciazione dell’arcangelo Gabriele a Maria è collocata secondo la tradizione il 25 marzo, per rispettare il tempo di nove mesi esatti dalla nascita di Gesù fissata il 25 dicembre.
    Il Vangelo secondo Filippo trova assurdo che Maria abbia concepito suo figlio per opera dello Spirito Santo (in ebraico ruah, “spirito”, è femminile) in quanto Gesù sarebbe nato una prima volta come uomo da Maria e Giuseppe ed una secondo come Dio in seguito al battesimo:
    « Taluni hanno detto che Maria ha concepito dallo Spirito Santo. Essi sono in errore. Essi non sanno quello che dicono. Quando mai una donna ha concepito da una donna.. »
    « E il Signore non avrebbe detto: -Mio Padre che è nei cieli- se non avesse avuto un altro padre, ma avrebbe detto semplicemente: -Mio Padre. »
    Nel primo millennio cristiano

    La figura di Maria nel primo millennio del cristianesimo è stata oggetto di alcune definizioni dogmatiche, comuni quindi alle Chiese orientali e occidentali, ad esempio:
    Nascita verginale[3]: il concepimento di Gesù senza padre umano, riportato nel vangelo di Matteo:
    « E Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l’angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie; ma egli non la conobbe, finché ella ebbe partorito il suo figlio primogenito, al quale pose nome Gesù. » (Matteo 1,24-25)
    Theotokos (“Madre di Dio”): titolo dato nel 431 dal concilio di Efeso: è un’affermazione volta a sottolineare l’unicità della persona di Cristo nelle due nature, umana divina (vedi communicatio idiomatum).
    Verginità perpetua: dopo la nascita di Gesù, Maria non ha avuto altri figli, rimanendo sempre vergine prima, dopo e durante il parto (II concilio di Costantinopoli, anno 553).
    Nella Chiesa cattolica

    Beato Angelico, L’Annunciazione
    I cattolici si rivolgono a lei con molti titoli. In Italia viene normalmente chiamata Madonna (dal latino mea domina, “mia signora”). Altri sono: Maria Vergine, Maria Immacolata, Maria Assunta,che fanno riferimento alle definizioni dommatiche, mentre moltissimi altri titoli fanno riferimento a luoghi o eventi di particolare devozione, come Maria Ausiliatrice, Maria Consolata, Madonna di Lourdes, di Fatima o di Loreto, ecc.
    Fra le preghiere che le vengono rivolte la più comune è l’Ave Maria, nella quale nella prima parte si ripetono il saluto dell’angelo al momento dell’annunciazione e quello di Elisabetta all’inizio della visitazione (secondo il Vangelo di Luca, I, 28 e I, 42); la seconda parte è una invocazione di origine più tarda, nata in ambito ecclesiastico.
    Il magistero cattolico ha definito altri dogmi che la riguardano:
    l’Immacolata Concezione (nel 1854). Maria è considerata priva del peccato originale fin dal concepimento. La definizione dogmatica pose fine ad una controversia che si era sviluppata a partire dal Medioevo nella Chiesa latina, ripresa più tardi dal Protestantesimo;
    l’Assunzione (nel 1950). Maria è considerata aver partecipato anticipatamente della resurrezione che sarà di tutti i cristiani alla fine dei tempi. La tarda definizione di questo dogma non fu causata da una controversia, ma sanzionò una credenza che era già diffusa nel primo millennio, ed infatti essa è ritenuta anche nelle Chiese ortodosse (la cosiddetta dormizione di Maria), pur senza essere da esse definita come dogma.
    Al termine della sua vita terrena, afferma il dogma proclamato da papa Pio XII il 1º novembre 1950, la Vergine Maria venne trasportata, anima e corpo, in Cielo (venne “assunta”, ricevuta, in Cielo), sulla scorta del convincimento dell’antichità cristiana di un somnium Mariae (sonno di Maria), anziché di una morte vera e propria. Pertanto al momento della conclusione della sua vita, momento chiamato anche “Dormizione”, essa ricominciò subito a vivere, con il suo corpo risorto, nel Paradiso, accanto a suo Figlio Gesù. A Gerusalemme vi sono due luoghi che la tradizione collega alla sua morte: la chiesa della Dormizione, sul monte Sion, posta nel luogo in cui Maria si sarebbe “addormentata”, e la chiesa della Tomba di Maria, nella valle del Cedron, dove gli apostoli avrebbero deposto il suo corpo, per poi ritrovare la tomba vuota. Secondo un’altra tradizione, invece, Maria avrebbe seguito l’apostolo Giovanni a Efeso e lì sarebbe morta.
    Nella teologia cattolica

    La Vergine di Guadalupe
    La teologia cattolica (mariologia) ha sviluppato, nel corso dei secoli, le definizioni, le concezioni, i dogmi e dunque le corrette forme di venerazione della Vergine, basandosi però non su speculazioni astratte (cioè gnostico-intellettuali), bensì su alcune tradizioni storico-religiose del Cristianesimo, come testi di santi e padri della Chiesa. Tutto ciò è oggetto di studio e di riflessione della mariologia cattolica.
    Fra i santi della Chiesa latina che hanno scritto a proposito di Maria vi sono: il beato Duns Scoto, San Bernardo di Chiaravalle, San Bonaventura da Bagnoregio, San Luigi Maria Grignion de Montfort, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Essa è presentata come la «Madre della misericordia», la «Speranza dei disperati», la «Regina dei miseri», la «Mediatrice di tutte le grazie», il «Refugium peccatorum» vivente. San Bernardo afferma che
    « [...] ella apre l’abisso della misericordia di Dio a chi vuole, quando vuole e come vuole; così che non vi è peccatore, per quanto iniquo sia, il quale si perda, se Maria lo protegge. »
    (San Bernardo di Chiaravalle, De laudibus Virginis Matris)
    e continua, dicendo che la maestà mariana non dev’essere fonte di timore o di vergogna nel pregarla (a causa dei propri peccati), al contrario:
    « [...] Ma come potresti tu, Maria, ricusare di soccorrere i miseri, poiché sei la regina della misericordia? E chi mai sono i sudditi della misericordia, se non i miseri? Tu sei la regina della misericordia e io, essendo il peccatore più misero di tutti, sono il più grande dei tuoi sudditi. »
    (San Bernardo di Chiaravalle, De laudibus Virginis Matris)
    Essa, giacché che fu eletta ab aeterno da Dio per portare il Redentore agli uomini, e dal momento in cui accettò Gesù, ad opera dello Spirito Santo, è divenuta anche Madre di tutti gli uomini, dei giusti e dei peccatori che si rivolgono a Lei, e l’amore di Dio per Maria è tanto immenso, infinito ed illimitato che Sant’Alfonso Maria de’ Liguori le si rivolge in tal modo:
    « [...] Saresti in grado di ottenere la grazia anche per Lucifero in persona, se quello spirito superbo si umiliasse di fronte a Te! »
    (Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Le glorie di Maria, cap. II)

    Lei è come Lucifero è un superbo spero che la Vergine Maria le faccia la grazia di guarire e di trovare la via smarrita.

    • Sal scrive:

      Distinto sig. emiliano
      Invece di avere fede nella fede di altri o certezze derivanti dai dogmi ( convinzioni di filosofi – Wikipedia) provi a spiegare le obiezioni che ho elencato onde dimostrare la profondità della sua conoscenza anziché ripetere ciò che le hanno propinato.

      “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,” ( Luca 1.46 CEI)

      Dovendo avere una comprensione del Vangelo perché Maria rispondendo parla di anima e di spirito. Perché l’anima magnifica e lo spirito esulta ? Che significa ? Qual è la differenza se c’è ?
      “Lo ritrovarono al terzo giorno nel Tempio, dove Gesù stava insegnando fra i dottori della Legge.”
      Non è proprio cos’ sig. emiliano, perché è scritto “Tre giorni dopo lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri: li ascoltava e faceva loro delle domande; e tutti quelli che l’udivano, si stupivano del suo senno e delle sue risposte.” (Luca 2.46-47)
      Fare domande non significa insegnare. Inoltre non era permesso insegnare ai sacerdoti che erano “i custodi della Parola.” Si poteva chiedere loro la spiegazione delle scritture ma non insegnare loro il senso delle scritture. Si ricordi di Nicodemo che andò di notte da Gesù per non farsi vedere e chiedeva spiegazioni.
      “Poiché le labbra del sacerdote sono quelle che devono custodire la conoscenza, e [la] legge è ciò che il popolo deve cercare dalla sua bocca; poiché egli è il messaggero di Geova degli eserciti.” ( Malachia 2.7)
      (Levitico 10:11) (il sacerdote) sia per insegnare ai figli d’Israele tutti i regolamenti che Geova ha proferito loro per mezzo di Mosè”.
      (Neemia 8:8) E continuarono a leggere ad alta voce dal libro, dalla legge del [vero] Dio, esponendola, e dando[le] significato; e continuarono a dare intendimento nella lettura.

      Lei dice: “I biblisti cattolici ritengono che in tale vangelo Maria sia “il simbolo dell’Israele fedele”, che aspetta da Gesù il dono del vino dell’alleanza nuova (Nozze di Cana)”
      Come avrebbe potuto essere Maria il simbolo dell’Israele fedele se in quell’occasione Gesù fece il miracolo per tutti non solo per i buoni o i fedeli ? Inoltre. l’Israele fedele è figlio di Gesù perchè nasce da Lui, e diviene la sua sposa, la sua chiesa, Maria non può essere la sua sposa essendo sua madre o ci parla d’incesto ?

      E non proseguo oltre per non diventare monotono.

      • emiliano scrive:

        Lei è monotono di suo,non le rispondo perchè lei cerca sempre di usare le scritture per cercare di distruggere la fede degli altri. In oltre non gli rispondo perchè lei a già le risposte e cerca di mettere alla prova gli altri per vedere se sono alla sua altezza,forse non sono un conoscitore delle scritture ma io almeno ho la fede nel Signore quello che ha Lei manca

      • emiliano scrive:

        Quello che ho postato non è opera mia ma di Wikipedia quanto è ignorante la saluto. Eviti di replicare per non essere monotono

  71. Un grazie a tutti gli amici -ve ne sono pure in questo blog- che hanno contribuito alle segnalazioni per far eliminare il mio profilo facebook. In effetti era pericolosissimo. C’era di tutto: immagini violente, pornografia, droga….

    Cari i miei “accusatori”, vili e meschini, avete avuto la vostra miserabile vittoria. Ovviamente una vittoria di pirro. Io posso vivere tranquillamente senza fb. Ed anche senza molte altre cose. Io non sono dipendente da niente e da nessuno. E non lo dico per stolta superbia ma anzi perchè vivo di essenziale e non ho bisogno d’altro. Certo, usavo quel social network per tante belle cose. Ma visto che la terribile cattiveria non ha limiti (davvero ho i brividi solo a pensare a certi abissi miserabili di male) allora accetto con serenità. Anche questo è Vangelo: accettare con amore e serenità persino le scorrettezze e le cattiverie altrui. Senza vendette e senza rancori. La differenza fra il cristiano (il vero cristiano) ed il povero sventurato che ha smesso di credere al Vangelo di Cristo sta proprio qui. Nell’affrontare piccole e grandi difficoltà. E soprattutto il cristiano ha la benefica consapevolezza (meglio: certezza) che Dio conosce le situazioni. E quindi il Cristiano non dispera, non impreca, non cerca vendette. Si, il cristiano cerca la giustizia, anèla alla giustizia ma è ben consapevole che la giustizia degli uomini è ben poca cosa talvolta. Anzi: spesso nel mondo prevale la ingiustizia.

    Ma il cristiano non perde la calma. Il cristiano accetta perchè sa che Dio è il Signore. Ed è il Signore della storia, della storia universale e delle piccole microstorie di ciascuno di noi. Ed ha immensamente cura di ciascuno di noi. Perchè ci ama. Ci ha creato per amore (o qualcuno pensa di essersi creato da solo?) e continua ad amarci in modo incomprensibile ad ogni piccola mente umana.Mente umana che, spesso, ottenebrata dal peccato, diventa ancor piu gretta, piccola e miserabilmente meschina. Tuttavia , ripeto: il cristiano ha la gioia dell’Amore di Cristo. E chi ci potrà separare dal Suo Amore?

    • LIBERAMENTE scrive:

      Le rode tanto il fegato che fa perfino fatica a autoconvincersi che sia stata volontà di Dio, comunque io non ho segnalato nulla, parlo per quanto mi riguarda, mi limito a commentare il suo livore.

      Ma poi, chi è che le da la certezza che siano qui nel blog i responsabili della sua eliminazione? I suoi sono solo sospetti e livori senza alcuna prova, ci vada piano a accusare di cattiveria qualcuno. Fra l’altro io sul suo sito nemmeno ci sono mai andato, meno che mai sul suo profilo FB, nemmeno ne ho uno io e non mi interessa di averlo.

      Che fa adesso? Farà passare tutti i blog che lei frequenta per scoprire il suo nemico immaginario? Oppure lancerà ancora una accusa generica ad orologeria? Oppure cambi registro se vorrà usare ancora FB.

  72. mauro scrive:

    Caro cosimo de matteis

    chi ha intelligenza e vive nel mondo sa che il ripudio, istituto giuridico mediante il quale un marito “cacciava” la moglie in pieno diritto, sono secoli che non esiste nel mondo occidentale, di cui lei fa parte, ed essendo il ripudio la base per l’adulterio di quel passo del Vangelo, lei cosa vorrebbe far intendere che non arrivandoci preferisce la stampa libera da qualsiasi concetto venga espresso compiutamente dal Vangelo, ovvero fantasticare?
    Va bene, continui pure a mente libera, veleggi nella fantasia ma non andrà da nessuna parte lei ritenga andare.

  73. mauro scrive:

    Caro LIBERAMENTE

    sono stato fuori casa per alcuni giorni per portare il bambino bielorusso che ospito tutti gli anni al mare e vi ritornerò anche nelle prossime settimane sempre per qualche giorno e per tutto il mese di luglio.
    Non faccia caso se non le rispondo, non è mia intenzione.

    In ogni caso ripeto che tutti si dimenticano delle suore, neppure le considerano, come fa capire la Bibbia fin troppo eloquemente (“al servizio dell’uomo”) ma anch’esse potrebbero essere al servizio della Chiesa al posto dei sacerdoti se si volesse e sopperire alla loro mancanza.

    Ma vedrà che neppure ci pensano, la Chiesa è un’istituzione puramente maschilista.

    • LIBERAMENTE scrive:

      Le faccio le mie scuse allora, mi son mancati i suoi interventi, grazie per avermi risposto, lunga vita e prosperità, come direbbe Spok di Enterprise.

      Complimenti Mauro per il suo operato, che io anni fa avevo inviato un tot al mese per un seminarista in India, oggi è un sacerdote, l’ho portato fino al sacerdozio, nessuno mi crederebbe ma ho a casa tutti documenti in regola (Pontificie Opere Missionarie).

  74. mauro scrive:

    Caro Vincenzo da Torino

    se legge Ebrei (Ed. CEI), quel passo che contesta, vi è riportato:

    Ebrei 7:”18 Si ha così l’abrogazione di un ordinamento precedente a causa della sua debolezza e inutilità – 19 la legge infatti non ha portato nulla alla perfezione – e si ha invece l’introduzione di una speranza migliore, grazie alla quale ci avviciniamo a Dio. 20 Inoltre ciò non avvenne senza giuramento. Quelli infatti diventavano sacerdoti senza giuramento; 21 costui al contrario con un giuramento di colui che gli ha detto:
    Il Signore ha giurato e non si pentirà:tu sei sacerdote per sempre.
    22 Per questo, Gesù è diventato garante di un’alleanza migliore.
    23 Inoltre, quelli sono diventati sacerdoti in gran numero, perché la morte impediva loro di durare a lungo; 24 egli invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. 25 Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, essendo egli sempre vivo per intercedere a loro favore.”

    l’evidenza è che cambiando la Legge, quei sacerdoti non hanno piu’ validità in quanto non hanno giurato ed a causa della morte cambiano continuamente e che di conseguenza la nuova Legge istituisce unico sacerdote, Gesu’, che è garante eternamente dell’allenza, in quanto sempre presente e pronto a salvare quelli che per Suo mezzo di accostano a Dio perchè per Lui ha giurato Dio in persona (Dio si è fatto garante).

    Certo che se lei si ferma al solo passo indicatogli e poi scrive che esso dice “un sacerdote che non tramonta” dimenticandosi che Gesu’ sostituisce tutti gli altri eternamente, come fa a contestare che quello di Gesu’ non è un “sacerdozio senza successori”? Non le piacerà la traduzione ma se è solo per questo non cambia di certo il senso della frase. Se vuole anche la traduzione dal greco in Inglese, è ancora peggio perchè quell’”Egli” è tradotto letteramente dall’originale greco con “questo uomo”:”But this man, because he continueth ever, hath an unchangeable priesthood.”

    Scriva alla CEI che si sono sbagliati, come al solito, facendole credere quello che nessuno ha mai detto ai tempi di Gesu’.

    Lei crede proprio che Sal non sia un interlocutore valido? Io credo che lui abbia difficoltà a trovarne perchè non parlate la lingua del Vangelo ma della Chiesa. Se fossi in voi brucerei tutte le sacre scritture, che ve ne fate?

    • emiliano scrive:

      Porti rispetto per le S.S. e se invece bruciassimo lei? Tanto che ci facciamo di lei in questo blog con simpatia non gli pare?

      • mauro scrive:

        Non farebbe nulla di speciale se non ripetere gli stessi errori della Chiesa, ossia non capire nulla di cosa sia il cristianesimo.

        • emiliano scrive:

          Perchè lei di cristianesimo ne capisce qualcosa? Ma per favore inbavagliatevi una buona volta e smettetela di sparare a zero contro la fede altrui.

    • La brevità dei post impedisce di competare il ragionamento e ne consegue facilmente qualche lacuna. Senza S.S. non ci sarebbe cristianesimo! Certamente io mi fido della chiesa e della sua esegesi. Anzi, per il tempo disponibile, mi sforzo di comprendere sempre meglio le S.S( pochissimo il V.T e quasi solo il N.T.) da cui ricavo molta ricchezza. Ma per non rischiare di ingarbugliarmi e prendere lucciole per lanterne occorre anche avere una guida .Ho imparato quanta è falsa sia la libera interpretazione di Lutero! Ognuno può farsi un cristianesimo a piacimento. Mi piace anche leggere quanto dicono le altre confessioni religiose e fare comparazioni. Ma Sal , come testimone di Geova mi è oltremodo ostico perchè conosco bene il loro modo di ragionare e procedere nelle discussioni.Conosco anche la storia dei Testimoni di Geova e la loro dottrina.Nel blog di Tosatti, mi pare due anni fa, ebbi discussioni animate per quattro mesi con una simpatica ed entusiasta T.d.G .Mi incaponii fino a farla desistere.!Non mi interessa ripetere l’esprienzaed ho tocato con mano come male interpretano sia la chiesa come la sua dottrina. Non ce l’ho con i fedeli TdG , che mi paiono persone in buona fede, molto soggiogate ma brave persone. I loro capi come il loro fondatore( ignorante in S.S e pure condannato per falsa testimonianza) sono in mala fede. Una ottima organizzazione che vende la religione come si vende uno spazzolino da denti. Un continuo attaccare la chiesa con le trovate più infami. Mi ricordo ancora uno di essi che mi voleva convincere che la chiesa fosse una imbrogliona perchè falsamente diceva che Gesù non era nato il 25 dicembre! Cercai di dargliene la spiegazione, ma non ne fu convinto e subito cercò altri agomenti.

  75. ritaroma scrive:

    C. DE MATTEIS, mi dispiace, non sono mai andata su FB e non potrei dire nulla in proposito…. ma Dio ci ama cmq… allora mettiamola così…forse era ed è giunto il tempo di un cambiamento!
    un saluto

  76. Sal scrive:

    Sig. vincenzo da torino,

    poiché mi chiedeva se sono in grado di spiegare le scritture, mi permetto fornirle una spiegazione diversa dalla sua e lasciamo che sia l’uditorio a giudicare quale preferisce.
    Nella sua 4 Luglio 2011 – 23.28 lei ha scritto “La chiesa gerarchica in questo caso si pronuncia poiché obbedisce al comando di Gesù ” tutto quello che legherete sarà legato ecc.” (Matteo 18:18, CEI)

    In questo modo lei intende dire che il Cielo ha ceduto la sua autorità agli uomini e si adegua alle loro decisioni . Ma credo che lei si sbagli e anche di molto, perché se, facciamo il caso che gli “uomini” si sbagliano e com’è accaduto spesso, debbano anche chiedere scusa per gli errori commessi, come pensa sia possibile che il cielo possa essersi adeguato a quegli errori avallandoli e subendone un biasimo e una vergogna per essere stato così imprevidente e colpevole essendosi affidato e sottomesso a uomini imperfetti incapaci e peccatori ? Il Cielo è perfetto e non commette errori le pare ?

    Forse la faccenda si deve vedere in un altro modo e così si dimostra che la “famosa chiave della conoscenza “ non è appannaggio del magistero cattolico.
    Come indica lo studioso biblico Robert Young, “qualsiasi decisione presa dai discepoli avrebbe seguito la decisione del cielo, non l’avrebbe preceduta. Secondo lui il versetto 18 dovrebbe dire, letteralmente: Ciò che legherete sulla terra “sarà ciò che è (già) stato legato” in cielo.”

    Così ha più senso ed è coerente. Non sono gli uomini che decidono ma è il cielo che fa in modo che gli uomini agiscano in armonia con ciò che il Cielo ha deciso.
    Dice sempre Robert Young – “In effetti, è irragionevole pensare che le decisioni di un essere umano imperfetto possano essere vincolanti per coloro che sono nei tribunali celesti. È molto più ragionevole dire che i rappresentanti nominati di Cristo seguendo le sue istruzioni per mantenere pura la sua congregazione avrebbero fatto ciò che era giusto. Avrebbero fatto questo prendendo decisioni basate sui princìpi già stabiliti in cielo. Gesù stesso li avrebbe guidati nel farlo.” — Matteo 18:20.

    “Immaginate un tribunale in cui un giudice compassionevole assolvesse abitualmente i criminali, anche quelli più incalliti, perché seguono la pratica di ammettere le proprie colpe e di dirsi dispiaciuti. Anche se questo potrebbe andar bene ai malfattori, un tale concetto distorto della misericordia minerebbe seriamente il rispetto per la giustizia. Potrebbe darsi che la confessione, così com’è praticata nella Chiesa Cattolica, in effetti indurisca le persone nella pratica del peccato.” — (Ecclesiaste 8:11) “Poiché la sentenza contro un’opera cattiva non è stata eseguita rapidamente, per questo il cuore dei figli degli uomini è in loro pienamente risoluto a fare il male.”
    Capisce sig. vincenzo o non ci arriva ? Lei pensa di essere migliore del cielo ?

    • Gent. Sal, il suo è un po un giro di parole o un tentativo di interpretare il pensiero ed operare di Dio. Fatto molto discutibile poichè non si conosce il pensiero di Dio. La sostanza rimane che Gesù ha promesso alla chiesa la sua assistenza e ha dato agli apostoli il potere di “sciogliere e legare ” che in linguaggio scritturale ed ebreo vuol dire ” legare moralmente “. Questo solo in questioni di fede e morale. E con tutti i limiti umani per cui spesso si arriva a certe definizioni dopo molto tempo. Gesù ha dato anche il potere di “perdonare i peccati”, cosa, se vogliamo più delicata ancora. Aggiungo l’ eucarestia con la forma di pane e vino e sostanza di carne e sangue di Gesù in forma mistica , ma reale. Proprio per questi motivi diventa indispensabile la successione apostolica e la guida apostolica, perchè così la voluta Gesù. Lutero, che in fondo ha creato una nuova religione, ha distrutto 1500 anni di vita ecclesiale fatta di scontri ,ma anche di grandi definizioni funzionali alla vita della chiesa . Se egli, come tanti altri, aveva pienamente ragione nel volere una chiesa povera e non così legata al temporale e pure aveva ragione nello scagliarsi contro un papato e una chiesa scandalosa, non doveva toccare la dottrina e pretendere giudicare 1500 anni di storia ecclesiastica. Ha compiuto una operazione più scandalosa di quello dei vari papi. Se sono importanti la grazia , le sacre scritture, la fede dire” sola” è rinnegare le stesse scritture. Se non si fidava della chiesa come poteva dire il Nuovo testamento è ispirao e parola di Dio?. Non si accorse che si dava la zappa sui piedi. Poi per fortuna la chiesa ebbe teologi di gran lunga superiori a Lutero, pur grande teologo ma dal carattere instabile. Si accorse tardi che la cosa gli sfugiva di mano, ma ormai il vangelo veniva rinnegato in molte sue parti essenziali. Era meglio un altro S.Francesco d’ Assisi e che Lutero rimanesse chiuso nel suo convento per gli incalcolabili danni che ha fatto alla chiesa di Gesù! E’ pur vero che una grossa responsabilità, anzi per prima va alla chiesa di quei tempi. Eppure Gesù scelse anche Giuda…

      • giovannino scrive:

        caro vincenzo da Torino , il tuo giudizio su Lutero mi sembra sommario e fazioso . Dato che ti conosco ( almeno un po’ ) come prudente e pacato , temo che i sofismi di Sal ti abbiano fatto perdere , spero momentaneamente, il senso della misura.

        • Sal scrive:

          “Sofismi di Sal”
          Se le Scritture per lei sono dei sofismi, si spiega perché il sistema è andato in confusione.
          Ecco perchè l’opus si legge octopus. Dica ma le fallacie sono sofismi ? Ecco perchè lei è così pratico le usa spesso vero ?

        • Veramente il mio giudizio su Lutero è stato sempre molto severo e duro pur espresso in toni meno forti. L’argomento meriterebbe ben altro spazio, perchè sarebbe veramente interessante anche sentire il parere suo e di altri blogger. E’ anche vero che ultimamente lo scontro con qualche protestante mi ha inacidito e fatto capire meglio le conseguenze disastrose della dottrina luterana. Come vede però ho detto chiaro che il magior colpevole per lo scisma rimane la chiesa di quel tempo occupata in ben altre cose e in ritardo si avvide di quello che capitava…Per un teologo (il migliore e più acuto del tempo) non saper distingure la missione spirituale della chiesa dal contingente potere temporale papale è grave ed imperdonabile! Che avesse un carattere iracondo , poco equilibrato e intimamente tormentato lo racconta la storia, anche se da parte protestante viene messa la sordina. Un fatto: grandi abbuffate e poi tremende penitenze! Credo che lo studio del comportamento e del carattere dei grandi personaggi ci faccia capire tante cose…saluto e grazie

      • Sal scrive:

        “il suo è un po un giro di parole o un tentativo di interpretare il pensiero ed operare di Dio. Fatto molto discutibile poichè non si conosce il pensiero di Dio”

        Non si conosce il pensiero di Dio ? E la Bibbia secondo lei perché è stata scritta e tradotta e diffusa ? Per far rimanere la gente ignorante o per far credere loro ciò che loro preferiscono ?

        “La sostanza rimane che Gesù ha promesso alla chiesa la sua assistenza e ha dato agli apostoli il potere di “sciogliere e legare ” che in linguaggio scritturale ed ebreo vuol dire ” legare moralmente “.”

        E’ vero che ha promesso alla sua chiesa, ma come fa a dimostrare che la cattolica sia proprio quella ? Io ho molti dubbi e perplessità. Le basti ricordare come la sua storia e i suoi insegnamenti dogmatici si discostano macroscopicamente dall’insegnamento cristiano.

        La Scrittura dice : “Li riconoscere dai loro frutti”( Matteo 7.16) Se lei non ci vede non è colpa mia.

    • giovannino scrive:

      caro Sal , questa volta devo ammettere che ci hai preso in parte , diciamo di striscio . Nel senso che è irragionevole ogni interpetrazione che immagina una sorta di delega del potere divino a qualche vicario terreno . Ciò non esclude però che gli Apostoli e i loro successori siano rappresentanti di Dio ( o in generale che possano esistere dei rappresentanti di Dio) , ma solo che , secondo logica , il loro è un compito di servizio . Le chiese amministrano i sacramenti , ma l’ efficacia del sacramento dipende da Dio e da chi lo riceve. Come il messaggio che sto scrivendo , la cui efficacia dipende dal soggetto scrivente , cioè dalla mia espressività e dalla recettività di chi lo legge . Tuttavia non potrebbe esistere senza organizzazioni e strutture ( Internet , La Stampa , il blog ” Sacri Palazzi” e molti altri . Ma tutte queste istituzioni hanno il dovere civile e deontologico di riprodurre fedelmente e senza alterazioni il mio messaggio ( e quello di tutti gli altri utenti , ovviamente ) . Analogamente , ma con responsabilità infinitamente maggiore , le chiese hanno il compito di essere fedeli e “legare o sciogliere ” secondo i comandamenti di Dio . E se il sacerdote o pastore o ministro o come lo vogliamo chiamare viene ingannato ? certo Dio non lo segue nell’ errore . Dunque non ci può essere il perdono divino senza pentimento sincero, ad esempio nel sacramento della riconciliazione . Sembra logico che questo debba valere per tutti i sacramenti, dunque anche il battesimo non è più efficace per l’ apostata, la presenza reale di Cristo nel pane e vino eucaristico è tale solo per chi la crede (o meglio ancora la sente) , il matrimonio non è tale se non c’è l’ amore coniugale ecc. Ma probabilmente il mio ragionamento è troppo lineare , mi manca la stoffa del teologo .

      • Sal scrive:

        Non è questione di avere la stoffa o di teologo è semplice ragionevolezza e cuore disposto ad accettare la verità.

        Inizio dalla fine
        “Sembra logico che questo debba valere per tutti i sacramenti, dunque anche il battesimo non è più efficace per l’ apostata, la presenza reale di Cristo nel pane e vino eucaristico è tale solo per chi la crede (o meglio ancora la sente) , il matrimonio non è tale se non c’è l’ amore coniugale ecc.”
        La responsabilità personale è legata alla comprensione degli eventi e dalla conoscenza che ciascuno ha degli stessi.
        Il fatto che lei creda a ciascuna di quelle cose non la rende automaticamente vera o efficace.

        La Scrittura dice: “ per questo Dio lascia andare da loro un’operazione di errore, perché credano alla menzogna, affinché siano tutti giudicati perché non hanno creduto alla verità ma hanno preso piacere nell’ingiustizia.”
        E’ evidente che quando qualcosa di errato viene considerato vero non diventa verità per tutti ma solo per coloro che hanno accettato quell’evento o quella dichiarazione come verità e vv. Per tutti gli altri rimane una bugia. Questo implica l’avere conoscenza della cosa di cui trattasi. Lei non potrà andare in tribunale dicendo che ha agito male perché non conosceva la legge e che qualcuno l’ha ingannata raccontandole una cosa diversa sia che glielo abbia detto in buona fede che in mala fede. La legge non ammette ignoranza .

        “Tuttavia non potrebbe esistere senza organizzazioni e strutture ( Internet , La Stampa , il blog ” Sacri Palazzi” e molti altri.” Neanche questo è vero completamente perché inizialmente il messaggio veniva diffuso “ ogni giorno, nel tempio e di casa in casa, continuavano senza posa a insegnare e a dichiarare la buona notizia intorno al Cristo, Gesù.” (Atti 5.42) – “Paolo.. ragionava nella sinagoga con i giudei e con le altre persone che adoravano [Dio] e ogni giorno nel luogo di mercato con quelli che vi si trovavano” ( Atti 17.17)
        E passo ad un terzo punto, alla sua domanda

        E se il sacerdote o pastore o ministro o come lo vogliamo chiamare viene ingannato ?”
        La risposta più ovvia è che sono affari suoi perché come abbiamo detto prima la legge non ammette ignoranza, ma per rimarcare ancora meglio questo aspetto, c’è nella Scrittura l’episodio di un profeta a cui Dio aveva dato un comando specifico (non tornare per la stessa strada) e mentre era per strada fu ingannato da un altro profeta che lo invitò a tornare e andare a casa sua e si fidò, ma subito dopo un leone lo sbranò. Secondo lei Il Dio ci vuole insegnare a fidarci di altri o di rimanere attaccati solo alla Sua Parola ? Lo può leggere in 1 Re 13.1-25
        Così veda lei cosa è conveniente fare.

  77. Sal scrive:

    @ Liberamente
    Perdoni, non avevo notato il suo commento del 4 Luglio 2011 @ 22.26 sulla citazione di Deut. 13.5. Le rispondo ora.

    La questione era riferita ai tempi in cui la legge di Dio permetteva che il perdono avvenisse solo attraverso lo spargimento di sangue. Poiché la legge di Dio è “devi dare anima per anima, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, marchio per marchio, ferita per ferita, colpo per colpo.” ( Esodo 21.35) dando risalto alla Giustizia e alla responsabilità di chiunque si volge a fare il male; ogni qual volta l’uomo si allontana dalla direttiva di Dio, è passibile della pena di morte. Per poter tornare alla vita e ottenere un perdono doveva esserci una espiazione mediante il sangue (o vita) e in quel tempo era il sangue degli animali che faceva espiazione.

    “Poiché l’anima della carne è nel sangue, e io stesso ve l’ho messo sull’altare per fare espiazione per le anime vostre, perché è il sangue che fa espiazione mediante l’anima [in esso] Levitico 17.11-12 – Così sulla base del sangue di animali sparso nel sacrificato il popolo poteva ottenere il perdono.
    Questa regola è ancora in vigore ed è il motivo per cui Gesù si offrì di spargere il suo sangue per riscattare e perdonare gli uomini che erano ormai tutti passibili della pena di morte essendo stati trasgressori della legge. Ma questo perdono non avvenne per tutti ma solo per quegli uomini che ebbero fede in quel sacrificio credendo che Lui fosse in grado di pagare quel riscatto.
    Così Dio ripudiò il popolo di Israele che era stato il suo popolo eletto e diede l’opportunità ad un altro popolo che aveva creduto in Cristo e nella sua legge di poter tornare alla vita, mediante il sangue o riscatto pagato da Gesù una volta per tutte e di cui Gesù diviene il Re.
    Poco tempo dopo la morte di Gesù il popolo eletto fu abbandonato e ci fu la distruzione di Gerusalemme nel 70 ove morirono mediante l’esercito romano più di un milione di persone e molti centinaia di migliaia furono venduti come schiavi e persero tutte le loro genealogie che potevano attestare l’appartenenza alla tribù e al popolo.

    Quindi la morte che anticamente era materiale di animali il cui sangue permetteva il perdono, nel Nuovo Patto o Nuovo Testamento si è trasformata in una morte temporaneamente “spirituale” o una morte agli occhi di Dio per tutti coloro che non hanno fede nel sacrificio fatto da Gesù quale mediatore di un nuovo patto, l’unico in grado di riscattarli.
    Per questi è prevista come profetizzato da Gesù in Matteo 24 Luca 21 e Marco 13 una grande strage di cui Rivelazione dice ““il sangue degli uccisi arriverà ai freni dei cavalli per 1600 stadi” ( 3000 km) ( Rivelazione 14.20) il cui giudizio dice il libro inizierà fra coloro che si definiscono cristiani (1Pietro 4.7; Ezechiele 9.6)

    Quindi oggi, nessuno può uccidere in Nome di Dio, ma sarà Dio stesso a fare in modo che il suo giudizio raggiunga cloro che lo meritano. Infatti ai cristiani dice “lasciateli stare, lasciate che il grano cresca insieme alla zizzanie poi si dovranno raccogliere e dividere.”
    Quindi quel togliere ciò che è male in mezzo a te non significa “ucciderli” ma allontanarli o non immischiarsi con loro. Il Giudizio di Dio avviene “nel Giorno del Giudizio” e “un giorno è presso Geova come mille anni” (2Pietro 3.8) – Noi stiamo già vivendo nel tempo di quel giorno di giudizio.
    Spero di essere stato chiaro.

    • LIBERAMENTE scrive:

      grazie della risposta, quindi, anima come linfa vitale, cioè, il sangue, e non come spirituale, cioè, metafisico, in questo caso, la morte è definitiva, si risorge come se fossimo ricreati e non come reincarnazione, come nella visione di Ezechiele, le ossa che si riconpongono ecc…ecc…

      In noi esistono delle abitudini in pensieri e istinti che, se ben disciplinati, non cedono all’impulso dell’odio e della violenza, ma per arrivare a disciplinare tali attività e reazioni istintive è necessario una iniziazione filosofica e psicologica, conoscere se stessi ci aiuterà ad evitare che un profeta come Natan ci venga a dire: “tu sei quell’uomo”, intendendo con questo un conoscere le nostre contraddizioni interiori, cioè, se ci è stato perdonato e condonato un debito, così a nostra volta dobbiamo farlo con chi ci è debitore, fra l’altro è nel Padre Nostro.

      Nella conoscenza di se stessi urge una disciplina spirituale e un arattere forte con noi stessi, ci vuole polso con noi stessi a volte, urge, quindi, a mio avviso, in noi una personalità carismatica, ma per quanto mi riguarda devo conoscere le mie conraddizioni interiori e correggerle con una condotta coerente, quel che è la mia comunione in Cielo coì deve essere la mia testimonianza in terra.

      Caro Sal, di smidollati in campo spirituale ce ne sono molti, intendo quelli che sono affascinati dal paranormale, dalle apparizioni, dai miracolismi, dal sole che rotea, e da altri effetti che lo stesso Koperfield potrebbe riprodurre nei suoi spetatcoli ma non lo farebbe, perchè non vorrebbe ami millantare il Cielo, ma questi smidolati non hanno polso con se stessi, continuano sempre andare a ocnfessare glie stessi peccati senza mai resistervi, visto che vantono la Grazia di Dio come aiuto interiore, Grazia a cui loro non aggiungono di proprio una disciplina e un polso interiore per resistere ai peccati, certo, saranno perdonati da Dio, ma se non hanno un polso con se stessi finiranno sempre per ripetere glie stessi peccati, perchè la Grazia non si sostotuisce al merito che il fedele deve avere in Cielo e questo merito lo deve avere, perchè a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha, e qui mi riferisco ai talenti e ad una specie di spirito imprenditoriale in noi, far fruttare i talenti che abbiamo, appunto consocere se stessi per scoprire questi talenti, non aspettarci sempre che cali dall’alto quello che poi lo si nasconde sotto qualche pietra per timore di chi verrà a chiedercene conto.

    • troppo complicato per la mia mente limitata! Ma è poi così convinto in toto?

  78. mauro scrive:

    Ritorno su quel passo di Matteo 18:

    “18 In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo.” ,

    che l’amico Sal ha ricordato come non essere riferito alla Chiesa, ovvero non sia data alcuna potestà ad essa di decidere sulla terra.

    Gesu’ si rivolge ai discepoli parlando di fratelli e di una loro colpa sulla terra dando piccole istruzioni su come ci si deve comportare per far rinsavire il colpevole fino ad arrivare a non poterlo considerare che un pagano ed un pubblicano se non ascolterà neppure l’assemblea (dei credenti), vista come ultima risorsa.

    Ed a conclusione prosegue con il passo citato dove appare che l’unico che legherà (o slegherà) sulla terra è colui che ascolterà (o non ascolterà) quei consigli e come conseguenza verrà legato (e slegato) anche in Cielo.

    Non è una novità: già chi non si converte si slega da Dio come chi lo fa si lega a Lui per quella vita eterna promessa. E’ sempre l’uomo che come decide il proprio destino (vita) sulla terra così lo fa anche per quella vita futura promessa da Dio.

  79. Reginaldus scrive:

    certamente d’avanguardia, con 500 anni di ritardo! già il prete /frate Lutero – primi anni ’500 – con la sia iniziativa aveva proclamato che il vaticano non poteva imporgli le sue idee….Ma allora partirono scomuniche: oggi che si fa? una chiesa cattolica dove ognuno la pensa e decide come vuole??? D’altra parte che meraviglia c’è se questi parroci hanno accolto il suggerimento di Paparatzinger che è ora di cambiare mentalità, come da obiettivo di vaticandue???

  80. bruno frusca scrive:

    Caro Tornielli

    Una domanda magari O.T.

    Statisticamente quale risultato ha avuto la proposta delle ore di Adorazione Eucaristica ventilata in occasione del sessantesimo di ordinazione sacerdotale di papa Benedetto XVI. ?

  81. ritaroma scrive:

    BRUNO FRUSCA@ dovresti chiederlo al Padreterno, non a Tornielli, lui fino a prova contraria non ha la “sfera” di cristallo!