Le nomine e il silenzio stampa

Il direttore del settimanale diocesano Gente Veneta, don Sandro Vigani, sull’ultimo numero (9 luglio 2011) ha pubblicato un breve ma intenso editoriale, lamentando la “fuga di notizie” che ha accompagnato la recente nomina del patriarca Angelo Scola ad arcivescovo di Milano. Ve ne riporto ampi stralci:

Come direttore del settimanale diocesano, perciò di uno strumento mediatico, non posso non manifestare un certo disagio di fronte alle notizie giornalistiche, rivelatesi sostanzialmente vere, della nomina del Patriarca Scola alla sede di Milano. Già alcuni mesi prima i giornali la davano per certa.

Venivano pubblicate “notizie sempre più precise e definitive, mentre i diretti interessati, il Cardinale e la diocesi di Venezia, nulla sapevano di certo sulla presunta nomina. Questo ha creato per settimane un grande disagio, crediamo nel Patriarca, ma anche nella diocesi“.

Don Vigani si chiede quale sia stata la fonte delle notizie, e risponde: “evidentemente qualche persona degli organismi consultati nell’iter della nomina dei vescovi“.

Il direttore di Gente Veneta chiede infine, “onde evitare i disagi già subiti, che… sia rispettato il doveroso segreto fino al momento dell’ufficializzazione. Questo valga per il prossimo Patriarca di Venenzia“.

Insomma, don Vigani sembra quasi avanzare la richiesta di un silenzio stampa sulla nomina del successore di Scola, per evitare i “disagi”. Innanzitutto vorrei osservare che le indiscrezioni riguardanti una nomina non possono essere classificate come “gossip”, nonostante molti, anche tra coloro che nella Chiesa si occupano di media e ne richiamano spesso l’etica, sono soliti fare (don Vigani – precisiamo – non è tra questi). Non stiamo infatti parlando di pruderie legate alla vita privata o privatissima di questo o di quel prelato. Stiamo parlando di decisioni destinate a incidere nella vita della Chiesa, anche a livello internazionale.

Don Vigani comprenderà di certo che il possibile trasferimento di Scola da Venezia a Milano (le notizie, riconosce, si sono rivelate “sostanzialmente vere”) è un evento di grande rilevanza. Parliamo di un cardinale, parliamo di due diocesi importantissime. Quella di approdo, Milano, tra le prime al mondo per estensione e clero. Se i giornali nazionali e locali hanno dimostrato tanto interesse per la questa nomina, e non altrettanto per la designazione del vicario generale di Vittorio Veneto, un motivo c’è.

Bisogna inoltre ricordare, che proprio su Milano, e il pomeriggio stesso della morte del beato cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, avvenuta il 30 agosto 1954, un quotidiano della sera, insieme alla notizia, metteva nel titolo il nome di Giovanni Battista Montini come probabile successore. Inoltre, pur comprendendo bene il disagio per la fuga di notizie, se queste si rivelano vere, mi sembra difficile criticare i media.

Nei giorni successivi alla nomina, due bravi amici e colleghi, i vaticanisti Aldo Maria Valli e Giancarlo Zizola, rispettivamente su Europa e su Repubblica, hanno scritto che per la designazione di Scola sarebbe stata determinante un’organizzata campagna di stampa, che avrebbe suggestionato coloro che erano chiamati a decidere e lo stesso Pontefice. Il quale sarebbe stato in qualche modo costretto a procedere con una nomina che in realtà non voleva.

Non mi sono mai sognato di parlare di campagne di stampa quando altri autorevoli colleghi hanno messo in pagina i nomi dei candidati più disparati per Milano, alcuni mai entrati in gioco: una rilettura delle rassegne stampa degli ultimi quattro mesi sarebbe illuminante in questo senso. Personalmente, a motivo delle informazioni che avevo, a partire da febbraio, prima sul Giornale e poi sulla Stampa, ho sempre citato Scola in pole position, ma ogni volta insieme ad altri nomi che mi risultavano in corsa. E mi sono ben guardato dal dare per certa una nomina (che altri autorevoli vaticanisti definivano soltanto “mediatica”) prima che la decisione di Benedetto XVI fosse stata presa.

Non condivido affatto l’analisi di Valli e di Zizola. Benedetto XVI è un Papa che non si fa certo condizionare dalle indiscrezioni dei mass media. Non lo farà nemmeno per la scelta del nuovo patriarca di Venezia. Una nomina che va seguita anche giornalisticamente (il nuovo patriarca diventerà cardinale), cercando sempre di pubblicare notizie che si rivelino “sostanzialmente vere”.

* Don Vigani mi ha inviato un’email nella quale mi invita a leggere con più attenzione il suo editoriale: il silenzio lo ha chiesto alle fonti interne, non ai giornalisti che fanno il loro mestiere. Dunque non ha invocato alcun silenzio stampa fino all’ufficializzazione delle nomine. Lo ringrazio, e mi scuso per aver frainteso.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

194 risposte a Le nomine e il silenzio stampa

  1. Francesco D. scrive:

    Senza voler esprimere un commento sull’editoriale dell’editoriale pubblicato su Gente Veneta, io prego affinché Dio Onnipotente invi come Patriarca di Venezia, Mons. Giancarlo M.B.

    • Tradizionalista scrive:

      Per l’amor di Dio, no!!! Bregantini proprio no!!!

      • LIBERAMENTE scrive:

        Ma Dio a che deve dare ascolto? Ai fedeli come Francesco D, oppure ai fedeli come Tradizionalista? Ad un certo punto anche dirà: Essere o non essere con questi cristiani e cattolici separati tra loro? Questo potrebbe essere inquietante per loro se non soddisfo al contempo capre e cavoli.

  2. Nuovo arrivo scrive:

    Io prego che arrivi un santo.

    • LIBERAMENTE scrive:

      Ci sono ancora i santi oggi che sono disposti ad avere a che fare con voi e con lo sterco del diavolo? Santi nella chiesa non esistono ed è certo che un santo oggi arrivereste anche a contestualizzarlo e giustificarlo se dovesse avere a che fare con la politica e gli affari di cui non si può dire che producano mele buone, perchè la politica oggi lo vediamo tutti, parte dalla mela marcia della tentazione di tutti i cristriani cattolici di imporre il vangelo con la forza a tutti i cittadini italiani, credenti e non, e oggi lo abbiamo sentito come l’onorevole Buttiglione ha chiamato il singolo cittadino italiano che chiede legittimamente il rispetto per i propri diritti, cioè, lo ha chiamato “chichessia…..” ma la legge Calabrò verrà abrogata dal referendum che trova già ora il 70% degli italiani a favore contro la legge Torquemada ed è incostituzionale, poi sarà la volta della CEDU, e questa legge contro il testamento biologico è antieuropea e anti-diritti umani legittimi.

      Ecco i vostri santi in politica. La Binetti, la Roccella, Buttigliuone, Casini, Calabrò, Giovanardi, Cicchitto ecc….ecc…..

  3. Francesco73 scrive:

    Leggere Tornielli, per me, significa apprendere sempre cose vere, altamente probabili e comunque corrette e per quanto possibile complete.
    E però Andre’, pur non condividendo alcuni eccessi dell’analisi di Zizola (il condizionamento sul Papa), pare anche a me che un filo di campagna mediatica pro Scola ci sia stata. Come pure per Ravasi (“Crisostomo”, per un estasiato Corriere…), ma per Scola di più anche perchè forse si intuiva che il Papa comunque preferiva lui, e quindi chi doveva spingerlo lo ha fatto con più forza strutturale.
    Non pensi?

  4. Aloisius scrive:

    Comprendo un po’ di disappunto da parte dell’organo di stampa del patriarcato di Venezia.
    Indubbiamente l’atipicità della nomina da un lato (sappiamo quanti usi e tradizioni abbia infranto) e un legittimo disappunto per aver comunque sottratto un grande Patriarca a Venezia, ha ispirato queste righe un tantino risentite.
    Grazie a Tornielli per la puntualità e la competenza con cui ci ha tenuto aggiornato su tutti i retroscena di questo evento.
    Assolutamente non condivisibile la tesi “dietrologica” dei vaticanisti citati: anzi parrebbe il contrario. Benedetto XVI ha lui stesso smentito aspettative e attese, sparigliando con la sua ultima parola illuminata, una serie di probabili alchimie e maneggi diplomatici messi in moto dalle tante forze interne alla Chiesa, interessate a spingere i vari candidati al post Tettamanzi.
    Probabilmente il fatto che tanto a Venezia (ripeto, comprensibilmente) quanto a Milano (e qui, molto meno giustamente) la nomina abbia sollevato più di qualche riserva, induce taluni insoddisfatti ad animare questo dibattito.
    Essendo cosa fatta, farebbero tutti bene a rispettare quanto statuito, se credenti ringraziando Sua Santità e lo Spirito Santo.

  5. Jacu scrive:

    Gentile dott. Tornielli,

    io non credo assolutamente che Benedetto XVI si faccia influenzare da un quotidiano, per quanto autorevoli possano essere questo e le idee del suo editore.

    Sta di fatto che esiste una cosetta chiamata “segreto pontificio” che copre anche il processo per la scelta di un vescovo. Per chi viola il segreto pontificio sono previste inoltre delle pene.
    Io comprendo che ci si informi sullo status quaestionis, ma che trapelino i nomi delle eventuali terne, e che giorni prima si annunci la firma del decreto di nomina va un poco oltre le piccole e innocue confidenze di corridoio.
    Che voi giornalisti pubblichiate ciò che vi passano è normale: è il vostro mestiere, la concorrenza anche fra i vaticanisti è grossa e dimostrare di avere le soffiate giuste è indice di fidata attenzione nei sacri palazzi.
    Quello che mi lascia basito è la facilità con la quale i monsignori che dovrebbero vegliare sulla Chiesa non riescano tener chiusa la bocca, come comari pettegole, per un paio di giorni, violando, sottolineo violando!, il segreto pontificio. Evidentemente per i prelati (piccoli e grossi) in curia violare il segreto pontificio non è poi una colpa così grave!
    E se ciò si limitasse a diocesi importanti come Milano, Los Angeles, Londra ecc. si potrebbe chiudere un occhio, ma oramai non esiste quotidiano di provincia che non pubblichi nomina e biografia del vescovo eletto il giorno stesso (se non quello prima) nel quale la nomina dovrebbe essere comunicata!

    • LIBERAMENTE scrive:

      I vaticanisti per primi, ma anche altri giornalisti, vivono di queste “comari pettegole” ovunque esse si sentano libere di violare i segreti di……

  6. donda7 scrive:

    Io non sono stato favorevole alla nomina di Scola a Milano, per due ordini di motivi era già Cardinale e Patriarca, se è vero come è vero che lo stesso Tettamanzi fu trasferito da Genova a Milano, faccio notare sommessamente che Genova non è Patriarcato. Poi la storia di Scola è contro Milano. Le voci sono sempre esistite anche quando non v’era internet semplicemente erano più raccolte nell’ambito ecclesiale mentre oggi vengono imbandite a tutti credenti e non credenti.

  7. Sara scrive:

    Mi sembra un giusto richiamo.

  8. graziella46 scrive:

    Che il Papa non si faccia influenzare potrebbe essere dimostrato dalla scelta dell’Arcivescovo di Torino. I molti nomi che sono stati riportati dalla stampa sono risultati errati e come sempre non è arrivato un piemontese, nonostante gli sforzi del cardinal Bertone. Benedetto XVI ha scelto un uomo di sua assoluta fiducia e ha scelto bene perché a Torino siamo molto contenti di Nosiglia, che oltre ad essere capace è simpatico e alla mano, contrariamente al suo predecessore (confesso che molti miei amici, tra i quali dei sacerdoti, non vedevano l’ora che Poletto se ne andasse).

  9. Sal scrive:

    E’ un inutile “chiacchiericcio” tanto per distrarre l’attenzione. Se la notizia è trapelata è stata fatta trapelare “volutamente” per informare in anticipo, qualche amico in modo che potesse agire di conseguenza.

    La controprova sta nel fatto che ci sono episodi che non trapelano mai e nessuno se ne duole, come per es. la perdita verificatasi con il calo delle azioni dovute alla chiusura di “News Of the World” o dei 196.000 dollari in contanti, per garantire il sostegno dei vescovi all’ex presidente delle Filippine, oppure della proposta di legge nel Liechtenstein per l’eliminazione di certe sovvenzioni alla chiesa, oppure delle divergenze tra Santa Sede e Conferenza episcopale, per le balene bianche che pare vanno a nuotare fino al vaticano dimostrando “ingerenza vaticana” nelle cose di competenza della Chiesa italiana e nella politica religiosa di una laica Italia. ( Il lupo perde il pelo ma non il vizio.)

    La morale: ci sono cose che si voglio far sapere ed altre no, ma è vangelo anche questo: “Ci sono, in effetti, molte altre cose che Gesù fece, le quali, se fossero scritte nei minimi particolari, suppongo che il mondo stesso non potrebbe contenere i rotoli scritti.” ( Giovanni 21.25)

    Evidentemente è stato fatto trapelare solo ciò che era utile.

  10. bo.mario scrive:

    Sal credo che qualcuno quì dentro non legga bene quello che scrivi e dicono che non ci azzecchi. Non entro nel merito di quello che hai scritto perchè nei fatti finanziari si usa sempre cautela e certe notizie non devono apparire. Mi piace invece parlare che il vaticano ha scelto di entrare nel mediatico con risultati scarsini e ci vogliono giornalisti come Tornielli per tappare le falle. Dando via libera alla comunicazione parlano tutti, molti a sproposito e se dassimo un voto forse a Settemre ce la può fare per essere promosso, in terza media comunque. Ciao.

  11. anniballo scrive:

    Il cattolicesimo romano ha raggiunto posizioni preminenti nel tempo non certo grazie alla dottrina, ma in forza di abile protagonismo politico, finanziario e di potere. (E, quando è servito, anche grazie agli eserciti…)
    E’ difficile, dunque, ipotizzare che la classe dirigente vaticana, fin troppo accorta, calcolatrice e prudente, si esponga al rischio di subire conseguenze per fughe di notizie non volute.
    Credo, quindi, che “SAL” abbia ragione : è stato fatto trapelare solo ciò che s’è giudicato utile.

    • enrico scrive:

      Bla Bla Bla….

      • LIBERAMENTE scrive:

        non dica così enrico, lei conosce la storia della chiesa cattolica, ne sono certo, sa che la divina provvidenza non avrebbe mai voluto ambiguamente essere contestualizzata e interpretata come tale, laddove si credeva che il potere temporale e la ricchezza della chiesa stessza fossero una amabilissima predilezione celeste.

        Sia realista, il potere temporale e la ricchezza sono parte integrante della tentazione che Gesù subì nel deserto, ma lui resistette alla tentazione perchè il suo Regno non era di questo mondo , la chiesa cattolica invece non resistette e cedette alla tentazione di dominare sull’umanità in modo teocratico, lo fanno da secoli anche i regimi islamici, anche loro hanno ceduto alla tentazione di dominare sul mondo.

        La prego, non confonda la predilezione divina con lo sterco del diavolo, quello che fu promesso a Gesù in cambio della sua adorazione, ma Gesù resistette, la chiesa no, ed oggi sappiamo come ha prosperato e vinto fino ad ora, solo con il potere e la ricchezza promessale dal diavolo.

  12. Non vedo tutto questo scandalo. Se si richiede che siano le comunità locali a proporre alcune nomine gradite è normale che le voci poi vengano diffuse, ergo.. Non ho capito il legame con tutto questo fatto da Sal della citazione di Giov 21,25. E’ una citazione importante che dimostra come il messaggio , la vita di Gesù non è compresa tutta nel N.T. , ma esiste anche nella Tradizione, che anzi è primitiva. Curioso che traduca “nei minimi particolari” mentre la mia traduzione dice ” una per una”. Vorrebbe dire che quanto tralasciato non era ne importante nè fondamentale? Infatti il senso delle due traduzioni è diverso . Il bellissimo ed intimo Vangelo di S.Giovanni , proprio perchè mancante di tanti episodi presenti nei sinottici, dimostra come gli autori dei quattro vangeli vogliono semplicemente fare dei riassunti adattati nello stile e nei contenuti al gruppo di cristiani a cui è rivolto. Il linguaggio forte e a volte per noi urtante del Vangelo di Matteo non si trova negli altri. Eppure questo Vangelo scritto inizialmente in aramaico è il più fedele alla predicazione di Gesù poichè rispecchia la mentalità ed il modo retorico del tempo fatto spesso di iperbole.

    • Sal scrive:

      Distinto vincenzo da torino lei scrive “ il senso delle due traduzioni è diverso”

      Sono sinceramente mortificato per lei, qui di seguito troverà la traduzione comparata delle due versioni dalle quali non rilevo alcuna differenza, ma il mio comprendonio potrebbe essere in manutenzione, quindi la invito a controllare nel sito la parola.net anche il significato di “kata” che nella sua prima accezione vuol dire “in dettaglio” ma che anche “ a uno a uno” sarebbe comunque “nei minimi particolari”.

      “Or vi sono ancora molte altre cose che Gesù ha fatte; se si scrivessero a una a una, penso che il mondo stesso non potrebbe contenere i libri che se ne scriverebbero.” (Giov.21.25) Nuova Riveduta

      “Ci sono, in effetti, molte altre cose che Gesù fece, le quali, se fossero scritte nei minimi particolari, suppongo che il mondo stesso non potrebbe contenere i rotoli scritti.” (Giov. 21.25) Nuovo Mondo

      21:25 Or {dン de} vi {-} sono {œstin eimi} ancora {kaˆ kai} molte {poll¦ polus} altre cose {¥lla allos} che {§ hos} Gesù {Ð ho „hsoàj Iêsous} ha fatte {™po…hsen poieô}; se {™¦n ean} si scrivessero {gr£fhtai grafô} a una a una {kaq’ kata ›n heis}, penso {oヘmai oimai} che {-} il {tÕn ho} mondo {kÒsmon kosmos} stesso {aÙtÕn autos} non {oÙd’ oude} potrebbe contenere {cwrÁsai chôreô} i {t¦ ho} libri {bibl…a biblion} che {-} se {-} ne {-} scriverebbero {grafÒmena grafô}. | {¤tina hostis}

      kat£ (kata) – una particella primaria – Numero Strong: G2596 – preposizione
      1) con genitivo: giù da, completamente
      2) con accusativo: secondo, verso, lungo
      + ¹mšra: quotidiano
      + eŒj … + eŒj: uno dopo l’altro

      kaq’, kat’, kat£, kat¦: prep.
      (+eŒj ›kastoj) dettagliare: 1
      (+eŒj) a uno a uno: 2

      Spero quindi che la spiegazione “soddisfi la sua curiosità,” dato che è andato a vuoto il suo tentativo di sotto intendere che la traduzione da me citata fosse artefatta.
      Ma non era questo che mi premeva, quanto rispondere al suo “questo Vangelo scritto inizialmente in aramaico”.

      Sarebbe stato opportuno, per dimostrare la sua notevole conoscenza, che specificasse anche di quale tipo di aramaico su tratta , se aramaico antico, ufficiale, levantino, orientale o aramaico della Galilea. Sa così potrò controllare, perché parlando del Vangelo di Giovanni – Wikipedia dice: “Scritto in greco, è composto da 21 capitoli “ e la informo anche che fu scritto dopo aver scritto “Rivelazione o Apocalisse” che gli fu presentata mentre era in esilio sull’isola di Patmos dove era in uso comune la lingua greca e fu scritto a Efeso dove andò dopo la prigionia.

      “In quanto al luogo di redazione, la maggior parte degli autori ritiene che il vangelo sia stato scritto ad Efeso. In quanto alla data si propende per il 100 e il 110. Il vangelo fu scritto in greco, in una lingua non sempre elegante, ma corretta.” Vedi http://www.corsobiblico.it/giovanni.htm

      Lei dice anche : “Non ho capito il legame con tutto questo fatto da Sal della citazione di Giov 21,25.”
      Infatti, non è inconsueto che qualcuno non capisca, ma non ci faccia caso, nel suo caso non dipende da lei. Non può farci niente.

      • Infatti , mi spieghi il collegamento. Sulla differenza non ho fatto ricerche ma stando ad una immediata comprensione ” uno a uno ” ha valore di sequenza e “nei minimi particolari” vuol dire tralasciare cose poco importanti. Puo cambiare quindi l’interpretazione globale dei Vangeli. Il fatto che il Vangelo di S.Giovanni non riferisca molti fatti importanti presenti invece nei sinottici , mentre sul piano dottrinale è più ricco, vuol dire quello che avevo espresso: I Vangeli non contengono tutta la dottrina di Gesù che invece é contenuta nella Tradizione orale.
        Questo mi premeva affermare. Poichè i TdG. sono noti , se vuole possiamo poi documentare, fare traduzioni errate pro domo sua, ho pensato che qui si trattasse della stessa operazione. Se non è così chiedo venia. Non ho tempo per appurare la cosa. Se legge bene il mio post l’aramaico è riferito al Vangelo di S.Matteo(fonte Bibbia Gerusalemme), non a quello di Luca, come da lei compreso (diffidi di Wikipedia o meglio la usi con beneficio di inventario). Gli altri tre mi risultano scritti in greco. Facciamo 1-1? Ma non mi interessa. L’importante è capirsi ed essere utili a vicenda

        • Sal scrive:

          Distinto vincenzo da torino
          “stando ad una immediata comprensione ” uno a uno ” ha valore di sequenza e “nei minimi particolari” vuol dire tralasciare cose poco importanti.” No sig. vincenzo, nei minimi particolari significa addentrarsi in tutti gli aspetti sia più importanti che meno.

          Lei dice: “ l fatto che il Vangelo di S. Giovanni non riferisca molti fatti importanti” Non è vero neanche questo, perché il Vangelo di Giovanni riferisce gli aspetti più importanti e ripropone il racconto da un punto di vista diverso da quello storico. Essendo stato l‘ultimo ad essere scritto non ritenne utile ripetere ciò che già era stato scritto quanto a sottolineare aspetti diversi.

          Lei dice: “I Vangeli non contengono tutta la dottrina di Gesù che invece é contenuta nella Tradizione orale. Se così fosse, come potrebbe distinguere nella tradizione “orale” ciò che è verità da ciò che potrebbe essere un’aggiunta o una modificazione ?

          I “soferim” erano i copisti della Legge, gli scribi. “l’ebraico scritto consisteva unicamente di consonanti, e l’omissione o l’aggiunta di una sola lettera spesso poteva trasformare un vocabolo in un altro. Se si accorgevano del minimo errore, anche di una sola lettera mal scritta, l’intera sezione del rotolo veniva scartata perché inadatta all’uso delle sinagoghe. La sezione veniva tagliata via e sostituita con un’altra priva di errori. Essi leggevano ad alta voce ogni parola prima di scriverla. Scrivere una sola parola a memoria era considerato un peccato grave…Ma, nonostante l’estrema cura per evitare gli errori involontari, nel corso del tempo i soferim cominciarono a prendersi delle libertà apportando dei cambiamenti al testo. In 134 casi i soferim alterarono il testo ebraico primitivo…”, (Perspicacia - Dizionario Enciclopedico della Bibbia)

          E lei può veramente pensare che un racconto orale non possa essere soggetto a mistificazioni e cambiamenti se è avvenuto con ciò che era scritto ? ma fu possibile accorgeresene proprio perchè scritto.

          Lei dice anche “fare traduzioni errate pro domo sua” il concetto allora dovrebbe valere per tutte le traduzioni, perché accettarne una e scartarne un’altra ? In base a che cosa ?

          Lei dice “l’aramaico è riferito al Vangelo di S.Matteo(fonte Bibbia Gerusalemme), non a quello di Luca, come da lei compreso” questo è vero !

          • “La critica testuale in 150 anni sia dai cattolici come protestanti ha portato a risultati quasi del tutto concordi. Applicando alcuni criteri ormai comunemente accettati possiamo affermare di avere un alto grado di probabilità di legere il testo del N.T. così come è uscito dalle mani degli autori e la sicurezza quasi totale di possedere il testo come girava nel nel III secolo.” (didask.) Non c’è lo spazio per ulteriori precisazioni. Sono evidenti e quindi scartati i testi manipolati sia da Marcione come da altri protestanti in particolare per confermare una loro particolare interpretazione dei Vangeli. Va considerato che la chiesa dai tempi di marcione sempre si preoccupò che gli scritti fossero conformi sia ai Vangeli del canone come alla predicazione orale.
            SullaTradizione perchè, anzichè porsi le solite e alcune legittime domande non va ad informarsi bene sul testo di Didaskaleion più volte citato e farsene una opinione personale. Ha solo da imparare. Poi possiamo anche discutere

  13. rodolfo cumin scrive:

    Benedetto XVI nonostante la scarsa simpatia di cui gode va avanti per la sua strada, non persegue tra le priorità della sua missione il consenso collettivo ed in questo gli si deve riconoscere la coerenza.
    Non credo abbia senso creare una classifica di imprtanza tra arcivescovadi, patriarcati e quant’altro ma vada valutata la persona: Scola rappresenta una figura di primo piano nella Chiesa, e dove operi è assolutamente secondario.
    Milano è una diocesi determinante nella Chiesa Romana, la più estesa in assoluto e quindi ha bisogno di una guida autorevole: in questo e solo in questo va valutata la scelta del Pontefice.
    La speranza è che anche il prossimo Patriarca sia all’altezza del precedente

  14. enrico scrive:

    @ Sal

    …Basta che ci indichi il sito UAAR così fa prima.
    Del resto si tratta di notizie così segrete e nascoste che sono riportate puntualmente dal sito indicato.
    Non vedo dunque come si possa sostenere che tali notizie o sedicenti tali risulterebbero celate o segrete…

    • Sal scrive:

      Distinto enrico, se avessi messo solo il link mi avrebbe difettato la prosa, così il risalto è maggiore, però ha ragione lei, che è un assiduo frequentatore di quel sito. Questo conferma ciò che diceva bo.mario che come la “Stasi”volete essere presenti su tutti i fronti per arginare la marea che ormai vi sta travolgendo. Non può farci nulla, la caduta è profetizzata e lei sa che “sul sogno si può fare affidamento, e la sua interpretazione è degna di fede”.” ( Daniele 2.45)

  15. Venet scrive:

    Mi sembra un classico caso di clericalismo: “Le cose si sanno ma non si possono dire”. Ma poi, mi scusi, ma non si è detto che il clero si era aperto al mondo?

    • LIBERAMENTE scrive:

      E’ una domanda che ho fatto anche io tante altre volte, ma non mi si considera una persona seria, proprio perchè sono diversamente abile e non credente nella chiesa cattolica, quindi, mi si pregiudica a priori e ad oggi non mi si vuole più neanche rispondere, ma le auguro che almeno lei abbia più fortuna di me.

      Se non erro la preoccupa anche come il vaticano abbia perso contatti con la realtà dei cattolici di base, di quel pianeta chiesa che aspira a tornare al vangelo e senza intolleranza verso nessuno che sia “diverso”, e ha ragione di essere peoccupato, la capacità di comunicare da parte del vaticano sta gerontocraticamente perdendo i colpi, senilità storica forse? Ai posteri l’ardua sentenza!

  16. Tradizionalista scrive:

    Qualcuno spieghi al direttore di Gente Veneta cos’è l’informazione religiosa. Grazie

  17. Concilio scrive:

    A proposito del segreto pontificio, esso è regolamentato come segue:
    Segreteria di Stato
    «Secreta continere»
    Norme sul segreto pontificio

    Quanto concordi con la natura degli uomini il rispetto dei segreti, appare evidente anzitutto dal fatto che molte cose, benché siano da trattare esternamente, traggono tuttavia origine e sono meditate nell’intimo del cuore e vengono prudentemente esposte soltanto dopo matura riflessione.

    Perciò tacere, cosa davvero assai difficile, come pure parlare pubblicamente con riflessione sono doti dell’uomo perfetto: infatti c’è un tempo per tacere e un tempo per parlare (cf. Eccle 3,7) ed è un uomo perfetto chi sa tenere a freno la propria lingua (cf. Gc 3,2).

    Questo avviene anche nella Chiesa, che è la comunità dei credenti, i quali, avendo ricevuto la missione di predicare e testimoniare il Vangelo di Cristo (cf. Mc 16, 15; At 10,42), hanno tuttavia il dovere di tenere nascosto il sacramento e di custodire nel loro cuore le parole, affinché le opere di Dio si manifestino in modo giusto e ampio, e la sua parola si diffonda e sia glorificata (cf. 2 Ts 3, 1).

    A buon diritto, quindi, a coloro che sono chiamati al servizio del popolo di Dio vengono confidate alcune cose da custodire sotto segreto, e cioè quelle che, se rivelate o se rivelate in tempo o modo inopportuno, nuocciono all’edificazione della Chiesa o sovvertono il bene pubblico oppure infine offendono i diritti inviolabili di privati e di comunità (cf. Communio et progressio, 121).

    Tutto questo obbliga sempre la coscienza, e anzitutto dev’essere severamente custodito il segreto per la disciplina del sacramento della penitenza, e poi il segreto d’ufficio, o segreto confidato, soprattutto il segreto pontificio, oggetto della presente istruzione. Infatti è chiaro che, trattandosi dell’ambito pubblico, che riguarda il bene di tutta la comunità, spetta non a chiunque, secondo il dettame della propria coscienza, bensí a colui che ha legittimamente la cura della comunità stabilire quando o in qual modo e gravità sia da imporre un tale segreto.

    Coloro poi che sono tenuti a tale segreto, si considerino come legati non da una legge esteriore, quanto piuttosto da un’esigenza della loro umana dignità: devono ritenere un onore l’impegno di custodire i dovuti segreti per il bene pubblico.

    Per quanto riguarda la Curia Romana, gli affari da essa trattati a servizio della Chiesa universale, sono coperti d’ufficio dal segreto ordinario, l’obbligo morale del quale dev’essere stabilito o da una prescrizione superiore o dalla natura e importanza della questione. Ma in taluni affari di maggiore importanza si richiede un particolare segreto, che viene chiamato segreto pontificio e che dev’essere custodito con obbligo grave.

    Circa il segreto pontificio la segreteria di stato ha emanato una istruzione in data 24 giugno 1968; ma, dopo un esame della questione da parte dell’assemblea dei cardinali preposti ai dicasteri della Curia Romana, è sembrato opportuno modificare alcune norme di quella istruzione, affinché con una piú accurata definizione della materia e dell’obbligo di tale segreto, il rispetto del medesimo possa essere ottenuto in modo piú conveniente.

    Ecco dunque qui di seguito le norme.

    Art. I
    Materia del segreto pontificio

    Sono coperti dal segreto pontificio:

    1) La preparazione e la composizione dei documenti pontifici per i quali tale segreto sia richiesto espressamente.

    2) Le informazioni avute in ragione dell’ufficio, riguardanti affari che vengono trattati dalla Segreteria di stato o dal Consiglio per gli affari pubblici della Chiesa, e che devono essere trattati sotto il segreto pontificio;

    3) Le notificazioni e le denunce di dottrine e pubblicazioni fatte alla Congregazione per la dottrina della fede, come pure l’esame delle medesime, svolto per disposizione del medesimo dicastero;

    4) Le denunce extra-giudiziarie di delitti contro la fede e i costumi, e di delitti perpetrati contro il sacramento della penitenza, come pure il processo e la decisione riguardanti tali denunce, fatto sempre salvo il diritto di colui che è stato denunciato all’autorità a conoscere la denuncia, se ciò fosse necessario per la sua difesa. Il nome del denunciante sarà lecito farlo conoscere solo quando all’autorità sarà parso opportuno che il denunciato e il denunciante compaiano insieme;

    5) I rapporti redatti dai legati della Santa Sede su affari coperti dal segreto pontificio;

    6) Le informazioni avute in ragione dell’ufficio, riguardanti la creazione di cardinali;

    7) Le informazioni avute in ragione dell’ufficio, riguardanti la nomina di vescovi, di amministratori apostolici e di altri ordinari rivestiti della dignità episcopale, di vicari e prefetti apostolici, di legati pontifici, come pure le indagini relative;

    8) Le informazioni avute in ragione dell’ufficio, riguardanti la nomina di prelati superiori e di officiali maggiori della Curia Romana;

    9) Tutto ciò che riguarda i cifrari e gli scritti trasmessi in cifrari.

    10) Gli affari o le cause che il Sommo Pontefice, il cardinale preposto a un dicastero e i legati della Santa Sede considereranno di importanza tanto grave da richiedere il rispetto del segreto pontificio.

    Art. II
    Le persone tenute al segreto pontificio

    Hanno l’obbligo di custodire il segreto pontificio:

    1) I cardinali, i vescovi, i prelati superiori, gli officiali maggiori e minori, i consultori, gli esperti e il personale di rango inferiore, cui compete la trattazione di questioni coperte dal segreto pontificio;

    2) I legati della Santa Sede e i loro subalterni che trattano le predette questioni, come pure tutti coloro che sono da essi chiamati per consulenza su tali cause;

    3) Tutti coloro ai quali viene imposto di custodire il segreto pontificio in particolari affari;

    4) Tutti coloro che in modo colpevole, avranno avuto conoscenza di documenti e affari coperti dal segreto pontificio, o che, pur avendo avuto tale informazione senza colpa da parte loro, sanno con certezza che essi sono ancora coperti dal segreto pontificio.

    Art. III
    Sanzioni

    1) Chi è tenuto al segreto pontificio ha sempre l’obbligo grave di rispettarlo.

    2) Se la violazione si riferisce al foro esterno, colui che è accusato di violazione del segreto sarà giudicato da una commissione speciale, che verrà costituita dal cardinale preposto al dicastero competente, o, in sua mancanza, dal presidente dell’ufficio competente; questa commissione infliggerà delle pene proporzionate alla gravità del delitto e al danno causato.

    3) Se colui che ha violato il segreto presta servizio presso la Curia Romana, incorre nelle sanzioni stabilite nel regolamento generale.

    Art. IV
    Giuramento

    Coloro che sono ammessi al segreto pontificio in ragione del loro ufficio devono prestar giuramento con la formula seguente:

    «Io… alla presenza di…, toccando con la mia mano i sacrosanti vangeli di Dio, prometto di custodire fedelmente il segreto pontificio nelle cause e negli affari che devono essere trattati sotto tale segreto, cosicché in nessun modo, sotto pretesto alcuno, sia di bene maggiore, sia di causa urgentissima e gravissima, mi sarà lecito violare il predetto segreto.

    Prometto di custodire il segreto, come sopra, anche dopo la conclusione delle cause e degli affari, per i quali fosse imposto espressamente tale segreto.

    Qualora in qualche caso mi avvenisse di dubitare dell’obbligo del predetto segreto, mi atterrò all’interpretazione a favore del segreto stesso.

    Parimenti sono cosciente che il trasgressore di tale segreto commette un peccato grave.

    Che mi aiuti Dio e mi aiutino questi suoi santi vangeli che tocco di mia mano».

    Il Sommo Pontefice Paolo VI, nell’udienza concessa il 4 febbraio 1974 al sottoscritto, ha approvato la seguente istruzione ed ha comandato che venga pubblicata, ordinando che entri in vigore a partire dal 14 marzo del medesimo anno, nonostante qualsiasi disposizione contraria.

    + Jean card. Villot – Segretario di Stato

    C’è qualcosa che riguarda anche Lei, sig. Tornielli, e i vaticanisti in generale, mi sembra. Senza parlare, ovviamente, delle fonti.

    • Jacu scrive:

      Grazie Concilio,
      io avevo trovato il testo solo in latino!

      Purtroppo come tanti documenti usciti negli ultimi 40 anni dalle stanze vaticane è rimasta lettera morta!

  18. barabba scrive:

    Gent. dott. Tornielli,

    la sua risposta mi sembra poco convincente. Viene in mente il paolino «Tutto è lecito! Ma non tutto è utile! Tutto è lecito! Ma non tutto edifica» (1Cor 10,23).
    Lei afferma che, nel caso della diocesi di Milano, si stava parlando «di decisioni destinate a incidere nella vita della Chiesa, anche a livello internazionale». Non si capisce tuttavia per quale motivo sia utile, o edificante, diffondere in anticipo, grazie alle soffiate di prelati indiscreti, i contenuti delle deliberazioni vaticane, tanto più quando sono soggeti al segreto pontificio. Visto che, come giustamente afferma don Vigani, tali rivelazioni non fanno altro che creare disagio nelle diocesi coinvolte dai mormorii, c’è da pensare che gli unici a trarne qualche effetivo beneficio siano i giornalisti un po’ narcisi che possono così vantare uno scoop in più.

  19. Sara scrive:

    “4) Tutti coloro che in modo colpevole, avranno avuto conoscenza di documenti e affari coperti dal segreto pontificio, o che, pur avendo avuto tale informazione senza colpa da parte loro, sanno con certezza che essi sono ancora coperti dal segreto pontificio.”

  20. Sal scrive:

    Credo che tutto il suo pistolotto distinto Concilio, non abbia tenuto conto della direttiva che Gesù ha impartito ai suoi discepoli vanificando tutta la spiegazione: “Perciò non li temete; poiché non c’è nulla di coperto che non sarà scoperto, né di segreto che non sarà conosciuto. Ciò che vi dico nelle tenebre, ditelo nella luce; e ciò che udite sussurrare, predicatelo dalle terrazze. ( Matteo 10.26-28)

    Come se poi fosse possibile mantenere un segreto in curia. Si è scoperto pure il segreto più segreto “Crimen sollecitationis”.
    Ma che se ne fanno del Libro. Dovevano continuare a bruciarlo.

    p.s. “«Io… alla presenza di…, toccando con la mia mano i sacrosanti vangeli di Dio, prometto di…”

    Lo trovo molto superstizioso dato che il Vangelo dice : “La vostra parola Sì significhi Sì, il vostro No, No; poiché il di più è dal malvagio.” ( Matteo 5.37) Sarà anche quella promessa “del malvagio” ?

    • Gent. Sal, cosa c’entra la sua citazione con quello di cui si parla ossia del segreto pontificio? Qui si sta parlando di una organizzazione pur della chiesa che ha delle esigenze di segretezza come qualunque altra. Non è un problema di sincerità o no.
      Provi a divulgare informazioni riservate come dipendente di una qualunque ditta: licenziamento immediato e nessun sindacato le darà ragione! Vuole ad ogni costo trovare la frase bibblica come il prezzemolo per tutto. Possibile che nessuno le ha insegnato un minimo di discernimento e di logica comune?

      • Sal scrive:

        Distinto forumista se a lei pare che non c’entra forse non c’entrerà. Io sapevo che in una famiglia non dovrebbero esserci segreti e che tutti i componenti della famiglia dovrebbero essere informati delle attività di tutti i componenti per la riuscita e il progresso della famiglia.

        Non vorrà sostenere che la “famiglia cristiana” sia assomigliata ad una qualunque ditta dove tutti lavorano poco perché sono pagati male dicono, e sono pronti a scioperare per danneggiare il padrone ladro. Spero ?

        Perché pensa che debba essere il sindacato a darle ragione ? Dovrebbe essere il giudice lo sanno anche i somari, il sindacato si fa solo gli affari suoi con i contributi virtuali e i permessi sindacali alle spalle di chi lavora. Lo vede che accade ad essere creduloni ?

        Ma per tornare al Vangelo, e all’esempio della famiglia. Le sembra logico che il marito debba tenere nascosto alla moglie quanto guadagna e magari la moglie debba far giurare ai figli di non dire chi è venuto in casa in assenza del marito o i figli che debbano “far sparire” i risparmi della mamma impegnandosi a non dire nulla ai genitori ?

        NO, sig. vincenzo da torino non funziona così in una famiglia, specialmente se cristiana, dovrebbe essere come una casa di vetro. “ Gesù gli rispose: “Io ho parlato al mondo pubblicamente. Ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove si radunano tutti i giudei; e non ho detto nulla in segreto.” ( Giovanni 18.20) – Quindi in tema di discernimento e di logica comune, a che cosa dovrebbe servire il “segreto” ?

        • Vede: la chiesa è una comunità di credenti, con dimensioni e compiti molto diverse. Perche funzioni l’organizzazione occorre una disciplina interna che è indispensabile. Parlare di famiglia è riduttivo. Se non capisce queste semplici cose … non so che dirle. Siamo proprio alle elementari…Vedo che ha una grande stima del sindacato! Comunque un dipendente che non mantenga i segreti di ufficio , se questi gli vengono fatti conoscere come tali, può essere licenziato e nessun giudice, pur provandoci il sindacato, potrà farlo riassumere, poichè si è rotto il rapporto fiduciario indispensabile nel rapporto datore di lavoro-dipendente.Neppure questo sa? Si veda ogni tanto anche forum sulla 5 e se ne renderà conto. E lasci in pace le S.S. , non le hanno fatto alcun male per straabusarne e vilipirle in questo modo infame!

          • Sal scrive:

            Distino sig. vincenzo, sono lieto che lo abbia scritto lei, altrimenti mi avrebbe accusato di essermelo inventato o di essere fazioso. b“la chiesa è una comunità di credenti,” /b>

            Essere credente è la caratteristica dei creduloni. Invece per poter affermare di “avere fede,” lei dovrebbe “dimostrare” per es. la corrispondenza del dogma in cui crede(teoria di filosofi- wikipedia ) con la Scrittura, o se ciò che dice di credere ha origine nella Verità o nell’immaginazione di chi dice che le cose corrispondono ai suoi sogni.

            La definizione di fede come riportata nella scrittura è :“La fede è la sicura aspettazione di cose sperate, l’evidente dimostrazione di realtà benché non vedute.” ( Ebrei 11.1)
            Se deve essere sicura ed evidente, deve avere una qualche dimostrazione che le permetta di “dimostrare” alla sua coscienza che quella speranza ha un fondamento diverso dai sogni, ma se deve solo riferirsi al dogma (teoria di filosofi- wikipedia) dimostra solo di credere alla creduloneria di chi le propina qualcosa di indimostrabile. Per questo motivo la Scrittura è piena di profezie.

            Lei dice anche “parlare di famiglia è riduttivo” allora lo dovrebbe spiegare a chi ha voluto titolare il suo giornale “famiglia cristiana” e posso aggiungere che è il vangelo a dimostra che la comunità è assimilata alla famiglia ed è molto importante: “Giuseppe salì dalla Galilea, dalla città di Nazaret, [per recarsi] in Giudea, nella città di Davide, che si chiama Betleem, perché era della casa e della famiglia di Davide, ( Luca 2.4)
            E se riflette anche su Efesini 3.15 scoprirà che anche in cielo la suddivisione di coloro che sono lì residenti viene fatta per “famiglie”“ A motivo di ciò piego le ginocchia al Padre, al quale ogni famiglia in cielo e sulla terra deve il proprio nome,”

            La ringrazio anche per avermi ricordato la questione del rapporto fiduciario, ne ero al corrente, ma non volevo parlare dei poteri del sindacato che non ne ha, se può o non può farla riassumere ma solo sottolineare il ruolo privilegiato del sindacato, quelli a cui molti come lei danno fiducia inutilmente essendo il sindacato la causa di molti dei problemi di questa società, essendo essi solo dei lavoratori (mi passi il termine) che fanno una carriera politica a proprio vantaggio con la scusa della difesa di altri.
            Se fosse vero rinuncerebbero ai vari privilegi che derivano dalla carica per divenire “esempi” piuttosto che “dirigenti”. Proprio come i preti, mentre il Vangelo dicendo che sono “tutti fratelli,” non li esenta dall’essere “esempi per il gregge” e lavoratori che “faticano” più degli altri.

            Dal dizionario apprendo che “vilipendere” significa ritenere vile o denigrare. Non mi pare che sia stato questo lo scopo. Forse ha qualche problema con lo Spirito Santo ? Dovrebbe essere in lei :“ pregherò il Padre ed egli vi darà un altro soccorritore che sia con voi per sempre, lo spirito della verità, che il mondo non può ricevere, -( Giovanni 14.16-17) Forse è per questo che lei non lo ha !

        • LIBERAMENTE scrive:

          Caro Sal, nelle famiglie di oggi c’è l’individualismo, e parlo anche delle famiglie cristiane e cattoliche, alcuni segreti sono talmente privati e intimi che normalmente non possono essere rivelati agli altri componenti della famiglia; non può essere violata la Privacy di ogni singolo membro della famiglia, e dico questo perchè l’individualismo in questo caso non è un peccato.

          Diversamente valutiamo l’importanza dei segreti d’ufficio, siano essi di ordine civile o canonico.

          Posso anche contestare la chiesa cattolica per la sua storia, e perchè oggi ha esultato nel vedere la sua legge preferita al parlamento (legge Calabrò) passare con la maggioranza dei catto-talebani, ma anche nell’ambito civile e penale, se un vescovo dovesse diffamare un proprio fedele perchè sbattezzatosi, allora andrebbe incontro a delle sanzioni per violazione della Privacy, così come anche un funzionario statale passasse ai giornalisti notizie giuridiche coperte dal segreto istrutorio.

          Siamo tutti d’accordo che alcuni segreti, se non costituiscono reati gravi, intendo gravi come la pedofilia, la corruzione, la concuzzione, l’evasione fiscale, l’omicidio, ecc….ecc….., allora hanno la loro ragion d’essere ma esiste anche il diritto di cronaca, il diritto di conoscere alcune cose importanti che riguardano i cittadini e i fedeli.

          Prendete per esempio il DDL sviluppo, pochi sanno che contiene un articolo che consente alle banche di alzare il tasso di usura fino al 50%, e pochi sapevano che la Manovra attuale contiene articoli che restringono ulteriormente la capacità di risparmiare e conteneva all’inizio la norma salva premier, qundi, in questo caso è giusto che il giverno non abbia lacun segreto per le parti sociali e politiche quando si tratta della cosa pubblica. Purtroppo chi è battezzato e non è prete, vescovo e cardinale o papa, non ha alcun potere di decidere un bel nulla e non ha alcun diritto di sapere un bel nulla.

          • Sal scrive:

            Gentile Liberamente “nelle famiglie di oggi c’è l’individualismo, e parlo anche delle famiglie cristiane e cattoliche, alcuni segreti sono talmente privati e intimi che normalmente non possono essere rivelati agli altri componenti della famiglia;”

            Quando nelle famiglie si nascondono i fatti o le vicende gli uni agli altri, bisognerebbe esaminarne i motivi che spesso,sono poco nobili, e rivelatori. Posso dire che chi lo fa spesso si vergogna di sé o perché vuole dare la classica “fregatura” in ogni caso è la dimostrazione di codardia e mancanza di coraggio. E’ il classico atteggiamento del vile che si nasconde dietro alla falsità.

            La faccenda privacy essendo parola anglosassone, in questo paese è stato recepito molto malamente perché privacy non significa nascondere agli altri qualcosa di personale, quanto rispettare il privato o rimanere in privato. E’ più una questione di rispetto per il prossimo che non di una scusante per chi racconta frottole nascondendosi dietro la privacy. Nel mondo anglosassone non si può invocare la privacy per non pagare le tasse né può essere una scusante che giustifica la menzogna. Tutt’alpiù uno si sentirà dire scusami non te lo voglio dire, o, è una questione personale, ma non si nasconderà mai dietro la privacy.

            Il segreto d’ufficio è così poco segreto che lo si può leggere sui giornali tutti i giorni e nessuno va in galera per questo.

            La legge Calabrò è solo un altro fallimento della chiesa che vedrà decaderne l’efficacia perché troppi saranno i medici indisponibili ad applicarla o sarà dichiarata illegittima dalla corte costituzionale. Non hanno ancora capito che non possono combattere contro la storia o il secolarismo. Impareranno a loro spese.

            Quindi non c’è motivo di rivendicare un diritto quanto di avere un atteggiamento di tranquilla serenità perché la storia combatte contro di loro perché perderanno malgrado gli sforzi.
            Stia bene

  21. bo.mario scrive:

    Caro Sal si è scomodato il vaticano e per spiegare una cosa semplice ci ha messo due pagine. Capisco che siamo controllati e che quando ci vuole ci vuole, in senso buono. Segreti vaticani? Glassnost già finita? Concilio dixit.
    In quanto ad Enrico glielo già scritto che sarebbe un buon interlocutore è che quando non ha risposte preferisce litigare. Aggiungo che il vaticano teme più la perdita della spiritualità o i conti che non tornano?. Ciao.

  22. Francesco D. scrive:

    PER JACU 09,39
    Purtroppo o per fortuna i tempi sono cambiati. E poi, se le notizie “escono” i giornalisti le raccolgono , e poi fanno il loro mestiere. Tutto qui.

  23. Andrea Tornielli scrive:

    Grazie Barabba, anche a nome dei giornalisti un po’ narcisi.

    Vi pongo una domanda. Se per vari motivi che qui non stiamo a sindacare, un giornalista, invece di occuparsi di cronaca nera, di politica, di sindacato, di costume, di spettacoli o di sport, si occupa professionalmente di religione, Chiesa, informazione slla Santa Sede, secono voi che cosa dovrebbe fare?

    Deve limitarsi a trasmettere i bollettini ufficiali (peraltro ormai la gran parte degli utenti li può consultare da sé), oppure cercare notizie – ho scritto NOTIZIE, non gossip, maldicenze, etc. etc.?

    • emiliano scrive:

      Grazie Dott. Tornielli gentile come sempre ci da una ottima lezione su cui metidare su questo blog,qui ognuno crede di avere la verità in tasca e non mi riferisco a chi è cattolico. saluti e grazie

      • Sal scrive:

        Perchè i cattolici ce l’hanno in tasca ? ahhh !
        si dice “meditare” non metidare.

        • LIBERAMENTE scrive:

          Caro Sal sono proprio contento che la CEDU abbia riconosciuto il torto ricevuto dal TDG armeno, Vahan Bayatyan, che era stato arrestato per essersi rifiutato di svolgere il servizio di leva. La Cedu ha deciso quindi a maggioranza che c’è stata una violazione dell’articolo 9 della Convenzione Europea per i Diritti Umani, riguardante libertà di pensiero, coscienza e religione.

          • Sal scrive:

            E’ ciò che avverrà anche con il famoso testamento biologico se qualcuno lo impugnerà di fronte alla corte costituzionale o europea.
            Nel paese degli azzaccagarbugli amorevolmente proni alle sottane è difficile rivendicare la libertà di scelta e di pensiero autonomo.

        • emiliano scrive:

          La verità tu ce l’hai? Non credo quindi non fare la morale agli altri lei Sal non offre niente di nuovo sotto il cielo.

          • LIBERAMENTE scrive:

            Emiliano non faccia il finto tonto, la morale attraverso il parlamento e in modo anticostituzionale la stanno facendo i catto-talebani che vogliono defraudarci del nostro diritto di morire in pace.

          • Sal scrive:

            Sig. Emiliano, ognuno ha la sua verità, lei ritiene che sia quella che le è stata insegnata al catechismo o in chiesa, io ritengo che sia un’altra. Esprimendo ciascuno il proprio pensiero stiamo esercitando il nostro diritto costituzionale.
            Perché dovrei offrirle qualcosa di nuovo, o perché dovrebbe aspettarselo da me ? non c’è nulla di nuovo, è tutto ormai molto vecchio.

            Quindi se lei ancora non si è accorto di ciò che è successo o non lo vede, devo dedurne che o non ci vede o che non ha capito. Quindi non posso farci niente, non ho la facoltà di “toglierle le scaglie dagli occhi “

            Se ha qualche domanda, la faccia a sua nonna, vedrà che quella le saprà rispondere.

    • Sara scrive:

      Caro Tornielli messa così certo il giornalista fa il suo lavoro, come qualsiasi altro professionista. Qui però si sa che c’è di mezzo un segreto, che è questione delicata. Non credo che queste notizie arrivino da sole e il richiamo non mi è parso esagerato.

    • LIBERAMENTE scrive:

      devo averla contagiata dottore: anche lei adesso ha i suoi re fusi e imperfezioni grammaticali, ma emiliano non ci ha nemmeno fatto caso, infatti “metida” ormai è innamorato di lei e della sua penna da giornalista dei sacri palazzi. Ah, questa si che è bella ed emiliano si spinge persino a dire che sono i laicisti a credere di avere la verità in tasca, mentre invece quelli come me non credono proprio alle verità assolute o addirittura di averle in tasca, al contrario, un laicista e relativista al contempo non crede proprio di avere alcuna verità in tasca, perchè è convinto che tutto sia relativo, anche quando appare assoluto all’ignoranza di alcuni credenti.

      “metidi” dottore “metidi”.

      • emiliano scrive:

        Io liberamente non mi sono spinto nel dire che i laicisti anno la verità in tasca! La Via Verità e Vita è Cristo Stesso e il suo Vangelo ho meglio dire l’intera Parola di Dio LA Sacra Bibbia! Questa per me è la verità che ci è stata tramandata dagli apostoli! Saluti e non mi metta in bocca cose che non ho detto.

        • LIBERAMENTE scrive:

          lei le dice in modi diversi certe cose contro i laicisti e i relativisati come me, magari usa altri termini, ma soprattutto le pensa ardentemente.

    • Concilio scrive:

      Si, ma perché cercare notizie che si sa che non si dovrebbero cercare perché coperte da segreto pontificio, con tutto quel che ne consegue ?

  24. disagiato scrive:

    @Andrea Tornielli: come si pone davanti al post di Concilio (che quoto insieme a Jacu e Sara) e in particolare all’art. II comma 4? Si potrà così comprendere che cosa significhi per questo vaticanista «cercare notizie».
    Mi auguro abbia il coraggio di rispondere francamente.
    Saluti da Venezia.

  25. Reginaldus scrive:

    Pare proprio che l’unica cosa seria che sia rimasta nella chiesa cattolica sia il problema delle nomine! Tutto il resto può andare a ramengo, in nome della spinta evolutiva che cambia le carte in tavola della dottrina ad ogni soffiar di vento: quello che resta fisso al centro immutato dell’interesse ecclesiastico è la promozione a questa o a quella sede! Se almeno un minimo di questo interesse per le nomine si portasse per il Nome di Gesù, che invece viene in continuazione bistrattato per i suoi accostamenti blasfemi agli altri leaders religiosi del mondo nel pantheon universale della Nuova Super-Chiesa!

    • LIBERAMENTE scrive:

      Lei è rimasto al Medioevo nella sua mentalità e nei suoi cieci e acritici ragionamenti da ubbidiente fedele, pronto ad essere anche sacrificato e a sacrificarsi mazochisticamente sull’altare dell’ambigua comunicazione vaticana, insoma, oltre che essere diposto a bersi tutto quello che dice il vaticano, è diposto anche a crederlo dogma di fede, e quqesto denota come lei non sia capace di avere un senso critico, figuriamoci di evolvere in un essere pensante.

      • Reginaldus scrive:

        ma con chi sta cianciando??? LEI è tanto critico e libero (!) che parla all’aria, come il lupo abbaia alla luna!

        • LIBERAMENTE scrive:

          “….tutto il resto può andare a ramengo”, vuol dire che esclude che la chiesa debba evolversi e mettersi al passo coi tempi, anzi, dal suo discorso emerge una frustrazione profonda per come il vaticano sta gestendo le nomime e tutto il resto.

          lo si evince dal suo ululato solitario che è come un dito che indica la luna più che Cristo.

          • Reginaldus scrive:

            sì, evolversi come fa l’uomo dalla scimmia…Se lei si sente confortato da questa linea di evoluzione e di messa al passo coi tempi, libero lei, e tanti auguri…ma liberi anche gli altri, seppure solitari, di ripudiarla… o no??? “Caelum et terra transibunt, verba vero mea non praeteribunt”. “Verbum autem Domini manet in aeternum hoc: est autem verbum quod evangelizatum est in vos”.

  26. MARCO D scrive:

    Ogni giornalista ha le sue fonti. Se la fonte parla è giusto riportare. Ma la domanda è: nella Chiesa è lecito essere “fonte” per i giornalisti, anche cattolici, di decisioni che sta prendendo il Papa?
    Nel saluto a Venezia Scola scandisce due volte il concetto che ha saputo solo all’ultimo della sua nomina. Quindi cosa non è funzionato: tutti lo sapevano (attraverso Tonielli), meno Scola che “rischiava” di diventare Arcivescovo di Milano?

  27. Francesco D. scrive:

    Esprimo la mia convizione che il Dott. Andrea Tornielli publichi molto meno di quello di cui è a conoscenza, proprio perché è un vero professionista e sa fare benissimo il suo mestiere.

  28. Eremita scrive:

    La massima abilità dei cortigiani consiste nel far credere al re ad al popolo che le decisioni regali sono sempre il risultato di un esame da parte del sovrano completamente autonomo ed indipendente da qualsivoglia suggerimento o pressione della corte.

  29. Francesco D. scrive:

    Per quanto riguarda le decisioni del re, senza dubbio.

  30. raffaele savigni scrive:

    Mi permetto di segnalare ad Andrea Tornielli e a tutti voi (in partcolare ai bolognesi) che è stato pubblicato pochi giorni fa dalla Dehoniana libri un libro dedicato alla cara memoria di un prete bolognese, don Antonio Pullega: “Oltre la storia, oltre la memoria. Esperienze pastorali del dopo Concilio a S. Antonio della Quaderna e nel Vicariato di Budrio negli anni del ministero di Don Tonino Pullega, curato da Roberto e Grazia Cazzola e dal sottoscritto. Si tratta di un libro divulgativo che vuole essere una testimonianza di affetto nei confronti di un sacerdotre che è stato determinante per la formazione spirituale del sottoscritto e di tanti altri, in particolare tra la fine degli ann ’60 e la prima metà degli anni ’80. Può essere letto anche come una verifica della ricezione del Concilio in un territorio della piana bolognese e, credo, come una testimonianza della vitalità delle intuizioni conciliari sul piano biblico, liturgico, pastorale. Inoltre esso presenta una figura di prete caratterizzata da un forte carisma, da una fedeltà assoluta al Vangelo ed alla Chiesa ed al tempo stesso da aspetti innovativi, senza alcun cedimento a logiche mondane.

  31. Marco N. scrive:

    Ferma restando la mia idiosincrasia per coloro i quali pubblicizzano anche qui le loro “fatiche” date alle stampe, pregherei comunque Savigni di indicare oltre che gli autori, anche la casa editrice e il prezzo e, al contempo, pregherei Tornielli di porre in testa al blog il rimando a un apposito link contenente le varie novità editoriali di possibile interesse.
    Mi sembrano accorgimenti elementari…

  32. emiliano scrive:

    Per liberamente nessuno è” catto-talebani”come lei sostiene la chiesa non cerca di defraudare nessuno difende il diritto alla vita non faccio il finto tonto non si preoccupi. Se voi atei vi occupaste di più delle vostre questioni forse la chiesa respirerebbe aria differente aria più serena e tranquilla al posto di quella che si sta vivendo con le vostre ingerenze. Si faccia un giretto sui vostri siti preferiti quelli degli uaar che è meglio. Saluti cordiali

    • Sal scrive:

      Potrebbe rispondere ad una semplice domanda ? Cos’è più importante per lei difendere la vita e uccidere la dignità ? o Rispettare la dignità a discapito della vita ?

      La questione si pone, perché se fosse stata una vicenda che implicava solo i cattolici poteva avere un senso, ma essendo una vicenda che implica anche i non cattolici, perché mai i non cattolici dovrebbero essere assoggettati ad una decisione cattolica ?

      • emiliano scrive:

        Io sono per la vita quella stessa vita che il Padre ci ha donato,anche nel vivere c’è dignità,le riesce difficile capirlo? Saluti

        • Sal scrive:

          “Anche nel vivere c’è dignità”
          Lei non capisce sig. emiliano, perché se quello che ha scritto fosse vero, non si capisce perché ha deciso di perdere la sua dignità replicando ad uno “stolto” come me che ha “la verità in tasca” e che non merita la sua considerazione.
          Ha mica scordato quelle di “se non ora quando ?” Anche loro hanno perso la dignità e la reclamano, ma non vanno mica a farsi ammazzare dal medico di turno. Né cercano al Pronto Soccorso la dignità perduta. Lo sapeva ?
          Deve riconsiderare i fondamentali senza perdere di dignità. Ci pensi.

          • emiliano scrive:

            ???????????????????????????

          • anniballo scrive:

            Con ENRICO si può andare facilmente d’accordo, a patto di dargli ragione su tutto.
            Un solo appunto, sul “dono della vita”. Il dono, per definizione, è qualcosa che si può accettare o no e, dopo averlo accettato, si può farne ciò che si vuole.
            Qualunque cosa sia la vita, dunque, non è un “dono” : bisogna trovare un’altra parola.

          • emiliano scrive:

            io non la considero uno stolto ma una persona intelligente,ma solo presuntuosa e puntigliosa che ogni tanto fa uscire fuori dai gangheri quando usa indebitamente le sacre scritture tutto qua. Se non la consideravo non sprecherei ne anche il tempo a replicare non pensa? Saluti

          • LIBERAMENTE scrive:

            Caro emiliano, lei è sgrammaticato:

            “Se non la consideravo non sprecherei ne anche il tempo a replicare non pensa? Saluti”

            voleva dire forse così?
            Se non l’avessi presa in considerazione, non mi sarei sprecato nememno a risponderle.

            Visto che di solito lei fa il maestrino agli altri sulla grammatica, adesso le ho restituito la cortesia.

    • graziella46 scrive:

      Sono stati definiti giustamente catto-talebani, anche se penso che i talebani, quelli veri, siano almeno coerenti nella loro follia. I nostri invece “predicano bene e razzolano male”. Del resto nel formulare il “testamento biologico (?)” hanno disatteso anche il Catechismo della Chiesa Cattolica, che in proposito così afferma:
      2278 L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’« accanimento terapeutico ». Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.
      Non mi pare che i nostri legislatori da strapazzo ne abbiano fatto tesoro.

      • LIBERAMENTE scrive:

        Concordo in toto, Graziella46, ma c’è sempreil referendum e in ultima amalisi la CEDU, ma….potrebbe anche darsi che Napolitano non la firmi subito e invece faccia le sue rilevazioni e rimandi la legge alla Camera e questa di nuovo al senato.

  33. Santo scrive:

    Sarà utopistico, velleitario…ma non sarebbe opportuno un diverso modo di procedere nel discernimento di chi deve essere chiamato al ministero episcopale? Le consultazioni di oggi, molto permeabili, lasciano il tempo che trovano. Agli occhi di uno insipiente come me pare che siano eletti vescovi quelli che sono nella cerchia degli amici o facciano parte di qualche cordata! La sinodalità può essere invocata nelle nomine episcopali?

  34. giampix scrive:

    oddio i soliti commenti deliranti&destrorsi…io prego che finisca questa stagione dei vaticanisti che vivono solo di entrature e pettegolezzi estorti ai prelati, quanti di loro hanno studiato teologia? quanti sanno cos’è la chiesa? non più di un paio…scola a milano è un evento eccezionale?un settantenne alla diocesi più grande del mondo cosa potrà fare in 5 anni?miracoli?chiudere l’azione cattolica?canonizzare giussani, come spera tornielli…no, l’unica cosa che può fare è sperare di succedere a questo papa, se la cordata che finora l’ha fermato anche dalla presidenza cei si sarà sciolta…ma su questo voi giornalisti non mancherete di renderci edotti, come i vostri colleghi del costume non mancano di farci sapere cosa fanno belen&corona…gran livello!

  35. Andrea Tornielli scrive:

    Il gran livello, gentile Giampix, è anche il suo: avrà studiato teologia e saprà bene chje cos’è la Chiesa, al contrario di me, ma io almeno ciò che scrivo lo firmo…

    • disagiato scrive:

      Mi dispiace che @Tornielli non abbia ancora trovato il tempo di rispondere alla domanda che gli ho posto in questo 3D. E che gli ripropongo anche stasera.

  36. bo.mario scrive:

    Tornielli non si lasci irretire da presunti rimbrotti. Lei fa bene il suo lavoro e partecipa anche alla discussione. Non è questo che volevano al di la del Tevere, aprirsi al mondo?
    Invece il loro mondo è il vaticano e di noi altri frega poco. Il controllo delle cose è ancora un caposaldo e pare che scrivano anche quì tramite Concilio. Confermo la mia stima anche se non siamo d’accordo su molte cose. Un saluto.

  37. Sal scrive:

    @ emiliano
    “????????????????????”

    glielo avevo detto che non capisce ? Perchè non mi crede ?
    Se vuole capire chieda alla nonna può aiutarla, basta che si fidi !

    Non penserà che tutto l venga regalato immeritatamente ….no ? Prima deve dimostrare “Il timore di Geova è una disciplina verso la sapienza, e prima della gloria c’è l’umiltà.” (Proverbi 15.33)

    • emiliano scrive:

      Purtroppo non ho nonni e non posso chiedere. Si infatti non la capisco con il suo ragionamento contorto. La dignità alla vita va preservata ma poi lei ha il libero arbitrio ne può fare quello che vuole,ma questo non toglie il fatto che io perdi di dignità se decida di morire ho decida di vivere. Buona notte

      • Sal scrive:

        “La dignità alla vita va preservata ma poi lei ha il libero arbitrio ne può fare quello che vuole”

        NO sig. emiliano, se mi mettono un tubo nello stomaco non posso farne quello che voglio, ma sono altri che decidono per me e questo non è dignitoso.

        Quindi la dignità non si è persa, me l’hanno tolta.
        Troppo difficile ?

        • emiliano scrive:

          Se lei preferisce morire firmi un documento lo prti sempre con se e ci scriva sopra che vuole morire e non vuole che sia attaccato ad un respiratore. Faccia un po come i tdg che anno un tesserino con su scritto niente sangue firmato dall’intestatario e da due testimoni,forse la lasceranno morire,però deve tener conto a chi rimane in vita a coloro che non lo avranno più intorno i suoi amici,la sua famiglia pensi anche a questo.

          • Sal scrive:

            Lei va in seminario perchè glielo hanno consigliato i parenti o per chè lo ha deciso lei ?

            E se i parenti le chiedessero di riunciare che farebbe li accontenta e rinuncia ?

    • emiliano scrive:

      Di chi dovrei fidarmi delle sue congetture erronee e contorte? Io sono cattolico apostolico romano difendo il diritto alla vita sin dal suo concepimento fino alla morte tutto questo è dignità ognuno a diritto di vivere anche nella sofferenza non si perde dignità! Questo lo capisce? ho le rimane difficile il concetto?

      • LIBERAMENTE scrive:

        lei difende la vita fin dal concepimento? Non le credo, oltretutto oggi si ritrova d’accordo a disprezzare quello che è peculiare della vita, la volontà e il libero arbitrio di chi dice no alla legge Calabrò, fa anche rima.

        Lei dice di difendere la vita ma poi le nega il diritto di avere una propria volontà libera anche di non credere al sui stesso Dio, lei Emiliano, ma come anche altri come lei e in parlamento, ha una visione della vita solo se obbediente al papa e ad un suo Dio soggettivo e immaginario.

        • emiliano scrive:

          Liberamente una sola parola grazie per avermi corretto ma io non ho mai fatto il maestrino sul correggere altri negli errori di grammatica forse si confonde con il suo amico sal che mi corregge sempre sulle h. La prossima volta non si scomodi. Poi in secondo il mio Dio non è immaginario è vivo e vero lei che non crede forse non dovrebbe ne anche aprire bocca su materia di fede. Si io difendo la vita fin dal suo concepimento fino alla sua morte che è dignitosa come viene vissuta senza costrizioni ho coercizioni decisive sul fine vita. Se lei non ci crede rimane un suo problema e non il mio caro liberamente. Ogni tanto un favore si astenga di scrivere fesserie. Saluti

      • Sal scrive:

        Ripeto lei capisce poco e male. “Io sono cattolico apostolico romano difendo il diritto alla vita sin dal suo concepimento fino alla morte tutto questo è dignità ognuno a diritto di vivere anche nella sofferenza non si perde dignità!”

        Questo vale per lei ma lei non lo può far valere per altri deve lasciare che ciascuno decida per se. Imporre l’alimentazione forzata a chi decide che vuole morire è una imposizione inaccettabile. Questo riesce a capirlo ?
        Lei può scegliere per lei, nessuno può scegliere per altri neanche la chiesa.
        NOn lo ha fatto Il Dio lasciando l’uomo libero di scegliere la morte perchè mai dovrebbe vietarla la chiesa ?

  38. raffaele savigni scrive:

    Accontento subito Marco N.: Roberto e Grazia Cazzola-Raffaele Savigni, Oltre la storia, oltre la memoria. Esperienze pastorali del dopo Concilio a S. Antonio della Quaderna e nel Vicariato di Budrio negli anni del ministero di don Tonino Pullega, Dehoniana libri, 2011, euro 35,00. Ci tengo a precisare che si tratta di un testo stampato “in perdita”, ossia a spese degli autori (ed in particolare della mia coppia di amici), senza sponsorizzazioni da parte di fondazioni bancarie o simili… E non serve per la carriera accademica, ma è un’iniziativa “gratuita”, nata dal bisogno di ricordare un’esperienza feconda nella speranza di un rinnovamento pastorale.

  39. raffaele savigni scrive:

    Dimenticavo un dato importante (ma l’avevo già menzionato in precedenza): il libro si apre con un’impegnativa e bellissima prefazione di mons. Paolo Rabitti, vescovo di Ferrara, compagno di seminario del prete bolognese che è al centro del volume.

  40. mauro scrive:

    Dio non ha vita ma è vita mentre l’uomo ha vita ma non è vita. Se l’uomo non è vita quella vita gli appartiene così come se Dio non ha vita non gli appartiene la vita.

    Dio non sa cosa sia la vita e non sapendolo non può chiedere agli altri di vivere a qualunque costo dopo aver promesso una nuova vita.

    Inciso d’obbligo

    C’è solo un caso in cui non la può dare: quando il fuoco brucia il corpo (episodio della Geenna) esso non può piu’ risorgere e l’anima segue la sorte del corpo, morendo.
    La cremazione del corpo è vietata dal Vangelo (leggasi Dio) ed il motivo è semplice: nel paganesimo consentiva all’umanità di accedere all’immortalità, escludendo di fatto un essere soprannaturale (Dio) che la concedesse.

    Se per voi il fuoco della Geenna è l’inferno, chiunque si farà cremare l’otterrà.

  41. Sal scrive:

    “Qualunque cosa sia la vita, dunque, non è un “dono” : bisogna trovare un’altra parola.”

    Possiamo provare con “ accidente casuale ?” o Può andare ? La sopravvivenza del più adatto ? o del più forte ?

    Qualcuno dice che sono migliaia o centinaia di migliaia o milioni gli spermatozoi che si affrettano a perforare la barriera che li separa da quell’unico ovulo e solo uno ci riesce; dopo di chè tutti gli altri sono fuori gioco. C’è un solo primo e nessun secondo in quella corsa.

    Come mai ? In natura nulla si spreca, dunque perché sprecarne milioni quando ne sarebbe bastato uno ?

    E’ uno spreco di risorse, come mai ? Se è così tutto ciò che c’è è la somma dei migliori, sarà casuale o è un modo per fare affinchè solo, il migliore ci riesca ? Il miglioramento della specie ? o la sopravvivenza per il perfezionamento della specie ?

  42. LIBERAMENTE scrive:

    La vita è un dono dei genitori di cui fino alla maggiore età ne sono responsabili, tuttavia fino ai 18 anni si ha comunque la libertà di scegliere la via che si vuole seguire, chessò, mio fratello già a 10 anni aveva deciso di fare il cuoco, oggi è uno chef con un proprio ristorante, io ero interessato ai libri fin dall’età di 12 anni e sono diventato un tipografo, non senza aver fatto anche altri lavori e aver studiato per tirare a casa uno stipendio, oggi sono felicemente in pensione.

    Noi abbiamo già nell’adolescenza una nostra propensione per un mestiere piuttosto che un altro o di una vocazione piuttosto che un’altra e questo fa parte di quel gran dono che è la vita con tutti i suoi talenti da scoprire e fa far fruttare, conoscere se stessi per me vuol dire questo, conoscere quel che la vita ha in dote e scoprirlo deve voler dire metterlo a frutto, non lasciarlo infruttuoso, perchè a chi ha sarà dato ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha, e questo non è solo una questione di vangelo, in qualsiasi realtà produttiva vale la stessa cosa, nelle prove della vita vale la stessa cosa.

    Se conosci te stesso conosci i tuoi talenti e li metti a frutto senza paura superando le prove più dure e con una certa sicurezza in se stessi, anche disinvoltura e un certo fascino che ti fa fare carriera e ti mostra al pubblico come leader carismatico, affidabile, a cui ci si può affidare senza timore di rimanere deluso, e questo non vuol dire essere maledetti perchè si confida in se stessi, ovvero nell’uomo, non applichiamo le sacre scritture a tutto ciò che significa stima di se stessi o conoscenza di se stessi, non è il caso, il sottoscritto veramente non si sente maledetto perchè confida in se stesso.

    La mia vita è un dono di cui ho ringraziato e ringrazierò sempre i miei genitori, non credo nel Dio vetero testamentario o in quello adattato dalla chiesa cattolica a seconda delle circostanze storiche, non credo che sia stato lui a creare il mondo e la vita, e non mi si imponga arrogantemente e prepotentemente che anche se io non credo Dio esiste ugualmente e sono solo io l’ignorante, perchè Dio è una questione soggettiva e non oggettiva che vale per tutti. Altre religioni hanno diverse altre divinità e non valgono per i cattolici, e viceversa, qundi, tutto è relativo, dipende dal punto di vista della fede soggettiva e dalla religione a cui si appartiene.

    Come si potrebbe mai dire Dio ti ama a qualcuno pretendendo prepotentemente e arrogantemente che quel qualcuno ci debba credere e sentirsi amato? Non si può ed è violenza contro il libero arbitrio altrui, ma anche contro il diritto altrui di gestire i propri sentimenti anche da non credente, e dubito che il vangelo stesso invii qualcuno a pretendere tale conportamento estorto con la violenza in nome di Dio.

    • LIBERAMENTE scrive:

      aggiungo: ma qualcuno qui nel blog ha questa prepotenza e arroganza catto-talebana e giustificandosi con il dire che è per il bene dei peccatori non credenti che si intimi loro di credere in Dio perchè li ama, e che essi dovrebbero capire che è per il loro bene se si usa nei loro confronti comportamenti tipo la legge tortura a vita e anche in morte della legge Calabrò, che per il loro bene se si usa nei loro confronti una certa santa violenza verbale e legislativa.

    • anniballo scrive:

      “SAL” — “LIBERAMENTE”
      Insisto a dire che , se la vita non può essere rifiutata e se non possiamo farne ciò che vogliamo ,ebbene, allora non è un dono, in senso stretto. Non è nemmeno una questione polemica, se volete, è una questione semantica : bisogna trovare un’altra parola. Le acquisizioni scientifiche hanno spogliato in gran parte la vita dell’aureola di miracolosa straordinarietà di cui l’avevano circondata millenni di credenze mitico-magiche; essa si configura come un fenomeno cieco ed afinalistico : il progetto del vivente è all’interno del vivente stesso, (non al suo esterno!), e consiste essenzialmente dell’avere una molecola capace di autoreplicazione ; inoltre, ogni gene non “sa” ciò che codifica : se il carattere in questione è valido, il gene e l’organismo vanno avanti, altrimenti sono entrambi soppressi senza pietà.
      Il carattere dei molti spermatozoi si è affermato unicamente perchè non è uno spreco, come potrebbe sembrare, ma perchè offre le massime garanzie di una selezione estremamente raffinata di fronte all’unico Tribunale che davvero conta : quello della sopravvivenza dei propri caratteri.
      Un saluto ad entrambi, con sincera stima.

      • enrico scrive:

        @ Anniballo

        bisogna trovare un’altra parola. Le acquisizioni scientifiche hanno spogliato in gran parte la vita dell’aureola di miracolosa straordinarietà di cui l’avevano circondata millenni di credenze mitico-magiche; essa si configura come un fenomeno cieco ed afinalistico
        —————————————————————-

        Attraverso quale esperimento si è stabilito questo?
        Così tanto per curiosità….
        Come si immagina lei di stabilire attraverso formulazioni empiriche che descrivono il sistema per quanto riguarda le grandezze quantitative se esista o meno un fine e quale sia l’origine di tutto ciò che esiste.
        —————————————————————-
        il progetto del vivente è all’interno del vivente stesso, (non al suo esterno!), e consiste essenzialmente dell’avere una molecola capace di autoreplicazione
        —————————————————————-
        Progetto? No non può dire progetto, qualcosa che casualmente funge da progetto.
        Qualcosa che nonostante non potesse interagire con il setaccio esterno della selezione fino a quando non avesse raggiunto un senso compiuto e non potesse replicarsi si è “magicamente” formata in una brodaglia primordiale.
        Beh può essere, perchè il dogma di Dio creatore non riguarda queste cose, ma andrebbe provato, almeno statisticamente.
        —————————————————————-
        Vede Anniballo se lei crede ciò che dice o se lei ragiona su ciò che dice ( o scrive) non proponga solo una diversa visione sul fine vita, ma si batta per impedire che vengano soccorsi gli aspiranti suicidi o coloro che telefonano indicando l’intenzione di togliersi dalle spese…

        • Sal scrive:

          Perchè mai la libertà concessa loro dal Dio deve essere limitata dalla chiesa ?
          La vita è di chi ne ha il possesso non di chi si siede al posto di Dio pensado di essere più capace.

        • la scienza spiega come, non perché.

          • Sal scrive:

            “strano che lei esperto delle s.s. faccia questa domanda. Il libero arbitrio?”

            E’ vero sig. vincenzo da torino, il libero arbitrio, ma essendo valido per tutti, poi non si devono lamentare come Pio IX considerandosi “prigioniero politico” ha dato ragione a Garibaldi che lo chiamava nel modo che tutti conoscono.

            Il libero arbitrio comporta responsabilità: “Mangeranno dunque del frutto della loro via, e si sazieranno dei loro propri consigli. Poiché il rinnegare degli inesperti è ciò che li ucciderà, e l’indolenza degli stupidi è ciò che li distruggerà.” ( Proverbi 1.31-32) –

            “Ogni cosa mi è lecita; ma non ogni cosa è vantaggiosa. ( 1 Corinti 6.12)
            Vede è la Scrittura che spiega il perché.

      • john coltrane scrive:

        ” Le acquisizioni scientifiche hanno spogliato in gran parte la vita dell’aureola di miracolosa straordinarietà di cui l’avevano circondata millenni di credenze mitico-magiche”.

        Sarebbe così gentile, mr Anniballo, dal farci conoscere come-dove-quando la Scienza avrebbe “in gran parte” sconfitto il mito di DIO Creatore?

        Lei capisce, un’affermazione del genere necessita di prove sostanziali, n’est pas?
        Buenas dias.

      • Sal scrive:

        E chi lo ha detto che non può essere rifiutata ? Di conse strane e inventate se ne dicono tante ? Provi a vedere sul dizionario la definizione di ciarlatano.

        “offre le massime garanzie di una selezione estremamente raffinata di fronte all’unico Tribunale che davvero conta : quello della sopravvivenza dei propri caratteri.”

        Esisterebbe Dio se non esistesse l’uomo ?

        • emiliano scrive:

          Non usi le e-mail per altri scopi. Cmnq i miei sono contenti delle scelte che faccio e sempre cmnq non vedrei venire meno la mia dignità se io rinunciassi ad entrare in seminario. Le è chiaro il concetto? Mi stia bene

      • Sal scrive:

        “Insisto a dire che , se la vita non può essere rifiutata e se non possiamo farne ciò che vogliamo ,ebbene, allora non è un dono,”

        Non può essere rifiutata ? Basta buttarsi dal 7° piano – ricorda il regista ?

        Non può farne ciò che vuole ? E chi le impedisce di scalare l’Everest o di esplorare il mare ?

        C’è gente che gira il mondo in bicicletta e attraversa l’oceano a remi. Che le piacerebbe fare ?
        Dipende da lei è la sua volontà.

  43. ritaroma scrive:

    dr Tornielli@ si era mai corto che sul suo blog c’è un certo numero di geni incompresi e sottovalutati?
    sono certa che lei tutti i giorni chiede allo Spirito Santo di rafforzarle il dono della pazienza…..le garantisco che è sulla strada della beatificazione.
    auguri dottore e buona giornata !
    Rita R.

  44. Simon de Cyrène scrive:

    O.T. per ANDREA TORNIELLI
    Si cita su un altro blog (MIL): “Tempo addietro, ha fatto scalpore l’indiscrezione di Tornielli circa l’esistenza in Vaticano di un ‘dossier’ che farebbe stato di rischi concreti di uno ‘scisma’, o comunque ribellione antiromana, nelle chiese di lingua tedesca: essenzialmente, in Germania (dove il Papa si recherà presto in un viaggio che si preannuncia difficile), in Austria e in Svizzera.”
    Questa notizia è la ripresa di articoli su altri blog.
    Personalmente la seguo alquanto attentamente, ma non mi ricordo questo suo intervento: potrebbe confermare questa notizia e possibilmente darci il link della sua prima pubblicazione?
    Grazie!

  45. mauro scrive:

    Non è una novità, da duemila anni circa gli apostoli raccontarono altro nei loro Vangeli. Piu’ incompresi e sottovalutati di loro non è dato sapere.

  46. mauro scrive:

    Occorrerebbe moderare la Chiesa Cattolica, vero dott. Tornielli che esalta alla massima potenza quanto è di per sè normale ed umanamente comprensibile.
    Ma il mondo va così, non si può cambiarlo nè è concesso farlo. Solo chi ha potere può farlo, volendo. Lei ha quel potere.

    Grazie

  47. mauro scrive:

    Per parte mia modererei i continui scontri fra i cattolici che infestano queste pagine, chiunque abbia ragione non porterà di certo vanto al cattolicesimo, lo testimoniano due millenni di storia cattolica dove lo scontro è stato il pane di vita “terrena”.

  48. Reginaldus scrive:

    la chiesa oggi per essere al passo coi tempi si è evoluta in qualcosa che l’ha resa del tutto diversa da quello che era. Per giudicare della bontà della trasformazione bisogna osservare se gli effetti di questa sono validi: quando mai nella chiesa c’è stato un simile risultato di effetti contraddittori che non sai nemmeno più quale sia il suo prodotto specifico??? E come fa a “vendersi” se non sa nemmeno che cosa vende o cosa debba vendere??? Eppure in questa azienda in preda al caos produttivo, rimane imperturbata la pratica delle scalate ai livelli dirigenziali…. In attesa che a forza di darla da intendere, la gente non si accorga che i titoli che sta emettendo sono davvero spazzatura…

    • In parte può avere ragione. Lo dice il papa stesso: ci preoccupiamo più di organizzare , decidere i compiti che di vivere la fede. Il secolarismo porterà ad una chiesa “piccolo gregge” ch continuerà ad essere il sale della terra. Poi quando il secolarismo spinto produrrà i suoi deletei effetti, si avrà un tempo di crescita della fede per effetto di una chiesa che all’altezza del compito affidatole da Gesù. Corsi e ricorsi della storia….

      • mauro scrive:

        Dirlo è poco, occorrerebbe farlo come San Francesco. Abbandonando le ricchezze sulla terra si giungerebbe a pensare solo a Dio. Lo consigli al Papa e vedrà che il secolarismo abbandonerà il Vaticano.

        Dica la verità, le parevano normali le ricchezze in Vaticano!

        • Anche a S.Francesco hanno costruito una chiesa non proprio economica! La Roma pontificia si trova con palazzi, musei ed altro frutto del volere dei pontefici rinascimentali i quali, imitando i principie regnanti ritennero che questo desse prestigio alla chiesa. Ora sono beni incedibili e comunque indispensabili , poichè il Vaticano , come centro di servizio per tuttoa la chiesa, ha pochissime entrate e tramite varie organizzazioni come la propaganda fide e opere per le missioni aiuta il mondo intero cattolico. E le garantisco che non bastano i soldi. La chiesa cattolica da sempre fa affidamento soprattutto sugli immobili per mantenersi e non gravare eccessivamente sui fedeli, abituati così a chiedere tutto o quasi gratis. Non è così nel mondo protestante dove i fdeli si tassano e tanti benefatori si fanno un onore l’aiutare le chiesa. Facendone spesso anche un vanto pubblico a vantaggio delle proprie aziende! Se sii vuole operare con tutta una serie di attività proprie dell’apostolato in senso largo i soldi necessari sono moltissimi e non bastano mai. Se tutto si risolve nello stare in chiesa di soldi ne bastanopochi. Infatti oggi tutta questo parlare di chiesa ricca, fatti salvi alcuni casi, é una bufala e un pretesto. Ilproblema sta nell’uso corretto dei soldi e nel pretendere dalla chiesa ed ecclesiastici la sobrietà. Su questo a volte occorre fare giuste critiche

  49. anniballo scrive:

    Sarebbe difficile, qui, non dare totalmente ragione a “Reginaldus”.
    Non so fin dove si può spingere il nostro accordo, ma che la chiesa si sia venuta trasformando in una società per azioni è verissimo : pare quasi che il contenuto spirituale del messaggio sia un mero accessorio.

  50. giampix scrive:

    anch’io firmo quello che scrivo, non i blog altrui dove non mi pare sia richiesto…ma non mi dispiace di avere un pò infastidito, perchè anch’io francamente sono infastidito da un modo di trattare la chiesa e le sue vicende che non riesce a staccarsi da quello dei vaticanisti di cinquant’anni fa, preoccupati solo del papa, del vaticano, dei suoi segreti e poco più. Informare non è evangelizzare, mi rendo conto, ma credo che di meglio si possa fare.

  51. mauro scrive:

    “Siate fecondi, moltiplicatevi e riempite la terra” disse Dio a Noè dopo il diluvio universale.
    Il problema è capire se la frase è valida in modo assoluto o può esserlo solo in relazione al raggiungimento di determinati traguardi.

    Per Noè, che era solo sulla terra assieme alla sua famiglia, era un problema che non si poneva ma tutto cambia volendo arrivare ai nostri tempi.

    La frase diventa relativa perchè, se è vero che Dio predispose affinchè l’uomo avesse di che vivere sulla terra, oggi essa non produce prodotti in misura sufficiente al sostentamento dell’umanità (la produzione di OGM è la cartina tornasole). E lo sarà ancor di piu’ negli anni a seguire quando la popolazione della terra aumenterà ancora di piu’.

    Un Dio imprevidente che non sapeva vedere oltre all’enunciazione di propri principi? Apparirebbe così ma dobbiamo considerare un fattore importante legato all’umanità. Dio pose un limite alla generazione della vita, uno su qualche milione di spermatozoi poteva generarla, sempre che ciò andasse a buon fine e sempre che vi fossero le condizioni per generare da Lui stabilite, aver ciò che serve per poter vivere e da Lui posto a garanzia della vita.

    Dono della vita? Troppo facile vedere in una forma egostica del genere umano un dono quando non è altro che il modo universale attraverso il quale l’uomo cerca di non rimanere solo (l’eterno dilemma che angoscia l’uomo)tramandandando sè stesso, le proprie idee, il proprio modo di vivere oltre la morte. Lo fanno tutti anche i cattolici. Se oggi per una parte dell’umanità nascere rappresenta piu’ che un’opportunità una gioia, un privilegio, per l’altra grande maggioranza è un incubo dal quale vorrebbero uscirne ed il futuro non può che riservare un aumento di quest’ultima parte. Possiamo anche considerare, in aggiunta, che le zone abitabili e coltivabili si riducono progressivamente nel corso degli anni e sfamare sempre piu’ popolazione diventa sempre meno possibile e con ciò non si protegge di certo la vita.

    La Chiesa Cattolica protegge la vita? Dice di farlo ma nella realtà non essendo in grado di proteggere quella di chi è in vita che senso ha proteggere quella di chi non ha ancora una propria vita individuale quando non c’è da vivere per tutti? Vogliamo prendere in considerazione il condom? Non usarlo in Africa significa mandare a morte milioni di persone, un vero olocausto di stampo cattolico per volere del Papa. I casi sono due: o Dio non vede l’ora di dare la vita eterna all’uomo o qualcuno oltretevere ha preso il solito granchio colossale. Il condom sarà uno strumento che farà sorridere ai piu’ attraverso le proprie fantasie ma oggi permette, con un costo irrisorio, di proteggere la vita di chi si trova in pericolo.

    Ripeto, la Bibbia pone a garanzia della vita le risorse della terra, scemando esse progressivamente ed a fronte dell’aumento della popolazione non si riesce a proteggere neppure chi la vita già l’ha ricevuta. Il Vaticano l’ha risolto in buona sostanza, ma non solo, con l’8 per mille, garantendosi una vita a vita con i denari che aprono tutte le strade anche quella che porta a soddisfare quell’approvvigionamento che consente di vivere e che ai piu’ non è consentito raggiungere, pur sognandolo tanto appariva vero in Genesi.

    Il Vaticano è diventata con il tempo una società di servizi, appartenente a ciò che oggi consideriamo il terziario, ma almeno ne imbroccasse una con la Bibbia ed il Vangelo che sembrano parlare ai muri tanto rimangono inascoltati. Propongo di trasferire il Vaticano in alta montagna, in una zona dove almeno l’eco delle S.S. si possa sentire, volendole leggere: pur se non è molto è sempre qualcosa.

  52. giovannino scrive:

    Vorrei tornare all’ articolo di don Vigani , che è un ‘ ulteriore piccolo indizio di quello che sostengo , cioè che non è affatto vero che il clero cattolico ha veramente accolto lo spirito del Concilio . Questa diffidenza verso la libertà di stampa è roba da Sillabo ! Il dott. Tornielli , per una volta , ha tutte le ragioni . Un giornalista deve fare il suo mestiere al servizio del pubblico . Svolgendo bene il nostro lavoro , quale che sia , agiamo in accordo con la volontà di Dio . Il giornalista che nasconde o altera le notizie commette peccato , come il medico che cura male il paziente , il ristoratore che propina cibo avariato ai suoi clienti ecc. Rimproverare qualcuno perchè fa bene il suo lavoro , non è cristiano . Naturalmente ci sono dei limiti , ma si tratta di ben altri casi , ad esempio , il cronista di guerra che fornisce informazioni che mettono in pericolo migliaia di vite umane . L’ avversione per l’ opinione pubblica è indice di oscurantismo .

    • disagiato scrive:

      Ritorno anch’io all’articolo di don Vigani, che poi è la “materia” del post di Tornielli. Chi lo ha letto integralmente nel settimanale diocesano di Venezia sa che in questo blog viene impiegato quale sleale pretesto per la propria autodifesa.
      E per stare al merito Tornielli continua a non rispondere alla domanda che gli ho posto due giorni fa.
      Siamo ad un passo dal comico: se continua così, l’unico “silenzio stampa” diventa il suo!

      Un serenissimo saluto da Venezia :-)

    • mauro scrive:

      Caro Giovannino,

      vorrebbe forse dire che quando ancora Dio non si era rivelato nessuno faceva bene il suo lavoro?

      Veniamo alla notizia.

      Il dott. Tornielli ha riportato i rumors che precedevano l’avvenuta elezione del Card. Scola.
      Se poi si chiedesse perchè viaggiavano di bocca in bocca (giornalisticamente parlando) ognuno di noi può avere un’idea personale ma già l’affermare per due volte, del Card. Scola, che ha saputo della sua elezione all’ultimo istante ci permette di notare che quei rumors sono stati voluti ad arte e che già era scontata la decisione del Papa ma non volendo scontentare la diocesi veneziana, si è voluto lasciare nell’incertezza al fine che la popolazione potesse farsene quantomeno una ragione. Mi risulta che il Card. Scola, dopo un’iniziale diffidenza dei veneziani li seppe conquistare, e qui si tratta di affettività troncata da una decisione che se improvvisa lascia nello sgomento la popolazione. O no?

      Valli e Zizola hanno fatto del gossip inutile immaginando pressioni sul Papa.

      Provi ad immaginare che se si deve proporre un nominativo, si decida per chi il Papa non vede di buon occhio. Scelgono il migliore. Il dott. Tornielli quando puntava sul Card. Scola è perchè sapeva, è il suo mestiere, che fra quelli proposti emergeva fra le preferenze del Papa. Forse non tutti si sono accorti che se il Dott. Tornielli prevede quasi sempre chi verrà eletto (nei vari ruoli) vuol dire che è un giornalista attento ed integrato negli affari vaticani.

      • disagiato scrive:

        *integrato* (prendo nota ridendo)

      • disagiato scrive:

        “rumors sono stati voluti ad arte… ma non volendo scontentare la diocesi veneziana, si è voluto lasciare nell’incertezza al fine che la popolazione potesse farsene quantomeno una ragione” (fa caldo, anzi dalle nostre parti si dice: “afa ancùo”)

      • giovannino scrive:

        caro mauro , la tua osservazione va rovesciata : chi svolge bene il suo lavoro ha un’ affinità con il Dio cristiano , anche se non conosce il Vangelo . Ci sono cristiani che non sanno di esserlo , come c’è chi si proclama cristiano , magari è perfino un principe della chiesa , ma non lo è in cuor suo ( cioè dove conta ) .

        • LIBERAMENTE scrive:

          opinabile, dipende dai punti di vista, io non ncredo al tuo Dio, e se mi conporto bene non è per un premio nell’aldilà o pretendendo la mia parte di eredità nell’aldiquà, semplicementeme la mia etica vive anche senza il tuo Dio e vive bene ugualmente, ma ritengo che sia arrogante e prepotente affermare che Dio è per tutti che vi si creda o non.

  53. emiliano scrive:

    Sal non faccia paragoni sciocchi i mmiei sono felici per le mie scelte cmnq non rinuncerei e non per questo se rinunciassi verrebbe meno la mia dignità. Una cosa non usi le e-mail personali sul blog. Grazie era confidenziale

  54. giovannino scrive:

    La mia opinione è diametralmente opposta a chi pensa che ne sappiamo fin troppo di quello che accade nelle alte sfere cattoliche . Ci vorrebbe invece più trasparenza . Come ho già scritto, sarebbe interessante sapere non solo come il card. Scola è approdato a Milano , ma anche perchè . Alcuni blogger sostengono che è per migliorare la catechesi , per il dott. Tornielli è soprattutto per stima personale del Papa . Però ho sentito dire che anche CL e Formigoni c’ entrerebbero qualcosa . Com’ è che non c’è qualche bravo giornalista che va a fondo a queste cose ? Se ci fosse, avrebbe l’ appoggio della chiesa ? La trasparenza è sempre la maniera più efficace di fugare i dubbi .

    • disagiato scrive:

      Bella la trasparenza… e perché allora Tornielli ancora non mi risponde (fra poco fanno 72 ore)?

  55. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile disagiato veneziano non le ho ancora risposto per due motivi: il primo è che ho avuto altro da fare per la famiglia e per il mio lavoro, il secondo (fondamentale) è che ho voluto consultarmi con qualche esperto di diritto canonico.

    Ora, è innegabile che quel passaggio onnicomprensivo dell’istruzione “secreta continere” del 1974 comprenda in linea di principio anche i giornalisti (seppur non esplicitamente menzionati). Dal paragrafo successivo si evince anche che per la categoria di coloro che “colpevolmente” o “senza colpa” vengono a conoscenza di notizie coperte dal segreto e non le mantengono segrete, non sono comunque previste sanzioni.

    Il problema è che il giornalista ha una deontologia professionale: il suo lavoro consiste nel cercare notizie, verificarle, trasmetterle in modo corretto ai lettori. Deve scrivere cose vere, rispettare la dignità delle persone, non farsi strumentalizzare.

    Giovanni Paolo II nel 1982 disse ai rappresentanti dei media: «La ricerca della verità irrinunciabile richiede uno sforzo costante, impone di situarsi nell’adeguato livello di conoscenza e di selezione critica… Se è difficile un’obiettività completa e totale, non lo è, però, lo sforzo per scoprire la verità, la decisione di offrire la verità, l’abitudine a non manipolare la verità, l’atteggiamento di incorruttibilità di fronte alla verità».

    In ogni caso continuerò a riflettere.

    • disagiato scrive:

      Egregio dottore,
      La ringrazio per avere trovato il tempo di rispondermi, così come confido nel fatto che la Sua riflessione continuerà.
      Auspico che – almeno nel Suo caso – le esigenze della deontologia professionale non siano mai scisse dalle esigenze dell’edificazione ecclesiale e dal rispetto delle persone (compresa quella del card. Angelo Scola, che mi pareva guardasse anche verso di Lei mentre in Sala Tintoretto scandiva quelle parole: «… la decisione del Papa portata a mia conoscenza solo qualche giorno fa. Sottolineo: solo qualche giorno fa» – c’ero!).
      Quattro mesi di «notizie» così centellinate hanno forse prodotto una senso di Chiesa più profondo? Ci hanno forse convinto maggiormente che è il Papa a guidare la Chiesa? Hanno meglio disposto il popolo di Dio a quello che il card. Angelo Scola propone alle comunità diocesane di Venezia e di Milano ovvero uno scambio di amore?
      Proprio no.
      Passi pure questa «notizia» ai suoi informatori, chiunque essi siano nei sacri palazzi. Perchè sono loro i veri destinatari dell’appello che viene da don Sandro Vigani. Appello del tutto ragionevole e che non attenta minimamente al mestiere del giornalista.
      Buona domenica con la Sua famiglia.

      • disagiato scrive:

        Post scriptum: l’inserimento della citazione di Giovanni Paolo II mi suona strumentale, in quanto induce a confermare uno strabismo di sguardo sulla Chiesa: la gerarchia con le sue procedure da una parte, il popolo (di Dio) a cui annunciare la verità dall’altra. Il giornalista è bravo a carpire per primo e quando il Papa nomina gli resta pure la certificazione di qualità? Suvvia…

      • giovannino scrive:

        caro disagiato , il tuo intervento dimostra una mentalità retriva e anacronistica . Come è possibile nel XXI secolo rimproverare un giornalista per aver pubblicato una notizia esatta ? Certo sarebbe diverso se tu ci fornissi prove della malafede di Tornielli , ad esempio che si sarebbe prestato a una campagna per influenzare la Curia , in cambio di qualche utilità materiale . Infatti avere simpatia per il card. Scola , non è di per sè censurabile .Diversamente sei tu che lo inviti a non fare il suo mestiere , ad anteporre gli interessi del clero a quelli della gente . Quanto all’ edificazione ecclesiale , trovo ridicola l’ opinione che un giornalista possa essere in grado di giudicare cosa è veramente nell’ interesse della Chiesa , oltre che immorale l’ affermazione che dovrebbe manipolare l’ opinione pubblica secondo questo interesse . Un giornalista ha il dovere di diffondere le notizie di cui viene a conoscenza , come un p.m. ha il dovere di iniziare l’ azione penale , quando apprende una notizia di reato . Si può pensare ad eccezioni , ad esempio se la pubblicazione della notizia mette in pericolo la vita di qualcuno, ma non certo se qualche autorità non gradisce la pubblicazione . Comunque sbagli di grosso se pensi che la segretezza e l’ opacità siano una forza decisiva per un’ organizzazione . Non è mai esistito nella storia un Paese con tanta segretezza come l’ URSS , eppure ha perso la guerra fredda . Anche le istituzioni cattoliche agirebbero con più efficacia e giustizia , se fossero più trasparenti . Se tutti i giornali cattolici , dai parrocchiali all’ O.R. dessero più informazione e meno ideologia , sarebbe un bene , non certo un male .

  56. mauro scrive:

    Caro dott. Tornielli,

    lei non c’entra nulla con l’Art. II comma 4 e ne fa fede quanto viene illustrato nella premessa su chi è tenuto ad osservare il segreto.

    La rilegga con calma (è su questo thread il copia/incolla) e vedrà che lo scopo del “secreta continere” è rivolto a chi è al servizio della Chiesa e non mantiene un segreto affidatogli o di cui ne è venuto a conoscenza etc.

    Qui si tende a colpevolizzare tutti, non è una novità perdurando da due millenni circa ed anche lei lo è stato piu’ volte.

    • disagiato scrive:

      Insomma: ingenuo strumento di trame vaticane, un martire immolato per la causa della verità e via favoleggiando… Quando si dice cieca devozione.

      • mauro scrive:

        E dove avrei tramato? le risulta che i rumors provengano da me o che abbia dato l’ordine di renderli pubblici?
        Ma lasci stare, DON QUALCUNO ED OLTRE, lei si è scoperto perchè ha dimostrato con quanta perfidia ha risposto al dott. Tornielli.

        Prima ha fatto l’agnello chiedendo lui una risposta, poi l’ha attaccato alle sue responsabilità cattoliche per quel segreto che non lo riguarda.

        E’ la solita storia, è una vecchia storia: non potendo punire chi ha messo fuori i rumors allora bacchettate chi li ha pubblicati come se la responsabilità canonica fosse del dott. Tornielli.

        Mi viene il mente che pochi giorni fa su un canale hanno programmato un vecchio film, i magnifici tre, con Chiari, Vianello e Tognazzi, e questi credendo di poter ottenere ciò che per loro era impossibile, usavano un gamba di legno forata nel centro, vi soffiavano dentro il fumo di un sigaro e tutti assieme facevano BOOOM per uccidere i soldati. I soldati cadevano sì morti ma solo perchè altri avevano sparato loro nello stesso momento.

  57. Libera scrive:

    Mauro, ti faccio i miei complimenti per la lucidità del tuo post di ieri. Non c’è lode sufficiente per chi cerca di ragionare con la propria testa (e ci riesce così bene).

    • mauro scrive:

      Non ho fatto altro che prendere quanto Dio aveva previsto per l’uomo e chiedermi fino a che punto fosse applicabile per rispettare la vita umana che a Dio tanto preme.

      Il merito è tutto delle S.S.; hanno un tesoro di informazioni e non sanno cosa farsene.

  58. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile disagiato veneziano,

    Spero che lei tenga presente alcuni passaggi: non sono stato io a scrivere per primo che Scola era candidato per Milano (lo ha fatto un altro quotidiano, per il cui direttore il cardinale ha grande simpatia e dove lui ha pubblicato spesso interventi).

    Non sono stato io a scrivere per primo che il Papa voleva Scola a Milano (lo hanno fatto il quotidiano di cui sopra e il primo quotidiano nazionale, il Corriere della sera).

    Accadde qualcosa di simile anche per la nomina di Tettamanzi nel 2002, con indiscrezioni precise e anticipate (anche da me…). Allora però non vi furono queste reazioni.

    Tenga conto che io scrivo per un giornale laico. Cerco sempre, ovviamente sbagliando spesso, di fare al meglio il mio lavoro, anche nel senso da lei indicato.

    Non avevo notato che Scola avesse guardato proprio me mentre pronunciava la frase “sottolineo solo da qualche giorno” e la ringrazio per avermelo detto. Su questo però non voglio dire altro. Vorrei solo che lei sapesse che non sono quell’orco insensibile o quello scoopista vanesio che qualcuno crede che sia. Ma per fornirle qualche elemento concreto di ciò dovrei dire o scrivere cose che è meglio non si sappiano: le sembrerà difficile da credere, ma anch’io so essere discreto e mantenere un segreto…

    • giovannino scrive:

      Gentile dott. Tornielli , sarebbe però corretto , verso i lettori e l’ editore , che un giornalista dichiarasse su quali argomenti si autocensura , nascondendo volutamente informazioni al suo pubblico e perchè lo fa . Ad esempio , credo sia sconveniente vantarsi sul proprio blog di nascondere delle notizie a noi , che la leggiamo . Potremmo almeno sapere quali cose Lei ritiene che siamo troppo stupidi o ignoranti per esserne messi a conoscenza ?

    • disagiato scrive:

      Egregio dottor Tornielli,
      conosco la netiquette quanto basta per non istituire processi in un blog altrui. Si rilassi, prego, e scenda pure dal banco degli imputati (immaginario).
      Vediamo di riprendere il filo della conversazione, che è nata da un paio domande:
      1) come Lei si pone dinanzi all’art. II comma 4 copincollato da Concilio?
      2) perché diffondere notizie che si sa sono coperte dal segreto pontificio (domanda già posta da Concilio ed esplicitata nelle quattro che Le ho rilanciato nel mio post precedente)?
      Le ha prese in considerazione e ci sta riflettendo. Fin qua ci siamo.
      Quanto al resto (chi ha scritto prima cosa dove) e all’immagine di «orco insensibile o quello scoopista vanesio» (suvvia – Lei ha una prosa fantasiosa – sappiamo che anche i vaticanisti amano primeggiare) prendo atto con distacco, memore dell’adagio tomasiano: «Respice non a quo sed quod dicitur». Infatti le mie interrogazioni riguardano il senso e gli effetti delle prelibate «notizie» utili a soddisfare presunti appetiti dell’opinione pubblica, ma anche altri, circa i quali – sembra di capire – Lei mantiene un «sacro» riserbo. Ma allora verrebbe da dire: e meno male che c’è questo capo dei chierichetti… (perdoni, è il dàimon goldoniano che si sta ridestando, quasi irrefrenabile).
      Cercare notizie nei cosiddetti sacri palazzi significa forse correre dietro a chi «spande»?
      E chi serve a chi?

  59. Andrea Tornielli scrive:

    Giovannino, non ho censurato alcuna notizia. Nè ho mai ritenuto un lettore “stupido” o “ignorante”, ci mancherebbe… Mi riferivo alle fonti delle notizie, e ai loro comportamenti. Mi riferivo cioè ad aspetti che non hanno a che fare con la notizia in sé.

    • giovannino scrive:

      A quanto pare ho inteso male , naturalmente è normale non rivelare le proprie fonti .

  60. Cherubino scrive:

    in genere questo tipo di post non mi attira molto, perchè scadono facilmente in difensori e accusatori. Ho visto però citata la Secreta continere ed è interessante, in via generale e senza fare almeno personalmente riferimento al caso specifico, al diritto e alla libertà del giornalista di cercare notizie e pubblicarle.
    E’ evidente che, come sottolineato da Tornielli, il vaticanista non può essere solo un prolungamento delle agenzie di informazione vaticane. E’ pacifico che mai l’etica cattolica ha demonizzato il particolare lavoro del giornalista e i particolari diritti di accesso alle informazioni che la legge gli concede. Certo si può obiettare che anche lo Stato ha i suoi segreti (un pò troppi dalle nostre parti) e che per di più quello chela Chiesa protegge ha un alto valore morale e spirituale. Però con un’interpretaizone rigida si rischia di vanificare l’uno o l’altro dei due principii contrapposti.
    Quindi il punto è come canonisticamente si può conciliare un divieto e un diritto che sembrano confliggere.

    A mio parere la norma canonica va interpretata distinguendo la conoscenza delle informazioni e la loro divulgazione. L’art. II.4 della Secreta continere pone già su un piano di colpevolezza il venire a conoscenza di propria iniziativa di informazioni segrete. Si tratta però di norma generale che può conoscere attenuazioni e diversi gradi in base alle circostanze. Un conto è il venire a conoscenza in veste di persona comune un altro se per una lecita professione, un conto se si viene a conoscenza con inganno, un altro se si manifesta apertamente il proprio ruolo e le proprie intenzioni.
    Quindi sul piano della conoscenza dei fatti mi sembra che il giornalista possa vantare una attenuazione del divieto.

    Dalla conoscenza dei fatti si distingue la divulgazione. A mio parere qui entra in gioco il modo e il quantum di informazione resa pubblica. Qui il divieto verso il giornalista si fa più stringente. Ad esempio può essere necessario non presentare per certa una determinata informazione anche se si sa che lo è. Oppure presentarla in forma di confronto tra più possibili esiti di una certa situazione proponendo i motivi pro e contro ognuno, motivi di tipo induttivo, indizi e non prove.
    Sono ovviamente solo esempi e non sto facendo riferimento al “caso Scola” e al modo (che non ricordo nemmeno e non mi interessa andare a sindacare) in cui è stata presentato l’evolversi della nomina.

  61. Cherubino scrive:

    aggiungerei, per maggiore precisione, realtivamente alla conoscenza di informazioni coperte dal segreto, che la fonte che contravviene alla Secreta continere infrange in ogni caso la norma, ma il giornalista che senza inganno (cioè manifestando la propria qualità di giornalista) riceve la notizia a mio parere non incorre in “cooperazione formale” al male, ma “cooperazione materiale remota” quindi scusabile, sempre che intenda rifarsi a regole di prudenza e discrezione nella loro divulgazione.

    • disagiato scrive:

      Interessanti i post di Cherubino.
      Tuttavia occorre rammentare che il buon Tornielli per descrivere il suo mestiere ha scritto: «cercare» invece che «ricevere» notizie. Al primo verbo conviene una maggior intraprendenza. Questo gli va riconosciuto, senza attenuarne il rilievo.

      • Cherubino scrive:

        a mio parere se il “cercare” avviene in modo giornalistico, ossia senza inganno, mezzi di pressione psicologica, intercettazione ambientale o accesso non autorizzato a documenti privati ecc. ecc. si configura comunque in un “ricevere”. E’ responsabilità della fonte opporre un rifiuto ad una richiesta corretta. Per questo penso che il giornalista rimanga nella sfera della “cooperazione materiale remota”, incolpevole se giustificata. E mi sembra che basti per tale giustificazione
        - lo svolgimento della professione giornalistica che è basata proprio sulla ricerca di informazioni,
        - l’intenzione di divulgare le informazioni in forma appropriata secondo un’ottica di prudenza e riservatezza anche parziale che caso per caso sarà da determinare.

        • disagiato scrive:

          Chiaro come i buoni manuali di teologia morale. In concreto le modalità con cui si procura le notizie le sa Tornielli e certamente se le tiene per sè.
          La responsabilità è tutta sua.
          Grazie, gentile Cherubino. Sul versante della valutazione dell’atto morale non ho altro da dire. La mia discussione con Tornielli si pone in una prospettiva diversa, benché non indifferente agli aspetti da Lei chiariti.

  62. bo.mario scrive:

    Tornielli che la chiesa doveva aprirsi al mondo era una finta. Quì le contestano che i segreti vaticani non vanno aperti al mondo, la nomina di un prelato è un segreto? Uno cita un art. e spero scherzi. Quì stanno intervenendo alcuni del vaticano che sono i rappresentanti di quale indirizzo religioso, tradizionalisti alla DeMatteis? Rinnovo la mia stima e gli interventi non sono di nessun aiuto perchè cercano di richiamare chi non è del loro covo. Richiamare uno che non deve essere richiamato? sono cose che non si capiscono e cosa ci sarà dietro? Un saluto.

  63. anniballo scrive:

    RIFLESSIONE DI FONDO.
    Circa le ultime discussioni , ed allargando molto la prospettiva, mi pare che ci sia un sistema generale che dovrebbe creare disgusto e disapprovazione : il fatto ,cioè, che ci sia un Potere chiuso in una cittadella, che questo potere abbia i propri (grossi) interessi, e che questo comporti aree di ombra, archivi chiusi o socchiusi, notizie al contagocce, calcolati silenzi, ampie censure, imbarazzate dissimulazioni, ambigue indiscrezioni e quant’altro.
    Un ulteriore, enorme disagio, poi, dovrebbe crearlo la consapevolezza che tutto questo Potere, ahimè, è fondato sulla religione (che dovrebbe essere il regno della Verità…..)
    Mah…..

    • il maccabeo scrive:

      “…Potere chiuso in una cittadella, che questo potere abbia i propri (grossi) interessi, e che questo comporti aree di ombra, archivi chiusi o socchiusi, notizie al contagocce, calcolati silenzi, ampie censure, imbarazzate dissimulazioni, ambigue indiscrezioni e quant’altro….”

      Sta forse descrivendo l´Italietta da Portella della Ginestra fino alla P4 passando per Piazza Fontana, P.della Loggia, Bologna, Ustica, Italicus, Moro, Falcone, Borsellino, Chinnici, Dalla Chiesa, Georgofili, Laterano, ecc. ecc. ecc. dove non si é mai saputo chi siano veramente i reali responsabili perché ogni volta saltan fuori i… “servizi… deviati”?
      Beh, se é cosi´le do pienamente ragione.

      “Un ulteriore, enorme disagio, poi, dovrebbe crearlo la consapevolezza che tutto questo Potere, ahimè, è fondato sulla religione…”
      Ma guardi che qui si sbaglia. Nell´Italietta di cui sopra al potere dal 1870 fino ad oggi non c´e´ senz`altro la religione cattolica, appena tollerata dal ventennio e subito riemarginata con l´era Craxi … ma forse Lei, quando parla dei fondamenti di questo Potere, si riferisce alla religione della dea ragione, coltivata nel segreto delle logge laiche?… E allora sì, convengo totalmente con Lei, caro dott. Anniballo: … “mi pare che ci sia un sistema generale che dovrebbe creare disgusto e disapprovazione.”
      Vede che le nostre posizioni sono del tutto identiche?
      O no?
      ….Mah…
      Si richiede esamino di coscienza.
      Possibilmente onesto.

    • giovannino scrive:

      caro anniballo , il potere corrompe in tutte le organizzazioni , a tutte le latitudini e in tutte le epoche. Le chiese non sono nulla quanto a malvagità se paragonate agli Stati . Sono invece d’ accordo che dispiace , almeno ai credenti dotati di spirito critico , notare questa similitudine tra chiesa e stato . Ad esempio , le giustissime critiche della chiesa cattolica romana nei confronti della Cina , sarebbero più credibili se la chiesa nelle sue istituzioni assomigliasse di meno al PCC. Infatti anche un laico come Benedetto Croce ha compreso che l’ idea di Chiesa è quella di una società fondata sulla libertà e non sul potere e che in questo essa è superiore all’ idea di Stato. ( Cfr ” Stato e Chiesa in senso ideale e loro perpetua lotta nella Storia “) .

  64. anniballo scrive:

    “MACCABEO”…..”MACCABEO”……
    Mi scusi, ma la risposta non è all’altezza del Suo calibro intellettuale e della Sua preparazione (che, ad onta delle nostre divisioni, ho imparato a stimare).
    Dico questo perchè le numerose e gravi storture che Lei ha ricordato non erano l’oggetto della mia riflessione e ,comunque, un’aberrazione non può essere invocata per giustificarne un’altra.
    Inoltre, dire che la religione cattolica non è al potere in un certo periodo è l’affermazione più incredibilmente falsa che possa essere concepita.
    La religione cattolica è ininterrottamente al potere in Italia da millecinquecento anni, diciamo (a buon peso…) , e certamente da sei secoli (da quando è partita la Controriforma): un potere assolutamente pervasivo che fa sì che anche ciò che non sembra si svolga sotto la volta mentale cattolica, per l’azione profondissima di connotazione delle coscienze che impronta di sè i comportamenti dell’intero popolo.
    Non è possibile essere italiani intelligenti e non vedere che l’intero carattere nazionale è forgiato sulla base sottintesa di dipendenza da una autorità frapposta in modo ineludibile tra noi e la nostra stessa coscienza. Di più, la nostra non è una religione della coscienza, ma una religione dell’Autorità; anzi di un ossequio formale ad una Autorità cui non risponde un rigore equivalente nella pratica.
    Questo ci rende frivoli, formalisti, esteriori, ipocriti e scarsamente seri; e veda Lei se è possibile credere che tali difetti della coscienza non ce li trasciniamo,poi, nella vita pubblica….
    Aggiungo che la massima parte dei mali nazionali (e persino le tragedie cui Lei faceva riferimento) si iscrivono perfettamente in questo magma di scarsa chiarezza e sarebbero difficilmente pensabili in paesi dove esiste un serio rigore nell’etica pubblica, di matrice protestante, ad esempio.

    • giovannino scrive:

      Caro anniballo essere “al potere” è un concetto ambiguo . Direi senz’ altro che dall’ editto di Costantino la chiesa cattolica è sempre stata un potere in Italia . Ma ha avuto sempre nemici e divisioni interne , è storicamente insostenibile farne una sorta di burattinaio che avrebbe sempre manovrato la politica del nostro Paese. Ti pare , ad esempio , che i preti avrebbero rinunciato al potere politico dello Stato pontificio o sono stati costretti ?

  65. ritaroma scrive:

    “serio rigore nell’etica pubblica” di matrice protestante” ! ma va… non mi sembra l’inghilterra una perla di lucido—-tanto x citarne una!

    dr Tornielli, E’ LEI il padrone di casa…qualcuno lo sta dimenticando!!! e sottilmente cerca d’”incastrarla!!!!!!!! buona domenica

    • disagiato scrive:

      geniale direi: bim bum bam

      • anniballo scrive:

        A me pare che voi vi rifiutiate non solo di cercare di discutere o capire, ma anche di spendere un momento per una spassionata riflessione.
        Nelle vs risposte, scusate, mancano argomentazioni : c’è solo la infastidita ed orgogliosa rivendicazione di una identità.

  66. mauro scrive:

    Caro Giovannino,

    mi riferisco alla sua risposta a me indirizzata il 15 luglio 2011 alle 18:02 su chi svolge bene il proprio lavoro.

    Rispondo in ritardo e me ne scuso.

    Svolgere il proprio lavoro con coscienza è un valore che accomuna tutto il mondo e non mi risulta che nessuna religione preveda che non si debba operare in tal senso.
    Il cattolico lo vedrà come una affinità con Dio, il mussulmano con Allah, come esempi fra i tanti, ma ciò che li accomuna è una morale civile universale che non ha simboli da proporre.

    • giovannino scrive:

      caro mauro , non escludo che anche da altri punti di partenza si possa giungere al riconoscimento della propria individuale e personale responsabilità nello svolgimento del proprio lavoro , sia esso professionale o meno . Ma certo il cristianesimo è storicamente molto importante nell’ emergere di questa concezione e resta a tutt’ oggi un solido fondamento . Perchè , dopo tutto , chi è frutto del caso dovrebbe sentire responsibilità nei confronti degli altri e non abbandonarsi all’ egoismo sfrenato ? su che basi uno schizzo di materiale organico deve darsi un’ etica ?

      • mauro scrive:

        Caro Giovannino,

        Probabilmente non mi sono spiegato bene, talvolta capita che salti un inciso che pare a me del tutto evidente.

        Lavorare con coscienza appartiene a tutte le epoche. Le faccio un esempio. Età totemica in cui non erano ancora nate le religioni: Se la caccia all’animale (un lavoro prestato a favore della tribu’) non veniva fatta bene, ovvero secondo le regole tramandate, non si catturava l’animale e la tribu’ non mangiava, questo perchè la caccia si esauriva dopo diversi giorni: marcia di avvicinamento, appostamenti vari per giungere all’individuazione dell’animale da cacciare etc. fino al ritorno presso la tribu’ dove l’animale venva spartito fra tutti e mangiato.

        Come già le ho scritto non c’è religione che non preveda che il lavoro non venga fatto con coscienza., ma le religioni hanno assorbito questo valore già presente nel mondo dagli albori dell’umanità.

  67. ADRIANO MEIS scrive:

    Le religioni hanno scarso successo nel migliorare l’uomo : gli istinti continuano a farla da padrone, generalmente parlando, ed il reggimento protestante delle coscienze non ha un destino molto migliore. Questo,però, vale piuttosto per le biografie private; è verissimo, invece, che lo scenario relativo all’etica pubblica è assai migliore nell’Europa centrosettentrionale.
    E’ assai verosimile che ciò sia dovuto al maggiore rigore morale che il fedele protestante impone alla sua condotta; la signora Ritaroma rivolge una facile critica all’Inghilterra, ma ella non ha una idea precisa, evidentemente, dell’infinitamente maggiore serietà con cui vengono trattate le questioni relative al buon andamento della vita collettiva. Mi permetto di affermarlo a causa di una lunga consuetudine proprio con quel Paese, che questioni familiari m’hanno imposto.
    Anche il valore della democrazia è maggiormente sentito ed anch’esso è un retaggio della valorizzazione dell’elemento paritario tipico del protestantesimo: basti pensare che il pastore viene eletto dalle comunità e non esiste il criterio della gerarchia, come da noi, negli affari spirituali. E nessuno si inchina a baciare le mani ad una autorità nominata da una Istituzione nè tantomeno gli affida la dirigenza della propria coscienza.
    Tutto questo, alla distanza, genera una maggiore maturità; nessun paese,certo, è perfetto, ma non c’è paragone con gli scenari pagliacceschi cui dà vita il nostro popolo, con la sua spiritualità di seconda mano, ispirata al semplice omaggio catto-clericale.

  68. ritaroma scrive:

    Adriano Meis, non credo di aver rivolto” una facile critrica” all’Inghilterra visto che
    lei ha dimenticato di aggiungere che SOLO in alcune chiese protestanti – come i luterani e i battisti– i ” pastori” vengono eletti dai fedeli o popolo”,mentre da Enrico VIII (1534) è il re. oggi la regina Elisabetta che nomina i successori capi supremi della chiesa protestante, proprio xchè il protestantesimo in Inghilterra, ha origini politico sociali!
    Lasci la democrazia altrove, che quì non c’entra x niente….parla di un liberalismo vacuo ed aleatorio…. e ritengo chiuso l’argomento!

    • ADRIANO MEIS scrive:

      Ritaroma, vi sarebbe molto da replicare, ma Lei ha un cipiglio dittatoriale, mi sembra ! Tale, in realtà, è la personalità di molti cattolici, che prendono materia d’orgoglio lì dove dovrebbero prendere materia di sgradevole riflessione; ma a me pare che a voi piaccia proprio questo, avere un Capo ed obbedire, liberi dall’impegno mentale, dalla riflessione e dalla discussione.
      Questo non conduce ad essere protagonisti di storia ed, infatti, sono molti secoli che i paesi cattolici hanno perso la guida del mondo e fabbricano solo inutili santi.

      • giovannino scrive:

        caro Adriano , le generalizzazioni valgono fino ad un certo punto . Ci sono cose buone nel cattolicesimo , come ci sono cose negative nel protestantesimo . Compilare liste di proscrizione degli errori altrui non è costruttivo e , soprattutto , non è conforme all’ insegnamento di Gesù .

        • mauro scrive:

          Caro Giovannino

          mi scusi me se lei vede solo cose positive nel cristianesimo e solo cose negative nel protestantesimo, non indica forse che il protestantesimo è in errore?

          Riaffermo, la sua conclusione: “non è costruttivo e , soprattutto , non è conforme all’ insegnamento di Gesù .”

          • ADRIANO MEIS scrive:

            Mauro, Giovannino, sono d’accordo,in linea di massima, che in ogni cosa esistono aspetti positivi e negativi. Tuttavia, da laico e non credente, io sono interessato soprattutto agli esiti morali di un messaggio religioso ed alle sue ripercussioni sulla collettività.
            Mi pare fuori dubbio che ,oltre a costruire una chiesa sanamente forestiera e pellegrina rispetto al mondo e che non annuncia l’evangelo appoggiandosi sul potere politico ed economico (rifiutando protezioni e privilegi), il protestantesimo sia riuscito a costruire un diverso atteggiamento di fronte alla vita, più rigoroso, più intransigente (in una parola, più serio e maturo).
            Questo ha portato ad un maggiore rigore nell’etica pubblica ed a me questo basta.

          • giovannino scrive:

            caro mauro , sono mosso soprattutto da un grande amore per Gesù . Per questo provo simpatia , nel senso forte del termine , per tutti coloro che si dichiarano cristiani e si riconoscono , come me , figli di Dio . Mi sforzo di amare però tutta l’ umanità anche chi non sa o perfino non vuole essere figlio di Dio, perchè così Gesù ci insegna . Ho grande ammirazione per alcuni cristiani , non importa se cattolici o protestanti. Potrei citare san Francesco , Albert Schweitzer e M.L. King , ad esempio . Ultimamente ho un particolare interesse per Francesco Pucci e ne approfitto per citare il ricercatore Giorgio Caravale ( che non ho il piacere di conoscere ) , che gli ha dedicato un libro che non vedo l’ ora di leggere. Sono cattolico praticante , ma senza troppo zelo , a volte penso di optare per il protestantesimo , ma alla fine non lo faccio mai . Ho molta speranza nel movimento ecumenico ed è per questa ragione che partecipo al blog.

  69. disagiato scrive:

    Egregio dottor Tornielli,
    ho appena letto la nota finale aggiunta al termine del suo post di apertura:

    * Don Vigani mi ha inviato un’email nella quale mi invita a leggere con più attenzione il suo editoriale: il silenzio lo ha chiesto alle fonti interne, non ai giornalisti che fanno il loro mestiere. Dunque non ha invocato alcun silenzio stampa fino all’ufficializzazione delle nomine. Lo ringrazio, e mi scuso per aver frainteso.

    Mi compiaccio della rettifica. Se mai le cosiddette «fonti interne» ovvero i veri destinatari dell’editoriale di don Sandro Vigani leggeranno ancora il Suo blog, chissà che ridestino la loro coscienza e la loro responsabilità ad un maggior sensus Ecclesiae.

    Con i consueti serenissimi saluti da Venezia.

    Post scriptum: Gran bel giorno ieri e oggi, festa del Redentore, per il nostro popolo e per il card. Angelo Scola. C’era? Non credo di averLa vista. Non sa che cosa si è perso. Non trova che giornalisticamente ci sia più gusto a stare qui che nei sacri palazzi?

  70. ADRIANO MEIS scrive:

    Petulante e serenissimo disagiato, ma Lei non trova di meglio che fare continuamente le pulci al dr Tornielli?

    • disagiato scrive:

      Che tratto di eleganza! Rispondo solo alle domande intelligenti :-)

      • mauro scrive:

        Caro ADRIANO MEIS

        Cattolicesimo e protestantesimo si sono divisi dando interpretazioni diverse, pur se trova il protestantesimo piu’ aderente o rigoroso al messaggio cristiano, tutti si sono dimenticati che alla base di qualunque civiltà esiste sempre una “morale civile” e che questa faceva parte dell’invito che Gesu’ faceva ad ogni uomo: osservare le leggi del proprio popolo.

        Così come ci si è dimenticati che il cristianesmo è una religione orientale non appartenente al nostro mondo occidentale e che già il trapiantarla significa uscire dalla mentalità orientale e proporne una confacente al pensiero occidentale. A forza di interpretazioni il cattolicesimo non appartiene piu’ al filone cristiano per quell’essersi autocostruita in religione diversa, nel tempo.

        Le faccio un esempio: Per il mondo occidentale l’amore è fondamentale nei rapporti con gli altri, ne è il cemento, in quello orientale no perchè ognuno è abbandonato a sè stesso e l’unica cosa a cui possa aspirare è il soccorso del prossimo quando dovesse trovarsi nel momento del bisogno.

        Nel Vangelo (ed. in greco) vi è la benevolenza (agape) in accordo con il pensiero orientale, nelle parole del Papa e nel Vangelo tradotto in italiano,l’amore (amor) in accordo con il pensiero occidentale.

        Ma ciò non è possibile: l’amore è un sentimento personale, piu’ o meno evidente così come può non essere presente ma anche trasformarsi in odio ed in ragion di ciò Dio non poteva farvi affidamento se chiedeva ad ognuno di soccorrere il prossimo. Doveva essere un atteggiamento uguale per tutti e che tutti potessero provare allo stesso modo, la benevolenza, l’essere benevolo nei confonti dell’altro.

  71. ritaroma scrive:

    è perchè forse non trova le sue!!!!!!!!!!!!

  72. mauro scrive:

    Caro Giovannino

    il consiglio che le posso dare, lo traggo dal Vangelo. Esca da ogni affanno della vita e con il cuore preghi in disparte Dio cosicchè Egli sappia ascoltarla, consigliarla e venirle incontro nei suoi dubbi.
    Lasci che gli altri si scannino sulle idee.

  73. Angelo Taranto scrive:

    A proposito di fughe di notizie, qualcuno sa qualcosa sulla successione a Mons. Papa alla giuda delle diocesi di Taranto?

  74. L'organista scrive:

    PER TORNIELLI

    ScusI se vado un pò fuori tema ma vorrei delle informazioni:
    E’ stato nominato il nuovo Vescovo di Bolzano-Bressanone, Mons. Ivo Muser 49 anni, che sostituirà Mons. Karl Golser, dimesso per motivi di salute ben noti. Si sa niente quando verrà consacrato Muser? e da chi verrà consacrato? da Mons Bressan, Arcivescovo di Trento o dal Card. Scola? Infine alcune indiscrezioni pescate dai vari blog parlano di Mons Andrea Bruno Mazzocato, Arcivescovo di Udine, come prossimo patriarca…La vedo mica bene sta roba qua: 2 anni ad Adria Rovigo, 5 a Treviso e 2 a Udine? si parla molto bene di Crepaldi, Arcivescovo-Vescovo di Trieste. Mattiazzo penso che ce lo teniamo a Padova fino ai 75 anni (l’ho incontrato ai funerali di un sacerdote tragicamente scomparso lo scorso 30 giugno e mi ha detto che rimarrà a Padova “fin a pension!!”) e infine di Bruno Forte? La provenienza Geografica gli potrebbe remare molto contro….