Neocatecumenali, l’approvazione

Cari amici, come saprete, ieri, in occasione della grande udienza delle comunità neocatecumenali, durante la quale il Papa ha ricevuto 7000 membri del movimento, la Santa Sede ha diffuso la notizia dell’approvazione vaticana per le celebrazioni che segnano l’itinerario del Cammino. Questa decisione, che giunge dopo quindici anni di studio da parte della Congregazione per il Culto, conclude il percorso per l’approvazione del Cammino Neocatecumenale: nel 2008 venne approvata la versione finale degli Statuti e nel 2011 fu approvata la dottrina contenuta nei tredici volumi del Direttorio Catechetico del Cammino.

Conoscendo la sensibilità di molti visitatori del blog, so di addentrarmi in un terreno minato. Vorrei evitare di essere sommerso di email di protesta, ma correrò il rischio, perché quanto accaduto ieri in Vaticano rappresenta un evento ecclesiale. Da quanto ho capito, il decreto di ieri ha approvato specificamente le «celebrazioni» che segnano le tappe del cammino: credo si tratti non di celebrazioni liturgiche in senso stretto, ma di para-liturgie legate a determinati e specifici momenti del percorso dei neo-catecumeni. Infatti il decreto, firmato dal cardinale Rylko, presidente del Pontificio consiglio per i laici, fa riferimento a “quelle celebrazioni contenute nel Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale che non risultano per loro natura già normate dai libri liturgici della Chiesa“. Non bisogna infatti dimenticare che la liturgia così come viene celebrata nelle comunità neocatecumenali è stata già approvata con il decreto riguardante gli Statuti nel 2008, che permetteva alcune usanze e non ne contemplava altre.

Come sapete, proprio il modo di celebrare del Cammino è stato oggetto di polemiche e dibattiti. La Santa Sede ha concesso alle comunità neocatecumenali di fare le celebrazioni il sabato sera per piccoli gruppi (anche se si specifica che deve esserci la possibilità di partecipare per persone esterne al movimento che lo vogliano), di anticipare lo scambio della pace così come avviene nel rito ambrosiano, e ha concesso pure che i fedeli possano fare la comunione rimanendo al loro posto, ma in piedi – e non dunque seduti. In una nota si precisava anche che erano ammesse soltanto delle brevi monizioni sulle letture.

Il Papa, accogliendo i neocatecumenali, ne ha lodato l’impegno evangelizzatore. Sulle celebrazioni, ha raccomandato fedeltà ai libri liturgici e ha detto che una volta concluso il cammino, i fedeli che l’hanno compiuto dovrebbero rientrare nel seno della comunità parrocchiale a celebrare l’eucaristia. Il decreto annunciato ieri (che porta la data dell’8 gennaio) rappresenta dunque la tappa conclusiva di un percorso. Le discussioni continueranno. Ma sarebbe sbagliato ritenere che solo con quest’ultimo decreto siano state approvate le «messe neocatecumenali».

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • Print
Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

639 risposte a Neocatecumenali, l’approvazione

  1. stefano63 scrive:

    In ogni caso è un segno evidente del fallimento della Chiesa Cattolica post conciliare ormai incapace di educare alla fede senza l’aiuto di segni e liturgie protestanti o new age poichè il concilio ha svuotato il contenuto Sacro del cattolicesimo.

    • armando scrive:

      Giunto al blog di Tornielli s’imbatté in un uomo della casa degli Insoddisfati, Stefano63, il quale usciva imprecando e gettava sassi contro il Magistero […] e diceva: «Vattene, vattene, eretico scellerato! Il Signore ha fatto ricadere sul tuo capo tutte le eresie del Concilio; il Signore ha messo il regno nelle mani degli Insoddisfatti ed eccoti nella sventura che hai meritato» Allora Arealvel, zelante del Magistero si indignò e disse: «Perché questo cane morto dovrà maledire la mia Chiesa? Lascia che io vada e gli tagli la testa!» Ma il la Chiesa rispose: «Che ho in comune con voi, Arealvel? Se maledice, è perché il Signore gli ha detto: maledici la Chiesa!

    • Reginaldus scrive:

      Stefano63:
      perfetto! solo vorrei precisare che questa che lei chiama Chiesa Cattolica è in realtà la contraffazione di essa. E come contraffazione è normale che non sia altro che una delle tante espressioni della galassia protestante…secondo la moda new age…

  2. Gabriele scrive:

    Grazie per la precisazione, ne chiedo un’ultima. La Sua frase finale “Ma sarebbe sbagliato ritenere che solo con quest’ultimo decreto siano state approvate le «messe neocatecumenali».” vuol dire che le «messe neocatecumenali» erano state già approvate in precedenza, oppure che ancora non lo sono del tutto?
    Grazie tante!

  3. Penso che sia una buona notizia per tutta la Chiesa ma non mi illudo: c’è chi continuerà a protestare. Ringrazio per l’articolo molto chiaro e neutro, a differenza di quello di Magister

  4. Ako scrive:

    Dott. Tornielli può spiegarmi cosa intende con questa frase? “In una nota si precisava anche che erano ammesse soltanto delle ammonizioni introduttive alle letture, e non le cosiddette «risonanze»”
    Quale sarebbe la nota in questione? Per quanto ne so io nello statuto all’art. 13 si dice che:
    3. Nella celebrazione dell’Eucaristia nelle piccole comunità si seguono i libri liturgici
    approvati del Rito Romano, fatta eccezione per le concessioni esplicite della Santa
    Sede(49).
    Nella nota 49 si cita la lettera di Arinze che va seguita solo per le concessioni o le particolarità (come il papa stesso ha ricordato ai neocat, quando dice che la celebrazione nelle piccole comunità, regolata dai Libri liturgici, che vanno seguiti fedelmente, e con le particolarità approvate negli Statuti del Cammino). Una delle concessioni è proprio la possibilità delle risonanze, nella lettera si dice:
    ” e anche, eccezionalmente, qualche eventuale testimonianza sempre adeguata alle norme liturgiche e offerta in occasione di liturgie eucaristiche celebrate in particolari giornate (giornata del seminario o del malato, ecc.) se ritenuta oggettivamente conveniente, come illustrativa dell’omelia regolarmente pronunciata dal sacerdote celebrante. Queste didascalie e testimonianze non devono assumere caratteristiche tali da poter essere confuse con l’omelia”.
    Mi sembra sia chiaramente fatta salva la possibilità delle risonanze! No?

  5. lucio scrive:

    scrive tornielli:
    “In una nota si precisava anche che erano ammesse soltanto delle ammonizioni introduttive alle letture, e non le cosiddette «risonanze», cioè gli interventi dei fedeli sulla Scrittura appena ascoltata durante la celebrazione eucaristica.”

    Non e’ corretto dott. Tornielli, le risonanze non debbono generare confusione con l’omelia, ma non sono vietate.

  6. Esatto, sono stati approvati per la precisione i riti descritti nel direttorio catechetico . Essendo il cammino una riscoperta del battesimo, alla fine di alcune tappe viene ricordato e rinnovato solennemente, in maniera liturgica (quasi maisacramentale) un passo, un tratto, un aspetto o un significato particolare del battesimo. La pace sia con tutti, e spero che tutti si ricordino che il cammino in fondo è uno dei tanti mezzi suscitati dallo Spirito per i bisogni della Chiesa e dell’ uomo : non è certo l’unico, né deve piacere per forza. Ma l’albero, si sa, si riconosce dai frutti … :)

  7. Cosimo scrive:

    La ringrazio Dott. Torniello per il suo interessamento, credo comunque che le critiche se le prenderà ugualmente….come è normale che sia visto l’ argomento “neocatecumenali”.
    Cosa ci vuol fare, è e sarà sempre così. Lo stesso Kiko prima che venissero approvati definitivamente gli statuti diceva di non illudersi perchè le critiche e gli “attacchi” non sarebbero cessati….volontà del Signore…ci fanno bene, guai se ci osannassero, dovremmo chiederci, in quest’ultimo caso, dove stiamo sbagliando.
    La Chiesa maestra giustamente ha il compito di ordinare e regolamentare quei frutti dello Spirito che, in quanto tali, producono effetti così forti negli uomini che a volte potrebbero “trasbordare” in fenomeni (passatemi il termine) extraecclesiastici.
    La Chiesa è e rimarrà sempre madre e maestra, che Dio la benedica.

  8. ritaroma scrive:

    >Riporto:
    Il valore unico della celebrazione dell’Eucaristia aperta a tutta la comunità parrocchiale, è stato ribadito da Benedetto XVI la mattina del 20 gennaio, nell’incontro con le comunità del cammino neocatecumenale. È importante, ha detto in particolare il Papa, non separarsi dalla comunità parrocchiale proprio nella celebrazione della messa “che è il vero luogo dell’unità di tutti”.

    Il Papa ha spiegato che, nella liturgia della Chiesa, nella messa “aperta a tutti” la grande comunità ecclesiale trova “la sua forma ordinaria”. Ogni celebrazione eucaristica, ha sottolineato ancora il Pontefice, “è un’azione dell’unico Cristo insieme con la sua unica Chiesa e perciò essenzialmente aperta a tutti coloro che appartengono a questa sua Chiesa”.

    La celebrazione nelle piccole comunità, regolata dai libri liturgici, “che vanno seguiti fedelmente” pur con tutte le “particolarità approvate negli statuti del cammino”, ha il compito di aiutare “quanti percorrono il cammino neocatecumenale a percepire la grazia dell’essere inseriti nel mistero salvifico di Cristo”, che rende possibile una testimonianza cristiana “capace di assumere anche i tratti della radicalità”.

    Benedetto XVI ha poi sottolineato che “la progressiva maturazione nella fede del singolo e della piccola comunità” deve comunque favorire “il loro inserimento nella vita della grande comunità ecclesiale”, in particolare nella parrocchia, “nella quale e per la quale si attua il Neocatecumenato”.

    Per questo motivo il Papa ha ripetuto che è importante, durante il cammino, “non separarsi mai dalla comunità parrocchiale” proprio nel momento centrale della sua vita, cioè l’Eucaristia, nella quale “il Signore ci abbraccia nei diversi stati della nostra maturità spirituale e ci unisce nell’unico pane che ci rende un unico corpo”.

    ………………….
    non credo ci sia molto da commentare o da rettificare!
    E’ il punto centrale e va accettato senza modifiche personali!

  9. Antulio scrive:

    Lo scopo del Cammino Neocatecumenale sarebbe quello di riportare alla fede coloro che l’hanno abbandonata. Nobilissimo scopo si direbbe a prima vista; in realtà sembra che metodi adottati dai responsabili del Cammino, per ottenere il risultato, non siano così limpidi come si vuole far credere.
    Sembra anzi che quei metodi lascino molto a desiderare e si avvicinino in modo impressionante a quelli poco raccomandabili adottati dalle sette religiose.
    Speriamo che la chiesa non si stia mettendo in casa gente delle quale in seguito debba pentirsi. La chiesa non ha in alcun modo bisogno altri e nuovi problemi.

  10. alberto scrive:

    Sappiamo già come sono andati a finire tutti gli appelli di fedeltà ai libri liturgici fatti nella Chiesa dagli anni Sessanta ad ora…….
    Qualcuno ancora può farsi, in buona fede, illusioni ?
    Sappiamo già, quindi, come andrà a finire anche questa nuova sceneggiatura.

  11. alberto scrive:

    Sappiamo già come sono andati a finire tutti gli appelli di fedeltà ai libri liturgici fatti nella Chiesa dagli anni Sessanta ad ora…….
    Qualcuno ancora può farsi, in buona fede, illusioni ?
    Sappiamo già, quindi, come andrà a finire anche questa nuova sceneggiatura.

    • lorenzo patroncini scrive:

      Posso assicurarti che i libri liturgici vengono seguiti fedelmente: si fa tutto, Gloria Credo Agnello di Dio, con le modifiche approvate dal Vaticano, come lo scambio della pace subito prima dei riti di Comunione, le monizioni (che sono nient’altro che le introduzioni alle letture che stanno anche sul folgietto della messa domenicale) ecc ecc… In passato ciò non è sempre avvenuto: abbiamo ricevuto indicazioni e correzioni, e sono state (giustamente!) accettate

      • alberto scrive:

        Dal frutto riconosceremo l’albero. Vedremo.
        Finora, abbiamo assistito, e non solo nei Neocatecumenali, al dilagare di emozionalismi e platealità gonfie di fiumi di parole, di chiara matrice e derivazione americana, supportati da poca Dottrina.
        Ripeto: vedremo.

    • Antulio scrive:

      Egregio Alberto,
      i Neocatecumenali sono una pericolosa setta religiosa da tenere alla larga il più possibile; speriamo che le teste pensanti vaticane capiscano il pericolo al quale stanno andando incontro.

      • alberto scrive:

        Non sono in grado di dire se siano una setta, ma ormai abbiamo visto talmente tante cose nella Chiesa, che viene per certi versi un senso di rassegnazione e di mestizia.
        Non ci bastavano due millenni di dottrina e di tradizione, di santi, di padri della Chiesa, di opere, ecc. ?
        Come ho detto al lettore sopra, lorenzo, …. vedremo.

  12. Antulio scrive:

    Il Papa loda l’impegno evangelizzatore dei Neocatecumenali! Ma il Papa conosce il metodi adottati in quella “evangelizzazione”?
    Sarebbe sicuramente opportuno che egli fosse più prudente nell’elargire elogi poco meritati.

    • lorenzo patroncini scrive:

      Caro Antulio, il Papa, le Congregazioni e i Pontifici Consigli vari conoscono bene il Cammino, le sue catechesi e i suoi metodi. In particolare sono state analizzate a fondo le “indicazioni alle equipes dei catechisti”, che sono i testi che contengono tutto ciò che riguarda le catechesi e come farle; e dopo l’analisi e le correzioni dovute al fatto che erano essenzialmente trascrizioni di discorsi, e inseriti i riferimenti al Catechismo, sono diventate addirittura “direttorio”, ad indicare la bontà dei testi e il carattere vincolante del metodo. Qui puoi trovare un link del documento : http://www.camminoneocatecumenale.it/public/file/DecretoDirettorio.PDF
      ps diffidate dalle cattiverie scritte su internet… sul web c’è tutto e il contario di tutto, dalle scie chimiche, alle pubblicità che ti promettono di diventare ricchi investendo sulle opzioni; fidiamoci dunque almeno della Chiesa, almeno del Papa e della Congregazione per la Dottrina della Fede, perchè ” Nell’esercizio della sua suprema, piena ed immediata potestà sopra tutta la Chiesa, il romano Pontefice si avvale dei dicasteri della curia romana, che perciò compiono il loro lavoro nel suo nome e nella sua autorità, a vantaggio delle Chiese e al servizio dei sacri pastori.
      CHRISTUS DOMINUS, 9 “

      • Antulio scrive:

        Cortese Patroncini,
        se è come afferma, perché il Cammino, per la sua evangelizzazione, usa gli stessi orripilanti metodi coercitivi delle sette religiose??? Non è con quei metodi che si salva la chiesa, anzi aggiungerà nuovo discredito quando saranno generalmente conosciuti.

  13. Simon de Cyrène scrive:

    Quel che conosco di questa realtà necatecumenale è solo per sentito dire o letto.
    Debbo dire che trovo estremamente positivo il fatto che abbiano famiglie numerose, mostrando di vivere Humanae Vitae concretamente e non solo a parole; che trovo il suo slancio missionario proprio, in particolare, nel mondo apostata secolarizzato che ci circonda rispondere alla missione che la Chiesa sta chiedendo a ognuno di noi di compiere; trovo l’invio in missione di famiglie una dimsotrazione di slancio generoso e di amore di Cristo.

    Con questa approvazione finale, tutto il CNC è stato approvato dalla Santa Sede: in quanto pedagogia, in quanto catechesi, in quanto mistagogia. Se i responsabili dei dicasteri in carica in unione con il Santo Padre lo hanno deciso è perchè pensano che sia una cosa buona per la Chiesa.

    Appare chiaro anche da questi annunci che non c’è una liturgia neocatecumenale: tutto quel che tocca la liturgia è basato sul Messale romano nella sua forma ordinaria. E’ quindi una messa che si radica profondamente nel credo della Chiesa latina, anche se ci sono alcune peculiarità che , sottolineo, non mi piacciono ma che, penso, col maturare e l’approfondire della loro fede non mancherà di approdare alla pienezza della forma ordinaria.

    Direi, tutto sommato, che questa decisione dell Papa deve essere un l’occasione di un giorno di gioia per tutti i cattolici di vedere l’operato missionario di questi nostri fratelli riconosciuto al suo più alto livello, in comunione con il Santo Padre ed i Vescovi in unione con lui.
    In Pace

  14. Cherubino scrive:

    e con buona pace (se ci riesce, lo spero) di chi per anni ha detto “aspetto che…” per rimandare sine die la semplice costatazione che la Chiesa, nel suo pontefice, approva e sostiene questo cammino di crescita spirituale, come altri.

  15. Antulio scrive:

    I fatto sconcertante è che questa virulenta setta dei Catecumenali prolifera spesso col beneplacito di alcuni sacerdoti, i quali mettono a disposizione le loro chiese, senza conoscere bene il nemico che si mettono in casa e che all’inizio non si manifesta ai fedeli per quello che è realmente.
    Il fedele viene ingannato, crede di parlare con normali catechisti ed invece parla con i pericolosi catechisti del Cammino, addestrati a manipolare psicologicamente le menti degli ignari fedeli.
    L’identità del manipolatore si manifesta piano piano, man mano che procede il lavaggio del cervello. Si vedrà meglio in seguito.

    • Mercurio scrive:

      Io sono un “pericoloso” catechista, ma il mio unico scopo è quello di far incontrare le persone con Gesù Cristo nella Santa Chiesa Cattolica, l’unico mio nemico è il demonio, non ce ne sono altri.
      Mi chiedo come si fa ad essere cristiani dando giudizi così cattivi, Gesù ha detto “Non giudicate …”, e poi il prof. Ratzinger quando era in Germania più volte ha aiutato a tradurre le catechesi ai catechisti italiani che non conoscevano bene la lingua, quindi ciò che facciamo lo conosce molto, ma molto bene. Pace a te.

      • Luisa scrive:

        E come si sente lei, catechista neocatecumenale, durante gli scrutini, vere e proprie confessioni pubbliche dove l`intimità dell`individuo è messa a nudo davanti alla comunità?
        Che effetto fa avere il suo potere? Lei che è considerato, come tutti i catechisti del cnc, parlare a nome dello Spirito Santo, lei che è investito di un tale potere che bisogna obbedirle senza porre domande , perchè i dubbi è Satana che li ispira, lei che è il consigliere spirituale, coniugale e personale dei membri di quelle comunità?
        Per i testi, l`allora card. Ratzinger, prefetto della CdF, li ha reclamati nel 1993 per essere visti, studiati e corretti, quel lungo lavoro di correzione è terminato nel 2003, ma, davanti al card. Ratzinger, Arguello ha rifiutato quel lavoro perchè non riconosceva più in quel “mattone” le sue catechesi, li ha dunque corretti lui stesso, aggiungendo citazioni del Catechismo…e sono poi stati approvati per pubblicazione nel dicembre 2012, ma sono ancora oggi secretati, non resi pubblici, ciò che è per lo meno scioccante per un percorso formativo cattolico.

      • Antulio scrive:

        Non credevo, Egregio Mercurio,
        di avere tanta fortuna da imbattermi in un catechista del Cammino!
        Se è così, spero che lei possa spiegare con dovizia di particolari per quale motivo la vostra catechesi avviene con gli stessi orripilanti metodi usati dalle sette pseudoreligiose e non: Scientology, per dirne una nota.
        Attendo con impazienza la sua risposta.

  16. Lino scrive:

    @ lorenzo patroncini 21 gennaio 2012 alle 20:40
    Egregio Lorenzo,
    sono uno studioso di percorsi formativi. Mi saprebbe indicare, cortesemente, in quale link o in quale libreria posso consultare oppure acquistare il “direttorio” da lei citato?

  17. luciano27 scrive:

    la mia incredulità sul valore di “questa” religione cristiana stà proprio nei contrasti, litigiosità e rappacificazioni tra credenti in un Dio,che nella sua forma spirituale, è lo stesso per tutti:ogni ramo delle cristianità interpreta i libri sacri e i riti religiosi in modo diverso: ammissibile, perchè si interpreta ciò che non è detto in modo chiaro; ma il rap.porto uomo- Dio dovrebbe cancellare o almeno attutire questi contrasti favorendo la reciproca accettazione

  18. Luisa scrive:

    La cosidetta “liturgia” neocatecumenale, inventata da un laico 40 anni fa, è stata inserita nello statuto consegnato dal PCL, L stante per laici…nel 2008, senza tenere conto delle NORME che il Papa aveva trasmesso attraverso il card. Arinze nel dicembre 2005 e da lui stesso confermate oralmente nel gennaio 2006, son seguiti due anni di battaglia perchè Arguello rifiutava di obbedire e con l`aiuto dei suoi amici card. Rylko e mons. Filoni, Kiko Arguello è riuscito, bypassando le norme e dunque la volontà del Papa, a far inserire quell`articolo 13 SENZA l`approvazione della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Ieri il Papa ha in qualche sorta preso atto di quel colpo di forza, menzionando l`art.13, per poi continuare con una serie di “MA”, importanti e espliciti, per chi è in buona fede.
    Purtroppo, quel genere di linguaggio si presta a strumentalizzazioni e interpretazioni che già vediamo diffondersi, in primis da Kiko Arguello che, nella sua intervista leggibile su Zenit, tace sui “MA” del Papa per sottolineare con enfasi unicamente le approvazioni.

    • Luisa scrive:

      Ecco i “MA” del Papa:
      …MA “ogni celebrazione eucaristica è un’azione dell’unico Cristo insieme con la sua unica Chiesa e perciò essenzialmente aperta a tutti coloro che appartengono a questa sua Chiesa”, dunque “l`Eucaristia ha un carattere pubblico”,  
      …  “MA la progressiva maturazione nella fede del singolo e della piccola comunità deve favorire il loro inserimento nella vita della grande comunità ecclesiale, che trova nella celebrazione liturgica della parrocchia, nella quale e per la quale si attua il Neocatecumenato (cfr Statuti, art. 6), la sua forma ordinaria.”
      “MA anche durante il cammino è importante non separarsi dalla comunità parrocchiale, proprio nella celebrazione dell’Eucaristia che è il vero luogo dell’unità di tutti, dove il Signore ci abbraccia nei diversi stati della nostra maturità spirituale e ci unisce nell’unico pane che ci rende un unico corpo (cfr 1 Cor 10, 16s).”  
       
      C`è la ratifica di quel “rito” sincretista che è finito in uno statuto contro le  SUE NORME ma ci sono anche i richiami sul valore della liturgia e dell`unità e armonia ecclesiale.  
      Il Papa conosce tutti i problemi che porta il cnc nelle parrocchie,per delle ragioni che mi sfuggono, ma che mi sconcertano, non può essere coercitivo, o non vuole essere coercitivo.  
      Ancora un volta solo richiami, sappiamo che i richiami i neocatecumenali li ignorano.  
      Tutto continuerà come prima e “meglio” di prima, e il signor Arguello andrà per il mondo dicendo che la Chiesa ha approvato quelle prassi che Dio gli ha ispirato.

      • Cherubino scrive:

        a parte che dedurre un richiamo da un semplice “ma” è veramente ridicolo, dato che in qualsiasi ragionamento deduttivo ci stando dei “ma”, ma fossero anche tali, trasformare tre richiami in “ancora una volta SOLO richiami” è la prova definitiva che Luisa ha problemi con la determinazione della quantità.

      • Cherubino scrive:

        “La Chiesa ha riconosciuto nel Cammino un particolare dono che lo Spirito Santo ha dato ai nostri tempi e l’approvazione degli Statuti e del “Direttorio Catechetico” ne sono un segno.”
        Benedetto XVI, ieri.

  19. Reginaldus scrive:

    per una chiesa che ha svuotato la sua liturgia dell’essenza cattolica avendone conservate solo alcune apparenze ( e spesso nemmeno quelle) che cosa volete che sia farsi affiancare da un’ altra liturgia che la sua impronta la prende dalla stessa fucina da cui si è prodotta l’anti-chiesa!

    -guardate la foto in alto: il volto di colui che passa come il vicario di Cristo, che si specchia compiaciuto con quello di colui che il suo lo mette a raffiguare il Cristo delle sue iconi!!! Due cristi in terra non sono troppi???

  20. Eremita scrive:

    La chiesa è piena di fermenti e novità liturgiche, c’è persino la processione del santo con inchino al boss camorrista e la sepoltura del capobanda in Sant’Apollinare. Cosa volete che siano le ingenue originalità del Kiko.

  21. Luisa scrive:

    Un cattolico che è stato formato con la guida della Chiesa e del suo Magistero, come quello sull`Eucaristia, può essere sconcertato nel vedere ratificato un modo di celebrare l`Eucaristia che comporta palesamente degli elementi NON cattolici, che NON figurano in nessun testo del Magistero.
    Sono precisamente quegli elementi che il Papa ha voluto nel 2005 rettificare domandando ai neocatecumenali di camminare verso il modo di comunicarsi in uso nella Chiesa cattolica, lo hanno fatto? No.
    È forse cattolico il loro modo di comunicarsi restando al proprio posto dove, subito dopo aver ricevuto in piedi il loro pezzettino di pane, si siedono e, restando con il loro pezzettino in mano, aspettano che tutti siano serviti per poi tutti insieme comunicarsi?
    In che testo del Magistero troviamo quel modo di comunicarsi? E sorvolo sui segni e simboli ebrei, sul fiume di parole, sulla danza ebrea, sullo sconvolgimento dello spazio sacro.
    Ieri, il Papa pur mettendo tutti i suoi “MA”, “ma” importanti e espliciti, ha comunque ratificato ciò che si svolge il sabato sera nelle salette neocatecumenali.
    Sapendo anche che, quando ci sono abbastanza presbiteri a disposizione, ogni comunità celebra a parte a secondo del suo grado di iniziazione, non posso non domandarmi : è cattolica questa prassi?
    La Messa inserita nel sistema dell`arcano che continua a coprire quel percorso iniziatico a tappe, la Messa con quei simboli, con quei segni, in che testo del Magistero della Chiesa la trovo?

  22. JM scrive:

    Dice Lei: “una volta concluso il cammino, i fedeli che l’hanno compiuto dovrebbero rientrare nel seno della comunità parrocchiale a celebrare l’eucaristia “.
    Mi pare un’affermazione gravemente incorretta.

    Dobbiamo supporre che il Papa non contradice lo Statuto del 2008, che dice:
    a. “All’interno della parrocchia, il Neocatecumenato è vissuto in piccola comunità” (Art. 7§1).
    b. “Le celebrazioni dell’Eucaristia delle comunità neocatecumenali al sabato sera fanno parte della pastorale liturgica domenicale della parrocchia e sono aperte anche ad altri fedeli” (Art. 13§2)
    c. “La comunità neocatecumenale, dopo aver compiuto l’itinerario di riscoperta dell’iniziazione cristiana, entra nel processo di educazione permanente della fede: perseverando nella celebrazione settimanale della Parola e dell’Eucaristia domenicale e nella comunione fraterna, attivamente inseriti nella pastorale della comunità parrocchiale” (Art. 22§1).

    Da queste norme risulta chiaramente che:
    1) Le comunità neocatecumenali fanno parte della parrocchia, non sono una realtà fuori della parrocchia. Di conseguenza, non ha senso dire che “dovrebbero rientrare nel seno della comunità parrocchiale”.
    2) I tre elementi nei quali la comunità “persevera” dopo la fine del neocatecumenato corrispondono ai tre “elementi fondamentali (“tripode”)” menzionati nel Art.8§2 dello Statuto come base del itinerario neocatecumenale.
    In questo contesto, il riferimento, nel Art. 22, “dell’Eucaristia domenicale “ assieme agli altri due elementi fondamentali, più il fatto di essere nominata, all’inizio del Art. 22, la “comunità neocatecumenale” in quanto tale (non i neocatecumeni individualmente), porta alla conclusione che “l’Eucaristia domenicale” della quale parla l’Art. 22 è l’Eucaristia celebrata nella piccola comunità. Inoltre, non avrebbe senso dire che la comunità “persevera” nella celebrazione dell’Eucaristia domenicale, se fosse solo per dire che i neocatecumeni continuano a partecipare all’Eucarestia dominicale tout court, perché questo è l’obbligo di ogni cattolico.

  23. Alessandro scrive:

    Carissimo Andrea,

    mi complimento con te per il coraggio che hai avuto nel pubblicare l’articolo sull’udienza del Papa a noi del Cammino Neocatecumenale. Per giunta era un articolo davvero ben fatto e onesto. Purtroppo ancora in tanti ci criticano non conoscendoci eppure con l’aiuto della grazia di Dio stiamo davvero smuovendo mari e monti nella Chiesa. Siamo tra il milione e il milione e mezzo nel mondo, a Madrid quest’estate eravamo 200.000 giovani solo del Cammino, per non parlare delle migliaia di vocazioni suscitate nel corso di questi 40 anni. Poi ora che abbiamo ricevuto tutte le approvazioni possibili e immaginabili da parte del Papa attraverso i vari dicasteri (ne abbiamo coinvolto tanti e importantissimi) perché continuano a comportarsi così?

    Nell’articolo c’erano solo tre cose a parer mio inesatte:

    1) Le risonanze ci sono state concesse. Non numerosissime, brevi, devono essere esistenziali e riguardare le letture appena proclamate e non devono essere né minicatechesi, né miniomelie (non immaginate quanto possano essere toccanti e meravigliose queste esperienze dei fratelli e, insieme alle monizioni e alle preghiere spontanee, aiutano tutto il popolo di Dio a partecipare molto più attivamente alla celebrazione).

    2) Noi la comunione la riceviamo in piedi sul palmo della mano, poi però ci sediamo e facciamo la comunione tutti insieme da seduti dopo che è stata distribuita a tutti, in seguito alle parole del sacerdote ‘questo è l’agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo….etc..’.

    3) Tu dici che il Papa ‘ha detto che una volta concluso il cammino, i fedeli che l’hanno compiuto dovrebbero rientrare nel seno della comunità parrocchiale a celebrare l’eucaristia’.
    In realtà non è proprio così. Leggendo attentamente il discorso del Papa lui dice testualmente questo:

    Al tempo stesso, la progressiva maturazione nella fede del singolo e della piccola comunità deve favorire il loro inserimento nella vita della grande comunità ecclesiale, che trova nella celebrazione liturgica della parrocchia, nella quale e per la quale si attua il Neocatecumenato (cfr Statuti, art. 6), la sua forma ordinaria.

    Ma anche durante il cammino è importante non separarsi dalla comunità parrocchiale, proprio nella celebrazione dell’Eucaristia che è il vero luogo dell’unità di tutti, dove il Signore ci abbraccia nei diversi stati della nostra maturità spirituale e ci unisce nell’unico pane che ci rende un unico corpo (cfr 1 Cor 10, 16s).

    Ora la questione è veramente complessa e ti assicuro che da ieri leggo e rileggo il testo la cui interpretazione ti assicuro non è affatto semplice. E per poterla dare è necessario sapere delle cose che solo chi è dentro sa. Prima di tutto quando si parla di celebrazioni in piccole comunità diciamo che non sempre è possibile farlo. A meno che nella parrocchia il Cammino non sia appena arrivato e ci sia una o due comunità, nella maggior parte delle parrocchie sono molte di più (in alcune parrocchie ci sono più di 30 comunità). Capirai bene che se ci sono 10 comunità è quasi impossibile trovare 10 sacerdoti che contemporaneamente celebrino una messa per ogni comunità per cui succede che viene celebrata una messa con le particolarità proprie del Cammino per tutte le comunità, ed è una messa aperta a tutti come ha ribadito il Papa nel suo discorso. Se è aperta a tutti è una messa della parrocchia a tutti gli effetti, solo celebrata con qualche particolarità. Detto questo il termine ”rientrare nel seno della comunità parrocchiale” un po’ stona perché, ripeto, è una messa della parrocchia a tutti gli effetti.
    Ma che senso dare alle parole del Papa? Prima di tutto bisogna capire la sua legittima preoccupazione….. Lui non vuole che ci siano due parrocchie parallele, divisioni ed è di fronte a una situazione molto particolare perché nel passato anche in parrocchie grosse dove c’erano tanti gruppi, ogni gruppo aveva le sue attività però almeno alla messa ci si ritrovava tutti insieme mentre sembra che noi ci separiamo anche in questo con la ‘nostra messa’. Questo non è vero!!! E’ una messa aperta a tutti.

    So ad esempio che in certe parrocchie viene celebrata la messa tridentina, sempre aperta a tutti e chi vi partecipa è in perfetta comunione con chi partecipa alle altre messe celebrate in lingua italiana anche se la celebra in forma straordinaria. Anche la messa celebrata da noi è celebrata in maniera straordinaria e sembra che il Papa alluda a questo quando parla di ‘forma ordinaria’ riferendosi alle celebrazioni liturgiche tradizionali. Il Papa lo sa benissimo, allora cosa intendeva? Secondo il mio modestissimo parere lui desiderava dire che sia durante che dopo la fine del Cammino l’obiettivo è quello di inserirsi nella vita della parrocchia a tutti i livelli e di non separarsi dalla comunità parrocchiale.

    Quando poi dice: ”Ma anche durante il cammino è importante non separarsi dalla comunità parrocchiale, proprio nella celebrazione dell’Eucaristia che è il vero luogo dell’unità di tutti” è possibile che l’abbia detto in entrambi i sensi. Cioè da una parte i neocatecumenali devono entrare in comunione con il modo ordinario di celebrare la messa nella parrocchia, ma dall’altra anche il resto della comunità parrocchiale può e deve essere invitata ad apprezzare il nostro modo di celebrare la messa che, vi assicuro, è meraviglioso.
    Poi questa è un’interpretazione mia…..ma Andrea non mi sembra proprio che il Papa intendesse che dopo la fine del Cammino tutti debbano partecipare solamente alla messa celebrata in maniera ordinaria. Sennò sembrerebbe che la messa nelle piccole comunità sia solo propedeutica all’inserimento nella vita ordinaria della parrocchia e quindi destinata ad essere abbandonata… ma nel Cammino non funziona così: le comunità sono sempre tenute a celebrare la messa con i segni che ci caratterizzano e ci sono stati concessi e questo il Papa lo sa benissimo! Semplicemente desidera che tutti gradualmente siano perfettamente integrati nella vita ordinaria della parrocchia.

    Io vi posso dire che questo nella mia parrocchia è realtà. Il Cammino è presente da più di 30 anni, abbiamo tantissimi accoliti tutti del Cammino, il 70% dei catechisti dei bambini sono del Cammino, lo sono i cantori che fanno servizio alle messe, le signore che si occupano dei fiori e del decoro liturgico della Chiesa e potrei continuare……
    Anche le persone che all’inizio del Cammino erano molto lontane dalla Chiesa pian piano si sono riavvicinate alla vita della parrocchia con grandi frutti. Questo credo intendesse il Papa e come si è realizzato nella mia parrocchia si realizzerà anche in tutto il mondo.

    Un abbraccio a tutti
    Alessandro

    • Luisa scrive:

      “So ad esempio che in certe parrocchie viene celebrata la messa tridentina, sempre aperta a tutti e chi vi partecipa è in perfetta comunione con chi partecipa alle altre messe celebrate in lingua italiana anche se la celebra in forma straordinaria. Anche la messa celebrata da noi è celebrata in maniera straordinaria e sembra che il Papa alluda a questo quando parla di ‘forma ordinaria’ riferendosi alle celebrazioni liturgiche tradizionali.”

      La Santa Messa Antica È la forma straordinaria dell`UNICO RITO ROMANO, devo capire, leggendola, che il Papa avrebbe approvato un`altra forma straordinaria? Insomma avremmo un unico Rito con tre forme?
      La forma ordinaria, la forma straordinaria del Rito Antico, e la forma straordinaria del rito neocatecumenale? :roll:

      • Alessandro scrive:

        Esattamente!! Non è avvenuta con un Motu Proprio ma, a differenza di quello che c’è scritto su internet, la nostra messa con tutti i segni che la contraddistinguono, celebrata quando si può in piccole comunità, con la comunione sotto le due specie, la pace anticipata, monizioni, risonanze etc….. E’ STATA COMPLETAMENTE APPROVATA quando sono stati approvati gli statuti e fa parte della pastorale liturgica della parrocchia.
        Ora non sono un esperto in diritto canonico ma la Chiesa dal punto di vista liturgico non è certo la prima volta che lo fa: esiste il rito ambrosiano ed anche i riti delle comunità orientali.

        • Luisa scrive:

          Ma si rende conto dell`enormità che ha scritto?
          Temo di no.

          • luciano27 scrive:

            mi sa che queste pagine siano piene di enormità stanno tutti parlando dell’unico Dio(dicono) ma criticandosi l’un l’altro per differenti intrerpretazioni di riti terreni e ritenendosi ciascuno l’unico credibile. Ma quelDio, cosa ne pensa? forse non in tanti modi diversi

        • Alessandra scrive:

          Mi sa che ha un pochino di confusione in testa..

          wwwcantualeantonianum.com/2012/01/fonti-vaticane-citate-da-cna-confermano.html

          Si legga bene tutto e poi ne riparliamo

    • Alessandra scrive:

      Mi permetto di risponderle che alla GMG c’ero anche io e i Neocatecumenali (tranne rare eccezioni) li ho visti solo alla Veglia (e alla Messa ovviamente). Questo perchè il Cammino, nei giorni precedenti fa altro. Niente da dire per carità. I problemi me li pongo quando:

      1) parlo con i ragazzi NC e mi dicono che alla GMG ci vanno solo loro
      2) che nei giorni precedenti è inutile andare perchè quello che si fa sono cose “per chi ha la fede immatura”
      3) Ma siamo in tantissimi e NON SAPREBBERO DOVE METTERCI

      Ma è questo quello che gli dite a questi ragazzi?

      • Alessandro scrive:

        Alessandra, per quanto riguarda la GMG hai ragione. Noi ci uniamo al resto dei giovani alla veglia col Papa e naturalmente alla Messa del giorno dopo. Questo dipende dal fatto che abbiamo una differente organizzazione e che mentre gli altri giovani partecipano agli incontri di catechesi dell’organizzazione generale nei vari luoghi in cui si trascorrono diversi giorni prima di andare a incontrare il Papa noi questi stessi momenti ce li abbiamo con i nostri catechisti e con i sacerdoti che ci accompagnano. Qual è la differenza?

        Inoltre tu non sai che ad esempio durante la GMG di Madrid ogni gruppo di giovani del Cammino prima dell’incontro col Papa ha evangelizzato in diverse città di Spagna, Francia, Portogallo etc…e durante queste missioni incontravamo la gente, annunciavamo l’amore di Dio e davamo la nostra esperienza. Per poterlo fare ho dedicato mesi prima di partire all’apprendimento dello spagnolo. Non mi sembra che stessimo perdendo tempo, no?

        Poi i punti che hai citato:

        1) E’ ovvio che questo è falso, cioè oltre a noi grazie a Dio vanno tantissimi altri giovani, ma dipende dalle persone con cui parli. Ti assicuro che ci sono parrocchie dove vanno alla GMG solo i giovani che appartengono al Cammino e a volte questo capita con Diocesi o con intere nazioni. Una delle scorse GMG (mi sembra Colonia) siamo usciti su Avvenire perché siamo riusciti a portare l’unico gruppo proveniente dalla Cina.

        2) Come ti ho già spiegato i giorni precedenti facciamo missione in diversi luoghi e riceviamo le catechesi in modo differente.

        3) Ho sentito anch’io qualcosa del genere in qualche discorso organizzativo ma su questo so poco…..

        2)

      • Alessandra scrive:

        E infatti non ho detto che perdete tempo..ci mancherebbe. Solo che , quando poi sono i ragazzi del Cammino che pensano che quello che faccio io (insieme ad altre 800 mila persone) sia un perdita di tempo, credo che sia quello il problema giusto?

        1) Che il cammino porti gente è un fatto e non ci piove. Ma se c’è qualcuno che viene portato a pensare (e non è solo uno) che alla fine pensa che ci vanno solo loro…se c’è qlc che fa il cammino da 20 anni e che ha fatto tante GMG e poi dice che a Madrid “molto probabilmente saremo la maggioranza” Boh!

        2) Ma mi legge quando scrivo? IL problema non è che fate altro! Il problema è che poi mi si dice “noi non lo facciamo perchè sono cose per chi ha la fede immatura” La pensa così anche lei?

        3) Mi rinfranca che abbia un riscontro. le posso dire in tutta onestà che questa è la scusa più stupida che io abbia mai sentito?

  24. Alessandro scrive:

    Carissima Luisa,

    perdonami ma stai proprio esagerando…. Ti assicuro che non riesci a capire bene quello che è successo perché ci conosci poco e quel poco lo conosci anche male.

    Quello che è successo con la lettera del Card. Arinze per certi aspetti è un mistero e solo gli uomini di curia potrebbero darci delle informazioni certe a riguardo ma era il periodo in cui gli statuti del Cammino erano stati approvati AD EXPERIMENTUM e quindi stavamo aspettando la parola definitiva della Chiesa su tutto, anche sulle nostre liturgie. Quella lettera è stata un fulmine a ciel sereno, perché era ingiusta (come quando hanno impedito a Padre Pio di celebrare in pubblico) ma almeno nella mia parrocchia abbiamo obbedito a tutte le disposizioni ivi contenute. E’ verissimo che chi di dovere, nei luoghi preposti, ha pregato e combattuto con coraggio e tenacia perché la volontà di Dio prevalesse e ringrazio Dio per questo.

    Scusa, ma come ti permetti di dire che ”Kiko Arguello è riuscito, bypassando le norme e dunque la volontà del Papa, a far inserire quell`articolo 13 SENZA l`approvazione della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti”?

    Tu non hai idea degli occhi puntati che avevamo e abbiamo addosso…. Secondo il Papa è un burattino che firma e approva le cose senza leggerle? Non credo. E sempre secondo te un laico può fare inserire un intero articolo in uno statuto ad insaputa della Congregazione che si occupa di queste faccende, del Pontificio Consiglio per i Laici e, dopo averlo fatto, il Papa senza accorgersene può avvallare il tutto? Poi poverino, tenendo conto del colpo di mano avvenuto con un paio di MA cerca di rettificare….. Ma siamo forse nel Parlamento italiano? Gli STATUTI del Cammino sono stati approvati con tutti i crismi e pienamente dal Papa e, pur non essendo un esperto in documenti ecclesiastici, questo atto a livello canonico è superiore alla ‘letterina’ di Arinze e quindi la spazza via completamente senza nessun tipo di scandalo. Non ti devi stracciare le vesti perché non è successo nulla di scandaloso. Grazie a Dio ho un’alta opinione del Papa che non si fa certo fregare da nessuno, ma tutto quello che fa lo fa in scienza e coscienza per il bene di tutti noi.

    Poi complimenti, ora sei tu e non i Dicasteri vaticani che giudicano la cattolicità e la non cattolicità di determinati segni liturgici…..se permetti loro hanno degli studi un tantino più approfonditi dei tuoi e quindi mi fido più di loro….
    Per la cronaca poi Kiko non ha inventato proprio un bel niente ma i segni liturgici che ci caratterizzano sono frutto del lavoro di alcuni tra i maggiori liturgisti a livello mondiale che hanno dedicato la vita a studiare la liturgia sin dai tempi apostolici. Anche loro hanno sicuramente una preparazione migliore della tua no? Non continuo però stai attenta a quello che scrivi perché se l’avessi scritto 20 anni fa forse avresti avuto qualche attenuante ma ora, dopo tutto quello che è successo, non hai molte scuse!

    • Luisa scrive:

      “questo atto a livello canonico è superiore alla ‘letterina’ di Arinze “

      Lei conferma ciò che ho detto, quella che lei chiama “letterina di Arinze” portava, e lei lo sa perfettamente, le NORME del Papa, e lei sa che nel gennaio seguente, Benedetto XVI stesso, vi ha confermato quelle norme dicendovi: ” Proprio per aiutare il Commino Neocatecumenale a rendere ancor più incisiva la propria azione evangelizzatrice in comunione con tutto il Popolo di Dio, di recente la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti vi ha impartito a mio nome alcune norme concernenti la Celebrazione eucaristica, dopo il periodo di esperienza che aveva concesso il Servo di Dio Giovanni Paolo II. Sono certo che queste norme, che riprendono quanto è previsto nei libri liturgici approvati dalla Chiesa, saranno da voi attentamente osservate.
      Chiaro?

      • Alessandro scrive:

        Di questo chiedo perdono perché mi sono espresso male. Ho riletto la lettera poco dopo aver scritto il messaggio e ti ringrazio della citazione del discorso del 2006 perché anche questo non lo leggevo da tempo. Indubbiamente la lettera esprimeva la volontà del Santo Padre. Non c’è dubbio!

        Esaminiamo bene la questione:

        Rileggendo la lettera abbiamo applicato ed obbedito a tutto quello che la lettera conteneva e vi posso assicurare che rispettiamo in toto tutti i libri liturgici. Almeno nella mia parrocchia in quel periodo per una volta al mese tutti partecipavamo alla messa della parrocchia celebrata in forma ordinaria come prescriveva la lettera.

        Il link della lettera è questo:

        http://www.internetica.it/neocatecumenali/lettera-Arinze.htm

        Poi c’è quest’altro punto:

        5. Sul modo di ricevere la Santa Comunione, si dà al Cammino Neocatecumenale un tempo di transizione (non più di due anni) per passare dal modo invalso nelle sue comunità di ricevere la Santa Comunione (seduti, uso di una mensa addobbata posta al centro della chiesa invece dell’altare dedicato in presbiterio) al modo normale per tutta la Chiesa di ricevere la Santa Comunione. Ciò significa che il Cammino Neocatecumenale deve camminare verso il modo previsto nei libri liturgici per la distribuzione del Corpo e del Sangue di Cristo.

        Attenti bene! Non c’è scritto che abbiamo due anni per andare tutti a celebrare la messa in forma ordinaria in parrocchia. Abbiamo due anni per adeguare il modo di distribuire il Corpo e il Sangue di Cristo al modo previsto ma sempre NEL CONTESTO DELLE LITURGIE DEL CAMMINO. Aveva ragione Gennarini quando diceva che questa lettera in realtà era l’approvazione delle nostre liturgie con qualche precisazione e correzione.

        Cosa è successo dopo?

        Sono passati questi due anni e ci siamo adeguati cambiando modo di ricevere la comunione sempre sotto le due specie secondo le indicazioni del Papa. Il sacerdote o l’accolito passa, la comunione viene ricevuta in piedi, sulle mani e poi ci si risiede. Dopo che viene distribuita a tutti si fa la comunione insieme al sacerdote. E’ rimasto l’uso della mensa addobbata al centro della sala perché evidentemente hanno capito che non c’era nessun problema.

        Il sigillo definitivo, in continuità con la suddetta lettera, è avvenuto con l’approvazione degli statuti dove la liturgia ‘neocatecumenale’ è diventata parte integrante della pastorale liturgica della parrocchia.

        L’unica differenza rispetto alla lettera è che, in seguito a quello che ho scritto sopra, non siamo più tenuti una volta al mese a sospendere la celebrazione e partecipare alla messa celebrata in forma ordinaria.

        Ora mi sembra tutto più chiaro :)

        • Luisa scrive:

          Ma dai, Alessandro, hai una capacità , veramente molto ben allenata, a far dire al Papa quel che non ha detto o a minimizzare quel che ha detto o , ancora, a sorvolare su ciò che ha detto, quelle del Papa erano NORME, quelle norme Kiko Arguello le ha rifiutate impartendo a voi tutti di non cambiare niente, nel frattempo lui, con i suoi amici in Curia, conduceva la sua battaglia, il suo braccio di ferro, contro le norme del Papa, contro la Liturgia cattolica, perchè adottarla sarebbe stata una catastrofe per le sue catechesi!

        • Alessandra scrive:

          Mi permetto di dire che il Papa ha detto l’esatto contrario. E non potrebbe essere altrimenti Il cammino sta in parrocchia perchè è il parroco che lo richiede. Di conseguenza PRIMA viene la parrocchia e POI il cammino. Questo lo dico con ragion veduta dato che anche io sto facendo una cosa simile nella mia parrocchia (e non faccio parte della “parrocchia” in quanto tale) e si può benissimo rispettare il proprio carisma senza ESTRANIARSI e senza INGLOBARE.
          Il Papa è stato chiaro: per i lontani fare messa il sabato va benissimo. Ma la mia domanda è? Per quanti anni si resta “lontani”?

          Proprio perchè il cammino è per i lontanti e proprio perchè il suo intento è FRA RIENTRARE I LONTANI NELLA CHIESA questo, per me, vuol dire che:

          1) se dopo anni e anni di cammino si ritiene che la messa della propria comunità è MEGLIO di quella di tutti il cammino HA FALLITO

          2) se dopo anni e anni di cammino si preferisce andare alla messa di Natale e Pasqua con la propria comunità piuttosto che con la propria famiglia perchè PRIMA SEI UN NEOCATECUMENO..il Cammino ha fallito.

          3) se dopo anni e anni di cammino prima viene il tuo catechista e POI viene il sacerdote per quanto riguarda la direzione spirituale il cammino ha fallito

          4) se dopo anni e anni di cammino, durante la messa il tuo catechista fa 20 minuti di monizione e tu non lo blocchi il cammino ha fallito.

          Etc. etc.

          • ako scrive:

            se dopo anni e anni c’è il cammino nella chiesa e il papa lo ringrazia pubblicamente definendolo dono dello Spirito…ha fallito qualcun’altro, no?

          • Alessandra scrive:

            Ovvero? L’ho già detto. Se il cammino è un dono dello Spirito e LO E’, questo deve essere preservato da tutti quegli atteggiamenti che questo dono lo offendono. Sbaglio? Questo il Papa lo ha detto cento volte, ma sembra che non voglia entrare e perciò tutto quello che dice Kiko è ben detto (anche se magari si ammette che un pò “arrogante” lo è) e di conseguenza quello che dicono i catechisti pure (anche se dicono stupidaggini) perchè nel Cammino “l’obbedienza è tutto”…Ma l’obbedienza A CHI?

          • Alessandra scrive:

            E cmq sia, anche se qualcuno (chi?) avesse fallito, determinati ATTEGGIAMENTI che posso documentare io (e non solo io) sono per lei accettabili? Secondo lei questi atteggiamenti il Papa li approva?

          • ako scrive:

            Cara Antonella la seguente frase “Se il cammino è un dono dello Spirito e LO E’, questo deve essere preservato da tutti quegli atteggiamenti che questo dono lo offendono. ” mi fa comprendere chi è e come lei ragiona. Pensavo volesse intendere altro, non conoscendola. Sugli atteggiamenti ha ragione lei, non è questione di papa, statuti o teologia, ma di educazione. Mi permetta però di dirle che anche io ho avuto fior di discussioni con molti fratelli di altre realtà ecclesiali, e tante volte o subito atteggiamenti poco inclini al dialogo, tante volte mi son sentito dire che non valevo come cristiano o che non serviva il mio cammino. Sinceramente però non ho mai legato quell’atteggiamento all’esperienza di fede della persona che a me si rivolgeva in modo ineducato. (non conosco il suo caso ma penso che il cammino non c’entri niente con chi si è rivolto a lei in malo modo)Saluti.

          • Alessandra scrive:

            Alessandra prego (cose che capitano)

            Infatti il problema non è che certe cose siano successe. Per l’amor di Dio. Il problema è che, quando ho provato a capici di più, le risposte sono state se possibile ancora peggiori. Giustificazioni e rivoltamenti di frittate a non finire. (“forse qualcuno ha fallito”…chi?) , più o meno con le stesse frasi e gli stessi ragionamenti.

            Mi sa spiegare perchè?

        • ako scrive:

          Certo, provo a spiegarmi (forse qualcuno ha fallito”…chi?) , mi riferivo a coloro che incessantemente durante tutto questo tempo in cui la Chiesa ha vagliato il cammino, hanno sempre sostenuto e tuttora sostengono che lo stesso cammino sia eretico, un cancro, sia fuori dalla Chiesa, un’insieme di massoni, ecc ecc ecc. Quando lei parla del cammino come dono dello Spirito alla Chiesa mi basta per capire come ragiona. Ci possiamo anche scontrare su opinioni ed esperienze diverse ma non su ciò che dice la Chiesa. Si discute su tutto nel merito ma si deve partire da una base di verità oggettiva. Vedo in lei buona fede, la stessa buona fede che cerco in altri “oppositori” e che pur sforzandomi non trovo.
          “Giustificazioni e rivoltamenti di frittate a non finire”. Gli stessi che ho vissuto io, ma se fosse un gesuita a comportarsi così (come mi sembra di capire si sia comportato un catechista neocat con lei) non penserei che i gesuiti sbaglino qualcosa, penserei che quel gesuita sbaglia. Non vedo lo stesso atteggiamento per le comunità.
          Saluti.

          • Alessandra scrive:

            se fosse stato un gesuita glielo avrei fatto notare e se lui avesse chiamato in sua difesa “l’obbedienza” gli avrei detto chiaro e tondo che aveva torto marcio e che cercare di farsi ragione con questa scusa è ancora più grave. Glielo avrei detto al suo superiore (il superiore della casa s’intende) al quale risponde e sarei andata avanti.

            Ma se TUTTI e sottolineo TUTTI i gesuiti con cui avrei parlato mi avessero giustificato quel comportamento così come mi è stato giustificato (per no parlare delle vere e proprie balle cosmiche che mi sono state propinate e che le risparmio) dai membri NC qualche dubbio mi sarebbe venuto tale e quale ovvero mi sarei chiesta (così come mi chiedo) il PERCHE’ di tale comportamento…

  25. ritaroma scrive:

    LUISA,
    ho trascritto alle 18,49 per intero il brano sull’Eucaristia riportato sull’Osservatore Romano….
    la prassi non è cattolica, ma Arguello si è messo tra il rito Romano e quello Ambrosiano per dimostrare che in lui c’è “originalità”!
    VERO, non figurano in nessun testo del Magistero, ma il “suo cammino” riporta molto le tradizioni dell’Antico Testamento…
    allora .può mai pensare che obbedisca alle direttive della Chiesa,- che contesta- ma per comodità ci vuole stare dentro?!”?

    buona e santa domenica a tutti

  26. Cherubino scrive:

    vabbè, friggete pure nella vostra rabbia e nel fango che volete rimescolare per offuscare le limpide decisioni del papa. Roma locuta causa soluta.

  27. Cherubino scrive:

    PONTIFICIUM CONSILIUM PRO LAICIS

    1140/08/AIC-110

    DECRETO

    Il Cammino Neocatecumenale ebbe inizio nel 1964 fra i baraccati di Palomeras Altas, a Madrid, per opera del signor Francisco José (Kiko) Gómez Argüello e della signorina Carmen Hernández che, su domanda di quegli stessi poveri con i quali vivevano, cominciarono ad annunciare loro il Vangelo di Gesú Cristo. Con il passare del tempo questo kérygma si concretizzò in una sintesi catechetica fondata sul tripode “Parola di Dio-Liturgia-Comunità” e finalizzata a condurre le persone alla comunione fraterna e a una fede matura.

    Questo nuovo itinerario di iniziazione cristiana, nato nel scolco del rinnovamento suscitato dal Concilio Ecumenico Vaticano II, incontrò il vivo interesse dell’allora arcivescovo di Madrid, Sua Eccelenza monsignor Casimiro Morcillo, che incoraggiò gli iniziatori del Cammino a portarlo nelle parrocchie che lo richidessero. Esso si diffuse così gradualmente nell’arcidiocesi di Madrid e in altre diocesi spagnole.

    Nel 1968 gli iniziatori del Cammino Neocatecumenale giunsero a Roma e si stabilirono nel Borghetto Latino. Con il consenso di Sua Eminenza il cardinale Angelo Dell’Acqua, all’epoca Vicario Generale di Sua Santità per la città di Roma e Distretto, si cominciò la prima catechesi nella parrocchia di Nostra Signora del Santissimo Sacramento e Santi Martiri Canadesi. A partire da quella data il Cammino si è andato via via diffondendo in diocesi di tutto il mondo.

    Il Cammino Neocatecumenale è un itinerario di formazione cattolica che “è al servizio del Vescovo come una delle modalità di attuazione diocesana dell’iniziazione cristiana e dell’educazione permanente della fede” (Statuto, art. 1 § 2). Esso è dotato di personalità giuridica pubblica (cfr. Decreto del Pontificio Consiglio per i Laici del 28 ottobre 2004).

    Il Cammino Neocatecumenale – vissuto in seno alle parrocchie, in piccole comunità costituite da persone di diversa età e condizione sociale – si attua secondo le linee proposte dagli iniziatori, contenute nello Statuto e nei volumi intitolati Orientamenti alle Équipes di Catechisti (cfr. Statuto, art. 2, 2º); ha lo scopo ultimo di portare gradualmente i fedeli all’intimità con Gesù Cristo e di renderli soggetti attivi nella Chiesa e testimoni credibili della Buona Novella del Salvatore; promuove la missione ad gentes non solo nei Paesi di missione, ma anche in quelli di antica tradizione cristiana oggi purtroppo profondamente secolarizzati; é uno strumento per l’iniziacione cristiana degli adulti che si preparano a ricevere il Battesimo secondo le norme contenute nell’Ordo Initiationis Christianae Adultorum (Sacra Congregazione per il Culto Divino, 6 gennaio 1972).

    A più riprese e in diversi modi il servo di Dio Giovanni Paolo II ebbe a sottolineare l’abbondanza di frutti di radicalismo evangelico e di straordinario slancio missionario che il Cammino Neocatecumenale porta nella vita dei fedeli laici, nelle famiglie, nelle comunità parrochiali, e la ricchezza di vocazioni che esso suscita al sacerdozio ed alla vita religiosa, rivelandosi “itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi odierni” (AAS 82 [1990] 1513-1515).

    A sua volta, il Santo Padre Benedetto XVI, rivolgendosi ai membri del Cammino Neocatecumenale il 12 gennaio 2006, ha affermato: “La vostra azione apostolica intende collocarsi nel cuore della Chiesa, in totale sintonia con le sue direttive e in comunione con le Chiese particolari in cui andrete ad operare, valorizzando appieno la ricchezza dei carismi che il Signore ha suscitato attraverso gli iniziatori del Cammino” (Insegnamento di Benedetto XVI II, 1 [2006], 58-59).

    Pertanto:

    Trascorso il quinquennio di approvazione “ad experimentum” dell Statuto del Cammino Neocatecumenale (cfr. Decreto del Pontificio Consiglio per i Laici del 29 giugno 2002);

    Tenuto conto del prezioso contributo – attestato da numerosi vescovi – che il Cammino continua ad apportare all’opera della nuova evangelizzazione, mediante una prassi accolta e valorizzata nei suoi ormai quarant’anni di vita in molte Chiese particolari;

    Vista l’istanza inoltrata a questo Dicastero dal signor Francisco José (Kiko) Gómez Argüello, dalla signorina Carmen Hernández e da don Mario Pezzi, membri dell’Équipe responsabile internazionale del Cammino Neocatecumenale, per sollecitare l’approvazione definitiva del suddetto Statuto;

    Accogliendo favorevolmente i cambiamenti apportati alla stesura dello Statuto;

    Visti gli articoli 131 e 133, § 1 e § 2, della costituzione apostolica Pastor Bonus sulla Curia Romana, il Pontificio Consiglio per i Laici

    DECRETA

    l’approvazione definitiva dello Statuto del Cammino Neocatecumenale debitamente autenticato dal Dicastero e depositato in copia nei suoi archivi. Ciò nella fiducia che queste norme statutarie costituiscano linee guida ferme e sicure per la vita del Cammino e che esse siano di aiuto ai Pastori per loro paterno e vigile accompagnamento delle comunità neocatecumenali nelle Chiese particolari.

    Dato in Vaticano l’11 maggio 2008, solennità di Pentecoste.
    +Josef Clemens
    Segretario

    +Stanislaw Card. Rylko
    Presidente

    • Luisa scrive:

      La ringrazio di citare quello statuto, lei mi permette di segnalare a chi non lo sapesse, che quella consegna è avvenuta senza l`approvazione di ben due Congregazioni : la CdF e la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
      Eppure quello statuto faceva del cnc un itinerario di formazione cattolica, i testi di quella formazione erano ancora allo studio, le correzioni di alcuni gravi errori teologici erano ancora in corso, eppure lo statuto è stato consegnato, nel 2008, l`approvazione della pubblicazione dei testi corretti e emendati è arrivata nel dicembre 2011(!) e oggi , gennaio 2012, quei testi formativi NON sono ancora resi pubblici.
      Lo statuto è stato consegnato nel 2008, senza l`approvazione della Congregazione per il Culto Divino, eppure in quello statuto figurava già l`art13 sull`Eucaristia come celebrata nel cnc, senza le correzioni imposte dal Papa o, meglio, figurano in una nota…, ma i neocatecumenali hanno sempre preteso che si trattava di una lettera privata e ormai annullata dallo statuto, mentre si trattava di norme ricordate dal Papa stesso ai neocatecumenali nel gennaio 2006…venerdì 20 gennaio 2011, il Papa, rivolgendosi ai neocatecumenali, cita quell`articolo MA ricorda ai neocatecumenali, che celebrano in comunità nelle loro salette attorno ad una tavola-mensa, che l`Eucaristia ha un carattere pubblico e che è importante non separarsi dalla comunità parrocchiale proprio nella celebrazione dell`Eucaristia “che è il vero luogo dell’unità di tutti, dove il Signore ci abbraccia nei diversi stati della nostra maturità spirituale e ci unisce nell’unico pane che ci rende un unico corpo.”

      • Cherubino scrive:

        ora Luisa è diventata avvocato ecclesiastico … è veramente un abuso quello che lei fa di sostituirsi all’autorità, di insinuare scorrettezze gravi che in vaticano nessuno vede e commettendo un esplicito delitto canonico:

        “Can. 1369 – Chi in uno spettacolo o in una pubblica adunanza o in uno scritto pubblicamente divulgato, o in altro modo servendosi dei mezzi di comunicazione sociale, proferisce bestemmia od offende gravemente i buoni costumi o pronuncia ingiurie o eccita all’odio o al disprezzo contro la religione o la Chiesa, sia punito con una giusta pena.

        • Luisa scrive:

          E ridai cherubino, con le sue minaccie :( :roll: :)
          Ho enunciato dei fatti e delle date, provi a smentirne l`evidenza.
          Per i testi catechetici è palese che NON erano approvati al momento della consegna.
          Per il modo neocatecumenale di celebrare l`Eucaristia, è stato Kiko Arguello stesso, durante la conferenza stampa seguita alla consegna dello statuto, a dire:
          “La lettera di Arinze, che concedeva le monizioni, le risonanze e lo scambio della pace, ma chiedeva di uniformarsi alla Comunione prevista dai libri liturgici – era per noi una vera catastrofe, dal momento che fare la comunione come tutti, senza le due specie e con le ostie, e in processione verso l’altare, significava annullare ogni segno della catechesi che si stava facendo, come pure annullare le concessioni ricevute da Giovanni Paolo II. Ci dicemmo: Signore siamo persi! ….. “Ora è lui ( si riferisce a Benedetto XVI)– dice sorridendo – che deve combattere con Arinze!”.

  28. Andrea Tornielli scrive:

    Chiedo scusa per l’imprecisione (lo sapevo che non dovevo fare questo post…): non mi sono esptesso correttamente con il rifermento alla nota sulle risonanze. Che non sono vietate ma non devono apparire come omelie e confondersi con l’omelia che può essere pronunciata solo dal sacerdote.

    Quanto al passaggio relativo a ciò che ha detto il Papa che avevo riassunto (con ogni probabilità malamente), ecco la citazione: “la progressiva maturazione nella fede del singolo e della piccola comunità deve favorire il loro inserimento nella vita della grande comunità ecclesiale, che trova nella celebrazione liturgica della parrocchia, nella quale e per la quale si attua il Neocatecumenato (cfr Statuti, art. 6), la sua forma ordinaria”.

    Non sono ovviamente un esegeta autorizzato delle parole papali, anzi non sono proprio un esegeta. Ma a me pare di capire che Benedetto XVI auspichi che al termine del cammino il fedele che l’ha percorso partecipi alla “celebrazione liturgica della parrocchia… nella sua forma ordinaria”.

    Ringrazio Alessandro per le precisazioni. Continuo a ritenere che il Papa intendesse dire ciò che ha detto, anche se solo sotto forma di auspicio.

    • Luisa scrive:

      E dopo quella frase da lei citata, Andrea, Benedetto XVI ha detto:

      ” Ma anche durante il cammino è importante non separarsi dalla comunità parrocchiale, proprio nella celebrazione dell’Eucaristia che è il vero luogo dell’unità di tutti, dove il Signore ci abbraccia nei diversi stati della nostra maturità spirituale e ci unisce nell’unico pane che ci rende un unico corpo (cfr 1 Cor 10, 16s).”

  29. Denis CROUAN dr en théologie catholique scrive:

    Deux remarques si vous me permettez:
    1. Le Saint Père a très clairement dit que le Chemin NC devait suivre la liturgie telle qu’elle figure dans les livres approuvés, dont le Missel romain;
    2. Ou bien l’adage “lex orandi lex credendi” est juste et alors il faut veiller à célébrer comme l’Eglise demande pour ne pas risquer d’avoir une foi qui peut dériver à tout instant, ou bien cet adage ne veut plus rien dire et chacun peut faire ce qu’il veut en matière de célébration eucharistique et les différents textes magistériels où il est demandé de respecter la liturgie n’ont plus aucun sens.

    • Luisa scrive:

      Je suis tout à fait d`accord avec vous.
      Ho fatto una riflessione simile alla sua più sotto, ma ad ogni volta che invoco il principio LEX ORANDI LEX CREDENDI, le mie parole cadono in un vuoto assordante, come se quel principo non avesse più corso.

  30. Andrea Tornielli scrive:

    Ringrazio JM per aver carinamente definito “gravemente incorretta” l’affermazione che ho postato circa l’auspicio del Papa sul fatto che i fedeli neocatecumenali, una volta terminato il cammino, partecipino alla messa ordinaria della parrocchia.

    Non posso che citare nuovamente le parole del Pontefice (che sicuramente avrò gravemente frainteso, come mi accade ogni qual volta sfioro temi legati al Cammino: scrivo spesso inesattezze, ma se mi occupo degli amici Neocatecumenali divento davvero inattendibile e gravemente incorretto, e non posso neanche scusarmi, perché me la sono cercata)

    Il Papa dice: “la progressiva maturazione nella fede del singolo e della piccola comunità deve favorire il loro inserimento nella vita della grande comunità ecclesiale, che trova nella celebrazione liturgica della parrocchia, nella quale e per la quale si attua il Neocatecumenato (cfr Statuti, art. 6), la sua forma ordinaria”.

    Ora, queste parole, caro JM, le ha DETTE IL PAPA NEL CORSO DELL’UDIENZA DI VENERDI’, e, temendo di essermele inventate – può capitare anche questo – ho verificato che vi fossero nel discorso. Ora, ritengo un po’ puerile la sua affermazione sul Papa che non può contraddire gli Statuti. Il Papa non può contraddire il Vangelo, non può dici all’Angelus che Gesù non è risorto o che Maria non è stata assunta in cielo. Ma, credo, dovremmo permettere al successore di Pietro la libertà di esprimersi, di fare delle raccomandazioni, magari solo degli auspici. Come quello che ha fatto nell’udienza di venerdì.

    Se lei ritiene che io sia gravemente incorretto nell’interpretarla, la leggo volentieri e leggo volentieri le sue motivazioni. Ma per favore, non mi venga a dire che il Papa non può aver detto quelle cose perché non sono in linea con gli Statuti.

  31. er tripparolo scrive:

    Vorrei parlare della “Sofferenza”…..
    Ecco, ci sono delle sofferenze buone, che portano frutti…..
    e quelle “sofferenze” cattive, che non sono altro che il pegno della propria “Malizia”.

    A buon intenditor…..

  32. er tripparolo scrive:

    Infine mi pongo una domanda: ma tanti che sono h 24 innanzi al pc, oltre al tempo per le faccende domestiche da sbrigare, troveranno mai il tempo per andare a Messa e per pregare?
    Io suppongo di no…..
    Eppure la salvezza passa attraverso i Sacramenti (validi) che solo la Chiesa (quella vera, a Roma…..) ci può dare e la preghiera…..

    Buona Domenica e mi raccomando, andate a Messa e pregate…..

  33. er tripparolo scrive:

    Mi scuso, ma volevo fare una ulteriore precisazione…..
    recatevi solo a Messe che siano Lecite e Valide…..

  34. giovannino scrive:

    Ogni tanto una buona notizia dal Vaticano . L’ approvazione è positivaanche per chi ha qualche legittimo dubbio su alcune pratiche del movimento per ( almeno) tre ragioni : 1.Significa che sulla nuova evangelizzazione anche i cattolici vogliono fare la loro parte e non lasciare tutto alle comunità pentecostali ed evangelicali . 2. Significa che il CVII non viene sempre disatteso dal Papa e dai suoi burocrati 3. E’ indice di rispetto di sensibilità diverse all’ interno della chiesa cattolico-romana , un accenno di mente più aperta , ma certo ci vorrebbe molto di più. Inutile dire che tra i neocatecumenali c’è dei buoni e meno buoni , dei sinceri e degli ipocriti ecc. , come in ogni insieme o campione di popolazione umana. Questa è una considerazione apparentemente ovvia , ma invece inaccettabile per la maggior parte delle persone. Credo sia Montaigne che ha scritto
    ” Mi considero una persona comune , eccetto che per una cosa, che mi considero una persona comune nè migliore nè peggiore dei miei simili “.
    Buona Domenica a tutti i figli di Adamo e specialmente a tutti i cristiani e a tutti i cattolici dai neocatecumenali ai cultori della vecchia Messa . Ricordiamoci che oggi è un giorno dedicato a rendere grazie al Creatore.

    • er tripparolo scrive:

      Siamo anche nella settimana dedicata all’Unità dei Cristiani.

    • Anna scrive:

      i neocatecumenali non sono cristiani nè cattolici,anche se loro amano definirsi tali.
      Forse qualcuno è cattolico,nel senso che obbedisce ai catechisti di Kiko senza fare domande.Cadaveri viventi che fanno solo quello che gli ordinano di fare,compreso lo svuotamento dei conti correnti a favore della comumità perchè Gesù è nato povero. Dove vadano a finire tutti i soldi che i neocat danno al Kiko Arguello non si sa,non ci è dato sapere.
      L’unica cosa certa è che questo Kiko era ricco di suo,e ricco è ancora oggi.Esattamente come il vaticano.
      Per questo che insiste sulla nuova evangelizzazione? Perchè ormai i cattolici-cristiani non sono più obbedienti al clero,e soprattutto non sono disposti a dare al vaticano soldi e case?? Pratica molto comune nelle sette cattolico-ebraiche.
      Come succede nella setta di Fiorella Tanghetti,un misto di religione cristiana ed ebraica.
      Dove le persone sono obbligate a lavorare come schiave e che (non so come)vengono convinte ad intestare a lei gli appartamenti che comprano.La Tanghetti è proprietaria a tutti gli effetti,ma il mutuo lo pagano gli altri che rimangono solo usufruttuari,alla loro morte i figli e parenti non ereditano un bel niente.Il vaticano non sa nulla di tutto questo,visto che al servizio di queste santone ci sono sacerdoti ordinati da santa romana chiesa,quindi ministri di Dio a tutti gli effetti?
      Fa finta di niente come con i neocat,setta pseudo-cristiana gemella della setta della Tanghetti se non figlia?? L’avvocato che la difende nei processi in corso.guarda caso è proprio quel tal Gulotta(spero di aver detto bene il nome)che difende sempre i sacerdoti pedofili,Che strano,tutto molto strano.

  35. Cherubino scrive:

    le parole del papa sono esplicite e chiare, nè d’altra parte è da dubitare che il Cammino neocatecumenale, come ogni percorso ecclesiale non può che portare all’unità e al servizio che oltrepassa le esigenze interne della singola organizzazione.
    E’ pertanto comprensibile che il papa, dopo aver elogiato e benedetto il CNC, inviando peraltro ufficialmente diverse famiglie NC in missione a nome della Chiesa, raccomandi alcuni punti che possono essere delicati.
    L’integrazione del gruppo NC in parrocchia (ma poi anche a livello diocesano) è uno di questi punti. Ma questo aspetto ha un valore più generale, perchè indica che ogni percorso di riscoperta personale del battesimo ha un carattere transitorio sul piano personale, non può che portare il singolo alla statura di fedele adulto, in grado di condividere i doni dello Spirito in tutta l’estensione del Popolo di Dio. Che poi il Signore chiami qualcuno a continuare quel percorso al servizio di coloro che sono in formazione o a voltare pagina per camminare su sentieri nuovi, nessuno può saperlo in anticipo o determinarlo da sè.
    Pertanto, l’indicazione che al termine del cammino, il neocatecumeno trovi la sua naturale collocazione nell’appartenenza alla comunità ecclesiale più grande e quindi alla parrocchia come espressione più prossima di questa, mi sembra un affermazione di grande saggezza e finezza teologica.

  36. Antulio scrive:

    Dobbiamo chiederci: la chiesa ha bisogno di farsi aiutare da una setta peudoreligiosa? La chiesa non ha forse in se sufficienti risorse umane per uscire dal momento di difficoltà che incontra?

  37. Eremita scrive:

    JM scrive:
    22 gennaio 2012 alle 01:09
    Dice Lei: “una volta concluso il cammino, i fedeli che l’hanno compiuto dovrebbero rientrare nel seno della comunità parrocchiale a celebrare l’eucaristia “.
    Mi pare un’affermazione gravemente incorretta.
    Non resta che dar ragione a JM: il rientro nella comunità parrocchiale è impossibile a meno di rinunciare ai fondamenti del movimento neocatecumenale, o che la parrocchia sia totalmente controllata dal movimento stesso.
    Cfr. L. Diotallevi, Il rompicapo della secolarizzazione italiana, p. 98: “…nel cattolicesimo religioso italiano è facile rinvenire un doppio tipo di “religious authority structure”: il tipo tradizionale (burocratico e dallo stile pastorale prevalentemente inclusivo) e quello non tradizionale (carismatico e dallo stile pastorale esclusivo)…per avere un’idea di questa differenza basta osservare una caratteristica asimmetria. Al parroco cattolico italiano è formalmente chiesto di non fare differenze fra il nucleo dei suoi più stretti collaboratori (la sua comunità di fatto) e qualsiasi altro individuo, magari anche religiosamente disinteressato, ma residente nel territorio della sua parrocchia, imponendo con ciò una condotta manageriale costosissima. Viceversa al leader di un movimento cattolico è consentito di enfatizzare al massimo ed in ogni circostanza- soprattutto a sostegno del senso di appartenenza (al gruppo, non alla chiesa!!)- la differenza esistente fra gli appartenenti a quel gruppo e tutti gli altri -pur magari cattolici praticanti- che non appartengano allo stesso gruppo, concentrando solo su questi le proprie energie e potendosi così consentire una condotta manageriale assai meno dispendiosa di quella del parroco di cui sopra.”

  38. Alessandro scrive:

    Carissimo Andrea,

    (perdonami se ti sto dando del tu nonostante non ci conosciamo personalmente ma sono stato educato a evitare formalismi fra figli di Dio. Nel caso tu preferisca mi comporti in maniera diversa dimmelo pure)

    io ho parlato nel mio post di cose inesatte e il Signor JM ha parlato di ‘affermazione gravemente incorretta’. Sicuramente è un termine un po’ più forte ma nessuno dei due intende attaccarti in nessun modo. Ribadisco che HAI FATTO BENISSIMO a pubblicare questo post, anzi oserei dire che era un tuo grave dovere per cui non pentirtene. Il Signore ti ricompenserà.

    Come avrai notato dal mio post anch’io mi sono improvvisato esegeta del Papa. Non lo sono, questo è chiaro, e la mia opinione non ha nessuna autorità. Cerco solo di usare la mia ragione e la mia fede, spero bene.

    L’affermazione ‘il Papa non può contraddire gli Statuti’ a mio parere è vera anche se dobbiamo stare attenti a cosa intendiamo con questo. Mi spiego meglio: sicuramente lo Statuto non è Parola di Dio, non stabilisce nuovi dogmi, non è una Costituzione Dogmatica Conciliare. Sin qui ti seguo. Però non è neanche un discorso che il Papa fa quando visita una parrocchia…. Ripeto che sono un laico e che non sono un esperto in materia ma l’approvazione degli statuti è stata ed è un evento ecclesiale che ha una portata gigantesca. Un sigillo incredibile che la Chiesa non ha conferito certo alla leggera. Il Cammino è dotato di PERSONALITA’ GIURIDICA PUBBLICA ed un esperto di Diritto Canonico sa benissimo che non si scherza su queste cose. Tutto questo l’ha approvato il nostro amatissimo Benedetto XVI (è un grandissimo Papa e ti assicuro che lo seguo in tutto quello che dice e che fa con grande profitto per la mia ragione e la mia fede)! Lui ha la suprema autorità su tutto per cui poteva benissimo modificare quel che voleva prima di approvarlo e può sempre farlo quando vuole. Fino ad allora siccome è una persona coerente tutte le sue affermazioni devono essere lette e confrontate con le sue affermazioni e decisioni precedenti, sennò si rischia di interpretarle male. Con tutta l’onestà intellettuale che cerco di applicare ti posso dire che, leggendo il discorso del Papa senza conoscere bene gli Statuti, sembra che dica proprio quello che hai scritto tu. Se invece confrontiamo le due cose ci accorgiamo che la verità potrebbe essere un’altra. Non stiamo dicendo che ‘non può aver detto quelle cose perché non sono in linea con gli Statuti’. Ha detto quello che ha detto ma secondo me non può avere inteso quelle cose perché non sono in linea con gli statuti. Questo sì!

    I punti sono sempre questi:

    a. “All’interno della parrocchia, il Neocatecumenato è vissuto in piccola comunità” (Art. 7§1).
    b. “Le celebrazioni dell’Eucaristia delle comunità neocatecumenali al sabato sera fanno parte della pastorale liturgica domenicale della parrocchia e sono aperte anche ad altri fedeli” (Art. 13§2)
    c. “La comunità neocatecumenale, dopo aver compiuto l’itinerario di riscoperta dell’iniziazione cristiana, entra nel processo di educazione permanente della fede: perseverando nella celebrazione settimanale della Parola e dell’Eucaristia domenicale e nella comunione fraterna, attivamente inseriti nella pastorale della comunità parrocchiale” (Art. 22§1).

    Se queste celebrazioni ”fanno parte della pastorale liturgica domenicale della parrocchia” anche se è un modo di celebrare straordinario il Papa ci invita a inserirci anche nelle celebrazioni ordinarie (e questo ti assicuro avviene). Quando poi ci invita a non separarci dal resto della comunità parrocchiale nella celebrazione dell’Eucaristia come già ho scritto potrebbe essere in entrambi i sensi: chi è abituato alla forma ordinaria potrà apprezzare la bellezza della forma straordinaria e viceversa; poi secondo me si riferiva anche alle celebrazioni feriali (tanti membri del Cammino partecipano alla messa quotidianamente in Chiesa a dimostrazione che è avvenuta una perfetta integrazione).

    Per concludere il Papa secondo me ha paura di questo: può succedere che inizino a frequentare il Cammino persone che non passavano in Chiesa da 20/30 anni e queste persone psicologicamente i primi anni dentro una normale chiesa si sentono come pesci fuor d’acqua. La celebrazione invece in piccola comunità è più intima, familiare, accogliente e poi col passare del tempo arriveranno ad apprezzare anche la forma ordinaria di celebrazione. Il Papa non vuole che i membri del Cammino considerino liturgia solo il nostro modo di celebrare e se non c’è quello tutto il resto è da buttare via. Questa è la sua preoccupazione e ha fatto benissimo a ribadirlo.
    Vi assicuro però che nella prassi dopo un tempo non lunghissimo, e quindi molto prima di ‘finire il Cammino’ si realizza una ottima integrazione nella parrocchia a tutti i livelli dei fratelli del Cammino (ricordo che anche loro sono parrocchiani a tutti gli effetti anche se spesso fisicamente abitano in quartieri o paesi che sono al di fuori del territorio parrocchiale

    Scusatemi la lunghezza
    Buona domenica a tutti
    Alessandro

  39. Stefano Fiorito scrive:

    Dice Tronielli nell’articolo:

    “Non bisogna infatti dimenticare che la liturgia così come viene celebrata nelle comunità neocatecumenali è stata già approvata con il decreto riguardante gli Statuti nel 2008″

    Mi inserisco nei chiarimenti già dati da qualcuno. Questa frase è semplicemente falsa.

    Negli Statuti del 2008 NON FIGURA, ripeto, NON FIGURA la “liturgia neocatecumenale”. Infatti, un Rito Liturgico, come recita lo stesso compendio di quello che dovrebbe essere il Catechismo di tutti i Cattolici, NON PUO’ essere approvato tramite uno Statuto ma, addirittura, con atto di Magistero Formale, soltanto dalla SEDE APOSTOLICA, nella persona del PAPA (Cfr: Compendio del Catechiesmo, n. 247-249; SC, capitolo I, n° 22).

    Quindi: prima falsità!

    Seconda Falsità. Lo Statuto del Cammino Neocatecumenale, approvato dal PCL come detto, riporta al suo interno la LETTERA DEL PAPA, che lo stesso Tornielli pubblicò per primo, e che lesse, siccome conosce bene l’Italiano corrente, come quello che è: una correzione. Per cui: come può lo Statuto del Cammino neocatecumenale, siccome non è deputato a farlo e siccome ha come fondamento del famigerato articolo 13 la CORREZIONE del Papa, approvare la “liturgia del Cammino Neocatecumenale”?

    a) non può esistere nessuna “Liturgia Neocatecumenale”;
    b) lo statuto NON LA APPROVA

    I motivi sono già detti.

    Il discorso del Papa ha ricordato ESATTAMENTE LE NORME CHE LUI STESSO HA EMANATO, correggendo il CnC! Il Papa NON SI E’ CONTRADDETTO, perchè le norme dovevano essere RECEPITE, ed è quello che si aspettava. E’ falso che uno Statuto, anche volendo, possa ABOLIRE NORME DI UNA CONGREGAZIONE E DI UN PONTEFICE, dai quali invece DIPENDE!

    Il Papa ha parlato di “particolarità concesse” al CnC esplicitate nello Statuto. Esse sono (cfr art. 13, comma 3, nota 49):

    1. Comunione sotto le due Specie
    2. Spostamento del Rito della Pace;
    3. Indulto per la ricezione della Santa Comunione in piedi al proprio posto (SENZA DIVIDERE RICEZIONE E CONSUMAZIONE DEL SANTISSIMO SACRIFICIO IN DUE TEMPI. QUESTO E’ UN ABUSO!), quando la Santa Messa viene Offerta per le piccole comunità. Il che significa, come ha ricordato il Papa, citando indirettamente le SUE NORME, E LO STATUTO (vedere sempre il famigerato articolo, ove è scritto che le “celebrazioni per la piccola comunità” devono avvenire secondo il calendario deciso dal Vescovo Diocesano) che il Cammino deve GIA’ ORA parteciapare dell’Eucaristia Domenicale DELLA PARROCCHIA, e non solo quando si conclude!

    Il decreto che si aggiunge a questo doloroso iter di “normalizzazione” del CnC, NON APPROVA Liturgie Neocatecumenali, ma riti di passaggio del percorso. Riti NON LITURGICI. Anche questo è chiaro come il SOLE! L’oscurità la si vede solo per altri motivi!

    Inoltre: la Santa Messa celebrata ancora oggi (sperando ci siano eccezioni) con i Simboli, la teologia e la Forma che il CnC adopera NON E’ QUELLA APPROVATA dalla Santa Sede! La Santa Sede ha CORRETTO quella Messa. Solo USANDO GLI OCCHI è visibile nelle Celebrazioni del Cammino (che ancora non si sono adeguate) la violazione della Redemptionis Sacramentum (es:nell’uso REGOLARE della Mensa IPERTROFICA, addobbata e adornata della Kannukkiah ebraica, nell’adozione di una forma dello Spazio Liturgico che non ha nulla a che vedere con la forma cattolica, nelle altre modifiche formali al rito, specialmente nel Rito di Comunione e nell’adozione di una Danza Davidica alla fine del Rito della Messa), della Sacramentum Caritatis, del diritto della Chiesa e dello stesso Statuto del Cammino Neocatecumenale che in questo Diritto si INSERISCE.

    Siccome il Cammino fa parte della Chiesa, deve rispettare la LEGGE DELLA CHIESA, come devono fare tutti i cattolici!

    Dulcis in fundo. Del Direttorio Catechistico del Cammino è stata approva la PUBBLICAZIONE (cfr. Decreto del PCL). Questa NON E’ ANCORA AVVENUTA!
    E questo è INCREDIBILE! Il Diritto, che vale per tutti i cattolici, DEVE VALERE ANCHE PER IL CAMMINO. Al quale, infatti, è stato dato un decreto di PUBBLICAZIONE. Come sono pubblicati TUTTI i direttori ccatechistici, normati dalla Santa Sede e DISPONIBILI A TUTTE LE PARROCCHIE come strumento per le catechesi!
    E’ ASSURDO che se il mio Parroco volesse usare il metodo catechistico NeoCatecumenale, lo potrebbe fare SOLO E SOLTANTO a mezzo dei componenti del CAMMINO, i quali DETENGONO NEL SEGRETO il Direttorio suddetto. Il mio parroco sarebbe OBBLIGATO a scegliere PER FORZA i catechisti DEL CAMMINO per attuare un itinerario che in ultima analisi non potrebbe mai conoscere per davvero, poichè anche se qualcuno del Cammino gli consegnasse il Direttorio dicendo che è “quello approvato”, non si potrebbe mai esserne sicuri visto che la pubblicazione NON E’ AVVENUTA! Nonostante sia stata DECRETATA D’AUTORITA’!

    Per favore, la prego, Tornielli di apportare una correzione all’articolo di apertura. Poichè come dimostrato riporta informazioni non rispondenti al vero. Grazie

    • Cherubino scrive:

      rispetti prima di tutto lei la legge della Chiesa, la quale prima di tutto determina chi la fa (non lei), chi giudica (non lei), e chi la fa rispettare (non lei).

      Quanto alla pubblicazione è falso ciò che lei dice, in quanto per pubblicazione si intende il deposito del testo già approvato presso gli archivi della Santa Sede. Vada in Vaticano e chieda di prenderne visione. La decisione di concederglielo o meno non è in mano ai NC ma alla Santa Sede, e da parte loro con la consegna alla Biblioteca Vaticana la disponibilità al pubblico è pienamente effettuata. La “pubblicazione” come accordo commerciale con un editore per realizzare un testo a stampa acquistabile in libreria non è un obbligo per nessuno, ed è un fatto privato non “pubblico”.
      Lei confonde pesantemente la comunicazione pubblica con il carattere pubblicistico di un atto giuridico.

      • Stefano Fiorito scrive:

        Dice Cherubino:

        “rispetti prima di tutto lei la legge della Chiesa, la quale prima di tutto determina chi la fa (non lei), chi giudica (non lei), e chi la fa rispettare (non lei)”

        IO STO CITANDO LA LEGGE DELLA CHIESA E I DOCUMENTI DEL CAMMINO. Lei rispetti gli UOMINI, che teoricamente sarebbero anche suoi fratelli nella fede, prima di rimproverare gli altri di non rispettare le “norme”!!

        “Lei confonde pesantemente la comunicazione pubblica con il carattere pubblicistico di un atto giuridico.”

        Lei confonde pesantemente la burocrazia con la legge della Chiesa, che è CHIARA! Ed è presidio di GIUSTIZIA per tutti i cattolici! Ed è UGUALE PER TUTTI.

        Il sofisma che mi ha elargito non è una autentica arrampicata sugli specchi. La pubblicazione determina la possibilità di reperire il testo nelle sedi opportune (Es: libreria VATICANA). Esattamente come il Direttorio Generale per la Catechesi cattolica, che è reperibile anche (TOH!) sul sito della Congregazione del Clero!

        Non si è mai sentito, MAI, che nella Chiesa esiste uno strumento catechistico SEGRETO! E non si è mai sentito che per poterlo reperire un Parroco non deve andare semplicemente nelle Librerie ECCLESIALI o nei luoghi preposti ma dovrebbe fare richiesta scritta a un Dicastero!!!!

        • Cherubino scrive:

          no, è lei che offende e non rispetta quelli che dovrebbero essere suoi fratelli nella fede e che non tratta come tali.
          Lei sta processando una frase con uno spoloquio incredibile e questo vorrebbe farlo passare per fraternità e carità cristiana ? Ma per favore ! non rigiri la frittata !

          E nel merito, è ovvio che non esiste formalmente una “liturgia eucaristica neocatecumenale”. Il Messale romano è uno. Ma è pur vero che vi sono varianti e spazi di libertà in vista della actuosa participatio previsti dallo stesso Messale. Del resto le regole per le Messe celebrate nelle comunità neocatecumenali sono state approvate, concesse, lo dica come vuole: la sostanza non cambia. Un mio amico romano direbbe: “se pò ffà !”. E del resto lo fanno: sa quante Messe i neocatecumenali sono celebrate da vescovi ?

          Quindi glielo ripeto (fraternamente): no nsi erga a giudice nella Chiesa e lasci questo compito a chi è deputato a farlo. Quanto al diritto, si ricordi che il testo scritto vive nelle corti non nella mente degli studenti. Lei interpreti quanto vuole, tanto a definire il vero senso della Legge non sarà certo lei.

          • Stefano Fiorito scrive:

            Dice Cherubino

            no, è lei che offende e non rispetta quelli che dovrebbero essere suoi fratelli nella fede e che non tratta come tali.

            Ripeto: IO STO CITANDO LE NORME DELLA CHIESA E DEL CAMMINO. La legge VALE PER TUTTI. E chiedere che VALGA PER TUTTI lei lo assimila a mancare di rispetto ai “fratelli nella fede”?

            IO NON STO GIUDICANO NESSUNO. Men che meno la Chiesa, che sto solo CITANDO!

            A che giova, Cherubino, questo suo panegirico retorico totalmente fuori luogo?

          • Stefano Fiorito scrive:

            “Lei sta processando una frase con uno spoloquio incredibile e questo vorrebbe farlo passare per fraternità e carità cristiana ? Ma per favore ! non rigiri la frittata ”

            Adesso la richiesta di chiarezza e verità su una questione delicatissima, diventa “processare una frase”! Bel doppiopesismo!

            In altri ambiti si può anche dare dell’eretico, scismatico e tutte le più turpi accuse di crimini contro la religione, anche senza che esse siano reali, in questo caso chiedere la rettifica di una frase NON VERA, con i dovuti modi, è insultare e fare processi?

          • Stefano Fiorito scrive:

            “Un mio amico romano direbbe: “se pò ffà !”. E del resto lo fanno: sa quante Messe i neocatecumenali sono celebrate da vescovi ?”

            Le particolarità concesse al Cammino sono quelle che ho citato, REPERENDOLE DIRETTAMENTE DALLE NORME DEL CAMMINO!

            Mi dimostri che ho detto il falso! Solo questo, e non i suoi sofismi, può eliminare i dubbi! Il resto è solo “parlare al vento”!

          • Cherubino scrive:

            vede, le bugie sono nei particolari, su cui poi lei monta un “caso”. Lei ha scritto uno sproloquio sul fatto che non viene approvata alcuna “liturgia neocatecumenale”. Certo cita all’inizio il passo di Tornielli, ma poi toglie un paio di paroline e ne cambia il senso. Io leggo “liturgia così come viene celebrata nelle comunità neocatecumenali”. Lei legge “liturgia neocatecumenali” ? Se lo fa o non sa leggere, o ha dei tali pregiudizi da non capire la differenza, o la fa apposta per attaccare brighe e per confondere i lettori.
            La liturgia “come viene celebrata” è appunto quella ordinaria con le modalità indicate nello Statuto stesso, quindi in tal senso è approvata con esso, e ovviamente non costituiscono un Ordo Missae nuovo o diverso da quello Romano.

            Quanto poi al concetto di pubblicazione, ci torno brevemente (chissà che non lo capisca alla fine…): pubblicare in linguaggio giuridico non si riferisce ad un atto materiale di stampa, ma ad una consegna nelle mani di un organo pubblico, il quale garantisca che il testo non sia modificato senza autorizzazione e che il testo non sia occultato. E’ solo l’organo pubblico che garantisce ciò e non l’edizione, che èun fatto privato e può contenere refusi, alterazioni, o semplicemente essere oggetto di riedizione.
            La consegna e la conservazione del Direttorio all’archivio del Pontificio consiglio per i Laici è questa pubblicazione. La messa a disposizione tramite l’organo pubblico non vuol dire che si debba metterle il testo su un piatto d’argento. perchè lei lo esamini e giudichi se è cattolico. Questo lo hanno già fatto coloro che ne hannol’autorità. Pertanto lei può chiederne una copia o prenderne visione andando in Vaticano, e sarà poi l’organo pubblico a determinare se e come farglielo consultare. Quel testo non appartiene più nè ai NC, nè a lei o a me. Quel testo è un atto della Chiesa, perchè è lo Statuto di un associazione PUBBLICA di fedeli su cui la Santa Sede ha messo il suo sigillo.

          • Stefano Fiorito scrive:

            “Io leggo “liturgia così come viene celebrata nelle comunità neocatecumenali”. Lei legge “liturgia neocatecumenali” ?”

            No! Io leggo quello che scrive Tornielli. E la “liturgia come viene celebrata dalle comunità neocatecumenali” NON E’ STATA APPROVATA, nè dal Papa, nè dal PCL, nè dallo Statuto! Infatti, quello che VEDIAMO dello svolgimento delle Messe per il CnC, ovvero la “nuova estetica”, i simboli e la teologia che sta dietro quella “messa” NON E’ STATO APPROVATO DA NESSUNO!

            Questi sono i fatti. Il resto sono parole…parole…

          • Stefano Fiorito scrive:

            “non vuol dire che si debba metterle il testo su un piatto d’argento. perchè lei lo esamini e giudichi se è cattolico”

            Questo è quello che vuole far passare in un modo che preferisco non commentare.

            Un Direttorio Catechistico Cattolico, dovrebbe rimanere in mano esclusivamente ad un Dicastero curiale, assimilando ciò alla “pubblicazione” (!!!), per ottenerlo una Parrocchia, dei catechisti cattolici, dei parroci, dovrebbero inviare richiesta scritta al dicastero, e per usarlo dovrebbero essere “vagliati” a loro volta!

            Ma siamo nella Chiesa cattolica o nella repubblcia dei soviet?

            Di conseguenza, iL Direttorio Generale per la Catechesi, che è il Direttorio a cui gli altri DEVONO rifarsi, dovrebbe essere anch’esso eliminato dalla circolazione perchè è “su un piatto d’argento” e consente agli altri di giudicare se è cattolico! Ma dico, scherziamo? lo stesso tutti i Direttorio locali, i catechismi e i metodi catechistici delle Diocesi! Anch’essi da togliere dalla circolazione della distribuzione CATTOLICA…

            Io non ho parole

        • Cherubino scrive:

          quanto alla pubblicazione è lei che fa dei sofismi: la libreria Vaticana è un editore, non l’archivio di Stato vaticano. Come dicevo confonde la comunicazione pubblica con il diritto pubblicistico.
          Che poi lei ritenga il diritto amministrativo della Santa Sede “burocrazia” e lo contrapponga al diritto canonico sic et simpliciter, dimostra quanto siano confuse le sue categorie mentali e quanto poco rispetto lei porta al legislatore, che nella Chiesa è sempre e unicamente il papa, tanto per la “burocrazia” quanto per il diritto di carattere civile e penale.

          • Stefano Fiorito scrive:

            “dimostra quanto siano confuse le sue categorie mentali e quanto poco rispetto lei porta al legislatore, che nella Chiesa è sempre e unicamente il papa, tanto per la “burocrazia” quanto per il diritto di carattere civile e penale.”

            Quindi il suo unico fine in questi sofismi sarebbe quello di mostrarmi come “insubordinato”, insultante!

            Bene, andando oltre questo ennesimo tentativo, che si qualifica da sè, io ripeto e confermo: MAI nella Chiesa si è avuto un Direttorio Catechistico SEGRETO! Per cui: delle due l’una. O il Direttorio Generale della Catechesi, approvato e pubblicato dalla CHiesa, reperibile in ogni libreria ECCLESIALE manca di rispetto al Legislatore ed al Papa, poichè è disponibile alla CHIESA per la Chiesa, oppure il Direttorio del Cammino è protagonista di una ASSURDA anomalia nella Chiesa.
            Il legislatore ha decretato la PUBBLICAZIONE del Direttorio, come è normale per ogni documento catechetico della Chiesa! Pubblicazione vuol dire PUBBLICAZIONE, lei che è “canonista”. Pubblicazione vuol dire quello che significa! Soprattutto riguardo uno strumento per la CATECHESI.

            Dunque, io non sto “Insultando” e insubordinando. Sto CITANDO quello che è il diritto della CHiesa, che vale per tutti! Sto chiedendo che questo diritto venga rispettato da tutti, IVI INCLUSO IL CAMMINO!

            E questo non mi configura come un criminale che insulta i miei fratelli nella fede!

          • Cherubino scrive:

            mi scusi,ma dov’è scritto che si ordina la pubblicazione ? Rileggendo il decreto io leggo che il ùontificio consiglio per i Laici “approva la pubblicazione del direttorio”. “Approva” is not “ordina”.

            Per quanto alla segretezza, è ridicolo quanto lei dice, in quanto il direttorio approvato è passato per il PCL suddetto, per la Congregazione per la Dottrina della Fede, per l’archivio Vaticano. E lei considera segreta una cosa solo perchè lei non riesce ad andare a Roma a leggerselo ? Non le sembra di essere un pò egocentrico ?

            In ogni caso, “pubblicazione” non è farsi una “edizione a stampa da comprare in libreria”. E comunque, un fedele non può dubitare che un documento approvato da ben due fondamentali organi della Chiesa, sotto il controllo diretto del papa, contenga chissà quali nefandezze ed eresie. Lei manca della più elementare formazione cattolica.

          • Luisa scrive:

            Chi sta giustificando in modo, direi grottesco, la non pubblicazione dei testi catechetici del cnc, seguirebbe una formazione della quale non potrebbe avere a disposizione i testi formativi? Manderebbe suo figlio o sua figlia in quella scuola?
            O esigerebbe di poter leggere i testi che sono alla base della formazione?
            Quale altro percorso formatico cattolico è segreto? Quale formazione cattolica rifiuta di pubblicare il suo fondamento teologico?In quale altra formazione cattolica vige l`arcano?
            Ma per favore!
            Il segreto sui suoi testi che Arguello si ostina a voler conservare è una grave anomalia , percorsi iniziatici esoterici a tappe esistono, ma non dovrebbero esistere nella Chiesa cattolica.

          • Simon de Cyrène scrive:

            Insiste Luisa in completa malafade: ben lo sa che non è segreto nè arcano, visto che glielo ho già spiegato in lungo e in largo su MIL.
            Non c’è niente di segreto, perchè se fosse segreto la Santa Sede non lo conoscerebbe questo Direttorio.
            Invece la Santa Sede lo conosce, lo ha corretto e ha annunziato pubblicamente che è accettato, quindi che è cattolico e ortodosso E non è segreto.
            La gentilissima Luisa si compiace a rendere le acque torbide facendo finta di confondere nozioni come segretezza e confidenzialità.
            In Pace

          • Luisa scrive:

            Invece di continuare ad insultare difendendo l`indifendibile segreto neocatecumenale, perchè non risponde alle domande che ho posto:
            seguirebbe una formazione della quale non potrebbe avere a disposizione i testi formativi? Manderebbe suo figlio o sua figlia in quella scuola?
            O esigerebbe di poter leggere i testi che sono alla base della formazione?
            Quale altro percorso formatico cattolico è segreto?
            Quale formazione cattolica rifiuta di pubblicare il suo fondamento teologico?
            In quale altra formazione cattolica vige l`arcano?

          • Luisa scrive:

            Specialmente per lei che pretende che non esiste l`arcano neocatecumenale:

            martedì 18 gennaio 2011

            Kiko Arguello: Spero che non ci obblighino a pubblicare il catechismo approvato dalla Santa Sede, per noi sarebbe un male”

            http://paparatzinger4-blograffaella.blogspot.com/2011/01/kiko-arguello-spero-che-non-ci.html

            Che poi il Papa abbia già nel 2008 chiesto la pubblicazione (Arguello stesso dixit) è un elemento totalmente insignificante.

        • Antulio scrive:

          Via, Sig. Fiorito,
          lo ammetta, che ci sentono in pochi: il Cammino è solo una setta religiosa che tenta subdolamente di sostituirsi alla chiesa ufficiale! Non c’è altro.

          • Anna scrive:

            Concordo,ma la responsabilità è anche di Ratzinger che insieme con Kiko Arguello ha partecipato alla stesura dei testi ancora 40 anni fa.

          • Antulio scrive:

            Gentile Anna,
            concordo con te. Secondo me, e non solo, la chiesa sta pesantemente sottovalutando il nemico che si sta mettendo in casa.

  40. Antulio scrive:

    Il lavaggio del cervello che Neocatecumenali fanno ai poveri fedeli che s’imbattono in loro rende impossibile qualunque rientro in seno alla chiesa ufficiale. E’ solo una pia illusione che ciò possa avvenire. I Neocat sono alternativi alla chiesa, non complementari.

    • Alessandro scrive:

      Ma cosa dici…… Rientro in seno alla Chiesa ufficiale? Non complementari? Modera le parole perché non ti rendi conto davvero. Non immagini l’ortodossia al Magistero che c’è in mezzo a noi. Vai a farti un giretto nelle parrocchie d’Italia e del mondo a vedere quanto applicano l’Humanae vitae. Ne troverai delle belle! Vai a farti un giretto tra i giovani cattolici e vedi come la pensano su certe cose…. Noi non siamo certo perfetti ma ti assicuro che riceviamo una catechesi profondissima in campo di fede e di morale che c’è da poche parti, te lo assicuro!

      • Antulio scrive:

        Egregio Alessandro,
        le parole che uso sono estremamente moderate, dovrei essere ben più violento.
        Violenza almeno pari alla coercizione psicologica che i catechisti Neocat.. usano con chi malauguratamente cade nelle loro grinfie. A sentire la terribile esperienza che hanno avuto alcuni sacerdoti, non direi proprio che ci sia ortodossia di dottrina.
        E’ vero alcuni sacerdoti, in buona fede, mettono a disposizione le parrocchie, ed invitano i fedeli a frequentarli, salvo poi pentirsi, viste le lamentele dei fedeli.

      • Luisa scrive:

        Scusi, Alessandro, per lei, il Magistero della Chiesa si limita alla “Humane Vitae”?
        Sa che il Magistero della Chiesa non è cominciato con il Vaticano II?
        Forse che rispettate il Magistero della Chiesa sull`Eucaristia?
        Ha letto, ad esempio, la “Sacrosanctum Concilium” , la “Ecclesia de Eucharistia”, la “Redemptionis Sacramentum” ?

    • Anna scrive:

      No no Antulio.la chiesa gerarchica sa benissmo cosa ha creato.Essendo le sue più alte cariche coinvolte in questa costruzione.Non consento a nessuno di far passare il vaticano come un ingenuo che si stà lasciando infinocchiare da un Kiko qualsiasi che appena avrà esaurito il suo corso farà la fine che hanno fatto tanti burattini che si prestano al grande gioco del potere per schiacciare i popoli.Una mia idea suli neocat ce l’ho è non è bella.Queste riunioni segrete che fanno di notte non mi piacciono.Mi ricordano i racconti di alcuni appartenti al cammino in Ruanda e che poco prima del genocidio in queste riunioni preparavano le bandiere con il simbolo dei teschi e delle ossa.Skull and Bones,famigerato simbolo dei nazisti alla presenza anche di vescovi.
      Non vorrei che stessero preparando la stessa cosa anche quì,visto che noi ormai siamo diventati cristiani tiepidi.
      Riflettere e molto anche.

    • Franciscus scrive:

      Caro Antulio, sarà bene che tu impari ad avare un po’ più di rispetto per le decisioni della Chiesa. Secondo te la Chiesa avrebbe mai approvato una sétta in cui si fa il lavaggio del cervello alle persone, ma dai! Sa di fanta religione!
      E poi anche i numeri ti smentiscono: ci sono molte persone che dopo un po’ di tempo lasciano il Cammino: alcuni di essi proseguono un cammino all’interno della Chiesa altri no. I Neocat non sono né alternativi né complementari sono solo un carisma all’interno della Chiesa.

  41. Cosimo scrive:

    @ Antulio: “Dobbiamo chiederci: la chiesa ha bisogno di farsi aiutare da una setta peudoreligiosa?

    Visto lo svuotamento sempre maggiore delle chiese a partire dal nord europa che si stà progressivamente affermando anche in Italia…la risposta è SI !!!

    Per voi le parole di Cristo “dai frutti li riconoscerete” non hanno valore, tutto deve passare attraverso il setaccio della vostra ragione…o meglio attraverso il setaccio del vostro IO.
    Quando la Chiesa non corrisponde al vostro pensiero parlate di Chiesa in difficoltà che dopo il concilio ha svuotato se stessa affidandosi a gruppi pseudo settari. Poi sarebbe il cammino che è contro la Chiesa.

    @ Antulio: ” La chiesa non ha forse in se sufficienti risorse umane per uscire dal momento di difficoltà che incontra?”

    Questo è il suo problema….le risorse umane solo sulle quali confidate….senza lasciare agire le “risorse dello Spirito”.
    I frutti caro signor Alberto ci sono già solo che il suo accecato astio non le permette di vederli.
    Io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa » (Matteo 16:18).
    Questa frase di Gesù valeva solo fino ad oggi secondo voi ?
    Coraggio , le persecuzioni più forti vengono proprio dall’ interno ….dai cosiddetti “fratelli nella fede”. Vivete la vostra di fede e non arrogatevi il diritto di discernere, questo è sintomo di grande superbia….allora Kiko è in buona compagnia in quanto a superbia.
    Come vede Dott. Torniello gli attacchi ci sono e ci saranno sempre……..Ottimo !!!

    • Antulio scrive:

      Egr. Cosimo,
      sicuramente lei è in buona fede, almeno spero, quando si mette nelle dei Neocat.. Come fa a mettersi nelle mani di coloro che vogliono sostituirsi alla chiesa? Ed è evidente che vogliono sostituirla visto che la loro dottrina non coincide con quella ufficiale.
      I motivi per i quali le chiese si svuotano dipendono dalle malefatte di molti ministri, tutta gente che non doveva diventare sacerdote e che la chiesa deve allontanare il più in fretta possibile.
      Dunque la risposta è “no”, la chiesa, per risolvere i suoi problemi non ha bisogno della setta Neocat… e dei suoi orripilanti metodi di catechesi .
      Accecato astio? Questa è bella! Si da il caso che come me la pensino anche alcuni sacerdoti abbindolati e che sono riusciti a sottrarsi a fatica a quelle malefiche spire. Sono dunque in buona compagnia.

  42. anniballo scrive:

    ————————–PROMOTERS SCOMODI ? ———————————
    Direi che Cosimo centra bene il problema : “visto lo svuotamento sempre maggiore delle chiese a partire dal nord Europa ,e che si sta progressivamente affermando anche in Italia”, è assolutamente opportuno far cadere preclusioni, allargare la base, “mettersi in casa nuova gente” (come ha scritto qualcuno più sopra).
    Non c’è molto di nuovo, direi : ricordo che il gotha della gerarchia ecclesiastica fu presente anche ai funerali di Chiara Lubitsch -per dirne una- col che si diede l’approvazione ai “focolarini”.
    Ma sono secoli,in realtà, che l’Istituzione-chiesa intrattiene una speciale dialettica col popolo dei fedeli ed i movimenti che questo esprime.
    Fin dal medioevo,infatti, e dall’avanzata impetuosa dei movimenti ereticali, la chiesa, di fronte alla continua emorragia di fedeli che ciò causava, ha escogitato un meccanismo saggio e gesuitico per assicurarsi stabilmente ogni insorgenza non controllabile di quel moto dell’animo e della mente che è la fede religiosa.
    Esso consiste o nell’assegnare una “regola” o nell’assorbire, ammettendoli, all’interno del proprio cerchio, i movimenti allo statu nascenti, concedendo loro,magari, qualche piccola nota distintiva nella prassi o nella denominazione .
    E’ evidente che ciò consente l’incardinazione di tali movimenti in un “ordo” ecclesiale che ne argina la possibile forza esplosiva, rende sempre reviviscente il sentimento della fede e li mette sotto un certo controllo.
    E’ una grande arte di riposizionamento, se volete : sono tecniche oggi ben conosciute (multi-level-marketing oppure co-marketing), ma applicate dalla chiesa da tempo.
    Oggi, focolarini, neocatecumenali, C & L, ed altre potenti sette, creano nuovo humus per la fede, allorchè il credo diffuso dalla Casa Madre sembra perdere vitalità.
    Forse queste sette non sono perfettamente aderenti al credo stesso? Ebbene, c’è qualcuno che crede veramente che la cosa più importante per l’Azienda non sia il loro imponente seguito?

  43. Reginaldus scrive:

    Punti di dottrina neo-catecumenale:

    -La fede ci permette di annullare completamente i peccati! 

    -Le opere non contano! 

    -La libera interpretazione delle Sacre Scritture ci fornisce l’unica forma di morale! 

    -Il vero sacerdote è «l’insieme dei fedeli», il prete è solo un presbitero che «presiede»! 

    -I sacrifici, i digiuni, le promesse a Dio, i pellegrinaggi, sono tutte cose inutili!

    -Il S. Rosario è screditato ed emarginato!

    -Il Sacrificio Eucaristico è negato, 
la Transustanziazione è ridotta a simbolo! 
Il Sacerdozio Ministeriale soppresso!
    -Si deride la pratica di conservare il Santissimo nel tabernacolo, 
per loro la presenza del corpo di Cristo nel pane e nel vino consacrati, cessa con la fine della celebrazione.-
    “L’uomo non può fare il bene perché si è separato da Dio, perché ha peccato ed è rimasto radicalmente impotente ed incapace, in balia dei Demoni. E’ rimasto schiavo del Maligno. Il Maligno è il suo Signore”.


    Insegnamenti tratti da “Orientamenti alle equipes di catechisti per la fase di conversione” di Kiko Arguello [ alias, cristo]….(che circola solo in fotocopia).

    —E il papa vatican-secondista, della chiesa abbraccia-tutto… dà la sua benedizione! Ma è naturale: ogni fiume confluisce- o fatto confluire – nel mare del suo proprio versante…

    — E poi una DOMANDA: ‘catecumenale’ di per sé sta a indicare il pecorso dei ‘catecumeni’ verso il battesimo… fin qui bene. ‘Neo-’ – non capisco. Questi che si chiamano neo-catecumenali il battesimo presumo lo abbiano già avuto, cristiani pare che siano. Chiamandosi NEO- catecumenali che percorso vogliono fare? Quello verso un un NUOVO battesimo? Quello nel nome di Cristo- Kiko??? Non sentite un’aria di ANABATTISMO??? Costoro cittadini di una nuova Muenster, sotto la guida carismatica del nuovo Thomas Muentzer???

    –“Allora, se qualcuno vi dice: ‘Il Cristo qui ’, oppure: ‘E’là ’, non lo credete; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. Ecco, ve l’ho predetto. Se dunque vi dicono: ‘Eccolo, è nel deserto ’, non v’andate;’ eccolo, è nelle stanze interne ’, non lo credete.”Matteo 24:23-26

    • Alessandro scrive:

      Reginaldus, non so proprio che dirti…..mi sto frenando perché rischio di mancare di carità. Ma ti rendi conto che se pensassimo questo saremmo degli eretici? Pensi che la Congregazione per la Dottrina della fede non se ne sarebbe accorta? Ma dove hai trovato queste fesserie? Sul topolino?

      Scrivi:

      -La fede ci permette di annullare completamente i peccati (ma stai scherzando? La confessione con il sacerdote è l’unico modo perché vengano rimessi i peccati mortali e INDIVIDUALE)
      -Le opere non contano (questo lo dice S. Paolo riferendosi alle opere della legge e lo dovresti approfondire bene ma leggendo S. Giacomo ti accorgerai che anche le opere sono importanti se sono opere di fede. Una fede senza opere è morta e questo lo sappiamo bene. Non è che confondi Kiko con Lutero? C’è molta differenza eh?)
      -La libera interpretazione delle Sacre Scritture ci fornisce l’unica forma di morale (Le Sacre Scritture le interpreta il Magistero della Chiesa che è infallibile in questioni di fede e di morale)
      -Il vero sacerdote è «l’insieme dei fedeli», il prete è solo un presbitero che «presiede»! (allucinante…..infatti la consacrazione secondo te da noi la fa l’insieme dei fedeli? Mi sembra di essere catapultato nei tempi pagani dove si credeva che i cristiani mangiassero carne umana)
      -I sacrifici, i digiuni, le promesse a Dio, i pellegrinaggi, sono tutte cose inutili!
 (ma sì, infatti è proprio per questo che il Cammino ha portato 200.000 giovani alla GMG di Madrid questa estate)
      -Il S. Rosario è screditato ed emarginato!
 (dopo una certa tappa tutti i membri del Cammino sono tenuti a recitarlo quotidianamente)
      -Il Sacrificio Eucaristico è negato, 
la Transustanziazione è ridotta a simbolo! 
Il Sacerdozio Ministeriale soppresso! (fantasia pura……..il Cammino aiuta i vescovi del mondo nella gestione di 82 seminari nel mondo. Sì, sì, è proprio soppresso)
      -Si deride la pratica di conservare il Santissimo nel tabernacolo, 
per loro la presenza del corpo di Cristo nel pane e nel vino consacrati, cessa con la fine della celebrazione (Cessa? Non sapevo che credessimo nella Transustanziazione a cronometro che dopo un po’ scade….)
      “L’uomo non può fare il bene perché si è separato da Dio, perché ha peccato ed è rimasto radicalmente impotente ed incapace, in balia dei Demoni. E’ rimasto schiavo del Maligno. Il Maligno è il suo Signore” (stai molto attento e interpreta bene il senso. Gesù dice che senza di lui non possiamo fare nulla)

      Attento a quello che dici!

      • Luisa scrive:

        Guarda Alessandro, che alcune testi degli orientamenti per le équipes di catechisti, sono usciti dal segreto che li coprivano, sono in molti ad aver letto quei testi che , dolente di confermartelo, erano zeppi di gravi errori teologici, scrivo “erano” perchè spero che saranno stati corretti dalla CdF nel suo lungo lavoro di correzione.

      • Reginaldus scrive:

        #Alessandro

        ATTENTO a quello che dico? che cos’è , una minaccia? E’ nello stile, lei me ne dà una prova, grazie.
        I punti che ho elencati li ho presi da uno che ne è uscito, dalla confraternita vostra , e piuttosto mal ridotto dagli ex fratelli, … Risponda piuttosto: perché NEO-CATECUMENALI??? In cerca di un NUOVO battesimo???Non confondo il vostro capo con Lutero, troppo onore, ma mi fa pensare a quel Thomas e agi anabattisti di Muenster…
        Che voi siate d’accordo con la nuova chiersa di Ratzinger l’ho detto già detto: ogni fiume confluisce nel suo mare ( mi rilegga bene)… Nel mare di quella chiesa dove la messa la celebrano tutti i fedeli con presidente il presbitero ( per celebrare i santi misteri RICONOSCIAMO i nostri oeccati: il ‘noi’ è soggetto anche dell’ ‘indefinita’: per celebrare….)’… di quella chiesa dove l’eucarestia extra missam non si deve adorare o non adorare ‘troppo’ (Ratzinger e Luigi Manganini, vicario Diocesi Milano – card. tettamanzi……)… dove i seminari – fortunatamente sempre più scarsi di presenze – sfornano quella bella tipologia di preti- miscredenti o mal credenti – che conosciamo, e che voi mirate a far rinascere sul vostro cammino… di quell chiesa nella quale un suo papa fatto subito beato ( e tra poco, dicono, santo ) si affonda su un trono o scranno che ha nello schienale intagliata la croce capovolta del vostro Kiko ( viaggio in terra santa 2000), come a significare la sintonia perfetta nell’operazine di capovolgimento della dottrina della Chiesa!
        – Attento lei piuttosto a come si agita!

        • Reginaldus scrive:

          #alessandro
          e, dimenticavo, se non mi vuol dare credito ( e vuole tacitarmi con le sue minacce…. forse sentendosi toccato sulle parti sensibili…) allora legga per esempio da: http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/consacrati/6448-la-potente-lobby-del-cammino-neocatecumenale-e-in-realta-un-esercito-di-pulcinella: credo non sia un sito sospetto per i devoti della nuova chiesa…
          E poi, è vero o non è vero che il vostro Kiko si dipinge con la sua faccia sulle iconi a rappresentare Cristo? Lui, il nuovo cristo? Si rilegga Matteo, passo citato…

          • Alessandro scrive:

            Ora sto per uscire……proverò a rispondere meglio in un altro momento. Cosa si intende per neo-catecumenale? Molto semplice. Essendo un cammino che si fa quasi sempre dopo aver ricevuto il battesimo da piccoli nel corso degli anni ti aiuta a comprendere il vero significato di quello che hai ricevuto da neonato sulla fede dei genitori e dei padrini. Dopo questo lungo itinerario si arriva a rinnovare solennemente le proprie promesse battesimali. Questa è la fine del Cammino anche se poi si continua tutta la vita con l’educazione permanente alla fede.

            Io non ho minacciato nessuno. Non so neanche chi sei!!! Ti ho consigliato di stare attento nel senso di fare attenzione a quello che scrivi. Non so dove hai letto (o forse lo so) queste cose ma sono false, falsissime.

            A nessuno verrebbe in mente di informarsi sull’Opus Dei leggendo il Codice da Vinci no? Beh, alcuni di voi stanno facendo una cosa simile fidandosi di siti veramente inutili. E anche l’esperienza di un singolo non è universale scusa. Chissà cos’è successo, cos’ha capito…..potrebbe non aver capito niente…..

          • Simon de Cyrène scrive:

            Concordo con Alessandro.
            Ci sono anche dei fuorsciti dell’Opus Dei con il dente arciavvelenato che fanno sitii e scrivono libri, ma non si può giudicare della bontà di un movimento aprioristicamente sui casi anomali.

            E’ come se si volesse dire che la vita è una cosa orribile perchè ci si casca malati.

            Chi è in carica di sorvegliare, letteralmente gli episcopi, e in primis in Santo Padre e chi lo rappresenta, ha avuto tutti gli elementi in mano compresi i casi “anomali”: se il CNC è stato approvato vuol dire che è un cammino di santità possibile nel mazzo di tutti i fiori di grazie della Chiesa.

            Ciò non toglie che, individualmente, alcune persone possano aver sofferto, sia perchè quello non era quel che il Signor voleva per loro, sia a causa di comportamenti troppo umani, vedi peccaminosi, di altri membri che usano delle strutture per i propri fini e non quelli della Chiesa, sia perchè queste persone non hanno sufficiente l’equilibrio umano, psicologico e spirituale: ogni caso è differente.
            In Pace

          • Luisa scrive:

            Quei siti che lei definisce inutili, non mi riferisco a quello messo in link da Reginaldus, che non conosco, danno informazioni, offrono spazio alle testimonianze, si basano sul Magistero della Chiesa messo in raffronto con le catechesi di Arguello e Carmen Hernandez.
            Testi dunque che lei dovrebbe conoscere.

      • Sal scrive:

        Che Sorpresa ! ho trovato le dottrine dei Tdg inserite nella chiesa. Finalmente.

        Reginaldus 22 gennaio 2012 alle 12:59 le ha elencate una per una senza errore, non sapevo che i TdG avessero cambiato nome per essere inclusi nel cattolicesimo. Però, finalmente una buona notizia ! anche la chiesa comincia a cambiare dottrina.

    • lorenzo patroncini scrive:

      Questo non lo tollero.
      - Chi dice che la fede basta ad annullare i peccati è eretico, e noi non lo diciamo mai. Noi studiamo il Catechismo dell Chiesa Cattolica e ci atteniamo al Simbolo degli Apostoli e al Credo e a tutti i dogmi proclamati dalla Santa Chiesa Cattolica.

      - Non tollero assolutamente che si dica che disprezziamo il Santo Rosario! Questa è pura menzogna diabolica! A noi viene insegnato, i nostri giovani lo recitano anche tutti i giorni, c’è un’intera tappa del cammino dedicata a Maria…

      -Non s’è mai negata la transustanzazione! Non andiamo nè contro il CVII, nè contro Trento o i Padri! Semmai studiamo molto approfonditamente ogni singolo articolo del Credo, aiutati da libri riconosciuti al di fuori del cammino e dal Catechismo!

      -E’ “NEO” catecumenale perchè riscopriamo i tesori del battesimo, pur essendo la maggior parte di noi già battezzati. Non ci ribattezziamo mica!

      Ecc ecc…

    • Franciscus scrive:

      Caro Reginaldus, dici un monte di bugie. Non so se per ignoranza (spero sia così) o in vera e propria malafede.
      Non esiste un dottrina Neocatecumenale, nel Cammino viene predicata integrale la dottrina cattolica senza se e senza ma, in modo graduale ma fin dall’inizio l’obiettivo è ben definito: mettere in pratica il sermone della montagna.
      Esiste una pedagogia che porta le persone a riscoprire e a vivere realmente il battesimo ricevuto da piccoli.
      I famosi “orientamenti…” sono stati esaminati dalla Congregazione per la dottrina della fede e ritenuti ortodossi; quindi è eretico chi dicesse che sono eretici (perché affermerebbe che la Chiesa può sbagliare in materia di Fede) .
      Ravvediti.

      • Reginaldus scrive:

        che siano stati esaminati i suoi orientamento dalla nuova chiesa ed approvati, qui non ci piove, è vero, ma questa che esanima ed approva le pare la Chiesa Cattolica…Certo che la Chiesa non può errare, ma si deve trattare della (vera) Chiesa: questa che vi ha esaminati e promossi a me non pare la Chiesa! Quando lei mi avrà dimostrato che questa chiesa e quella del Concilio di Trento sono la stessa chiesa, allora mi ravvederò! Io dico un monte di bugie??? Voi piuttosto ingoiate un monte di contraddizioni e siete beati!

        • Alessandro scrive:

          Reginaldus…..non sarai mica un sedevacantista, o un lefebvriano….. Se è così quanto tempo ho perso a discutere con te…..

          • Reginaldus scrive:

            perché, Alessandro, è tempo guadagnato discutere con gli Arguello??? Ma tenetevi le vostre iconi e le vostre croci capovolte e vivete in pace – se potete: : a me interessa mostrare altro, la perfetta conciliabilità del vostro movimento con la nuova chiesa e la contraddizione di coloro che non accettandovi accettano il ‘papa’ che vi accetta! Se sono con il ‘papa’, perché non sono con voi che il papa loro benedice???

  44. Sal scrive:

    La Chiesa Cattolica, afferma di avere circa metà di tutti gli aderenti della cristianità, Al volgere del secolo furono formate varie ‘associazioni di preghiera’. Fra queste ci furono l’Arciconfraternita di Nostra Signora della Compassione per il ritorno dell’Inghilterra alla Fede cattolica, la Pia Associazione delle preghiere a Nostra Signora della Compassione per la conversione degli eretici e l’Arciconfraternita delle preghiere e delle opere buone per riportare in seno alla Chiesa i seguaci dello scisma d’Oriente.
    In aggiunta ci sono :
    Agostiniani (15) – Adoratrici Perpetue del SS Sacramento – Barnabiti (5) – Benedettini (67) – Camilliani (11) – Canonici Regolari dell’Immacolata Concezione – Carmelitani (57) – Cistercensi (18) – Clarisse (29) – Compagnie di Gesú -Compagnia di Maria Nostra Signora- Congregazione dei Missionari del Preziossimo Sangue, – Congregazione dei Missionari di San Carlo, – Congregazione del Santissimo Redentore C.Ss.R. – Congregazione dell’Oratorio di San Felipo Neri in Acierale – Congregazione delle Scuole di Carità Famiglia Religiosa Monfortana – Dehoniani (13) – Domenicani (57) – Domenicane del S. Rosario di Pompei – Dominicane (Italia) -Famiglia Religiosa Monfortana – Figlie del Divino Zelo- Filippini (13) – Francescani (169) – Fratelli della Carità – Fratelli della Sacra Famiglia – Fratelli delle Scuole Cristiane (24) – Fratelli Maristi (6)- Fraternità Sacerdotale S. Pietro – Gesuiti (23) – Giuseppini del Murialdo (11) – Guanelliani (7) – Istituto Missioni Consolata – L’Ordine dei Servi di Maria Maristas – Minimi Missionari Servi della Parola – Movimento Sacerdotale Corpus Chisti – Oratorio di San Fellipo Neri – Ordine dei Ministri degli Infermi – Ordine dei Predicatori, Dominicani – Ordine della Mercede, Ordo Cisterciensis Strictioris Observantiae – Provincia Romana – Ordine della Santissima Trinità, – Trinitari, Provincia della Natività B.M.V – Ordo Cisterciensis Strictioris Observantiae – Ordo Hospitalarius S. Joannis de Deo Passionistas – Orionini (30) – Passionisti (18) – Pavoniani (8) -Piamartini (4) – Orsoline (17)- Piccoli fratelli de Gesu – Pie Discepole del Divin Maestro – Redentoristi (5) – Rogazionisti (17) – Rogazionisti del Coure di Gesu – Scolipi – Scalabriani (6) – Servi della Carita, Opera don Guanella – Societa di Mary -Salesiane (Figlie Maria Ausiliatrice) (30)- Societá San Paolo – SMA Societá Missioni Africane – Scalabriniane – – Societa de Mary – Suore Ancelle dell’Immacolata – Suore Carmelitane – Salesiani (132) Scolopi (11) – Servi di Maria (10) – Somaschi (9) – Stimmatini (8) E credo di averne dimenticati alcuni
    E c’era bisogno di un altro gruppo per definirsi cristiani ?

  45. Antulio scrive:

    Il fatto grave è che la chiesa sottovaluta è il proliferare incontrollato delle sette religiose; non parliamo poi dei nostri parlamentari, i quali ignorano totalmente il problema. Lo ignorano anche quei parlamentari che sono tradizionalmente vicini alla chiesa.
    Le sette religiose, quali ad es. TdG, Neocatecumenali, Scientology, ecc., ecc. devono essere bandite per legge, creano solo danni alla società.

    • Alessandro scrive:

      Il Cammino paragonato a Scientology??? Certo che siete proprio allucinanti! Secondo me chi fa questo accostamento dopo l’esame della Chiesa fa peccato sicuramente di superbia. Ora non so se la materia sia grave ma state attenti! La superbia non è certo da sottovalutare!

      • Antulio scrive:

        Caro Alessandro,
        se i metodi di coercizione psicologica sono gli stessi di Scientology ed altri smili, perché mai fare differenze?

    • luciano27 scrive:

      quelle “sette” non sono presenti da molti molti anni, il cattolicesimo lo è da secoli e danni alla società ne ha portati ben di più, (guerre,genocidi, colonialismo, per non parlare di quelli al cristinesimo stesso) e i parlamentari devono occuparsi di cose molto più importanti dei contrasti religiosi tra cristiani.

    • Sal scrive:

      Nun se po fà ! Neanche per legge ! Ci hanno già provato in passato ed è andata buca. Siamo in tempi di concorrenza. E’ finita l’inquisizione con esclusiva.

  46. er tripparolo scrive:

    Anvedi questi quanto je rode!
    Ammazz’ aò quanto stanno a rosica!
    Peccato nun ze possino vede le facce, fiji belli dde questo passo je addivennate blu!
    Ecco, io ve posso consija l’atteggiamento giusto da tenè:
    stateve muti e rassegnati!

    • Cherubino scrive:

      lei è proprio simpatico, sig. tripparolo e cià ppure ragione: è un peccato nun ze possino vede le facce …

      • er tripparolo scrive:

        Ho fatto nà semplice considerazione…..
        Basta avvedè quel che scrivono. Come soffrono!
        A più avvelenata di tutti è a “papessa” -Qui potest capere, capiat -…..
        roba da ricovero “pronto soccorso” al più vicino centro antiveleni.
        Un serpente a sonagli gli fa un baffo…..

        • Simon de Cyrène scrive:

          Il più interessante è vedere che quelli che sono i più accerrimi e avvelenati contro il CNC sono proprio gli stessi che hanno il meno le carte in regola sul loro atteggiamento inverso il Magistero autentico, il Santo Padre ed i Vesocvi in unione con lui. Il loro odio alquanto bavoso ha qualcosa di luciferino.

          Quanto a me, grazie a questi figuri inviperiti, mi sono dovuto interessare un po’ al fenomeno CNC e debbo dire che la sua esistenza mi rallegra anche se il loro modo di celebrare la Santa Messa non mi piace per niente: ma il Sacrificio incruento di N.S. Gesù Cristo sull’altare non è affare di gusti, ma di memoriale oggettivo e reale.
          In Pace

          • Sal scrive:

            Lei ha idea di come si fa un “sacrificio incruento ?” – “e se il sangue non è versato non ha luogo nessun perdono.” ( Ebr. 9,.22) – E’ un nuovo vangelo ?

          • Simon de Cyrène scrive:

            Giustissimo Sal: per questo N.S. Gesù Cristo si offrì liberamente come Vittima immacolata e perfetta, spargendo il Suo Sangue per il nostro Riscatto, una tantum.
            Quanto a quel che avviene durante la Santa Messa, è, ovviamente, incruento, ma è lo stesso “luogo” ontologico della Crocefissione, anche se non temporalmente e geograficamente.
            La consunzione a Nome di Dio dell’Offerta per il Riscatto avviene colla Sua manducazione da parte del Popolo Sacerdotale, all’analoga stregua di quel che avveniva anticamente nel Tempio di Gerusalemme, dove le vittime offerte a YHVH erano consumate nel fuoco e date a manducare ai sacerdoti.
            In Pace

  47. Antulio scrive:

    l´arcivescovo di Catania, Luigi Bommarito, ne ha dette di pesanti. Ha accusato i neocatecumenali di «costituire una Chiesa parallela»; di «dividere il popolo di Dio in due blocchi, uno di serie A e uno di serie B»; di «imporre il loro metodo come fosse insuperabile e addirittura l´unico salvifico»; di «cadere in un fondamentalismo integralista destinato a creare ghetti»; di «scarnificare le coscienze con domande che nessun confessore farebbe».
    La chiesa deve svegliarsi, o sarà cancellata da questi finti “amici”

    • Franciscus scrive:

      Può darsi che l’arcivescovo di Catania abbia detto quelle cose, ma il mio vescovo (che è pure cardinale) no. Ci ha incoraggiato più volte raccomandandoci la comunione col resto della Chiesa. Un altro vescovo mi ha detto che tutte quelle cose che si sentono dire del Cammino nella sua diocesi non le ha mai rilevate.
      Non dipenderà dal fatto che alcuni parroci invece di svolgere il loro compito di essere elemento di unità della parrocchia e di vivere il Cammino dal di dentro, si innamorano svisceratamente del Cammino oppure al contrario se ne fregano delegando ad altri il suo svolgimento?

  48. Marco Del Pin scrive:

    @Tornielli, quando il papa parla di celebrazione liturgia della parrocchia fa riferimento solo alla messa domenicale o forse non è da intendere che faccia riferimento a tutta la liturgia parrocchiale? Perchè le posso assicurare che da questo punto di vista è esattamente quello che succede oltre alla messa domenicale a cui comunque spesso comunque partecipano i neocatecumeni la loro partecipazione a tutte le altre liturgie è assolutamente rilevante e da un certo pundo del cammino in poi è addirittura “obbligatoria” nel senso che fa parte del percorso formativo e questo è vero da sempre. Secondo me è questo a cui è probabile che faccia riferimento il papa che, come ha ricordato qualcuno, avendo partecipato alla traduzione in tedesco del direttorio, consce bene qual’è il percorso formativo.

  49. Luisa scrive:

    La prassi liturgica neocatecumenale è emblematica della rottura con la Tradizione, difficile in effetti di parlare di continuità, Kiko Arguello ha rigettato la liturgia NOM perchè sarebbe stata una catastrofe per le sue catechesi.
    Vorrei sapere se ” LEX ORANDI LEX CREDENDI” vuol dire ancora qualcosa, nella nostra Chiesa, se sì , può stupire che venga approvata una “lex orandi” visibilmente diversa, che non si trova nei testi del Magistero, con il rischio di derivare verso una “lex credendi” diversa, se invece quel principio non ha più corso, vuol dire che i testi del Magistero non contano più, non servono più a niente, e libertà è data a ognuno di inventare quel che vuole nella liturgia, libertà di togliere, aggiungere, sconvolgere.
    Quell`approvazione è un precedente le cui conseguenze sembrano sfuggire ai responsabili vaticani.

    • Cherubino scrive:

      oh finalmente ! Ora è tutto chiaro.
      Certo, lascia un pò perplessi sentir parlare di “nostra Chiesa” da parte di chi non fa che contestarne l’autorità da mattina a sera e non le va bene nulla di questa “nostra Chiesa”…

      • Luisa scrive:

        Che cosa è chiaro?
        Che il principio LEX ORANDI LEX CREDENDI non è più valido?
        Vuol forse dire che il modo neocatecumenale di celebrare l`Eucaristia è conforme alla Lex orandi della Chiesa cattolica?
        Se sì, mi dica anche lei in quale testo del Magistero posso trovarlo.
        Grazie.

        • Cherubino scrive:

          è chiaro cosa pensa lei della Chiesa. Quelli che lei chiama “responsabili vaticani” che non si rendono conto delle conseguenze, non impediscono di “togliere, aggiungere, sconvolgere”, non conoscono i testi del Magistero … sono i cardinali del Pontificio Consiglio per i laici, della Congregazione per la dottrina della fede, e ovviamente il papa che non sta in Vaticano a coltivare tulipani, ma evidentemente per occuparsi anche di queste cose (e lo fa sicuramente).

    • Simon de Cyrène scrive:

      Ma che menzogne spudorate ci sputa la cara Luisa, invasata da una rabbia degna di certi oriundi di Gerasa nei Vangeli.

      Kiko Arguello avrebbe rigettato la liturgia NOM? Ma se è scritto nei loro statuti all’articolo 13 che utilizzano il Messale Romano? Quid dell’approvazione delle celebrazioni del CNC che NON sono liturgiche, in quanto queste ultime sono sempre quelle del rito romano? Quando non si hanno argomenti, si mente.
      In Pace, sempre

      • Luisa scrive:

        Povero SdC, che qui come altrove crede che offendere è un argomento.

        Perchè crede che Kiko Arguello ha RIFIUTATO DI OBBEDIRE a Benedetto XVI che con le sue NORME ha voluto rendere CONFORME alla Liturgia cattolica ciò gli iniziatori del cnc avevano creato?
        Perchè Arguello ha detto che obbedire al Papa e adottare la prassi liturgica in uso nella Chiesa cattolica sarebbe stata una CATASTROFE per le sue catechesi?
        Perchè ha battagliato durante più di due anni per imporre la sua volontà , disobbedendo al Papa e alle sue norme?
        Mi dica lei, in quale testo del Magistero posso trovare la prassi liturgica neocatecumenale.
        Nel Magistero della Chiesa trovo ciò che quella prassi NON dovrebbe essere, ma non trovo quello che si svolge il sabato sera nelle salette neocatecumenali attorno alla tavola-mensa , non trovo il modo di comunicarsi stando al proprio posto, attorno alla tavola- mensa, aspettando seduti che tutti abbiano ricevuto il loro pezzettino di pane per poi comunicarsi tutti insieme, non trovo i segni e simboli ebraici, non trovo la danza ebrea, ma forse lei che, è così saccente, troverà i riferimenti e me li trasmetterà con la sua abituale garbatezza.
        La ringrazio già sin d`ora, perchè a quelle domande anche i sacerdoti ai quali mi son rivolta non hanno saputo rispondere.

        PS: e poi mi ricordo il modo a dir poco ironico con cui lei ha commentato, su MiL, la visione di un video con una celebrazione liturgica neocatecuemenale.

        • Simon de Cyrène scrive:

          Ah sì: di certo il modo di celebrare la messa visto in quei video, non mi confà per niente.
          Ma se usano il Messale Romano e restano negli stretti limiti delle particolarità a loro concesse, allora fanno quel che la Chiesa vuol che sia fatto e quella Messa è validissima: che ci piaccia o no.
          Quanto a me, preferisco l’Usus Antiquor, chè mi è più consono.
          In Pace

          • Luisa scrive:

            “fanno quel che la Chiesa vuol che sia fatto”

            Il problema è, o dovrebbe esserlo, ma forse non lo è più, perchè sembra che il principio LEX ORANDI LEX CREDENDI non sia più valido, che nel Magistero della Chiesa, anche in quello, chiamiamolo, postconciliare , non si trova traccia di ciò che è stato approvato, di quelle che sono state definite “particolarità” o, meglio, seguendo i testi del Magistero quelle particolarità avrebbero dovuto piuttosto essere considerate delle derive tipiche di un`errata applicazione (vedi Redemptionis Sacramentum) del documento conciliare sulla Liturgia, è probabilmente per quello che Papa Benedetto aveva prescritto quelle modifiche nel 2005….e invece quelle “particolarità”sono state approvate, sconcertante.

          • Simon de Cyrène scrive:

            Ma, gentile Luisa, un po’ di logica: se è pacifico che utilizzano il Messale Romano vuol anche dire che hanno la stessa LEX ORANDI del resto della Chiesa e quindi la stessa LEX CREDENDI.

            Quanto alle particolarità nelle liturgie della Chiesa ce ne sono sempre stati e ce ne saranno sempre: possono piacerci o non piacerci, ma nessuno ci obbliga ad andare in un luogo dove le “particolartà” non ci convengono. Qui siamo proprio nel circostanziale per eccellenza: lasciamo tempo al tempo.
            In Pace

      • Stefano Fiorito scrive:

        Dice il Cireneo:

        “Ma se è scritto nei loro statuti all’articolo 13 che utilizzano il Messale Romano”

        Qindi questo signifca che ciò avviene automaticamente?

        • Simon de Cyrène scrive:

          Ovviamente no: ma questo poi è in primis il problema di chi celebra e della sua coscienza, come in tutto, e in finis degli episcopi che sono lì per sorvegliare tramite i parroci.
          In Pace

  50. anniballo scrive:

    Questo “tripparolo”, almeno, ha l’onestà di presentarsi fin dal nome per ciò che poi dimostra di essere….Potrebbe provare a redigere i suoi testi in versi, vuoi vedere che sta maturando un novello Trilussa? Oppure, visto che sembra una rissa in un pollaio, avesse ragione lui, coi suoi toni irrisori?

    Su un piano più generale, c’è da meravigliarsi davvero vedendo il furore quasi teologico che agita le molte sponde del mare dei credenti; inizialmente, predomina tale meraviglia, poi viene quasi da ridere….Ma davvero credete che tutte queste controversie dottrinali abbiano una qualche rispondenza nella realtà, fuori delle vostre menti?
    Poi, però, subentra un senso di allarme; tira un’aria simile a quella delle guerre di religione dei secoli passati, e si ha la sensazione che ,se la scena fosse lasciata alle follìe dei credenti, si tornerebbe ai roghi.
    “Reginaldus” ha già i fiammiferi pronti e “Simon” li accenderebbe subito salmodiando “in pace”, come scrive sempre….
    Meno male che ,oggi, l’Europa s’è svegliata ed è in corso un serio processo di scristianizzazione!
    Davvero è urgente cominciare ad insegnare a tutti i giovani , anche in Italia, che la religione è solo un veleno!

    • er tripparolo scrive:

      Caro Anniballo, i discorsi seri si fanno solo con le persone serie…..
      quindi oltre gli sfottò co certi, nun se pò annà…..

      Detto questo, mi permetto, seriamente, di farle osservare che non è del tutto corretto quanto lei afferma.
      La religione è miele per buongustai.
      Sò gli invasati settari che a fanno sembrà veleno.
      Ma loro nun rappresentano gniente, manco se stessi, è nartro che li fa parlà che je mette le parole in bocca e li pensieri in testa…..
      Il grosso dei credenti invece è rappresentato da gente seria, umile, amante e rispettosa di Dio, della vita e del prossimo, che non è affatto animato dallo spirito di contesa, ma dallo Spirito di Pace.
      Non faccia di tutta una erba un fascio.
      Cordialità.

      • anniballo scrive:

        Simpatico amico,
        nel ringraziarLa per la replica, preciso un particolare (che ,poi, troppo “particolare” non è, anzi è un fatto decisivo)…
        Alludo al fatto che i credenti sono invariabilmente contagiati da una terribile malattia della psiche e che si chiama dogmatismo.
        E’ questo che si traduce nell’esistenza di quelli che Lei chiama gli “invasati settari”; e mi permetto di dire che il numero degli invasati settari, nelle varie religioni, è inevitabilmente altissimo.
        E questo rende frequentissime anche quelle che Lei chiama “contese”: esse rappresentano un fenomeno estesissimo, molto grave e che ha avvelenato gli ultimi duemila anni, come la Storia insegna.
        Le contese riguardano le varie religioni tra loro, ma anche gli esponenti della stessa fede, quando esplodono controversie dottrinali : ed esplodono invariabilmente, come anche questo bel forum dimostra ogni giorno.
        Di qui, il mio assoluto scetticismo circa il riscatto che l’idea religiosa stessa può offrire ai propri adepti : la religione è innanzitutto identità ed appartenenza e -come tale- non può che indurre allo scannatorio perpetuo.
        Salvo verso quei pochi che la pensano esattamente come te; e gli esponenti di tutte le altre minoranze sono identici……
        La tragedia che il traditore viene considerato anche peggio dell’infedele (e come vede, caro amico, non c’è salvezza!)
        Je auguro na bbona serata, volemose bbene.

        • er tripparolo scrive:

          Sor Anniballo, je risponno, ma nun pè contendere co lei, ma giusto pè chiarì er mio punto di vista.
          Er dogmatismo ffa parte della fede, pecchè cè stanno cose che la rajone umana e nun cè po arrispiegà.
          Passamo adesso agli “invasati settari”.
          Er probblema gli’è che che stanno li veri credenti e li falsi credenti. Li falsi, quella che se definirebbe la “pula” stanno ner campo nzieme ar grano buono. Sembrano simili, ma nun sò eguali. La pula, cioè li falsi credenti, cercano dè inquina, che poi a loro la fede, a religione je vorrebbe servì come “instrumentum regni”. Gli’è gente che vorrebbe domina er monno ar grido de “dio lo vuole”. Ma de quale “dio” se tratta? Der dio de li farsi credenti che sò loro, che loro vorrebber strumento per li loro fini malvagi e infingardi.
          Allora lei fatto stò rajonamento, dovrebbe discernere, capì e ringrazià der fatto che ccè stanno delle lotte. Li veri credenti, come gli “anticorpi” fanno er loro dovere attacccanno stè cellule virali de li falsi credenti.
          Se nun ce fossere li buoni a contrasta sti farsi, prevarrebbero li tristi. E quanno prevalgono li tristi sò solo ortaggi amari, ppè tutti.
          Saluti sor Anniballo.

    • Reginaldus scrive:

      …Anniballo,
      Quanto al processo di scristianizzazione sia menio trattenuto: questo processo non è in corso: si è già concluso, e quindi goda in pieno.. . Ma attento che gode bene chi gode ultimo: e non penso proprio che avrà molto da godere tra un po’: si legga il mio post più sotto.

      Anche se lei fosse ora felice per la nuova situazione, stia attento: si fa presto a rimanere delusi! O crederà che il mondo sia destinato a sopravvivere nell’estasi del vuoto??? A un processo che si conclude un altro si impone: e non è che quelli che già lo hanno sperimentato ne siano rimasti molto soddisfatti: altrimenti non avrebbero mai pensato di abbandonare i loro paesi….
      Quanto poi ai fiammiferi, non ne parlerà mica per qualche esperienza personale, che so, per qualche danno da bruciacchiamento alle giunzioni sinaptiche?

  51. giovannino scrive:

    cara Luisa , tu scrivi :
    ” un modo di celebrare l`Eucaristia che comporta palesamente degli elementi NON cattolici, che NON figurano in nessun testo del Magistero.”
    Una semplice domanda , secondo te qual è la relazione tra Gesù e la chiesa cattolica? Se , come credo , ritieni che ne è il Capo e lo Sposo mistico , sapresti spiegarmi perchè celebrò l’ Eucarestia in maniera difforme dal magistero ? E poi quanta presunzione nel giudicare così duramente un movimento che conta decine di migliaia di persone .

    • Luisa scrive:

      Perchè tu eri presente?:roll:
      Eri con Gesù?
      Siccome la Chiesa non celebra l`Eucaristia come lo fate voi voi, voi che proclamate di celebrare come lo ha fatto Gesù…., dobbiamo dedurne che fino a che siete arrivati voi, la Chiesa durante i secoli ha celebrato in modo difforme?

      • Luisa scrive:

        Ecco come Kiko Arguello spiega (conferenza stampa dopo la consegna dello statuto) la Comunione nel modo neocatecumenale:

        “Noi l’abbiamo finora sempre fatta da seduti, e non per disprezzo, ma perché per noi è sempre stato molto importante comunicarsi anche con il Sangue. Nelle comunità portiamo avanti infatti una catechesi basata sulla Pasqua ebrea, con il pane azzimo a significare la schiavitù e l’uscita dall’Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa. Quando nelle cena della Pasqua ebraica si scopre il pane si parla di schiavitù, quando parlano della Terra promessa scoprono il calice, la quarta coppa. In mezzo a questi due momenti c’è una cena, quella nel corso della quale Gesù disse “Questo è il mio Corpo” (a significare la rottura della schiavitù dell’uomo all’egoismo e al demonio) e “Questo è il mio Sangue” (a significare la realizzazione di un nuovo esodo per tutta l’umanità). Più tardi – continua Kiko spiegando i motivi dell’importanza della Comunione sotto la specie del vino – i cristiani toglieranno la cena e metteranno insieme il pane e il vino. Ora, nel Cammino abbiamo molta gente lontana dalla Chiesa, non catechizzata, e nei segni del pane azzimo (la frazione del pane) e del vino noi diamo visibilità a quei significati. Abbiamo scelto di fare la comunione seduti soprattutto per evitare che nei movimenti si versasse per terra il Sangue di Cristo. Il fedele, con tutta calma accoglie il Calice, lo porta alla bocca e si comunica con tranquillità e in modo solenne”. “Seduti come seduto era anche Gesù”, specifica Carmen.

        A che testo del Magistero si riferiscono?

        • Simon de Cyrène scrive:

          Prima di discuterne: quale è la fonte originale del testo?
          In Pace

          • Luisa scrive:

            Conferenza stampa 14 giugno 2008, l`indomani della consegna dello statuto.

          • Simon de Cyrène scrive:

            Purtroppo non trovo la fonte originale: solo testi riportati da siti anti-cnc.
            Il rischio in quegli ambienti è che sia ancora una bufala.
            Ma forse Alessandro può confermare il contenuto o, meglio, darci un link.
            In Pace

          • Simon de Cyrène scrive:

            Beh, quell’articolo, caro Sig Fiorito, l’avevo già letto e dice letteralmente:
            “Ha detto o non ha detto che nulla cambia nella Comunione al Calice e che i neocatecumenali si metteranno in piedi solamente per ricevere il pane? No, non lo ha detto. O, quantomeno, chi scrive proprio non lo ha sentito.

            Anzi in quest’articolo si dice che Kiko spiegava le origini del perchè comunicavano seduti.
            L’articolo spiega come oggi ormai avviene:
            “Dopo averlo fatto, e nel tradizionale silenzio, prenderanno posto a sedere. Al momento in cui sarà terminata la consumazione del pane, il celebrante dirà: “Il Sangue di Cristo ci custodisca per la vita eterna, amen” e berrà dal Calice, stando in piedi, con i fedeli seduti. A quel punto, inizierà la distribuzione del Sangue di Cristo: il sacerdote si recherà al posto di ogni singolo fedele, il quale si alzerà in piedi vedendolo avvicinarsi e prenderà il Calice – in piedi – per comunicarsi . Immediatamente dopo averlo fatto, tornerà nuovamente seduto, mentre il celebrante continuerà il giro dei fedeli distribuendo il Vino consacrato ai fedeli che di volta in volta si alzeranno per bere il Vino . ”

            Quindi, come volevasi dimostrare, quel testo citato da Luisa era ancora una volta, giusto l’ennesima, una bufala.
            In Pace

          • Stefano Fiorito scrive:

            Cireneo, io mi chiedo se le crede davvero in quello che scrive!

            Ma QUANDO MAI nella Santa Chiesa di Cristo CATTOLICA può essere proclamata una “teologia” come quella di Arguello sulla Santa Messa e sulla Santa Comunione senza essere definiti, come fa lei con la SPX ad esempio, ERETICI?

            Inoltre: NESSUN LIBRO LITURGICO, NESSUNO STATUTO E NESSUNA NORMA “PARTICOLARE” CONSENTE DI FARE QUELLO CHE CANDIDAMENTE IL GIORNALISTA CONFERMA: ovvero consumare la Santa Comunione in DUE TEMPI e TUTTI INSIEME, col Sacerdote in testa che recita la formula che il messale ROMANO prescrive a BASSA VOCE e al SINGOLARE, e poi SEDERSI! Per poi “rialzarsi” e consumare il Sangue di Gesù e RISEDERSI, dopo aver ascoltato il Sacerdote che nuovamente commette un ABUSO pronunciando l’invocazione CHE DOVEVA PRONUNCIARE DA SOLO E A VOCE BASSA!

            L’unica differenza con il Rito della Comunione “ordinario” è la permanenza al posto in luogo della processione. Questo quando si celebra “in piccola comunità” (le ragioni addotte da Kiko sono di SPAZIO!). Ma la Comunione sotto le due Specie si ASSUME COME PRESCRIVONO I LIBRI LITURGICI! Che evidentemente molti considerano solo quando conviene!

        • Sal scrive:

          Lo fanno così anche i TdG ! Avranno copiato !

        • Reginaldus scrive:

          ….a quello di questi papi se questi lo hanno benedetto! E poi dicono gli ottimisti che il processo di scristianizzazione è ancora in corso… Ci si sono messi anche i papi ( i sedicenti papi) a dargli il colpo decisivo…

          • Reginaldus scrive:

            questa replica delle ore 23:46 doveva essere in risposta a Luisa delle 19.07….

          • Luisa scrive:

            Il problema è che nel Magistero della Chiesa, anche in quello, chiamiamolo, postconciliare , non si trova traccia di ciò che è stato approvato, di quelle che sono state definite “particolarità” o, meglio, seguendo i testi del Magistero quelle particolarità avrebbero dovuto piuttosto essere considerate delle derive tipiche di un`errata applicazione (vedi Redemptionis Sacramentum) del documento conciliare sulla Liturgia, è probabilmente per quello che Papa Benedetto aveva prescritto quelle modifiche nel 2005….e invece quelle “particolarità”sono state approvate, sconcertante.

        • Simon de Cyrène scrive:

          Non c’è nulla di eretico in quel che dice Arguello: quel che lui fa è giusto una glosi, un discorso analogico che non è in contraddizione colla dottrina cattolica anche se ne esprime solo un aspetto.

          Quanto al fatto di avere il sacerdote che si comunica assieme agli altri membri dell’assemblea, quando essa è di dimensioni confidenziali, questo è ammesso se il vescovo del luogo lo permette.
          Guardi, non dico che trovo questo modo di dire la Santa Messa e di vivere la Santa Comunione il sommo: quel che dico è che finchè è secondo le rubriche e coll’approvazione del Vescovo del luogo per certe particolarità, anche non piacevoli, Essa rimane il Santo Sacrificio di N.S. Gesù Cristo a tutti gli effetti ed esprime perfettamente l’unità di tutta la Chiesa intorno al Vicario di Cristo.
          In Pace

          • Stefano Fiorito scrive:

            “Non c’è nulla di eretico in quel che dice Arguello”

            Io, davvero, alzo le mani! MA COME SI FA A DIRE UNA COSA DEL GENERE!?!?!?!?!

            Argeullo da una interpretazione TEOLOGICA alla Messa, altro che “metafore” o giri di parole! Dice chiaramente COSA SIGNIFICA ! Altro che storie! “Questo significa questo..Quest’altro significa quest’altro…, ecc”!

            La “nota teologica” Arguellana è ERETICA!

            E le Rubirche NON PERMETTONO la Santa Comunione con quella prassi! C’è poco da girarci intorno con questi presunti “adattamenti”, che vengono invocati sempre quando fa comodo!

  52. Davide scrive:

    ParlandoVi da fratello in Cristo:
    Leggo con interesse i vari post mi rendo conto di quanto “noi cristiani” siamo presi da interpretazioni personalistiche dettate a volte più sull’”IO” che sul “NOI”…evidentemente, dietro,forse, si evidenzia qualche problema, forse personale? , “trauma” o altro… o la situazione drammatica in Italia?.
    Noto, inoltre, che i testi, citati più volte, sono di facile comprensione e i vari “mulini”(non tutti) cercano strade , solchi, acquedotti, che non esistono o sono appena abbozzati, per tirare a sé la “propria acqua”…!!!
    Ho sorriso più volte e altre un pochino meno…mi domando , se è così difficile lasciare da parte il “proprio”, il “mio”, per entrare il quel “mistero” che è il “noi”…che poi si “riassume” molto bene il quel Cristo Capo della Chiesa sua Sposa…?
    La riflessione che voglio fare insieme…senza giudizio…pro – contro-perplessi-entusiasti- è questa:ma alla fine non c’è Qualcuno che governa tutto, vede, provvede e interviene al di sopra di qualsiasi “dicastero”…? e che questo Qualcuno ha in mano la storia, “abbraccia” la Sua Sposa….o è tutto in balia..delle nostre mani..delle nostre scelte…Ricordiamoci che è la Sua Chiesa..e Lui ha dato la Vita per essa..dal Catechismo della Chiesa Cattolica”"Essa è la Sposa senza macchia dell’Agnello immacolato, 243 che Cristo ha amato e per la quale ha dato se stesso, « per renderla santa » (Ef 5,26), che ha unito a sé con una Alleanza eterna e di cui non cessa di prendersi cura come del suo proprio corpo. 244

    « Ecco il Cristo totale, capo e corpo, uno solo formato da molti. [...] Sia il capo a parlare, o siano le membra, è sempre Cristo che parla: parla nella persona del capo [« ex persona capitis »], parla nella persona del corpo ["ex persona corporis"]. Che cosa, infatti, sta scritto? “Saranno due in una carne sola. Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa” (Ef 5,31-32). E Cristo stesso nel Vangelo: “Non sono più due, ma una carne sola” (Mt 19,6). Difatti, come ben sapete, queste persone sono sì due, ma poi diventano una sola nell’unione sponsale. [...] Dice di essere “sposo” in quanto capo, e “sposa” in quanto corpo ». 245)
    …quale paura..di che , di che cosa…Il Santo Padre ci ha indicato quale deve essere il nostro timore…”il nostro peccato da cristiani” … e ancora ““Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa” “Le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli” (Mt 16, 18b-19a). “… non sono parole mie.
    La preghiera la diamo a volte per scontata: Gesù prima di qualsiasi decisione importante pregava…continuamente, incessantemente….
    E’ successo qualcosa di “importante” nella vita della Chiesa..prendiamone atto…preghiamoci su, risentirsi, giudicare…, controbattere… prendere il Santo Padre e tirarlo di qua e di la’….Il Pontificio di quello..di quell’altro…leggi…leggine…contro leggi…; e i cristiani in questo momento( protestanti cattolici e ortodossi) in diverse parti del mondo testimoniano la loro fede con il martirio del sangue…”Sono io pronto a questo martirio?”..anche nelle parole…nei giudizi…dall’Io che continuamente prende il sopravvento…e non metto pace dentro di me e seguo con fiducia ciò che il Signore sta’ edificando, sta’ operando (con i Movimenti e senza essendo sempre Lui che opera con noi e attraverso di noi…) e lo faccio anche se sono contrariato…nel completo suo abbandono… o se sono felice, nell’umiltà …che il traguardo raggiunto non mi appartiene…ma è tutto Suo “per Lui”? …Aiutiamoci e non scontriamoci..a capire ad arrivare a quell’unità che il Signore stesso vuole ed ha pregato per essa…”In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
    «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi..” (da Giovanni 17,11-19) . Scusate se ho fatto il “Catechista”..ma certe realtà, verità della fede che noi diciamo di professare,credere e testimoniare…vanno, partendo dal sottoscritto, vissute nel concreto . Sono piccole riflessioni su ciò che a volte diamo per scontato e che però è urgente riscoprire e far continuamente nostro, con questo non voglio dire che bisogna tacere di fronte al male, ma che bisogna saper “leggere” cosa il Signore stà “scrivendo” e far nascere in noi un “modo nuovo” un “come nuovo” anche nel comunicare tra di noi in questo momento della storia della Chiesa molto delicato.
    Spero di non avere “urtato” nessuno …e scusatemi per gli errori.
    Prego per i Neocatecumenali, per l’opera che svolgono, per la fedeltà al Vangelo , per l’ubbidienza alla Chiesa e ai Pastori a cui tutti noi cristiani siamo chiamati- come segno di unità, umiltà e amore verso lo Sposo. Un abbraccio fraterno in Cristo a tutti. Davide

  53. Reginaldus scrive:

    agli Alessandro e Simon chiedo, e, please, una risposta: 1- Kiko ci mette o no la sua faccia a rappresentare Cristo nelle iconi che dipinge per i suoi fedeli??? E perché? 2- usa o non usa rappresentare la croce capovolta??? E perché?
    - Quanto al percorso neo-catecumenale che cos’è allora, un cammino a ritroso ? ma la Chiesa- la Chiesa, intendo!- non prevede già cammini di fede nei suoi sacramenti, e nella preghiera e nella meditazione?
    - Quanto ai “denti avvelenati” di Simon di Cirene, è prassi vederli sempre in quelli che escono dalle congreghe: magari, più che i denti il sangue avvelenato avranno dai morsi delle congreghe da cui fuggono!
    - quanto ai link inutili, concordo: inutili alla causa, anzi, di più, nefasti! Quindi da cancellare…

    • Simon de Cyrène scrive:

      Caro Reginaldus,
      non essendo neocatecumeno, nè avendoli mai frequentato non ho la minima idea se Kiko ci mette la propria faccia per rappresentare il Cristo.
      Comunque anche se lo facesse, non sarebbe differente da Dante Alighieri nel Canto 33 del Paradiso:

      O luce etterna che sola in te sidi,
      sola t’intendi, e da te intelletta
      e intendente te ami e arridi! 126
      Quella circulazion che sì concetta
      pareva in te come lume reflesso,
      da li occhi miei alquanto circunspetta, 129
      dentro da sé, del suo colore stesso,
      mi parve pinta de la nostra effige :
      per che ‘l mio viso in lei tutto era messo.

      Lascio la risposta ai Sioi altri quesiti ad Alessandro che sembra essere capace di parlare in consocenza di causa.
      In Pace

      • Reginaldus scrive:

        ma lei ci fa o ci è???

      • Simon de Cyrène scrive:

        Io le cito Dante Alighieri e Lei sà solo insultarmi, gentile Reginaldo?
        Mi scusi, ma Kiko Arguello ha forse semplicemente la stessa comprensione della sua/nostra relazione al divino di Dante Alighieri che ha visto nella Trinità stessa il suo proprio viso.
        Secondo me Dante era un neocatecumenale che si ignorava: che ne pensa, gentile Reginaldo?
        In Pace

        • Reginaldus scrive:

          se cita Dante deve capirlo. La sua applicazione è RIDICOLA.

          • Simon de Cyrène scrive:

            Allora me lo spieghi Lei cosa dice Dante, La prego, gentilissimo Reginaldus, eppoi mi spieghi la differenza che ci sarebbe con Kiko.
            In Pace

          • Reginaldus scrive:

            a Simon delle ore 10:58
            usare la propria immagine, quella della propria foto, per rappresentare il Volto di Cristo, il Mistero dell’ Incarnazione di Dio, dove Dio si dipinge della nostra immagine umana, è il colmo della presunzione …o della follia. Se ha così alta considerazione del suo Kiko, lasci stare Dante almeno…— Aspetto ancora la risposta sulla croce capovolta…

          • Simon de Cyrène scrive:

            Che razza di risposta: se non ne ha, si taccia.
            In Pace

      • andrea scrive:

        non è per difendere kiko,per quanto riguarda il motivo perchè ci mette la faccia non è nient’altro che l’interpretazione artistica della frase di san paolo:non sono più io che vivo ma è cristo che vive in me.per la croce rivoltata è una fesseria che non merita commenti.la pace a tutti.

        • Simon de Cyrène scrive:

          ma San Paolo e Dante sono kikiani ante litteram…
          In Pace

        • Reginaldus scrive:

          è una fesseria? facile sbrigarsela così: domani, che so, Napolitano o Ratzinger escono con una svastica sulle spalle – e fesso è chi li chiude in un manicomio! E poi vedere normale, addirittura un’ interpretazione artistica di Paolo, l’applicazione delle fattezze di Kiko-ello sul Volto di Cristo è addirittura da spasso: non sarà anche qui un caso Castellucci???

    • Alessandro scrive:

      Per quanto riguarda il viso in qualcuna ci può essere qualche somiglianza, in qualche altra no…..non so bene…
      Croce rovesciata? Io non ci ho mai fatto caso….

  54. Cherubino scrive:

    una piccola precisazione mi sembra utile, visto che si è parlato di “risonanze”. Credo che l’idea su cosa siano e quale ruolo rivestano nella vita spirituale non sia chiara, anche se in realtà è un fenomeno che viviamo tutti. Ciò si ripercuote in un utilizzo scorretto nella liturgia (da qui le avvertenze del papa).

    La risonanza spesso viene fatta coincidere con una riflessione soggettiva su un brano della Sacra Scrittura. In realtà ciò è non è esatto e può essere fuorviante perchè molti confondono il breve commento personale alla vera risonanza, ossia la fanno diventare una sorta di lezioncina catechetica o esortativa.

    In realtà la risonanza è un fenomeno umano fondamentale, quindi antropologico, indicando la percezione interna dei moti dell’anima sollecitati da un evento oggettivo. E’ in sostanza la coscienza della reazione interiore ad uno stimolo, che può essere un evento, una parola, un’immagine ecc.
    Abbiamo risonanze in continuazione in relazione a ciò che colpisce la nostra coscienza, e si manifestano come pensieri, come sentimenti, come desideri in risposta a tali stimoli.
    Nella teologia spirituale allora la risonanza è sostanzialmente una mozione interiore. Essa si manifesta spesso in risposta ad un fatto, ma altre volte è essa che rivela un fatto accaduto. Così una risonanza di tristezza e sfiducia intervenuta nel corso dei pensieri fa capire che probabilmente siamo stati “attenzionati” dallo spirito cattivo.
    Rimando a http://www.gesuiti.it/villasantacroce/servizio/1418/1435/schedabase.asp

    Ora, le risonanza possono essere buone, neutre o cattive, secondo da quale spirito vengono (e rivelano). Possono essere vere o simulate, in quanto espressione di un voler essere coerenti con l’immagine che abbiamo di noi o peggio ancora dare agli altri l’immagine che vogliamo offire. Spesso le risonanze (quelle vere) non ci piacciono, perchè ci rivelano la verità di noi stessi. Altre volte non ci piacciono perchè ci spingono a fare cose che non vogliamo, a missioni scomode, a cambiare vita, comodità e abitudini, perchè in esse agisce la voce del Signore che chiama.

    Per alimentare la risonanza in genere la meditazione sulla Scrittura è eccellente. Lo Spirito Santo, come spada a doppio taglio, suscita reazioni vere nel dialogo con un salmo, con un racconto del vangelo, con una parabola. Da queste reazioni noi capiamo in cosa dobbiamo purificarci, a cosa ci chiama il Signore, e soprattutto avvertiamo profondamente quanto ci ama. La composizione di luogo insegnata da S. Ignazio è un metodo per suscitare le risonanze. Alcuni gesuiti usano la drammatizzazione per esercitare all’ascolto delle risonanza.

    Forse appare chiaro perchè trovo poco adatta la celebrazione eucaristica per una preghiera di risonanza. Il carattere intimo e spesso profondo (se fatto bene) di un esercizio spirituale del genere non si concilia con il carattere pubblico e celebrativo della Santa Messa, pur avendo dei contatti con alcuni momenti di essa. Salvo ovviamente nel caso di celebrazioni svolte durante ritiri spirituali. Ho osservato spesso che voler fare le risonanza ad un testo biblico durante tali momenti pubblici non fa altro che alimentare frasi fatte, riflessioni “di testa” e esortazioni moralistiche o meramente devozionali.

  55. JM scrive:

    Caro Andrea Tornielli,
    se la mia espressione „gravemente incorretta“ La ha offeso, chiedo scusa. Non era mia intenzione fare un giudizio soggettivo su la Sua persona, ma un giudizio oggettivo su la Sua affermazione, che ho citato. Forse per il fatto di non essere italiano, ho usato un’espressione inadeguata. Sia come sia, ritiro la parola “gravemente”. In riguardo alla sostanza del mio argomento, cercherò di spiegarla. Sarò lungo, pero non riesco a farlo in altro modo.

    Rimango dell’idea che sia incorretta un’interpretazione secondo la quale il Papa abbia voluto dire, esplicita o implicitamente, che:
    1) Le comunità neocatecumenali siano una realtà extra-parrocchiale.
    2) Le comunità neocatecumenali, una volta terminato il neocatecumenato, non devono più celebrare l’Eucaristia nella piccola comunità (ovviamente sempre aperta, per la sua stessa natura, a tutti i fedeli).
    Penso che queste due conseguenze derivano della Sua affermazione “i fedeli che l’hanno compiuto dovrebbero rientrare nel seno della comunità parrocchiale [1] a celebrare l’eucaristia [2] “.
    Il Papa dice, come lei cita nella Sua risposta al mio commento, “la progressiva maturazione nella fede del singolo e della piccola comunità deve favorire il loro inserimento nella vita della grande comunità ecclesiale, che trova nella celebrazione liturgica della parrocchia, nella quale e per la quale si attua il Neocatecumenato (cfr Statuti, art. 6), la sua forma ordinaria”.
    Non ho detto, ovviamente, che gli statuti siano norme di diritto divino (in modo che il Papa non le potesse cambiare o correggere). Se lo avesse fatto, sarebbe, questa sì, un’affermazione non solo gravemente incorretta, ma gravemente ridicola! Neanche ho detto, ovviamente, che il successore di Pietro non avrebbe “la libertà di esprimersi, di fare delle raccomandazioni, magari solo degli auspici”.

    Quello che penso è, schematicamente, questo:
    a) Il Santo Padre non agisce come una specie di monarca assoluto. Anche potendo intervenire quando e come vuole, a causa del suo primato giurisdizionale come successore di Pietro, non lo fa mai, che io sappia, in un modo che non rispetti le forme giuridiche usate in un certo processo.

    b) Lo Statuto neocatecumenale è stato approvato nella sua forma definitiva dopo un lungo processo di anni. La “Disposizione Finale” dello Statuto dice che “Ogni eventuale modifica del presente Statuto va sottoposta all’approvazione del Pontificio Consiglio per i Laici dall’Équipe Responsabile internazionale del Cammino, previa consultazione del Collegio elettivo.”.

    c) Dalle norme statutarie che ho citato, mi sembra risultare, chiaramente, che il Cammino Neocatecumenale è considerato una realtà parrocchiale e che la celebrazione dell’Eucaristia

    d) Dalla Sua interpretazione delle parole del Papa, mi sembra risultare che il Papa avrebbe detto, adesso, l’esatto opposto di quello che dice lo Statuto. Cioè, che il CN non è inserito al seno della comunità parrocchiale; che, di conseguenza, l’Eucaristia celebrata nella piccola comunità neocatecumenale non è parrocchiale; e che i fedeli neocatecumenali, una volta terminato il cammino, partecipino alla messa ordinaria della parrocchia (volendo dire che non celebrano più l’Eucaristia nella piccola comunità)

    e) Se con questo si trattassero di correzioni o raccomandazioni riguardanti certi aspetti della pratica neocatecumenale regolata nello Statuto, che non toccassero il nucleo fondamentale della realtà, potrei capire che il Papa lo facesse in un momento come l’udienza del venerdì scorso. Invece, secondo la Sua interpretazione, il Papa avrebbe adesso cambiato punti fondamentali regolati dello Statuto: il carattere parrocchiale del CN e dell’Eucaristia celebrata nella piccola comunità; l’Eucaristia nella piccola comunità come elemento imprescindibile del “tripode” sul quale si basa tutto il CN e che rimane essenziale per la comunità una volta terminato il neocatecumenato e iniziata la fase della “formazione permanente”.

    Allora, cosa ha voluto dire il Papa? Al mio avviso, in sintesi, ha voluto rilevare, come in altre occasioni, l’importanza dell’unità del Corpo di Cristo. Ha voluto sottolineare che i neocatecumeni, durante il processo di maturazione, devono cercare di partecipare anche – ripeto, anche – ad altre dimensioni della vita parrocchiale oltre il CN.

    Come accade concretamente questa partecipazione? Il lettore Alessandro ha già detto, in sostanza, quello che mi sembra da dire. Aggiungo solo che, nelle parrocchie che conosco, dove ci sono comunità neocatecumenali “mature”, la partecipazione non si limita alla partecipazione all’ Eucaristia oltre quella celebrata in comunità, ma si stende a molti servizi, come catechista per la prima comunione etc.. E questi servizi non vengono realizzati in “modo neocatecumenale”…

    Spero di essere stato chiaro e corretto.
    Grato per l’attenzione e con cordiali saluti, I rest my case.
    JM

    • Cherubino scrive:

      mi scuso per l’intromissione, ma che la Messa sia “parrocchiale” può avere due significati: 1) che sia celebrata nell’ambito della parrocchia, faccendo parte del progamma che il parroco dispone per la comunità, 2) che se ne facciano direttamente carico i sacerdoti della parrocchia.
      Ora, è evidente che in molti casi, per quanto mi risulta, la Messa della comunità NC in parrocchia non è celebrata dal parroco o dal curato o da altro sacerdote diocesano destinato alla parrocchia in via generale, ma da un sacerdote collegato al cammino che viene appositamente per questo.
      In tal senso non si può certo dire che tale Messa sia “parrocchiale” in senso pieno.
      Altro esempio: la commissione liturgica della parrocchia, non NC, può entrare nel merito e disporre relativamente alla Messa della comunità NC ?
      Se sì, bene, la Messa è pienamente “parrocchiale”, se no, allora lo è in senso parziale.

  56. Antulio scrive:

    L’errore maggiore, con la setta dei Neocatecumenali, lo fece certo Wojtyla, dando il suo beneplacito, ma anche Paolo VI ha la sua bella responsabilità! Del resto è noto le eresie sono sempre nate dentro la chiesa.
    Incredibile a dirsi non sono gli atei a minacciare la chiesa, ma una subdola organizzazione che si dichiara sua fedele amica.

  57. lucio scrive:

    il geovita che gira per questo blog, sara’ ben contento nel vedere cattolici scannarsi, piccola chiosa, non me la riesco a trattenere: sentire cd tradizionalisti filo lefebvre marcare sul tasto “comunione” ed “obbedienza” e’ abbastanza specioso.

    • Sal scrive:

      Cattolici scannarsi ? L’hanno già fatto con tutte le guerre che sono state combattute in tutte le parti del mondo, erano battezzati no ? mai scomunicati pare ! con l’assistenza del cappellano che li assolveva ancora prima. Piuttosto pensavo a Babele (la confusione delle lingue) si adatta meglio….. “e un po’ alla volta smisero di edificare la città. Perciò le fu dato il nome di Babele,” ( Gen. 11.8-9)

  58. cosimo scrive:

    Guadagnerò il mio regno,
    guadagnerò il mio regno,
    me ne vado da ogni parte.
    Sono rotti i miei legami
    pagati i miei debiti,
    le mie porte spalancate
    me ne vado da ogni parte;
    essi, accovacciati nel loro angolo,
    continuano a tessere
    la pallida tela delle loro ore,
    o tornano a sedersi nella polvere
    a contare le loro monete,
    e mi chiamano e ti chiamano
    perché torni indietro.
    Ma già la spada è forgiata,
    già ho messo l’armatura,
    e il mio cavallo è impaziente,
    ed io guadagnerò il mio regno.”

    Dedicata a tutti gli inquisitori.

  59. lucio scrive:

    Mah, pensando a voi genovesi, mi viene in mente il deuteronomio:
    “Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire». 21Forse potresti dire nel tuo cuore: «Come riconosceremo la parola che il Signore non ha detto?». 22Quando il profeta parlerà in nome del Signore e la cosa non accadrà e non si realizzerà, quella parola non l’ha detta il Signore. Il profeta l’ha detta per presunzione. Non devi aver paura di lui.”

    …..salutami Rutherford, il 1914, il 1925, il 1975………poi se ce l’hai qualche numero corto, un ambo, un terno…

    • Sal scrive:

      Lei deve essersi sbagliato un’altra volta ( non è una novità) io non mi chiamo Rutherford e non parlo con i morti come alcuni dei vostri. spiacente non posso esaudirla…… e non gioco neanche al lotto !

    • Sal scrive:

      @ Luis
      “Il profeta l’ha detta per presunzione. Non devi aver paura di lui.”
      Ma lei ha paura per caso ? C’è qualcuno che comincia ad avere paura ? Si spieghi meglio, tanto la fine o prima o poi dovrà venire e oramai sono trascorsi 2000 anni da quando pronunciò quelle parole, perchè pensare che debba ritardare ancora molto… oppure anche lei non ci crede ? In tal caso perchè dovrebbe citare il Vangelo ?

      • lucio scrive:

        io le consiglio di convertirsi e di abbandonare i falsi profeti, ci pensi per tempo, siccome il tempo non e’ nostro, ci pensi subito.

        • Sal scrive:

          e cosa significa convertirsi ? convertirsi a chi ?
          il tempo non esiste è solo una convenzione umana.

          • lucio scrive:

            convertirsi, significa rivolgere la sua vita, la sua esistenza verso la Verita’!

            Verso la Speranza e la Gioia autentica, che ci viene da Gesu’!

  60. lucio scrive:

    il messaggio di cui sopra era x sal, tabacchi e valori bollati.

  61. Anna scrive:

    -Il S. Rosario è screditato ed emarginato

    PECCATORE…CRISTIANA..FRATELLI E SORELLE DI LUIS dove siete???? E ora senza rosario come si fa a afre penitenza e pregare per i peccati del mondo??

    Accidenti..proprio ora che l’avevo comprato uno nuovo di zecca e avevo in previsione di comprarne un’altro in madreperla in ricordo della mia nonna che me l’aveva regalato da bambina e che causa traslochi vari non trovo più.Accidenti e riaccidenti.

  62. Reginaldus scrive:

    Cari amici,
    mentre noi ‘cristiani’ stiamo a disquisire sulla moltiplicazione dei gruppi e sottogruppi, che cosa sta succedendo fuori di noi? Leggetevi l’articolo di oggi sul Giornale: “In Europa, nelle chiese senza fedeli si fanno moschee..”. Sarà anche questo un ‘link inutile’? Intanto godetevi questa riflessione di Ali Abu Al Hasan alla tv Al Helma, del 6 gennaio u.s.: «Con l’emigrazione musulmana e il rifiuto europeo di sposarsi e fare bambini, cento di loro fra dieci anni diventeranno ottanta, e gli ottanta sessanta.. e i quaranta saranno dieci, e poi, non resterà nessuno”…Non staremo mica moltiplicando il nulla??? O il giudizio di Dio si sta roverscaindo ancora su di noi??? “Il secondo angelo suonò la tromba: come una gran montagna di fuoco fu scagliata nel mare. Un terzo del mare divenne sangue, un terzo delle creature che vivono nel mare morì e un terzo delle navi andò distrutto” (Ap.8,8 ). Oggi non rimane nemmeno quel terzo…figurarsi i nostri gruppi e sottogruppi: spazzato via tutto e a ragione!

    • vincenzo da torino scrive:

      Non si preoccupi, i loro figli in maggioranza avranno il figlio unico! Quello che invece può preoccupare è che se l’Europa non farà più figli sarà costretta ad importare immigrati per mantenere l’apertura delle attività e il proprio benessere. Ha mai pensato che se avessimo ancora una Europa cristianizzata come ai primi del ’9oo, si sarebbe potuto contrastare meglio l’islam nella sua arroganza e proselitismo? Essi si sentono forti come comunità e pensano di imporsi , come dovere religioso in base all’istruzione che parte dalla loro scuola. I loro figli ora vanno a scuola da noi. E’ li che si gioca la partita . E noi ci preoccupiamo di nascondere i nostri simboli e tradizioni religiose! Gli facciamo un favore enorme!

      • Reginaldus scrive:

        Che quelli la smettano di far figli a cascata è una sua supposizione o un suo auspicio. L’islam dove è giunto ha continuato a fare figli e si è preso anche i figli degli altri. E ha occupato tutti gli spazi: demografici e religiosi e culturali. Un po’ di conoscenza storica non fa male. “L’europa che sarà ( perché ‘sarà’? direi ‘è’ ) costretta a importare immigrati perché non fa più figl”, è un’europa che muore: un’europa che come tale si suicida, e dà spazio a un’altra cosa, come l’Asia Minore greco-romana non è la stessa cosa della Turchia che di oggi. D’accordissimo con lei e sempre detto, che un ‘Europa cristiana non avrebbe mai lascaito spazio a un islam di natura sua invadente e totalizzante. Ci furono le Crociate per questo, l’ultima quella combattuta a Vienna nel 1683. e noi ora ce ne vergogniamo e ce ne battiamo il petto…..Tra un po’ i loro figli andranno a scuola da LORO . In Belgio che conosco abbastanza ci sono già le LORO università ( Gent) , come ci sono i LORO ospedali i LORO partiti – quattro – ovviamente dove si votano i LORO uomini, non i nostri, mentre noi qui facciamo a gara per essere gentili con loro sperando di prenderne il voto – noi che non ci saremo più???) . Già detto, già avvenuto, e ancora accadente… Ricito: :“Il secondo angelo suonò la tromba: come una gran montagna di fuoco fu scagliata nel mare. Un terzo del mare divenne sangue, un terzo delle creature che vivono nel mare morì e un terzo delle navi andò distrutto” (Ap.8,8 ) . E ripeto, oggi non è più solo questione di quel terzo….

        • Franciscus scrive:

          Ehi Reginaldus! Ma come? fino a poco fa ce l’avevi con Neocat e ora invochi una ripresa delle nascite in Europa?
          Io penso che se tutti i cristiani avessero una concezione della famiglia come quella che insegnata nel Cammino (in coerenza col magistero) forse il problema dello spopolamento dell’Europa non ci sarebbe.

          • Reginaldus scrive:

            #Franciscus:non c’è bisogno di NEOCAT, abbiamo bisogno di CHIESA, quella vera, non di quella contraffatta… Perché lei pensa che i Cristiani di una volta facevano figli perché c’erano i NEOCAT??? Questi piuttosto sono una prova della contraffazione di essa nuoova chiesa! –La vostra concezione della famiglia poi??? “Nei tre anni che frequentai il Neo Catecumenato mi resi conto della potenza persuasiva dei loro capi e del fatto che la concezione di famiglia ha ben poco a vedere con la classica famiglia cristiana; loro attuano una unica grande famiglia di circa 40 / 50 persone che viene guidata dal «Capo-famiglia-Catechista», la progettualità di coppia non esiste e al suo posto c’è una progettualità che (attraverso la struttura piramidale) viene ispirata direttamente dal suo fondatore (Kiko Arguello)!” (dalla testimonianza di un ‘fuoriuscito’-se volete saperne di più al riguardo e a riguardo di tutto il resto, andate a leggere sul sito che ho visto indicato qui e ora non riesco più a trovare qui traccia: lo rimetto: http://www.salpan.org/SCANDALI/NEOCATECUMENALI/Neocatecumenali.htm)

  63. Giulio scrive:

    Premesso che sono contrario ai “nuovi gatti” lo scrivo qui perché non saprei dove farlo. Pare che il dott. Tornielli non si sia accorto dell’esternazione del Vescovo di Ragusa! Siamo alle solite? Due pesi e due misure? Non si può “sparare” sui vescovi? Se un giornalista cattolico non ha il coraggio di dire ciò che è giusto ad un vescovo che sbaglia allora spero che arrivi l’Armata Rossa cinese e si occupi dei traditori. O la Chiesa si pulisce da sola o ci penserà la Provvidenza ad usare sistemi più efficaci della titubante e latitante diplomazia vaticana.

  64. Giulio scrive:

    I neocatecumenali non hanno il senso della chiesa, e della liturgia. Non credono nella transustanziazione, non credono nella messa come sacrificio ma solo come banchetto di festa per la resurrezione. Hanno pratiche interne da setta. Celebrano con un candelabro ebraico sull’altare invece del crocifisso. E’ veramente incredibile che la Chiesa riconosca queste sette e le incoraggi e continui a tenere fuori veri cattolici integrali come i tradizionalisti e i lefebvriani. Che tristezza, quando finirà questo spirito di autodistruzione dei vertici della nostra amata Chiesa cattolica? Che la Madonna affretti la fine di questa crisi.

    • andrea scrive:

      ti metti di malumore per delle cose che non esistono.secondo te perchè ho aiutato i miei figli dopo vent,anni di cammino a entrare in comunità,sono forse un pazzo incosciente?

  65. xagena scrive:

    ………..capisco che questa setta con obbligo di decima del “carismatico” pittore fallito porta tanti piccoli cattolici (sparano decine di pargoli a coppia)così da sperare in tanti futuri preti e suore (ma non è certo lo diablo è sempre in agguato!!!) ………..ma bisognava raschiare il barile fino a questo punto??? ?
    Una volta ad un raduno trasmesso dall’ineffabile padre catto/legaiolo Livio c’era un tizio che dal megafono diceva ai malati di mettere una mano sul corpo dove ci fosse dolori e TUMORI perchè sarebbe passato lo SPIRITO……….secondo me l’unico spirito che passava era quello a 90° che aveva bevuto costui….ed a quelli che gli vanno a presso TSO…..!!!
    Che farsa…o che tragedia…ai posteri…

  66. xagena scrive:

    Le 3 esse muovono il mondo :Soldi,Sangue e Sesso
    Questi settaroli sono sulla buona strada almeno per quanto riguarda i soldi (oddio anche per il sesso ma somigliano più a conigli che ad esseri umani….)
    Da
    http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/03/07/il-condizionamento-picologico-nei-neocatecumenali/

    tra l’altro
    “Dopo il secondo scrutinio versano un decimo dei loro guadagni mensili, ma vi sono collette anche per altri scopi! Non ci risulta essere un bilancio di tutto ciò, i catechisti giustificano questo con l’insegnamento evangelico “Non sappia la tua destra ciò che fa la sinistra”.

    Sto Kiko a Monti je fa un baffo……………………..

    • Reginaldus scrive:

      grazie Xagena della nuova fonte di informazione: ma quelli diranno che il link è inutile…Mi vengono in mente le parole di Cristo: “perché vedendo non vedano e sentendo non odano”…

  67. lucio scrive:

    signorina, io non sono un disadattato, un dicotomico e affine, ogni scelta nella mia vita e’ stata sempre libera, come libero mi ha generato il Padre, sui soldi lei si fa’ troppi problemi, soprattutto con quelli che non sono i suoi.
    nel cammino nessuno viene a controllare se uno dona o non dona, e’ un problema tuo e basta, del valore che dai al denaro, che certo serve, ma non ti da la vita, tutto qui.

    che poi: “Non abbiate paura di Cristo, egli non toglie nulla e dona tutto, chi si dona a lui riceve il centuplo; quindi aprite, spalancate le porte a Cristo e troverete la vita”.

  68. serena scrive:

    grazie dott.Tornielli.
    la sua spiegazione mi ha tranquillizzata.

    • lucio scrive:

      secondo me e’ un tradiprotestante, che ne dice?

      • vincenzo da torino scrive:

        @Lucio, è semplicemente un invasato sempliciotto ed ignorantello. Mi sembra tanto ad alcuni che si presentano da Scotti convintissimi di essere dei cantanti pur essendo stonati. Se vengono bocciati manifestano la convinzione che sono i giudici che capiscono poco di canto.

        • minstrel scrive:

          Spero che il contenuto kerygmatico delle prediche sia ferreo almeno quanto la tempra di quest’uomo…

  69. vincenzo da torino scrive:

    Durante il Concilio Vaticano II vi furono molti padri conciliari che videro nei vari movimenti religiosi che già nascevano il futuro della chiesa, contro il parere di altri che li temevano proprio perchè avevano la tendenza ad isolarsi dalla comunità, usavano mezzi di propaganda e preparazione degli adepti discutibili, pur ammettendo che si creava una comunità che viveva la fede personale e comunitaria molto intensamente. Se queste comunità portano nuova linfa alla chiesa credo che siano da appoggiare , purchè rimangano nel solco del cattolicesimo e fedeli al papa e vescovi. Che essi desiderino qualche segno di riconoscimento con piccole varianti anche liturgiche non dovrebbe creare attrito, poichè occorre innanzitutto guardare all’ortodossia del loro essere cattolici. Quello che invece mi ha sempre preoccupato è la spesso poca voglia di far parte della comunità parrocchiale. Stanno bene quando fanno gruppo tra loro e si sentono forti, a volte con poco lodevole ostentazione di essere i migliori o quasi unici veri cattolici. Parlo di sensazione naturalmente o manifestazione di qualche individuo.
    Comunque se questi movimenti non servono la parrocchia o diocesi in modo preminente non mi piacciono. E’ la fede della comunità che devono servire non solo la loro.

    • lucio scrive:

      prima di “servire la fede della comunita’” debbono necessariamente pensare alla loro, nel caso del cnc in gran parte sono ex semi atei, agostici, bigotti, ma anche ex nuovi culti in quantita’: tdg, pentecostali etc. ……… prima di aiutare la parrocchia a questi qui serve un bel aiuto a loro.

      • vincenzo da torino scrive:

        E’ vero, ma comincio a dubitare della correttezza dei metodi usati per la catechizzazione, sopratutto mi pare che questi “catechisti” laici non abbiano la preparazione culturale e teologica valida da fare da direttori spirituali. L’entusiamo e il sentire comunitario è un fatto positivo, l’esaltazione no. Il dedicare più tempo al Cammino che alla famiglia è senz’altro negativo. Più approfondisco e meno sono convinto. Sono troppe le critiche circostanziate e non mi pare che sia solita classica denunzia di ex delusi. Qualcosa non mi quadra…appofondirò.

  70. Sal scrive:

    @ lucio
    “convertirsi, significa rivolgere la sua vita, la sua esistenza verso la Verita’!”
    E dove sta questa Verità

    • lucio scrive:

      chi cerca trova, servono umilta’ e semplicita’ e il Signore viene, se lo vuoi incontrare, ma lei c’ha ancora la mente offuscata…..

      • Sal scrive:

        @ lucio
        “ma lei c’ha ancora la mente offuscata…..” probabile, ma lei come può dirlo ? qual’è il suo metro di giudizio ? in base a che cosa lo stabilisce ?

  71. Caro Dott. Tornielli:

    Chiedo il permesso di tradurre e pubblicare questo articolo nel mio blog Sentire cum Ecclesia. Pubblichiamo citando la fonte originale.

    Álvaro Menéndez Bartolomé

  72. Eremita scrive:

    Mi ha piacevolmente sorpreso la presenza di “er tripparolo” su questo blog, e mi diverte l’incapacità, e direi ingenuità, di altri partecipanti pomposi e verbosi che non si sono accorti che il suo linguaggio è solo una provocazione diretta alla loro pedanteria. E’ capace di cambiar registro, ma tanto non servirebbe a niente perchè chi è pieno di sè non ha posto per altre opinioni. Chi non sa capire quando lo prendono in giro è doppiamente preso in giro. Detto questo, le religioni e le fedi non si distinguono tanto per il loro impianto dottrinale, quanto per le strutture organizzative ed i comportamenti gestionali, verso l’esterno ma soprattutto all’interno. Ora, la struttura organizzativa della chiesa cattolica, diocesi e parrocchie per quanto ci riguarda direttamente, ci può piacere o meno, e possiamo condividere o rifiutare le scelte concrete ed i comportamenti del nostro parroco, che in sostanza sono sempre relativamente chiari. Ma non può fare altrettanto un NCN, a partire dagli statuti e direttive interne, che a quanto pare sono conosciute integralmente soltanto dai livelli alti.

    • er tripparolo scrive:

      Grazie sora Eremita. Vede io, fortunatamente, sò gnorante assai e nun posso competere cò tutti li novelli Tommaso d’Aquino, Caterina da Siena e Giovanne d’Arco che affollano li blog col loro verbo augusto e somma autorità.
      E allora della mia, fortunatamente, gnuranza caprina, ne faccio de necessità virtù e a butto in caciara, pecchè come mai potrebbe no gnurante come me competere co stì novelli dottori e testimoni?
      Nella mia gnoranza però nà cosa a devo dì: mme piace d’obbedi ar Sor Papa!
      Poi tornanno a noi sora Eremita se mme permette, je volevo arridì che a Chiesa nun è nà “struttura” ma gliè il Corpo Mistico de Nostro Signore Gesù Cristo, e Nostro Signore Gesù Cristo è il capo.
      Non struttura umana ma membra vive. Non è qualcosa di materiale ma spirituale.
      Gli’è na granne differenza!
      I miei saluti sora Eremita.

      • Sal scrive:

        “Nella mia gnoranza però nà cosa a devo dì: mme piace d’obbedi ar Sor Papa!”
        E perché ? “mme piace” non significa che è stato richiesto magari è proibito
        “Non confidate nei nobili, Né nel figlio dell’uomo terreno, a cui non appartiene alcuna salvezza.” ( Sal 146.3)

        “disse loro: “Rendete dunque a Cesare le cose di Cesare, ma a Dio le cose di Dio” ( Mt. 22.21)

        Dio non ha mai detto di essere ubbidiente al papa, lei lo ha mai letto da qualche parte ? o qualcuno glielo ha fatto credere ?
        “Con l’espressione Corpo Mistico nella dottrina della Chiesa cattolica si intende la speciale unione che lega i cristiani a Gesù Cristo.
        Secondo questa dottrina tutti i credenti in Cristo, sia i vivi che i defunti che vivono nella pace di Dio (in Paradiso e in Purgatorio) sono a Lui strettamente ed intimamente uniti per la vita della Grazia, nello stesso rapporto di un unico corpo in cui Egli è il Capo e tutti gli altri sono le membra.”
        – Wikipedia
        Se Cristo è il Capo, non può essere il papa, quindi lei a chi è ubbidiente ? A Cristo a al papa dato che Cristo è sempre vivente e sempre presente ?
        “gli [uomini] dissero loro: “Perché cercate il Vivente fra i morti?” ( Lc 24.5)
        “Poiché dove due o tre persone sono radunate nel mio nome, io sono là in mezzo a loro” ( Mt. 18.20)
        Se dunque Lui è vivente e sempre presente, “nella sua gnoranza”, a che gli serve un altro capo ? e poi il Salmo 146.3 è chiaro :Non confidate nei nobili, Né nel figlio dell’uomo terreno, a cui non appartiene alcuna salvezza.”
        Perché mai “glie piace” fare il contrario di ciò che il Vangelo comanda ?

        • Simon de Cyrène scrive:

          Gran dimostrazione, caro Sal, che casca con una sola frase di N.S. Gesù Cristo agli Apostoli: ” Chi ascolta voi, ascolta Me: Chi vi disprezza, Mi disprezza.” ( Lc 10,16)
          In Pace

          • Sal scrive:

            “Gesù Cristo agli Apostoli:”Chi ascolta voi, ascolta Me: Chi vi disprezza, Mi disprezza.” ( Lc 10,16)

            Ma gli apostoli sono già tutti morti da un pezzo ! No ?

          • Simon de Cyrène scrive:

            E con ciò? Gli Apostoli hanno detto di ascoltare chi hanno scelto come loro successori, quindi, secondo Lc 10,16 è N.S. Gesù Cristo stesso che ci dice di ascoltare i loro successori: ergo, ascoltando questi successori, i Vescovi, ascoltiamo Gesù, e disprezzandoli disprezziamo Gesù.
            In Pace

    • Reginaldus scrive:

      ad eremita
      “… le religioni e le fedi non si distinguono tanto per il loro impianto dottrinale, quanto per le strutture organizzative ed i comportamenti gestionali, verso l’esterno ma soprattutto all’interno”…:

      questo le ha insegnato il suo parroco??? Ma almeno ci fossero ancora “le strutture organizzative e i comportamenti gestionali”! C’ è solo una baraonda generale, nel pensiero e nella struttura… Grazie, ogni giorno una conferma…

  73. L'organista scrive:

    mi scuso già anticipatamente se il mio commento di seguito postato non è attinte alle discussioni di cui sopra..però volevo comunicare che, a detta del “la nuova” di Venezia (il giornale locale di Venezia) di oggi, da per cosa fatta la nomina di Moraglia alla guida del Patriarcato di Venezia…Mi scuso per questa intromissione…saluti

  74. Eremita scrive:

    “…invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini.” (Mc, 7). Il problema è sapere, nell’immensità di testi, regolamenti, e corpi dottrinali esistenti nella chiesa, quelli che sono da Dio o sono precetti di uomini. Perchè quando si proclama il vangelo, ma poi le strutture ed il comportamento organizzativo stridono con il primo, come la mettiamo? Lo so, fate quello che dicono e non quello che fanno, ma non mi può venire il dubbio che neppure tutto quello che dicono sia così sicuro? Mah, fate un pò quello che volete, io continuo a restare convinto che se la fede non è critica (nel senso del discernimento) è una fede pericolosa per sè e per gli altri.

  75. Stefano Fiorito scrive:

    Questa è la TEOLOGIA dei fondatori del Cammino neocatecumenale riguardo la Santa Messa:

    “Noi l’abbiamo finora sempre fatta da seduti, e non per disprezzo, ma perché per noi è sempre stato molto importante comunicarsi anche con il Sangue. Nelle comunità portiamo avanti infatti una catechesi basata sulla Pasqua ebrea, con il pane azzimo a significare la schiavitù e l’uscita dall’Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa. Quando nelle cena della Pasqua ebraica si scopre il pane si parla di schiavitù, quando parlano della Terra promessa scoprono il calice, la quarta coppa. In mezzo a questi due momenti c’è una cena, quella nel corso della quale Gesù disse “Questo è il mio Corpo” (a significare la rottura della schiavitù dell’uomo all’egoismo e al demonio) e “Questo è il mio Sangue” (a significare la realizzazione di un nuovo esodo per tutta l’umanità). Più tardi – continua Kiko spiegando i motivi dell’importanza della Comunione sotto la specie del vino – i cristiani toglieranno la cena e metteranno insieme il pane e il vino. Ora, nel Cammino abbiamo molta gente lontana dalla Chiesa, non catechizzata, e nei segni del pane azzimo (la frazione del pane) e del vino noi diamo visibilità a quei significati. Abbiamo scelto di fare la comunione seduti soprattutto per evitare che nei movimenti si versasse per terra il Sangue di Cristo. Il fedele, con tutta calma accoglie il Calice, lo porta alla bocca e si comunica con tranquillità e in modo solenne”. “Seduti come seduto era anche Gesù”, specifica Carmen.” (Cfr. Conferenza Stampa, 14 giugno 2008)

    Ed ecco il DIPREZZO per la Teologica Cattolica della Santa Messa, nero su bianco sul libro “Il Neocatecumenato – Una iniziazione cristiana per adulti, Edizioni Chirico, Napoli”:

    “Nel corso dei secoli l’eucaristia è stata spezzettata e ricoperta, rivestita fino al punto che noi non vedevamo nella nostra messa da nessuna parte la risurrezione di Gesù Cristo…
    Nel IV secolo, con la conversione di Costantino e con l’ingresso nella Chiesa di masse pagane che non capiscono né vivono la Pasqua, il cristianesimo diventa religione ufficiale dell’impero e, pertanto, protetto. Va in chiesa per celebrare l’eucaristia anche l’imperatore col suo corteo: nascono così liturgie di ingresso, rese solenni da canti e da salmi, che perdurano nel tempo e, quando questi vengono poi eliminati, rimane solo l’antifona, senza più il salmo, costituendo un vero e proprio assurdo…
    Analogamente prendono campo le processioni offertoriali, nelle quali emerge la concezione propria della religiosità naturale che tende a placare la divinità mediante doni e offerte…
    Col passare dei secoli le orazioni private che si inseriscono in notevole quantità nella messa. L’assemblea non c’è più, la messa ha preso un tono penitenziale, in netto contrasto con l’esultanza pasquale da cui è sorta…
    E mentre il popolo vive la privatizzazione della messa, da parte dei dotti vengono elaborate teologie razionali, che, se contengono ‘in nuce’ l’essenziale della Rivelazione, sono ammantate di abiti filosofici estranei a Cristo e agli apostoli…
    Allora si capisce perché sorse Lutero, che fece piazza pulita di tutto ciò che credeva fosse aggiunta o tradizione puramente umana…
    Quando si perde di vista che cosa è il sacramento, che cosa è il memoriale, allora si passa a dare definizioni filosofiche che non solo non possono esaurire la realtà che contengono, ma sono necessariamente legate alla filosofia che le esprime. Così Lutero, che non ha mai dubitato della presenza reale di Cristo nell’eucaristia, ha rifiutato la ‘transustanziazione’, perché legata al concetto di sostanza aristotelico-tomistico, estraneo alla Chiesa degli apostoli e dei Padri…
    “La rigidità e il fissismo del Concilio di Trento generarono una mentalità statica in liturgia, arrivata fino ai nostri giorni, pronta a scandalizzarsi di qualsisasi mutamento o trasformazione. E questo è un errore, perché la liturgia è vita, una realtà che è lo Spirito vivente tra gli uomini. Perciò non lo si può mai imbottigliare…
    Usciti fuori da una mentalità legalista e fissista, abbiamo assistito col Vaticano II a un profondo rinnovamento della liturgia. Sono stati tolti dall’eucaristia tutti quei paludamenti che la ricoprivano. È interessante vedere che in origine l’anafora [cioè la preghiera della consacrazione] non era scritta ma improvvisata dal presidente…
    La Chiesa ha tollerato per secoli forme non genuine. Così si è visto che il ‘Gloria’, che faceva parte della liturgia delle ore recitate dai monaci, è entrato nella messa quando delle due azioni liturgiche si è fatta un unica celebrazione, e che il ‘Credo’ è comparso all’apparire di eresie e di apostasie. Anche l’’Orate Fratres’ è esempio culminante delle preghiere con cui si infarciva la messa…
    La celebrazione dell’eucaristia il sabato sera non è per facilitare l’esodo domenicale, ma per andare alle radici: il giorno di riposo per gli ebrei parte dalle prime tre stelle del venerdì e i primi vespri della domenica per tutta la Chiesa sono da sempre il sabato sera…
    Il sabato si tratta di entrare nella festa con tutto l’essere, per sedersi alla mensa del Gran Re e gustare già ora il banchetto della vita eterna. Dopo la cena, un po’ di festa cordiale e amichevole concluderà questa giornata”…

    QUESTO SUNTO DELLA TEOLOGIA NEOCATECUMENALE NON E’ STATO APPROVATO DA NESSUNO! E NON E’ CATTOLICO!

    • Simon de Cyrène scrive:

      Bisogna ammettere che la seconda parte di questo testo dal libro citato rappresenta un’opinione storico-teologica che risente di quella tentazione di archeologismo, insufficiente per tener conto della Tradizione Viva espressa in ogni epoca dal Magistero Vivo, del Papa e dei Vescovi in unione con lui.

      Riflette anche opinioni storiche un po’ datate molto in voga tra gli anni 50 e 70: ma non si può volerne al Sig Arguello di avere 73 anni.
      Quel che conta in verità è l’obbedienza: avendo gl statuti accettati dalla Chiesa, Arguello obbedisce alla Chiesa dal punto di vista canonico, il che è molto “costantiniano”; avendo il Direttorio Catechetico riconosciuto valido e emendato con più di 2000 rimandi al Catechismo della Chiesa Cattolica, Arguello accetta pienamente la dottrina della Chiesa a priori e in precedenza alle sue proprie opinioni personali, quali ad esempio quelle espresse qui sopra; avendo le sue celebrazioni accettate ufficialmente vuol dire che la mistagogia del CNC è riconosciuta e sottomessa alla comprensione che ne ha il Magistero, che la dichiara compatibile colla fede cattolica.
      In Pace

      • Stefano Fiorito scrive:

        Argeullo invece lo fa solo in teoria.

        Attualmente la situazione è che NELLA PRASSI del Cammino non è cambiato nulla (a parte la reintroduzione delle omissioni rubricali del Messale)

        • Simon de Cyrène scrive:

          Questo non lo so e non posso saperlo: solo i vescovi che sono supposti applicare e controllare potrebbero confermarlo o infirmarlo in modo oggettivo. Mi sembra.
          In Pace

    • andrea scrive:

      è stato approvato,è stato approvato,il venerdì passato.

  76. Stefano Fiorito scrive:

    Nel seguente articolo credo che la verità, in sintesi, della vicenda del Cammino Neocatecumenale sia ben esposta:

    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350149

  77. bo.mario scrive:

    Tutti questi commenti con tanto di distinguo e nessuno che si ferma e dice: “ma di cosa stiamo parlando?”. Se il vaticano vuole quella specie di setta una ragione ci sarà. Vi sfugge perchè non siete avvezzi al ragionamento. Tornielli scive che se lo sapeva non l’avrebbe aperto questo post ed ha ragione. Codicilli, interpretazioni e quant’altro di inutile per la vs causa. Ripeto, se il vaticano li vuole chiedetevi il perchè, già sarebbe una presa di coscienza del fatto. Andate sui particolari e vi sfugge il nesso, secondo me non troppo limpido. Un saluto.

  78. Anna scrive:

    glie piace obbedir al sor papa,dice er tripparolo.
    Ma scusi.. se il papa le dice di buttarsi giù dal campanile senza paracadute,perchè così è giusto.lei che fa ,si butta di sotto? Mangi la trippa va la che è meglio e fa bene alla salute(se ne mangia poca però)

  79. Anna scrive:

    A me questi insegnamenti di Kiko Arguello non mi piacciono per niente.Cosa ha in mente il vaticano “illuminato”di origine massonica giudaica per noi??

    Dice Gesù: “Io non
    sono venuto a giudicare, ma a salvare”. I cristiani non si sentono di
    giudicare, ma di assumere i peccati di questa generazione, perdonando i
    nemici, senza resistere al male. Non resistere al male, non opporre
    resistenza al malvagio.

    Se qualcuno non ha capito bene, Gesù dà degli esempi; dice: “Se
    qualcuno ti offende gravemente, se qualcuno ti schiaffeggia nella guancia
    destra..”. Schiaffeggiare significa perdere l’onore, disprezzarlo; questo
    anche nel Medioevo, quando si poteva fare un duello dopo un’offesa subita, si
    prendeva il guanto e si schiaffeggiava come dicendo: “Bene, tu mi hai offeso;
    io ho diritto a battermi anche fino alla morte, ho diritto a farmi giustizia
    anche fino alla morte”. Perció che significa questa frase: “Se uno ti
    percuote nella guancia destra”? Anche se vi offendono nell’onore
    profondamente e voi avete il diritto cioé la legge vi aiuta, anche se vuoi
    fare giustizia, fare causa a qualcuno, voi non lo farete anche se avete tutti
    i diritti, voi porgerete l’altra guancia. Se qualcuno ti ruba, tu non glielo
    reclamare. Se qualcuno ti toglie del tuo, tu non lo disturbare.

  80. Anna scrive:

    Ecco, così va dicendo il Signore; sono segni concreti della vita
    pratica perché nessuno si inganni di questa attitudine del Servo di Jahvé,
    che è il carisma che il Signore ci invita a vivere nelle comunità
    profondamente. Apparirà in voi un’attitudine diversa, apparirà una missione
    universale: dobbiamo amare anche i padroni.

    Anche questo..già la parola “padrone” non mi piace.Chi è padrone di chi, i bravi cristiani devono farsi sfruttare dai padroni? Chi sono i padroni dell’uomo e chi li ha autorizzati ad esserlo?

  81. Sal scrive:

    @ lucio
    “Convertirsi, significa rivolgere la sua vita, la sua esistenza verso la Verita’! Verso la Speranza e la Gioia autentica, che ci viene da Gesu’!” così parlò lucio e aggiunge “ il Signore viene, se lo vuoi incontrare,”
    E come lo riconosci se neanche i suoi discepoli e amici lo riconoscevano dopo la risurrezione ?

  82. Sal scrive:

    @ minstrel
    “In base al Canone che accetta anche lei…”

    mi ripeto, non mi sono spiegato bene, io il canone non so neanche cosa sia. Non mi importa un fico secco del canone, io sono una persona ragionevole che si ispira ai principi che sono esposti nella Bibbia, ma non solo. Anche quelli nel corano, nel Baghavagita, nel Vodoo. Non ne faccio un “feticcio” riconosco la validità dei principi che Gesù ha esposto, ma anche molti altri. Principi che già precedentemente i profeti dell’antichità ( VT) avevano espresso. ( E non erano cristiani)
    Essere onesto, leale, ragionevole, fedele, non corrisponde unicamente al cristianesimo, ma sono comportamenti che attengono a tutti gli umani a qualunque latitudine si trovino e qualunque sia la divinità a cui fanno riferimento.

    “D’altra parte, il frutto dello spirito è amore, gioia, pace, longanimità, benignità, bontà, fede, mitezza, padronanza di sé. Contro tali cose non c’è legge. Inoltre, quelli che appartengono a Cristo Gesù hanno messo al palo la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se viviamo secondo lo spirito, continuiamo a camminare ordinatamente pure secondo lo spirito.  Non diveniamo egotisti, suscitando competizione gli uni con gli altri, invidiandoci gli uni gli altri.” ( Gal. 5.24-26)

    Es. quando il Dio ( Jhwh Geova) comanda di non fare immagini e di non inchinarsi ad esse, sta istruendo l’uomo ragionevole a capire che Dio non ha bisogno di un luogo di un rito, di un’immagine per essere “ricordato”. Per ringraziare il “Formatore della vita” non c’è bisogno di fare troppa “ammuina” celebrativa quanto avere un comportamento dignitoso degno e decente nella propria vita.

    A lei piacerebbe avere dei figli o degli amici che le fanno tanti regali e tanta “ammuina” ma poi quando lei dovesse chieder loro qualcosa, sentirsi rispondere “ora non posso, ho da fare, sono occupato ?” ricordi la parabola. ( Lc 14.16-24)
    I principi di decenza, onesta, lealtà non hanno domicilio nella religione perché sono senza tempo senza luogo, sono liberi e appartengono a tutti. E fare i “feddain” che fanno le fatwa in difesa della fede offesa è la peggior offesa che si possa fare al Dio perché lo dichiarano incapace di farsi gli affari propri. Lei non ha capito, non sa cosa significa essere liberi da condizionamenti, cosa significa ragionare con la propria testa con spirito critico verso se stessi e verso gli altri. L’amore per il prossimo non si fa con l’elemosina, si fa aiutandoli a usare la testa perché senza testa non si vive con la testa si va a pescare e si sopravvive.
    La decenza, la dignità, l’onestà, la lealtà non permettono di difendere ciò che è irragionevole e impossibile ma dovrebbero spingere a voler capire cosa vuole Dio da me senza inventarsi fantasticherie. ( v. CCC 234-237)
    Se vuole usare il canone usi il canone ma non è il canone che la rende degno di vivere è il suo modo di vivere la vita con coraggio, dignità, fermezza, nella difesa di ciò che è vero, non a farsi il mea culpa la sera per ricominciare il mattino. E’ ridicolo come il canone. la Verità è composta da principi, dignità, decenza, ragionevolezza. Non cavilli di filosofi che devono essere difesi a tutti i costi per mantenere una posizione di privilegio che gli fa ottenere la pagnotta e molto di più. Magari faranno anche a lei una tomba d’oro. Ma poi che se ne farà ?

    p.s. il canone mi serve per dimostrare che chi lo menziona ne fa un uso contrario.

    • minstrel scrive:

      Il suo intendimento è chiarissimo, mi creda, il che mi fa pensare che se lei conosce tanto bene un Canone solo per dimostrare la presunta malafede del clero che l’ha scelto, alimento uno spirito astioso che probabilmente non la fa vivere serenamente. Ma questo, al contrario di quel che fa lei che mi conosce meglio di chiunque altro, IO non posso certo saperlo.
      Poi lei è liberissimo di dire che siamo idolatri d’immagini, cannibali di presunti Dei, schiavi di condizionamenti esterni senza pensieri. Questo significa che non sta parlando del cattolicesimo, ma di una religione da lei inventata ad hoc e comodissima da criticare e per questo il suo parere non mi tocca.
      Certo, mi piacerebbe che lei citasse anche il Baghavagita a volte visto che fa parte della sua dottrina scritturale di vita, non solo le mie scritture che lei ritiene ragionevoli probabilmente per puro condizionamento e non perché ha letto tutti gli apocrifi che narrano di Gesù scegliendo fra questi quelli che per lei rappresentano Gesù in modo “ragionevole”.
      Buona giornata!

      • Sal scrive:

        “il che mi fa pensare che se lei conosce tanto bene un Canone solo per dimostrare la presunta malafede del clero che l’ha scelto, alimento uno spirito astioso che probabilmente non la fa vivere serenamente.”

        Potrebbe dirlo anche di Gesù ( il mio Maestro) che faceva risaltare l’ipocrisia di quanti si dicevano “popolo di Dio”; forse era astioso anche lui dato che ha rovesciato i tavoli e frustati gli ipocriti.

        “Poi lei è liberissimo di dire che siamo idolatri d’immagini, cannibali di presunti Dei, schiavi di condizionamenti esterni senza pensieri.”
        Per essere libero certo sono libero, ma non sono io che lo dico, sono i fatti che dimostrano che alcuni non lo sono.

        “Questo significa che non sta parlando del cattolicesimo, ma di una religione da lei inventata ad hoc”
        Veramente il catechismo non l’ho inventato io,

        “Il Catechismo della Chiesa Cattolica (abbreviato con CCC) è l’esposizione ufficiale degli insegnamenti della Chiesa cattolica in una grande sintesi di tutta la sua dottrina. È un corposo volume di oltre 900 pagine.” – Wikipedia 900 pagine ???
        CCC- 237 “La Trinità è un mistero della fede in senso stretto, uno dei « misteri nascosti in Dio, che non possono essere conosciuti se non sono divinamente rivelati ». … l’intimità del suo Essere come Trinità Santa costituisce un mistero inaccessibile alla sola ragione, come pure alla fede d’Israele, prima dell’incarnazione del Figlio di Dio e dell’invio dello Spirito Santo.”
        Non ricordo di averlo inventato io, in fondo mi chiedevo come si fa ad avere fede in un mistero sconosciuto “inconoscibile alla ragione”.

        “Nella preghiera è meglio avere un cuore senza parole che parole senza cuore” (Gandhi)
        “La nostra sarà una nazione veramente spirituale soltanto quando ostenterà più verità che oro. Se solo ripulissimo le nostre case i nostri palazzi e i templi degli attributi della ricchezza e vi mettessimo in mostra gli attributi della moralità potremmo dichiarare guerra a qualsiasi alleanza di forze ostili senza dover portare il fardello di una pesante milizia.” ( Gandhi)
        Vede, anche queste “verità” mi appaiono ragionevoli. Sono convinto che anche Gesù le avrebbe sottoscritte. Ma lei è in mala fede volendo difendere l’indifendibile.
        “Un uomo che affoga non può salvare altri, per poter salvare altri deve essere in grado di salvare se stesso” (Gandhi)

        • minstrel scrive:

          Cominciamo dalla fine: l’uomo che si salva non ha bisogno di Dio e della sua opera salvifica. Il che giustifica la sua visione di Gesù non divino che però cozza con la sua scelta canonica dei testi poiché in quelli che lei segue (o per lo meno cita) è contenuta una precisa visione di Gesù. Naturalmente lei mi citerà i versetti in cui sembra che non lo sia e ai quali noi diamo interpretazioni precise. Io le direi gli altri in cui è palese che lo sia e lei mi darà la sua interpretazione personale, data dal suo condizionamento mentale che non può permettere che questi testi ragionevoli scadano in elucubrazioni che lei non può accettare. L’unica autorità che potrà muovere a tali interpretazioni è lei stesso e la sua storia; ed è liberissimo di farlo. L’autorità invece su cui poggerò le mie, saranno le spalle della Chiesa storica, della tradizione orale su cui fondava il kerygma e dei documenti che la attestano tale. Documenti storici naturalmente, studi: scuola di Antiochia per intederci.
          Lei dirà che sono condizionato e non so pensare. Io dirò invece che dopo essere stato condizionato dalla mia ignoranza storica, mi sono “rassegnato” all’idea che la storia parla chiaro ed è la mia ragione ora ad ordinarmi che non posso nascondere la realtà dei fatti.
          Realtà dei fatti che non corrisponde naturalmente alla sua visione della nostra fede (cannibalismo e altre amenità). Per lei sono fatti, io ci rido sopra poiché lo erano anche per me finché non ho cominciato a studiarli sul serio e ho capito che figuracce facevo quando mi ergevo a giudice di qualcosa che non conoscevo minimamente.
          Non sono parole a vuoto, tant’è che potrei linkare questo buon thread, ma a che pro se tanto Sal non vuole smontare le sue tesi e scontrarsi con cosa è effettivamente il cristianesimo cattolico?
          Il cristianesimo è di 900 pagine e, come dice la wiki, è un grande LAVORO DI SINTESI. Pertanto citare 10 righe di 900 che sono una sintesi è particolarmente ridicolo, anche se naturalmente quelle righe, che sono la conclusione di un eventuale studio serio sulla Trinità, sono verissime.

          Ma arriviamo al dunque: IL FULCRO del CRISTIANESIMO è LA RISURREZIONE.
          Punto!
          E allora, proprio come fa lei Sal, mi sovviene:
          “in fondo mi chiedevo come si fa ad avere fede in un mistero sconosciuto “inconoscibile alla ragione”.

          Ma lei crede alla risurrezione, cardine del kerygma apostolico?

          • Sal scrive:

            @ minstrel
            Il kerygma apostolico:
            “Questo Gesù ha Dio risuscitato, del quale fatto noi siamo tutti testimoni. Perciò, essendo stato esaltato alla destra di Dio e avendo ricevuto dal Padre il promesso spirito santo, egli ha versato questo che vedete e udite” ( Atti 2.32-33)
            Basta mettersi d’accordo su cosa si intende “risurrezione” io ho una mia idea, ma per approfondire i misteri, “Dio ha risuscitato” se lo ha fatto Dio non lo ha fatto da sé e se ha ricevuto lo Spirito Santo da Dio non poteva avercelo da sé, ergo lui non era Dio, ma un apostolo Ebr 3.1 di Dio, un inviato da Dio, un messaggero di Dio, un mediatore fra l’uomo e Dio. E così cade il mistero.
            Piuttosto,
            “Via libera da parte del papa alla celebrazione della messa nelle “piccole comunità” dei neocatecumenali che si svolgono con modalità “contenute nel direttorio catechetico del Cammino che non risultano per loro natura già normate dai libri liturgici della Chiesa … discusso per le particolari caratteristiche con cui celebrano i riti.”
            Ma se celebrano i riti in modo diverso allora non c’è un unico modo di svolgere i riti, ma sulla base dell’esempio ciascuno può fare come preferisce …. Dov’è quindi lo scandalo se non condivido certi misteri nella libertà ognuno può fare come preferisce.
            p.s. dice il papa “ il secolarismo ha eclissato il senso di Dio e oscurato i valori cristiani, a cui ha contrapposto il carattere di “lievito” dell’impegno del movimento …” – profetico !
            “Non sapete che un po’ di lievito fa fermentare l’intera massa? “ ( 1 Cor. 5.6-7)

            Come dire: siamo alla frutta ! anche se bacata non se butta gnente !

          • minstrel scrive:

            Allora vede che mi da ragione? Cita un passo dalla mia scrittura e gli da la sua interpretazione personale data dalla sua autorità. Per i passi definibili “trinitari” avrà un’altra sua interpretazione personale data dalla sua autorità.
            Mi sta benissimo, l’unica cosa che le chiedo è che non pensi che facendo questo “il mistero cade” senza se e senza ma, poiché – anche solo da un punto di visto logico – lei interpreta dei testi canonizzati posteriormente alla formazione primitiva della cellula dottrinale della trinità ed è presumibile che compia pertanto un atto di sovrainterpretazione rispetto alle intenzioni dei redattori originali.
            Per me è certo, ma tenendoci alla sola storia togliendo di mezzo la fede nella successione apostolica, possiamo dire che è molto probabile.

            Domanda: se lei fa un figlio, questo figlio è o non è un uomo COMPLETO come lei, ma diverso da lei?

  83. Antulio scrive:

    Certo che non si può non fare un’osservazione importante: Se noi, da qui, ci rendiamo conto del pericolo che la chiesa corre mettendosi in casa questa setta nemica, quanto più dovrebbero le eminenze grigie vaticane che ogni giorno pensano agli affari della chiesa intera!
    Perciò potrebbe pure essere che non vogliano rendersene conto e pensino di riuscire a governarla ed usarla per il loro fine.
    Se è così, speriamo solo che il risveglio non sia traumatico. Quando uno se la cerca col lanternino, deve sopportarne anche le conseguenze.

  84. Alessandra scrive:

    Facciamo un pò di premesse. La mia conoscenza del Cammino è stat all’inzio molto positiva. Ho conosciuto ragazzi appena entrati che avevano grandissime capacità di ascolto. Poi successe un “incidente” assolutamente casuale e non voluto con un catechista itinerante (poi seppi che è uno degli strettissimi collaboratori di Kiko, responsabile per Sicilia e Calabria), il quale sminuì tutto il mio percorso spirituale ed ecclesiale bollandolo “cristianesimo della domenica”. Cercai spiegazioni, le quali, se possibile, sono state ancora peggiori del fatto in sè. Sono quasi due anni che sono “in dialogo” con appartenenti al Cammino, catechisti e non.

    Iniziamo da questo fatto: in parrocchia (da me) non esistono. Nel senso che non si fanno vedere MAI. Tranne la Veglia Pasquale. nel senso che gli altri finiscono e loro iniziano. Mi si dice che le comunità ADULTE partecipano. Non lo metto in dubbio. Il problema è che le comunità ADULTE sono quelle che ALMENO hanno fatto 20 anni di cammino (dicesi 20). Per avere il “permesso” dei catechisti devi aspettare la tappa della Redditio (e quindi almeno 10 anni, se sei fortunato). Questo inevitabilmente comporta che i membri del cammino e quelli del resto della parrocchia facciano per anni VITA SEPARATA.

    E questo per una particolare concezione della Chiesa che hanno (e che in questi giorni mi sono sentita dire spesso) per cui ognuno “si deve guardare il proprio orticello senza avere contatti” Il carisma del cammino all’interno della parrocchia sarebbe: “essere quello che è” Peccato che il Santo Padre abbia detto chiaro e tondo che c’è anche la comunione con il resto della chiesa. Questo vale per tutti. Perchè il carisma di ognuno ha senso se immerso nella comunione ecclesiale. Altrimenti è come dire al cuore di fregarsene di quello che fanno il polmoni e viceversa…

    Ma lasciamo stare queste cose e addivengo alla questione in topic.

    Il Santo Padre è stato secondo me chiarissimo.

    • Antulio scrive:

      @ Alessandra.
      E ti è pure andata bene che quel catechista criminaloide ti definisse come “cristianesimo della domenica”, alcuni fedeli vengono letteralmente insultati, gli veniva detto fra l’altro in maniera ossessiva e martellante che erano delle nullità e peccatori che facevano schifo. E ciò per più due mesi di seguito.
      Un lavaggio del cervello in piena regola.
      Al pari delle sette religiose tentano di distruggere psicologicamente i poveri fedeli che cadono nelle loro grinfie. Servendosi di Dio, distruggono la personalità delle persone.
      Né è solo questo il vergognoso comportamento di questa gentaglia, che avviene col beneplacito della chiesa e del quale la chiesa stessa dovrà rispondere prima o poi.

      • Antulio scrive:

        Dimenticavo, Alessandra,
        siccome le coloro che sono stati insultati e maltrattati da questi schifosi del Cammino iniziano ad essere in molti, forse sarebbe il caso di iniziare a far partire qualche denuncia penale, dato che si può configurare il reato di abuso della credulità popolare. Una azione di classe naturalmente.

      • Alessandra scrive:

        Questo fatto di essere una “nullità” l’ho notato anche io. “Se non ci fosse stato il cammino, chissà cosa sarei…” Il che, come conseguenza comporta il pensare “se il cammino non ci fosse io sarei perduto” Più che altro spesso si confonde ilsenso del peccato con ilsenso di colpa e l’umiltà con la mancanza di autostima. E questo è grave. Il problema fondamentale sta nel fatto, secondo me, che del Cammino (tranne gli Statuti che sono un documento “legale) non si può sapere nulla.

        Il Direttorio è segreto (nonostante sia approvata la pubblicazione e il Papa lo voglia, e questo lo ha detto Kiko stesso) , gli “annunci” di Kiko sono segreti e così via. paradossalmente io posso dare il testo delle mie riunioni di gruppo ad un NC e lui NON PUO’ fare lo stesso con me.
        Lo stesso direttorio poi ha valenze differenti: Alcuni mi hanno detto: “sono solo linee guida” altri “no, siccome sono approvati bisogna seguire le tracce il più possibile.” In definitiva si ripetoo praticamente parola per parola…..

        • Antulio scrive:

          @ Alessandra.
          In perfetta linea con altre nefaste sette religiose anche i Neocat… sono un’associazione segreta, ma la chiesa conosce conosce bene questi furfanti che usano Dio per i loro bassi scopi.
          Essa è perciò corresponsabile di quei misfatti, ed essa che bisogna portare in giudizio.

          • Alessandra scrive:

            Non sono d’accordo sulle tue ultime affermazioni. Il Papa è stato chiaro con Kiko molte volte, solo che lui da quell’orecchio non ci ha voluto sentire. Certo, si può pensare, ma perchè non lo punisce? La mia idea è che il “problema” Benedetto XVI lo sta affrontando alla sua maniera. Pedagogicamente. Certo, se poi c’è chi legge B dove c’è scritto A…

          • Antulio scrive:

            @ Alessandra.
            Il Papa è stato chiaro, ma intanto da il suo assenso alle azioni di questa banda di briganti. Dunque è responsabile con loro.

          • Anna scrive:

            Mi associo a quanto detto da Antulio. Ratzinger conosce molto bene Kiko,avendo preparato il cammino e steso le catechesi insieme,e ripeto INSIEME,parola dopo parola.Ecco perchè non vuole correggere il Kiko e lui fa (apparentemente )quello che vuole.Ha l’approvazione in tutto e per tutto.Come ce l’aveva Hitlere Con il suo nzismo e la benedizione di Pacelli.Altro papa dalle origini giudaiche.Ripeto e non smetterò mai di dirlo,questo movimento non mi piace.

          • Antulio scrive:

            Anch’io concordo con te, Anna!
            La gerarchia vaticana conosce bene il Cammino ed il suo orripilante metodo di fare catechesi.
            Dunque chi è stato vittima di questa gentaglia deve chiamare giudizio la chiesa medesima e a essa chiedere adeguato risarcimento.

        • Alessandra scrive:

          @Anna
          Se è per questo a lei non piacciono molte cose…
          A proposito: il consenso di pacelli ad Hitler da che fonte l’ha tratta? dalla stessa fonte in cui ha trovato che i tutori di Pol Pot e Stalin erano gesuiti? Sa com’è…

          • Anna scrive:

            Che memoria lunga Alessandra,io mi ero già scordata.
            Comunque non si preoccupi ,le fonti ce le ho,devo solo cercarle,un pò di pazienza perbacco,mica sono un compiuter io.E poi sono malate.A proposito non c’è nessuno quì dentro che mi recita il rosario così che guarisco un buona volta ?
            ps..ci sono .ci sono le fonti non si preoccupi.

          • Alessandra scrive:

            Sì, ho la memoria lunga…me lo dicono tutti. E lo apprezzano. Aspetto, non si preoccupi, non c’è fretta…

      • Franciscus scrive:

        Caro Antulio, predicare la realtà e gravità del peccato non è un lavaggio del cervello ma è l’inizio della liberazione. Nessuno dice che i peccatori “fanno schifo” ma che il peccato rende gli uomini schiavi del maligno e radicalmente infelici. E da questa situazione che Crtisto è venuto a liberarci. Questo è ciò che viene annunciato ossessivamente. Chi crede a questa “stoltezza” della predicazione riceve la vita eterna. Purtroppo non tutti coloro che frequentano la Chiesa credono che il peccato mortale faccia veramente male all’anima, sminuendo così di fatto l’importanza della redenzione.

    • Cherubino scrive:

      cara Alessandra, apprezzo spesso i tuoi interventi e mi spiace che l’esperienza da te fatta non sia stata positiva. Io non sono e non sono stato neocatecumenale, ma ne conosco alcuni e circa 30 anni fa ho frequentato per qualche mese una comunità (mi viene da chiamarlo gruppo, ma so che loro non sarebbero d’accordo). Ho invece frequentato per molti anni i gruppi carismatici, e vengo da una formazione (spirituale) gesuitica.

      Quello che tu racconti però non mi sorprende, ma vorrei ridimensionarlo. E’ tipico delle esperienze nuove nella Chiesa sviluppare un certo senso di superiorità. Ovviamente è sbagliato. Per chi inizia uno di questi percorsi in un movimento o un’associazione è abbastanza normale rigettare il passato, quindi anche con ciò che di positivo c’era, pensando di iniziare qualcosa di completamente nuovo. Col tempo poi ci si accorge che il Signore c’era e lavorava anche prima. Certo, è grave se ad alimentare questa ingenuità siano dei responsabili o dei catechisti. Uno dei problemi dei neocatecumenali (non solo loro) è quello di dare per scontato che le disposizioni battesimali
      1) non vi siano se non si è fatto quel percorso,
      2) vi siano certamente se si è fatto quel percorso,
      3) si raggiungano in misura completa e una volta per tutte.

      Più che di errori dottrinali espliciti parlerei di “fraintendimenti teologici”, perchè sono degli schemi che si danno per veri senza una riflessione critica, anzi spesso si afferma il contrario sul piano esplicito, e si agisce o si parla poi coerentemente con essi. Ma al di là di ciò il fatto è che sul piano pratico hanno degli effetti pesanti. Alimentano la superbia in chi fa quel percorso, e spingono a giudizi e critiche eccessive verso chi non lo fa. Il tutto per provare quelle tesi. Sul piano sacramentale poi possono esservi delle ripercussioni gravi, come quella legata al matrimonio. Su questo punto molti anni fa mi sembra che il car. Martini a Milano ebbe dei problemi con le comunità neocatecumenali.

      Cosa dire ? Il CNC è un dono del Signore, questo lo certifica la Chiesa e non è dubitabile. Certo, i doni possono essere anche vissuti male. Se il Signore ti chiama a quel percorso, ti darà la forza e la consolazione per superare i difetti umani di coloro che incontrerai. Se le difficoltà che incontri non si sciolgono e non ti dà consolazione portare avanti quel discorso, la Chiesa è grande ci sono tante altre offerte di crescita spirituale e di condivisione.
      Per tutto poi vale il consiglio di avere un buon direttore spirituale (io tifo per i gesuiti, ovviamente).

      • Alessandra scrive:

        E’ bello sapere che qualcun’altro qua dentro ha una formazione fatta di Esercizi spirituali Ignaziani. Su certe cose quindi ci possiamo capire al volo. Mettiamo in chiaro una cosa: per me il Cammino non è eretico. E’ un dono che come tale va preservato da ciò che lo può danneggiare. Sopratutto dall’interno. E quello che dici tu lo condivido al 100%. Il problema è che queste cose se le dici ad un catechista NC come minimo ti dice che non sono fatti tuoi. Tu (in quanto Cherubino o in quanto Alessandra) non puoi permetterti di dire “pio”. Non puoi dare “lezioni”. Sei un superbo (nella migliore delle ipotesi). Ricordo una discussione terribile avuta con un catechista (20 anni di cammino) il quale affermava che: “solo i canti del cammino sono degni della liturgia, il resto erano pappette melense” Poi scavavi un pò e ti accorgevi che di fatto sconosceva la produzione di musica liturgica in italia degli ultimi40 anni. Guai a farglielo notare, però. Ora la domanda è semplice. Come si risolve questa situazione? Fosse per loro ci vorrebbe sempre la carta bollata del Vaticano quando invece basterebbe il “sensum ecclesiae”. Ma come si cresce nella conoscenza del “sensum ecclesiae” se i contatti con ciò che NC non è sono limitati al minimo?

        • dreyfuss scrive:

          alect, fai nome e cognome, invitiamo LVVL ad intervenire.

          • Alessandra scrive:

            Per il bene che voglio ai Neocatecumenali preferirei di no..

          • dreyfuss scrive:

            Cmq a me in Cammino hanno sempre predicato il contrario, l’umilta’ e la semplicita’.

            Permettimi di dire che la mia di esperienza e’ pari vale tua. Aggiungo che io avevo un notevole pregiudizio verso i nc, dalle mie parti se ne dicevano di tutti i colori, qualcuno addirittura parlava di orge! :)

            Che ci siano persone che hanno atteggiamenti da “incoronata” e’ evidente, ma ne vedo in tutti i gruppi, senza giudicare con questo la bonta’ del gruppo.

            Per precisione (se puoi e vuoi) chi te l’ha detta quella cosa? Se non erro in sicilia ci sono due equipe itineranti e un altra in calabria, non mi pare che ci sia una unica equipe sicilia e calabria.

          • Alessandra scrive:

            la mia esperienza vale quanto la tua. Giustissimo. Ma la mia esperienza non è l’unica. A questo punto, come si dubita sempre delle esperienze negativa, si dovrebbe dubitare di quelle positive. Che ognuno abbia dei problemi non ci piove. Sto solo dicendo che l”atteggiamento” di molti NC su determinate cose è sempre lo stesso. Questo vorrà dire qualcosa o no? E il fatto che anche qua ci sian confusione su cosa sia stato approvato o meno da arte di CATECHISTI dimostra che qlc non va. Glielo possiamo dire senza che si offendano?

        • Cherubino scrive:

          posso dirti però che i NC che conosco io non la pensano come quelli con cui hai avuto a che fare tu. Non credo che siano “direttive” ricevute, ma un atteggiamento che si trasmette più in modo implicito che esplicito.

          Circa però la pubblicazione del Direttorio Catechetico ti rimando alle risposte date a qualcuno sopra. Non costituisce un obbligo l’edizione a stampa e per pubblicazione si intende in linguaggio giuridico la consegna ad un ente pubblico, che poi è lo stesso che lo ha approvato (il Pontificio Consiglio per i laici), inoltre il decreto di approvazione dice proprio “si approva la pubblicazione” e non “si ordina”.

          Che poi ciò possa essere più o meno opportuno, si può discutere. Da un lato indurrebbe un pò più di serenità, però capisco anchel’obiezione che viene di solito portata ed simile a quella che un gesuita mi disse una volta quando gli chiesi quale edizione degli EE.SS. ignaziani mi consigliasse da leggere. Lui mi sconsigliò di “leggere” gli EE.SS. perchè sono testi che vanno affrontati nel contesto giusto e con una guida. Leggerli solo per conoscere, prendere qualcosa che mi colpisce e che io ritengo utile può addirittra nuocere.
          Questo viene detto dai NC anche a proposito del Direttorio. Ora io non posso valutare se sia una esagerazione o meno, nè mi interessa. Sono favorevole ad un’edizione “aperta” accompagnata da una bella premessa in cui si consiglia al neocatecumeno di non procedere in modo errato nell’uso del testo. Poi, credo anche, che ognuno sia alla fine responsabile del proprio percorso spirituale, della propra salvezza e della propria dannazione, quindi i divieti in questo campo mi sembra che non servano a nulla, e giustificarli con l’argomento del “bene altrui” può peccare di presunzione.
          Resta il fatto che non mi risulta che oggettivamente vi sia una disobbedienza da parte dei responsabili NC verso la Chiesa nel non mandare in stampa il testo del Direttorio. E se anche lo fosse, spetta alla Chiesa valutarla, sanzionare e ordinare. Pretendere di farlo al suo posto è probabilmente una disobbedienza maggiore di quella che si condanna.

          • Alessandra scrive:

            1) penso anche io che non siano “direttive”, ma atteggiamenti”. Solo che quando ho fatto notare questi “atteggiamenti” (chiamandoli proprio con questo nome) mi è stato risposto che questi atteggiamenti li vedevo solo io e che cmq non erano affari miei. E quindi si ritorna da capo.

            2) tra gli esercizi di S.Ignazio il direttorio c’è una differenza abissale. Perchè i primi sono costruiti per un percoso MOLTO SPECIFICO che si pu fare SOLO CON Un DIRETTORE SPIRITUALE (il quale secondo il metodo, certe volte attraverso le “istruzioni” ti SPIEGA cosa c’è dietro). Il direttorio è fondamentalmente una sorta di “catechismo”. Lo disse KIKO “noi possiamo formare un cristiano” E percorsi di formazione segreti nella chiesa cattolica non ne esistono. Fermo restano che il testo degli esercizi di Ignazio lo trovi alle Paoline, spiegato e commentato. Io stessa ce l’ho a casa. Il direttorio NC no…

          • Cherubino scrive:

            aggiungo poi che a mio parere sarebbe opportuno che i responsabili diocesani del CNC forniscano una copia del Direttorio al vescovo diocesano e gli relazionino sull’andamento dei gruppi e sul rispetto dello Statuto, dato che il vescovo è l’autorità su ogni attività pastorale e sacramentale della diocesi.
            In caso di comportamenti che si ritengono spiritualmente lesivi è possibile chiedere l’indagine e l’intevento del vescovo.

          • Cherubino scrive:

            certo, gli EE.SS. e il Direttorio sono diversi, lo dicevo solo per cercare di capire la motivazione addotta, che non è errata per principio.
            Poi non la ritengo personalmente una motivazione sufficiente per evitarne la stampa, come dici tu comunque gli EE.SS. si trovano comunque in libreria (mica solo dalle Paoline eh :) ).
            A parte tutto potrebbero essere anche utili al di fuori del CNC. Il bello del RnS e dei movimenti del pentecostalismo cattolico, è che i doni di cui sono (siamo) omaggiati dal Signore non li riteniamo mai proprietà di questo o quel gruppo o associazione, ma della Chiesa e disponibili al di là della appartenenze e delle etichette.

  85. Cherubino scrive:

    la cosa migliore di questo thread, dopo ovviamente le informazioni e il commento del padrone di casa, è il romanesco di tripparolo. Ma non inganni la forma dialettale e scherzosa, perchè sotto le dimesse spoglie si cela un talento teologico …

  86. Luigi scrive:

    chi non è contro di noi è per noi Mc 9,40 . Non conosco il cammino neocatecumenale, ho conosciuto persone che lo seguono : alcune affabili, altre meno . La Chiesa non sempre riesce ad evangelizzare, penso ai catechisti improvvisati ( a volte ragazzini ) ai sacerdoti che stravolgono le celebrazioni, alla scarsa vita di carità che si vive nelle comunità ( almeno quelle che ho frequentato io ). Se qualcuno annuncia Cristo secondo il Magistero della Chiesa ben venga, chiunque sia . Se il Papa approva il cammino dobbiamo anche saperci fidare …. vuol dire che il cammino può arricchire la Chiesa ( del resto tanti sono i carismi ) . Le incomprensioni si risolvono nel silenzio e nell’ascolto ( che vuol dire accogliere l’altro e riconoscersi in lui ) . Sono un catechista e mi rammarico nel vedere tanti ragazzi che frequentano la parrocchia e non ne traggono quasi nulla ( del resto gli viene offerto ben poco ) . Un grazie ed un incoraggiamento sincero a chiunque annuncia Cristo secondo il Magistero …. neocatecumenale ( si dice così? :) ) o no

  87. dreyfuss scrive:

    ho visto che la discussione e’ stata lunga su di un sacco di blog, non solo quelli piu’ spicci anti nc in servizio permanente effettivo, ma anche sui blog tradizionalisti e su cattoliciromani.

    Mi e’ piaciuta una domanda che uno di messainlatino presentava agli altri, con un minimo di intenzione di riflessione, praticamente si domandava perche’ in altri ambienti ecclesiali (lui parlava pero’ ai tridizionalisti) un sistema di missio ad gentes non fosse realizzabile?

    • Cherubino scrive:

      mi sembra che i Focolarini abbiano casi di missio ad gentes, e scommetto che anche CL non è da meno (guai a pensarlo ! eh eh…)

      • dreyfuss scrive:

        mah non credo che ce ne siano tante di famiglie che partono e lasciano tutto, vedo molti giudicono e chiacchieroni, poca carita’ cristiana e poca disponibilita’ a confrontarsi con questo zelo particolare che si trova nel cammino.

        • Alessandra scrive:

          Sono 2 anni che cerco di confrontarmi e ti posso dire che sono state molte di più le volte che mi sono presa incomprensioni ed insulti che quelle dove ho potuto avere un confronto serio e costruttivo. Per quanto riguarda il fatto che “non ce ne sono tante di famiglie che lasciano tutto” permettimi di dirti che sbagli e che questo assomiglia molto a quello che mi hanno già detto: “noi evangelizziamo, noi molliamo tutto, TU CHE FAI? ” Con tutto il rispetto con questo ATTEGGIAMENTO non ci si può aspettare baci e abbracci…

        • Alessandra scrive:

          Fermo restando che sulle caratteriste della Missio ad gentes Il Santo Padre è stato chiaro:

          Qui il vostro impegno e la vostra testimonianza siano come il lievito che, con pazienza, rispettando i tempi, con sensus Ecclesiae, fa crescere tutta la massa. … Nella vostra preziosa opera ricercate sempre una profonda comunione con la Sede Apostolica e con i Pastori delle Chiese particolari, nelle quali siete inseriti: l’unità e l’armonia del Corpo ecclesiale sono una importante testimonianza a Cristo e al suo Vangelo nel mondo in cui viviamo”

          Rispetto dei tempi, sensum ecclesiae, comunione con la Sede Apostolica e i Pastori. Unità ed ARMONIA.

          Possiamo negare che in questio anni i catechisti del cammino hanno fato “un pò come gli pareva” Leggi Nepal e Filippine solo per fare due esempi…?

          Ne vogliamo discutere in maniera obiettiva senza sentirsi dire che i vescovi che hanno “preso provvedimenti” hanno fatto “un atto di forza” o “non hanno rispettato gli Statuti ” (che, in certi casi, sembrano diventati come la Bibbia) ?

    • Alessandra scrive:

      Questa è una buona domanda. Potrei rispondere per quanto riguarda la mia realtà, ma qua sarebbe troppo OT. Dato che sai chi sono (a proposito per quanto riguarda il nome del catechista mi dispiace citarlo qua, ma LVVL sa benissimo chi è dato che me lo ha detto lui) puoi cliccare sul mio profilo. C’è la mia mail e sarà lieta di risponderti

  88. Stefano Fiorito scrive:

    C’è chi si chiede come sia possibile che nella Chiesa c’è un “Direttorio Catechistico” pubblicato ma SEGRETO:

    Sarà anche lui un insubordinatore senza carità!

    http://www.cantualeantonianum.com/2012/01/fonti-vaticane-citate-da-cna-confermano.html#ixzz1kHk2bV9ihttp://www.cantualeantonianum.com

    • Cherubino scrive:

      e dove sarebbe la notizia ? Mi sembra chiaro (e chiarito) che le particolarità liturgiche (intesa la liturgia eucaristica) sono quelle approvate nello Statuto, che ora si approvano delle liturgie in senso lato, ossia quelle ritualità non sacramentali che accompagnano alcuni momenti del cammino.
      Insomma c’è qualche fraintendimento che nasce dalla polisemia della parola “liturgia”, ma si è capito perfettamente che non si sta parlando della Messa. Questa è stata già definita con lo Statuto.

      • Alessandra scrive:

        Vaglielo a dire al catechista Alessandro il quale pensa che la”messa NC” sia uguale al rito ambrosiano…

      • Stefano Fiorito scrive:

        Chiosa dell’autore del Blog linkato:

        “Nel frattempo è ripresa la circolazione di testi (qui e qui), di cui non possiamo avere alcuna certezza di autenticità, offerti come “Orientamenti” ai catechisti del Cammino, precedenti all’approvazione del Direttorio, ancora non disponibile. Questa situazione di incertezza, condita di fogli volanti e divulgati il libertà, è veramente disdicevole: aumenta solo la confusione. Speriamo che presto sia fatta chiarezza e si possa vedere che cosa la Chiesa Cattolica approva veramente e considera un “dono” per tutti i membri della Chiesa stessa”

        Un Cattolico che PRETENDE di vedere il Direttorio del Cammino? Mamma mia! E’ un insubordinato che manca di carità! E soprattutto non conosce il Diritto Canonico!

        • Cherubino scrive:

          vabbè, queste sono solo illazioni … e ovviamente per voi i vescovi sono sempre degli inetti disinformati. Perchè alla fine il vero obiettivo di certi attacchi non sono i NC, ma la Chiesa e la dimostrazione di uno stato di necessità (inesistente) che alimenti e giustifichi la vostra disobbedienza.
          Tanto ormai il tempo dei giochi si è fatto breve e sta per scadere. Le celebrazioni per il 50esimo del Concilio lo dimostreranno.

          • Alessandra scrive:

            cosa dimostreranno? Per me dimostreranno solo una cosa: che il Concilio (di cosa sia stato veramente intendo) ancora FINO A QUESTO MOMENTO non è stato oggetto di una discussione SERIA ed obiettiva. Della discussione tra cosiddetti “tradizionalisti” e cosidetti “progressisti” mi sono rotta le scatole. Affrontaimolo sul serio, ALLA LUCE DELLE NOSTRE ESPERIENZE e poi vediamo.

          • Stefano Fiorito scrive:

            “Perchè alla fine il vero obiettivo di certi attacchi non sono i NC, ma la Chiesa e la dimostrazione di uno stato di necessità (inesistente) che alimenti e giustifichi la vostra disobbedienza.”

            Ma certo! Non poteva mancare questa retorica che davvero perferisco non definire…

            IO NON HO DISOBBEDITO MAI ALLA CHIESA! MAI! E posso dimostrarlo davanti a chiunque! Quello che chiedo alla Chiesa è che il DIRITTO dei fedeli sia rispettato, perchè la Chiesa non è un’Istituzione SCHIAVISTICA ma i Sacri Pastori sono I SERVI DEI SERVI DI DIO, posti a capo del Gregge per pascere le ANIME e salvarle!

          • dreyfuss scrive:

            per capire, le persone che frequenti ora, sui blog dove scrivi, hanno mai disobbedito alla Chiesa?

            sono in comunione con il Papa o gli polemizzano ad ogni dove?

          • Stefano Fiorito scrive:

            “sono in comunione con il Papa o gli polemizzano ad ogni dove?”

            Eh già. Siccome il concetto di obbedienza Cattolica si è vaporizzato e, ormai, è diventato SCHIAVISMO (ovvero: “il mio è un ordine: zitto e obbedisci”!), con buona pace di San Tommaso, e di tutta la Dottrina Cattolica sulla Santa Obbedienza, allora è molto facile, facilissimo strumentalizzare chi critica certe decisioni o chi se ne dissocia.

            Non nego che i Blog che frequento sono frequentati anche DA CHI IO NON CONDIVIDO. Ma io sono io. Gli altri sono gli altri. Ognuno si assume le sue responsabilità.

            Io ho SEMPRE creduto nella POSSIBILITA’ che è stata data per mezzo delle norme date al CnC, con il sapiente lavoro dei PAPI per “cattolicizzarlo”. Certamente questo non può far chiudere gli occhi sulle pesanti anomalie non risolte in merito a questo iter e ai problemi ancora presenti. Non ultimo quello del Direttorio.

  89. Tradizionalista scrive:

    Che questo articolo c’entri qlcs con il culto della personalità di Kiko e Carmen? http://www.tuespetrus.it/?p=782

  90. ADRIANO MEIS scrive:

    Molti già gridano all”eresia”; Reginaldus invoca la guerra santa; qualcun altro dice che ci penserà la provvidenza a fare pulizia; un altro invoca la madonna per far finire la crisi; un’altra offende gli altri bollandoli come “settaroli”; Vincenzo chiama Lucio invasato e ignorantello; un altro parla di “gentaglia”..
    E,insomma, è bello e istruttivo vedere che, nella nostra santa religione, i fedeli non trovano di meglio che motivi di divisione, di scontro e di lotta. Certo, l’ideale sarebbe poter scannare gli islamici, ma -nel frattempo– vi scannate fra voi.
    E poi non venitemi a dire che la religione non è motivo di divisione!
    Alla faccia della fratellanza, della carità, della solidarietà, dell’universalismo….
    Tutte chiacchiere, la fede serve solo a scannarsi.

    • Stefano Fiorito scrive:

      “Tutte chiacchiere, la fede serve solo a scannarsi”

      E questi panegirici retorici serovno solo ad autogiustificare i propri pregiudizi a chi li fa.

    • vincenzo da torino scrive:

      @Adriano. Da neopensionato seguo molti blog su diversi giornali e le gararantisco che ovunque ci si scanna su qualunque tema. Se poi si parla di religione e di chiesa i più esagitati e condizionati sono proprio i non credenti, agnostici ed atei. Da questo deduco che è sempre la persona singola che conta,non la sua appartenenza politica o religiosa. Poi oggi bisogna rassegnarsi ad una dialettica dove purtroppo spesso prevalgono i toni fuori misura. E non è bello. Ma dialettica vi è sempre stato anche nella chiesa, come la storia dimostra.
      Ma il suo richiamo alla carità è sacrosanto per chi ha fede. La saggezza e l’equilibrio è di pochi….Non ci si sente un po tutti dei paladini… di che? . Saluti

    • Reginaldus scrive:

      mi dica DOVE invoco la guerra santa: altrimenti lei è un pagliaccio!

      • Reginaldus scrive:

        la mia replica dell ore 19:13 (???) è. ovviamente, in risposta al Meis delle ore 18…

  91. Antulio scrive:

    Man mano che criminaloidi catechisti Neocat… eseguono il lavaggio del cervello dei poveri fedeli iniziano le pressanti richieste di denaro. Come ogni setta religiosa, il fine ultimo è spogliare l’ingenuo fedele dei suoi beni. ” Arrivammo allo Schemà, durante il quale ci fu ribadito con insistenza di staccarci dai beni. Chiedemmo spiegazioni in merito e ci risposero: “Hai un conto in banca? Svuotalo! Hai la macchina? Vendila! Hai beni immobili?
    Vendili! Hai preziosi o qualcosa a cui tieni molto? Staccati! Vendili e il
    ricavato mettilo nella cassetta dei poveri della parrocchia. Con tutto
    questo ci dovevamo sentire strappare il cuore, altrimenti non potevamo fare
    alleanza con Cristo “.
    Questo è il terrificante e furbastro discorso martellante che viene fatto, e ciò fino a che il poverino cede ed inizia a dissanguarsi economicamente per mantenere questa banda di malfattori.
    La chiesa conosce tutto ciò, e non dice nulla, e continua a dare il suo assenso, ma lo scandalo prima o poi esploderà, così come gli altri che si pensava di mantenere segreti.

    • Anna scrive:

      La Fiorella Tanghetti ha fatto questo lavaggio del cervello agli aderenti della sua comunità in tutto e per tutto simile ai neocat o forse peggio.Però il ricavato mica glielo ha dato ai poveri,no no,se lo è tenuto lei e chi la sostiene,era una nullità anni fa prima di fondare la comunità,Non aveva niente.Tutto a un tratto si è trovata con un sacco di soldi, all’inizio sembra piovuti dal cielo. Poi li ha estorti con il lavaggio del cervello,perchè i soldi sono frutto del demonio,bisogna privarsene. Ma lei perchè li tiene ??

    • Antulio scrive:

      Cortese Anna,
      Questi Neocat… sono come quel santone americano che sfruttava il lavoro dei sui fedeli: lui viaggiava in Roll Royce e benediceva quei poveretti mentre passava fra loro. Uno schifo totale possibile solo per la mancanza di adeguate leggi punitive.

  92. vincenzo da torino scrive:

    Di tutta la discussione ricavo una nota che credo sia importante. Il problema dei NC sta nella libertà eccessiva e autoreferenziale dei “catechisti” i quali propendono per metodi di persuasione discutibili. Hanno , oltre i molti anni di esperienza del Cammino, una vera competenza culturale religiosa e teologale per fare da “padri spirituali”. Il parroco deve riferire al proprio Vescovo. Il Catechista a chi riferisce? Se anch’egli non riferisce al Vescovo o a chi può farlo i NC sono come i vari ordini religiosi? In fondo chi controlla i NC e il loro operato? Mi sembrano un pò gruppi piuttosto non omogenei dove è facile trovare l’esaltato che si crede il padre eterno. Gradirei, se possibile una risposta da chi ha esperienza in merito. grazie

    • Alessandra scrive:

      Concordo pienamente.

      • vincenzo da torino scrive:

        Se é così credo che siano anche… pericolosi e a me poco simpatici… Rifaccio la domanda che prima non è venuta mancando il punto interrogativo. “Hanno i catechisti , oltre i molti anni di esperienza del Cammino, una vera competenza culturale religiosa e teologale per fare da “padri spirituali?”. Un padre spirituale laico….non mi convince. Un consigliere e compagno anziano di fede laico si.

        • Alessandra scrive:

          Il problema fondamentale è che non hanno neanche tutta questa “competenza”. Posso citare casi in cui hanno detto emerite fregnacce, ma guai a dirglielo. E’ un giudizio! Non si fa! Da questo punto di vista sono molto simili a Kiko Arguello. Ovvero molto sicuri di sè. Qualsiasi cosa dicano o facciano.

          • Mhh… mi ricordo i miei primi anni di cammino; ero molto giovane, ma grazie a Dio avevo già all’epoca una discreta cultura, aiutata da ottimi insegnanti, dalla mia famiglia (tutta neocat) e da una forte curiosità. Nei primi incontri c’erano persone che non si accostavano ad una messa, funerali e matrimoni esclusi, anche da più di 30 anni. E le fregnacce si sprecavano, ma per fortuna erano “interne”; è successo che durante l’omelia il prete dovesse richiamasse e chiarisse gli errori fatti nelle “risonanze” e “monizioni”. Questi errori però erano tutti in buona fede… ed ora mi rendo conto che sebbene non ne dicessi moltissime dal punto teologale, ne dicevo delle belle pure io, ed ero intriso da tanto moralismo bigotto(cosa che abilmente i miei amici atei mi facevano notare); e non escludo affatto di dirne ancora! Oggi per esempio leggevo con interesse il compendio del catechismo di pioX, e l’ho trovato attualissimo e chiarificante per alcune questioni, nella sua limpida semplicità e autorevolezza. Quello che voglio dire, è che il catecumeno come me nell’entusiasmo rischia di ergere ad idolo la comunità stessa; il rischio è concreto, è successo anche a me, e questa idolatria -grazie a Dio- prima o poi verrà smontata. Ma è tanta la grazia che si riceve, che viene quasi naturale pensare: “dove posso trovarla altrove?” ; e se molti vengono con idee anticlericali, sarà difficile fargli piacere di nuovo una messa in cui spesso la persona a cui stringi la mano in segno di pace non sai neanche chi sia. Poi, forse non subito, ti accorgi che quello che veramente importa nella comunità è Cristo, più dei fratelli, del prete che fa la predica lunghissima, del catechista che dice una cosa e sua moglie ne dice un’altra… :)
            Riguardo l’obbedienza, noi non siamo tenuti da voto di obbedienza; però sul suo valore vi rimando al diario di Santa Faustina Kovalska; e per esperienza personale, veramente l’obbedienza fa miracoli. Ho visto nel cammino famiglie che se non ci fossero state molto probabilmente (non posso dire al 100%) si sarebbero sfasciate, ho visto adozioni di bambini, vocazioni sacerdotali e alla clausura, conversioni (parlo di gente che tradiva regolarmente la moglie, o che stava a lotta continua ed era stata contattata dalle br!!!), e dulcis in fundo, ho visto nel mio caso tanto aiuto alla parrocchia: metà dei catechsiti erano del cn, dei 5 ministri straordinari 3 del cn, pastorale e coro fatto da persone del cn, distribuzione pacchi caritas da uno del cn… solo che quando ci impegnavamo così, gli altri parrocchiani dicevano che monopolizzavamo la situazione, ora invece che non facciamo niente. Mah!
            Mi dispiace veramente per chi come te @alessandra ha ricevuto addirittura insulti da qualcuno all’interno del cammino: spero possa perdonarlo 70 volte 7; la sua responsabilità personale ovviamente rimane.
            Ah, tanto per parlare di segretezza: io mi firmo sempre con nome e cognome.

          • Alessandra scrive:

            La ringrazio per questa sua testimonianza. Posso dirle che chi mi ha insultato l’ho già perdonato. Ciò cmq mi ha spinto a capirne di più cercando di chiedere a chiunque mi potesse rispondere.
            Quello che lei mi dice non mi è nuovo, ma il problema del “non giudicare” rimane. Il catechista dice una stupidaggine e nessuno gli può dire niente. A questo punto chi lo mette in guardia?

            “Grazie a Dio questa idolatria verrà smontata”. Certo non bisogna restare sotto il fico aspettando che cada. Se in coscienza sai che sbaglia glielo dici o no? Oppure, per obbedienza, ti stai zitto? Sara à anche buonafede, ma sempre errore è.

    • Antulio scrive:

      Questa è veramente bella, Vincenzo,
      e chiedo, se i Neocat… sono veramente competenti i materia religiosa e teologale e con tutta questa competenza differiscono dagli insegnamenti della chiesa tanto da essere accusati di eresia, duemila anni di dottrina della chiesa dove vanno a finire???

      • Sal scrive:

        In tempi di carestia non si butta gnente !

        • Antulio scrive:

          Su questo suo commento, Sal,
          potrei concordare, ma solo se ripudia i TdG!

          • Sal scrive:

            @ Antulio
            “Su questo suo commento, Sal, potrei concordare, ma solo se ripudia i TdG!”
            Vede che malgrado tutte le buone intenzioni lei ha dei pregiudizi ? Non ho detto io che ci sono semi di verità sparsi in giro qua e là, ergo dove la mette la tolleranza, l’amicizia, la volontà di convertire chi si è smarrito, di fare del bene ai fratelli, di rinnegare il suo per aiutare altri ? PER EVANGELIZZARE o diffondere la verità ?
            Se vede una formichina che fa la schiaccia o se è caduta in un buco l’aiuta a uscirne ? Non si vince con l’intolleranza la presunzione o arroganza. E se avessero ragione loro ? come potrebbe dimostrare il contrario non basta “dirsi” cristiani bisogna “fare” i cristiani. Che ha da ridire se vanno in giro per le case a diffondere la “loro” verità ? Lo fanno anche i neocat perché questi si e quelli no ? anche i necat fanno la comunione come i TdG con pane e vino, anche i TdG rinunciano alle ricchezze per una vita più modesta. Perché questi si e quelli no ?
            Una scelta si fa in genere fra due elementi , quando se ne ha uno solo non è più una scelta, è un’accettazione acritica senza la prova del contrario. Almeno loro non battezzano i neonati e non diffondono fantasticherie indimostrabili. E infine chi ci ha costituito “giudice degli altri” dovremmo giudicare noi stessi se siamo in grado di farlo, il fatto è che vogliamo sempre solo giudicare gli altri, forse si dovrebbero giudicare le idee non le persone, ma per farlo bisogna averne di idee altrimenti rimane il pregiudizio. Le pare ? E’ in grado di menzionare qualcuna delle loro dottrine che è contraria al Vangelo ? Provi ! L’ammirerò se ci riesce.

          • Antulio scrive:

            Egregio Sal,
            evito di rispondere alla sua domanda, perché non voglio farle il torto di spiegare ulteriormente cose che lei già conosce benissimo.

      • vincenzo da torino scrive:

        Non do nulla per scontato. Non li conosco bene e chiedo informazioni. Se la chiesa li accetta credo che molte cose siano buone, vista la prudenza massima e i lunghi tempi per una approvazione ecclesiastica. L’idea di laici impegnati mi piace molto come una comunità che viva con entuiasmo la sua fede. Ma sto attento ai metodi e le persone che li dirigono.

        • Antulio scrive:

          Io credo, Vincenzo,
          che lei sia troppo in buona fede! Spero che non resti preso in quelle spire.
          Fra coloro che sono stati fregati da questi figuri, ci sono anche alcuni sacerdoti e ci sono alcuni alti prelati che non concordano affatto con le idee del Papa.

          • vincenzo da torino scrive:

            @Antulio. Non ho prevenzioni nè paure. Ormai con una certa’esperienza del mondo ecclesiale ho maturato un certo fiuto per gli …imbroglioni. Inoltre ho una buona esperienza e conoscenza dei metodi dei Tdg con cui ho lottato per un po di anni. . Non nascondo che sono curioso e una certa simpatiainiziale per NC. Se però qualcuno fa affermazioni di questo genere, riferite dal blog di Stefan Fiorito ” chi fa domande è un razionalista. La fede (!) non ammette domande! Altrimenti non sarebbe fede (!)”.Oppure peggio, in presenza di contraddizioni:“chi sei tu per farle notare? Ti vuoi sostituire alla Chiesa (sic!) ? Sei un peccatore, e ti permetti di giudicare (sic!)? Ne vuoi sapere più del Papa?”. ” allora cerco con pazienza di fargli capire i suoi errori . Se insiste … gli do un indirizzo di un buon psichiatra….e lo saluto.

          • Alessandra scrive:

            “la fede non ammette domande”?? E allora il vescovo Coletti a Madrid mi ha detto delle stupidaggini!

            “I dubbi stanno alla fede come la benzina per la macchina, a patto che venga messa nel serbatoio”

            Sarà per questo che loro alle catechesi della GMG non vengono…

          • Antulio scrive:

            Molto bene, Vincenzo,
            questo tuo commento è confortante e ritengo che tu sia al sicuro.
            Anche se spesso, come tutte le sette religiose, questi furfanti si approfittano di momenti di umana debolezza, che possono sempre accadere, per insinuarsi e carpire la fiducia.

  93. ADRIANO MEIS scrive:

    @ Signor Fiorito
    A Lei sembrano esercizi retorici? Io non ho inventato nulla, mi limito a constatare ciò che è evidente.Non vede l’aria che tira nel forum? Appena qui su, c’è un altro che vomita veleno e parla di “malfattori”.Fin dove si spinge la vocazione a negare l’evidenza?

    @Signor Vincenzo
    Ci si scanna su qualunque tema perchè l’evoluzione ci ha instillato la propensione a misurarci tra noi : alla Natura interessa che emergano i vincenti e che vengano eliminati i soccombenti,in tutti gli ambiti, è una legge assolutamente universale. Stupisce,semmai, che la religione non faccia eccezione e che non solo non sappia affatto introdurre l’amore, ma -anzi- sia una ancella della biologia anch’essa.
    Circa i toni fuori misura di oggi, mi pare che i secoli passati non abbiano scherzato, quanto ad esagitazione; almeno, oggi, in Occidente, è rarissimo che si versi sangue per motivi religiosi. E’ un successo per la società civile laicizzata, direi.
    La ringrazio per la Sua amabilità.

    • dreyfuss scrive:

      Ho letto paragoni speciosi tra il Cammino e certi rapinatori, a parte che chi conoscesse minimamente il Cammino saprebbe che Kiko (uno dei fondatori) era bello ricco di famiglia oltre ad essere pittore di buone vendite (gia’ premio nazionale in spagna negli anni ’50), vendette tutto per andarsene a vivere in una ex porcilaia di Palomeras a Madrid in mezzo agli ultimi, capiamo di chi parliamo prima di sparare C.A.Z.Z.A.T.E. (i francesismi in certi casi sono utili).

      Se poi avete notizie di sfruttamento economico delle persone che partecipano al CNC, avete il DOVERE di denunciare con nome e cognome I FATTI alla magistrature, le chiacchiere ANONIME di tale risma su di un blog, sono solo volgari.
      http://www.elarcadenoe.org/septima/images/neocat9.jpg
      http://www.elarcadenoe.org/septima/images/neocat11.jpg
      http://www.elarcadenoe.org/septima/images/neocat10.gif

    • vincenzo da torino scrive:

      @Adriano. Vorrei precisare che il termine “invasato” usato da me nel mio post non era rivolto a Lucio, ma al predicatore di Genova a cui faceva riferimento Lucio con la citazine del sito.

  94. Libera scrive:

    Non è che si possa dare torto a Meis…..E’ impressionante la capacità di dividersi e scontrarsi a testa bassa per controversie religiose ! Se questo è lo scenario presentato ,nel ventunesimo secolo, in una parte di mondo che si definisce la più indifferente ai temi religiosi, figuriamoci che deve essere altrove, e che doveva essere il Medioevo !
    Ciò che a me ,laica e non credente, mi allarma di più è vedere che la zucca dell’uomo non è cambiata e che , allentandosi la razionalità, qui si tornerebbe ad uccidersi per un utroque o per un utraque o perchè c’è uno che prega in piedi ed uno che prega seduto..o che altro so io!
    A me pare proprio una vergogna ed una follia, sinceramente.

  95. ezio scrive:

    Rispondo a Vincenzo e poi mi sfogo un attimo perché sono stanco. In ogni incontro con i Catechisti c’é “sempre”, per statuto, la presenza di un Presbitero (stupido …. incolto ….. plagiato ….. in mala fede …. fate voi). Questo ritengo sia garanzia sufficiente perché eventuali “fregnacce liturgiche o ecclesiologiche” vengano corrette o indirizzate sulla retta via dogmatica. Nessuno ha comunque l’imprimatur dell’onniscienza e della perfezione. Ritengo purtroppo che, per tanti di coloro che sono intervenuti in questo blog, anche se ci fosse con i Catechisti la presenza del Papa (come c’é visto che ha approvato tutti i testi del Direttorio) ci sarà sempre qualcosa che non funziona …… che é fuori posto …… che ormai é sporcato e condannato: d’altro canto, quel povero vecchietto, davanti alla tracotanza di così prestigiosi campioni del plagio e del millantato credito ….. cosa può fare ….. Ah …. se non ci fosse lo Spirito Santo (e grazie a Dio lo si invoca sempre prima di ogni incontro o Passaggio …. ma “forse era stanco … forse troppo lontano …. davvero lo invocai invano” come dice De André). Scusate, sono anni che non intervengo ma non se ne può più. E comunque ho finito. Ma non é più sopportabile che gente così accanita e in malafede possa, con tanta superficialità e libertà dare dell’imbecille al Santo Padre e a tutti coloro che reggono “in diritto” Nostra Santa Romana Ecclesia. Che Dio ci aiuti.

    • vincenzo da torino scrive:

      Grazie del suo post. Se provocati basta rispondere adeguatamente. Varie testimonianze credo sincere manifestavano molti dubbi e perplessità. Tocca a chi è dentro ed ha esperienza mettere i puntini sulle i. A me basta capire con una critica costruttiva, non certo bollare a vanvera. Auguri.

  96. Antulio scrive:

    @ Libera.
    visto che lei si professa laica e non credente, cosa che in realtà sono anch’io, mi permetto una risposta al suo commento, che potrebbe riassumersi nel “interessati di religione se non vuoi che la religione s’interessi di te”, mutuandolo dall’ “interessati di politica se non vuoi che la politica s’interessi di te”.
    Come lei ben sa, noi abbiamo già problemi con questa religione, figurarsi cosa succederebbe per i laici, se questi Neocatecumenali dovessero diventare prevalenti o proprio sostituirsi alla cattolica, come in effetti è la loro mira nemmeno tanto segreta, a giudicare da ciò che predicano e da come lo predicano.

    • Libera scrive:

      Ci sono mire di potere , e nemmeno tanto segrete?
      Può darsi, nelle religioni, gli uomini competono per il primato come in tutte le altre attività umane (ed anche questo prova che ,in esse, non c’è proprio nulla di divino).
      Ma chi si sostituisce ed a quale religione si sostituisce mi pare un problema di limitato interesse : l’importante è diffondere pedagogicamente il dubbio in materia religiosa ed una educazione che faccia capire quanto prima che Dio è solo un’ ipotesi.
      Cominciando dai bambini, proprio come fa la chiesa, che la sa lunga.

      • Antulio scrive:

        Pur concordando con te, Libera,
        si devono fare alcune osservazioni importanti ai fini della civile convivenza.
        La società civile è formata da una moltitudine di persone che hanno ciascuna idee diverse. Molti non sentono alcun bisogno di una religione, ma molti altri sono portati naturalmente alla spiritualità. Queste persone avranno sempre bisogno di un Dio e Come noi non vogliamo imposizioni da chicchessia, così anche loro.
        Bisogna perciò convivere, ed il segreto della pacifica convivenza è quello di essere liberi ciascuno nel proprio campo.
        Forse non ci crederai, ma esistono anche credenti non faziosi, io ne conosco alcuni, che vivono la loro fede senza volerla imporre ad altri.
        E’ perciò importantissimo, ed interessa anche noi, che la chiesa sia formata in prevalenza da credenti democratici che lasciano liberi i singoli di aderire o no ad un credo.
        Io tifo per loro, se così si può dire.

  97. Sal scrive:

    @ minstrel
    “Domanda: se lei fa un figlio, questo figlio è o non è un uomo COMPLETO come lei, ma diverso da lei?”

    Io non facci un figlio, io faccio “sesso” il figlio si fa da solo. E’ un processo automatico del quale non ho alcun merito. L’individuo che nascerà dal feto conterrà il 50 % dei miei cromosomi ergo è diverso da me solo per un 50%

    • minstrel scrive:

      Grazie della lezione di biologia riproduttiva dei mammiferi. Era chiaramente una classica domanda metafora e credo che mi abbia capito.

  98. ritaroma scrive:

    Lui non fa un “figlio”…..perchè il figlio si fa da solo…”….lui consuma una goccia di sangue e una pallina di cromosomi….e non fa un uomo COMPLETO…. fa un pupazzo di neve!
    Più terra terra di così si muore…..
    con certi pensieri , l’aborto è un gioco da ragazzi…!
    certo che ne leggo di stupidaggini…..per non aggiungere di peggio!

    ———-su 304 post.
    tranne alcuni, il resto è la solita tiritera e niente di interessante…una noia mortale….
    ———VINCENZO da TORINO,
    un consiglio spassionato, sia meno accondiscendente, questa è una tana di lupi vestiti d’agnello!
    ——–ALESSANDRA, ben tornata….
    un saluto

    • Sal scrive:

      “Lui non fa un “figlio”…..perchè il figlio si fa da solo…”….lui consuma una goccia di sangue e una pallina di cromosomi….e non fa un uomo COMPLETO”

      Già perché lei si mette a incollare le braccia le gambe inserisce gli occhi nelle orbite e pianta i capelli e li innaffia…. Il tutto naturalmente fatto in endoscopia con il robot.
      Le assicuro che la goccia di sangue non l’ho mai notata !

  99. ritaroma scrive:

    ALESSANDRA,
    la fede AMMETTE domande e dubbi, per questo è un cammino di crescita e di vera conversione del cuore…..
    se non ci si fanno domande si è statici e prede facile ad essere carpite da chi si ritiene “libero e ragionevole”!

    • Sal scrive:

      “la fede AMMETTE domande e dubbi, per questo è un cammino di crescita e di vera conversione del cuore…..”

      “Felice l’uomo che non giudica se stesso mediante ciò che approva. Ma se ha dubbi, è già condannato qualora mangi, perché non [mangia] con fede. In realtà, tutto ciò che non è dalla fede è peccato.” ( Rm 14.22-23)

      Glielo l’ho detto che il Vangelo è un optional !

      • vincenzo da torino scrive:

        Il Vangelo non è un optional per un cristiano, sono le sue citazioni ed interpretazioni che sono solo optional.

        • Sal scrive:

          Sarà pur vero ma lei non ha risposto al verso del vangelo. E’ quello che la contesta non io.
          Non deve prendersela con me se glielo ricordo !

          • vincenzo da torino scrive:

            No! E’ come la vuole interpretare lei che eventualmente mi contesta. Il problema non è il Vangelo, ma la sua testa….la sua inadeguatezza intellettiva che sa falsare e male interpretare costantemente.

          • minstrel scrive:

            Sal, il Vangelo è ispirato nelle parole o nella sostanza? Nelle parole? che non esistono come già le dissi? Che cambiano ad ogni edizione critica? Di sostanza allora! E la sostanza qui cos’è? A chi scrive Paolo? Perché scrive questo ai destinatari? Cosa ha scritto prima di questo passaggio? Cosa scrive dopo? Cosa ha scritto prima di questa lettera?
            Sa che fu proprio lui ha redigere 1 Cor 15,12-15 che pare abbastanza chiaro nelle precisazioni circa la risurrezione, che non ammette interpretazioni di sorta. Documento che in fine è più tardo del At 2,22 che già citasti nel quale la teologia trinitaria di Pietro è chiaramente ancora ai primordi. Si noti difatti come Pietro dica: “Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio” e Paolo dopo qualche anno “e si predica che Cristo“.
            Ora che si fa? Scrittura canonizzate e discordanti poiché la Chiesa era già impazzita dopo nemmeno 100 anni dalla morte del suo fondatore o verità dottrinarie approfondite nel corso degli anni e nella trasmissione orale del kerygma apostolico?
            Ognuno darà la risposta che vuole. Per lo meno questa mi pare una domanda che ha senso.

    • Alessandra scrive:

      Innanzitutto grazie per il ben tornata. Per il resto lo so benissimo che la fede ammette i dubbi, per il semplice fatto che Dio si è incarnato nella TUA Storia e di questa accetta tutto e tutto trasforma. La sfida di Dio (se così possiamo chiamarla) è proprio questa. E questo lo trovo molto più veritiero di un Dio che ti dice “fai questo e fai quello”. Ma vaglielo a far capire a chi ti dice: “E’ così e basta” Molto spesso i catechisti neocatecumenali mi hanno risposto proprio così. E questo mi fa capire che di strada ne devono fare ancora tanta. La bellezza della Chiesa in cui credo è che questa strada la si può percorrere insieme senza inglobare e farsi inglobare, ma questo (mi pare) ancora non l’hanno capito. Io ho pazienza…

  100. vincenzo da torino scrive:

    @Ritaroma. Trovo invece interessante che si discuta dei NC, poichè è una realtà ecclesiale presente da molto tempo di cui occorre farsene un’idea aderente alla realtà. A me è servito per andare da altre parti per approfondimento. Quello che un po mi dispiace dei tanti postisti è che hanno semplicemente espresso quanto sul momento credono di sapere e si sono lanciati in giudizi superficiali o a volte crudeli senza cercare il individuare valore dei NC nel loro complesso come grande novità evangelica come dovrebbe essere. Ne sono state denunciale le storture, cosa che va fatta affinchè qualcuno possa provvedere ed altri non si lascino irretire , ma non basta. C’è chi ha anche fatto intravedere le enormi potenzialità di questi gruppi. Quello che non mi è piaciuto è la polemica sul rito , sulla messa particolare che non sono argomenti essenziali di giudizio. Le risonanze vanno calibrate e non credo che sia cosa corretta obbligare le persone ad una confessione pubblica fino nei particolari più personali! Si crea quella complicità e debolezza personale che poi non ti permette di vivere sereno e troppo esposti ai giudizi degli altri. Come ho detto ho simpatia e speranze in questi gruppi, purchè su di essi ci sia un ferreo controllo ecclesiastico sui metodi usati. La coscienza della persona è troppo delicata per lasciarla in pasto a degli sprovveduti od esaltati, come ho constato che è successo e succede. Questo è inaccettabile! Ho sempre in mente un episodio di quando ero giovane successo in un oratorio-parrocchia salesiana. Conobbi un focolarino che con molto entusiasmo di parlò del suo movimento e del tempo enorme che ad esso dedicava. Ne parlai con il salesiano. Fu categorico: se anzichè perdere troppo tempo con quelli si dedicasse di più alla moglie ed al figlio farebbe felice lui, la moglie che rimane sempre sola a casa e ricupererebbe il figlio che sta prendendo una cattiva strada! E il buon Dio sarebbe più contento. Da notare che il salesiano non era contrario ai focolarini che venivano a volte alla funzione. Impegnarsi in questi movimenti credo che sia buono, ma prima vengono sempre i doveri famigliari.

  101. xagena scrive:

    ………….alla fine della fiera tutto questo scannarsi ( e NON vivere sta fetecchia de vita seguendo i furboni che speculano e si ingrassano sul bisogno dell’uomo di eternità) cercando di guadagnarsi un posticino in paradiso per cantare eternamente le laudi di un rancoroso ,autoreferenzialissimo , vendicativo Dio degli eserciti……che ha un solo popolo eletto (checchè ne dica l’inventore del cristianesimo, tal paolo il visionario) israele!
    Il cattolicesimo ha avuto colpe inenarrabili ma ache grandiosi meriti, scuole ed ospedali esistono per merito suo solo per fare un esempio, se deve diventare la brutta copia delle religioni fai da te modello made in USA , allora ha ragione che la definisce la religione dei cretini!

  102. Andrea Tornielli scrive:

    Secondo me con queste dichiarazioni a Radio Vaticana il cardinale Canizares, Prefetto del Culto divino, ha dato una risposta implicita a quanti ritengono che l’approvazione del Cammino da parte del Pontificio consiglio per i laici sia avveniuta senza il consenso della Congregazione che regola il culto:

    «Penso che il rapporto tra catechesi e liturgia nel cammino neocatecumenale sia esemplare». Lo afferma il cardinale Antonio Canizares Llovera, prefetto della Congregazione per il culto e la disciplina dei sacramenti. «L’approvazione di questo Decreto sulle celebrazioni del Cammino neocatecumenale, contenute nel Direttorio catechetico, è per tutta la Chiesa – spiega ai microfoni della Radio Vaticana – un riconoscimento di come l’iniziazione cristiana deve avere sempre un’unione tra Parola e celebrazioni».

    Nell’intervista, il porporato spagnolo fa riferimento al catecumenato antico dove le diverse tappe erano segnate da celebrazioni specifiche per ciascun momento dell’itinerario e rileva che nel Cammino Neocatecumenale «oggi si fa lo stesso: quindi – osserva – non sono tappe artificiali, non si tratta di una semplice metodologia inventata per gli uomini, ma corrispondono all’itinerario della conversione».
    «Alcuni – sottolinea Canizares – vogliono fare l’iniziazione cristiana soltanto sulla base della catechesi, di qualcosa cha fa l’uomo e che sia conosciuto soltanto a livello intellettuale», invece nella fede cristiana «la priorità è di Dio: Dio agisce, l’uomo risponde. L’uomo compie un itinerario che deve essere illuminato dalla Parola di Dio, allo stesso tempo deve essere vissuto come azione di Dio e accoglienza dell’azione di Dio».
    «Questo – conclude il prefetto vaticano competente sui temi liturgici – nel Cammino neocatecumenale è chiarissimo e oggi, con l’approvazione del Decreto si sottolinea questo».

    • Francesco scrive:

      Abbia pazienza, caro dott. Tornielli, se cambio argomento, ma mi stupisce il suo silenzio riguardo la nomina del Patriarca di Venezia. Stupisce un po’ il suo silenzio, se confrontato con la passata nomina di Milano. Sembra non desti particolarmente il suo interesse.
      Qui in Veneto da almeno tre giorni si fa il nome di Francesco Moraglia, però nessuno da Vatican Insider sembra voler intervenire: perché ?
      Perdoni la polemica.

    • Giovanna scrive:

      Gentile dott. Tornielli può essere più esplicito ne mettere in evidenza la contraddizione tra il decreto per il cammino e l’intervista al Card Canizares. Perché io non la vedo anzi vedo una esplicitazione. Nel testo non compaiono mai parte tipo: invece, ma, al contrario …
      Grazie

  103. bo.mario scrive:

    Avevo detto la mia ma pare che la discussione si alimenti con argomenti alle volte bizzarri. Ma dentro la chiesa la composizione non dovrebbe essere questa e il vaticano invece di dargli un taglio netto alla discussione dice e non dice, un momento di impasse che segue altri momenti recenti? La religione è in difficoltà o la governanse è in leggera difficoltà? L’impressione è che tutte e due siano in un momento delicato. Dire e non dire vuol significare questo. I poveri parroci che lo fanno con entusiasmo, il loro lavoro, penso che nemmeno seguano queste diatribe, hanno altri problemi, quelli veri.
    Volevo salutare Xagena che è ritornata alla grande, sempre a centrare i problemi e non a fantasticare sulle interpretazioni. Ciao e buona giornata.

    • P.Danilo scrive:

      Caro Mario, appunto… hanno altro da fare; comunque io chiederei a coloro che ancora hanno un po’ di buon senso di prepararsi a dar vita a delle “Comunità di recupero” per aiutare i fuoriusciti da certe conventicole, ormai sono legioni, a re-inserirsi nella comunità civile ed ecclesiastica normali.

    • Anna scrive:

      Volevo dire a BoMario,che non è la religione in difficoltà.La fede molti ce l’hanno e continueranno ad averla anche se non frequentano la chiesa.
      Secondo il mio modesto parere non la frequentano perchè così facendo vogliono lanciare un messaggio alle gerarchie che pensano solo a come far carriera e per farla si sono venduti al diavolo.Hanno preferito servire il dio denaro,piuttosto che il DIO vero.Questa è la causa dello svuotamento delle chiese,i CRISTIANI non vogliono essere complici delle politiche criminali delle gerarchie.
      Intendo i CRISTIANI VERI,non quelli che osannano il papa ad ogni passo che fa e lo applaudono in piazza san Pietro.Quelli di religione e di fede non capiscono un cavolo.A mio parere.
      Un saluto a Mario

  104. raffaele savigni scrive:

    Non ho alcun legame coi neocatecumenali, ma sono lieto per questa approvazione, che pone termine ad una campagmna denigratoria scatenata da gruppi tradizionalisti e fondamentalisti pronti a demonizzare (dimenticando la libertà dello Spirito) tutto ciò che si distacca anche minimamente da schemi fissi di una tradizione con la “t” minuscola. Nella Chiesa cattolica c’è posto (come c’è stato in passato: pensiamo ai diversi riti che coesistettero per secoli, alle differenze tra i vari Ordini religiosi ecc.) per sensibilità ed orientamenti spirituali diversi, accomunati dalla fedeltà all’unico Credo. Srecondo questi tradizionalisti al concilio di Gerusalemme Pietro avrebbe dovuto scomunicare Paolo…

    • Antulio scrive:

      Perbacco, Savigni,
      che belle parole che usa! “Nella Chiesa cattolica c’è posto per sensibilità ed orientamenti spirituali diversi, accomunati dalla fedeltà all’unico Credo. ”
      Tralasciando per il momento la discussa questione dell’ “unico credo”, si chiede perché mai questi Neocat…, per la loro catechizzazione, debbano usare gli stessi perfidi metodi delle sette religiose, i quali offendo la dignità dell’individuo e che prima o poi si ritorceranno contro la chiesa medesima.

      • vincenzo da torino scrive:

        @Antulio. Lei dice “usare gli stessi perfidi metodi delle sette religiose, i quali offendo la dignità dell’individuo e che prima o poi si ritorceranno contro la chiesa medesima.” Se così fosse sarebbero da sanzionare immediatamente. Basta avere il coraggio della denuncia e prove adeguate. Ma i NC non sono una setta, anzi un movimento ecclesiale con tanto di approvazione, fatto che non garantisce al 100% la bontà totale di quanto avviene(impossibile comunque sempre), ma una tranquillità si. Lei fa grandi confusioni! Oltre a fare colpevolmente di ogni erba un fascio. Si informi ed approfondisca meglio e veda se la responsabilità delle deviazioni sia di alcuni singoli o dell’intero sistema.

        • Antulio scrive:

          Magari, Vincenzo,
          fosse possibile trascinare in tribunale questa marmaglia che annulla psicologicamente la personalità dei poveri fedeli!
          Queste sette, come lei sa, disponendo di enormi capitali turlupinati ai fedeli, possono permettersi raffinati collegi difensivi che avvalendosi di adeguate leggi in materia, riescono sempre a farla franca, così come avviene per tutte le altre sette più o meno religiose.
          Non sono dunque io che faccio confusione ed ho sufficienti informazioni in proposito. Le quali combaciano con quelle di alcuni sacerdoti truffati, nonché col pensiero di alcuni prelati, anche se quella opposizione compare poco.
          Ritengo perciò, Vincenzo, che sia lei a dover assumerne di più precise.

  105. ritaroma scrive:

    VINCENZO da TORINO,
    sono d’accordo con lei…. è vero che prima di “passare” tanto tempo nei gruppi, nelle parrocchie bisogna ricordarsi di chi abbiamo accanto…ma le una cose non cancellano le altre…. altrimenti dovremmo dire lo stesso per chi lavora 24 ore su 24 e ignora cmq la famiglia, però è o si sente giustificato….e non sempre chi lavora 24 ore su 24 lo fa x necessità …..non di solo pane vive l’uomo!
    Non mi dica che sono due necessità diverse, xchè come è necessario curare il corpo e la vita umana. è necessario curare lo spirito!
    tanto alla fine della vita siamo cmq costretti a prendere una decisione importante….!!!
    –Per quanto riguarda i NeoCatecumenali. ..conosco….ho molti amici….e mi dispiace quando dicono che in certi atteggiamenti risonanti hanno trovato il “cielo”…. e poi non hanno il coraggio di uscirne….Kiko non mi piace….ma non importa, non voglio la “sua micizia” come si dice su face book!
    ——————-
    BO MARIO,
    mi dispiace x lei- tu, ma XAGENA non centra i problemi, sa dire soolo una montagna di sproloqui e di insulti su qualcosa o qualcuno che vorrebbe imparare a conoscere veramente ma non nè è capace perchè ha il cuore indurito da una rabbia verso il mondo!
    Forse pensa che comportandosi così si sente meglio…..bugia….il mondo non le regalerà mai niente, come è x chiunque, ma il cristiano ha il vantaggio di non sapersi solo….
    e le pare poco?
    un saluto

  106. ritaroma scrive:

    SAL, Dice il testo:
    1Accogliete tra voi chi è debole nella fede, senza discuterne le esitazioni. 2Uno crede di poter mangiare di tutto, l’altro invece, che è debole, mangia solo legumi. 3Colui che mangia non disprezzi chi non mangia; chi non mangia, non giudichi male chi mangia, perché Dio lo ha accolto. 4Chi sei tu per giudicare un servo che non è tuo? Stia in piedi o cada, ciò riguarda il suo padrone; ma starà in piedi, perché il Signore ha il potere di farcelo stare.
    ——————————————————————————–

    5C’è chi distingue giorno da giorno, chi invece li giudica tutti uguali; ciascuno però cerchi di approfondire le sue convinzioni personali. 6Chi si preoccupa del giorno, se ne preoccupa per il Signore; chi mangia, mangia per il Signore, dal momento che rende grazie a Dio; anche chi non mangia,
    se ne astiene per il Signore e rende grazie a Dio.
    7Nessuno di noi, infatti, vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, 8perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore.
    9Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.
    ——————————————————————————-
    …..” Come è vero che io vivo, dice il Signore,
    ogni ginocchio si piegherà davanti a me
    e ogni lingua renderà gloria a Dio’.
    ————————————————————————
    Quindi ciascuno di noi renderà conto a Dio di se stesso.
    Cessiamo dunque di giudicarci gli uni gli altri; pensate invece a non esser causa di inciampo o di scandalo al fratello.
    ——————————————————————————–
    14Io so, e ne sono persuaso nel Signore Gesù, che nulla è immondo in se stesso; ma se uno ritiene qualcosa come immondo, per lui è immondo.

    15Ora se per il tuo cibo il tuo fratello resta turbato, tu non ti comporti più secondo carità. Guardati perciò dal rovinare con il tuo cibo uno per il quale Cristo è morto!
    16Non divenga motivo di biasimo il bene di cui godete!

    17Il regno di Dio infatti non è questione di cibo o di bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo:
    18chi serve il Cristo in queste cose, è bene accetto a Dio e stimato dagli uomini. 19Diamoci dunque alle opere della pace e alla edificazione vicendevole.
    —————– 20Non distruggere l’opera di Dio per una questione di cibo! Tutto è mondo, d’accordo; ma è male per un uomo mangiare dando scandalo. 21Perciò è bene non mangiare carne, né bere vino, né altra cosa per la quale il tuo fratello possa scandalizzarsi.
    ——————————————————————————–
    22La fede che possiedi, conservala per te stesso davanti a Dio. Beato chi non si condanna per ciò che egli approva.
    23Ma chi è nel dubbio, mangiando si condanna, perché non agisce per fede; tutto quello, infatti, che non viene dalla fede è peccato.”
    ——————-
    Lei ha citato un passo di S.Paolo che non ha nulla a che vedere con i dubbi di fede per crescere, di cui noi parlavamo … almeno come cristiano non è certo quelòlo il mio problema o dubbio….
    il discorso di quasi tutto il cap 14 è legato al problema del mangiare o meno certi cibi che gli ebrei non dovevano e ancora oggi non devono mangiare!
    l’ebreo divenuo cristiano non può più crearsi il problema di cosa o meno mangiare, altrimenti non crede veramente in Cristo,…però se è vicino ad un ebreo e sa che ciò che mangerebbe creerebbe scandalo x quel suo fratello, per amore di Cristo rinuncerà tranquillamente a certi cibi….-altrimenti farebbe un doppio peccato….superbia e offesa,
    lo scandalo è un’offesa al prossimo e a Dio (per chi ci crede) altrimenti è solo un insulto!

    ” LA FEDE CHE POSSIEDI CONSERVALA PER TE STESSO DAVANTI A DIO”….

    • Sal scrive:

      Il suo lungo argomento ha un fondo di verità, ma anche lei come tutti coloro che non hanno nessun piacere a fare “veri” cambiamenti si “autogiustificano” trovando nelle Scritture ciò che torna comodo per rifiutare ciò che non voglio fare ma che dovrebbero fare.
      E’ vero che la fede che possiede la conserva per sè stessa davanti a Dio, ma questo non c’entra nulla con il fatto che io le faccio notare quegli aspetti che sono contrari alla Verità. Facendo questo non sono io il suo Giudice sono uno che le permette di vedere più in là del suo orizzonte.

      Per es. lei può mangiare ciò che vuole e io non dovrei interferire, anzi mi dovrei astenere dal fare critiche, in questo lei ha ragione ma se parliamo di cibi. Lei sa che Pietro fu rimproverato da Paolo perché “mangiava con i gentili” non volendosi far vedere e in questo caso si trattava di ipocrisia. Come anch’io sarei ipocrita se volendole mostrare “i tesori” racchiusi nel sacro segreto, per non irritarla tollerassi le sue preferenze che la fanno optare per aspetti più vicini al suo cuore che alla Verità.

      Se lei “deve amare Jhwh [Geova] tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima e con tutta la tua mente’” ( Mt. 22.37) Deve essere in grado di eliminare certe sue preferenze contrarie alla Sua Parola altrimenti sarebbe come una persona che ha un cuore diviso “ E se un regno diviene diviso contro se stesso, tale regno non può durare;” ( Mr 3.24) E chi non sa spogliarsi di tutti i suoi averi….
      Quindi accogliere chi è debole è un aspetto, tollerare le “stravaganze” di quello debole per farla vivere tranquilla è cosa diversa. Se è vero che “ciascuno cerca di approfondire le sue convinzioni personali.” È vero che in questo approfondimento deve essere in grado di “discernere” i cambiamenti che deve fare per essere in armonia dato che “ogni ginocchio si dovrà comunque piegare” Non è quindi meglio farlo prima che poi ? Dato che ciascuno renderà conto ?
      Ammesso ipoteticamente che io abbia ragione e se le chiedessero perché pur essendo stata informata non ha voluto cambiare alcuni aspetti contrari alla Verità che risponderebbe ? D’altro canto se io stessi ingannandola lei continuerebbe a mantenere fermi i suoi convincimenti mentre se gli argomenti che sollevo la fanno riflette significa che la sua coscienza da qualche parte la sta chiamando a riflettere. Significa che ha ancora la coscienza viva e la sua capacità di ragionare criticamente non è del tutto persa. Questo è un buon segno che l’aiuterà a progredire d’altro canto il suo convincimento non glielo toglie nessuno dato che alla fine il Giudice è lei o in lei.

      “Chiunque è orgoglioso di cuore è qualcosa di detestabile a Geova. Mano [può unirsi] a mano, [eppure] non si è esentati dalla punizione.” ( Pr. 16.5)

      • minstrel scrive:

        O mio Dio, ma che edizione usa Sal? Da quando nel nuovo testamento accettato nelle edizioni critiche c’è questo presunto nome di Geova?!?! Sarebbe una scoperta assoluta da premio nobel della filologia se fosse vero.
        Ascolti, prenda anche solo la King James Version ultima edizione, una di quelle “particolarissime”: hanno ripristinato per 6972 volte il bel nome che le piace, ma almeno in punti meno discutibili dei suoi.
        Tant’è che in Mt 22.37 dice ” Jesus said unto him, Thou shalt love the Lord thy God with all thy heart, and with all thy soul, and with all thy mind.”
        Tenga e buona ricerca del nome nell’NT.
        Questo per fermarmi alle prime righe, mò continuo a leggere…

        • Sal scrive:

          Che stranezza ! Ma allora il tetragramma esiste e per almeno 6972 volte, anche la King James lo ha ripristinato. Che sorpresa ! Beh a questo punto una volta in più una in meno che differenza fa d’altro canto “devi amare Jehowah [Geova] tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima e con tutta la tua mente’.” ( Mt 22.37) Non è che la ripetizione di Deuteronomio 6.5 – : “And thou shalt love Jehovah thy God with all thine heart, and with all thy soul, and with all thy might.”

          “Jesus said unto him, Thou shalt love the Lord thy God with all thy heart, and with all thy soul, and with all thy mind. “ ( Mt. 22.37 KJ ) – Non mi dica che non sa chi è “the Lord thy God”

          “ Affinché conoscano che tu, il cui nome è Geova, Tu solo sei l’Altissimo su tutta la terra.” ( Sal 83.18) che tradotto nella KJ diventa : “ – “ That men may know that thou, whose name alone is Jehovah, art the most high over all the earth.”

          Non sia così cavilloso ormai è di dominio pubblico, non si può più nascondere. Ne covienie ?
          “Dio per la prima volta rivolse l’attenzione alle nazioni per trarne un popolo per il suo nome.” ( Atti 15.14)
          “ Simeon hath declared how God at the first did visit the Gentiles, to take out of them a people for his name.” ( Acts 15.14)

        • Sal scrive:

          In ogni caso lei è veramente cavilloso, perchè mentre la KJ lo ha ripristinato 6972 volte la Nuovo Mondo lo ha fatto in 6973 volte manca proprio quella da lei citata di Mt. 22.37 ma che comunque ha il tetragramma .
          Può controllare.
          Qui di seguito i riferimenti
          J1 Matteo, ebr., a cura di J. du Tillet, con una traduzione lat. di J. Mercier, Parigi, 1555.
          J14 Scritture Greche Cristiane, ebr., di J. C. Reichardt, Londra, 1846.
          J16 Scritture Greche Cristiane, ebr., di J. C. Reichardt e J. H. R. Biesenthal, Londra, 1866.
          J18 Scritture Greche Cristiane, ebr., di Isaac Salkinson e C. D. Ginsburg, Londra, 1891.
          J20 A Concordance to the Greek Testament, di W. F. Moulton e A. S. Geden, 4a ed., Edimburgo, 1963.
          J24 A Literal Translation of the New Testament . . . From the Text of the Vatican Manuscript, di Herman Heinfetter, Londra, 1863.
          J28 The New Covenant Commonly Called The New Testament—Peshitta Aramaic Text With a Hebrew Translation, edito dalla Bible Society, Gerusalemme, 1986.
          Certo che per essere un magistero apostolico che viene dale origini si sono fatti sfuggire le novità sotto il naso…
          In ogni caso “il Signore tuo Dio” è sempre Jehovah anche volendo essere così cavillosi. Non è mai Gesù che l’apostolo inviato e diventato sommo sacerdote del suo Dio Jehovah. ( anche se non le piace)

          • minstrel scrive:

            Sal, le lascio controllare a lei prima quello che ha scritto. Sono sicuro, certo al 100%, che non c’è tetragramma in nessuna edizione critica degna di essere chiamata tale. Mi dia il link o uno scan o quello che vuole che poi lo faccio controllare io a chi di dovere. Io il link glielo dato, sono contento che si sia scatenato sorridendo e agitando le braccia in segno di vittoria. Sapevo di farle un regalo gradito che probabilmente nemmeno conosceva. :)
            Ha un arma in più, è ad acqua, ma può venderla per vera.
            Scusi se le appaio “cavilloso”, probabilmente perché è il solo modo ragionevole per leggere documenti antichi.

            Quanto al nome mai sentito parlare di Geova da uno studioso se non quando cita il suo utilizzo dovuto ad una scorretta vocalizzazione (oramai, come sa, perduta) perpetrata soprattutto nel medioevo e nel rinascimento.
            Lei può benissimo usare un nome errato (e per altro italianizzato) per chiamare chi vuole Sal, l’importante è che sappia che a parlare non è la Verità CERTA, ma una sua fede derivante da un condizionamento.
            Leggo dal solito forum dall’utente Polymetis odiatissimo dai TdG internettiani italiani: “Pure l’obiezione che l’altra forma, Yahweh, è anch’essa ipotetica, non vale una mazza. Sarà ipotetica ma è comunque più probabile, e soprattutto s’è ormai diffusa assai più di Geova negli ultimi decenni. La forma Geova poi è sicuramente errata perché se ne conosce l’origine nella confusione della lettura del testo masoretico. Sicché, se proprio ci tengono al nome di Dio, si sforzino di usare la pronuncia più probabile.
            Sovente poi si sente l’obiezione che tutti i nomi che noi usiamo in italiano non sono i nomi ebraici originali ma sono italianizzazioni, ergo usare Geova sarebbe scorretto quanto usare Gesù. L’obiezione ovviamente non ha né capo né coda, perché per gli altri nomi ebraici s’è italianizzato il nome vocalizzato correttamente. Mentre di altri nomi conosciamo il vocalismo, sia grazie alla puntuazione masoretica sia grazie alle traduzioni antiche in greco, fatte in un’epoca in cui l’ebraico ancora si parlava, non avviene lo stesso per Geova. Il tetragramma infatti non ha una vocalizzazione propria nel testo masoretico, non ha una traduzione nella LXX, e non compare nel Nuovo Testamento, sicché non ne conosciamo le vocali.
            Le vocali del nome Iesous invece (pronunciato Iesus) sono state messe dagli apostoli stessi, che con Gesù ci parlavano, e dunque certamente non possiamo dire che queste vocali siano congetturali o che il nome Gesù equivalga allo sgorbio Geova, quest’ultimo infatti è la vocalizzazione di un nome ebraico che non esiste, mentre Gesù è l’italianizzazione di un nome vocalizzato dagli apostoli stessi.
            L’obiezione ultima secondo cui Geova è una forma italiana da usare perché riportata da alcuni vocabolari è altrettanto insignificante. In primis perché alcuni vocabolari non riportano la forma, anzi, l’hanno addirittura cancellata, in secondo luogo perché un dizionario in teoria non deve riportare solo la lingua italiana corrente ma dare le chiavi per leggere un testo italiano scritto in qualunque secolo. In un dizionario troverete parole quali “core”, “maraviglia”, “foco”, e tutto perché compaiono nella storia della lingua italiana, ma ciò non implica in alcun modo che la parola “foco” sia oggi di uso comune, ed infatti diciamo “fuoco”. Similmente trovare Geova su un dizionario vuol solo dire che quella forma esiste, ma non dice alcunché sul suo uso attuale o la frequenta del suo utilizzo: il nome Geova come ripetiamo oggi non si usa quasi più, sostituito da Yahweh, e gli unici a tenerne in piedi l’utilizzo sono i testimoni stessi.
            Sicché per riassumere:
            1)Geova è una forma errata, E’ irrilevante che anche Yahweh sia una forma ipotetica, perché è comunque da preferire in quanto più probabile ed in quanto ormai unanimemente diffusa in testi di ogni genere, al contrario dell’ormai eclissato Geova.
            2)Non è vero che usare Geova equivale ad usare Gesù: i nomi italiani dei personaggi biblici sono l’italianizzazione di nomi ebraici vocalizzati correttamente, al contrario di Geova.
            3)Non è dimostrabile coi mezzi impiegati dai TdG che Geova sia la forma italiana corrente del nome divino: i dizionari riportano forme provenienti da tutta la storia della lingua, e non possono testimoniare che un termine oggi sia ancora d’uso”

            Con questo chiudo la diatriba nome. Lei faccia come vuole, l’importante è che non chiuda la faccenda senza se e senza ma additandoci a mentecatti che nulla comprendono e nulla sanno.
            E ancora: nascondere il nome?! Mai nascosto Sal, io lo piazzo solo dove si trova il tetragramma. Posso anche accettare con un sorriso che si metta nell’AT, non certo in un NT dove NON c’è (punto!).
            Le ho pure regalato una pistola ad acqua Sal, dica grazie e siamo apposto. :)

            PS: Beh a questo punto una volta in più una in meno che differenza fa
            no… questa non può averla scritta… è ironia vero? Ah, meno male.

  107. Cosimo scrive:

    Dott. Torniello, l’ ultimo suo post evidenzia chiarissimamente la posizione della Chiesa. Tutti i pettegholezzi infarciti di bugie, cattiverie e diffamazioni che ho letto in molti post lasciano il tempo che trovano. per fortuna la Chiesa non sono loro.
    Credo che molti hanno ricevuto “ferite” da parte di componenti del CNC, sà quante ne ho ricevute io da parte di preti, suore e responsabili di gruppi come l’ azione cattolica? Se da questo dovessi trarre giudizi su tutto quello a cui queste persone aderiscono oggi sarei mussulmano. L’ ignoranza è abissale, molti scrivono che conoscono il CNC parlando di cose che non conoscono, ad esempio si riempiono la bocca con la storia della decima, di dove finiscono tutti quei soldi…….ridicoli…sul serio…..vista la vostra arroganza non meritate risposta. Se sapeste veramente che scopo hanno quei soldi vi vergognereste e basta. Questo solo per fare un esempio, c’è chi ha scritto addirittura che i neocatecumeni non sono cristiani nè tantomeno cattolici….non ho parole.
    In queste occasioni mi piace ricordare le parole di Gesù quando dice beati voi quando vi insulteranno e vi perseguiteranno ….per causa mia…..
    e allora dico a tutti gli inquisitori ….Grazie perchè mi sento beato……
    Ora qualcuno mi accuserà di essere esaltato? Si lo sono , esaltato per l’ Amore che Cristo ha per me, per la Sua passione per me, nonostante le mie miserie e i miei peccati.
    Approposito di questo ho letto che nel CNC ci lavano il cervello….bhè se i risultati che ho visto in me e nei miei fratelli sono questi allora mi farò lavare anche tutto il corpo.
    Qualcuno ha scritto che nel CNC ci inculcano che siamo peccatori e questo porta ad una sottostima di noi stessi?
    Chiedete a un qualsiasi santo , a partire da S.Pietro che disse :Allontanati da me che sono un peccatore…..anche lui era uno che si sottostimava?
    Qualcuno si è scandalizzato perchè gli è stato detto di convertirsi? Benedite il Signore che ci sia sempre qualcuno che ve lo dice perchè ne abbiamo sempre, ogni giorno tutti bisogno….oppure la superbia vi porta a pensare che non ne avete bisogno? Io ogni minuto della mia vita devo farlo e spero che ci sia sempre qualcuno che me lo ricordi.

    Essi accovacciati nel loro angolo
    continuano a tessere la pallida tela delle loro ore
    Ma già la mia spada è forgiata, già ho messo l’armatura
    già il mio cavallo è impaziente
    Ed io guadagnerò il mio regno…me ne vado ad ogni parte (Tagore)

    • Alessandra scrive:

      Caro Cosimo, fermo restando che la sottoscritta non ha mai detto che il cammino è eretico ( e sono 2 anni che cerco di farlo capire a chi si prende la briga di prendermi in considerazione costringendomi sempre a dire le stesse cose) le posso dire, in tutta coscienza e SECONDO LA MIA ESPERIENZA (altrimenti non mi azzarderei neanche ad aprire bocca)

      1) il problema NON E’ che si ricevono “ferite”. Il problema è che l’atteggiamento (ci tengo a dire che non sono direttive, ma un atteggiamento) è proprio quello di dire: “lo fanno anche gli altri” oppure “sei un peccatore anche tu, che parli a fare”. E con questo (involontariamente) l’errore LO SI GIUSTIFICA e , INEVITABILMENTE ci si ricadrà. E se a ricascarci è un catechista che ti dovrebbe insegnare la fede le conseguenze sono più gravi. Si chiama correzione fraterna, ne parla Gesù nel Vangelo e non c’è scritto che debba essere scritto in carta bollata dal Vaticano. Ora, il fatto che glielo dica denota che sono arrogante? Se sì, me lo dica chiaramente e PERSONALMENTE

      2) Lo ripeto e lo confermo Il senso di colpa e il senso del peccato NON SONO LA STESSA COSA. E i Santi lo sapevano benissimo. Allo stesso modo la mancanza di autostima e l’umiltà sono due cose DISTINTE E SEPARATE. Lo dico per esperienza e confermo che confondere le due cose è un grave errore. Mi dica: questo denota la mia arroganza?

      3) L’invito alla conversione lo accetto sempre anche quando viene utilizzato per giustificarsi. Questo però non cambia che sia sbagliato utilizzarlo in questo modo. Mi dica…sono arrogante per averglielo fatto notare?

      • Cosimo scrive:

        Carissima Alessandra;
        quando parlo di arroganza non mi riferisco sicuramente ai suoi interventi, altrimenti senza nessun problema glielo avrei detto.

        Il punto 1 sinceramente non l’ho capito, sul secondo io non ho mai detto che il senso di colpa e il senso del peccato siano la stessa cosa.
        L’ esempio di S.Pietro “..Allontanati da me che sono un peccatore…..anche lui era uno che si sottostimava?…”
        era proprio per evidenziare questa differenza abissale , visto che qualcuno ha scritto che col senso del peccato si vuole far nascere il senso di colpa per poter “pilotare le coscenze” più o meno, legga più sù.
        Riguardo all’ autostima voglio riportarle un versetto di S.Paolo: “Non fate nulla per spirito
        di parte o per vanagloria, ma ciascuno,
        con umiltà, stimi gli altri superiori a se stesso”
        Gli altri, cioè tutti superiori a sè, l’ umiltà che porta alla verità di chi siamo. Mi permetto di riportare ciò che il Papa GPII° scrive nel libro “Varcare la soglia della speranza” scrive: “Di che cosa non dobbiamo aver paura? Non dobbiamo temere la verità su noi stessi. Pietro ne prese coscienza, un giorno, e disse a Gesù: “Signore, allontanati da me che sono un peccatore”. Penso che non sia stato solo Pietro ad aver coscienza di questa verità. La rileva ogni uomo. La rileva ogni Successore di Pietro. Ognuno di noi è grato a Pietro per ciò che disse quel giorno. Cristo gli rispose: “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”.
        La verità su noi stessi quindi, chi ha autostima difficilmente accetta questa verità.
        “Portiamo questo tesoro in vasi di creta” scriva San Paolo…vasi di creta, deboli, che portano però in sè una Verità così grande da far paura, da correre il rischio di rifiutarla e di conseguenza rifiutarsi di annunciarla agli altri per PAURA di essere indegni…ma noi lo siamo tutti indegni di annunciare….forse ora capisco il suo primo punto ……………..dandole la risposta.

        • Alessandra scrive:

          Il punto 1 glielo rispiego tranquillamente: è semplicemente la constatazione che ci sono dei ruoli (come quello del catechista) i quali sono nella prassi inattaccabili. Giustamente Vincenzo da Torino faceva notare: ma i catechisti a chi rispondono? Aggiungo che, per esperienza, non sono neanche così ferrati in “catechismo”. Però guai a dirglielo! E’ giudicare! Allo stesso modo il cammino. Il cammino non sbaglia, il cammino mi ha salvato la vita. Quindi cosa importa se poi qlc che dovrebbe insegnarti a vivere da cristiano poi predica bene e razzola male? Lo fanno tutti, no? Sapesse quante giustificazioni ho sentito (alcune veramente fuori di testa debbo dirlo)

          2) Lei non lo ha detto. Ma le assicuro che me lo sono sentito dire. Glielo dico ancora più chiaramente: chi si dichiara peccatore NECESSARIAMENTE MANCA DI AUTOSTIMA. E l’autostima (e glielo ripeto e le dico anche GPII parlava del Senso del Peccato) , non c’entra assolutamente nulla con l’umiltà e la consapevolezza di sè. Il bello è , nel chiedere spiegazioni ad altri, le spiegazioni (se possibile) sono state ancora peggio. Cosa vuole che le dica: forse sono stata particolarmente sfortunata…

    • Anna scrive:

      Cosimo Cosimo,ahi ahi …te l’hanno lavato per benino il cervello e non solo quello,con la candeggina e il biancospino e perborato insieme.

      • Cosimo scrive:

        Grazie

      • Anna scrive:

        vista la vostra arroganza non meritate risposta. Se sapeste veramente che scopo hanno quei soldi vi vergognereste e basta.

        Cosimo dai da bravo…non meritiamo risposta… forse perchè non ce l’hai!! Poi se tu sai dove vanno a finire quei soldi,visto che noi siamo maligni e pensiamo subito male,puoi aiutarci a capire come vengono usati??
        Grazie Anna

      • Cosimo scrive:

        eh…preghi per me.

        • Anna scrive:

          Si io prego per te Cosimo,ma tu dimmi come vengono usati i soldi che i catechisti dei neocat e i fondatori di altre sette di matrice cattolica-ebraica vanno a finire.Tu dici che lo sai,e allora facci partecipi del tuo sapere,così che noi poi la smettiamo di pensare male di loro.

          O Padre, l’amore che tu provi per ciascuno di noi

          mi porta a presentarti (Cosimo).

          Tu solo conosci il suo cuore e sai che crede in Dio,

          ma non nei suoi comandamenti.

          E’ attaccato alla sua vita negativa,

          a cui non intende rinunciare;

          è attaccato a se stesso e rifiuta di ammettere

          la sua inferiorità rispetto a Te, Dio onnipotente,

          Ma Tu, o Padre, richiamalo a Te.

          Tu solo sai qual è il canale giusto per scuoterlo!

          Ti prego: accelera la sua conversione e,

          se è nella tua volontà,

          fa che io possa essere strumento di questo ritorno

          donandomi la gioia di aver riportato un’anima a Te.

          Amen.

          • Cosimo scrive:

            Grazie, pregherò anche per lei, non certamente affinchè il Signore la cambi…assolutamente, ma affinchè lei si incontri con Lui così come è……
            Saluti

          • Cosimo scrive:

            Così come è ….nel senso che sperimenti il Suo amore gratuito……..spero di essere stato chiaro.

    • Antulio scrive:

      Egregio Cosimo,
      sei così candido ed in buona fede che è sperabile che tu non cada sotto il potere di quei furfanti profittatori.

      • Cosimo scrive:

        Troppo tardi, ahimè !!!La candeggina ha cancellato tutto.
        Coraggio Antulio, preghiamo gli uni per gli altri affinchè Cristo ci perdoni tutti.

  108. Libera scrive:

    “Il vantaggio di non sapersi solo”, scrive un pò ingenuamente Ritaroma.
    Onestamente, a me sembra che in un caleidoscopio di conventicole, di sette e di sotto-sette, la vera solidarietà esista solo tra quanti si sentono accomunati sotto la medesima etichetta.
    Per tutti i non aderenti, al contrario, si vedono sentimenti di avversione, di ostilità, talvolta di franco disprezzo.
    Lo sfortunato credente, a quanto pare, ha un primo cerchio di affratellamento con i propri compagni di setta; dopodichè, scatta la perplessità verso quelli che hanno opinioni un pò differenti, nello stesso ambito; poi, scatta la disapprovazione verso un altra setta che non condivide…
    Allargando i cerchi, si arriva alla lotta verso gli stessi cristiani, ma di altra confessione, e, passando per la guerra agli eretici (altri cristiani), si arriva all’odio verso quelli che appartengono ad altre religioni.
    Un bel festival di divisioni e di odi, insomma !

    • Cosimo scrive:

      Si faccia vedere da uno psicologo…ma che sia cristiano però.

      • Libera scrive:

        Cosimo : il solito superficiale permaloso, che dribbla il problema, sa adontarsi ma evita accuratamente di rispondere nel merito.

      • Anna scrive:

        Veramente dallo psicologo dovrebbero andarci chi si è messo nelle mani dei neoct e di altre sette,uno psicologo se possibilmente che tenga la religione fuori dallo studio professionale.

    • vincenzo da torino scrive:

      @libera. Ha toccato un tasto delicato ed importante ricavando un giudizio sballato. Una comunità è fonte di comunione, appoggio ed esempio positivo per l’esterno. Troppo spesso le noste comunità parrocchiali sono un esempio di singoli che non dialogano e vanno avanti stancamente per inerzia. Dei primi cristiani si diceva “come si amano” S.Agostino si convertì attratto dall’esempio e serenità di un gruppo di cristiani che lo mise in crisi. Eppure sappiamo pure che anche allora i dissidi e gli scontri erano costanti. Quindi non meravigliamoci degli scontri di oggi! Questo non vuol dire che i metodi di conversione ed apostolato di tutte le comunità siano automaticamente validi. Ci può sempre essere chi vuole strafare , porsi all’attenzione, considerarsi l’illuminato e usare mezzi cooercitivi che non rispettano la libertà della persona. Questi sono pericolosi. Inoltre è facile che si innesti un fanatismo collettivo che va oltre la sincerità di fede ed opere. La mia costante insistenza sui controlli è dovuto proprio per evitare fatti incresciosi, non per bollare una esperianza che è deve e può essere solo positiva.

      • Libera scrive:

        A quanto garbatamente commenta Vincenzo da Torino, mi pare si possa rispondere questo : ci si trova di fronte ad un tipo di problema che ,inesorabilmente e per sua stessa natura, si presta a troppe interpretazioni differenti. Ma sarebbe ancora poco se si trattasse della nascita di dissidi e scontri, come dice Lei, Vincenzo; il dramma vero è che tali dissidi ,essendo totalmente privi di qualunque aggancio alla sperimentabilità pratica, vengono risolti solo in chiave di dogmatismo settario.
        Lei stesso, Vincenzo, dice infatti : “Non ci sono, infatti metodi automaticamente validi. Ci può sempre essere chi vuole strafare , porsi all’attenzione, considerarsi l’illuminato e usare mezzi cooercitivi ”
        Dal che risulta ciò che , in effetti, si è invariabilmente verificato, scontri e violenze, in nome del semplice dogmatismo settario.
        E’ questo il pericolo intrinseco alle pure fedi, è questo il male contro cui bisogna sviluppare ,con l’educazione e con la pedagogìa, difese sufficienti per evitare che ci si ammazzi su questa terra perchè ognuno vuole imporre il proprio modo di concepire il cielo.

    • Antulio scrive:

      Esattamente così, Libera,
      la setta dei Neocat… ha come ultimo fine la lotta agli stessi cristiani ed inglobarli nelle loro perfide spire.
      Queste mire non sono nemmeno tanto segrete, dato che le espongono nelle loro riunioni di lavaggio cervelli.

  109. Giulio scrive:

    @Libera: Per tutti i non aderenti, al contrario, si vedono sentimenti di avversione, di ostilità, talvolta di franco disprezzo.

    Forse è solo lei che lo vede…cos’è non l’hanno considerata abbastanza?
    Libera si …ma di dire stupidaggini.

  110. Reginaldus scrive:

    #per Simon del 23, ore 22,32:

    sì, mi taccio, al riguardo, perché è inutile parlare con chi fa l’indiano… Provi allora a rispondermi sulla croce rovesciata…si ricorda?” o vuol continuare a fare l’indiano???

    • Cosimo scrive:

      Dirle che, visto che quella era la poltrona del papa cioè di Pietro, la croce rovesciata indicava il martirio di Pietro è dirle niente? Eppoi se ne è accorto lei ma non capisco come non se ne siano accorti i numerosi accompagnatori del papa (visto che a quest’ ultimo sta dando dell’ imbecille a non accorgersi della croce rovesciata). Coraggio siamo seri.

      • Reginaldus scrive:

        #a Cosimo:

        Quindi adesso dopo secoli di anni nei quali i simboli di Pietro sono stati costantemente il Gallo e le Chiavi , arriva questo Kiko a farci sapere che no a rappresenatre Pietro è molto meglio, è più conforme alla nuova spiritualità di rinascita interiore, la croce rovesciata! E non sa, fa finta di non sapere ( o lo sa benissimo…) che solo a sentirla nominare solo a vederela rappresentata, a ben altro fa pensare: al mondo dei satanisti! Un simbolo double-face allora? Per dire la Roccia su cui si fonda la Chiesa, quindi la Chiesa stessa– ubi Petrus ibi ecclesia – e per dire la Trama Oscura satanica che mira alla distruzione della Chiesa attraverso il suo rovesciamento! E quel sembra-il-papa e i suoi accompagnatori complici della Trama: te lo dico che fanno finta di niente! Siamo seri, Cosimo, qui nessuno é fesso! E kiko la vada a darla da bere ai suoi ! “Il loro re era l’angelo dell’Abisso, che in ebraico si chiama Perdizione, in greco Sterminatore”. (Ap 9,11)

        • Reginaldus scrive:

          “ Nessun disturbo commissario. Sì, lei si trova di fronte a un vero e proprio rito satanico di natura sacrificale. Segni tipici, riscontrati nella chiesa, lo confermano: il 666, il crocifisso capovolto, il pentacolo, il fuoco, la vittima sacrificata a satana…Non nutro dubbi.”
          “ 666? Crocifisso capovolto? Pentacolo? Che significato hanno?”
          “ 666 è il numero della Bestia, di Satana, dell’Anticristo….”
          “ Questo lo sapevo….”.
          “ La croce capovolta , invece , simboleggia l’opposizione a quella di Cristo. Deve sapere, commissario, che certi satanisti portano collane con la croce appesa a testa in giù ed essa compare pure su alcune copertine di album di dischi….” (da: Le rose nere di Firenze’, di Michele Giuttari)

          -io non credo che Kiko sia talmemte sprovveduto ( stavo per dire peggio….) da non sapere che questo simbolo della croce rovesciata non può avere nessuno accesso nella simbologia cristiana! Giustificarlo col Martirio di san Pietro é un rincarare la bestemmia!Il !

  111. Sal scrive:

    @ vincenzo da torino
    “No! E’ come la vuole interpretare lei che eventualmente mi contesta. Il problema non è il Vangelo, ma la sua testa….la sua inadeguatezza intellettiva che sa falsare e male interpretare costantemente.”

    E’ possibile, ma lei oltre a fare una critica non entra nel problema e non mi dimostra dove come e perché il mio modo è costantemente falsato e intellettivamente inadeguato.
    Dovrebbe poter provare le sue accuse perché ogni accusa senza prova e solo calunnia derivante dall’invidia.
    Attendo..

    • minstrel scrive:

      E’ vero quel che dice Sal, tant’è che le è stato risposto al riguardo.

      • Sal scrive:

        @ minstrel
        “Sal, il Vangelo è ispirato nelle parole o nella sostanza? Nelle parole? che non esistono come già le dissi? Che cambiano ad ogni edizione critica? Di sostanza allora! E la sostanza qui cos’è?”

        Veramente voler sostenere che le parole non esistono mi pare una posizione dura da difendere. Lei vuole filosofeggiare dato che tutti parlano e i vocabolari esistono per indicare il significato “delle parole”, ma volendo rimanere sulla sostanza. La sostanza è che esistono principi “universali” che valgono ad ogni latitudine e ad ogni religione. FEdeltà è uno di questi ( lo capirà più sotto) Sono quelli a cui fa riferimento il Cristo che è “Messia” in Greco o in Ebraico.
        Tutta la questione verte sul fatto che “il Dio Jhwh [Geova]” aveva promesso la venuta di qualcuno che avrebbe smentito qualcun altro. E’ lei che deve stabilire se quel Cristo o quel Messia sia ravvisabile in quell’uomo che si chiamava Gesù di Nazareth. Pietro pensava che lo fosse, molti altri hanno pensato di no
        “Per esempio, prima di questi giorni sorse Teuda, dicendo di essere lui stesso qualcuno, e un certo numero di uomini, circa quattrocento, si unirono al suo partito. Ma egli fu soppresso, e tutti quelli che gli ubbidivano furono dispersi e ridotti a nulla. 37 Dopo di lui sorse Giuda il galileo, ai giorni della registrazione, e si trasse dietro della gente. E anche quell’uomo perì, e tutti quelli che gli ubbidivano furono dispersi. ” ( Atti 5.36-38)

        Lei chiede : “Ora che si fa? Scritture canonizzate e discordanti poiché la Chiesa era già impazzita dopo nemmeno 100 anni dalla morte del suo fondatore o verità dottrinarie approfondite nel corso degli anni e nella trasmissione orale del kerygma apostolico?”

        Beh la risposta è nel libro di Daniele
        “E in quanto a te, o Daniele, rendi segrete le parole e sigilla il libro, sino al tempo della fine. Molti [lo] scorreranno, e la [vera] conoscenza diverrà abbondante”.( Dan. 12.4) – Nel tempo della fine sarebbe diventata abbondante la conoscenza, non prima…..
        “Ed egli proseguì, dicendo: “Va, Daniele, perché le parole sono rese segrete e sigillate sino al tempo della fine. Molti si purificheranno e si imbiancheranno e saranno raffinati. E i malvagi di certo agiranno malvagiamente, e nessun malvagio comprenderà; ma quelli che hanno perspicacia comprenderanno. ( Dan. 12.9) –
        Nel tempo della fine si sarebbe compreso. Non prima

        Infatti lo stesso Girolamo dice ( 347-420) : « Oh vergogna, oh infamia! Cosa orrida, ma vera! Donde viene alla Chiesa questa peste delle agapete? Donde queste mogli senza marito?
        E donde in fine questa nuova specie di puttaneggio? »

        (dalla Lettera ad Eustochio, Sofronio Eusebio Girolamo)

        “la Chiesa era già impazzita dopo nemmeno 100 anni”
        Ekthesis o Ectesi (in greco: εκθεσις, “esposizione della fede”) è il nome di un editto emanato nel 638 dall’imperatore bizantino Eraclio I nel tentativo di porre fine alle dispute cristologiche che scuotevano la Chiesa in merito alla natura umana e divina del Figlio, seconda persona della Trinità….rimase in vigore fino al 648 – Wikipedia

        Origene (185-254 E.V.) scrisse: “Secondo l’usanza della chiesa, il battesimo vien fatto anche ai neonati”. (Homil. VIII in Levit., Cap. XII) L’usanza fu confermata da un concilio tenuto a Cartagine (ca. 252 E.V.).
        Augustus Neander, docente di storia ecclesiastica, scrisse: “Fede e battesimo furono sempre collegati fra loro; e quindi è molto probabile . . . che l’usanza di battezzare i bambini [fosse] sconosciuta in quell’epoca [nel I secolo]. . . . Che fosse per la prima volta riconosciuto come una tradizione apostolica nel corso del terzo secolo ne esclude anziché confermarne l’origine apostolica”. — History of the Planting and Training of the Christian Church, New York, 1864, p. 162.

        Non c’è dubbio che nel I secolo E.V. quelli guidati dagli apostoli di Gesù celebravano l’eucarestia esattamente come egli aveva comandato. Solo nel II secolo alcuni cominciarono a cambiare la data. Gesù morì il 14 nisan del 33 E.V., che andò dal giovedì sera al venerdì sera. Gesù comandò di ricordare la sua morte, non la sua risurrezione. E dato che secondo il calendario gregoriano in uso oggi la Pasqua ebraica cade ogni anno in un giorno diverso, è naturale che molti, attenendosi alla disposizione originale, osservavano la Cena del Signore il 14 nisan. Col tempo furono chiamati quartodecimani, “quelli del quattordicesimo giorno”.
        Alcuni studiosi riconoscono che i quartodecimani seguivano il modello apostolico originale. Uno storico dice: “In quanto al giorno in cui osservare la Pasqua, l’uso delle chiese quartodecimane dell’Asia perpetuava quello della chiesa di Gerusalemme. Nel II secolo quelle chiese alla loro Pasqua, il 14° giorno di nisan, commemoravano la redenzione compiuta dalla morte di Cristo”. — Studia Patristica, volume V, 1962, pagina 8.
        Mentre in Asia Minore molti seguivano l’usanza apostolica, a Roma si preferiva la domenica. Verso il 155 E.V. Policarpo di Smirne, rappresentante delle congregazioni dell’Asia, si recò a Roma per discutere di questo e di altri problemi. Purtroppo non fu raggiunto un accordo sulla questione.
        In una lettera Ireneo di Lione scrisse: “Aniceto non riuscì infatti a persuadere Policarpo a non osservare il quattordicesimo giorno, come aveva sempre fatto con Giovanni, discepolo del Signore nostro, e con gli altri apostoli con cui era vissuto; né Policarpo persuase Aniceto ad osservarlo, poiché quest’ultimo diceva che bisognava mantenere la consuetudine dei presbiteri a lui anteriori”. Nota che, Policarpo si basava sul Vangelo mentre Aniceto si rifaceva alla consuetudine dei presbiteri, di Roma che lo avevano preceduto.
        La disputa si intensificò verso la fine del II secolo E.V. Intorno al 190 E.V. fu eletto vescovo di Roma un certo Vittore. Egli credeva che la Cena del Signore si dovesse osservare di domenica e cercò l’appoggio di quanti più esponenti religiosi poté. Vittore fece pressione sulle congregazioni dell’Asia perché adottassero anch’esse la domenica.
        Rispondendo Policrate di Efeso rifiutò di cedere alle pressioni e disse: “Celebriamo quindi scrupolosamente quel giorno, senza aggiungere né togliere niente”.. “Non mi lascio intimorire da chi cerca di spaventarmi, perché questi uomini più grandi di me hanno detto: bisogna obbedire a Dio anziché agli uomini”. — Storia ecclesiastica, V, 24, 2, 6, 7, cit.
        Vittore non gradì la risposta. “scomunicò tutte le Chiese dell’Asia e inviò circolari a tutte le Chiese che condividevano la sua opinione, affinché non avessero comunione con loro”. Se non che “questo suo atto avventato e temerario non piacque a tutti gli uomini saggi e riflessivi del suo stesso partito, diversi dei quali gli scrissero schiettamente consigliandogli . . . di salvaguardare la carità, l’unità e la pace”. — Joseph Bingham, Antiquities of the Christian Church, Londra, 1840, libro XX, capitolo 5.
        Nel 314 E.V. il Concilio di Arles cercò di imporre la consuetudine romana e di sopprimere qualunque alternativa. I quartodecimani superstiti tennero duro. Per risolvere questa e altre questioni che dividevano coloro che nel suo impero si professavano cristiani, nel 325 E.V. l’imperatore pagano Costantino indisse un sinodo ecumenico, il Concilio di Nicea, il quale emanò un decreto che ordinava a tutti i cristiani dell’Asia Minore di conformarsi all’uso romano.

        E’ stato così sin dall’inizio come può notare e potrei proseguire.

        • minstrel scrive:

          Lei è libero da condizionamenti ma usa il libro dei TdG Ragioniamo a pag. 49 paragrafo 9 senza sincerarsi della moderna filologia che non è ferma all’800. Interessante.

          Quanto alla Bibbia abbiamo oramai la certezza del 99,98% che sia quella che girava nel TERZO secolo d.c. Originali manoscritti? Se ne trova uno faccia un fischio!

          Che Gesù fosse il Messia era accertato dagli apostoli mediante la resurrezione e questo fin da subito. E’ che Gesù fosse uomo mandato da Dio poi IL Cristo e poi Cristo senza articolo (come si evince dalle differenze che ho mostrato nelle due scritture) è consapevolezza teologica in divenire accertata dai documenti. Non per questo comunque si rinnegano scritti che accertano questo cammino, come gli atti poiché il canone fu formato sulla base di precise caratteristiche dello scritto: ecclesialità, apostolicità, tradizione e non sui risultati di indagini teologiche correnti.

          Quanto a Daniele lei muove interpretazioni che possono essere anche ribaldate:
          “Va, Daniele, perché le parole sono rese segrete e sigillate sino al tempo della fine. ( Dan. 12.9) –
          Nel tempo della fine si sarebbe compreso. Non prima

          Infatti nessuno pensa che la Verità rivelata sia completa, ma certamente quanto si è compreso (poco o tanto che sia) è Vero.
          Se lei pensa che SOLO alla fine dei tempi si comprenda TUTTO e quindi ora siamo nel buio completo mi spiega di cosa stiamo parlando? Dovrei tacere io e lei pure.
          Altra interpretazione possibile di bassa lega? Dio dice “sigilla le parole (si… ma quali?!)” e noi ecco che abbiamo migliaia di copie fra nuovo e vecchio testamento. E allora? Dio gioca a nascondino e abbiamo vinto noi alla faccia dell’onnipotenza? O forse a voler forzare una frase di un testo ampio di migliaia di anni fa tradotto in una lingua e in un contesto culturale diversissimo rispetto al proprio si compie quanto meno un abuso abnorme nei confronti della scrittura in questione? E questo sarebbe “amare” la scrittura?

          Quanto al sabato, alla domenica, al dies solis e altre amenità la rimando alla Didaché. Oppure qui.
          Buona giornata.

          • Sal scrive:

            Non capisco, se ha già il libro Ragioniamo basta leggere oppure non è soddisfatto dagli argomenti ?

            “Che Gesù fosse il Messia era accertato dagli apostoli mediante la resurrezione e questo fin da subito.” Si, ma solo da loro la maggioranza dei Giudei non era d’accordo.

            “il canone fu formato sulla base di precise caratteristiche dello scritto: ecclesialità, apostolicità, tradizione e non sui risultati di indagini teologiche correnti.” Del canone non mi inporta, mi importano i principi legati ad alcuni concetti che sono inscritti in molte altre culture. (Già detto)

            “Se lei pensa che SOLO alla fine dei tempi si comprenda TUTTO e quindi ora siamo nel buio completo”
            Vero, ma solo se escludiamo di essere “nel periodo della fine” ma se invece fossimo convinti che questo [Ora] è il periodo della fine la prospettiva cambierebbe.

            “Altra interpretazione possibile di bassa lega? Dio dice “sigilla le parole (si… ma quali?!)” e noi ecco che abbiamo migliaia di copie fra nuovo e vecchio testamento. E allora?”
            Le parole di questa profezia, sono quelle di tutto il libro da Genesi a Rivelazione che è una profezia.
            “Quanto al sabato, alla domenica, al dies solis e altre amenità la rimando alla Didaché.”
            Si, ma la Didachè non è Vangelo e Gesù è Signore del Sabato, non della Domenica e disse di ricordare la sua morte non la sua risurrezione. Perché si fa influenzare da impossibili verità ?
            I cosiddetti Cristiani Romani hanno sempre fatto baruffa e oscenità, sin dall’inizio e non hanno ancora smesso con il CN, con i teatri, con Ipazia, con i modernisti e i tradizionalisti, con quelli d’oriente e quelli d’occidente, con i Trovatori e le Streghe e la Simonia, con Lutero e con Enrico VIII, c’è poi lo scisma d’occidente, lo scisma Nestoriano, quello ricapitolino, quello imperiale di Enrico IV e quello con Barbarossa, c’è quello del 1378 al 1417 interno alla chiesa, quello di Raskol della chiesa ortodossa quello di Ultrecht, perché lei crede ad alcuni e non ad altri ? Anche gli Ariani erano maggioranza e furono perseguitati, è questo l’amore che la storia ha dimostrato ? Meglio Il Libro Ragioniamo ma non so cosa dice a pag 49. Non ce l’ho !

          • minstrel scrive:

            Non ha il libro? Beh, pensavo che prendesse le fonti direttamente, chiedo venia. Chiaramente non sono soddisfatto degli argomenti perché, vede, nel momento in cui le scrivo: anche Ungaretti scrisse l’inno a Geova (dai, le lascio pure questa di pistola ad acqua!), ci sono due modi per intenderlo: quelli che dicono “sono nel giusto” e quelli che dicono “ok, questo errore girava pure agli inizi del 900, probabilmente è per questo che non c’è stato nessun problema ad accettare agli inizi una setta che con tale nome si presentava, ma che poi ha sempre più avuto problemi con lo stesso”.
            Cosi la sua citazione: c’è chi dice “se lo dice lui!” (come se fosse un amico di cui si conosce ogni cosa…) e chi dice “questo mi cita Tolomeo per dirmi che il sistema aristotelico a cui lui crede è vero”… cioè storia della filologia non è filologia moderna!
            Ancora; io non ho letto l’opera in questione (so che per lei è scandalo perché l’ha sicurameeente letta, in originale poi), ma mi sembra veramente assurdo che un filologo dica “ho ragione io nel ’800 e non origene nel 100 senza mille davanti!”. Non le pare? C’è qualche cosa sotto mi creda, un uomo non può essere tanto stolto da studiare decenni documenti antichi e fregarsene proprio di uno di quelli per dire il contrario…
            Le parole di questa profezia, sono quelle di tutto il libro da Genesi a Rivelazione mmuahahahahah Sal mi sta quindi dicendo che il Profeta era davvero straordinario poiché lui, centinaia di anni prima del canone, conosceva esattamente quali scritture sarebbero state accettate e quali no?
            Sal non è ragionevole, è ridicolo!
            del canone non mi importa seguito a ruota da Si, ma la Didachè non è Vangelo e allora mi chiedo: la logica è di casa Sal? La didaché può benissimo essere vangelo per chi NON accetta la Chiesa che scelse il Canone perché considerata apostata o fallibile (vedasi la trinità che è dottrina, come le dicevo, PRECEDENTE il canone!). Le ho già spiegato che compie errori logici che non possono che portarla in un ragionamento meno semplicistico a delle contraddizioni (è qua da vedere), se non li vede probabilmente mi spiego male e di questo chiedo venia.
            Lei legge come “ragionevoli” i vangeli dei Cristiani romani Sal. Li legge perché accettati e canonizzati dalla MIA Grande Chiesa, non si pone nemmeno il problema se il Vangelo di Pietro può essere per lei indice di nuova consapevolezza di Cristo perché non potrà mai pensare che sia “vero” poiché è CONDIZIONATO! Legga Pietro e troverà tante cose diverse dagli altri. Eppure chi lo scrisse tentò di eliminare molte contraddizioni che regnavano nei 4 letti da quasi tutte le Chiese antiche, dovrebbe aiutarla a sistemare un pò di faccende che ha in sospeso con la scrittura. Eppure non lo cita! Non lo fa perché per me non ha valore? Errato, per me ha valore. Valore storico, che mi aiuta a capire come si evolveva l’idea di cosa sia un cristiano nella società dell’epoca, quali accuse venivano loro mosse e come loro cercavano di difendersi.
            Se lei è senza canone e senza condizionamenti questo vangelo dovrebbe avere lo stesso valore degli altri. Lo legga e vedrà che sostanzialmente parla delle stesse “ragionevoli” cose. Tra le quali, ach, la resurrezione. Eppure… eppure io capisco perché non fu scelto. Lei?
            Buona lettura!

  112. Antulio scrive:

    E’ un vero orrore vedere il Papa intrattenersi affabilmente con i due massimi furfanti fondatori della nefasta setta Neocat…, che tanto dolore provoca negli ingenui fedeli che cadono nelle grinfie!

  113. Più volte sono intervenuta in questo blog raccontando esperienze relative al Cammino, che frequento, e ricevendo moltissimi attacchi. Noto ora con piacere che l’informazione riguardo ai NC è molto migliorata. Per quanto riguarda le liturgie, trovo buono il parere di Sandro Magister: sono state approvate le liturgie (sacramentali, non sacramenti) che segnano i “passaggi”, mentre l’Eucarestia e i Sacramenti rimangono nella giurisdizione della Chiesa universale (cattolica) e dei vescovi. In quanto al Cammino, credo che ci insegni soprattutto a “camminare” nella ortoprassi più ancora che nella ordossia (che comunque c’è). Mi sembra una buona pedagogia.

    • Antulio scrive:

      Cortese Lignani,
      se frequenta quei furbastri, ci parli dei raffinati metodi di coercizione psicologica che usano annullare la personalità degli ingenui novizi.

    • Simon de Cyrène scrive:

      Gentile Sra Lignani,
      è vero che ormai abbiamo più informazioni oggettive sul CNC, ma in un certo modo è stato anche grazie agli acidi e biliosi intervenenti che lo odiano senza misura e che ci hanno obbligato a cercare informazioni oggettive e imparare a distinguere loglio della loro disinformazione da quel che c’è di vero.

      Bisogna anche dire che le varie approvazioni della Santa Sede colla benedizione del Santo Padre ci garantiscono della cattolicità di questa istituzione, il che, a ben vedere fa schiumare di rabbia incontrollata e ancor più veemente chi gli è contro.

      Interessante anche notare che i più accerrimi nemici del CNC sono poi quelli che sono i meno tradizionali nel loro cattolicesimo e che accettano il Magistero della Chiesa cattolica solo quando piace loro, che siano tradiprotestanti o progressisti.
      Buona giornata in Pace!

    • Luisa scrive:

      “Mi sembra una buona pedagogia.”

      Antonella, credo di ricordarmi che lei era professoressa di latino, sono certa che, come formatrice, lei non conservava per suo uso esclusivo i testi formativi ma dava ai suoi allievi il materiale necessario alla loro formazione, libri, dizionari, certo li dava a secondo del livello raggiunto, ma se i suoi allievi lo avessero voluto potevano acquistare i libri degli anni successivi , se i suoi allievi le ponevano delle domande non li rinviava con un semplice ” non puoi capire,”…”capirai più tardi” e non inventava un personaggio malefico dicendo ai suoi allievi che era lui a tendere loro un tranello suggerendo quelle domande, son sicura che non li colpevolizzava per una loro eventuale curiosità, se avevano dubbi o critiche, e ancora immagino che non si sentiva investita di un onnipotere al quale i suoi allievi erano sottomessi, un potere che le avrebbe permesso anche di porre domande invasive, intrusive sulla loro vita e di farlo davanti a tutta la classe.
      Questa non era la sua pedagogia, ne sono certa.
      Purtroppo questo è quel che succede nella formazione dispensata dal cnc, dove i testi formativi son ad uso esclusivo dei catechisti, catechisti che sono investiti di un potere immenso perchè considerati ispirati dallo Spirito Santo.

      • Stefano Fiorito scrive:

        “Mi pare una buona pedagogia”

        Al Papa invece non pare:

        “Circolano dei facili slogans. Secondo uno di questi, ciò che oggi conta sarebbe solo l’ortoprassi, cioè il “comportarsi bene”, l’”amare il prossimo”. Sarebbe invece secondaria, se non alienante, la preoccupazione per l’ortodossia e, cioè, il “credere in modo giusto”, secondo il senso vero della Scrittura letta all’interno della Tradizione viva della Chiesa. Slogan facile perché superficiale: infatti i contenuti dell’ortoprassi, dell’amore per il prossimo, non cambiano forse radicalmente a
        seconda dei modi di intendere l’ortodossia? (Cfr. J. Ratzinger, Rapporto sulla Fede)”

  114. umberto scrive:

    antulio o antongiulio, non ti sei ancora stancato di insultare gente che manco conosci???
    non sei capace di “esprimere” (sic!) “giudizi” (a ri sic!). senza ingiuriare e offendere?
    Dall’alto della tua ignoranza, ti ergi a giudice, giuria e carnefice, stai calmo, che cosa ti è successo? per essere così velenoso, arrogante , nei confronti del cnc? o pensi che ci sono migliaia di imbecilli e tu sei l’unico in grado di “vedere”? a proposito visto che togliendo gli insulti dai tuoi post, non rimane nulla, da che parte stai?
    un saluto

  115. Alessandra scrive:

    Mi permetto di consigliare questo articolo molto interessante

    wwwkorazym.org/index.php/movimenti/9-vita-fraterna/2066-cammino-neocatecumenale-unaltra-approvazione-ma-ce-sempre-quel-qualcosa-che-non-va.html

    • Giulio scrive:

      E allora? sapesse quande cose ancora non vanno nell’ azione cattolica, nei focolarini, negli scout, in CL, in tantissime parrocchie……….etc etc.
      Cosa vogliamo fare chiudere baracca e burattini…..
      Ma dai, sono solo pregiudizi. Lei dice di non credere che il cammino sia eretico ma poi porta sue prove per dimostrare il contrario.
      Quanto zelo, è impressionante l’ amore che lei ha per la Chiesa.

      • Alessandra scrive:

        Ancora con questa storia? Guardi le assicuro che ho parlato e discusso con tutti quelli che ha nominato, ma MAI e dico MAI, ho ricevuto risposte come quella che lei, e non solo lei, mi ha dato…

        Io sono stata chiarissima, e più di una volta. Se poi lei non lo ha letto glielo ripeto. non c’è problema:

        1) per me il cammino NON E’ ERETICO
        2) per me è un dono dello Spirito ed ha fatto tanto bene, ma PROPRIO E SOPRATUTTO PER QUESTO (e proprio perchè li sento miei fratelli nella fede) non posso tacere di quello che mi è successo e che continua a succedere e che (a quanto pare) non vedo solo io.

        Se poi pensa che sia necessario buttare il bambino con l’acqua sporca per cui se si ammette un errore TUTTO è sbagliato sono problemi suoi (e di quelli che glielo hanno detto)

        Il rimanente del suo intervento faccio finta di non averlo letto.

      • Alessandra scrive:

        P.S: Ma sul serio lei pensa che, se si ammette che un catechista sbaglia, allora necessariamente TUTTO il cammino è eretico??

        • Giulio scrive:

          Assolutamente no, anzi al dire il vero questo è quello che traspare dai suoi interventi.
          E allora non capisco i suo interventi…mi perdoni e mi scusiper l’ ultima parte del mio precedente intervento.

          • Alessandra scrive:

            Forse i miei interventi non se li è letti bene perchè non ho mai detto che quello che è capitato a me inficia la bontà del cammino. Ho detto solo che ho fatto esperienza di determinati atteggiamenti comuni all’interno del cammino i quali sono stati sempre, sistematicamente negati, peggiorando, se possibile, la situazione.

            E a quanto pare sembra che non sono stata l’unica a notarlo. (se si è letto l’articolo linkato,e la fonte non mi pare che sia schierata pro o contro il cammino, se ne accorgerà)

          • Giulio scrive:

            Se vuol tener conto anche della mia di esperienza…allora le dico che io di atteggiamenti che mi hanno ferito o toccato in un certo qual modo posso dire che non ne ho ricevuto (e son 19 anni che vivo questa esperienza). Se a lei è successo mi spiace, comunque da ogni esperienza negativa si può trarre sempre del bene se si è in buona fede….coraggio, gli uomini sono tutti uguali l’ unico che rimane fedele è il Signore.

          • Alessandra scrive:

            proprio perchè il Signore è fedele faccio quello che faccio. Proprio perchè so che il Signore è fedele so che ci chiama ad essere fedeli anche noi. Ed è pe questo che se succede qlc che denota la mia mancanza di fedeltà sono felice se qlc me lo fa notare- E questo senza trovare scuse come: “non giudicare” o “non sono affari tuoi” oppure “sei un peccatore anche tu”.

            Insomma senza negare e senza cambiare discorso. Non penso sia difficile da capire….

          • Giulio scrive:

            Chiarissimo !!!
            Accetta un consiglio?
            Preghi per queste persone (forse lo fa già), ne riceverà sicuramente beneficio …. insieme a loro.

          • Alessandra scrive:

            Consiglio accettato..( già lo facevo :-) )

  116. Libera scrive:

    Ecco, vedete questo mezzo matto di Antulio ?
    Il suo lessico è illuminante : coloro che gli appaiono in errore sono ” perfidi”, sono “furfanti” , le loro sono perfide spire etc etc.. E giù insulti ed offese !
    E’ in buona fede, questo signor Antulio? Certamente, egli sarà in buona fede ! Però, usa o stesso linguaggio che doveva essere quello degli esaltati medioevali che bruciavano la gente sui roghi, e perchè?
    Proprio perchè si sente in buona fede !
    Il problema è che non c’è assolutamente nessuno che può dire se Antulio sia nel giusto oppure si sbagli (e lo stesso vale per i suoi antagonisti).
    Risultato : la questione è suscettibile di essere decisa solo col sangue.
    Ecco, qui sta tutto il problema.

    • Antulio scrive:

      Perbacco, Libera!
      “insulti?, offese?” Come si può insultare e offendere una setta eretica che vuole sostituirsi alla chiesa? Non è possibile insultarla veramente! Qui lo impedisce la netiquette.
      Però più che gli insulti, che lasciano il tempo che trovano, questi manipolatori delle menti altrui dovrebbero fare i conti con la giustizia penale.
      Si può dire con certezza che sono nel sono giusto, perché all’interno della stessa chiesa c’è chi vede chiaro e si oppone.

      • vincenzo da torino scrive:

        Gent. Antulio. Don Bosco ebbe come avversario il proprio Vescovo, che egli suggerì come nomina episcopale al papa perchè lo stimava, per dieci anni! E Mons. Gastaldi per dieci anni perseguitò Don Bosco e la sua Congregazione convinto che Don Bosco usasse metodi sbagliati e pericolosi per i giovani. Ebbe l’approvazione delle regole dopo aver combattuto strenuamente prprio contro alcuni cardinali. Fatti di questo genere è pien la storia della chiesa. La storia spesso si ripete…Andrei cauto a prendere per oro colato quanto detto anche da prelati e cardinli, dunque , senza neppure rimanere inerti. Non comprendo il suo furore anti setta riferito a NC. Sapesse quanti preti e suore quando decisero la loro vocazione si sentirono l’accusa ” sei stato plagiato!” Ti hanno fatto il lavaggio del cervello” ! Le consiglio , se permette, massima prudenza, poichè rischia di fare più del male che del bene a se, per la perdita di credibilità e agli altri perchè li può influire negativamente su un qualcosa che forse solo a lei pare del tutto negativa.. Saluti.

        • Anna scrive:

          ho appena finito di leggere un pò del catechismo di Kiko..mi è passata la voglia di entrare in un simile covo di matti e pure ladri.

        • Antulio scrive:

          Egr. Vincenzo,
          in questo blog siamo tutti grandi e vaccinati ed abbiamo tutti raggiunto l’età della ragione.
          Siamo perciò in grado di distinguere perfettamente fra il comportamento di Don Bosco e quello dei Neocat… . Se è per questo anche S. Francesco ha corso non pochi rischi, ma l’intento e soprattutto i metodi erano molto diversi. Quando a lamentarsi sono i fedeli che hanno aderito con fervore, vuol dire che le cose non quadrano.
          Quando i fedeli che hanno aderito si sentono insultati e definiti fra l’altro “credenti della domenica”, bisogna alzare le difese.
          Quando dicono di vendere tutto ciò che si ha e darlo ai poveri e poi invece lo incamerano loro, quando a gente che ha lo stretto necessario per vivere gli si ordina di dare la decima parte del loro misero stipendio, bisogna alzare robuste difese e porre un vigoroso alt.
          E non è tutto qui.

          Al Sig. Cosimo
          bisogna ricordare che l’Italia sta diventando una terra di conquista per qualunque setta, religiosa o no, che si affacci alle nostre porte, le quali creano danni alla società ed alle famiglie che si trovano sfasciate se tutti i componenti non fanno parte della setta.
          E’ non è possibile fermarle, finora, a causa della generale sottovalutazione del fenomeno. E’ un dovere sociale porvi adeguato rimedio.

          • vincenzo da torino scrive:

            @Antulio. Concordo con lei che il problema sette esiste e viene purtroppo sottovalutato. Ma non occorre metterle tutto sullo stesso piano e darne un unico giudizio negativo. Occorre discernimento e valutazioni con ac

      • cosimo scrive:

        Caro Vincenzo, credo che lei può argomentare fin che vuole con persone come Antulio, non ne caverà un capello.
        Certi personaggi infondo hanno un scopo, credo che lei sappia a cosa alludo.
        Sig. Antulio se lo stato interverrà penalmente sta allo stato deciderlo…oppure anche in materia di diritto lei sa tutto?
        Si tranquillizzi e provi a fare pace con la sua storia, unica responsbile di questo suo odio ( e non solo suo), ma tanto lei mi dirà che lo è già.

  117. Vedo però tanta gente serena e contenta. Certo, non è facile seguire tutto.

    • John Della Francesca scrive:

      Cari NC
      Ma poi quando i vostri figli crescono glielo raccontate che non sono venuti al mondo per amore e desiderio ma solo ed esclusivamente per compiacere il vostro catechista? chi paghera’ i danni che fate alle menti dei vostri figli?

      • Giona scrive:

        Caso strano. La maggior parte dei figli continuano l’esperienza dei genitori nella chiesa attraverso il cammino ed anche loro sono aperti e generosi nell’accolgiere i figli che Dio vorrà donargli. Ecco i fatti smentiscono le chiacchiere.

        • John Della Francesca scrive:

          Bhe a me invece non sembra molto strano.. se li plagiate sin da piccini.. io pensavo che Gesu’ avesse detto lasciate che i bimbi vengano a me, non producete figli in serie per quel quaquaraqua di kiko arguello.
          Per la cronaca, negli anni 60 en Puente de Vallecas, non c’erano ne drogati, ne prostitute, ne emarginati.. solo immigranti spagnoli, che vivevano dignitosamente in case con le porte sempre aperte. C’e’ gente in Spagna che se lo ricorda ancora bene il caro Kiko da quelle parti.

        • John Della Francesca scrive:

          Bhe a me invece non sembra molto strano.. se li plagiate sin da piccini.. io pensavo che Gesu’ avesse detto lasciate che i bimbi vengano a me. Non, “producete figli in serie per quel quaquaraqua di kiko arguello”.
          Per la cronaca, negli anni 60 en Puente de Vallecas, non c’erano ne drogati, ne prostitute, ne emarginati.. solo immigranti spagnoli, che vivevano dignitosamente in case con le porte sempre aperte. C’e’ gente in Spagna che se lo ricorda ancora bene il caro Kiko da quelle parti. Andate a farvi raccontare la verita’ se vi interessa..

      • Max scrive:

        John sei mica figlio di catecumeni ah ah ah ah .

      • Vedo bambini accolti con gioia (anche quando è il quinto, e la madre rischia per la proproa salute).

        • Luisa scrive:

          Buonasera Antonella!
          Vorrei chiederle se trova normale, lodevole, consigliabile e responsabile che una donna accetti di incominciare una nuova gravidanza quando sa che mette in pericolo la sua salute e forse anche la sua vita?
          La Chiesa, l`Humanae Vitae, NON chiede affatto questo, se l`apertura alla vita è la base, la dottrina della Chiesa sulla paternità-maternità responsabile è più sfumata e prevede i casi in cui la coppia può decidere di evitare “temporaneamente od anche a tempo indeterminato, una nuova nascita”, dalla Humanae Vitae:

          “In rapporto alle condizioni fisiche, economiche, psicologiche e sociali, la paternità responsabile si esercita, sia con la deliberazione ponderata e generosa di far crescere una famiglia numerosa, sia con la decisione, presa per gravi motivi e nel rispetto della legge morale, di evitare temporaneamente od anche a tempo indeterminato, una nuova nascita.

          Se dunque per distanziare le nascite esistono seri motivi, derivanti dalle condizioni fisiche o psicologiche dei coniugi, o da circostanze esteriori, la chiesa insegna essere allora lecito tener conto dei ritmi naturali immanenti alle funzioni generative per l’uso del matrimonio nei soli periodi infecondi e così regolare la natalità senza offendere minimamente i principi morali che abbiamo ora ricordato.”

          Purtroppo nel cnc grande è la pressione sulle coppie e le domande sulla vita intima, intrusive e invasive.

        • Antulio scrive:

          Via, Lignani,
          lo ammetta i bambini no sono accolti, sono imposti.

          • John Della Francesca scrive:

            Inoltre, glielo racconterete a quei bambini, che voi nuovi genitori non vi siete mai innamorati e non avete mai sperimentato l’amore, ma che vi hanno fatto mettere insieme i catechisti di diverse comunita’ usando tecniche psicologiche e malizie sociali? E che quindi non siete altro che una coppia creata de facto ad hoc senza nessun rispetto per la vostra essenza ma con il solo e ultimo fine di sfornare proseliti per supportare il movimento. Gliele racconterete queste cose ai vostri bambini?! E’ questo esser cristiani?!?!?

          • Antulio scrive:

            Esattamente, Jhon,
            questa setta non ha rispetto per la persona, nemmeno per quanto riguarda la procreazione! Ed incredibile come la gerarchia vaticana non veda o faccia finta di non vedere.

        • Simon de Cyrène scrive:

          Condivido il Suo punto di vista, cara S.ra Lignani. la generosità gioiosa all’apertura alla vita è segno inconfondibile di incontro reale con Cristo da parte di queste mamme e di questi papà.

          Quelli che, nemici della vita, chiamano quest’apertura “imposizione”, non si rendono conto che questa è, in realtà, obbedienza concretissima e non solo parolaia alla dolcissima Volontà del Padre che si manifesta nel nostro quotidiano, come lo chiediamo nel Padre Nostro.
          Grazie. In Pace

  118. JM scrive:

    Un aire fresco
    por Cardenal Antonio Cañizares
    LaRazon, 21 Enero 12

    En la mañana del viernes, en Roma, el Papa Benedicto XVI ha recibido en audiencia a varios miles de miembros del Camino Neocatecumenal. Ha sido un encuentro gozosísimo, como un aire fresco en tiempo de estiaje. Sólo la fe vivida en profunda comunión eclesial con Pedro, con su sucesor, el Papa, puede provocar experiencia semejante tan gratificante como estimuladora. Se daba lectura al decreto de aprobaciones de las celebraciones del Camino Neocatecumenal contenidas en el «Directorio Catequético» de los neocatecumenales; se enviaba a muchos sacerdotes y familias, que dejaban todo, para la misión en lugares nada fáciles para anunciar el Evangelio. El Papa, con una alegría grande que no disimulaba, les hablaba del significado del encuentro, de la misión, del seguimiento de Jesucristo, del verdadero sentido y espíritu de la Liturgia, y, finalmente, bendecía familias y sacerdotes en misión, a los miembros, responsables, catequistas y fundadores del Camino Neocatecumenal –Kiko y Carmen–. Había una especial expectativa: la aprobación, tan anhelada, de las celebraciones, no litúrgicas, que jalonan las diferentes etapas de este Camino de Iniciación cristiana.

    Sin duda alguna el Camino Neocatecumenal es una de las nuevas realidades eclesiales, surgidas al filo del Concilio Vaticano II para promover una nueva evangelización de nuestro mundo y renovar la iniciación cristiana, tan urgente como necesaria. Estimo que es una de las iniciativas más notables y difundidas, suscitadas por el Espíritu Santo en la Iglesia, que mejor responden tanto a la naturaleza y exigencias de la Iniciación cristiana, como a la necesidad imperiosa y urgente de renovar, promover y fortalecer, con vigor e identidad, una nueva pastoral de esta Iniciación cristiana, bien de los procedentes del paganismo, bien de los ya bautizados insuficientemente iniciados, cuidando por completo todos aquellos elementos que, en su conjunto, integran una verdadera Iniciación cristiana de carácter catecumenal, conforme a las orientaciones y directrices emanadas de la Iglesia en el Concilio Vaticano II, y en el magisterio y disposiciones posteriores de la Iglesia.

    En el centro del Camino Neocatecumenal se percibe la convicción cierta de que el catecumenado pertenece a la entraña misma del bautismo, bien sea antes de recibir el bautismo, bien sea posterior a su recepción: es un camino para vivir en conformidad con cuanto se significa y contiene en el sacramento del Bautismo.

    El alma y la fuerza
    La Palabra de Dios, la Eucaristía, el bautismo –recibido o por recibir–, y la comunidad cristiana están en el núcleo mismo de este itinerario de fe, que es acompañado por celebraciones no estrictamente litúrgicas en cada uno de sus pasos o etapas. La Eucaristía dominical, anticipada habitualmente al sábado por la tarde en las comunidades neocatecumenales es como «el alma y la fuerza» de todo el Camino. La celebración, en el interior del itinerario propio de estas comunidades, de la Eucaristía se lleva a cabo de manera muy digna y bella, con gran sentido de fe, con espíritu eclesial, festivo y litúrgico, con hondo «sentido del misterio y de lo sagrado». La Palabra de Dios y la Eucaristía señalan la prioridad de Dios, la iniciativa de Dios y constituyen la base y la fuente que dan vida, aliento y fuerza a las comunidades, capacidad, vigor y libertad para dar testimonio y evangelizar.

    Realmente hay que dar gracias a Dios por este don con que enriquece a la Iglesia, surgido en España, pero de tanto y tan fecundo influjo en el mundo entero.

    Cardenal Antonio Cañizares
    Prefecto de la Congregación para el Culto Divino y la Disciplina de los Sacramentos

    In: http://www.larazon.es/noticia/2533-un-aire-fresco-por-cardenal-antonio-canizares

    • Antulio scrive:

      Cortese JM,
      sarebbe così gentile da spiegarci qual’è il segreto della straordinaria forza della catechesi del Cammino???

      • LuisSegueIlPapa scrive:

        Chiedaselo al “Cardenal Antonio Cañizares
        Prefecto de la Congregación para el Culto Divino y la Disciplina de los Sacramentos”, redattore dell’articolo.

        • Antulio scrive:

          Senza esitazione, Luis,
          lo chiederei anche al card. Canizares, qualora intervenisse nella discussione, ma, nel frattempo, si pensava che lei stesso potesse darci la preziosa indicazione, visto che sembra abbastanza addentro nella questione.

  119. LuisSegueIlPapa scrive:

    No (anonime) “Fonti vaticane” (CNA), no un “Vatican official who requested anonymity” (CNA) (quanti ce ne sono poi?), ma il Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (con nome e cognome):

    *******

    “Un aria fresca”

    “La mattina di Venerdì, a Roma, Papa Benedetto XVI ha ricevuto in udienza a diverse migliaia di membri del Cammino Neocatecumenale. Gozosísimo è stata una riunione come aria fresca in tempo di siccità. Solo la fede vissuta in profonda comunione ecclesiale con Pietro, con il suo successore, Papa, può provocare un’esperienza simile più gratificante stimolante. Decreto è stato letto per l’approvazione delle celebrazioni del Cammino Neocatecumenale contenute nel “Direttorio catechetico” del Cammino Neocatecumenale, è stato inviato a molti sacerdoti e famiglie, che hanno lasciato tutto per la missione in luoghi non è facile predicare il Vangelo. Il Papa, con grande gioia che non ha potuto nascondere, ha parlato del significato di incontrare la missione di seguire Gesù Cristo, il vero significato e lo spirito della liturgia e, infine, le famiglie e sacerdoti missione benedetta, i soci responsabili, catechisti e fondatori del Cammino Neocatecumenale, Kiko e Carmen. C’è stata una particolare attesa: l’approvazione, come desiderato, celebrazioni, non liturgiche, che segnano le diverse tappe del cammino dell’iniziazione cristiana.

    Indubbiamente il Cammino Neocatecumenale è una delle nuove realtà ecclesiali che è emerso ai margini del Concilio Vaticano II, per promuovere una nuova evangelizzazione del nostro mondo e rinnovare l’iniziazione cristiana, in modo urgente e necessario. Penso che sia uno dei più notevoli e diffusi, sollevato dallo Spirito Santo nella Chiesa, che rispondono sia alla natura e alle esigenze della iniziazione cristiana, come, imperativo e urgente rinnovare, promuovere e rafforzare luogo e identità, un nuovo ministero della iniziazione cristiana sia dal paganesimo di uno di chi è già battezzato sotto iniziato una cura completa per tutti quegli elementi che, presi insieme, formano un vero carattere Iniziazione cristiana catecumenale, secondo linee guida e direttive emanate dalla Chiesa al Concilio Vaticano II, e nelle disposizioni di insegnamento e poi della Chiesa.

    Nel centro del Cammino Neocatecumenale è una credenza percepito che alcuni catecumenato fa parte del cuore stesso del battesimo, sia prima di ricevere il Battesimo, sia dopo la sua ricezione: un modo di vivere in conformità con ciò che si intende e contenute nel sacramento del battesimo.

    L’anima e la forza
    La Parola di Dio, l’Eucaristia, il battesimo, ricevuto o da ricevere, e la comunità cristiana sono al centro di questo cammino di fede, che è accompagnata da celebrazioni non strettamente liturgiche ciascuna delle sue fasi o stadi. L’Eucaristia Domenica regolarmente anticipo Sabato pomeriggio nella comunità neocatecumenali è come “l’anima e la forza” di tutto il Camino. La celebrazione all’interno del proprio itinerario di queste comunità, l’Eucaristia è svolto in maniera molto dignitosa e bella, con grande senso di fede, di spirito ecclesiale, liturgica e festiva, con un “profondo senso di mistero e di sacro “. La Parola di Dio e l’Eucaristia indicano la priorità di Dio, iniziativa di Dio e formano la base e la fonte vitale respiro e forza alle comunità, la capacità, la forza e la libertà per testimoniare ed evangelizzare.

    Davvero devo ringraziare Dio per questo dono che arricchisce la Chiesa, nata in Spagna, ma così ricca e tanta influenza nel mondo.”

    Cardinale Antonio Cañizares
    Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti”

    ******

    Fonte: (http://translate.google.com.br/translate?sl=es&tl=it&js=n&prev=_t&hl=pt-BR&ie=UTF-8&layout=2&eotf=1&u=http%3A%2F%2Fwww.larazon.es%2Fnoticia%2F2533-un-aire-fresco-por-cardenal-antonio-canizares)

    • Antulio scrive:

      @ Luis.
      Stanti le sostanziali differenze dottrinali che dividono cattolici e neocat…, questa fantomatica “aria fresca” a cosa si riferisce???

      • Anna scrive:

        SOLDI…soldi e ancora soldi che affluiscono nelle casse vaticane.AHH..quanto ossigeno puro…

  120. Luisa scrive:

    Non so se quest`articolo è già stato linkato, comunque viene da Korazym, un sito e un giornalista che non sono di certo “anti-cnc”.

    Cammino Neocatecumenale, un’altra approvazione.
    Ma c’è sempre quel qualcosa che non va

    http://www.korazym.org/index.php/movimenti/9-vita-fraterna/2066-cammino-neocatecumenale-unaltra-approvazione-ma-ce-sempre-quel-qualcosa-che-non-va.html

  121. LuisSegueIlPapa scrive:

    notizia del 22/01/2012 14.55.29 (http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/articolo.asp?c=556736)

    Lui, un’altra volta ? NO! Non può essere! Sarà una interpretazione autorevole di tutto quello che è accaduto il 20.01.2012 ? No! Non può essere! Ci stento a credere! Cosa ? Lui ha presieduto una Celebrazione Eucaristica con i membri del Cammino Neocatecumenale dopo il 20.01.2012 ?? Non può essere!!! Meglio dar credito ad un “Vatican official who requested anonymity” (CNA), sicuramente!

    ;)

    *****

    Il cardinale Antonio Cañizares, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e Disciplina dei Sacramenti, ha presieduto ieri (21.01.2012) mattina nel Centro internazionale del Cammino Neocatecumenale “Servo di Jahvè” a Porto San Giorgio, nelle Marche, la celebrazione eucaristica che ha concluso il grande incontro di 1200 catechisti e itineranti, famiglie in missione e rettori di seminari del Cammino. Un incontro portato avanti da Kiko Arguello e Carmen Hernández, iniziatori del Cammino neocatecumenale, e padre Mario Pezzi. Prendendo spunto dalla Parola della liturgia di ieri, il cardinale Cañizares ha affermato che “il Regno di Dio non è una struttura sociale o politica ma è Dio stesso, Dio che viene, che è presente, la realtà più presente e più decisiva per l’umanità. Noi nel volto di Cristo – ha detto il porporato – abbiamo visto che Dio è l’unico, Lui che ha amato l’uomo e ha misericordia dei peccatori. In Cristo abbiamo l’unica ragione della nostra esistenza”. In una società che vive come se Dio non esistesse, ha detto il cardinale Cañizares, “Gesù Cristo è la vita e la speranza. Convertirsi è rimettere in discussione il proprio modo di vievere, andare contro corrente: convertirsi è accettare che solo Dio basta e converte il cuore dell’uomo”. La conversione “è guardare a Cristo – ha detto ancora il cardinale Cañizares – e pensare come Lui e seguirlo e testimoniare al mondo una vita nuova. Che Dio sia il centro della nostra vita: seguire Gesù è la felicità. Come non annnunciarlo allora a tutti?. Il Signore, ha proseguito il porporato, “ha fatto un dono al Cammino neocatecumenale, che Dio è vivo e presente e ci fa partecipare del suo amore. Il Cammino neocatecumenale è un dono per la Chiesa perchè vi dà la gioia e la grazia di annunciare Gesù Cristo. Il mondo ha bisogno della vostra testimonianza”. Al termine della celebrazione sono state consegnate le reliquie dei Santi alle 17 “missio ad gentes” composte da sacerdoti e 100 famiglie missionarie con i loro figli che andranno ad evangelizzare nelle zone più scristianizzate di Europa, Stati Uniti, Oceania e Africa. Il cardinale Cañizares ha ringraziato il Papa per l’incontro di venerdì scorso in Vaticano dove è stato consegnato il decreto di approvazione delle celebrazioni liturgiche del direttorio catechetico del Cammino neocatecumenale. “Un segno – ha detto il porporato – dell’amore del Papa per la vostra missione di evangelizzazione nel mondo”. (Da Porto San Giorgio, Roberto Piermarini)

    • Stefano Fiorito scrive:

      “dove è stato consegnato il decreto di approvazione delle celebrazioni liturgiche del direttorio catechetico del Cammino neocatecumenale”

      E’ falso. Non è stato consegnato nessun decreto di approvazione delle celebrazioni liturgiche del Cammino! E devo pensare che è il recensore di Radio Vaticana ad attribuire falsamente queste parole al Cardinale! Per caso Sua Eminenza non ricorda il testo del decreto che LUI ha approvato per il PCL?

      • Alessandra scrive:

        Oppure molto semplicemente il giornalista Piermarini, che fa parte del Cammino Neocatecumenale (nessun giudizio per carità, è solo un semplice dato di fatto) ha semplicemente scritto quello che gli hanno detto i vertici. Anche più sopra il catechista Alessandro (prendo per vero quello che ha dichiarato, fino a che qlc non lo smentisce) equiparava la Messa delle Comunità NC al rito Ambrosiano.

        Segno che forse (e sottolineo FORSE) la “confusione” di cui parlava Caredda su Korazym c’è…e sicuramente non è il Papa a provocarla…

        • Alessandro scrive:

          Ho accostato le celebrazioni NC al rito antico e al rito ambrosiano così per capirsi…… Ammetto che era un accostamento azzardato e sono pronto a rimangiarmelo di fronte a un esperto di diritto canonico, perché è ovvio che non esiste giuridicamente un Rito neocatecumenale. Parlando terra terra però le liturgie NC hanno delle particolarità così numerose che in futuro potrebbero essere inquadrate benissimo in tale forma giuridica (almeno credo….). Una cosa però è certa: sicuramente non con questo ultimo decreto, che riguardava delle celebrazioni paraliturgiche, ma le liturgie NC sono state completamente approvate dal Papa. Abbiamo delle foto dove l’attuale Prefetto della Congregazione del Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti nel 2009, subito dopo l’approvazione definitiva degli statuti, celebrava l’Eucaristia con tutti i segni del Cammino compresa la mensa al centro della sala (è falso che ci sediamo intorno alla mensa come ad un cena poiché anche quando si celebra in piccola comunità c’è una certa distanza tra mensa e sedie delle persone). Questa è la prova che è con gli statuti che è stata definitivamente approvata questa celebrazione. Il fatto che lo abbia rifatto adesso nel 2012 non mi sorprende affatto e, udite udite, abbiamo anche delle foto in cui Giovanni Paolo II stesso ha celebrato le liturgie NC, e più volte! Per completare il nostro percorso di approvazione mancavano solo l’approvazione definitiva (quando è uscito lo statuto era già stato approvato per cui questa era una approvazione definitiva, cioè una conferma) dei 13 libri del Direttorio (2011) e l’approvazione delle celebrazioni paraliturgiche (2012). Ora abbiamo completato l’ITER e siamo stati confermati nella fede da Pietro al 100%. Nella Chiesa l’importante è questo, che Pietro ti confermi nella fede. S. Paolo ha smosso mari e monti ma dopo tre anni è andato da Pietro per 15 giorni perché con tutta la buona fede di questo mondo era necessaria la sua conferma. Questo vuol dire che tutte le fesserie degli pseudoteologi a cui vi appoggiate sono false, come sono false tutte le calunnie con cui le condiscono, magari in buona fede. Il 95% delle esperienze negative che vengono raccolte derivano dai limiti umani, debolezze e peccati di certi catechisti. Scusateci se non siamo tutti come S. Francesco o come il Curato d’Ars….. Ma ditemi un po’…..se dei fedeli rimangono scandalizzati da alcuni errori gravi del loro parroco, allora vorrà dire che tutti i parroci sono così? Non credo. Fate questo ragionamento anche con i catechisti del Cammino. Vi assicuro che nella stragrande maggioranza sono veri uomini di fede. La pace sia con voi

          • Alessandra scrive:

            non c’è bisogno di un esperto di diritto canonico. Basta un pò di buon senso. Anzi di “sensum ecclesiae” Anche solo perchè il rito ambrosiano (cos’ come gli altri riti latini diversi dal romano” hanno una storia ed una organizzazione che è lunga secoli e secoli e che è stata più e più volte modificata e vagliata. Lei è catechista, queste cose le dovrebbe sapere meglio di me.

            Perquanto riguarda le foto. Beh…le foto non valgono più delle disposizioni ufficiali che vi sono state date e che ci sono anche negli Statuti e che il Papa vi ha ripetuto all’udienza del 20 gennaio.
            Il fatto che PER UNA FOTO allora ci sia una approvazioni di tutto (e le disposizioni che valore hanno?) è una cosa tirata per i capelli.

            Se è per questo posso dare link in cui si vedono messe di comunità neocatecumenali in cui, se sono “private” si fanno in un modo e se c’è il vescovo si fanno in un altro modo (addirittura si vede la processione alla comunione) e questo SUCCESSIVAMENTE agli statuti. La domanda mi sorge spontanea: perchè con il vescovo si è fatto diversamente se il papa era d’accordo ed era tutto approvato?

            Per il resto mi dispiace dover leggere sempre le stesse cose: è ovvio che ci sono dei limiti delle persone, ma il punto NON E’ QUELLO. Il punto è che ci si copre davanti al fatto che si hanno limiti e che si è peccatori e NON SI LAVORA PER MIGLIORARE. Anzi si giustifica e si trovano scuse. Alcune veramente che non stanno nè in cielo nè in terra. Io ci posso anche pregare, ma l’errore resta errore e se a farlo è un catechista (e lei lo è, quindi sa cosa vuole dire) che ha a che fare con chi magari non entra in chiesa da 20 anni lo capisce anche lei che il dano può essere terrificante, vero?

          • Alessandro scrive:

            Alessandra, Alessandra….se vogliamo mettere i puntini sulle i le liturgie del Cammino sono molto più legate alla Tradizione sia del rito antico che del rito moderno perché si ispirano alla vita della chiesa apostolica e primitiva. I primi secoli infatti quelle piccole comunità cristiane si riunivano nelle case per l’ascolto della Parola, per l’Eucaristia e per la preghiera. Le liturgie di massa sono nate DOPO l’editto di Costantino e le successive disposizioni di Teodosio che hanno fatto sì che in modo repentino grandi gruppi di pagani entrassero nella Chiesa. Prima si veniva battezzati dopo un lungo catecumenato, che in forma moderna noi abbiamo restituito alla Chiesa ritornando alle origini. Se prima era un cammino per ricevere il Battesimo ora è un cammino di riscoperta del Battesimo fatto da persone già battezzate.

            Ricorda bene che ti ho citato le foto come conferma poiché c’è una perfetta corrispondenza fra le foto, le dichiarazioni del Papa e le varie approvazioni che abbiamo ricevuto.

            Limiti ne abbiamo tutti, poi lo dici che tu che non facciamo nulla per migliorare. Tutti siamo in cammino per una conversione sempre più completa.

            In Jesu et Maria
            Alessandro

          • Alessandra scrive:

            Alessandro..per favore non mi dica certe cose per favore…

            1) Che il modo di celebrare nel cammino sia più simile a quello dei primi cristiani è una affermazione che lascia il tempo che trova. Solo perchè c’è il pane azzimo? Per piacere…Come se fosse il modo e non la sostanza l’importante. La sostanza è l’incontro con Cristo e sono sicura che mi capisce.
            2) la questione delle modifiche dovute all’entrata dei pagani l’ho già sentita..e francamente mi pare una stupidaggine. Pensa veramente che DA QUEL MOMENTO l’Eucarestia sia diventata qlc di diverso da quello che Gesù aveva in mente (e quindi inevitabilmente “peggiore”) ?

            Se è per questo neanche il CVII, nella sua riforma liturgica, ha mai accennato a qualcosa anche soltanto simile al modo di celebrare neocatecumenale.

            E a questo proposito la vuole sentire una delle tante stupidaggini che ho sentito a questo proposito da parte NC ? Paolo VI avrebbe volute eliminare l’Orate Fratres, ma poi non lo ha fatto perchè la gente non lo avrebbe capito. Io ho chiesto una fonte su cui controllare. Sto ancora aspettando.

            3) Le ripeto che le foto non hanno valore quanto le disposizioni ufficiali. Vi sono state date delle disposizioni (segno che prima facevate altro e di questo ho testimonianze) che sono state confermate anche recentemente. Stop. In più vi ha fatto un discorso molto preciso sul’unità parrocchiale. Se lo rilegga e mi dica cosa ne pensa.

            4) “poi lo dici che tu che non facciamo nulla per migliorare” Non lo dico io. E’ una constatazione. Perchè se ad ogni PRECISA OCCASIONE mi sento dire “non sono affari tuoi” “pensa per te” e “siamo tutti peccatori”..mi scusi, ma queste sono scuse. E sono scuse sia che lo dica un catechista NC, sia che lo dica chiunque altro. Siamo tutti in cammino, ma se ad un certo punto vedo che stiamo finendo dritto in una buca lo devo dire.

            E questo “atteggiamento” non lo vedo solo io,ma anche Caredda su Korazym e caredda non mi pare un giornalista che “rema contro” il cammino.

            Si chiama correzione fraterna e ne parla Gesù nel Vangelo e non c’è bisogno di carte bollate del Vaticano per metterla in pratica. Lo dico lo ripeto.

            P.S. ma poi sul fatto che celebrate in due maniere “diverse” a seconda che ci sia il vescovo o meno non ha niente da dirmi?

          • Cherubino scrive:

            dai suoi toni e dagli argomenti mistificatori che continua a portare, devo concludere che anche lei è un avatar di qualche tradizionalista fondamentalista.
            Peccato.

      • Antulio scrive:

        Bisogna considerare, Egr. Stefano,
        che quei furbastri del Cammino stanno piazzando i loro uomini in molti punti chiave dell’organizzazione cattolica, così che la loro voce sembri quella della chiesa.

  122. vincenzo da torino scrive:

    @Antulio. Mi è scappato il tasto. Ricomincio.Concordo con lei che il problema sette esiste e viene purtroppo sottovalutato. Ma non occorre metterle tutto sullo stesso piano e darne un unico giudizio negativo. Occorre discernimento e valutazioni con acquisizioni multiple di prove. Occorre soprattutto essere certi di atti di adescamento e lavaggio del cervello come “sistema” della setta, non per deviazioni di alcuni, pur da condannare, se possibile anche penalmente. Lei mi mette NC tra le sette, cosa assurda soprattutto ora che ha l’approvazione vaticana. Ho letto molte critiche su NC fatte negli anni. Certamente quelle più penose sono di quelli che dicono di aver subito delle forzature della loro volontà e disprezzo quando hanno contestato o sono uscite. Sui soldi poichè ogni gruppo è indipendente e forma una sua associazione economica può benissimo accadere che qualcuno abbia fatto il furbo sui tantissimi gruppi. Vanno denunciati e far intervenire la direzione.La mia insistenza sul controllo capillare fatto sia dalla diocesi come dalla direzione vede che ha un senso E’ comunque assurdo fare di ogni erba un fascio per principio e per giustizia. Comunque continuerò ad indagare… saluti

    • Alessandro scrive:

      Caro Vincenzo, mi piace come ragioni. Sei equilibrato. Ti assicuro che non abbiamo niente a che vedere con le sette.

  123. ADRIANO MEIS scrive:

    Nell’elogiare nuovamente il senso della misura ed il garbo di Vincenzo da Torino, mi permetto di quotare positivamente le ragioni della signora Libera.
    La moderazione di Vincenzo non è,purtroppo, condivisa da altri forumisti, tipo Luisa oppure Antulio (ma anche altri), che offendono senza remore i loro avversari.

    La mia conclusione è questa : al di là del merito dottrinale ( è difficile decidere chi ha ragione in materie astratte come la fede religiosa), ciò che davvero deve preoccupare è la disposizione ad aggredirsi fra gli adepti delle diverse conventicole.

    Nè le chiese nè le fedi, dunque, sono migliorate dal medioevo ad oggi : la folle presunzione di ciascuno di essere nel giusto può essere propedeutica a forme di violenza. Elogiamo il processo di maturazione delle società secolarizzate, dunque, che ha tolto la follìa religiosa dal centro della vita pubblica e continua ad evitare che gli uomini si ammazzino perchè hanno idee differenti su quella chimera che chiamano “dio” (minuscolo).
    Speriamo che resti impedito, con qualunque mezzo, a questi forsennati di riappropriarsi della vita collettiva , riportandoci alle nebbie di età più stupide…

  124. Max scrive:

    Alla Radio Vaticana il prefetto della Congregazione per il culto e la disciplina dei sacramenti interviente sul decreto

    «Penso che il rapporto tra catechesi e liturgia nel cammino neocatecumenale sia esemplare». Lo afferma il cardinale Antonio Canizares Llovera, prefetto della Congregazione per il culto e la disciplina dei sacramenti. «L’approvazione di questo Decreto sulle celebrazioni del Cammino neocatecumenale, contenute nel Direttorio catechetico, è per tutta la Chiesa – spiega ai microfoni della Radio Vaticana – un riconoscimento di come l’iniziazione cristiana deve avere sempre un’unione tra Parola e celebrazioni».

    Nell’intervista, il porporato spagnolo fa riferimento al catecumenato antico dove le diverse tappe erano segnate da celebrazioni specifiche per ciascun momento dell’itinerario e rileva che nel Cammino Neocatecumenale «oggi si fa lo stesso: quindi – osserva – non sono tappe artificiali, non si tratta di una semplice metodologia inventata per gli uomini, ma corrispondono all’itinerario della conversione».

    «Alcuni – sottolinea Canizares – vogliono fare l’iniziazione cristiana soltanto sulla base della catechesi, di qualcosa cha fa l’uomo e che sia conosciuto soltanto a livello intellettuale», invece nella fede cristiana «la priorità è di Dio: Dio agisce, l’uomo risponde. L’uomo compie un itinerario che deve essere illuminato dalla Parola di Dio, allo stesso tempo deve essere vissuto come azione di Dio e accoglienza dell’azione di Dio».

    «Questo – conclude il prefetto vaticano competente sui temi liturgici – nel Cammino neocatecumenale è chiarissimo e oggi, con l’approvazione del Decreto si sottolinea questo».

    da Vatican Insider

    METTETEVI L’ ANIMA IN PACE E ACQUIETATEVI.

    • Antulio scrive:

      @ Max.
      Sono invece molti coloro che ritengono che l’animo in pace non bisogna proprio metterlo, stante coercizione psicologica e materiale della quale si serve il Cammino.
      Succederà anzi con gli scandali che hanno colpito di recente la chiesa: sarà chiamata rispondere in solido dell’appoggio che fornisce a questa setta.

    • Luisa scrive:

      A dire il vero c`è poco da acquietarsi leggendo quello che scrive il nuovo grande amico del cnc ….la prossima volta che ci sarà un incontro con i neocat, quando Argeullo farà con visibile orgoglio e soddisfazione la lista dei vescovi e cardinali presenti, potrà dire per Canizarès quel che ha detto per altri cardinali : è con noi il card. Canizarès molto vicino a noi…un applauso…
      Si direbbe che anche per il card.Canizarès la parola di Arguello vale di più di quella del Papa,  in effetti Canizarès riprende, NON i termini del Papa, ma quelli di Arguello, e parla di “celebrazioni liturgiche”.  
      Il “non prettamente” del Papa si è perso per strada.  
      L`intervista di Canizarès è da incorniciare perchè è, ahinoi, sintomatica e rivelatrice dell`allineamento senza “se” e senza “ma” del PREFETTO della CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO (!) e LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI ( !!) sulle posizioni, teorie, invenzioni e prassi kikiane che sono in ROTTURA con la TRADIZIONE della Chiesa.  
      Parole del card. Canizarès: 
       “L’iniziazione cristiana è l’iniziazione di tutta la Chiesa…..è l’iniziazione alla liturgia,”  
      Alla liturgia sincretista inventata da Kiko Arguello e Carmen Hernandez? 
      A quella liturgia che ROMPE in modo violento con la Tradizione della Chiesa? 
      OK, siamo all`esaltazione dell`ermeneutica della rottura, del narcisismo liturgico, del relativismo liturgico?  
      Basta saperlo.  Certo è che sorprende vedere il prefetto del Culto Divino esaltare chi, rigettando la Liturgia come la Chiesa lo comanda, ha sconvolto il Culto Divino stravolgendo en passant lo spazio sacro.
       
      Altre parole del card. Canizarès: “Dio agisce e queste celebrazioni marcano le diverse tappe del Cammino neocatecumenale che sono anche l’itinerario di ogni iniziazione cristiana.”  
      Che siano SEGRETE non la disturbano signor cardinale? 
      Dove sta scritto che le tappe dell`iniziazione cristiana sono SEGRETE? 

       E ancora: “Non è possibile una nuova evangelizzazione senza liturgia, non è possibile una Nuova evangelizzazione senza l’Azione di Dio che si attua durante la liturgia”  
      E che sia quella liturgia che quei nuovi evangelizzatori portano dove sono mandati,non la disturba?  
      LEX ORANDI LEX CREDENDI, ha ancora un senso per lei, cardinal Canizarès?  

      • Cherubino scrive:

        che impressionante amore e rispetto per la Chiesa …

      • Alessandro scrive:

        Laura, carissima sorella in Cristo, fai molta attenzione….solo Dio sa cosa c’è nel tuo cuore ma, basandomi soltanto su ciò che scrivi, hai appena buttato giù tante affermazioni temerarie e probabilmente anche superbe.
        Scusami, ma chi sei tu di fronte al Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti? E’ solo Arinze che come Prefetto parlava in nome del Papa? Canizares invece no vero? Perchè? Perché non pensa quello che pensi tu?

        Guarda che hai fatto affermazioni forti:

        - Innanzitutto il Prefetto parla di celebrazioni e questo è in linea con quello che ha detto Benedetto XVI infatti ci sono celebrazioni liturgiche e celebrazioni para-liturgiche. Lui dice celebrazioni genericamente ma sa benissimo che si parla delle seconde. Ripeto però che questo discorso è inutile perché le celebrazioni liturgiche sono già state approvate con lo statuto definitivo.

        - Non hai l’autorità, né gli studi, né la competenza, per dire che i nostri segni liturgici fanno parte dell’ermeneutica della rottura con la Tradizione della Chiesa, che sono segno di narcisismo e relativismo liturgico. Sei un’ignorante (e anche io lo sono) in confronto a gente che ha passato tutta la vita a studiare la liturgia come il Prefetto e tutta la Congregazione e se vogliamo tutti i grandi liturgisti che hanno contribuito a creare le liturgie del Cammino. Dietro tutto c’erano loro, non certo Kiko e Carmen che un giorno si sono svegliati e si sono messi a inventare cose; per la cronaca poi Carmen ha la licenza in teologia presa dai domenicani a Valencia per cui non è certo l’ultima venuta. Poi non dimenticarti che scrivendo queste cose vai contro il Papa. Lo saprà meglio lui cosa è giusto e cosa è sbagliato? Credi di saperlo meglio tu? Bella umiltà!
        Il Papa ha approvato tutto, quindi è tutto in continuità con la Tradizione. Lui ha ragione, per cui tutti gli altri che dicono il contrario hanno sicuramente torto!
        Ricorda che le tappe dell’iniziazione cristians non sono segrete perché la Chiesa sa tutto ed è tutto depositato. Si mantiene più o meno segreto il percorso per chi inizia per poi svelarlo piano piano nel corso degli anni, in modo da non caricare le persone con pesi troppo grandi per le loro forze.
        La Lex Orandi che si manifesta nelle liturgie del Cammino è proprio magnifica ed è per questo motivo che riesce a far nascere e sviluppare la fede nel cuore di migliaia di persone ogni anno (Lex Credendi)

        Cancella tutto quello che credi di sapere sul Cammino, parti dai documenti della Chiesa e dai discorsi dei Papi su di noi di questi ultimi 40 anni e ti accorgerai di aver torto.
        Sapete chi mi ricordate? Mi ricordate padre Agostino Gemelli, fondatore dell’Università cattolica, sicuramente un brav’uomo ma uno dei più fieri oppositori di padre Pio. Era anche medico e dichiarò che le sue stigmate erano false….. E’ sempre successo che anche all’interno della Chiesa ci siano queste cose. Grazie al cielo alla fine mi sembra che si sia riconciliato con lui ma padre Pio ha vissuto da grande santo ed è stato proclamato tale, cosa che per padre Agostino forse non avverrà. Questo secondo me sarà il destino di tanti detrattori del Cammino.

        Carissima, pregherò per te ma tranquillizzati, non combatterci così tanto perché siamo nella stessa squadra, tutti vogliamo edificare il Regno dei Cieli su questa terra. Soprattutto fidati della Chiesa e non delle persone che gestiscono quei siti che non sanno neanche dove sono messi.

        La pace
        Alessandro

        • Cherubino scrive:

          scusami Alessandro ma la tua ingenuità mi fa sorridere: Luisa è una cripto-lefebvriana (con accenti new-age), figurati che baffo se ne fa del parere di Canizares.

        • Luisa scrive:

          -
          “hai appena buttato giù tante affermazioni temerarie e probabilmente anche superbe.”

          Credo che a livello “superbia” Alessandro, nella tua pur giovane età, sei già ad un ottimo livello.

          “Non hai l’autorità, né gli studi, né la competenza, per dire che i nostri segni liturgici fanno parte dell’ermeneutica della rottura con la Tradizione della Chiesa, che sono segno di narcisismo e relativismo liturgico.”

          Tu non sai quali competenze io abbia, di certo tu hai già perfettamente integrato il pensiero kikiano e il modo di comunicarlo…
          Vedi non c`è bisogno di avere una laurea in teologia per rendersi conto che la vostra prassi liturgica non si trova nel Magistero della Chiesa, se il cnc con le sue prassi, fosse nato prima del Vaticano II mai sarebbe stato approvato, è nato dopo il CVII, in quella bufera postconciliare dove tutto era permsso, è cresciuto con e malgrado le sue storture evidenti, la REDEMPTIONIS SACRAMENTUM ha cercato nel 2004 di correggere gli abusi liturgici ma senza risultato,e così ci troviamo oggi con lo scempio liturgico e dottrinale che tanto male fanno alla Chiesa, puoi tentare di negarlo ma la prassi liturgica neocatecumenale, e il cnc in generale, è una delle manifestazioni più evidente e strutturata della rottura con la Tradizione.

          “Poi non dimenticarti che scrivendo queste cose vai contro il Papa.”

          Sarebbe ora che la piantaste di strumentalizzare il Papa, quello stesso Papa al quale avete disobbedito sulla Liturgia seguendo il vostro pastore, guide e maestro, Kiko.

          Ricorda che le tappe dell’iniziazione cristiana non sono segrete perché la Chiesa sa tutto ed è tutto depositato.

          Le tappe dell`iniziazione cristiana non sono segrete perché tutto si fa alla luce del sole, perché non ci sono formazioni a tappe segrete nella Chiesa, perché non ci sono formazioni cattoliche i cui testi formativi non sarebbero pubblicati, i testi formativi cattolici sono pubblicati e disponibili alla lettura per tutti i cattolici, oggi li troviamo anche sul web.

          “La Lex Orandi che si manifesta nelle liturgie del Cammino è proprio magnifica”

          Non dubito che tu la consideri magnifica, ma quando si legge come tu consideri la Messa già si palesa la distanza e la differenza con il modo in cui i cattolici considerano e vicono la Santa Messa, e se hai ascoltato il Papa il 20 gennaio sai di che cosa parlo, la lex orandi neocatecumenale è altra, è diversa, troppi suoi elementi non li trovo nel Magistero della Chiesa e nel Messale Romano

  125. annarita scrive:

    Anche i mussulmani hanno famiglie numerose e non leggono l’humanae vitae e non sono nemmeno cattolici, dunque non è che i neocatecumenali sono cattolici, perchè fanno tanti figli. A parte questo mi vien sempre da pensare: questi neocatecumenali hanno una liturgia di tipo protestante, ricevono Gesù senza il dovuto rispetto, ballano, cenano attorno ad un tavolo, ritengono che andare a messa il sabato sera sia la stessa cosa che andarci la domenica ( ma sono ebrei che santificano il sabato?). Boh! Saranno pur tanti, ma non è che il numero faccia la Fede, solitamente poi succede sempre il contrario, sono pochi isolati santi, che Dio utilizza per salvare la Chiesa non masse di gente danzante.

  126. annarita scrive:

    Come mai per il Santo Padre è tanto facile accettare tali derive e invece richiede premboli a chi vive il cattolicesimo come è sempre stato vissuto? Mistero!

  127. ADRIANO MEIS scrive:

    Il progresso delle coscienze laiche, che ha reso le società più civili e più tolleranti, ha reso più respirabile l’aria anche per i fedeli.
    Poichè ,dunque, per fortuna di tutti, non ci sono più roghi, qual’è il problema? Ognuno si faccia una chiesa propria e preghi a suo modo, senza disturbare gli altri.
    Come disse il prode Arnaud Amaury, scannando tanta povera gente ? “Dio riconoscerà i suoi….”

  128. ADRIANO MEIS scrive:

    Mi ricordate la bella scena dei monaci che si sono presi a legnate nella chiesa a Gerusalemme…
    Infatti, al di là del merito dottrinale ( è difficile decidere chi ha ragione in materie astratte come la fede religiosa), ciò che davvero deve preoccupare è la disposizione ad aggredirsi fra gli adepti delle diverse conventicole.

    Nè le chiese nè le fedi, dunque, sono migliorate dal medioevo ad oggi : la folle presunzione di ciascuno di essere nel giusto può essere propedeutica a forme di violenza. Elogiamo il processo di maturazione delle società secolarizzate, dunque, che ha tolto la follìa religiosa dal centro della vita pubblica e continua ad evitare che gli uomini si ammazzino perchè hanno idee differenti su quella chimera che chiamano “dio” (minuscolo).
    Speriamo che resti impedito, con qualunque mezzo, a questi forsennati di riappropriarsi della vita collettiva , riportandoci alle nebbie di età più stupide…

  129. Alessandro scrive:

    A tutti ricordo che la Messa vespertina è stata introdotta con due decreti di Pio XII. La Costituzione Christus Dominus del 6.1.1953 e il Motu porprio Sacram Communionem del 19.3.1957.
    I motivi sono stati di ordine pastorale: dare l’opportunità a tante persone che per i più svariati motivi non potevano partecipare alla Messa celebrata al mattino presto.
    Allora viene da chiedersi come mai la Messa prefestiva valga solo per la domenica. Perché la Chiesa, da sempre, per le solennità e per le domeniche, ha celebrato anche i primi vespri, vale a dire quelli celebrati la sera del giorno precedente la festa.
    Con questo si rifaceva al modo degli ebrei di computare il giorno: da un tramonto all’altro, e non da mezzanotte a mezzanotte.

    Questo lo scrivo per ricordare che non ce la siamo inventata noi la Messa del sabato sera, chiaro? Addirittura Pio XII, prima del Concilio, la istituì.

    Perché nessuno più si approcci alle liturgie del sabato sera del Cammino con superficialità riporto la nota 49 alla prima edizione dello Statuto (copertina verde) che venne approvato AD EXPERIMENTUM nel 2002(le parentesi sono mie):

    In questo modo si viene incontro alle esigenze dell’uomo contemporaneo: si valorizza la domenica, evitando la dispersione propria del week end (in tanti hanno la schiavitù del week end e fra una cosa e l’altra a causa di questo o non vanno a messa o ci vanno la domenica sera. Non è proprio il massimo santificare il giorno del Signore quando sta per finire, no? Con la Messa il sabato sera invece tutti questi pericoli sono scongiurati), si strappano i giovani dalle discoteche del sabato sera e dalla droga (non avete pensato a questo vero? Vale soprattutto per gli adolescenti le cui serate in discoteca sono proprio a quell’ora e i giovani del Cammino si trovano sempre di fronte a questo bivio: Messa o discoteca/sballi vari con gli amici? Non avete idea di quanti giovani ha salvato questa prassi ed è fatta anche per questo, credetemi!), si dà alla famiglia la possibilità di essere unita di domenica in una liturgia domestica – momento privilegiato nella trasmissione della fede ai figli – (lo sapevate? Noi iniziamo a santificare il DIES DOMINI il sabato sera ascoltando la Parola e accogliendo Gesù nel nostro corpo per continuare a santificarlo la mattina della domenica con una celebrazione domestica dove si celebrano le Lodi mattutine; in seguito partendo dalla Parola di Dio i genitori, e i figli con la loro guida, si interrogano su questa parola, vengono fuori tutti i problemi della settimana e soprattutto il padre, in un’epoca di padri assenti, alla luce della fede li aiuta ad affrontare i problemi della vita quotidiana come dei veri cristiani. Io vivo questo da quando son nato insieme ai miei fratelli e dura tuttora! Così mi è stata trasmessa la fede dai miei genitori e non potete immaginare quanto prezioso fosse e sia questo momento per noi e per le famiglie NC di tutto il mondo. Potete ben capire che se i figli cominciano a essere tre o più il tutto può durare fino al pranzo e capite altrettanto bene che se la mattina si dovesse andare anche a Messa per i bambini risulterebbe troppo pesante fare le due cose assieme) e si permette ai fratelli più formati di aiutare ad animare le messe domenicali parrocchiali (a dimostrazione del fatto che ci sentiamo parte integrante della parrocchia e la vogliamo servire tanti fratelli svolgono diversi servizi durante le messe celebrate in forma ordinaria in parrocchia: ostiarie, lettori, accoliti e cantori che pensano ad animare la liturgia con canti anche tradizionali, non necessariamente neocat);
    ma soprattutto l’intensità della partecipazione della piccola comunità alla sacra Eucaristia stimola e sorregge il cambiamento morale e il sorgere di molteplici vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa e missionaria (ogni messa è meravigliosa ed in ogni messa c’è Gesù Cristo vivo e vero ma è molto diverso partecipare a una messa massiva, con centinaia di persone di cui ne conosci pochissime, e partecipare ad una Messa con la tua piccola comunità, di cui conosci tutti i componenti: umanamente ti senti più coinvolto, concepisci più facilmente la Chiesa come famiglia dei figli di Dio in cui è presente Cristo e la prova di questa esperienza che dura da più di 40 anni sono stati i frutti immensi in termini di matrimoni e di vocazioni alla vita consacrata che il Signore ci ha donato. Solo quest’anno sono entrati nei seminari Redemptoris Mater che i vari vescovi gestiscono in collaborazione col Cammino 470 giovani. Se questo per voi non è un frutto, cosa lo è?).

  130. annarita scrive:

    Si ma la Messa del sabato sera non è la Messa della domenica, e non credo nemmeno che i neocatecumenali siano tutti dottori od infermieri che di domenica mattina o pomeriggio siano a lavorare in corsia. Non è una giustificazione dire che i tempi moderni esigono questo, visto che nei tempi moderni come in quelli antichi vige la legge che Dio è al di sopra di tutto e val bene sacrificare un’ora per Lui. Se uno vuole evitare la discoteca, può anche non andarci o non mandarci i figli e può persino andare a Messa sia il sabato sera che la domenica mattina, anzi se è possibile sarebbe bene andare a Messa tutti i giorni. Anch’io ho molti figli e riusciamo a parlare del Buon Dio sempre, riusciamo a dire ogni giorno il santo rosario e anche ad andare a Messa la domenica mattina e non mi pare si perda qualcosa. Il suo parlare di ascolto della Parola mi ricorda molto i protestanti, la S.Messa ha come punto centrale il Sacrificio non l’ ascolto della parola. Anche sentir dire che alcuni più formati vanno ad animare le Messe mi fa un po’ senso, c’è bisogno di animare una Messa? I frutti si vedranno poi, non significa nulla entrare in seminario, specialmente oggi che si entra in pessimi seminari, bisogna vedere come si esce dai seminari, che sacerdoti si diventa se si diventa santi e dotti sacerdoti o se si esce più protestanti di prima. Vedremo in futuro i frutti, spero caldamente che siano buoni come lei Alessandro dice, perchè sento che lei crede fermamente nella bontà del suo movimento e spero lei abbia ragione, che tanti bei frutti arrivino.

  131. Reginaldus scrive:

    …se io parlo per sentito dire, e dico cavolate su Kiko che non stanno nec in coelo necque in terra, se Kiko e la sua Hernandez sono quei grandi uonimi/donne che Dio manda per salvare la sua Chiesa, è fuori posto, è troppo chiedere di poter leggere i loro statuti le loro regole … come voi volete chianarli…e quindi il loro pensiero apertamente disvelato, come è possibile fare nei riguardi di tutti gli altri fondatori di movimenti ordini e congregazioni del passato???? Noi abbiamo e possiamo leggere La Regola di San Benedetto, la Regola di Vita di san Francesco, le Costituzioni di S. Ignazio di Lojola…. possiamo avere sottomano anche i famosi – così li chiamano – Orintamenti di Kiko??? O io sono rimasto indietro e in ogni libreria ci sono pile di esemplari dei testi che riportano simili Orientameneti???

    • Alessandro scrive:

      Guarda Reginaldus, io ti capisco, davvero…… Forse l’esempio che hai fatto è un po’ zoppicante perché la nostra Regola è lo Statuto e quello è acquistabile praticamente dovunque.

      Tu però parli degli Orientamenti (si chiama Direttorio catechetico del Cammino neocatecumenale)…..ripeto che ti capisco, ma ti faccio un esempio moderno sperando che renda l’idea:

      Esce un nuovo film di quelli che piacciono a te. Mettiamo che ti piacciano i film d’azione. Esce Mission Impossible 4. Sei curioso, lo vuoi vedere e ti guardi il trailer. Sai benissimo che non puoi andare su Wikipedia perché lì c’è la trama completa con i minimi dettagli e se la leggessi non ti gusteresti più il film dopo. Se qualche tuo amico riuscisse ad andare prima di te, saresti capace di fargli seriamente del male se si lasciasse trapelare qualcosa di troppo. E’ come se ti comprassi un giallo di 500 pagine e un furbone ti dicesse subito chi è l’assassino.

      Per il Cammino è più o meno lo stesso. Io conosco come è strutturato il Direttorio e a casa ne ho diverse parti. Non è un semplice elenco di catechesi capisci? Non sono gli esercizi spirituali di S. Ignazio di Loyola o i fioretti di S. Francesco. Il genere letterario è completamente diverso.
      Tu sai benissimo che il Cammino inizia così: c’è un ciclo di incontri iniziali e alla fine tutte le persone che hanno partecipato a questi incontri, se lo desiderano, vanno a costituire una piccola comunità che proseguirà il Cammino negli anni con le varie tappe etc… Nel Direttorio ci sono molte catechesi ma tutto nel contesto della formazione di questa comunità capisci? E’ come se fosse un libretto di istruzioni per l’equipe di catechisti che fa questo servizio ma tutto con estrema semplicità. Se lo si pubblicasse, e un esterno lo leggesse, si rovinerebbe un’esperienza che invece deve essere VISSUTA! Una cosa è una catechesi bella, viva, portata da un catechista, che ti arriva al cuore e un’altra è un arido testo che dagli occhi molto difficilmente passa al cuore. Una cosa è vedere un film, un’altra è leggersi una supertrama dettagliatissima.

      Questo nel caso di una persona esterna, ma non vengono pubblicati anche per un altro motivo: mettiamo che io entri in Cammino dopo 15 anni di ateismo o di fede alla trallallera. Sono tutto contento, un po’ di fede è nata in me, sono in una piccola comunità, vado a messa, mi confesso etc…. Pubblicano i 13 volumi. Tutti me lo sconsigliano però io non resisto e mi compro 3 volumi delle 3 tappe del Cammino che mi aspettano e che magari farò tra 2, 4 e 7 anni. Col passare del tempo nel cammino la predicazione diventa più esigente e tutto è proporzionato al tempo di permanenza nel Cammino stesso. Prova a far vedere a un bimbo di seconda elementare a cui piace la matematica qualche argomento di algebra! Si spaventerà e mollerà la matematica certo di non poter mai capire quelle cose. Ecco, noi temiamo questo per amore a questi piccoli che iniziano e se venissero pubblicati succederebbe esattamente così. Molte persone agli inizi si spaventerebbero e se ne andrebbero facendo un grande errore perché quelle stesse cose, al momento opportuno, verrebbero percepite come un dono, una grazia e produrrebbero tanti frutti.

      Questo l’ho visto proprio con i miei occhi nella mia comunità. Col passare degli anni alcune delle cose più segrete sono venute fuori e sono state pubblicate in siti contro il Cammino, purtroppo. Conosco delle persone che, quando eravamo agli inizi, le hanno conosciute e subito se ne sono andate scandalizzate. E ti assicuro che erano persone molto volonterose, che stavano avendo tanti benefici dalla riscoperta della fede attraverso il Cammino. Quelle stesse cose sono state consegnate alla comunità dopo 7 anni e non ci sono stati particolari problemi…..eravamo pronti!
      Non li pubblichiamo per questi motivi. Il Cammino si vive giorno dopo giorno, tappa dopo tappa senza che nessuno ti anticipi niente perché è tuo diritto vivere le cose quando sarà il momento.
      Lo scheletro, le cose essenziali sono note comunque ma i più anziani di Cammino sono tenuti a preservare i più giovani perché c’è il rischio di spaventarli e di fare danni.

      Capisco la vostra curiosità ma nel periodo in cui non erano stati definitivamente approvati poteva suscitare inquietudine questo segreto. Ora invece sapete che è stato tutto vagliato dalla Chiesa, trovato ottimo e depositato nei suoi archivi. Non è necessario che lo vaglino tutti, che lo vaglino altri, è sufficiente che l’abbia vagliato la Chiesa, guidata dal Sommo Pontefice. Non c’è nessun timore di inganni o raggiri.

      Se poi siete ancora curiosi non vi resta che entrare in Cammino e nel corso degli anni ascolterete tutte le catechesi e farete tutti i passaggi. Non ve ne pentireste, garantito!

      • Antulio scrive:

        Ma che dice, Alessandro?
        Lo ammetta: Quello che definite “Cammino” inizia con cicli successivi di lavaggio del cervello, sempre più pesanti, fino a completo annullamento della personalità del povero fedele.
        E’ un fatto ormai noto.

        • Anna scrive:

          Antulio,per farglielo capire,lo deve scrivere grande come un condominio,altrimenti questi quà non capiscono niente.Dai su…

          • Antulio scrive:

            Gentile Anna,
            non è che non lo capiscono, non lo vogliono capire! Comportamento tipico di tutte le sette religiose o no.
            Per farglielo capire bene bene bisognerebbe adeguare opportunamente la legislazione e portarli in giudizio ogni volta che mettono una virgola fuori posto.

      • Alessandro scrive:

        Antulio, c’è una differenza fra me e te. Io parlo con cognizione di causa vivendo questa realtà da tanti anni e la mia famiglia da molti più anni di me. Per dono di Dio siamo tutti abbastanza intelligenti, abbiamo un grado di istruzione abbastanza alto e se permetti io il lavaggio del cervello non me lo faccio fare da nessuno. Quando si vede una persona che a un certo punto di vista cambia modo di pensare, di comportarsi e piuttosto che piacere al mondo vuole piacere a Dio e fa di tutto per questo allora è avvenuta una CONVERSIONE non un lavaggio del cervello. Come la mettiamo allora con S. Agostino? Ha subito il lavaggio del cervello da S. Ambrogio e da S. Monica. Non credo….e allora smettiamola di dire scempiaggini

        • Antulio scrive:

          Via, Alessandro,
          ma se vi approfittate proprio del fatto che Dio non dice nulla e gli mettete in bocca qualunque cosa! Se Dio avesse parlato, cosa estremamente auspicabile, vi avrebbe dato una bella tirata d’orecchie, per come offendete i poveri fedeli che si mettono nelle vostre mani chiamandoli fra l’altro credenti della domenica, per come distruggete le famiglie nel caso che tutti i componenti non facciano parte della vostra setta, per come li private del loro denaro, per come imponete le decime, e così via elencando.

      • Reginaldus scrive:

        ad Alessandro: che c’entrano i Fioretti di san Francesco ( sa chi li ha scritti, almeno? ) con la Regola di san Francesco, e che cosa c’entrano le Costituzioni di S. Ignazio con gli Esercizi Spirituali, che sono altra cosa??? Quando nulla si teme le carte si mettono sul tavolo! Più le giustificazioni per la mancata chiarezza sono lunghe, meno sono credibili. Ma tant’è: ogni Chiesa ha i suoi movimenti: autentici quella autentica e fasulli quella fasulla!

        • Alessandro scrive:

          Quindi qual è la Chiesa autentica? Ricorda che la Chiesa autentica e quella cattolica fondata su Benedetto XVI. Se appartieni a un’altra Chiesa che si discosta da essa sei scismatico. Spero un giorno torni alla piena comunione con la vera Chiesa cattolica.

          • Reginaldus scrive:

            caro Alessandro : ti ho fatto una domanda, rispondi a quella…. quanto alla chiesa autentica o fasulla, lascia a me di giudicare: libertà religiosa, no??? Non lo dice il tuo Benedetto fondamento??? O se vuoi, permettimi il dubbio ( sempre nel nome suo….)

          • Luisa scrive:

            “Quindi qual è la Chiesa autentica? Ricorda che la Chiesa autentica e quella cattolica fondata su Benedetto XVI.”

            Fondata su Benedetto XVI?
            :roll:

      • Alessandra scrive:

        Sì questa storia me l’hanno raccontata anche a me…e posso dire che è una stupidaggine? L’incontro con Cristo non è un film, quindi non c’è nessun colpo di scena che non si deve sapere.

        Certe cose sono “scabrosi”? Se è per questo anche la Bibbia è scabrosissima. Allora che si fa? Non si legge?

        Visto che mi fa qlc esempio gliene voglio fare anche io uno. La mia realtà ecclesiale ha uno strumento che sono in pratica degli Esercizi Spirituali ignaziani rivisitati e modificati per viverli in maniera comunitaria. Ebbene io le posso dire in anticipo quali letture verranno fatte, come si svolgerà il tutto. Posso anche schematizzare certe istruzioni e lo posso fare senza paura che si “perda la sorpresa” o che qlc di “scandalizzi”o che si spaventi.

        E se poi qlc si scandalizza lo stesso provo a spegare e a stare dietro e a chiedermi il perchè di tutto senza dire “si fa così e basta”. Lo dico per esperienza personale.

      • Luisa scrive:

        NON LI PUBBLICHIAMO….!!

        Ma va là! Siete voi l`autorità competente? Siete voi a decidere?
        Non si muove foglia che Kiko non voglia?
        Ma scherziamo?
        Il cammino neocatecumenale è stato definito una formazione cattolica, ebbene, sarai stupito, ma nella Chiesa cattolica, NON esistono formazioni segrete, itinerari iniziatici segreti, direttori catechetici segreti, la formazione cattolica si fa alla luce del sole.
        La non pubblicazione del fondamento teologico del cammino neocatecumenale è una grave anomalia che spero prenderà fine al più presto.

        • Anna scrive:

          Kiko= Hitler=massoneria satanica.
          PaoloVI lo aveva detto che satana era entrato in vaticano.E se lo ha detto lui vuol dire che qualcosa sapeva ancora allora.

      • Luisa scrive:

        “Non li pubblichiamo per questi motivi. Il Cammino si vive giorno dopo giorno, tappa dopo tappa senza che nessuno ti anticipi niente perché è tuo diritto vivere le cose quando sarà il momento.
        Lo scheletro, le cose essenziali sono note comunque ma i più anziani di Cammino sono tenuti a preservare i più giovani perché c’è il rischio di spaventarli e di fare danni.”

        Il rischio di fare danni? Di spaventare i più giovani?
        ma che linguaggio è questo?
        Ma stiamo parlando di formazione cattolica? Di iniziazione cattolica, di un cammino di fede cattolico? :roll:

        Rimetto qui il commento che credo per errore, mio probabilmente, il sistema lo ha pubblicato più sotto:

        NON LI PUBBLICHIAMO….!!

        Ma va là! Siete voi l`autorità competente? Siete voi a decidere?
        Non si muove foglia che Kiko non voglia?
        Ma scherziamo?
        Il cammino neocatecumenale è stato definito una formazione cattolica, ebbene, sarai stupito, ma nella Chiesa cattolica, NON esistono formazioni segrete, itinerari iniziatici segreti, direttori catechetici segreti, la formazione cattolica si fa alla luce del sole.
        La non pubblicazione del fondamento teologico del cammino neocatecumenale è una grave anomalia che spero prenderà fine al più presto.

  132. Alessandro scrive:

    Come ho scritto dipende da come si computa la giornata. Per noi occidentali va da mezzanotte a mezzanotte ma capisci che è una convenzione? Gesù era ebreo e gli ebrei computavano il giorno da tramonto a tramonto per cui la Chiesa, che da sempre nei giorni festivi ha celebrato i primi vespri, ha istituito la messa appunto vespertina che è a tutti gli effetti una messa domenicale. Non so se infatti reciti la Liturgia delle Ore ma chi lo fa sa che il sabato non ha i vespri perché ci sono i primi vespri della domenica.
    Quello che hai detto della Parola di Dio ed il legame col protestantesimo è incorretto e fuorviante. I protestanti avevano perfettamente ragione a riscoprire l’amore per la Parola di Dio ma purtroppo si sono giocati tutto col principio SOLA SCRIPTURA (la Parola di Dio è solo nelle Sacre Scritture ed invece noi cattolici sappiamo che è anche nella Tradizione della Chiesa, per non parlare poi del fatto che hanno modificato il canone) e col principio del LIBERO ESAME (ognuno interpreta la Parola come vuole ed invece noi sappiamo che solo il Magistero vivo della Chiesa può e deve farlo e che ha ricevuto da Dio il dono dell’infallibità in questioni di fede e di morale).
    Il Concilio Vaticano II ha riscoperto tutto questo e ti consiglio di leggerti il documento conciliare DEI VERBUM in cui questo è spiegato mirabilmente. Ricorda poi che la chiesa apostolica, la chiesa dei primi secoli dava alla Parola di Dio quasi la stessa importanza dell’Eucaristia. E’ col passare del tempo che il tutto si è un po’ complicato anche per il fatto che le letture alla messa erano in latino, che c’era analfabetismo e quindi in pochi potevano accedere direttamente ai testi e per altri motivi….. Grazie a Dio quando i tempi sono diventati maturi la Chiesa lo ha riscoperto col Concilio.
    Ricorda che la fede nasce dalla predicazione come dice S. Paolo e la predicazione è fondata sulla Parola di Dio. Senza l’ascolto della Parola, che genera in te la fede, dell’Eucaristia ma soprattutto della tua vita non ci capisci niente. A Messa si va per nutrirsi. Di cosa? Della Parola di Dio e del Corpo e del Sangue di Cristo. Sono due cose inscindibili.

    • Antulio scrive:

      Sconcertante Alessandro,
      se era comprensibile per gli Ebrei far finire il giorno al tramonto, stante la variazione di orario che il medesimo subisce nel corso dell’anno è incomprensibile ed inaccettabile che ve ne serviate voi oggi per imbastire la vostra dottrina e ritenerla superiore a quella della chiesa.
      O vi riferite per caso al famoso, quanto oggi scientificamente privo senso: “Sia la luce!” e la luce fu?

      • Cherubino scrive:

        veramente questa scansione della giornata liturgica viene usata anche dalla Chiesa, quando accetta la messa prefestiva del sabato pomeriggio, e quando sempre la sera del sabato fa celebrare i primi vespri della domenica.

        • Antulio scrive:

          Questa sua precisazione, Cherubino,
          mi conforta alquanto: se le cose stanno così, allora questi Neocat… non hanno alcun motivo di fare i difficili e di differenziarsi dalla chiesa!

          • Cherubino scrive:

            soprattutto è strano che uno che lo trovi “sconcertante” si metta a pontificare in materia che dimostra di non conoscere affatto. Sarebbe meglio che in certi circolini di destra vi aggiornaste un pò.

  133. Lisa scrive:

    Non c’è che dire , i Neocatecumenali sono una vera potenza!

  134. GUGLIELMO scrive:

    QUESTO MI SEMBRA UN PARERE AUTOREVOLE SULL’ARGOMENTO
    http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/11940/
    Alla Radio Vaticana il prefetto della Congregazione per il culto e la disciplina dei sacramenti interviente sul decreto
    Redazione
    Roma

    «Penso che il rapporto tra catechesi e liturgia nel cammino neocatecumenale sia esemplare». Lo afferma il cardinale Antonio Canizares Llovera, prefetto della Congregazione per il culto e la disciplina dei sacramenti. «L’approvazione di questo Decreto sulle celebrazioni del Cammino neocatecumenale, contenute nel Direttorio catechetico, è per tutta la Chiesa – spiega ai microfoni della Radio Vaticana – un riconoscimento di come l’iniziazione cristiana deve avere sempre un’unione tra Parola e celebrazioni».

    Nell’intervista, il porporato spagnolo fa riferimento al catecumenato antico dove le diverse tappe erano segnate da celebrazioni specifiche per ciascun momento dell’itinerario e rileva che nel Cammino Neocatecumenale «oggi si fa lo stesso: quindi – osserva – non sono tappe artificiali, non si tratta di una semplice metodologia inventata per gli uomini, ma corrispondono all’itinerario della conversione».

    «Alcuni – sottolinea Canizares – vogliono fare l’iniziazione cristiana soltanto sulla base della catechesi, di qualcosa cha fa l’uomo e che sia conosciuto soltanto a livello intellettuale», invece nella fede cristiana «la priorità è di Dio: Dio agisce, l’uomo risponde. L’uomo compie un itinerario che deve essere illuminato dalla Parola di Dio, allo stesso tempo deve essere vissuto come azione di Dio e accoglienza dell’azione di Dio».

    «Questo – conclude il prefetto vaticano competente sui temi liturgici – nel Cammino neocatecumenale è chiarissimo e oggi, con l’approvazione del Decreto si sottolinea questo».

    • Cherubino scrive:

      e ora i “teologi” che parlavano di elementi non cattolici, strappi alla tradizione, tradimento del Messale … dovrebbero fare una seria autocritica.

  135. Antulio scrive:

    Ma la domanda che sorge spontanea è perché mai questa setta Neocat…, che si dice mandata da Dio per salvare la chiesa, voglia salvarla distruggendo le sue determinazioni dottrinali e affermando di essere loro i veri cristiani.

  136. ritaroma scrive:

    ANNARITA, n
    el suo post della 16,03 c’è qualche piccolo errore!
    La Messa del sabato sera è la stessa della domenica….ora non possiamo fare il processo alle intenzioni…ma la sera cmq vi partecipa tanta gente…
    Io ci vado sia il sabato sera xchè ” animo” la liturgia, cioè facco le letture, canto, aiuto il sacerdote ( sono anche ministro straordinario)….
    però io ci vado anchee la domenica mattina, perchè se serve aiuto il sacerdote, faccio lal lettura e sto al coro ma ci vado principalmente xchè preparo i “catecumeni” e fino all’omelia possono stare in Chiesa….io sto con loro, poi escono ed io se vanno via, io rimango fino alla fine della liturgia!
    E’ chiaro che non tutti quelli che partecipano la sera non potrebbero venire la domenica, ma, come ben sappiamo , purtroppo negozi e super mercati sono aperti e fanno orari terribili….
    il vantaggio, a Roma, è che in alcune zone del Centro, ci sono delle Chiese che celebrano l’ultima Messa alle 21, x cui chi volesse….potrebbe partecipare!
    ho detto chi “volesse” xchè purtroppo le “scuse” sono tante….dalla stanchezza, alla fame ecc ecc!
    Ho detto in un altro post, che i Neo Catecumenali seguono esclusivamente regole e tradizioni dell’A.T. e per molti vcersi sembrano protestanti…sono molto rigidi da sembrare settari e purtroppo pensano di essere i nuovi salvatori del cristianesimo….
    beh, della misericordia e la “disponibilità” di Cristo non nè hanno neppure l’ombra!
    ———— ALESSANDRO,
    potrei contesta tutte le cose che dici. xchè si sente che sei pieno di euforia e quella va ridimensionata…la gioia del cuore è un’altra cosa!
    tu dici:———–
    “Ricorda che la fede nasce dalla predicazione come dice S. Paolo e la predicazione è fondata sulla Parola di Dio. Senza l’ascolto della Parola, che genera in te la fede, dell’Eucaristia ma soprattutto della tua vita non ci capisci niente. A Messa si va per nutrirsi. Di cosa? Della Parola di Dio e del Corpo e del Sangue di Cristo. Sono due cose inscindibili.”
    —————————–
    naturale che la fede nasce da chi ti parla del Cristo morto e risorto, come hanno fatto i primi discepoli,… ma si suppone( a parte alcuni casi) che chi frequenta sia già un battezzato e un minimo di fede ce l’ha , solo che va “rispolverata”…………..e mi fermo!

    xchè si va a Messa? solo per la Parola? solo x l’Eucarestia? solo e principalmente della tua vita “non ci capisci niente”?
    sarà xchè non mi accontento, ma mi sembra molto riduttivo….
    Non si va a Messa x far piacere a qualcuno, nè Dio ha bisogno di noi, nè della “ripetizione2 del sacrificio sulla croce, nè del sangue versato…nè solo per ascoltare le letture o certe omelie che fanno rabbrividire, sia x la lungaggine che altro..
    Posso leggere la Parola in qualsiai momento, posso leggere e ascoltare una lectio divina in qualsiasi momento.,posso farmi “aiutare”- (pechè poi dipende da me.).a capire la mia vita da un buin direttore spirituale…nella Messa non c’è una ricerca collettiva x me..non è un incontro x acoolisti o drogati….
    VADO a Messa xchè lì mi sta aspettando in modo particolare il MIO SIGNORE, mio PADRE, mio FRATELLO, il mio AMICO…, la mia Guida, il mio Consigliere, poi poi, poi vado a Messa per il resto, x quel Sacrifici, quel Sangue preziosissimo che mi ha salvato, poi prego INSIEME ai miei fratelli, condivido con loro quel momento di grazia che Dio ha scelto come giorno di santificazione insieme e con l’assemblea( compreso il celebrante)
    Amico se dovessi capire la mia vita solo xchè sto in un luogo, canto, prego, batto le mani, rido o piango..non capirei un accidente e una volta fuori dal gruppo sarei un peso morto, un corpo che passeggia, una voce senza suono.. e al primo intoppo, e abboccherei al primo asino che vola!
    Si, devi crescere….nella fede….quella di tutti i giorni…x ogni giorno della vita!.

    • Anna scrive:

      Ho letto giusto? ritaroma è neocat? Ora capisco perchè non capisce niente.

    • Alessandro scrive:

      Carissima ritaroma, guarda che sono d’accordo con te su tutto quello che hai scritto in riferimento alla Messa e non so proprio cosa avresti da contestarmi. E’ ovvio che non ho il tempo, né questo è il luogo, per fare una catechesi sulla Messa per cui ho ribadito alcuni punti senza avere la pretesa di essere esauriente (è impossibile su questi argomenti).
      Rimango basito quando vuoi ridimensionare quella che tu chiami euforia. Non sono euforico ma gioioso e pieno di entusiasmo per aver visto agire potentemente il Signore nella vita mia e di tanti altri. Anche gli apostoli vennero presi per ubriaconi quando uscirono ad annunciare l’amore di Dio dopo la Pentecoste, ma il loro stato d’animo veniva dallo Spirito Santo. Chissà, forse viene dallo stesso Spirito anche il mio zelo per difendere il Cammino, parte integrante della Chiesa Cattolica; occhio a non fare lo stesso errore.

      • Antulio scrive:

        Ma che belle parole, Alessandro!
        Ma dimentica di dire che fate anche pubblicità ingannevole: invitate a partecipare alle vostre riunioni con volantini che riportano solo le indicazioni di una parrocchia, senza chiarire che è la vostra organizzazione ad architettare il tutta la faccenda e la parrocchia non c’entra per nulla.
        E mica si fanno queste furbate, Alessandro! Ci vuole chiarezza! Non bisogna nascondersi dietro la rassicurante immagine di una parrocchia e del proprio sacerdote!

        • Alessandro scrive:

          Nel volantino solitamente c’è scritto ‘catechesi per giovani e adulti’ e quasi sempre c’è la nostra icona distintiva della Vergine e di Gesù. Negli annunci in Chiesa viene detto benissimo poi nei volantini non c’è nessuna bugia, nessun inganno. Semplicemente di solito si omette, forse perché si evitino i pregiudizi. Ma ti posso assicurare che sin dal primo giorno si dice chiaramente che sono catechesi fatte da catechisti del Cammino neocatecumenale e si parla anche del Cammino.

          • Alessandra scrive:

            Nella mia parrocchia c’è scritto chiaro e tondo “cammino neocatecumenale”. Per quanto riguarda il fattoc he nonsi metta per evitare i pregiudizi..beh questo avrebbe un senso (se un senso ce l’ha) se prima il nome fosse stato messo. A me risulta di no.

            Cmq sia io quando mi presento mi presento con nome e cognome. Poi gli altri quello che pensano pensano..

          • Alessandro scrive:

            Non so che dire…..secondo me dipende dalle scelte che si fanno IN LOCO. A volte si mette, a volte no! Poi per quanto riguarda le ragioni siamo nel campo dell’opinabile, a differenza degli argomenti trattati in precedenza.
            Ad ogni modo è certo che non abbiamo nulla di cui vergognarci. Siamo fieri, o meglio grati, del Cammino a cui apparteniamo, completamente inserito nel seno della Chiesa.

          • Antulio scrive:

            Naturalmente, Alessandro,
            non sono d’accordo con te stante che la furbata è riportata spesso ed anche nella rubrica “Chiesa” de l’Espresso.
            E’ stato inoltre osservato che in alcuni volantini le immagini sacre rassomigliano stranamente al duo compagni di merende Kiko-Carmen … ma sicuramente, cribbio, è solo un caso fortuito!

    • Reginaldus scrive:

      @ritaroma.

      lei me ne dà una conferma: è logico che questa nuova chiesa, con le sue donne ministre straordinarie, non si faccia problemi ad accogliere i Kiko e le Hernandez con tutte le stravaganze loro…

  137. Max scrive:

    Per tutti i neocat e simpatizzanti, lasciate perdere………. non perdete tempo …è inutile tanto sono accecati dall’ odio fomentato dalla loro immensa superbia.

    Passo e chiudo

    • Antulio scrive:

      Perbacco, Max,
      perché invita i Neocat… a chiudere l’argomento? Se i loro catechisti sono così superiori a quelli della chiesa, lasci che dimostrino in una pubblica discussione quanto valgono. Siamo appena agli inizi!

      • Anna scrive:

        Bravo,perchè non vengono quì a fare un pò di catechismo,alla luce del sole,invece che di notte.

        PS.forse Max è uno di loro.non si sa mai.

  138. Alessandro scrive:

    Carissimi,

    volevo solo rettificare e spiegarmi meglio per quanto riguarda l’aspetto liturgico. Desiderando essere più chiaro al contrario mi sono espresso male, ho usato esempi zoppicanti e non vorrei risultare ambiguo.
    Nella Chiesa cattolica esistono il Rito romano moderno, il Rito romano antico, il Rito ambrosiano e i riti orientali.
    Non esiste un Rito Neocatecumenale giuridicamente poiché la Messa celebrata dal Cammino fa parte a tutti gli effetti del Rito romano moderno, i libri liturgici vengono seguiti scrupolosamente, ma in più ci sono alcune particolarità concesse e approvate dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti attraverso le NORME della lettera di Arinze, che sono tutte ancora vigenti (monizioni, risonanze, pace spostata etc…) tranne l’obbligo di celebrare una volta al mese la messa in forma ordinaria in seguito a quello che c’è scritto nello statuto definitivo in cui si afferma che tali celebrazioni sono parte della pastorale liturgica della parrocchia.
    In merito poi al punto che parlava dell’adeguamento al modo normale di distribuire le specie eucaristiche sempre nello statuto è stato stabilito che rimanesse la distribuzione dell’Eucaristia sotto le due specie; il Papa poi ha deciso che si deve ricevere al proprio posto in piedi. Non essendo stato detto niente in contrario è rimasto l’uso della mensa al centro della sala (Gesù è l’Emmanuele, il Dio con noi) e ripeto che le sedie dei fedeli sono distanti (ma non troppo) da essa.
    La prova di tutto questo sono state le celebrazioni del 2009 e del 2012 a Porto S. Giorgio dell’attuale Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti Canizares, in cui ha presieduto l’Eucaristia con tutti questi segni, soprattutto mi riferisco alla mensa al centro della sala. Un esponente così di spicco della curia non si sarebbe mai avventurato a celebrare in un modo che non fosse approvato dall’autorità della Chiesa, soprattutto perché è il capo della Congregazione che si occupa in modo specifico della liturgia.
    Quindi ribadisco, noi siamo perfettamente inseriti nel Rito romano e le particolarità che ci differenziano dalle celebrazioni ordinarie sono state TUTTE, UNA PER UNA, APPROVATE DAL PAPA ATTRAVERSO I DICASTERI CHE PRESIEDE.
    AMEN

    • Luisa scrive:

      Nella Chiesa cattolica esistono il Rito romano moderno, il Rito romano antico, il Rito ambrosiano e i riti orientali

      No Alessandro, esiste un solo e unico Rito Romano , con due forme, la forma ordinaria e la forma straordinaria.
      Il problema che pone il vostro modo di celebrare l`Eucaristia, a parte quello di restare fra di voi in comunità, divise fra di loro, nelle vostre salette, se una persona estranea alla comunità volesse partecipare alal vostra Messa….deve presentarsi….siamo ben lontani dall`Eucaristia come è stata definita dal Papa il 20 gennaio scorso, e cioè una celebrazione pubblica, il problema è che molti elementi della vostra prassi liturgica non li troviamo nel Magistero della Chiesa, nel Messale Romano.
      Non troviamo il vostro modo di comunicarsi tutti insieme, restando seduti, alzandovi solo qualche secondo per ricevere il votro pezzettino di pane, non troviamo le risonanze e in generale il torrente di parole che caratterizza le vostre celebrazioni, non troviamo il vostro modo di stare seduti attorno alla tavola posta al centro, non esistono nel Messale Romano i vostri simboli ebrei, la vostra danza ebrea…
      E non dire che avete seguito le NORME del Papa, è una menzogna, quelle norme che il Papa vi ha trasmesso anche oralmente, confidando nella loro pronta applicazione, le avete disattese, avete obbedito non al Papa ma a Arguello che vi ha ordinato di non cambiare niente.
      Che poi il card. Canizarès, Prefetto per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti abbia celebrato l`Eucaristia con tutti i vostri simboli ebrei, senza nulla modificare, è vero ed è fonte di grande sconcerto.
      Sconcerta che il Prefetto di quella Congregazione avalli una prassi liturgica che è emblematica della rottura con la Tradizione, che è riuscita nell`exploit di devastare perfino il NOM.

  139. vincenzo da torino scrive:

    Qualche mio appunto in seguito alla lettura dei vari blog. Ho una naturale simpatia per tutti i movimenti ecclesiali che tentano strade nuove e nuovi metodi per vivere la fede a vantaggio proprio e di tutta la comunità , purchè nel solco del magistero e con la sua approvazione. Nello stesso tempo ho molte riserve quando si tratta di gruppi che tendono a distinguersi troppo dagli altri cattolici soprattutto se si sentono i migliori e quasi i soli veri cattolici. Dalle parole di Alessandro mi pare che egli considera “un dono e grazia” l’aver scoperto la fede cattolica e poterla vivere in modo integrale tramite NC. E’ la strada giusta e se qualcun’altro dei NC si sente diversamente sbaglia. Non è più santo chi sceglie farsi frate o prete da chi é laico. Sono vocazioni diverse con impegni diversi per persone di attitudini diverse. Magari poi , se non si corrisponde in base a quanto ricevuto e richiesto , potremmo trovare un frate all’inferno e un laico in Paradiso. Come sbaglia chi pensa che si tratti di una chiesa diversa. Si rema tutti nella direzione unica con i propri carismi, vocazioni e diversità. Tratatndosi però di movimenti non strutturati come lo possone essere gli ordini religiosi, i pericoli di deviazionied abusi sono maggiori. Mi piacerebbe che Alessandro rispondesse meglio e dicesse se le accuse di Antulio ed altri hanno un fondamento o se sono solo deviazioni di alcuni. Sono pienamente d’accordo che una comunità debba e senta la necessità di riunirsi tra i membri per la celebrazione liturgica con qualche particolarità dettata da segni che caratterizzano il percorso di fede. Non comprendo la polemica al rigurado., come apprezzo che la chiesa abbia chiesto che anche esse siano aperte per impedire eventuali stranezze e libertà eccessive aiutando così la trasparenza e non dare l’idea di…carbonari. Un po meno comprendo la necessità di tenere segreti gli “Orientamenti”
    Mi viene la curiosità di sapere cosa contengano…Mi tranquillizza che siano depositati ed approvati dal Vaticano., ma….

    • Antulio scrive:

      Temo, Vincenzo,
      che resterai deluso circa la confutazione delle accusa mosse. Alessandro non può confutarle, semplicemente perché sono vere.

  140. ritaroma scrive:

    REGINALDUS,

    –mi limito a ???? per non risponderle sul tono, dato che mi ritengo più educata di lei!
    se ci fossero più Accoliti, la Chiesa non avrebbe bisogno di noi!
    mi dispiace x lei Kiko e Carmen non fanno parte della cerchia delle mie amicizie:
    inoltre le confermo che “questa nuova chiesa” è in grado di accogliere a braccia aperte anche lei!
    E’ una Chiesa paziente…sa aspettare!-
    ——–
    ALESSANDRO.
    io sono astemia e sento al volo chi ha alzato il gomito…non ho detto che lei è ubriaco, le ho solo detto di non esagerare…..le delusioni bruciano e fanno male specialmente se vengono dal gruppo….
    .——-
    e ANNA,
    come al solito legge lucciole x lanterne! se va avanti così avrà sempre poca luce!

    • Anna scrive:

      cara ritaroma,come al solito non capisci niente. Non sai neanche quanto sono illuminata.Vedo anche al buio,io.

    • Reginaldus scrive:

      ritaroma

      la vostra estrema suscettibilità è la prova della vostra insicurezza (o cattiva coscienza). Chi vi critica non sarebbe ben educato??? L’educazione, soprattutto in cristiani che si credono RINNOVATI nel percorso Kikiano, dovrebbe significare prima di tutto capacità di sopportazione…e dire con San Paolo: ” mi compiaccio… negli OLTRAGGI, … nelle PERSECUZIONI, nelle angosce sofferte per Cristo”.

  141. Giovanni scrive:

    Vorrei giusto dire due parole a quanti criticano, fanno appunti, enunciano molto bene alcune inesattezze ecc. : ma fatevi una vita!!!

    • Alessandra scrive:

      Guardi che io una vita ce l’ho…e mi piace anche. Quindi rifletta prima di dire certe cose…

    • Antulio scrive:

      Egr. Giovanni,
      non sia parsimonioso, ci dica pure molto più due parole, anzi sarebbe auspicabile! Temo però che lei abbia sbagliato indirizzo e concetto: dovrebbe rivolgersi ai catechisti Neocat…, sono loro che rubano la vita agli ingenui fedeli che li seguono.

  142. Antulio scrive:

    Né in vergognoso modo di procedere del Cammino è una esclusività italiana, anche nel resto del mondo il procedimento è uguale. Come in Giappone, ad es. .

    Ad abundantiam si riporta qui un piccolo tratto del riassunto dei commenti sul Cammino espressi personalmente da don Eijiro Suwa, 63 anni, sacerdote dell’arcidiocesi di Osaka e parroco ad Enoguchi, nella prefettura di Kochi, nella diocesi di Takamatsu, a circa 600km a sud-est di Tokyo.
    I preti del Cammino vengono ordinati come “sacerdoti diocesani” allo scopo di servire il Cammino stesso, e in verità non capiscono cosa significhi impegnarsi nella pastorale dell’evangelizzazione in obbedienza al loro vescovo. Proclamano ripetutamente: “siamo inviati in missione dal Vaticano”, ed agli incontri del clero diocesano dicono in faccia al vescovo: “noi obbediamo al Vaticano”.
    Forse che non sono capaci di capire le direttive della diocesi per quanto riguarda la collaborazione nel ministero sacerdotale? Ai raduni dei preti della diocesi dicono: “quelle direttive non hanno niente a che vedere con noi”. Non è un’esagerazione dire che la diocesi di Takamatsu viene utilizzata dal Cammino. (segue ancora).

    Il vaticano dovrebbe vagliare attentamente le affermazioni del Cammino, perché non resti spiacevolmente coinvolto.

  143. Cari amici del blog, come età mi sento più vicina ai tradizionalisti che agli innovatori. Obbedire ai vescovi è fondamentale, e questo dovrebbe dire il Vaticano. Ma oggi, mi sembra che una grande forza stia salendo dal basso, quella dei movimenti carismatici, Cammino o altro. Anche in Brasile la maggior parte della popolazione sta adeeendo ai pentecostali o al Rinnovamento. Che dire? Bisogna fare un atto di umiltà, di ascolto. D’altra parte il Vangelo è stato rivelato ai “piccoli”. Penso che la CHiesa non possa essere indifferente a questo “segno” dei tempi.

    • Alessandra scrive:

      Guardi che in linea di massima sono d’accordissimo con lei. I movimenti ecclesiali sono un dono dello spirito. Anche faccio parte di un gruppo che ESULA dalla parrocchia in quanto tale. E proprio per questo so che l’ascolto deve essere vicendevole IN OGNI PARTE DELLA CHIESA.

      Non ci nascondiamo dietro ad un dito. Il cammino ha seri ed OGGETTIVI problemi a confrontarsi con qualsiasi cosa esuli da se stesso. Lo vogliamo negare? Ci vogliamo nascondere dietro un dito? Per il bene che voglio ai Neocatecumenali, miei fratelli in Cristo, io questa cosa la devo fare notare.

  144. annarita scrive:

    Mi par di capire dai vari scritti che il cammino neocat è uguale ai testimoni di Geova, una setta. Non riesco a vederci altro da ciò che scrivete. Parlate un’altra lingua,non è cattolico ciò che leggo.

  145. annarita scrive:

    E anche quel dare il 10 % dello stipendio mi ricorda molto i testimoni di geova. Siete entrati in una setta e non ve ne rendete conto e quel che è peggio è che il Papa, approva.
    Ma chi difenderà le anime, se i pastori approvano i lupi?

    • Reginaldus scrive:

      #Annarita,….

      e quando i pastori sono essi stessi… lupi??? Ma quando si capirà che dei veri pastori mai si metterebbero in combutta coi lupi!…Qui non si può nemmeno parlare di buona intenzione: chi ha il cuore retto Dio lo guida, soprattutto quando il suo compito è guidare la chiesa… Se questi sbandano, che non siano quello che dicono di essere??? Se Cristo Signore ha promesso alla sua Chiesa l’indefettibilità, ha insieme assicurato alla sua Chiesa la sicurezza della guida…

      • Cherubino scrive:

        ecco dimenticavo che non mi ha più detto chi sarebbe per lei il papa attuale: allora ?

        • Reginaldus scrive:

          cherubico teologo:
          allora se questo è il papa perché tanti di quelli che lo credono tale si permettono di criticarlo in materia di fede e di morale??? Perché l’approvazione dei Kiko rientra nell’ambito di competenza del papa in quanto tale… Sono costoro allora più papi del papa stesso??? Chi guida chi? Io non sono certo papa ma so ancora fare due più due…E’ una pretesa assurda???

          • Cherubino scrive:

            ma che due più due, lei non ha ancora acquisito il concetto di numero …

            A parte che non si capisce nemmeno ciò che scrive, e quello che si capisce è di una puerilità assoluta.
            Il papa viene criticato ? Ebbè ? Veramente pensa che nei secoli passati il papa non veniva criticato ?
            Veramente ridicolo. La Chiesa è sempre stata attraversata da contestazioni più o meno espresse. C’è stato pure un tempo in cui gli imperatori ritenevano di poter destituire i pontefici. E poi la critica non vuol dire necessariamente disobbedienza.
            Lei contrappone in continuazione il prima e il dopo Concilio, ma la storia della Chiesa le dà completamente torto.

          • Cherubino scrive:

            e in ogni caso non ha risposto: chi sarebbe il papa attuale ?

  146. ritaroma scrive:

    ANNA,
    lei è come quello che dice: Ho due cose buone nella vita ….la memoria…..e l’altra non me la ricordo!

    • Anna scrive:

      già faccio fatica a capire,se poi non ti spieghi bene,scusa…cosa vuol dire? Dai da brava spiegati meglio che non si capisce mai niente di te,almeno una volta.

    • minstrel scrive:

      Muahahahah rita questa me la devo segnare, strepitosa!

  147. vincenzo da torino scrive:

    Mi dispiace che Alessandro o chi per esso non rispnda adeguatamente alle varie accuse che vengono fatte qui come sui vai blog. Non basta dire che non è vero o,come leggo, ridimensionare senza spiegazione come fa Kiko e magari sottintendere o dire ” se ci sono critiche vuol dire che siamo sulla strada giusta”. Chi ha brutte esperienze sono reali e narrano! Tutti incattiviti di loro?. Possiamo anche fare la tara per un naturale sfogo che porta o non aver compreso il Cammino oppure aver trovato le persone sbagliate. Faccio delle ipoteri.1) I gruppi sono numerosi ed autonomi e forse hanno ben poco controllo. Se è cosi c’è da aspetattarsi di tutto. Il controllo non è una mia fissasione, è una regola indispensabile per qualunque gruppo soprattutto in una materia così delicata come la formazione religiosa e la formazione di una coscienza. 2) Proprio per questo ci possono essere gruppi che nella loro autonomia non vogliano collaborare con la parrocchia o prendere direttive dal Vescovo. E’ noto come tra i Vescovi e gli Ordini religiosi non sempre vi è collaborazione e comprensione. Figurarsi tra vescovo e gruppi ecclesiastici!. Mentre invece credo che sia indispensabile che in ogni diocesi dove vi sono gruppi carismatici ci sia un incaricato vesovile(se già non c’è) che possa vigilare dal di dentro con la massima autorità, poichè ci va di mezzo il buon nome della Chiesa, se sono approvati o dalla diocesi o dal Vaticano. Non possono dire : siamo laici e quindi totalmente indipendenti! Come anche va chiarita la posizione dei sacerdoti del NC come giurisdizione e rapporti con la diocesi. Dire.”noi dipendiamo dal Vaticano” indica l’ambiguità della loro posizione che va definita con precisione. 3) Quoto le osservazioni di Cherubino sulle “risonanze”, tema delicato e dove è facile prendere dei solenni granchi rovinando le persone. 4) L’idea del catecumenato e di una formazione alla fede oggi è geniale e utilissima. Non solo catechesi , ma vera formazione spirituale a tappe. Nasconde però gravi rischi. Sappiamo che se si vuole progredire correttamente e con profitto sulla via spirituale occorre un buon padre spirituale che oltre ad essere probo deve essere soprattutto di esperienza e dotto. E’ meglio un sacerdote saggio e colto religiosamente che uno troppo santo! Non lo dico io.
    Un percorso spirituale di gruppo è buono, ma può creare delle notevoli tensioni se non vi è saggezza. Per il rischio di non sentirsi adeguato o di voler interrompere l’esperienza deve trovare la massima disponibilità nei catechisti, diversamete si forza la volontà della persona. Sono facili a questo punto delle pressioni indebite che lacerano le coscienze. Espressioni come “Lei crede di saperne di più di un cardinale o del papa?” dette qui con foga da Alesandro indicano metodi poco ortodossi di pressione. Si deve far comprendere la necessità dell’obbedienza in modi e con argomenti diversi. 5) I soldi. Sono necessari , ma come donazione volontaria e nessuna pressione indebita anche per chi ne ha molti. Poi, chi li controlla?, se ne fa una relazione precisa al gruppo? . Speriamo che qualcuno del NC ci informi debitamente.

    • Cherubino scrive:

      Cosa c’entrerebbero i gruppi carismatici ora ? E perchè dovrebbero avere un controllo particolare, addirittura “da dentro” ?
      Questo vuol dire essere prevenuti.
      In ogni caso, la informo che i gruppi carismatici cattolici ufficali rendono conto SEMPRE al Vescovo, e hanno SEMPRE un assistente diocesano, oltre che numerosi sacerdoti che sono assistenti spirituali dei vari gruppi.
      E forse non sa che i gruppi carismatici ufficiali non hanno percorsi segreti, nè catechesi private, nè liturgie particolari. Non ritieniamo la nostra esperienza un possesso o un dono fatto solo a noi o a pochi. Chiunque nella Chiesa, se osasse invocare un pò di più lo Spirito Santo e il suo aiuto, e credesse che può rivolgersi direttamente a Gesù perchè è vivo ed opera continuamente in mezzo a noi, ed è il Signore, allora farebbe la stessa esperienza di milioni di “carismatici” in tutto il mondo.
      Quel poco (ma spiritualmente tanto) di diverso che facciamo è stato approvato da subito dalla Chiesa. Le indagini del card. Suenens e gli studi del grande Yves Congar non lasciano dubbi in proposito.
      Del resto non c’è stato pontefice che non abbia avuto parole di grande stima verso i carismatici cattolici. La teologia del movimento carismatico cattolico è elevatissima. E del resto basta fare qualche nome per capirlo: p. Raniero Cantalamessa, ad esempio. Lo stesso Congar. I padri gesuiti Martini, Faricy, Cultrera, Beck. Chi poi non ricorda il servizio della preghiera di guarigione di p. Emiliano Tardif e quello attuale di p. Dario Betancourt ? E quello di liberazione del p. Matteo La Grua, da pochi giorni “tornato alla casa del Padre” ?
      E se poi leggesse qualche libro di p. Amorth, il più famoso esorcista italiano, vedrebbe che spende sempre parole eccellenti verso il movimento carismatico.
      Le consiglio di andare sui siti delle principali associazioni: Rinnovamento nello Spirito, Comunità Gesù risorto, Servi di Cristo vivo, e soprattutto l’organismo che raccorda tutto il movimento carismatico cattolico, l’ICCRS http://www.iccrs.org/it/

      • vincenzo da torino scrive:

        Mi sono spiegato male.Ha ragione. Intendo tutti i gruppi che sono organizzati con un percorso di fede e catechesi tipo NC. se ve ne sono. Non sono molto addentro come vedo invece lei. Certamente i gruppi di preghiera tipo quelli di Padre Pio non c’entra nulla , come le varie compagnie di tipo devozionale. Chiedo a lei che so addentro: codivide almeno in parte sulle critiche a NC e quale è l sua esperienza? grazie

    • Luisa scrive:

      Quando uno statuto prevede in suo articolo lo svuotamento dei “falsi concetti di sè e di Dio”, quando si sa che gli scrutini che segnano i passaggi sono delle vere confessioni pubbliche durante le quali l`adepto mette a nudo ciò che ha di più di intimo e lo fa davanti tutta la comunità (dunque davanti alla sua famiglia se ci sono più membri della stessa famiglia in comunità), quando si conosce l`onnipotere di cui godono i catechisti nel cnc ( considerati parlare ispirati dallo Spirito Santo è dovuta loro un`obbedienza totale, sono non solo i consiglieri personali, coniugali ma perfino, e non dovrebbe essere il loro ruolo, spirituali) , sapendo anche che tutto si svolge nel segreto, possiamo facilmente immaginare quanto grande sia il rischio di violazione del foro interno della persona e la necessità del controllo di un`autorità esterna al cnc e NON dipendente dai catechisti.
      Per quel che riguarda la decima, che guarda caso non figura come tale nello statuto, è uno degli argomento più sensibili che ha l`arte di innervosire subito i neocatecumenali.
      Sulla decima , come su tutto il resto, ora che quel movimento è approvato dalla Chiesa, è urgente e necessario fare tutta la chiarezza, mi sembra che di scandali lasciati bollire troppo a lungo sotto il coperchio, la Chiesa ne abbia avuti abbastanza.

    • Alessandra scrive:

      Temo che Alessandro abbia “finito gli argomenti”. Non è la prima volta che mi capita. Alla fine non si arriva mai al punto critico. Pazienza. Prima o poi lo capiranno che la comunione della Chiesa è molto di più che essere se stessi e basta e che essere cattolici è molto di più di avere una approvazione con la carta bollata.

      Per il resto sono perfettamente d’accordo con lei su tutto. E spero che i vescovi attuino il loro “munus docendi”

  148. Anna scrive:

    stò leggendo gli insegnamenti di Kiko,cavoli…è un martellamento unico,privati dei beni,dai il tuo denaro ai poveri,privati dei beni, dai il tuo denaro ai poveri,ripetuti all’infinito per mesi e mesi ti fa davvero il lavaggio del cervello.Se non ti privi dei beni non ami Dio,se non pensi ai poveri Dio si arrabbia e ti vomita dalla sua bocca,perchè sei tiepido,non sei un cristiano convinto.Sono allibita.

    • Antulio scrive:

      Esattamente come dici, Anna!
      Ed ecco svelato il “segreto” … di pulcinella, per mezzo del quale questa banda di profittatori fa proseliti a ruota libera.
      Prima o poi la politica si renderà conto di quale cancro sta invadendo l’Italia e prenderà adeguati provvedimenti legislativi e penali. Cordialità, Anna!

      • Anna scrive:

        Antulio,ho letto anche di peggio,Da rabbrividire.Grazie per l’attenzione Un saluto a te e buona serata.

  149. ritaroma scrive:

    LUISA,
    ha ragione Alessandro , esiste il Rito Ambrosiano, appunto dal Vscovo S.Ambrogio e viene usato nelle Messe a Milano.
    Se vi partecipa noterà che la loro liturgia termina con il Kirye, che il Padre nostro è prima della preghiera eucaristica ecc….non è una cosa eclatante ma sono spostati alcuni riti…ma la liturgia Eucaristica è quella classica del M.Romano!
    un saluto

  150. annarita scrive:

    Si Kiko è come il fondatore dei testimoni di geova, dice a loro di privarsi dei beni e magari di darli a lui e basta vedere il grattacielo che ha. Kiko non dice nulla di nuovo per il mondo dei furboni. Stiamo a vedere se lui da tutti i suoi beni ai poveri.

    • Anna scrive:

      annarita dove è che ce lha il gratacielo Kiko? E come mai non si priva come insegna ai suoi adepti?

  151. Luisa scrive:

    Lo so Ritaroma, ma quello che non è accettabile è che Alessandro si esprimi come se quel che ha inventato Kiko Arguello, il modo neocatecumenale di celebrare l`Eucaristia, fosse una nuova forma dell`unico Rito Romano, un`altra forma extraordinaria o, ancora, addirittura un nuovo rito tout court che la Chiesa avrebbe approvato!

  152. Antulio scrive:

    La chiesa non ha bisogno di questi pocodibuono del Cammino, ma di liberarsi senza esitazione e prima possibile di tutti coloro che, a vari livelli, la infangano con un comportamento disdicevole.
    A quelli già noti si aggiungono le autorità religiose di Castellamare che consentono che la statua di S. Catello si fermi per rendere omaggio al boss mafioso del luogo, che saluta dal balcone, come da servizio delle Iene. Un orrore che non s’immaginava possibile.
    La chiesa, cioè, ah bisogno molti Don Ciotti, non di sette religiose e religiosi che indegni di essere tali.

  153. annarita scrive:

    Non Kiko ha un gratacielo, ma il fondatore dei testimoni di Geova. Dicevo solo che Kiko me lo ricorda molto, infatti anche tale movimento richiede agli aderenti, dopo il lavaggio del cervello, il 10 % dello stipendio. Speriamo che non lo utilizzino per comprare tavoloni quadrati per la mensa, ma li diano ai poveri.

  154. Marco N. scrive:

    Quella della cessione della decima al cammino neocatecumenale da parte degli aderenti è una pagina assolutamente brutta e odiosa. Questa trista consuetudine può essere compresa( e fors’anche giustificata) in movimenti settari propriamente detti; non è invece assolutamente giustificabile in un movimento, come quello neocatecumenale, che pur essendo decisamente settario nel suo cammino gnostico a tappe, gode comunque dell’approvazione della Santa Sede.

  155. W il Papa e i Cardinali scrive:

    Io mi fido del Papa e del Prefetto della Congregazione del Culto Divino…

    Il Cardinale Antonio Canizares è recentemente intervenuto sulla stampa a proposito del Cammino Neocatecumenale:

    Venerdì mattina, a Roma, il Papa Benedetto XVI ha ricevuto in udienza 7000 membri del Cammino Neocatecumenale. E’ stato un incontro stupendo come un’aria fresca in tempo di siccità. Solo la fede vissuta in profonda comunione ecclesiale con Pietro, con il suo successore, il Papa, può provocare un’esperienza simile, tanto gratificante quanto stimolante.

    Si è data lettura del Decreto per l’approvazione delle celebrazioni del Cammino Neocatecumenale contenute nel “Direttorio catechetico” del Cammino Neocatecumenale, sono state inviate, insieme a molti sacerdoti, molte famiglie, che hanno lasciato tutto per la missione in luoghi in cui non è facile predicare il Vangelo.

    Il Papa, con una grande gioia che non è riuscito a nascondere, ha parlato del significato dell’incontro, della missione, del seguire Gesù Cristo, del vero significato e spirito della liturgia e, infine, benediceva le famiglie e i sacerdoti in missione, ai membri, responsabili, catechisti e fondatori del Cammino Neocatecumenale, Kiko e Carmen.

    C’è stata una particolare attesa: l’approvazione, tanto desiderata, delle celebrazioni, non liturgiche, che segnano le diverse tappe del Cammino dell’iniziazione cristiana.

    Indubbiamente il Cammino Neocatecumenale è una delle nuove realtà ecclesiali, emerso ai margini del Concilio Vaticano II, per promuovere una nuova evangelizzazione del nostro mondo e rinnovare l’iniziazione cristiana, tanto urgente quanto necessaria. Penso che sia una delle iniziative più notevoli e diffuse, ispirata dallo Spirito Santo nella Chiesa, che risponde sia alla naturalezza, sia alle esigenze dell’iniziazione cristiana, come alla necessità imperativa e urgente di rinnovare, promuovere e rafforzare, con forza e identità, una nuova pastorale di questa Iniziazione cristiana, sia per i provenienti dal paganesimo, sia per i già battezzati, non sufficientemente formati, avendo una cura completa per tutti quegli elementi che, presi insieme, integrano una vera Iniziazione cristiana di carattere catecumenale, secondo le linee guida e le direttive emanate dalla Chiesa nel Concilio Vaticano II, e nel magistero e nelle disposizioni successive della Chiesa.

    Nel Cammino Neocatecumenale si percepisce la convinzione che il catecumenato è parte dell’essenza stessa del battesimo, il suo cuore, fondamentale sia prima di ricevere il Battesimo, sia dopo la sua ricezione: è un cammino per vivere in conformità con ciò che significa e contiene il sacramento del battesimo.

    La Parola di Dio, l’Eucaristia, il battesimo, ricevuto o da ricevere, e la comunità cristiana sono il nucleo stesso di questo cammino di fede, che è accompagnato da celebrazioni non strettamente liturgiche in ciascuna delle sue fasi o tappe. L’Eucaristia domenicale, anticipata abitualmente il sabato pomeriggio nelle comunità neocatecumenali, è come “l’anima e la forza” di tutto il Camino.

    La celebrazione, all’interno del proprio itinerario di queste comunità, dell’Eucaristia è svolta in maniera molto dignitosa e bella, con grande senso di fede, con spirito ecclesiale, liturgico e festivo, con un “profondo senso di mistero e di sacro “. La Parola di Dio e l’Eucaristia indicano la priorità di Dio, l’iniziativa di Dio e costituiscono la base e la fonte che danno vita, respiro e forza alle comunità, capacità, forza e libertà per testimoniare ed evangelizzare.

    Davvero devo ringraziare Dio per questo dono che arricchisce la Chiesa, nata in Spagna, ma così ricca e così presente nel mondo intero.

    Cardinale Antonio Cañizares
    Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti

    Scopri di più: Un’aria fresca per il cardinale Antonio Cañizares | Cammino.info

    • Luisa scrive:

      “Solo la fede vissuta in profonda comunione ecclesiale con Pietro, con il suo successore, il Papa,”

      Vedo che viene occultata l`interpretazione neocat, molto personale, della comunione ecclesiale, quanti richiami ha fatto il Papa, tutti ignorati, perché il cmc non si integra e non collabora con le altre realtà ecclesiali? E sulla comunione con Pietro, non basta dire “Viva il Papa ” se poi quando il Papa dà un ordine, come per la liturgia, i neocatecumenali disobbediscono e obbediscono a Arguello, perché la comunione che conta in modo prioritario è quella fra neocatecumenali…

      “….integrano una vera Iniziazione cristiana di carattere catecumenale, secondo le linee guida e le direttive emanate dalla Chiesa nel Concilio Vaticano II, e nel magistero e nelle disposizioni successive della Chiesa.”

      E in quale testo del Magistero si trova traccia, ad esempio, della segretezza che continua a coprire in modo anomalo un itinerario formativo definito cattolico?

      “La celebrazione, all’interno del proprio itinerario di queste comunità, dell’Eucaristia è svolta in maniera molto dignitosa e bella,”

      Apparentemente non disturba il Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti che il modo neocatecumenale di comunicarsi ( quello che Benedetto XVI ha voluto con le sue NORME modificare ) NON si trovi in nessun testo del Magistero e nel Messale Romano, che lo spazio sacro sia stato devastato, che sulla tavola ci sia un candelabro ebreo, non metto in dubbio che il card. Canizarès trovi anche molto festiva la danza ebrea attorno al tavola !
      Olè!
      Sarà la riforma della riforma secondo il card. Canizarès…. :(

      • Cherubino scrive:

        “quanti richiami ha fatto il papa” …
        io non li ho contati, anche perchè non mi risulta che il papa abbia fatto richiami ai NC. Salvo a distorcerne le parole e vedere in frasi paterne, in cui tra tanti elogi ci sono anche delle normalissime raccomandazioni, dei “richiami”.
        Si vede che la fantasia di Luisa con il passare degli anni migliora. Chissà quali richiami avedrà durante i festeggiamenti della Chiesa per l’anniversario dei 50 anni del Concilio Vaticano II.

        • Luisa scrive:

          cherubino, basta rileggersi, certo con un minimo di buonafede, i vari discorsi che Benedetto XVI ha rivolto ai neocatecumenali, e si potrà notare che, a parte le sue NORME sulla Liturgia da lui confermate nel gennaio 2006, il Papa ha in modo ripetuto e costante richiamato i neocatecumenali a collaborare con le altre realtà ecclesiali, anche il 20 gennaio Benedetto XVI ha ricordato ai neocatecumenali l`importanza dell`integrazione nella parrocchia.
          Del resto basta notare le reazione piccata , visibile anche su questo thread, dei neocatecumenali che rifiutano anche solo la perspettiva di dover prima o poi, al più tardi alla fine del loro cammino nel cnc, integrarsi alla parrocchia anche nella liturgia.

          • Cherubino scrive:

            lei soffre di allucinazioni

          • Luisa scrive:

            E lei di una malafede inguaribile e inossidabile.

          • Cherubino scrive:

            malafede ? Ma lo sa cosa vuol dire ? La malafede è la sua che vede male e rimproveri dove non ci sono, tacendo del tutto delle numerose manifestazioni di stima. Il papa li rimprovera talmente che li manda in missione “ad gentes” a nome della Chiesa !
            Magari fossero tutti rimproverati così !

          • Luisa scrive:

            cherubino, vedo che lei è incapace di accettare che fra le lodi che Papa Benedetto ha rivolto al cnc, lodi che rivolge con grande benevolenza a tutti i membri dei movimenti nati dopo il Vaticano II, ci sono anche in modo costante gli stessi richiami(=rappels), di certi elementi che i neocatecumenali hanno tendenza a trascurare, in particolare il loro modo di rapportarsi alla parrocchia, ai parrocchiani, agli altri gruppi presenti in parrocchia, lo ha fatto in modo molto forte e chiaro in particolare nel suo discorso del 20 gennaio.
            Ma se i neocatecumenali hanno scelto di obbedire a Kiko Arguello piuttosto che al Papa per quel che riguarda la Liturgia, e si trattava di norme, non è sorprendente che i richiami siano ignorati e annegati sotto le lodi, sole ad essere riprese e amplificate.

          • Cherubino scrive:

            il papa, la Chiesa, non dà uno Statuto definitivo e la qualifica di Associazione PUBBLICA di fedeli -che vuol dire che agisce in nome della Chiesa- e non manda in missione ad gentes, gente che riterrebbe pericolosa e disubbidiente.
            Sono i fatti, quelli oggettivi e verificabili, che sconfessano le sue fantasie.
            E lei come sempre, sottintende una Chiesa incapace di verificare, valutare, discernere. Quale ascolto dello Spirito Santo potrebbe dimostrare un papa che non si accorgesse della immonde nefandezze che si consumano nei NC ?
            E non era proprio il card. Canizares che fino a qualche tempo fa osannavate quando diceva cose che vi piacevano ? Ora che loda i NC è diventato tutto insieme un eretico e un sobillatore ?
            Lei al solito umilia lo stesso pontefice che raffigura come un povero in balia degli eventi e incapace di tenere il timone della Chiesa.
            Lei è in realtà cripto-lefebvriana con influenze new-age.
            Voi non sapete stare nella Chiesa. Fate finta di starci nella speranza (illusoria) di capovolgerne la storia e la fedeltà raele a Cristo.

          • Luisa scrive:

            Sorvolo sulle sue sue solite carinerie, sono talmente insulse che non meritano che mi soffermi.
            Osservo comunque che sia lei sia i neocatecumenali che hanno partecipato a questa discussione NON avete potuto smentire la realtà della disobbedienza neocat alle NORME del Papa sulla Liturgia, come non potete negare che la mancanza di collaborazione dei neocatecumenali con le altre realtà parrocchiali, la loro non integrazione, la divisione che portano nelle parrocchie, deve sufficientemente preoccupare il Papa per che non manchi mai ad ogni volta che si rivolge a loro di sottolineare l`importanza dell`integrazione, dell`unità nell`armonia , il contrario della divisione e della vita per conto proprio che i neocatecumenali rivendicano come facente parte del loro carisma.
            Aggiungo che siete anche incapaci di dirmi in quale testo del Magistero , in quale pagina del Messale Romano, trovo il modo neocatecumenale di comunicarsi.

          • Alessandra scrive:

            Caro Cherubino, visto che sono sicura che non mi chiamerai cripto-lefebriana posso farti una domanda?

            Secondo te quando uno ti fa SEMPRE la stessa raccomandazione (usiamo questa parola) questo cosa vuol dire?

            Io ho fiducia nelle decisioni del Papa, ma so anche che (proprio perchè non è uno sprovveduto) non rinuncia a mettere dei paletti. i mette dolcemente, ma li mette. Durante la GMG nei suoi interventi diceva spesso: “mi permetto di dirvi” Questo forse vuol dire che quello che diceva aveva meno forza, che era meno importante? Ovviamente no. Sta a chi ascolta mettersi in discussione di fronte a quelle parole.

            E purtroppo (e lo dico per quanto voglio bene ai miei fratelli NC) questa capacità di “mettersi in discussione” nel cammino manca. Altrimenti come si spiegherebbe la reazione dei “vertici” del cammino alla “lettera di Arinze” (lettera poi INGLOBATA e non SUPERATA negli Statuti tanto è vero che che, nei suoi tratti essenziali è stata ribadita anche il 20 gennaio)?

            Perchè quella lettera doveva rimanere “segreta”? Questo lo diceva il portavoce del cammino Gennarini “prendendosela” con Tornielli (e lui certamente se lo ricorderà) perchè l’aveva resa pubblica. Perchè dire che non è un richiamo”? Erano state date delle indicazioni o no? Alcune sono state recepite, altre meno. Non è una “tragedia” ricevere delle indicazioni. Così come non è una tragedia prenderne atto e migliorarsi.

            wwwilgiornale.it/interni/la_messa_neocatecumenale_e_stravaganze_liturgiche/27-12-2005/articolo-id=52919-page=0-comments=1

          • Luisa scrive:

            Cara Alessandra, la lettera che il card. Arinze ha inviato al cnc nel dicembre 2005, A NOME DEL PAPA, non conteneva delle indicazioni ma delle NORME, da lui stesso confermate nel gennaio seguente.

          • Alessandra scrive:

            Cara Luisa,
            certo che so che sono delle “norme” e non delle “indicazioni” (anche solo per il fatto che la Liturgia rispecchia il tuo rapporto con Dio e nessuno può fare di testa propria)

            “Indicazioni” è il termine che usò Tornielli nell’articolo che ho linkato. Che poi dei “figli devoti ed obbedienti” stiano attenti ad ogni singola parola del loro padre affettuoso (senza bisogno che questo te le imponga) m pare lapalissiano. Evidentemente ci sono altre sensibilità al riguardo (per così dire)

          • Cherubino scrive:

            Alessandra, siccome penso e spero che rifletti sulle risposte che scrivo senza pensare subito a cosa obiettare, ti dico
            1) che le “raccomandazioni” del papa non sono poi così tante. Prova tu a contarmele e lo vediamo subito.
            2) Inoltre, il procedimento ermeneutico è errato. Non si può estrapolare ognuno di quei passi del papa dal loro contesto, diverso di volta in volta, poi accostarli e costruirci sopra una sorta di “continuità” in realtà costruita da chi accosta quei passi. Accostamento che si può cercare di far passare per “oggettivo” ma in realtà è sempre soggettivo di chi lo fa e per lo meno resta una pura ipotesi improvata.
            4) Se poi proprio si vuole fare una costruzione tale, per onestà si deve farla tanto per gli elogi quanto per le raccomandazioni, e i primi è fuori dubbio che sopravvanzano di gran lunga i secondi.
            5) Una costruzione diacronica non tiene conto dell’evolversi delle situazioni e della distanza temporale.
            6) L’unico metro oggettivo di ciò che pensa e decide il papa e al quale ci si deve tutti attenere se si crede che la Chiesa è diretta dallo Spirito Santo, è “il deciso”, e questo è uno Statuto definitivo, una qualifica di associazione pubblica di fedeli (che è il massimo grado che un organismo di laici possa ottenere nella Chiesa), un costante missio ad gentes.
            7) Questa è l’unica possibile e corretta chiave ermeneutica per leggere anche le raccomandazioni, e non viceversa; fare questa inversione, cioè cercare di cambiare il senso di quelle decisioni del papa con dei frammenti di discorsi, è un’opera di profonda menzogna, e noi sappiamo chi è il padre della menzogna.

          • Alessandra scrive:

            Caro Cherubino, ti assicuro che io ci rifletto benissimo e credo in questi mesi di averne dato un prova. Detto questo:

            1) La famosa “lettera di Arinze” non è altro che una serie di “disposizioni” del Santo Padre. E questo lo ha detto lo stesso pontefice durante l’udienza del gennaio 2006. Il quale ha specificato che dovevano essere “scrupolosamente osservate”

            Ancora oggi non c’è una esatta percezione di quelle norme. Ancora oggi mi si dice che erano “sottigliezze” Ancora oggi mi si giustifica quello che si faceva prima con motivazioni che rasentano il ridicolo (oltre che essere palesemente false) vedi “orate fratres” che ho citato sopra.

            Posso citare tutti i discorsi che il santo padre ha fatto allorchè ha visitato una parrocchia neocatecumenale. Batte sempre sugli stessi punti. Ora io non cerco chissà quale chiave di lettura. Semplicemente mi chiedo: “e se lo avesse detto a me ?” Ora io non vedo quale sia la tragedia se il Santo Padre mi da qualche dritta per camminare meglio. Quale sia la tragedia ad ammettere che qlc da aggiustare c’è. Come se non potessi accettare che la realtà in cui vivo non è IL TUTTO che mi aspettavo che fosse.

            2) Gli statuti sono un atto giuridico. Lo so bene perchè sto lavorando a quello della mia realtà ecclesiale. Ogni altra interpretazione è forzosa. Insomma: vedere le parole del Papa SOLO ED ESCLUSIVAMENTE alla luce degli statuti (peraltro difesi a corrente alternata. P.es. la messa deve essere aperta a tutti. Peccato che spesso e volentieri, non sia messa neanche nell’orario parrocchiale e finora nessuno ha mai protestato) è fuorviante. Come se il papa fosse OBBLIGATO dentro delle linee e guai se le oltrepassa.

            3) l’altra interpretazione ovvero scindere il decreto dal discorso sulla Liturgia è se possibile ancora più ridicolo. Dire che decreto è rivolto a noi e il discorso a tutti (e quindi non ha la stessa importanza) è un modo simpatico per dire: “finchè ci dice che siamo bravi vabbene, il resto sono quisquilie”

            Detto questo io continuo a domandarmi come mai i membri del camino hanno questa difficoltà particolare a rapportarsi con qualsiasi realtà che esuli dalla loro.

            Come mai stanno il più lontano possibile da ogni occasione di incontro tra realtà ecclesiali diverse. e sopratutto giustifichino tutto con motivazioni quali: siamo troppi, dove ci mettono, tanto è roba per gente immatura…e così via.

            Al dunque: io vorrei sinceramente sapere cosa pensano i miei fratelli NC delle parole del Papa all’udienza del 20 gennaio. Cosa è risuonato loro?

          • Cherubino scrive:

            eh no, ora mi sembri un pò faziosa e sinceramente deludente.

            1) La lettera di Arinze è di Arinze, non è un atto di Magistero e non è un atto pastorale del papa. Che poi il papa ne confermi qualche passo è un conto completamente diverso. Lo stesso Arinze mi sembra che ora non conti più tanto in questo discorso.

            2) dire che il papa non è costretto nei limiti dell’atto giuridico è pura retorica e contro lo spirito del diritto canonico che non è un diritto qualcunque (e che una parrocchia faccia fare degli atti giuridici a chi cade in scivoloni così grossi mi stupisce). Uno Statuto oltre tutto no è semplicemente un atto amministrativo, ma il frutto di un lungo processo di discernimento e di collaborazione, è un attestazione di qualità morali, teologiche e di fede comprovate nel lungo periodo. Sminuirne il senso, e opporre una presunta diversa percezione del papa è del tutto scorrettp e contrario alla ratio del diritto canonico che è spirituale e dono dello Spirito Santo.

            3) nessuno sta scindendo alcunchè, e neanche lo Statuto dalla liturgia, che è prevista nello Statuto stesso. E neanche le para-liturgie che oggi hanno avuto un’ulteriore ratifica. E le parole di Canizares, che per intenderci è il prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, cioè la massima autorità in materia liturgica dopo il papa, sono una incontrovertibile prova della bontà del CNC anche in materia liturgica.

            Per finire, comincio a pensare che lei non sia affatto l’agnellino che cerca di far credere, oggettiva ed equidistante. Piano piano le sue posizioni spingono verso la contestazione verso non tanto il CNC ma verso la Chiesa che ha aprlato in modo chiaro e costante, con tre approvazioni che non possono essere sminuite se non mettendo da parte l’onestà intellettuale.

          • Alessandra scrive:

            Cherubino,
            proprio da lei non mi aspettavo certe considerazioni.

            Mi spiace deluderla, ma io semplicemente sono un’anima semplice e mi faccio domande a partire MIA ESPERIENZA.

            Voglio ripetere per l’ennesima volta che io sono felice di questa approvazione, che il cammino è un’ottimo mezzo, ma che ora sarebbe buono che(proprio perchè ora è approvato in toto) collaborasse con le altre realtà. Cosa che purtroppo non passa loro neanche per l’anticamera del cervello. Anzi, se devo essere sincera, quello che mi hanno detto è che E’ SBAGLIATO farlo.

            Se le dico questo (che è poi quello che hanno detto a me) è mancare di rispetto all’autorità del Papa?

            In questi anni sono entrata a contatto con diverse realtà e diverse sensibilità, ma mai nessuno mi ha detto: “IO NON TI CAPISCO, MI STO SFORZANDO DI CAPIRTI” e sto parlando con gente con 20 anni e passa di cammino paradossalmente i ragazzi appena entrati avevano più capacità di ascolto.

            Io racconto sempre il fatto della GMG perchè per me è importante. Come si può dire che quello che fanno “gli altri” è roba per gente immatura, oppure che “loro sono in tanti e quindi chissà dove ci mettono”? Vuol dire che non si ha percezione dell’avvenimento ed è peraltro naturale dato che i contatti con “tutto quello che NON E’ il cammino” sono ridotti al minimo.

            Poi cherubino, veramente non capisco dove stia la tragedia di ammettere che qlc c’è da correggere. E non sto parlando a livello di struttura, ma delle persone della struttura. Più sopra qlc ha detto bene: è questione di educazione. Posso citarle numerosi casi di catechisti (e nel cammino si sa che ruolo hanno i catechisti) che di fronte a sparate dottrinali allucinanti fatte da loro, si sono coperti dietro “all’obbedienza”. Ho sentito le giustificazioni più assurde per difendere questo tipo di comportamento. Come se il catechista non potesse sbagliare “a prescindere” (quindi anche se dice che 2+2 fa 5 ha ragione lo stesso)

            E questo non una volta, ma più e più volte. Sbagliare è umano , ma giustificare l’errore e farlo passare per cosa buona come me lo chiama lei?

            Cherubino, se la può consolare dai cripto lefevriani (come li chiama lei) mi becco della “ingenua”o “in malafede” , dai NC mi sono presa in questi 2 anni della “provocatrice”, “sinistra” “malata”,”pietosa” (e mi fermo qua)

            Addirittura mi è stato detto: “non farti tutte queste domande perchè perderai la fede” (detto da persona con 20 anni di cammino e che ha fatto evangelizzazione, quindi non il primo che passa)

            A questo punto giudichi lei se hanno ragione i primi o i secondi.

            Quest

          • Cherubino scrive:

            va bene, voglio fare uno sforzo per credere alla sua buona fede. Ma comunque nel suo discorso c’è qualcosa che non va.
            Se lei dice “Cosa che purtroppo non passa loro neanche per l’anticamera del cervello.” le dico subito che i NC che conosco io non rientrano affatto in questa previsione apodittica.
            Poi, sinceramente, qualunque studente di psicologia sa che i fatti riportati sono soggetti ad una serie di bias (distorsioni) e per inquadrare la realtà dei fatti bisogna osservare l’interazione.
            Questo vuol dire anche che lei riportando quegli episodi parla comunque di se stessa e riporta una situazione di disagio, oggettiva, ma le cui cause possono essere anche nel suo atteggiamento. Non dico che sia così necessariamente, ma è corretto non prendere mai per oro colato la versione di una sola parte. E’ come se lei volesse farsi un’idea di un uomo parlando con la moglie da cui si è separato.

            Quanto al fatto che gli atti di approvazione ecclesiali divergano dalla realtà non è accettabile, perchè suppone l’incapacità della Chiesa di indagare e di avere osservatore attenti e anche astuti.
            Tutti sanno invece che l’intelligence vaticana, che ha anche una capacità di indagine interna, è una delle migliori al mondo. Rappresentare i più alti organismi vaticani come ingenuotti facili da ingannare facendo i bravi nelle visite ufficiali, mi scusi, ma non sta nè in cielo nè in terra. Credere che siccome la sede di questi organismi è a Roma essi non siano capaci di raccogliere informazioni locali e capillari è del tutto infondato.
            Per questo la invito a considerare quanto dicevo: l’approvazione di uno Statuto (e del resto) vuol dire che la Chiesa ci mette la faccia. Criticare non questo o quel gruppo, ma una situazione diffusa di disobbedienza vuol dire accusare la Chiesa stessa, fino ai suoi vertici, di incompetenza, leggerezza e debolezza pastorale.

          • Alessandra scrive:

            caro Cherubino,
            la ringrazio per lo sforzo. Sulle approvazioni le dico solo una cosa: una approvazione di un carisma non è una dichiarazione di “infallibilità” nei confronti di chi viene approvato. E questo anche solo perchè gli uomini non sono infallibili. Quindi non capisco dove stia il problema a far notare ad un catechista che sta dicendo una panzana. Inoltre ( e questo è un quesito su cui la invito ad interrogarsi e magari a discuterne insieme, dato che è una cosa che in questo momento nel mio ambiente stiamo discutendo) il ruolo del “laico impegnato” è ancora un ruolo che abbisogna di dibattito e sopratutto di CONDIVISIONE DI ESPERIENZE che necessariamente devono essere esperienze fatte da laici e di cui i laici discutono.

            Penso che i membri del cammino potrebbero dire una parola su questo a tutti quelli che nella chiesa sono impegnati come laici, ma temo che non abbiano voglia di farlo. E francamente mi chiedo il perchè di tutto questo.

            E’ mancare di rispetto al Papa?

            Ora visto che lei mi parla che quello che è capitato a me (ma non solo a me) è distorto dalla mia soggettività (e quindi non sarei obiettiva) le domando:

            1) secondo lei corrisponde a verità che un matrimonio non si può MAI E POI MAI ANNULLARE (e anche se la Sacra Rota lo annulla sbaglia?)
            2) secondo lei corrisponde a verità che “chi si fa domande rischia di perdere la fede”?

            Attendo una sua risposta con viva partecipazione.

          • Cherubino scrive:

            per cominciare non ho detto che quello che è lei riporta è distorto, ma che può esserlo e può non esserlo, ma non possiamo appurarlo qui. Quindi in ogni caso non si può arrivare a discorsi generali sulla base di questi vissuti.

            Quanto all’infallibilità, non capisco cosa c’entri, dato che riguarda le verità di fede e di morale, non i comportamenti pratici. Relativamente alle decisioni pastorali non si parla di infallibilità ma di assistenza dello Spirito Santo. E l’ipotesi che un discernimento lungo e dettagliato come quello relativo ad uno Statuto definitivo, più un Direttorio Catechetico, più una attribuzione di Associazione pubblica di fedeli, tutti fatti che coinvolgono – oltre al papa che certamente prima di approvare o far approvare queste cose ci prega sicuramente sopra – decine e decine di cardinali … che tutto ciò alla fine sia erroneo, implica una totale sfiducia nell’ascolto che la Chiesa ha della voce dello Spirito Santo.
            Che poi singoli appartenenti alla realtà che la Chiesa ha approvato possano sbagliare è qualcosa che non può inficiare il discernimento della Chiesa. E se restiamo nell’ambito dell’errore umano, è contraddittorio affermare poi che è altamente diffuso, perchè non è più un errore attribuibile alla normale variabilità tra individui ma ad elementi strutturali, quindi si ritorna al discorso di prima sul discernimento della Chiesa.

            Quanto ai laici impegnati, non avrei molto da dire se non che ognuno vive il sacerdozio a cui il Signore lo chiama, quello ordinato o quello comune, diversi non solo per grado ma anche sostanzialmente.

          • Alessandra scrive:

            Caro Cherubino,
            vedo che non mi risponde nel merito, ma la butta sul generico.

            I neocatecumenali spesso mi dicono: “dì fatti concreti” ed io sto scendendo nel concreto. Il discorso dell’infallibilità c’entra, ma non perchè l’ho tirato fuori io, ma perchè me lo tirano fuori loro. “Siamo approvati”, “il Papa ci vuole bene!! Ok…e quindi? Io le ho detto frasi molto precise (ed altre ne potrei dire) frasi che, ammantate di verità, in realtà verità non sono. E su questo ho sentito giustificazioni a difesa che non stanno nè in cielo nè in terra. Se il cammino è un carisma, (e lo è) queste cose FERISCONO quel carisma.

            Sto mancando di rispetto al papa dicendolo? Oppure deve essere il Papa a dirlo con le carte bollate. Basta leggere il Vangelo e il catechismo (formandosi una retta coscienza) per venirne a conoscenza.

            Le ho citato fatti concreti, chiedendole la sua opinione scevra da soggettivismi. Ha preferito saltare a piè pari. Pazienza.

          • Cherubino scrive:

            le ho già detto che io ho sentito il contrario di ciò che lei afferma di aver sentito. E comunque vale il discorso tutt’altro che generico, che l’errore umano di singoli non può essere ascritto all’organizzazione, dal momento che questa ha subito un severo esame da parte della Chiesa.
            Questa non è genericità e mi spiace che lei stia cercando di ignorare le risposte precise che le scrivo.

          • Cherubino scrive:

            ho sbagliato il punto del post, quindi repetita iuvant:
            dai suoi toni e dagli argomenti mistificatori che continua a portare, devo concludere che anche lei è un avatar di qualche tradizionalista fondamentalista.
            Peccato.

          • Alessandra scrive:

            Mi dice esplicitamente dove ho detto che IL CAMMINO IN SE’ è sbagliato? Dove ho scritto che l’errore del singolo inficia il metodo? Me lo dica ed io mi cospargo il capo di cenere.
            Non ho problemi da questo punto di vista.

            Ma me lo deve dire.

          • Luisa scrive:

            Scrive cherubino:
            “1) La lettera di Arinze è di Arinze, non è un atto di Magistero e non è un atto pastorale del papa. Che poi il papa ne confermi qualche passo è un conto completamente diverso.”

            O come minimizzare, banalizzare e in fondo non rispettare le parole del Papa che più chiare non potevano essere.

            “Proprio per aiutare il Commino Neocatecumenale a rendere ancor più incisiva la propria azione evangelizzatrice in comunione con tutto il Popolo di Dio, di recente la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti vi ha impartito a mio nome alcune norme concernenti la Celebrazione eucaristica, dopo il periodo di esperienza che aveva concesso il Servo di Dio Giovanni Paolo II. Sono certo che queste norme, che riprendono quanto è previsto nei libri liturgici approvati dalla Chiesa, saranno da voi attentamente osservate.

            Sappiamo come sono andate poi le cose, con Arguello che ha dato l`ordine ai suoi di non cambiare niente, mentre lui combatteva la sua battaglia per rifiutare quelle norme.

          • Cherubino scrive:

            però che coincidenza, scompare alessandra e compare Luisa. E a pensarci bene ci sono delle assonanze tra i post delle due.
            E una frase tipica di Luisa è “le ho citato fatti concreti” che compare in un post di alessandra …
            Coincidenza ? Mah …

          • Cherubino scrive:

            poi, lasci perdere il neretto: perchè il papa impartisce le norme di quel testo ? Lo dice lui stesso:
            “per aiutare il Commino Neocatecumenale a rendere ancor più incisiva la propria azione evangelizzatrice in comunione con tutto il Popolo di Dio”

            Ora, come si fa a vedere un rimprovero in questo ? Solo chi ha i paraocchi può farlo. “Più incisiva l’azione di evangelizzazione” vuol dire che già c’è tale azione, e questo mi sembra un elogio. L’aggiunta “in comunione con…” è ovvia, e non è corretto dedurre che sottintenda che tale comunione non ci sia. Deduzione di un sottinteso: il massimo della deformazione di un testo.

          • Alessandra scrive:

            No guardi Cherubino, io e Luisa siamo due persone differenti. Non prenda di questi abbagli, non è da lei. Se vuole qui c’è il mio profilo, Mi può scrivere quando vuole.

            http://www.blogger.com/profile/07166495723440832716

          • Luisa scrive:

            cherubino, cherubino, ma dove mi cade?
            E così Alessandra non sarebbe altro che una tradizionalista fondamentalista, criptolefebvriana, cioè io :) sotto mentite spoglie? :D

            Piuttosto infantile e inefficace come tentativo di annacquare un commento che mette in luce la sua capacità di relativizzare, mentendo, le parole di Benedetto XVI.
            Comunque la ringrazio, mi ha offerto un buona e sonora risata!

          • Cherubino scrive:

            non so se siate la stessa persona … ma le somiglianze diventano sempre meno.

            Quanto al suo blog, il link all’osservatorio (un pò orbo) sul CNC è un indice chiarissimo che per lei il discernimento e la volontà della Chiesa gerarchica contano pochissimo.

          • Alessandra scrive:

            Le posso dare 2 consigli?

            1) se non è sicuro di quello che dice allora non lo dica

            2) Si prenda 10 minuti di tempo e si legga i miei interventi su quel blog e poi torni qua.

            Se è per questo in QUESTO BLOG girano TdG liberi pensatori , atei ed agnostici e antisemiti. Ci scrive pure lei. Ne posso dedurre che anche lei è un ateo o un libero pensatore o un antisemita?

            Ripeto: si prenda 10-15 e si legga i miei interventi. Poi ne riparliamo. Se vuole…

          • Alessandra scrive:

            Per finire vorrei dire che quello non è il MIO blog. Ci sono capitata nel muio percorso di comprensione del cammino. Ci sono finita ANCHE E SOPRATUTTO per il comportamento dei membri NC. Ad un certo punto hanno deciso che i miei commenti potevano bypassare la moderazione. Stop. E le dirò un’altra cosa. Nonostante io abbia idee diverse da quelle di molti che scrivono in quel blog, ancora mi fanno scrivere quello che voglio e non mi censurano.

            Cosa che invece in ambiente NC hanno fatto. E se ne sono pure vantati.

            Da quello che è la mia esperienza c’è una terza via tra quelli che dicono che il CNC è eretico e quelli che si nascondono dietro un dito dicendo che “non c’è, non mai stato , nè ci sarà alcun problema, e se c’è è per colpa degli altri” e questo perchè il “Papa ci ha approvato”

            Mi rendo conto che questa cosa sta sulle scatole alle due posizione più “estremiste”. Ma è la mia posizione e non la cambio. Mi prendo le mie responsabilità. Sempre pronta a parlare..

          • Cherubino scrive:

            suvvia, ma ci prende per stupidi ? Lei ha messo il link di quel blog sul suo. Non è una citazione e lei non accompagna il link con una nota sua di tipo critico. Chi fa così apprezza l’altro sito e mette il link per invitare a visitarlo.
            Lo capisce anche un bambino.

          • Alessandra scrive:

            Caro Cherubino,
            le ripeto perda un pochino del suo tempo e vedrà che il primo blog sul mio profilo l’ho fatto io (e infatti è vuoto perchè è un progetto in fieri) e il secondo non l’ho fatto io, ma semplicemente sono messa trai collaboratori SOLO ED UNICAMENTE perchè mi è stato concesso di saltare la moderazione. Le ripeto. Prenda 10 minuto del suo tempo e veda i miei interventi in quel blog. Non le chiedo tanto. Certo, se poi è una scusa per troncare il discorso è un’altro paio di maniche.

          • Luisa scrive:

            Non penso, cara Alessandra, che tu debba giustificarti presso cherubino perchè partecipi ad un certo blog, hai forse bisogno del suo placet?
            Sei libera di scrivere dove vuoi, di discutere con chi vuoi, che importanza ha per te quel che pensa quel blogger?

          • Alessandra scrive:

            E chi si sta giustificando?? Ovvio, io scrivo quello che voglio e dove voglio. E francamente mi dispiace che non si riesca a discutere nel merito. Al dunque: dato che è appurato che io non sono Luisa, la domanda è sempre la stessa: l’approvazione di una struttura determina l’infallibilità di chi di questa struttura fa parte?

            Se stessimo parlando di qualsiasi altra realtà non dubito che si sarebbe detto di no. CL può vantare tutti i suoi membri come irreprensibili? Ovviamente no. Idem i focolarini. idem l’AC e qls altra realtà. Eppure sono tutte realtà riconosciute ed approvate. Perchè i Neocatecumenali dovrebbero fare eccezione?Qua invece si fa resistenza, si glissa, si cambia discorso, si attacca la persona.

            Continuo a chiedermi il perchè di tutto questo. Ho citato situazioni e frasi concrete e si è glissato.
            In questi giorni si è detto molto peggio su vescovi con ruoli importanti in segreteria di Stato. Se un vescovo può sbagliare, perchè non può farlo un catechista neocatecumenale?

            Fino a 2 anni fa avevo una opinione più che buona del cammino. Poi è successo un incidente che non mi sono certo andata a cercare e purtroppo le spiegazioni che mi sono state date sono state peggiori del fatto in sè perchè sono state infarcite di menzogne e travisamenti.

            Vogliamo continuare a negare, negare, fortissimamente negare? Va TUTTO bene? Sempre? Vogliamo negare che il rapporto fra cammino e resto della parrocchia sia sempre rose e fiori?

            Io noto sempre più spesso un arrampicamento sugli specchi che prima o poi non si potrà più fare. In realtà i problemi si potrebbero risolvere in 5 minuti. Ma così si ingigantiscono. E questo mi addolora.

            Poi si può dubitare della mia buonafede, ma francamente ho le spalle abbastanza larghe per sopportarlo. Io resto fedele alla mia storia.

          • Cherubino scrive:

            gentile alessandra,
            vedo che insiste, ma forse non sa leggere ? Chi ha negato che uno, dieci, cento catechisti di questo o quel movimento possano errare ? Perchè insiste su qualcosa che non fa problema ?
            Io le ho già risposto che l’errore individuale è un conto, una diffusione sistematica di tale errore non è più un elemento personale, ma strutturale, della bontà o meno del movimento.
            Su questo non vi può essere dubbio, dato il discernimento fatto dalla Chiesa nei modi più prudenti e sapienti sotto la guida dello Spirito Santo.
            Per cui, se i suoi appunti a questo o quel catechista diventano una messa in dubbio del cammino in sè, non c’è altra conclusione che lei sarebbe in errore.

            Ora però non mi ripeta per l’ennesima volta se sono tutti infallibili. Tutti no, ma la maggioranza di essi non può diffondere errori, perchè ciò vorrebbe dire che la Chiesa ha sbagliato, e questo non può essere.

      • Alessandra scrive:

        Vede, gentile Cherubino, io insisto per un motivo ben preciso e se lei si fosse letto bene i miei interventi precedenti lo avrebbe capito.

        Il punto è che SI CI COPRE dietro al fatto che il catechista può sbagliare e dietro a questa scusa la situazione rimane come prima.

        Cherubino, lei ha una formazione ignaziana, mi dovrebbe capire. Non basta ammettere che hai sbagliato, devi anche riparare e “proporsi di non peccare più” chiedendo il santo aiuto di Dio. Il quale però è unito (quasi subordinato) al TUO sforzo. Agostino diceva: “chi ti ha creato senza di te, non ti salverà senza di te”
        ora dato che lei stessi dice che se un catechista sbaglia “non fa problema” ammetterlo, mi spiega tutte le giustificazioni che mi sono state addotte? Un errore si può anche fare in buonafede, ma sempre un errore resta. E come dire a tua madre che ti dice che non studi: “Sono fatto così” .

        Pensa che con questo atteggiamento poi ci si metterà a studiare. Secondi me no.

        Ed è questo atteggiamento che poi provoca danni che, ripeto, sarebbero evitabilissimi. E siccome stiamo parlando di persone che “insegnano” lei capisce meglio di me che conseguenze potrebbero esserci.

        Poi se questo catechista per giustificarsi si tira fuori il fatto dell’”obbedienza” (obbedienza a CHI? Ai catechisti in quanto tali? Ma c’è scritto questo negli Statuti?) a lei che gliene pare? pensa che sia un atteggiamento da correggere o no? Pensa che possa fare danno? Mi dica sinceramente la sua.

        • Cherubino scrive:

          l’obbedienza è un mistero, fa parte del Mistero, quindi non se ne può parlare in modo esaustivo, e tanto meno lo si può fare nelle poche e rumorose righe di un blog.

          Lei dice che in nome dell’obbedienza si può fare danno, Verissimo. Ma lei pensa che la cosa è diversa chiunque altro vi sia al posto di quel catechista NC ?
          Conosco persone che hanno avuto guide spirituali impreparate, sacerdoti poco accorti e prevenuti. E che non hanno mai chiesto perdono per i loro errori.
          Ma questo fa parte del mistero. Non esiste una garanzia, ogni atto di obbedienza è una scommessa, un salto nel vuoto. E non si può dare la responsabilità al “direttore” se saltando ci si rompe una gamba. Nè è bene finire per dire “allora l’obbedienza è una fregatura, meglio farne a meno”. Di certo è che Dio è giusto e non lascia mai che un atto buono, come un’obbedienza in buona fede e onesta coscienza, fatta nel nome di Gesù, procuri una morte, e se ciò avviene è Lui il garante che da quella morte deriverà una vita più grande. Lui è il Go’el e dice:
          “Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposerà il tuo creatore; come gioisce lo sposo per la sposa, così per te gioirà il tuo Dio.
          Sulle tue mura, Gerusalemme, ho posto sentinelle; per tutto il giorno e tutta la notte non taceranno mai.
          Voi, che rammentate le promesse al Signore, non prendetevi mai riposo e neppure a lui date riposo, finché non abbia ristabilito Gerusalemme, finché non l’abbia resa il vanto della terra.” (Is. 62)

          La rimando comunque al bel libro di Raniero Cantalamessa, L’obbedienza. Un pò vecchiotto ma forse lo trova ancora.

          Quanto al CNC, gli errori commessi in nome dell’obbedienza non vanno ascritti al cammino, come dicevo. Questo lo certifica la Chiesa. Con questo non si deve cadere nell’errore di pensare che il CNC sia obbligatorio per tutti. Per alcuni va bene, per altri no. E credo che ognuno debba scegliere liberamente e tranquillamente se seguirlo oppure rivolgersi ad altre esperienza di vita cristiana.

          Il fatto poi che vi siano degli errori da parte di responsabili, anche a livelli elevati, è un segno della bontà dell’esperienza. Perchè se un cammino formasse sempre e comunque cristiani impeccabili, ci sarebbe da preoccuparsi. Pietro pensava di arrivare ad essere perfetto al termine del suo “catecumenato” con Gesù. E invece il punto di arrivo è la consapevolezza di non essere in grado di restare fedele davanti alla morte e il rifondare tutto sull’amico tradito ma fedele.
          E attenzione, il fatto di essere arrivati a questa illuminazione, non mette al riparo di cadere ancora nell’errore di voler salvare Gesù (in realtà ciò che noi proiettiamo su di lui) invece di farsi salvare da lui.

          Se dunque un catechista sbaglia, io mi farei una risata. Se poi non mi fa fare un passaggio battesimale, pazienza. Gli posso anche dire che gli voglio bene lo stesso, nel nome di Gesù. Se poi mi dice che non sono “maturo” posso dirgli che è meglio così, perchè potrò godermi un pò di infanzia spirituale in compagnia di S. Teresina.
          Se poi minaccia l’inferno, posso dirgli di essere preoccupato per lui, citando la lettura di domenica scorsa:
          “Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire” (Dt. 18)

          • Alessandra scrive:

            La sua riflessione merita un approfondimento che, se vuole, possiamo fare anche in privato (oramai la mia mail la conosce)

            Detto questo non mi ritrovo su alcuni punti:

            1) “Conosco persone che hanno avuto guide spirituali impreparate, sacerdoti poco accorti e prevenuti. E che non hanno mai chiesto perdono per i loro errori”

            Anche io li conosco, ma non non ho mai giustificato i loro errori. Non ho mai detto: sai, hai torto tu perchè il mistero della Chiesa etc. etc. L’errore resta errore. E va corretto. Si ricordi che non st parlando di una “intemperanza”. Sto parlando di errori dottrinali gravi. E le ho fatto anche degli esempi precisi. E giustificarsi appellandosi “all’obbedienza” (A CHI?) quando si è colti in fallo catechismo alla mano, rasenta il blasfemo.

            2) “Non esiste una garanzia, ogni atto di obbedienza è una scommessa, un salto nel vuoto. E non si può dare la responsabilità al “direttore” se saltando ci si rompe una gamba”

            Ripeto, obbedienza A CHI? Perchè se la mia fiducia la ripongo in Dio è ben messa. SEMPRE. Anche quando non sembra, ma se la ripongo nell’uomo (catechista, prete o chi vuole lei) mi devo aspettare che cada. E questa caduta non ha nulla di POSITIVO in senso assoluto, ma solo relativamente al fatto che CI SI RIALZA. Il Venerdì Santo senza la Pasqua è una tragedia. Ma anche la Resurrezione senza il Venerdì Santo è monca perchè manca la dimensione del sacrificio, ovvero di quell’amore che dona TUTTO, (è l’amore che salva, non il dolore in sè. Sofferenza vuol dire “offrire se stessi” in sacrificio spirituale e perfetto)

            Lo ha detto lei: “il padre della menzogna è il demonio”. Quindi la verità va proclamata. SEMPRE.

            3) “Quanto al CNC, gli errori commessi in nome dell’obbedienza non vanno ascritti al cammino, come dicevo. Questo lo certifica la Chiesa”

            Da tutto il suo discorso sembra che questo modo di intendere l’obbedienza faccia parte del metodo del cammino. Solo che negli statuti non ce n’è traccia. Quindi la Chiesa non certifica questo modo di fare. Ergo, a maggior ragione è un errore da rimarcare.

            4) “Il fatto poi che vi siano degli errori da parte di responsabili, anche a livelli elevati, è un segno della bontà dell’esperienza. Perchè se un cammino formasse sempre e comunque cristiani impeccabili, ci sarebbe da preoccuparsi”

            Infatti non deve formare cristiani “impeccabili”, ma cristiani “santi”. E la “santità” che cosa è se non lo scopo per cui Dio ci ha creati ovvero l’amonia con se stesso e con il Creatore la quale si ottiene con l’unione al suo Amore Incarnato? (cit. Youcat n342) ? Questo che ha fatto la Chiesa in 2000 anni e quindi anche il cammino (dato che fa parte della Chiesa).

            Ora come ci si unisce a questo amore Incarnato se si ammette che, per “obbedienza” si possano anche dire cose all’infuori del Magistero (perchè io di questo sto parlando)? La santità non è un optional. E’ un dovere per te e per me (e lo diceva Madre Teresa)

            5) “E invece il punto di arrivo è la consapevolezza di non essere in grado di restare fedele davanti alla morte e il rifondare tutto sull’amico tradito ma fedele.”

            Nein. Il punto di arrivo è “dare la vita per i fratelli” come Gesù. “tendete ai carismi più alti” dice San Paolo. Oppure San Paolo ha preso un abbaglio?

            6) Contento lei se riesce a farsi una risata. Per altra gente è stata una tragedia (e non è un eufemismo). Per il resto provi a fare quello che ha detto al catechista che minaccia l’inferno. Poi vediamo come la prende…magari le dirà che che il cammino non fa per lei.

            P.S. Ma tutto questo discorso non me lo poteva fare subito senza tirare in ballo i contesti, i bias e così via discorrendo?

          • Cherubino scrive:

            La tesi del doppio NC, uno ufficiale ed esterno ed uno interno non regge per vari motivi.
            Il primo è di ordine teologico. La Chiesa non può non essere assistita dallo Spirito Santo quando fa un discernimento lungo e impegnativo come quello che riguarda un movimento ecclesiale. Tale discernimento non si basa solo sui documenti, ma sulla viva voce di coloro che sono nella Chiesa a contatto con la gente e soprattutto sulla voce dello Spirito, che illumina chiunque chieda a lui la Sapienza.
            Ripeto quindi che ogni tentativo di bypassare quanto la Chiesa ha studiato e definito e da rigettare, perchè colpisce non tanto l’autorità di quel movimento, ma l’autorità stessa della Chiesa.

            Quanto alle altre obiezioni, ci sono importanti correzioni alle sue parole.
            “L’obbedienza è a Dio”, è una fallacia teologica. Anzi sa di protestantesimo. Perchè l’obbedienza a Dio passa per l’obbedienza alla mediazione visibile che egli ha istituito sulla terra. Dio parla in molti modi e sicuramente la coscienza personale è uno di questi e sotto certi aspetti il più importante. Ma la cartina di tornasole di una coscienza che ascolta la voce di Dio è la docilità (=obbedienza) alla voce della Chiesa, che si manifesta in modo generale attraverso il munus regendi e il munus docendi, in modo individuale attraverso il munus santificandi, il quale si realizza nell’amministrazione dei sacramenti e nella direzione spirituale.
            Del resto l’obbedienza è una scommessa, perchè se dovessi agire solo quando sono pienamente convinto di ciò che devo fare, starei fresco e la storia della salvezza stessa sarebbe inattuata.
            La fede invece è un “gettare le reti sulla tua parola” e spessissimo questa parola di Cristo ci si avvicina non nelle vesti del potere, ma in quelle umili del pellegrino e dell’amico. Ed è una parola che ci invita a qualcosa che giudichiamo perdente, assurdo, inutile e addirittura contro natura, come ordinare al gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare” (Luca 17).
            E’ quando l’oggetto e la fonte del consiglio sono contrastanti con le nostre aspettative che si misura la fede, non quando sono conformi alla nostra intelligenza umana.

            Quanto alla precisazione che “Il punto di arrivo è “dare la vita per i fratelli” come Gesù” lei confonde moralisticamente e bypassa il Kerygma. Dare la vita per i fratelli è un punto di arrivo solo se mosso dalla carità. Ci sono persone che spendono la vita per qualcuno per tenerlo legato a sè, o per esercitare un ricatto morale. Ci sono persone che sono “buone” per superbia, perchè non ammettono i propri difetti.
            Il punto di arrivo della vita cristiana, quello vero che lo scandalo della Croce insegna, è accettare l’amore immeritato, gratuito ed efficace di Gesù per te. La vera nascita alla vita eterna avviene quando si ha il coraggio di incontrare Cristo dopo averlo tradito (o dopo aver capito di averlo sempre fatto) e lasciarsi abbracciare da lui.
            Quello che possiamo fare noi, anzi l’unica cosa che possiamo fare noi, è gridare “Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me”, “Gesù rompi la mia sordità, esorcizza il mio orgoglio che mi impedisce di accettare un debito così grande ed eterno, come quello del tuo amore che non potrò mai ripagare ed eguagliare”.
            Accettare di vivere nel debito eterno verso Dio. S. Pietro ci ha messo un pò a digerirlo e ha lottato con questa verità. Giuda non l’ha accettata. Spesso si crede che Giuda si sia ucciso per il rimorso. E’ del tutto errato. Gesù ha detto a Giuda chiaramente che lui lo aveva già perdonato, che gli era amico comunque avesse agito. Ma proprio questo era diventato insopportabile per Giuda ancor più delle motivazioni che lo avevano spinto a tradire Gesù. E paradossalmente proprio l’atto di tradirlo rendeva oggettiva la gratuità e l’irrevocabilità di quell’amore. Se avesse potuto avrebbe fermato l’esecuzione di Gesù, ma non per amore. E infatti ci provò, senza riuscirci. Questo è il significato della frase che Giuda “si era pentito”. Un vicolo senza uscita. Tra l’accettare di farsi amare e il fuggire da quell’amore nell’unico modo rimasto, Giuda scelse la seconda opzione.
            Vi sono dunque persone che danno la vita per gli altri addirittura combattendo con l’amore di Cristo, “secondo la carne” direbbe Paolo, il quale usa quel termine per indicare l’autosufficienza dell’uomo da Dio, il fare fondati su di sè invece che su di Lui.

          • Alessandra scrive:

            1) Guardi che la mia non è una tesi. Semplicemente le ho detto che DA QUELLO CHE DICE LEI sembra che il suo discorso sull’obbedienza sempre e comunque sia LA PRASSI del cammino. E siccome nello statuto del CN non c’è niente di tutto questo le conseguenze si traggono da sole. Se poi mi vuole dire che questa è la prassi e che la chiesa lo sa….ho i miei dubbi. Pensare che la chiesa abbia avallato che sia lecito dire menzogne dottrinali e poi giustificarsi…boh…

            2) Sta a vedere che sono diventata protestante e neanche me ne sono accorta ;-)

            Innanzitutto io ho fatto un discorso un pochino più complesso di quello che ha capito lei.

            In primis non ho parlato di “obbedienza”, ma di fiducia. E NON E’ LA STESSA COSA. Non confonda i termini.

            “maledetto colui che confida nell’uomo”

            Se un pastore (fosse anche un vescovo, anzi a maggior ragione un vescovo) mi dicesse una palese (e sottolineo PALESE) menzogna dottrinale glielo direi tranquillamente. Lo sa che nel periodo dell’eresia ariana i fedeli prendevano di peso i vescovi che avevano abbracciato Ario e li sbattevano fuori dalla Chiesa? :-)

            Poi per quanto riguarda l’”amore moralistico” Anche lì credo di essere stata molto precisa. Io ho parlato di “dare la vita per i propri amici” COME GESU’. Ho parlato di “santità” citandole YOUCAT. Mi spiega cosa c’entra tutto questo con l’amore moralistico?

            Me lo spieghi, perchè non ci arrivo…

          • Cherubino scrive:

            vede alessandra, lei mistifica le mie parole, e questo mi fa pensare che i miei sospetti non erano tanto infondati.

            Quando mai ho parlato di “obbedienza sempre e comunque” ? Anzi, ho detto che ognuno deve prendere i giudizi del catechista secondo coscienza. Anche perchè la responsabilità della propria salvezza o dannazione è propria e non può essere scaricata su nessuno.

            Poi obietta che non ha parlato di obbedienza ma di fiducia. E dove sarebbe la differenza ? L’obbedienza è ob-audire, seguire una parola udita perchè si ripone fiducia in essa, ci si affida ad essa. E’ strano che una che contesta dei catechisti poi ignori cose così fondamentali. Mi fa pensare che le sue contestazioni siano o pretestuose o comunque frutto di ignoranza.

            Il suo discorso sul vescovo che dice un errore dottrinale pecca di grande superbia, ed è curiosamente molto affine al modo di pensare dei lefebvriani, a quali che lei lo voglia o no, l’accomunano molti atteggiamenti., tra cui quello di un rapporto con la Chiesa di tipo protestante.

            Quanto alle presunte eresie che lei dice di aver ascoltato, sono sempre parole sue. Niente prova che siano vere.

          • Alessandra scrive:

            Cherubino, si decida. O sono protestante o sono lefebriana. Non mi faccia confondere, la prego.

            Inoltre stia tranquillo che io faccio solo una cosa: prendo le sue affermazione e le confronto con la MIA esperienza di fede ( che peraltro dovrebbe comprendere)

            Innanzitutto c’è una differenza abissale tra la fiducia o FEDE (che è rivolta a Dio) e l’obbedienza che si deve ad un vescovo. (e un catechista non è certo un vescovo e non credo che debba spiegarle io la differenza). Altrimenti se fosse valido il suo ragionamento dovrei considerare il catechista alla stregua di Dio. E francamente mi pare eccessivo.

            Le dico solo che è ad un vescovo si deve obbedienza perchè è un successore degli apostoli e, come tale, DEVE mantenere integro il DEPOSITO della fede. Se non lo fa credo che le conseguenze sono palesi. Quindi secondo lei i fedeli che buttavano fuori i vescovi ariani a calci che cosa erano? Superbi? Le faccio un esempio: se un vescovo le dicesse che nell’ostia consacrata non c’è Gesù che farebbe? Si starebbe zitto? Penserebbe che ha ragione?

            Se non mi sbaglio i vertici del cammino quando si sono sentiti danneggiati dai vescovi hanno protestato. E sicuramente il cammino non è un dogma di fede.. Secondo il suo ragionamento erano superbi pure loro. Oppure ho capito male? Mi spieghi.

            Se poi non mi crede, faccia lei. Cmq sia da quello che mi ha esposto (ma almeno quello che dice è la prassi del cammino o una sua personale interpretazione? Glielo chiedo perchè non è il primo a farmela. Se così fosse cmq non c’è niente di anche solo lontanamente simile a questo negli Statuti..) si capisce come avrebbe affrontato la questione…

  156. Alessandra scrive:

    E pure io mi fido. Infatti il problema NON E’ se sia un strumento buono o no. Il problema sono le persone che ci stanno dentro. Come giustamente diceva Vincenzo da Torino…chi controlla? Sia chiaro, il cammino non è IL problema dei problemi, però è strana questa pervicace ostinazione nel dire che va tutto bene, che se se succede qlc siamo tutti peccatori (e quindi???Non si fa nulla?), nel giustificare sempre e comunque, nell’evitare qualsiasi e sottolineo QUALSIASI contatto con qualunque realtà che esuli dal cammino stesso e nel giustifica care questi comportamenti con motivazioni quantomeno opinabili se non proprio inconsistenti (nonchè sempre uguali financo nei termini) PERCHE’?

    Il Santo Padre ha fatto un discorso molto preciso (peraltro non l’unico a questo proposito) che va letto così come è scritto senza trovarvi chiavi di lettura strane (in questi giorni ne ho sentite di tutti i colori) il quale si potrebbe semplificare in una frase: “guardate che oltre il cammino c’è di più e con questo dovete entrare in contatto, specialmente per quanto riguarda la liturgia” Qualsiasi altra chiave di letture assomiglia al ragionamento che Ariosto fa fare ad Orlando allorchè scopre che Angelica ama Medoro. A furia di arrampicarsi sugli specchi prima o poi si scivola…

    • nn scrive:

      Pur non dandole torto (l’ uomo è l’ uomo) stia attenda che per valutare lo strumento non si perda la sinfonia.

      • nn scrive:

        errata corrige:

        attenta non attenda

        • Alessandra scrive:

          La ringrazio del consiglio e lo rilancio. La sinfonia (o meglio l’armonia) da che cosa nasce? Nasce dal fatto che nessuno suona “per conto suo”, ma perchè attenziona le sonorità e gli interventi degli altri strumenti.

          E questo, mi perdoni nel cammino manca. Semplicemente non è contemplato. Altrimenti non si spiegherebbero certe affermazioni quali: “alla GMG molto probabilmente saremo la maggioranza” fatto da chi di gmg ne ha fatte tante ed ha 20 anni e passa di cammino (ma si è guardato intorno per caso?) oppure “siamo in tanti, poi dove ci mettono” (e gli altri 800 mila secondo loro dove stavano?)

          Poi potrei raccontare molto altro, ma preferisco fermarmi qua. Io non vedo l’ora di “farmi mettere in discussione” grazie ai miei fratelli NC. Non vedo l’ora di lavorare con loro. Mi sorge il dubbio che loro vogliano fare la stessa cosa con me. Tutto qua.

  157. nn scrive:

    Venerdì mattina, a Roma, il Papa Benedetto XVI ha ricevuto in udienza 7000 membri del Cammino Neocatecumenale. E’ stato un incontro stupendo come un’aria fresca in tempo di siccità. Solo la fede vissuta in profonda comunione ecclesiale con Pietro, con il suo successore, il Papa, può provocare un’esperienza simile, tanto gratificante quanto stimolante.
    Si è data lettura del Decreto per l’approvazione delle celebrazioni del Cammino Neocatecumenale contenute nel “Direttorio catechetico” del Cammino Neocatecumenale, sono state inviate, insieme a molti sacerdoti, molte famiglie, che hanno lasciato tutto per la missione in luoghi in cui non è facile predicare il Vangelo.
    Il Papa, con una grande gioia che non è riuscito a nascondere, ha parlato del significato dell’incontro, della missione, del seguire Gesù Cristo, del vero significato e spirito della liturgia e, infine, benediceva le famiglie e i sacerdoti in missione, ai membri, responsabili, catechisti e fondatori del Cammino Neocatecumenale, Kiko e Carmen.
    C’è stata una particolare attesa: l’approvazione, tanto desiderata, delle celebrazioni, non liturgiche, che segnano le diverse tappe del Cammino dell’iniziazione cristiana.
    Indubbiamente il Cammino Neocatecumenale è una delle nuove realtà ecclesiali, emerso ai margini del Concilio Vaticano II, per promuovere una nuova evangelizzazione del nostro mondo e rinnovare l’iniziazione cristiana, tanto urgente quanto necessaria. Penso che sia una delle iniziative più notevoli e diffuse, ispirata dallo Spirito Santo nella Chiesa, che risponde sia alla naturalezza, sia alle esigenze dell’iniziazione cristiana, come alla necessità imperativa e urgente di rinnovare, promuovere e rafforzare, con forza e identità, una nuova pastorale di questa Iniziazione cristiana, sia per i provenienti dal paganesimo, sia per i già battezzati, non sufficientemente formati, avendo una cura completa per tutti quegli elementi che, presi insieme, integrano una vera Iniziazione cristiana di carattere catecumenale, secondo le linee guida e le direttive emanate dalla Chiesa nel Concilio Vaticano II, e nel magistero e nelle disposizioni successive della Chiesa.
    Nel Cammino Neocatecumenale si percepisce la convinzione che il catecumenato è parte dell’essenza stessa del battesimo, il suo cuore, fondamentale sia prima di ricevere il Battesimo, sia dopo la sua ricezione: è un cammino per vivere in conformità con ciò che significa e contiene il sacramento del battesimo.
    La Parola di Dio, l’Eucaristia, il battesimo, ricevuto o da ricevere, e la comunità cristiana sono il nucleo stesso di questo cammino di fede, che è accompagnato da celebrazioni non strettamente liturgiche in ciascuna delle sue fasi o tappe. L’Eucaristia domenicale, anticipata abitualmente il sabato pomeriggio nelle comunità neocatecumenali, è come “l’anima e la forza” di tutto il Camino.
    La celebrazione, all’interno del proprio itinerario di queste comunità, dell’Eucaristia è svolta in maniera molto dignitosa e bella, con grande senso di fede, con spirito ecclesiale, liturgico e festivo, con un “profondo senso di mistero e di sacro “. La Parola di Dio e l’Eucaristia indicano la priorità di Dio, l’iniziativa di Dio e costituiscono la base e la fonte che danno vita, respiro e forza alle comunità, capacità, forza e libertà per testimoniare ed evangelizzare.
    Davvero devo ringraziare Dio per questo dono che arricchisce la Chiesa, nata in Spagna, ma così ricca e così presente nel mondo intero.
    Cardinale Antonio Cañizares
    Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti

    • Antulio scrive:

      @ nn.
      E’ vero, il Papa ha ricevuto in udienza i rappresentanti della setta religiosa Neocat… e le povere famiglie da questi plagiate, ma ciò molto improvvidamente e con estrema leggerezza dati i metodi coercitivi usati.

  158. Luisa scrive:

    Wow!
    Quante volte ci servirete questa intervista del card. Canizarès al giornale spagnolo, La Razon?
    Guardi che un suo fratello ci ha già pensato più sopra…
    Fra poco sui vostri siti ufficiali quell`intervista precederà, nel palmarès delle citazioni, la nota laudatoria di Bugnini e la lettera dei Giovanni Paolo II!

    • nn scrive:

      Cosa vuole quando si ha a che fare con gente di dura cervice il riperersi non è mai abbastanza…non si sa mai.

      • Luisa scrive:

        Perchè, lei considera quelle parole del card. Canizarès magistero infallibile?
        Che è dovuto loro l`ossequio di fede, volontà e intelletto?
        Spero che darete sui vostri siti almeno uno spazio uguale se non più importante, come dovrebbe essere, alle parole di Benedetto XVI laddove vi ricorda il carattere pubblico( e non privato nella comunità) della Santa Eucaristia e l`importanza del vostro inserimento nella parrocchia già durante il cammino ma in ogno caso alla fine, gliele ricordo nel caso le fossero sfuggite:

        ” Al tempo stesso, la progressiva maturazione nella fede del singolo e della piccola comunità deve favorire il loro inserimento nella vita della grande comunità ecclesiale, che trova nella celebrazione liturgica della parrocchia, nella quale e per la quale si attua il Neocatecumenato (cfr Statuti, art. 6), la sua forma ordinaria. Ma anche durante il cammino è importante non separarsi dalla comunità parrocchiale, proprio nella celebrazione dell’Eucaristia che è il vero luogo dell’unità di tutti, dove il Signore ci abbraccia nei diversi stati della nostra maturità spirituale e ci unisce nell’unico pane che ci rende un unico corpo (cfr 1 Cor 10, 16s).”

        • Cherubino scrive:

          di certo proviene da chi ha la missio da parte del papa di occuparsi di quelle cose, oltre al munus docendi che lei non ha. Le pare poco ?

          • Luisa scrive:

            Perchè, le parole del card.Canizarès hanno ai suoi occhi maggior peso di quelle del Papa?
            Card. Canizarès che del resto, in un`intervista dopo il 20 gennaio, ha parlato di approvazione delle celebrazioni liturgiche mentre il Papa aveva chiaramente delimitato il decreto alle celebrazioni non prettamente liturgiche….ma sarà stato la foga e l`entusiasmo a fargli attribuire a quel decreto unc ontenuto che non ha….
            Comunque trovo molto sintomatiche e rivelatrici le reazioni a quelle parole del Papa, ignorate, minimizzate, recepite con malumore,e non stupisce che sia dato maggior spazio all`entusiasmo del card. Canizarès! ;)

          • Cherubino scrive:

            ma per favore, ma crede forse di essere lei il papa ? Canizares ha detto nè più nè meno ciò che ha sostenuto il papa, il quale di elogi ai NC ne ha fatti non pochi, con le parole e con i fatti.

          • Luisa scrive:

            Ci vuole una buona dose di fantasia per dire che il tono, la foga, ma sopratutto le parole del card.Canizarès sono le stesse di quelle del Papa!
            Il Papa ha parlato chiaramente ai neocatecumenali, da sempre rivolge loro gli stessi richiami, ma lo ha fatto in modo forte, eloquente e inequivocabile il 20 gennaio….guarda caso quelle parole non sono state gradite dai neocatecumenali che preferiscono dare spazio a quelle del card. Canizarès.

  159. emanuele c scrive:

    L’articolo offre un report molto equilibrato.
    Leggo invece molte immotivate preclusioni riguardo alla “Messa dei neocatecumenali”, che in realtà sono prive di riferimento a quanto è accaduto il 20 gennaio.
    E’ consigliabile separare i fatti dalle opinioni.
    La Chiesa aveva già approvato, contestualmente alla promulgazione degli statuti del 2008, gli adattamenti liturgici ritenuti funzionali al rito Eucarestico durante il percorso neocatecumenale.
    I primi Statuti, approvati ad experimentum, non ne facevano menzione.
    La modifica è stata proposta dalla Santa Sede e consta proprio del contestuale inserimento nel testo delle particolarità liturgiche, approvate in quanto contestuali e funzionali allo svolgimento del Cammino.
    Piccoli adattamenti, ma di forte significato proprio perché rivolti ad una piccola comunità che “cammina” insieme ed è formata da gente che si conosce molto bene: monizioni alle letture, anticipazione della pace, Eucarestia al posto.
    Ad oggi restavano da approvare solo i riti contestuali alle varie tappe del Cammino, e null’altro. Questo è un fatto.
    Due osservazioni:
    a) Secondo alcuni (Magister tra tutti) la non espressa approvazione dell’Eucarestia in questo contesto consterebbe di una bocciatura.
    In realtà no, perché non c’era nulla da approvare se non i riti a contenuto non liturgico.
    Ma, si dice: nella prima approvazione (quella del 2008) non sarebbero state menzionate le “esperienze personali facoltative” prima dell’Omelia.
    Non ci s’avvede che al tempo non s’è fatto semplicemente perché non serviva un’esplicita approvazione di qualcosa che è già permesso in via generale (leggere le istruzioni sulla collaborazione dei non ordinati al Sacro Ministero del ’77).
    Non serviva allora e non serve adesso.
    Oppure chi dice: serviva l’espressa approvazione dell’uso del Pane azzimo (con fantomatica misteriosa ricetta di Kiko Arguello) e dei fantomatici “boccali” di vino.
    L’Eucarestia è semplicemente data nelle due specie (chi vuole ha accesso al calice, com’è già lecito e approvato nel Messale, e se si usa di preferenza il pane azimo, deve avere le caratteristiche di cui al Girm art. 320, 321).
    Ultimo punto:
    b) La confluenza delle comunità nella Parrocchia al termine del Cammino:
    Chi pensa che questa sia una bocciatura non conosce nulla del Cammino e ha travisato quello che ha detto il Papa.
    1. Questo concetto è già presente negli Statuti. Dov’è il richiamo?
    Oltretutto è un concetto che lo stesso Kiko esprime molte volte nelle catechesi iniziali (approvate, col direttorio, nel 2011 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede). Di più, è l’essenza stessa delle comunità quella d’essere funzionale alla parrocchia e al reintegro pieno nella vita parrocchiale al termine di un cammino di riscoperta del battesimo (che per sua natura finisce con l’accoglienza del battezzato nella parrocchia). Certo, se questo si ignora, passa per un richiamo.
    2. Il Papa ha omesso di menzionare uno di quei precetti tanto cari ai Magister; quello di “dover” presenziare una volta al mese alla celebrazione domenicale comunitaria. Fatto caso che questo precetto non c’è più? Se la non menzione delle risonanze era una bocciatura, questa sarebbe una promozione? Nè l’una né l’altra.
    Il Papa ha ribadito che “l’Eucarestia neocatecumenale” è un ‘Eucarestia parrocchiale a tutti gli effetti (e perciò stesso aperta a tutti – anche questo è negli statuti, nessuna novità) ma funzionale alla vita della piccola comunità.
    Non c’è dunque elemento di separazione dalla vita parrocchiale (si da richiedere una presenza mensile) perché l’Eucarestia delle comunità Neocatecumenali è limitata al tempo di cammino; tempo destinato a concludersi con la piena accoglienza dei catecumeni da parte del vescovo e l’integrazione piena nella comunità parrocchiale.

    • Luisa scrive:

      Il Papa vi ha detto che dovete seguire i libri liturgici, nei libri liturgici non troviamo le risonanze, può confermarci che le avete soppresse?
      Inoltre, e direi sopratutto, mi può dire in quale testo del Magistero, a quale pagina del Messale Romano si trova descritto il vostro modi di comunicarsi, seduti, ( vi alzate solo il tempo di ricevere il vostro pezzettino di pane) , tutti insieme e restando al vostro posto?
      Benedetto XVI, con le sue NORME, ha voluto modificarlo, Arguello ha detto che fare la comunione come tutti(!), con l`ostia e mettendosi in processione sarebbe stata una catastrofe(!) per le sue catechesi, ma non credo che un laico possa inventarsi e imporre alla Chiesa un modo di comunicarsi non solo non conforme all`uso cattolico, ma disobbedendo al Papa.
      Dunque le ridomando, Emanuele, quale testo del Magistero autorizza il vostro modo di comunicarvi?

  160. umberto scrive:

    …( vi alzate solo il tempo di ricevere il vostro pezzettino di pane)…per lei è questo? solo un pezzettino di pane?, ecco ora si spiega la sua feroce aggressione nei confronti del cnc.
    Cherubino ( a cui và il mio apprezzamento e gratitudine per averle spiegato in modo chiaro e inconfutabile che, il cnc è nella Chiesa e per la Chiesa ), ha sprecato tempo e inchiostro nel tentativo di farla ragionare.
    Comunque, invece di perdersi in “dettagli insignificanti” vada al cuore della questione, cioè si fidi della “sua?” Chiesa e di Pietro, e si informi sui FRUTTI del cnc.
    Un saluto e cerchi di vivere nella gioia, consapevole che DIO ti ama.

    • Luisa scrive:

      Se per lei è un dettaglio insignificante che il vostro modo di comunicarsi, che ho descritto più sopra, NON è previsto dal Magistero, dal Messale Romano, effettivamente non possiamo incontrarci, stiamo parlando del cuore della nostra Fede, stiamo parlando della Liturgia, ed è così poco un dettaglio che il vostro maestro e guida Kiko Arguello, ha detto che comunicarsi come tutti (come noi cattolici non neocatecumenali!), con l`ostia ( dov`è il rispetto per l`Ostia ?), mettendosi in processione, sarebbe stata una catastrofe per le sue catechesi.
      Comunque osservo che nessuno mi sa indicare il documento del Magistero o la pagina del Messale Romano dove posso trovare la prassi liturgica neocatecumenale, probabilmente, anzi sicuramente, perché NON esiste, come non esistono nei libri liturgici le risonanze che immagino avete soppresso o sopprimerete.

  161. Luisa scrive:

    Se per lei, Umberto, è un dettaglio insignificante che il vostro modo di comunicarsi, che ho descritto più sopra, NON è previsto dal Magistero, dal Messale Romano, effettivamente non possiamo incontrarci, stiamo parlando del cuore della nostra Fede, stiamo parlando della Liturgia, ed è così poco un dettaglio che il vostro maestro e guida Kiko Arguello, ha detto che comunicarsi come tutti (come noi cattolici non neocatecumenali!), con l`ostia ( dov`è il rispetto per l`Ostia ?), mettendosi in processione, sarebbe stata una catastrofe per le sue catechesi.
    Comunque osservo che nessuno mi sa indicare il documento del Magistero o la pagina del Messale Romano dove posso trovare la prassi liturgica neocatecumenale, probabilmente, anzi sicuramente, perché NON esiste, come non esistono nei libri liturgici le risonanze che immagino avete soppresso o sopprimerete.

    • Luisa scrive:

      Aggiungo che ho detto pezzettino di pane, come avrei detto ostia se fosse un`ostia che tenete nelle vostre mani seduti al vostro posto, in attesa che tutti la ricevino, per poi comunicarsi tutti insieme.
      Per quel che è di fidarsi di Pietro, perchè voi, dunque anche lei, si è fidato di Kiko Arguello che vi ha ordinato di non cambiare niente, appunto nel vostro modo di comunicarvi, e non si è fidato piuttosto del Successore di Pietro che nel 2005 vi ha trasmesso delle norme per modificare la vostra prassi liturgica?

  162. umberto scrive:

    ha ragione non possiamo incontrarci, perchè io ho molto più rispetto di lei del …Pezzettino di Pane… o Ostia, il mio riferimento ai dettagli tra virgolette, era un invito ad abbandonare per un attimo i suoi pregiudizi e i suoi rigidi schemi mentali, per cercare di capire perchè la Chiesa considera il cnc dono suscitato dallo Spirito Santo e NON una eresia.
    Alla base della mia fede c’è la consapevolezza che Gesù Cristo è morto e risorto anche per me, c’è il massimo rispetto e, ubbidienza alla sua CHIESA, cosa che non si può dire di lei in merito all’ubbidienza.
    Le rinnovo il mio invito, stia serena, guardi ai Frutti del cnc e viva nella gioia.

    • Luisa scrive:

      Guardi che lei come neocatecumenale è l`ultimo, ma veramente l`ultimo, a poter darmi delle lezioni sull`obbedienza, lei che obbedisce sempre e comunque in primis a Kiko Arguello e ai suoi catechisti, se poi lei è un catechista, non ho bisogno di descrivere il potere immenso di cui lei dispone, alle domande scomode non si risponde e vedo che lei evita di riconoscere che nel 2005 ha scelto di obbedire a Kiko Arguello invece di obbedire al Papa, come del resto, in modo prevedibile, lei non può indicarmi il testo di riferimento per il vostro modo di comuncarvi, ma non è ignorando le domande scomode che le si può cancellare.
      Altra disobbedienza al Papa , e sempre attuale, è la non pubblicazione del direttorio catechetico domandata dal Papa già nel 2008, è stato Arguello stesso a darci l`informazione, siamo nel 2012, quei testi son stati approvati, dopo correzione, nel dicembre 2010 ma oggi ancora non sono pubblicati, abbiamo così nella Chiesa una formazione detta cattolica di cui i cattolici, i neocatecumenali in primis, non conoscono il fondamento teologico perchè il creatore di quella formazione VUOLE conservare l`arcano, il segreto sui suoi testi e su quell`itinerario a tappe.

      • Pippo scrive:

        Luisa,
        se le fa piacere, continui ad arrampicarsi sugli specchi.
        Cordiali saluti

        • Luisa scrive:

          Chi si sta arrampicando sugli specchi?

        • Cherubino scrive:

          sig. Pippo devo contraddirla: Luisa non si arrampica sugli specchi, perchè la sua casa ne è priva …

          • Luisa scrive:

            Ma il suo è un complimento, sior cherubino, non dubito invece cha la sua di casa sia ornata da innumerevoli specchi in cui contemplare la sua immagine angelica.

          • Cherubino scrive:

            Uno specchio è uno specchio. E’ un confronto con la verità, per questo nella sua casa mancano. Si può pure guardare uno specchio in modo narcistico, ma la storia finisce in due modi: o annegandoci dentro o sentendosi dire “non sei la più bella del reame”.
            Entrambe le cose mi sono estranee, per questo non ho paura degli specchi. Soprattutto quello specchio che è la Chiesa, una, santa, cattolica, apostolica. Perchè in essa mi sento dire:

            “«Àlzati, amica mia,
            mia bella, e vieni, presto!
            11Perché, ecco, l’inverno è passato,
            è cessata la pioggia, se n’è andata;
            12i fiori sono apparsi nei campi,
            il tempo del canto è tornato
            e la voce della tortora ancora si fa sentire
            nella nostra campagna.
            13Il fico sta maturando i primi frutti
            e le viti in fiore spandono profumo.
            Àlzati, amica mia,
            mia bella, e vieni, presto!
            14O mia colomba,
            che stai nelle fenditure della roccia,
            nei nascondigli dei dirupi,
            mostrami il tuo viso,
            fammi sentire la tua voce,
            perché la tua voce è soave,
            il tuo viso è incantevole».

          • Luisa scrive:

            Se io non ho specchi sono certa che lei ne è circondato, allora veda un pò in quale specchio lei potrà confrontarsi con la verità, che se può sconcertare non è per questo meno verità, di un modo di comunicarsi non previsto dal Magistero, di risonanze che continuano anche se non sono autorizzate dal Messale Romano….ma forse in uno dei suoi specchi come per incanto appariranno quei riferimenti che io cerco ma non trovo, anzi cercando trovo testi del Magistero che descrivono le derive e le errate applicazioni della Sacrosanctum Concilium.