Sei firme per un anno di Francesco

Giovedì 13 marzo ricorre il primo anniversario dell’elezione di Papa Francesco, che trascorrerà la giornata ad Ariccia, per il ritiro spirituale della Quaresima insieme ai cardinali e vescovi della Curia romana. Volevo segnalarvi l’uscita di questo libro che ho curato: s’intitola “Francesco. Il Papa della gente”, e oltre ad alcune delle foto più belle di questo primo anno (a colori e su carta patinata, scelte da Mauro Pianta), si compone di sei capitoli, scritti da altrettanti vaticanisti di Vatican Insider. La prefazione è del direttore de La Stampa, Mario Calabresi.

Io ho firmato il capitolo introduttivo, Giacomo Galeazzi quello dedicato ai viaggi, Domenico Agasso jr. quello sulle omelie di Santa Marta, Andrés Beltramo Alvarez quello sulle udienze del mercoledì, Gianni Valente quello su “Evangelii gaudium” e Gerard O’Connell quello sulle riforme e le nomine. Racconti, testimonianze, curiosità e interviste si alternano a immagini davvero bellissime.

Il volume è in vendita per 8,70 euro nelle edicole di Piemonte, Val d’Aosta e Liguria dall’8 marzo, e arriverà nelle librerie italiane il 13 marzo. Mi sembra un lavoro ben riuscito, ma il giudizio spetta ovviamente ai lettori. Lo considero un obiettivo importante perché è espressione di uno spirito di squadra e di una collaborazione sempre più stretta tra coloro che contribuiscono – a vario titolo – a realizzare ogni giorno Vatican Insider.

Sempre su La Stampa e Vatican Insider vi segnalo inoltre la bella timeline curata da Pablo Lombó (che si occupa del canale Vatican Insider in lingua spagnola): potete trovarvi descritto il primo anno di pontificato descritto attraverso le date e gli episodi salienti. Buona lettura!

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

112 risposte a Sei firme per un anno di Francesco

  1. stefano scrive:

    Ma, come sottotitolo, non si poteva pensare a qualcosa di più originale, che so, dall’Argentina con amore?

  2. Reginaldus scrive:

    “francesco, il papa della gente “…sì, il papa del plebiscito universale….

    Brutto, brutto segno, Tornielli… Mai letto: “Guai a voi quando tutti diranno bene di voi…”???

    ( Ma adesso sarò messo in quarantena, a spurgare la bile del fuori-coro…. )

    • Reginaldus scrive:

      ed difatti, automaticamente scatta l’ altolà moratorio…Grande grande francesco bergoglio!

    • Marino scrive:

      @reginaldus

      “Guai a voi quando tutti diranno bene di voi…”???

      Di sicuro con quel che scrive (anche) lei Papa Francesco non ha da preoccuparsi di questo ammonimento.

      • Reginaldus scrive:

        La risposta al suo commento esegetico è stata cassata…
        Allora provo a rsipondere ancora con la citazione completa da Luca:
        “Guai a voi quando tutti gli uomini diranno bene di voi.
        Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti”.

        La mia voce dissonante non inficia quel “tutti”: è così isolata che anche come tale viene silenziata in tutti i modi…

  3. L'Enigmista scrive:

    Almeno uno cosa certa di questo papato si può dire: sta facendo la fortuna di giornalisti e scrittori!
    I fedeli possono attendere …

    • macv scrive:

      Al card. Kasper però ,non è piaciuto per nulla lo scherzetto che gli ha fatto il Foglio!
      si è molto arrabbiato che Ferrara abbia pubblicato in anteprima sul giornale che costa 1,50 la sua relazione “segreta” che adesso viene pubblicata da Queriniana alla cifra di 9 euro! E quindi giù filippiche ed aut aut : o si fa come dico io o niente ! Vedere l’ottimo Magister:
      http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/

      E’ stato veramente uno scherzo .. da prete!

  4. Grazie Dott Tornielli, cercherò di ottenerlo in Isvizzera in un modo o nell’altro.
    In Pace

  5. Teseo scrive:

    Ma basta con questo fiorire di libri su papa francesco, non se ne può più. Poi si dice il culto della personalità. Umana. E’ uscito addirittura un settimanale per seguirne le gesta. A parte il ridicolo, sono veramente disgustato, e con me tanti. Papa francesco, il più amato dai non cristiani.

  6. Alessia scrive:

    Congratulazioni! Non si può dire che il team di Vatican Insider si sia risparmiato in questi ultimi 12 mesi. La concorrenza, però, è agguerrita e i banconi delle librerie tracimano. Che fare di fronte a tutto questo ben di Dio di amenità varie? Si compra tutto, niente o altro?

  7. Reginaldus scrive:

    mi piacerebbe sapere da qualcuno di questi scribi eulogici di tanto Francesco, che s’ innalzano a pile su ogni tavolo novità delle librerie, da loro che tutto sanno del loro Celebrato, che cosa significa che il loro Uomo, assurto ai fastigi petrini, voglia del tempo per comprendere – per esempio – quali motivazioni abbiano gli “stati laici” – che tali gli stati devono essere per natura loro…natura mai riconosciuta da nessuna dottrina cattolica di un tempo, ma lasciamo perdere, mica prima c’era stato un concilio vaticano II…- per introdurre nella legislazione loro i matrimoni gay, cioè i matrimoni di Gender a piacer d’ognuno..Forse per trarne un buono spunto per introdurli anche nella sua chiesa, e che la gente lo senta sempre più come papa suo???

  8. Marino scrive:

    Per la prima volta da quasi un decennio le acque in cui naviga la Chiesa sembrano essersi calmate eppure c’è gente che vuole agitarle a tutti i costi… Incredibile.

    • PetrusLXXVII scrive:

      Dice?! A me pare la “quiete prima della tempesta”, piuttosto che quella dopo.. Sigh!! :/

      • Marino scrive:

        A ciascun giorno basta la sua pena.

        Alla tempesta che verrà ci penseremo in quel giorno (anche se non è che ora ci sia tutta questa gran quiete, visti gli interventi di certi elementi…).

  9. italicus scrive:

    per cortesia finiamola di esaltare e idolatrare papa francesco. si sta esagerando… va a finire che si ripete tutto ciò che di altrettanto stucchevole è stato fatto e si continua a fare con san padre pio. melassa vischiosa che ne rovina la figura…

  10. Reginaldus scrive:

    ma è perché questo Francesco piace tanto alla gente che si mettono sempre – con riflesso pavloviano – in quarantena i commenti che non piacciono??? A chi, ai fans o al primo attore???

  11. Sandra scrive:

    “Povertà, misericordia, carità, tenerezza, tutti validi strumenti per erodere la dottrina, per distruggere la Chiesa, come l’abbiamo conosciuta, trasformandola in una sorta di setta evangelica. Per appiattirla sul mondo e le sue esigenze, per adeguarla alla mentalità dominante fra i fedeli che non amano essere “educati” o “guidati”, che sono assetati non di istanze superiori, ma di analogie dal basso.”(ha detto molto bene Francesco Colafemmina una persona molto intelligente rispetto a tutte i caproni che ci sono in giro).A me tutte le lusinghe rispetto a Bergoglio mi fanno venire semplicemente da vomitare appena esce in tv cambio canale. Mi chiedo ma quest’uomo Bergoglio cosa ha fatto nella sua vita?semplicemente nulla è esaltato da certi poteri solo perchè sperano che demolisca la dottrina della Chiesa con tenerezza e misericordia. Gentile dott. Tornielli io di questo papa non comprerò nulla

  12. CRISTIANOTRIESTE scrive:

    La funzione di insegnare della Chiesa NON può essere disgiunta da quella di condannare ciò che è contrario al Magistero e costituisce un pericolo per le anime dei fedeli.

  13. Paola scrive:

    @Sandra
    A lei può benissimo non piacere Bergoglio, ma dire, come fa lei, di una persona che si è consacrata a Dio giovanissima in un ordine religioso e ha passato tutta la sua vita al servizio della Chiesa “Mi chiedo ma quest’uomo Bergoglio cosa ha fatto nella sua vita?semplicemente nulla” è di una stupidità abissale.

    • Sandra scrive:

      “A lei può benissimo non piacere Bergoglio”Intanto grazie perchè mi dà almeno la possibilità di dire quello che penso (lei non è come quei democratici dilaganti rispetto ai quali non puoi avere un pensiero diverso dal loro). Certamente il Papa è un sacerdote bene molto bene ha fatto il suo dovere. e allora ?Non siamo servi inutili? io mi riferisco a questa adulazione stomachevole universale di cui gode come se si trattasse di un uomo dalle gesta eroiche.
      Con lui la verità annacquata, la carità ostentata.
      Va con il pulman ad Ariccia olè applausi ma quando parla disorienta, confonde non conferma “innova ” !Per me ci può andare anche in aereo ad Ariccia ma deve confermare la Parola di Cristo invece lui conferma Kasper ultraottantenne, il mondo, i mass media etc che piace a La repubblica.Ma se la Chiesa si trova in questo disastro non sarà colpa di questi sioretti ultrasettantenni che sarebbe il caso di rottamare?che magari sacerdoti si ma fedeli fino in fondo alla di Cristo?Gli uomini di chiesa devono seguire Cristo o La repubblica?

    • Sandra scrive:

      “Persona che si è consacrata a Dio giovanissima in un ordine religioso e ha passato tutta la sua vita al servizio della Chiesa “non basta ci sono tanti sacerdoti in giro ma non tutti sono uomini di Dio e per la maggiorparte mediocri e burocrati del sacro l’uomo di Dio non ha applausi dal mondo

  14. CRISTIANOTRIESTE scrive:

    Gentile signor Tornielli perchè non scrive una replica al card. Kasper.

    Lei ha dimostrato un coraggio da leone a pubblicare, dicendo tutta la verità, il libro sul Pastore Angelico.

    Ora i tempi sono molto duri per la cattolicità e la situazione richiede che persone innamorate di N.S. Gesù Cristo difendano la Sua Chiesa (che infatti non è nostra e non è nemmeno del card. Kasper) e la dottrina di sempre.

    La invito quindi, a prendere posizione sulla autodemolizione della Chiesa portatata avanti da questi asseriti uomini di Chiesa: ognuno, infatti, dovrebbe fare la propria parte: lei è un giornalista molto apprezzato e la sua azione potrebbe portare grande frutto.

  15. Reginaldus scrive:

    «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore…”

    Chissà se tutti quelli che vanno da Bergoglio papa Francesco poi si ricordano che il viaggio non finisce lì…ma da Colui che – solo – può convogliare a Sè l’umanità stanca e oppressa se vuole avere ristoro! – Il Paradiso di Bergoglio non esiste ( e sarebbe ben trista cosa …)

    ( da mettere in moratoria, ovviamente )

  16. Reginaldus scrive:

    correggo:

    “…che- solo- può convogliare a Sé l’umanità stanca e oppressa, per dare ad essa ristoro….”

  17. Paola scrive:

    @Sandra
    con ” l’uomo di Dio non ha applausi dal mondo” ipotizzo che si riferisca a ” Guai a voi quando tutti diranno bene di voi.”. ma le vorrei far notare che Gesù dice anche molte altre cose che vengono allegramente tralasciate da chi lo cita in continuazione a capocchia, per esempio è molto duro su chi giudica gli altri, ma vedo che questo non la scalfisce neanche un po’ visto i pesanti giudizi sui preti che lei esprime.

    • Sandra scrive:

      Si ha ragione gli aspetti da considerare sono tanti e saremmo degli ertetici se ne considerassimo solo alcuni. Se però con la storia del non giudicare stiamo tutti zitti e buoni di fronte a tutte le eresie in atto non mi va bene. Prenda ad esempio S.Paolo o lo stesso S. Francesco (non papa Francesco S. Francesco!) o Padre Pio o tanti santi mica si sono astenuti dal giudizio s.paolo con coraggio ha parlato di ciò che è conforme alla volontà di Dio è ciò che non lo è Le risulta che Bergoglio ha fatto altrettanto?per lui va tutto bene! ma alla luce della parola di Cristo
      “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. 19Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. 20Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. 21Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.” cosa ne pensa Bergoglio??a lui questa parola non tange evidentemente perchè fa discorsi e ciacole che piacciono al mondo

      • Reginaldus scrive:

        “Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo”… ricordato benissimo, Sandra.

        E quindi il sillogismo è presto completato:

        – minore: il mondo ama Francesco come suo,
        – e quindi… (la conclusione vien da sé ).

    • Sandra scrive:

      A me dispiace formulare pesanti giudizi ma corrispondono al vero! i sacerdoti che ci ritroviamo sono uomini di Dio?Si preoccupano della nostra salvezza?si preoccupano di quelli che nel matrimonio subiscono atrocità?si preoccupano delle persone disorientate in questo mondo ?portano la parola di Cristo come salvezza?Anche nella Bibbia c’è questa denuncia la facevano i profeti mica gli eretici! Sono sotto gli occhi di tutti poi se vuole mettersi fette di prosciutto sugli occhi liberissima di farlo!mentre il papa va dietro i lettori di La repubblica li asseconda, asseconda Kasper anzichè assecondare le persone che per seguire la parola di Cristo subiscono le atrocità del mondo

  18. Laudetur Iesus Christus ! Semper laudetur.

    Carissimi Ascoltatori, Carissimi Amici,

    Leggendo i commenti del blog del Sig. Andrea Tronielli, abbiamo il sentimento di uno scontento generalizzato espresso dai lettori di questo blog e di tanti altri blogs.

    Abbiamo osservato pure l’uso ora frequententissimo del “Commenti disabilitati” in molti posts di questo blog, segno di un atmosfera non tanto pacifica ora presente un po dovunque nel orbe cattolico.

    Ci rischiamo ad una domanda all’autore del libro Sig. Tornielli: Sono segni della “quiete prima della tempesta” ?

    A mani giunte ! Preghiamo l’Immacolata

    Radio Vobiscum – [GERMANIA]

    « Tradidi et quod accepi »

    ((( † )))

  19. Remo Fantozzi scrive:

    Bravissima Sandra – lei ha centrato pienamente il problema, mettendo in luce ciò che viene ostinatamente ignorato e taciuto. E’ facile ricevere applausi piaggiando il mondo, molto meno facile esporre la faccia alle offese, alle derisioni, agli sputi a causa della nostra fede in Cristo e della testimonianza della verità tutta intera, non della teologia del dubbio, delle cattedre dei non credenti, dei cortili dei gentili e cose di questo genere… ” la voce del cantor…non è più quella” dice il poeta. fraterni saluti

  20. Paola scrive:

    lo “scontento generalizzato” è causato da quattro gatti che si ripetono ad nauseam

    • Gianna scrive:

      e la contentezza generalizzata sarebbe quella dei moltissimi gatti che appaudono applaudono applaudono ad ogni buon giorno buon pranzo buona sera?appaudono perchè finalmente il papa anzichè dire sia lodato Gesù Cristo saluta come un presentatore televisivo questa è la rivoluzione Francesco per questo piace…………….

  21. Mimma scrive:

    “Abbiamo suonato e non avete ballato… vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto…”
    La Verità, miei cari amici, è che Dio è scomodo!

  22. orinoco scrive:

    lo “scontento generalizzato” è causato da quattro gatti che si ripetono ad nauseam

    bravissima !!! Infatti sempre gli stessi 4 gatti che “infestano” questo e altri blog e forum e alla fine come Mussolini poveretti pensano di essere “milioni” !!! Ma quale scontento. con chiunque io parli tutti esprimono grande gioia per questo papa.

  23. claudio scrive:

    Per fortuna, come ben sa Tornielli, Bergoglio dovrebbe dimettersi pure lui entro qualche anno. Personalmente non mi piace questo uso disinvolto delle dimissioni da parte dei papi, ma stavolta ne sarei ben felice: come è possibile promuovere e valorizzare autentici modernisti eretici come Kasper e Marx? Già i papi precedenti hanno gravi responsabilità nell’aver mantenuto nella Chiesa tali personaggi, chiari emissari di poteri esterni; Bergoglio peggiora la situazione. A roma si ciancia di misericordia: Dio sembra un bonaccione che perdona tutto, si sta-sottilmente, ma con evidenza- insegnando che peccare non è poi così grave. Come aveva intuito Scalfari, il papa, che lo faccia di proposito o meno è ininfluente, sta eliminando il concetto stesso di peccato. Discutere della comunione ai divorziati significa solamente permettere il divorzio, contravvenendo agli insegnamenti di Gesù Cristo. Basta ipocrisie, caro Francesco e cari cardinali. Non potete dire che 2+2 continua a fare 4 e contemporaneamente non segnare più errore (e dare la sufficienza all’alunno asino) a chi scrive che 2 + 2 fa cinque, evitando la matita rossa su tale erroraccio! E se poi uno arriva e dice che l’area del quadrato è lato x 4, che facciamo? Lo segniamo errore? E perché lui sì e l’altro no? A che gioco giochi Bergoglio (e relativo codazzo di prelati, pretonzoli, suorine, giornalisti farisei)? Pensi che siamo tutti scemi?

    • Cattolico scrive:

      Bravissimo Claudio, lei sì che se ne intende, mica i c.d. “normalisti” o i modernisti denigratori dei cattolici tradizionalisti. Credono di rimbottirci la testa di discorsi astrusi e cervellotici, oppure di metterci a tecere con la derisione o la diffamazione, ma si sbagliano di grosso; il Signore ha altri piani, come profetizzato dalla Beata Katerina Emmerik a proposito dell’odierna Chiesa dei 2 Papi e della confusione che i vaticansecondisti vi hanno portato con l’ecumenismo, il relativismo, il filoprotestantesimo, il filocomunismo, ecc. Viva San Pio X (che è anche il suo centenario).

    • cuba_libre scrive:

      Egr. Claudio,

      lei già una volta ha fattto degli accostamenti matematici con gli insegnamenti del vangelo, e ancorta una volta, non me ne voglia, devo dirle che certi accostamenti sono ….. impropri?? Ecco, utilizziamo un termine diplomatico! La matematica e’ una scienza esatta per definizione, due piu’ due farà sempre quattro o che siamo nel nord italia, o nel sud, in America o su Saturno.
      Lwe religioni non sono così, vanno ad interpretazioni a seconda dei tempi e dei luoghi in cui vengono predicate e quindi, in una sola parola, NON si puo’ fare di considerare la realtà in cui si e’. E inoltre, la vita mi ha insegnato che quando dei fenomeni sociali assumono portata solo individuale o isolata, allora le motivazioni vanno ricercate nel singolo individuo; ma se le stesse fenomenologie assumono connotati di massa, allora non ci si può solo limitare alla valutazione del singolo caso, ma si devono vedere quali sono le cause sociali scevri da condizionamenti teologici o ideologici.
      Io sono del parere che certe realtà sono sempre esistite, con l’unica differenza che adesso sono alla luce del sole, mentre una volta erano nascoste da una colossale patina di ipocrisia, la prego di credermi: io vengo dal sud, ha mai sentito parlare di matrimoni riparatori, di delitti d’onore (tutti codificati per legge) e a cui la chiesa sornionamente strizzava l’occhio, anche se ufficialmente condannava? E la piaga degli aborti clandestini? E la dicotomia lupanare/confessionale cosi’ in voga fino a qualche decennio fa (e parlo di periodo preconciliare).
      Gent. Claudio, due più due fa quattro, ma anche la radice cubica di 64 fa quattro, come pure il logaritmo decimale di diecimila fa quattro.
      Quindi il problema non consiste nel voler far fare 5 ad una semplice addizione aritmatica, ma a segure strade consoni e differenziate a seconda della realtà che ciascuno vive con l’obiettivo pero’ di arrivare sempre a 4!
      E dubito fortemente che certe pratiche inquisitorie e dogmatiche possano condurre al tanto agognato 4! Di certo non ci si arriva, agendo come agivano le monache irlandesi del film “Philomena” anzi direi che quello e’ proprio uno dei casi in cui si vorrebbe ottenere 5 piuttosto di 4!! A buon intenditor….
      Saluti

  24. Gian scrive:

    Cari Paola ed Orinoco, non credo proprio che “lo scontento generalizzato è causato da quattro gatti che si ripetono ad nauseam”. Non so dove viviate, se siate inseriti in parrocchie o movimenti ecclesiali, ma vi assicuro che lo scontento, verso il Card. Kasper, Mariadaga & soci e le loro idee su comunione a divorziati risposati, famiglie (vedi Paglia), gay ecc. , (non verso il Papa), è diffuso fortemente tra i cristiani che cercano di vivere la loro fede e sono impegnati in parrocchie e movimenti. Sono contenti invece i cristiani ideologizzati (di sinistra) e i tiepiduzzi ormai scristianizzati.
    Ma che il card Kasper la vada a raccontare alle tante donne (e anche uomini) che, abbandonate/i dal coniuge, magari con figli e ancora giovani, NON si sono rifatte/i una vita perché hanno creduto all’insegnamento della Chiesa circa il Matrimonio!

    • Rosa scrive:

      Gentili Signori sono tante le persone che per rimanere fedeli alla parola di Cristo hanno subito le pene dell’inferno nel matrimonio. Adesso arriva l’eretico Kasper (assecondato dal Papa) a dire si sono sbagliati hanno fatto male a subire tali pene a rimanere soli ed in castità adesso va tutto bene……

      Dov’è la Chiesa di Kasper and company quando le persone nella famiglia soffrono?

      Loro sono solo impegnati seguire la loro ideologia per le persone non fanno nulla non hanno mica a cuore le sofferenze delle persone veramente danno palliativi

    • cuba_libre scrive:

      Gian

      E puoi capire se non usciva fuori l’ideologismo di sinistra per catalogare tutto cio’ che non e’ rigorosament in linea col proprio pensiero, che ovviamente si vorrebbe millantare per l’unico da seguire. Tutto cio’ che e’ nefasto ovviamente appartiene a sinistra, chissa’ come saranno ringalluziti tuttio i piu’ ignobili criminali della storia che nel nome del cristianesimo hanno massacrato piu’ gente di quanto non abbiano fatto i grandi imperi dell’antichità! E non parlo solo di quelli arcinoti alla storia, vedasi Franco, Salazar, Pavelic, Caterina de’ Medici, ma tanti e tanti lestofanti che hanno oltraggiato il soglio di Pietro, quegli stessi che, tanto per resdtare in tema, hanno imposto a – come dice lei – tanti e tanti poveracci di non potersi rifare una vita una volta abbandonati dai coniugi, indipendentemente da dove stia la colpa!
      Ho detto piu’ di una volta che io non ce l’ho affatto con chi ha fede, ma verso tutti coloro che traggono vantaggi e beneficio dal dolore e dalle sofferenze della gente! E tutto questo ha un nome ben preciso: POTERE!!!

      Siate maledetti!!!

  25. MG scrive:

    Viviamo tempi di grande confusione e disorientamento all’interno della stessa Chiesa. Come avvertiva già il grande Paolo VI,”il fumo si satana è entrato nel Tempio”. Di fronte a tutto questo io credo che la reazione più cristianamente ragionevole sia la preghiera allo Spirito affinchè ci conceda il dono del DISCERNIMENTO,per capire da che parte sta la Verità e per avere l’umiltà e l’audacia di seguirla,anche a costo di rimanere solo un piccolo gregge. Ogni giorno di più comprendo che conta e costruisce molto di più questo che non l’irrigidirsi in contrapposizioni che finiscono per scadere sempre nella reciproca astiosità. Solo il divino può salvare l’umano.

    • peccatore scrive:

      Gentile MG, mi è molto piaciuto il suo scritto, che mi ha suggerito questa riflessone.

      Nel rapporto con Dio è basilare il dono dello Spirito santo del “timore”. Non a caso S. Agostino associa alla beatitudine dei “poveri in spirito” e alla prima invocazione del Padre nostro che dice “sia santificato il tuo nome”.
      Dio nessuno lo ha visto, ma ci è stato pienamente rivelato da Gesù, Dio incarnato, una cosa sola con il Padre, tanto da poter dire, unico nella storia, “chi vede me vede il Padre”.
      Essere cristiani è appunto credere a Dio come ce lo ha mostrato Gesù, con questo timore (dono di Dio), con questa essenziale beatitudine, ben più profonda del semplice ridurla a una questione materiale, anche se ogni spavaldo attaccamento al mondo (che anche chi è materialmente povero può provare) effettivamente finisce con l’affievolirlo.
      Non è per nulla una “paura di Dio”, di un Dio malvagio e vendicativo, ma l’avere la giusta misura di chi siamo noi e chi è Lui, appunto per “santificare il Suo nome” (non nel senso che noi Lo rendiamo più santo, ma che -facendoci santi- ci si disponga, come Gesù, a essere una sola cosa con il Padre) e non il nostro nome, attraverso la spavalda tracotanza di chi si pone di fronte a Dio alla pari e non affidandosi a Lui. Senza questo timore non è infrequente che l’uomo, dopo essersi messo alla pari con Dio, possa fare a meno di Lui.
      Il sole splende per tutti. Ognuno può più o meno beneficiarne e rifletterne la luce. Ma qualunque tinta si mostri alla vista, la luce è sempre quella del sole. Ecco perché è giusto riconoscere in ogni creatura umana, anche nei non battezzati, un riflesso della luce di Dio, che ha redento l’intera umanità con il sangue del Figlio fatto uomo, crocifisso e risorto. Ma la “verità” che emette ogni uomo, nella propria religione, è sempre quella del “sole”, non di quella religione, che non ha mai visto Dio.
      I cristiani esprimono l’unica espressione religiosa che “ha visto” Dio. La Chiesa è Sposa del Cristo. I sacramenti della Chiesa sono segni della grazia di Dio, amministrati per volere di Gesù. E’ dunque una forzatura il ritenere che “in ogni religione vi sia la verità”, in quanto le religioni degli uomini non contengono verità, ma solo riflettono, più o meno, la luce del sole divino. E’ giusto riconoscere ovunque la possibilità di questo riflesso (in una disciplina ascetica, nell’abitudine alla preghiera e al culto, nell’ospitalità, nella misericordia, nella capacità di ritirarsi dal mondo, nel desiderio di fare memoria degli interventi di Dio nella storia e delle Sue promesse).
      Resta il fatto che Gesù però è colui che ci ha rivelato Dio come Padre. Egli è vero Dio, fattosi vero uomo, umiliatosi per redimerci dal peccato: per farlo è morto ed è risorto. Dalla fede in questa esperienza, avvenimento storico, trasmesso dai suoi apostoli, incaricati da Lui di farlo, nasce la Chiesa.
      La Chiesa è un unicum, specialissimo e inimitabile strumento per riflettere la luce non sua, come la luna con il sole. La Chiesa ha il timor di Dio se non reinterpreta la luce facendo come il mondo, senza divin timore, senza povertà di spirito.
      La luce è sempre la stessa ed è quella di Dio. Ma essa brilla in maggior quantità là dove si è vista la Verità. Le altre religioni non hanno alcuna verità propria, ma la riflettono più o meno, secondo il genuino anelito della propria esperienza del timor di Dio, cercando la santità. Nemmeno i cristiani brillano di luce propria, ma hanno avuto dalla luce stessa la spiegazione da annunciare al mondo. La Chiesa cattolica in particolare ha questa responsabilità, avendo la maggior continuità storica, sopravvissuta a scismi ed eresie. Non è la ragione di un predominio o di un essere migliori, ma semplicemente l’eredità di una responsabilità.
      Nella storia sono avvenute molte prove, più volte la barca è stata sul punto di affondare. La tempesta si è fatta cupa, al punto che la luce è scomparsa dietro le nubi (il sole non smette mai di brillare, ma gli uomini smettono di vederlo). Siamo in piena tempesta, l’ennesima. Quelli che conserveranno il timor di Dio, mantenendosi poveri in spirito, santificheranno il nome del Padre: di essi è il Regno dei Cieli, la luce che illuminerà le tenebre del mondo, anche a beneficio di chi non è battezzato, ma è amato da Dio. Non si illuda chi ormai pensa di cavarsela con torce, fotoelettriche e illuminazioni varie da illuminato. Artificiale non vale.

  26. peccatore scrive:

    La Misericordia e la Giustizia sono due facce della stessa Verità: chi le pone in alternativa o in conflitto è il classico “separatore” che -più o meno consapevolmente- fa il gioco del divisore, nonché falsario.

    Lo sbaglio (peccato) dell’uomo, Dio non se lo “lega al dito”, perché Dio non si compiace di “farmela pagare” (gli uomini non sono così). Se l’uomo si pente (in sincerità di cuore, nota a Dio), il peccato è rimesso (non è così per le leggi umane). Il pentimento del cuore non è un “sentimento”, ma consta di una serie di gesti volontari che testimoniano la conversione del cuore. La riparazione è desiderata dal cuore (memoria+intelligenza+volontà) che conosce il proprio errore e non lo nega.

    Così giustizia e misericordia stanno insieme: per gli infiniti meriti di Cristo che ci ha rivelato la Divina Volontà di cui misericordia e giustizia sono ugualmente espressione.
    E’ per la fedeltà di Dio (malgrado la nostra infedeltà) che la misericordia è possibile, ma è ancora la fedeltà di Dio a garantire che la giustizia è “giusta”: essa non è un “giogo insopportabile”, così come la misericordia non è un lasciapassare dissennato.

    La logica di Dio ha al suo principio il dono. Perciò non è immediatamente “competitiva”, “rivendicativa”,”meritocratica”, “retributiva”, “utilitarista” e “avida” secondo le attitudini dell’homo homini lupus. Ma la logica di Dio è giusta: è aperta al perdono, ma attende il pentimento, la penitenza, la conversione.

    L’uomo, che blatera di misericordia dopo aver ingolfato la storia di leggi e di farisei, fatica a rimettere i debiti, perché la cosa che sa fare è di crearli, per farli pagare. Ma quando i debiti sono con Dio preferisce o dichiarare nullo il peccato (non sono io ad aver sbagliato, ma tu a dire che io sbaglio), annullando Dio, venuto a redimercene.

    Oggi il mondo vorrebbe convincere la Chiesa, inviata in missione per annunciare la buona notizia della misericordia di Dio che garantisce dei comandamenti (mai aboliti: nemmeno uno iota…), che in realtà la missione consiste nel liberare il mondo dai comandamenti (ma lasciando il pagamento dei debiti): in pratica, visto che non si possono servire contemporaneamente Dio e mammona, teniamoci solo la logica di mammona…

    Buona Quaresima…

  27. peccatore scrive:

    Il “non giudicate” che Gesù raccomanda ai propri discepoli non è un assurdo “non abbiate alcuna opinione sulle cose”, bensì un assai razionale (nella logica di Dio) “non esprimete condanne definitive” su nessuno, che si concretizza assai bene nell’invito a non estirpare noi la zizzania, perché -goffi, grossolani e pasticcioni come siamo- inevitabilmente ne risentirebbe anche la “pianta buona” (e non perché la zizzania sia buona).
    Quindi “non condanniamo” per “non essere condannati”. Rimettiamo i debiti, perché anche a noi siano rimessi i nostri (segno che i debiti con Dio ci sono…).
    Innumerevoli inviti di Gesù a guardarsi dall’opera e dalle trame del “nemico”, stanno ad indicare che il “nemico” c’è eccome e anche invitando ad “amarlo” lo si riconosce (e pertanto giudica, nel senso di avere un’opinione realistica) nel suo essere effettivamente nemico.
    Quindi la misericordia non è “assenza di giudizio”, oppure assenza di nemici (hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi…).

    Una Chiesa che guardi con ingenuità al mondo non è genuinamente cristiana, specie se invece di annunciare Cristo e favorire la conversione del mondo (per la salvezza delle anime), finisce con l’essere “convertita” al mondo, per il quieto vivere (in questa vita, che finisce) più della carne che delle anime.

    L’uomo è amato da Dio e la Chiesa deve amare l’uomo: guai però all’uomo che confida nell’uomo e preferisce questa misura “bassa” alla confidenza in Dio che viene dal vangelo. Troppi prelati, anche d’alto rango, vivono una stagione di confusione. Pregare per loro è necessario, perché la seduzione inganna e il nemico seduce…

  28. Cattolico scrive:

    @Claudio 02.08
    Altro centro perfetto! un commento degno di un encomio accademico. Certo che questi ecclesiastici modernisti credono proprio che siamo tutti rimbecilliti, pronti a fare “la ola” a qualsiasi baggianata ci rifilino; he no, cari signori, c’è ancora chi usa la propria testa, e la usa bene. Peccato che molti si lascino annebbiare il cervello dagli sproloqui modernisti, correndo così serio pericolo per la loro salvezza eterna (ma ne risponderanno, i modernisti, oh sì che ne risponderanno). Oramai guerra aperta, con loro, non bisogna più ascoltarli, né degnarli della minima attenzione, eventualmente deriderli come fanno loro con noi tradizionalisti, così che il ridicolo li seppellirà. Teniamoci cara la F.S.S.P.X, e preghiamo che non si lasci “normalizzare”, come ha fatto Padre Livio, che non è più possibile ascoltare. Un saluto fraterno a tutti

    • cuba_libre scrive:

      “Oramai guerra aperta, con loro, non bisogna più ascoltarli, né degnarli della minima attenzione, eventualmente deriderli come fanno loro con noi tradizionalisti, così che il ridicolo li seppellirà. ”

      Poi non vi lamentate se qualcuno che prende sul serio certe frasi, agisca di conseguenza, come ad esempio in Spagna al tempo della guerra civile!!

  29. Paola scrive:

    Gian
    sono impegnata in parrocchia e in un movimento e non vedo nessuno scontento, se non 4 gatti come dicevo prima.

  30. Paola scrive:

    Sarà anche Gian perchè qui da me, nord Italia, le donne abbandonate che non si sono rifatte una vita sono pochissime e se non l’hanno fatto non è per seguire l’insegnamento della Chiesa sul matrimonio, ma per non perdere l’assegno mensile o per non dover gestire una famiglia allargata. Uomini che non si sono rifatti una vita non ci sono, tutti convivono o si sono risposati civilmente.

    • Gian scrive:

      Cara Paola (ore 15.44). Vivo anch’io al Nord e in una città molto pagana, e ovviamente sono poche/i i divorziati, anche non per propria colpa,che non si sono rifatti una vita. Io ovviamente mi riferivo solamente ai divorziati che frequentano la parrocchia e sono attivi nei movimenti, e le assicuro che ne conosco alcuni,ancora giovani, e NON si sono risposati. La sua esperienza evidentemente è diversa e mi pare di capire che frequentino la sua parrocchia parecchi divorziati felicemente risposati che sarebbero contenti se venissero accolte le proposte di Kasper. Tanto di preti disposti a mettere la firma sulla loro “penitenza” e nullità del primo matrimonio, ne troverebbero! Mi scusi, ma il suo riferimento all’assegno mensile è denigratorio e meschino.

    • Patrizia scrive:

      Al sud ci sono eccome io sono una di quelle! certo seguire Cristo è impegnativo lo fanno singole persone.Le masse appunto non seguono Cristo ma il Diavolo. Quella di Cristo è via stretta larga e sapaziosa invece quella della perdizione.
      Se ci ritroviamo in questa situazione dobbiamo ringraziare i nostri prelati i quali hanno fallito nel trasmettere il messaggio di Cristo hanno fallito nel renderlo credibile, vero, come quello che realizza la vita non ci credono neanche loro e più falliscono e dicono eresie più sono promossi nella carriera ecclesiastica.Praticamente i comandamenti sono già tutti aboliti ci manca solo la ratifica papale aspettano solo quella per questo il mondo lusinga in definitiva 1 a 0 per Satana per adesso….

  31. CRISTIANOTRIESTE scrive:

    Lo chiediamo a grand voce: è possibile sentire ancora la parola di N.S. Gesù Cristo senza deformazioni ed espunzioni?

    La verità è verita, la parziale alterazione della verità è falsità.

  32. Paola scrive:

    mettevi d’accordo: secondo Gian nelle parrocchie italiane lo scontento è diffuso, secondo fiorellino blu non c’è. …e poi Fiorellino blu all’estero esistono migliaia di blogs: i conversatori e i trads, che vivono solo di norme e poco di Vangelo affranti, gli altri felici.

    • macv scrive:

      Cara Paolo lo scontento c’è , c’è , e non solo nelle parrocchie. lo scontetno c’è sopratutto nei cristiani che hanno cercato per quanto possibile tutta la loro vita di sforzarsi a vivere secondo l’insegnamento del Vangelo come sempre insegnato dalla Chiesa cattolica e che ora si trovano la stessa Chiesa che cambia a 180 °C il proprio insegnamento : cucù, il peccato non c’è più!
      Ci credo che i media laici e antireligiosi esultano: cosa volete di più dalla vita? da oggi in poi potete fare tutto , ma proprio tutto e la Chiesa vi darà la sua benedizione misericordiosa! E se non ce la da’? beh potrete sempre accusarla di essere poco misericordiosa!
      Certo che esiste chi non ci sta a questo ridicolo ribaltamento di tutti i valori , esiste chi non è d’accordo col cambiamento del ruolo del Papa da Vicario di Cristo a ICONA POP. E questi che non sono affatto felici NON sono pochi cara Paola , per fortuna !!, non sono affatto pochi! Certo la televione nazinal-popolare ritre le folle che applaudono e tirano al Papa rosari e i bimbi vesti da piccoli papi! come nella Ruota della fortuna la gente che la telivisione riprende applaude e ride sempre.. sembrano fatti collo stampino!
      .Così come le tonnellatte di libri su Papa Francesco usciti da un anno a questa parte : tutti uguali , tutti fatti collo stampino , coi soliti luoghi comuni “il papa della gente” “l rivoluzione di bergoglio” “il papa venuto dalla fine del mondo” e via banalizzando…
      Ma nonostante tutto ciò , cara Paola , il sale evangelico sarà sempre presente nel mondo anche davanti a tonnellate e tonnellate e tonnelate ate di insipida melassa “politicamente corretta!

      • Cattolico scrive:

        Bravo/a Macv, mi associo pienamente; io sono uno di quelli “che non ci sta a questo ridicolo ribaltamento di tutti i valori”, né mai mi farò convincere del contrario; tanto, non c’è accoglienza per tutti in questa Chiesa odierna? non basta seguire ciò che la propria coscienza ci presenta come il bene per sentirci a posto, in pace con Nostro Signore? se così è, mi ritengo anch’io in diritto di parlare, di dire la mia senza essere emarginato né criminalizzato. Cattolici, in alto i cuori! pace e bene a tutti,

    • Lucia scrive:

      Intanto nelle parrocchie sono veramente quattro gatti persone untrasettantenni e basta!!! Chiese sempre più chiuse non si vedono le masse che acclamano in piazza S. Pietro di questi 4 gatti ognuno ha la fede “al secondo me” mica secondo Cristo…..

  33. Reginaldus scrive:

    ,,,laudate eum in tympano et choro
    laudate eum in cordis et organo

    laudate eum in cymbalis bene sonantibus
    laudate eum in cymbalis iubilationis
    omnis spiritus laudet … Franciscum Novum!

  34. Paola scrive:

    macv kasper non ha mai detto che non c’è più il peccato, visto che prevede un percorso “penitenziale”. Come non lo ha mai detto il papa, visto che anzi parla sempre di misericordia, che sperimenti se sei un peccatore, non se sei un giusto. Il tuo discorso poi è tipico del fratello maggiore della parabola del figliol prodigo. Anni fa un maestro dei novizi di un importante ordine religioso mi disse che in una comunità di religiosi fa più danni ed è più divisivo l’atteggiamento del fratello maggiore che quello del del fratello peccatore. Credo che avesse ragione.

  35. peccatore scrive:

    Gent.ma Paola,
    mi permetto di cogliere il suo spunto circa l’atteggiamento del “fratello maggiore” che lei attribuisce a macv.
    Non nego di aver più volte (benevolmente) criticato le opinioni di questo blogger, tuttavia il suo intervento delle 17.10 mi vede concordare con lui, salvo quando dovesse attribuire a Papa Francesco la responsabilità di quello che sta succedendo a una consistente fetta di Chiesa e che è innegabile nella divaricazione crescente.
    In effetti questa “deriva” era già pienamente in atto, solo che adesso viene amplificata dall’interpretazione che viene data a questo pontificato che ha, tra molti altri meriti, il pregio di aver portato allo scoperto queste idee, così che le si può ascoltare e dibattere invece di subirle nell’ipocrisia di chi tendeva a fare sembrare normale l’imbarazzante ostracismo al precedente papa e la non curanza con cui si dicevano le stesse cose, ma senza farle arrivare ai giornali (dove piuttosto arrivavano palate di fanghiglia escrementizia, magicamente dissoltasi da dodici mesi a questa parte).
    Arrivo al “fratello maggiore”: mentre il minore dilapidava il patrimonio (peccato manifesto), egli stava in casa un po’ per abitudine, evidentemente covando rabbia, non condividendo la volontà del padre, ma solo subendolo (peccato intimo, della coscienza).
    Ebbene, io credo che i veri “fratelli maggiori” della parabola siano soprattutto non coloro che rimarcano una deriva dottrinale, ma chi questa deriva per anni l’ha solo subita senza condividerla. I fratelli minori che tornano alla casa paterna, convertono la propria vita scoprendo con sorpresa l’amore che accoglie senza far pesare il passato.
    Ora, accusare macv e chi la pensa come lui di essere come il “fratello maggiore” presupporrebbe che macv voglia “farla pagare” a chi si converte, mentre quello che macv e chi la pensa come lui rimarca non è questo, ma che c’è chi “in casa” (un terzo fratello che nella parabola non c’è) dice che tutto sommato non c’è proprio alcun problema, non c’è vincolo, cioè la casa del padre sarebbe un po’ “un casino”.
    E essere intimamente peccatore, al di là degli scandali del fratello scapestrato e tornato a casa, non sarebbe pertanto solo chi è rancoroso e triste invece di festeggiare il ritorno del peccatore (cosa che non credo macv abbia sostenuto), ma -molto di più- chi (stando “in casa”) sostenesse che è sciocco ogni insegnamento del padre e non avesse ancora capito che nella casa del padre c’è misericordia proprio perché c’è la giustizia.
    Lo so che non viene scritto sui giornali, lo so che il “popolo delle parrocchie” viene indottrinato a ragionare contrapponendo i fratelli… invece i fratelli peccatori sono almeno di tre tipi: i due noti “maggiore” e “minore” e il fratello del “terzo tipo”, il viziato, l’ipocrita, il confuso, che mentre giudica il prossimo non ha ancora capito l’insegnamento del padre e -da dentro caso- già pensa di essere “il migliore” e quindi il padre lo ha già “fatto fuori” pronto a trafficarne l’eredità…

  36. peccatore scrive:

    Chiedo scusa per due refusi

    1)Ebbene, io credo che i veri “fratelli maggiori” della parabola siano soprattutto non coloro che rimarcano una deriva dottrinale, ma chi questa deriva per anni l’ha solo FAVORITA, POICHE’ LA DOTTRINA L’HA subita senza condividerla.

    2)E AD essere intimamente peccatore, al di là degli scandali del fratello scapestrato e tornato a casa, non sarebbe pertanto solo chi è rancoroso e triste invece di festeggiare il ritorno del peccatore (cosa che non credo macv abbia sostenuto), ma -molto di più- chi (stando “in casa”) sostenesse che è sciocco ogni insegnamento del padre e non avesse ancora capito che nella casa del padre c’è misericordia proprio perché c’è la giustizia.

    Spero che così le due frasi possano essere più comprensibili.
    Comunque ci sono tre fratelli:
    -chi esce di casa, dilapida e si converte
    -chi sta in casa, un po’ ombroso, riga dritto, ma non gode del ritorno del fratello perduto
    -chi sta in casa, ma ragiona come se stesse fuori, per cui è meno felice del fratello che riga dritto, salvo criticarlo accusandolo non di non fare festa (che è vero), ma di essere d’accordo con le regole del padre (quelle alle quali torna il fratello uscito, quelle di cui non è abbastanza felice il fratello ombroso, quelle che evidentemente non condivide il terzo fratello, l’innominato che adesso sproloquia di misericordia come se il padre non avesse mai insegnato un’educazione alla quale attenersi, misericordiosamente, per essere felici)

  37. peccatore scrive:

    Chiudo con un pensiero sull’opinione del Card. Kasper.
    Credo che la misericordia di cui egli parla sia “sana”, cioè comprensiva della giustizia finché non scade in un cortocircuito logico che “Il mondo” amplifica accogliendolo trionfalmente: è la Chiesa a sbagliare! Adesso abbiamo finalmente capito tutto… Il mondo coglie questo e Kasper sembra non coglierlo, illudendosi che questa breccia non diventi il varco, il cavallo di Troia, per costringere la Chiesa a snaturarsi, facendo diventare “non misericordioso” ogni insegnamento dogmatico, fino a svuotare l’annuncio di Cristo di ogni forza dei fatti, per ridurlo a opinione (con certe opinioni “illecite”, quindi regredendo il cristianesimo a superstitio illicita, come ai tempi di Tiberio) e concorrendo a farne l’ennesima religione umanitaria, “utile”, filantropica, ripiegata sul secolo, almeno finché un’altra epoca non introdurrà altre “utilità” e “mode”, alle quali, adeguandosi, altri monsignori, a loro volta “moderni” daranno corda.
    Nel frattempo la Chiesa non esisterà più, avendo rinunciato ad essere salda, scomoda ed eterna, preferendo essere mobile (volubile) e specchio fedele del tempo presente.

  38. macv scrive:

    Cara Paola io ci sto a essere accusato di essere il “fratello maggiore” sicuro come sono che il Padre buono e giusto che ha perdonato il fratello minore perdonerà sicuramente anche la comprensibile gelosia del fratello maggiore.
    Peggio sarebbe se la parabola si concludesse così: il Padre misericordioso uccide il vitello grasso per il fratello minore, il figliol prodigo, e CONTESTUALMENTE caccia via di casa a pedate il fratello maggiore dicendo:. vattene via tu, pelagiano, moralista , tradizionalista ,cattolico da salotto, che sempre sei stato a casa a lavorare , conformista.. !!!!
    certo se ilBUON PADRE misericordioso si comportasse così , cacciando via in malo modo il frtello maggiore mentre uccide il vitello grasso per il minore cosa dovremmo concludere cara Paola? Che il padre è smaccatamente partigiano, che ha un debole smaccato per il fratello minore, che odia e detesta il maggiore. certo di padri così fra gli umano ci sono . Ma Dio non è un Padre così !Fra gli attributi di Dio vi è sì la misericordia ma anche la giustizia e il retto giudizio: Dio non fa favoritismi e non va “a simpatie” come la maestra.
    Voi modernisti vorreste che il Padre cacciasse via il fratello maggiore nello stesso tempo che accoglie il figliol prodigo . Ma la parabola non lo dice! Anzi dalla parabola si capisce che il Padre ama dello stesso amore il figliol maggiore e quello minore. Il savio e il pazzo. Il morigerato e il dissipatore. Il razionale e l’emotivo. Il Padre li ama di egual amore i suoi due figli dal carattere opposto!!
    Questo cari modernisti dovreste imparare dalla parabola del figliol prodigo: che il figliol prodigo e il fratello maggiore sono per il Padre EGUALMENTE cari!
    Invece voi fate del fratello maggiore un nemico, un cattivo, un personaggio negativo.
    Ma nella parabola questo non c’è, c’è solo nelle vostre menti distorte dalla propaganda modernista che vuole che il “ribelle” sia il buono mentre il “regolare” sia il cattivo.!
    Perciò cara Paola a me non dispiace passare per l’antipatico fratello maggiore ( ti consiglio di leggere a proposito i Fratelli Karamazov di Dostoeskji in cui gli stereotipi su chi sia” il fratello giusto “sono molto più mischiati e raffinati!) , solo che mi fa veramente ridere che voi modernisti vi identifichiate così nella figura del figliol prodigo.Se sono il fratello maggior voglio un fratello minore all’altezza del suo ruolo! Voglio un prim’attore non della marmaglia!
    Il figliol prodigo era uello che nei film in bianco e nero si chiamava una “simpatica canaglia.” Voi invece siete solo dei conformisti grigi e vieti, degli adulatori, dei clerical-progressisti-bigotti ben peggio degli antichi bigotti tradizionalisti.
    cara Paola ma non avete “le fisique du role” affascinannte per fare la parte del figliol prodigo! Se devo recitare nella parte di figliolo maggiore esigo di meglio!

  39. peccatore scrive:

    @ macv: ben detto!
    Stupisce il moralismo semplificatorio con il quale chi predica di “non giudicare” riesce a giudicare (condannandolo senza appello) soprattutto chi ha un giudizio cristiano sulle cose, mentre non sa giudicare (nel senso di formarsi un’opinione adeguata) sul tempo che stiamo vivendo, protervamente accecato d’odio per Gesù Cristo e per la croce, preferendo una “deità” neutra, avvolgende, omnicomprensiva, che “si vende bene”.
    Persino a Pietro Gesù ebbe a dire “vade retro”… Il rischio di prendere cantonate c’è.

  40. Gian scrive:

    Segnalo l’intervista del Foglio al Card arcivescovo di Bologna Caffarra (che ho trovato riportata su Kairos: http://kairosterzomillennio.blogspot.it/search?updated-max=2014-03-15T17:28:00-07:00&max-results=7 )
    Gliele “suona” agli pseudo teologi tedesconi come Kasper. Grande !

  41. Gian scrive:

    …..Però fa un po’ male vedere queste differenze di vedute sostanziali tra i nostri Pastori…. Poveri noi….. che confusione! Che il Santo Padre (nel quale devo aver fiducia) tenga dritta la barca e ci confermi nella fede!

  42. Paola scrive:

    Macv
    lei è esilarante e una bella risata la mattina ci vuole! Voi tradizionalisti fate riguardo alla parabola quello di cui accusate “i modernisti”, ovviamente a parti invertite, e manco ve ne accorgete.
    ” modernisti” lol, e siamo nel 2014…veramente esilarante…

    • macv scrive:

      Certo cara Paola una bella risata ci vuole!
      I “”ciechi che guidano altri ciechi “rideranno a crepapelle fino sull’orlo del burrone o dell’ABISSO( la definizione non è mia ma del card. Kasper!)dove alla fine cadranno e con loro tutti quelli che hanno guidato…..
      naturalmente gli avvertimenti di quelli che dicono “”attenzione state marciando fino all’abisso” saranno accolti da grandi risate! quelli che dicono “fermatevi per carità state distruggendo la Chiesa “saranno accolti con grandi sganasciate risate! Esilarante ! Divertente!
      l’intera Europa scristianizzata, i seminari vuoti, le chiese vendute , i matrimoni cristiani in caduta libera, i divorzi in crescendo, non parliamo degli aborti e dell’eutanasia anche dei bambini,i ragazzini che abbandonano
      dopo la prima comunione e non mettono più piede in chiesa, la crisi delle vocazioni, l’apostasia del clero oltre che la diffusa pedofilia, tutto questo per i cristiani moderni e alla page è “la primavera della Chiesa”!!!Lo Spirito Santo secondo loro svolazza , svolazza come non mai!
      Tetragoni e ottusi e impermeabili alla realtà delle cose e alla triste evidenza, perchè imbevuti di IDEOLOGIA i cattolici modernisti non si arrendono neppure di fronte all’evidenza dei fatti!
      E marceranno gioiosi in file compatte fin dentro l’ABISSO. Trascinando con loro moltitudini di fedeli semplici e ingenui e ridendo a crepapelle dei tradizionalisti… come è esilarante , vero cara Paola???

      • macv scrive:

        E ovviamente l’unico vero grande problema della famiglia oggi quale e’?Forse la forte sofferenza dei figli dei separati/divorziati?Forse il fatto che i giovani non si vogliono piu sposare perche’non credono piu’,non RIESCONO a credere piu’in un legame che duri l’intera vita ? O forse il problema piuProfondo della famiglia oggi e’che i suoi membri sono degli individualisti che tengono piu’ai propri diritti personali alla propria “realizzazione” piu ‘ che alla famiglia stessa?Ma no questi problemi aiinche se sembrano IMMENSI e difficilmente risolvibili non contano nulla!E non gli si dara’alcuna attenzione! L’u nico problema che deve risolvere il Sinodo e’ma i divorziati risposati possono fare la Comunione????Ma cwrto come non pensarci questo e’cwrto il probleka piu’imortante!!

        • cuba_libre scrive:

          Macv

          “E ovviamente l’unico vero grande problema della famiglia oggi quale e’?Forse la forte sofferenza dei figli dei separati/divorziati? Forse il fatto che i giovani non si vogliono piu sposare perche’non credono piu’,non RIESCONO a credere piu’in un legame che duri l’intera vita ?”

          Anche quel topo di fogna che ieri qui a Roma ha massacrato a martellate la moglie davanti ai figli credeva nel legame che durava tutta una vita. ci credeva talmente che non accettava nessuna variante al proprio pensiero, neppure che la moglie lo volesse lasciare stufa delle sue violenze. E naturalmente i figli, of course, soffriranno mooolto meno del fatto che la madre sia stata assassinata da questa sottospecie di essere umano travestito da marito integerrimo, e del quasi sicuro ergastolo al padre, piuttosto di quanto avrebbero sofferto se solo i genitori si fossereo semplicenebnte separati. Elementare no?

          “O forse il problema piuProfondo della famiglia oggi e’che i suoi membri sono degli individualisti che tengono piu’ai propri diritti personali alla propria “realizzazione” piu ‘ che alla famiglia stessa?”

          Verissimo! in una società in cui l’edonismo capitalista ed edonista sta prendendo sempre piu’ piede, è ovvio che si arrivi a scenari di questo genere. Ma per tanti anni, specie i gloriosi preconciliari, il nemicio da abbattere non era questo, ma il comunismo dei senza dio!!

          “Ma no questi problemi aiinche se sembrano IMMENSI e difficilmente risolvibili non contano nulla!E non gli si dara’alcuna attenzione!”

          Chi l’ha detto? Non mi sembra che il papa abbia detto questo o che lontanamente l’abbia lasxiato intendere!

          ” L’unico problema che deve risolvere il Sinodo e’ma i divorziati risposati possono fare la Comunione????Ma certo come non pensarci questo e’cwrto il problema piu’imortante!!”

          Non e’ il problema piu’ importante ma e’ UNO dei problemi piu’ importanti nell’ambito di chi ne e’ coinvolto e che contemporaneamente non si vuole allontanare dalla chiesa.
          Per quel che riguarda me il problema l’ho gia’ risolto da tempo, sinodo o non sinodo.

      • Marino scrive:

        Nessuno sente il bisogno di profeti di sventura. Grazie.

        • CRISTIANOTRIESTE scrive:

          Caro Marino,

          anche Papa Giovanni XXIII appellò “profeti di sventura” i gloriosi Bambini di Fatima: abbiamo visto come è andata a finire.

          • Marino scrive:

            Cioè… Stiamo paragonando Macv a uno dei pastorelli di Fatima?

            Mha… Nulla è impossibile a Dio , però… Mi avvalgo del beneficio del dubbio.

            E se anche fosse…
            Non facciamo di tutta l’erba un fascio!

          • cuba_libre scrive:

            Cristiano Trieste,

            “anche Papa Giovanni XXIII appellò “profeti di sventura” i gloriosi Bambini di Fatima: abbiamo visto come è andata a finire.”

            Come e’ andata a finire? Potrebbe esplicarmelo , per favore?

  43. Reginaldus scrive:

    ” Il primo Papa a chiamarsi Francesco, il primo Papa gesuita, il primo Papa latinoamericano, il primo Papa venuto «dalla fine del mondo»….

    e anche il primo papa che non ti parla mai di un orizzonte che dà oltre il terreno, di una patria verso cui dobbiamo tendere come pellegrini, di un mondo presente che è destinato a finire ….

    “Perché passa la scena di questo mondo” … e ” con fragore passeranno i cieli, gli elementi di dissolveranno e la terra con quanto c’è in essa sarà distrutta”.

    ” E ai suoi fedeli si aprirà finalmente la dimora di Dio, nella quale Dio starà col suo popolo, e tergerà loro ogni lacrima dai loro occhi…

    No, lui ci parla dell’aereo disperso, del dialogo in Crimea, del no-guerra in Siria, dei barconi affondati, delle periferie del mondo…e tutto qui! Che tristezza, e la gente gioisce…Del suo stare con la faccia a terra, e con la ‘ benedizione ‘ del lor papa???

  44. Alessia scrive:

    Nessuno sente il bisogno di gente con le fette di salame sugli occhi, Marino. Un giorno o l’altro ci si dovrà rendere conto che non stiamo vivendo la stagione della misericordia, ma della durezza e della freddezza a stento mascherata. Non vorrei che gli sciocchi che oggi ridono, domani dovessero piangere. Iniziamo a sfatare il mito per cui i critici di questo pontificato siano esclusivamente i tradizionalisti (leggi conservatori) e che gli entusiasti siano esclusivamente i modernisti (leggi radical-chic). Non è così!

    • rob scrive:

      tu sei quella che ha dato “dell’ubriacone” al papa regnante?

    • Marino scrive:

      @alessia

      Dal nero al bianco… Ma le sfumature non le vede, Alessia? Certo che nessuno sente il bisogno di gente con fette di salame sugli occhi, ma non mi pare certo di avere detto che ciò che ha scritto macv sono idiozie. Sicuramente c’è un fondo di verità, ma non è il caso di essere catastrofici, apocalittici e funesti.

      E’ sempre facile criticare, condannare e vedere le cose che non vanno. Sono capaci tutti. Anche i bambini. Più difficile e virtuoso invece è riconoscere le qualità. Come dice il famoso (e così spesso ripetuto da risultare quasi noioso) proverbio: “fa più rumore un albero che cade che una foresta che nasce”.

      I seminari non sono più pieni come un tempo: MA CI SONO ancora giovani che hanno il coraggio di dire SI’!
      I monasteri non sono più pieni come un tempo: MA CI SONO ancora persone che hanno il coraggio di dire SI’!
      Non ci si sposa più né in chiesa né in assoluto: MA CI SONO ancora sposi che si dicono SI’ davanti a Dio e rimangono fedeli per tutta la vita!
      CI SONO!
      E questo non si dice mai. Questo lo si dimentica sempre. C’è solo catastrofe, sciagura e rovina. Sì, c’è anche questo aspetto negativo purtroppo… Soprattutto in Europa. Ma non è così in tutto il mondo, non è così in tutta Italia. Ci sono ancora giovani che vanno negli oratori a pregare! Ci sono!!! E non lo fanno una volta ogni quattro anni per la GMG. Lo fanno ogni settimana! Con costanza! Tutto l’anno! ESISTONO! Non siamo ancora alla frutta.

      Per questo dico, e ripeto, profeti di sventura non servono a nessuno. Forse è il caso che, per usare sue parole, siano proprio i profeti di sventura a togliere le fette di salame dagli occhi e a vedere che nell’indiscussa e indiscutibile aridità spirituale del nostro secolo, fiori di spiritualità germinano ancora.

      Ne stiamo facendo una questione di numeri? Bha… Non diciamo sciocchezze. Ben più rilevante è la qualità. Vero che sia quantità che qualità sono alquanto diminuite. Ma ci sono ancora persone cristiane che vivono da cristiane! Esistono! E questo non lo ricorda mai nessuno.

      Non strumentalizzi i commenti come piace a lei. Non mi faccia dire cose che non ho detto. Grazie.

      • macv scrive:

        “Ci sono ancora cristiani che vivono da cristiani..”
        SHHHH! Silenzio!
        NON LO DICA FORTE caro Marino ,stia zitto per carità , non faccia nomi e cognomi !che non arrivino alle orecchie clericali! se no parte la Commissione disciplinare e li commissariano come hanno fatto coi Francescani dell’IMMACOLATA !

        • macv scrive:

          http://traditiocatholica.blogspot.it/2014/03/la-misericordia-di-radio-maria-mbongi.html

          I “cristiani che vivono da cristiani ” e che credono da cristiani faranno bene , di questi tempi, a stare zitti e schisci.. .. perchè potrebbero passare per omofobi e sessuofobi, essere licenziati in tronco come Gnocchi e Palmaro d Radio Maria, essere defenestrati come certi cardinali sono stati defenestrati da Papa Misericordia Bergoglio.
          Silenzio per carità! Vivere e soprattutto CREDERE nelle verità cattoliche oggi è criminale e assolutamente non POLITICAMENTE CORRETTO!
          perciò caro Marino se “i cristiani che vivono da cristiani “e soprattutto che credono da cristiani, che cioè non credono sia giusto aborto, divorzio, matrimonio gay , eutanasia, e che ogni religione vale quanto l’altra , e che il Corano vale quanto il Vangelo e che si può divorziare e risposarsi colla benedizione del prete, se tali persone esistono ancora , debbono stare attenti a quel che dicono!
          Esilarante dice Paola. , abbasso i profeti di sventura dice Marino.
          ….BASTA NON PENSARE, lasciarsi prender dall’emozione nazional-popolare evviva evviva !!!
          ma Pascal disse al Signore “Tu mi hai fatto per PENSARE”

          • Marino scrive:

            Per lei è cristiano chi è contro aborto, eutanasia, ecc. ecc.?

            Glielo dico chiaro e tondo. Per me no.

            Questo è tutto il contorno. Non è il nucleo essenziale, originale e puro del cristianesimo. Sono tutte conseguenze. E’ come un sistema di proposizioni logiche concatenate che discendono da un assioma. Tutte le proposizioni sono vere, ma non tutte sono assiomatiche. Prima mi spieghi l’assioma, poi mi spieghi il resto. Sennò è un non-senso!

            Penso alle prime comunità cristiane. Le conversioni e la diffusione del cristianesimo non avveniva certo a suon di “valori non negoziabili”. Tutto questo è venuto dopo (poi qui ci sarebbe da aprire una bella parentesona su S. Paolo e sull’irrigidimento che la Chiesa ha fatto della filosofia paolina, rendendo l’unica e l’esclusiva).

            Credo che per un rilancio del cristianesimo bisogna tornare all’essenza. Dall’essenza si capisce tutto. Dall’essenza poi si comprende il resto. Dall’essenza si accetta ciò che, oggi, sembra ormai diventato inaccettabile.

          • cuba_libre scrive:

            Marino

            “….ci sarebbe da aprire una bella parentesona su S. Paolo e sull’irrigidimento che la Chiesa ha fatto della filosofia paolina, rendendo l’unica e l’esclusiva).”

            Ha toccato un nervo scoperto della chiesa, ovvero l’immensa influenza che Paolo ha avuto sulla dottrinma cristiana, tant’è che diversi studiosi teologi dichiarano che la chiesa attuale piu’ che cristiana potrebbe essere etichettata come paolina.
            Io sto conducendo uno studio sulla figura di Paolo, e come sia possibile che uno che non ha mai conosciuto Gesu’ possa avere dato un’impronta cosi’ profonda, al limite dello stravolgimento, sul suo insegnamento.

            “Credo che per un rilancio del cristianesimo bisogna tornare all’essenza. Dall’essenza si capisce tutto. Dall’essenza poi si comprende il resto. Dall’essenza si accetta ciò che, oggi, sembra ormai diventato inaccettabile.”

            Verissimo, ma non sempre e’ facile risalire all’essenza se non dopo studi approfonditi (sotto il profilo storico) e testimonianze del sentire interiore (sotto il profilo fideistico): troppe sono le manipolazioni avvenute nel corso dei secoli, per andare a risalire a quella che e’ la verità!

            Non sempre condivido i suoi pensieri, Marino, ma la stimo molto per la sua onestà intellettuale.
            Saluti

          • stefano scrive:

            @cuba
            Salve cuba! Dunque, lei sta conducendo uno studio sulla figura di Paolo e si chiede come sia possibile che uno che non ha mai conosciuto Gesù ecc, ecc. Ma come non ha mai conosciuto Gesù?!! Non ha letto dell’incontro piuttosto inaspettato e traumatico che ebbe con lui sulla via di Damasco?
            E dove ha letto che dell’insegnamento di Gesù Paolo avrebbe dato un’impronta al limite dello stravolgimento? L’unico contrasto dottrinale con Pietro – riportato dagli Atti – riguardava la necessità della circoncisione per i gentili convertiti. Questione su cui lo stesso Pietro dovette fare presto marcia indietro.
            Saluti.

        • macv scrive:

          Caro Marino , ma non UCCIDERE è l’essenza!
          Caro Marino tu continui a dire che il cristiano oggi non deve parlare di aborto divorzio ecc. Benissimo1
          E di cosa parlerà, secondo te?
          DElle BEATITUDINI per esempio.
          Sono d’accordo al cento per cento ! Benissimo !
          Cominciamo dalle Beatitudine che sono , come dire il MANIFESTO del cristianesimo.
          in una Beatitudine viene detto BEATI I PURI.
          E già qui sorgono problemi col mondo contemporaneo.
          Perchè se lei ha visto le immagini dei vari gay-pride o le immagini delle varie puttanone, scusi il termine, che vanno oggi per la maggiore , questa beatitudine le resterà un poì come dire ? antiquata?
          Beati i puri di cuore perchè vedrenno Dio.
          Le chiedo : questa Beatituine come può essere ANNUNCIATA al mondo contemporaneo?
          se la annunciassimo così sono sicuro che per lei saremmo dei detestabili tradizionalisti!
          Beati i puri : vuol dire che chi fa del sesso il suo padrone, chi indulge al piacere più sconcio, chi fa del basso ventre per non dire del suo ca…o il suo padrone, chi non pensa ch a questo , chi non vive che per questo ecc.ecc. è LONTANO DA DIO e non lo vedrà. ùChi invec fa della castità, del rispetto del suo corpo e del corpo dell’altro , chi per esempio rispetta la sua fidanzata fino al matrimonio, chi ( povero fesso) non sposato e celibe è comunque casto e non va puttane, ecc. ecc. , chi insomma controlla la propria sessulità e non soggiage animalisticamente ad essa , avrà una visione spiritule più netta , più limpida più cristallina, e forse vedrà DIo!
          Ma chi caro Marino , oggi predica questo?
          Quale parroco? Nessuno. La castità non è un valore.
          Certo che essere cristiano non è solo essere contro aborto divorzio ecc.
          Ma caro Marino ti chiedo : essere critiano è forse nella pratia della vita fare TUTTO quello che fanno i non cristiani ?
          Essere critiano vuol dire essere assolutamente conformista?
          se divorziano ti divorzi, Se gli altri dicono che è giusto i matrimonio gay , lo dici anche tu,
          Così , tanto per essere come gli altri.

          • macv scrive:

            Se essere cristiano equivale a fare e credere che sia giusto fare tutto quello che fanno i non cristiani, caro Marino ti chiedo quale è la DIFFERENZA?
            all’epoca dei primi crisiani , all’epoca in cui gli apostoli , Pietro vennero a Roma , la DIFFERENZA fra cristiani e non cristiani saltava all’occhio.!!! Era NETTA!
            I cristiani non partecipavano ad orge, non libavano come a un DIO all’Imperatore, non ammettevano i giochi del circo dove i gladiatori erano condannati a comabattere fino alla morte per il piacere sadico del pubblico, non ammettevano sodomie , cioè l’inchiappettarsi gaio di uomo con uomo, non ammettevano l’adulterio, l a ruberia, il sado-masochismo imperante soprattutto verso gli schiavi eccetere eccetera
            Oggi noi cristiani in C OSA siamo diversi da chi cristiano non è ?
            A stento ci distinguerebbero!
            il cristiano moderno vive con la fidanzata pre-matrimonialamnte, poi si sposa ( se si sposa) poi fa le corna lla moglie ( è un classico) divorzia e, poi si riposa e ovviamente ESIGE la comunione!
            insomma quale testimonianza daì’ oggi un cristiano di una vita qualitativamente DIVERSA dalla massa? BOH!

          • Marino scrive:

            Provo a spiegarmi meglio.

            Ammettiamo che lei parta missionario per una sperduta isola dell’oceano Pacifico in cui abita una primitiva popolazione per cui, secondo i propri culti e tradizioni, è cosa giusta e normale la fornicazione, l’impurità, il libertinaggio, l’idolatria, la stregoneria, l’inimicizia, la discordia, la gelosia, il dissenso, le divisioni, le fazioni, le invidie, le ubriachezze, le orge e cose del genere.
            Ora, immaginiamo che lei riesca a radunare nella piazzetta del villaggio tutti gli abitanti dell’isoletta. Sono tutti lì. Pronti ad ascoltarla. Lei cosa direbbe? Così, come prima cosa. Come annuncio del messaggio cristiano. Le prime parole, la prima frase, il primo discorso per gente che ha sempre vissuto isolata da tutto il mondo e nulla sa e nulla conosce se non ciò che accade dentro i confini dell’isola. Cosa direbbe?

            Non risponda. Nemmeno io, così su due piedi, sarei in grado di rispondere.

            Ma di sicuro non inizierei dicendo: “cari amici, stando al Vangelo i valori non negoziabili sono: …”. No. Di sicuro così no. Ma penso che lei concorda con me. Che senso ha iniziare l’evangelizzazione con le parole “esistono valori non negoziabili che..”. Ma che senso ha? Lei inizierebbe così?

          • Marino scrive:

            Ringrazio e contraccambio la stima, @cuba. Non avendo studiato lettere non credo di avere quelle basi che un corso di letteratura cristiana antica saprebbe dare in materia. Per questo, purtroppo, mi devo istruire da auto-didatta in materia. Ed è difficile trovare fonti attendibili.

            Posso chiederle qualcosa sulla sua ricerca? La bibliografia intendo. Per carità, non mi consigli un mattone. Non avrei tempo di leggerlo. Giusto qualcosa per approfondire l’argomento come infarinatura!
            Grazie!

          • cuba_libre scrive:

            @ Marino

            Ringrazio lei Marino.

            Si consoli, neanch’io ho una cultura di base umanistico-letteraria, io ho fatto gli studi tecnici, ma cio’ non toglie che chiunque che sia realmente interessato a sviluppare certi argomenti, puo’ benissimo farlo. Lo studio che sto facendo su Paolo non riguarda uno specifico libro del tale autore ma sto cercando di mettere insieme dei tasselli partendo dal fatto che i Vangeli non sono stati scritti in epoca contemporanea a Gesu’ e neppure subito dopo la sua morte, ma diversi decenni dopo, addirittura quello di Giovanni si suppone sia stato scritto alla fine del primo secolo d.C. (e infatti ha caratteristiche completamente diverse dai primi tre sinottici). Non esistono i testi originari dei Vangeli, quindi nessuno puo’ dare garanzie che non siano stati manipolati nel periodo fra i fatti narrati in essi e quando in reralta’ siano stati scritti. Ed e qui che si introduce la figura di Paolo, che invece visse proprio in quegli anni (mori’ fra il 64 e il 67 sotto Nerone) che puo’ aver dato un’impronta tale da stravolgere radicalmente quella che fu la figura di Gesu’: io non posso affermare questo con certezza, ma va da se’ che i cristiani originari sono ben lungi da quelli rappresentati nelle scritture e negli atti degli apostoli; erano giudei messianisti, tutt’altro che pacifisti e non potevano avere assorbito la filosofia che e’ espressa nei Vangeli: c’e’ qualcosa che non quadra nelle date. Insomma; dai fatti narrati nei vangeli a quando in realtà gli stessi sono stati scritti, qualcosa deve essere accaduto. Se vuol esaperne di piu’ legga qualcosa di N.W. Wilson (Paolo, l’uomo che inventò il cristianesimo – 1997) e qualche articolo di David Donnini. Prenda ovviamente tutto con beneficio di inventario, perche’ non e’ facile fare accurate ricostruzioni storiche, e mettere insieme i tasselli. Io da parte continuo ad estendere la mia ricerca, prima di dare giudizi affrettati.
            Saluti

          • cuba_libre scrive:

            Lei e’ veramente patetico Macv.
            Cosa vuol dire rispettare il proprio corpo e quello degli altri? Lei e’ cosi’ sprovveduto da credere che la linea di demarcazione fra il non rispetto e il rispetto del corpo proprio e altrui sia rappresentato dal momento in cui davanti al prete dsi pronuncia il fatidico “sì”? Ma beata illusione: il rispetto e’ avulso da tutto cio’ e se uno non rispetta l’altro, non lo farà ne’ prima ne’ dopo il matrimonio e proprio le cronache di questi ultimi tempi ne sono una testimonianza incontrovertibile! : ben difficilmente chi uccide una donna e’ uno sconosciuto, in genere appartiene al nucleo familiare, quindi marito o al limite il convivente, non c’e’ ne’ prima ne’ dopo. Il rispetto e’ dentro ognuno di noi, se lo si ha; ma se non lo si ha questo non lo darà certo nessun pretuncolo che officerà le nozze, di questo puo’ starne certo.
            La verità purtroppo che quelli come lei non riescono a ragionare se non a compartimenti stagni e con schemi a blocchi precostituiti: quini chi va a convivere con la propria fidanzata sono alla stessa stregua di chi fa riti orgiastici oppure, per usare una sua frase, soggiace animalisticamente al sesso….
            Chi invece pratica quella mostruosità contro natura che e’ la castità imposta dottrinalmente e’ uno che ha una alta probabilità di vedere Dio…..
            Per non parlare dei divorziati: tutti indirizzati alla lussuria o a chissa’ cos’altro, indipendentemente da come le cose siano andate, se uno il divorzio l’ha subito, o ne e’ stato l’originatore, se e’ avvenuto per serti motivi o per per negligenza e pigrizia mentale nell’affrontare i problemi…. e vai, tutto nel calderone unico!
            Ma perche’ non andate a farvi curare… e per bene anche, invece di fare terrorismo e del peggiore oltretutto?

  45. peccatore scrive:

    A chi parlava della liceità del divorzio, ammesso da Mosè, Gesù disse che Mosè aveva accordato la scappatoia del divorzio a motivo della “durezza del cuore” del popolo.
    Ci pensi chi oggi accorderebbe scappatoie in nome della misericordia, perchè in realtà ogni “trovata geniale” che non tenesse conto dele parole di Gesù si risolverebbe non in un inno alla misericordia, ma in un inno alla durezza del cuore di un popolo incapace di fedeltà, che invece di fare i conti con il proprio peccato (in modo visibile e che comunque rimane aperto al perdono di Dio e alla vita eterna), tende a negare che esista un peccato (si incomincia da uno per poi allargarsi agli altri) e fa sembrare “cattivo” chi dovesse continuare a dire che c’è. La posta in gioco è elevata: chiamare “misericordia” la celebrazione della “durezza di cuore” e negare che la redenzione è il costo del peccato (il mio), fa regredire il rapporto con Dio all’Antico testamento, proprio da dove Gesù ci ha tirati fuori, 1)incarnandosi, 2)morendo in croce, 3)risorgendo da morte, 4)ascendendo al cielo, 5)da dove tornerà 6) per giudicare i vivi e i morti.
    Qui è già tanto se si considerano i punti da 1 a 3. Ci sono anche il 4, il 5 e il 6.

    • macv scrive:

      caro Peccatore , la durezza del cuore odierno e anche l durezza della “cervice” odierna è tale che nessuno, nessuno , credo potrebbe cambiare “la mentalità” odierna. Non certo i preti cattolici che hanno rinunciato al loro ruolo di consiglieri , di confessori, di guaritori delle anime, di rifugio e sostegno dei credenti in crisi, insomma di “guide spirituali” , per riciclarsi nel ruolo ben più moderno e sociologico e gratificante di assistenti sociali di sociopatici e tossicodipendenti e transessuali.

      La mentalità è frutto di tante cose: una persona nella sua vita sente parlare molte persone . Le ascolta, per esempio su divorzio oggi una donna sente parlare tante persone che consigliano , dicono i soliti luoghi comuni , le solite banalità
      ” meglio separarsi che litigare” ,” meglio per i figli il divorzio piuttosto che genitori che litigano” ” meglio darci un taglio tanto tu non lo ami più , lui non ti ama più ” meglio”rifarsi una vita ” tanto “sei ancora giovane e bella puoi trovare un altro” , tanto “quello stronzo ti dovrà passare gli alimenti”"tanto “la casa comunque resterà a te” e via dicendo……….
      Sarà rarissimo che una donna trovi una persona che dice la VERITA e che la consigli nel giusto :
      Il tuo matrimonio è indissolubile. Se non lo ami più non per questo devi divorziare. E’ comunque tuo marito nel bene e nel male .
      Per i figli è comunque meglio avere dei genitori non separati e una famiglia unita .
      Queste cose non le dice e non le consiglia NESSUNO al giorno d’oggi.
      Secondo me neppure il prete ! Il prete moderno consiglierà sicuramente di separarsi e di divorziare! “se non vi amate più” .. e a maggior ragione se tu invece oggi ami il signor X e lui ama la signorina Y….
      Come se questo amore romantico -sentimentale da Baci Perugina ( un falso e melenso derivato borghese dell’amore disperato fra Tristano ed Isotta)fosse ormai l’unico criterio di vita di una umanità allo sbando, non solo antropologico ma anche sociale!
      quando mai una nostra nonna o bisnonna avrebbe mandato all’aria tutto , tutta la vita della famiglia , dei figli, dei nipoti , che era che una vita sociale, comunitaria , davanti all’intera COMUNITA’ , per la solita individualistica lagna “Ma non lo amo più, amo invece l’idraulico che è venuto a aggiustare il bagno? “

      • Claudio2 scrive:

        Macv, in sintesi quello che ci stai dicendo e’ o tempora, o mores e ‘si stava meglio quando si stava peggio’. Il bar sport,praticamente.
        Ma qual’e’ stata mai in 2000 anni di cristianita’ quest’eta’ dell’oro, in cui tutti, chierici e laici, menavano una vita conforme al Vangelo e al Magistero? La gente non divorziava, certo; e quanti avevano l’amante? quanti omicidi d’onore?quanti preti-vescovi-papi hanno avuto amanti figli etc e invece di’ fare gli assistenti sociali di sociopatici tossicodipendenti e transessuali’ si dedicavano ad attivita’ piu’ o meno ripugnanti e sicuramente non da ‘pastori di anime?’
        Nella Chiesa ci sono sempre stati i Pietro, ci sono sempre stati i Giuda, ci sono sempre stati gli Alessandro Sesto e i Sant’Antonio da Paola…in sintesi il mondo e’ stato sempre piu’ o meno una chiavica, in cui i cristiani se non veri perlomeno verosimili si contano sulle dita di una mano monca. qual’e’ la novita’? cosa ti turba? Il problema piu’ grande che ho quando sento un ‘trady’ e quest’assoluta, allucinante e ideologica esaltazione dei bei tempi andati, in cui tutti andvano a Messa, le famiglie erano tutte felici e i treni andavano in orario.Per il cristiano l’eta’ dell’oro non c’e’ stata ancora,l’eta dell’oro deve ancora arrivare, e se si perde di vista questo a mio avviso non si e’ piu’ cristiani, si e’ qualcos’altro….

        • cuba_libre scrive:

          Bentornato Claudio!

          Grande risposta. Il fatto purtroopo e’ che simili stili comportamwentali non sono infrequenti e sono tipici di chi non vuole o non sa affrontare la realtà e quindi si rifuglia a riccio in un mondo tutto suo fatto di anatemi, profezie di sventure e cose di questo genere. Perche’ costoro sanno benissimo quale sia, ma SOPRATTUTTO quale fosse la realtà del passato in seno al cristianesimo, ma non POSSONO ammetterlo perche’ da momento che lo facessero crollerebbe di schianto tutta l’architrave sulla quale hanno basato tutta la loro esistenza.
          Saluti

  46. gibici scrive:

    @Peccatore
    lei dice anche belle cose, ma e’ talmente accecato a proposito dell’indissolubilita’ del matrimonio che si dimentica di condannare s.Paolo. Oppure ignora il privilegio paolino, come il cardinale di Bologna? Beata l’ignoranza nella quale ci si poteva crogiolare fino a poco tempo fa. Effettivamente anche il card. Kasper non affronta il problema dottrinale, ma solo quello cd pastorale, rischiando di produrre sconcerto, come appare anche in questo blog.
    @ Cuba. S. Paolo si considera un testimone del Risorto, perche’ ha “visto” il Risorto e ne ha sperimentato la potenza. La sua predicazione pertanto non narra gli eventi biografici, ma il senso della morte e risurrezione. Ma proprio in questo e’ strettamente affratellato ai sinottici e si distingue dagli apocrifi, anche da quelli piu’ antichi, che riportano probabilmente anche detti autentici di Gesu’. Questi ultimi infatti non sono catalizzati come i sinottici intorno alla morte e risurrezione. I vangeli sinottici, come ha mostrato con ampi studi James D.G.Dunn, derivano piu’ che dall’evoluzione di una documentazione scritta, da tradizioni orali parallele, una delle quali e’ quella di Giovanni, non meno antica delle altre. Benche’ Paolo non sia “biografico”, nondimeno per lui ” e’ il Gesu’ storico ormai glorificato che sfida l’uomo auto-sufficiente ed auto-indulgente; e’ la presenza qui ed ora del Gesu’ che e’ vissuto e che e’ morto che porta gli uomini alla crisi della decisione”.

    • Stefano scrive:

      Buongiorno gibici, lei insiste con questo argomento del privilegio paolino, ma secondo me c’entra poco o niente. Potrebbe spiegarsi meglio?

      • gibici scrive:

        Caro Stefano buon giorno,
        cerco di spiegarmi e, se ancora ci saranno ombre, me lo dira’.
        Secondo alcuni il comando evangelico e’ senza se e senza ma, quindi non e’ ammesso il nuovo matrimonio dei divorziati.
        Ora non tiene ne’ la prima premessa ne’, anche se questa fosse vera, la conclusione.
        La premessa: il comando di Gesu’ gia’ nel testo evangelico ci e’ trasmesso con un’eccezione (tranne il caso di “porneia”). Io non discuto mai di questo sia perche’ alcuni parlano di un’interpolazione (comunque accettata dal canone), sia perche’ e’ discusso l’esatto significato di porneia.
        La conclusione: allora non e’ possibile un secondo matrimonio. E qui storicamente e stoicamente casca l’asino. S. Paolo e’ il primo che interpreta l’imperativo di Gesu’ in senso tutto diverso dai moderni soloni, che dopo duemila anni continuano a rileggerlo senza minimamente capirlo. Di fronte al caso, neppure cosi’ estremo, di un matrimonio nel quale un coniuge non accetta di convivere sopportando senza continue recriminazioni la fede cristiana del partner, s. Paolo permette quello che in termini moderni e’ detto “il divorzio”, cioe’ la rescissione “ex nunc” del vincolo. Non mi dilungo a parlare delle posizioni storiche della Chiesa, che nulla hanno a spartire con un’indissolubilita’ senza se e senza ma. Se il comando di Gesu’ fosse stato assoluto non sarebbe lecita neppure la cd “separazione”, pienamente accettata dalla Chiesa contemporanea.
        Qual’era allora il piu’ probabile senso del comando evangelico? Gesu’ dichiaro’ contraria alla legge divina originaria la pratica dello scioglimento “ad libitum”, cioe’ a capriccio del capofamiglia, quale vige ancora nella pratica islamica. Nello stesso tempo sono condannate tutte le azioni che contraddicono l’unita’ della coppia. Ma che fare quando l’unita’ della coppia e’ irrecuperabilmente perduta? Questo il vangelo esplicitamente non lo dice.

      • stefano scrive:

        Caro gibici, comincio dal basso: può l’unita’ della coppia essere dichiarata irrecuperabilmente perduta senza una decisione “ad libitum”? Non è infatti necessario che la decisione “ad libitum” sia estemporanea e per puro capriccio; può anche essere l’esito di scelte sbagliate perpetuate nel tempo. Se la discesa lenta e graduale è la via più sicura verso l’inferno, così è anche della sicura fine di un matrimonio.
        Non mi è poi chiaro in base a cosa il comando di Gesù renderebbe illecita anche la semplice separazione. Ciò di cui si discute è la possibilità che un matrimonio cristiano originariamente valido possa essere sciolto a favore di un altro.
        Sul discusso privilegio paolino, la rescissione “ex nunc” era ammessa “in favor fidei”, cioè nel caso in cui un coniuge non accettasse la conversione al cristianesimo dell’altro dopo (dicasi dopo) il matrimonio. Si trattava dunque in origine di matrimonio pagano.
        Vorrei premettere che sul piano storico sono ignorante e potrei essere smentito, però mi sembra di capire che se Paolo si occupava della faccenda è perché all’epoca la Chiesa non esigeva di ri-celebrare il matrimonio con rito cristiano, ritenendo quello pagano (o quanto meno quello ebraico) già santificato dal battesimo di uno dei due. Ora, però, quando l’altro coniuge si opponeva a tale conversione diventava giocoforza salvaguardare il bene supremo del supersite, cioè la sua fede e ritenere il matrimonio nullo o comunque sciolto.
        Oggi questo sarebbe solo un caso di scuola perché nessuno può sposarsi senza essere già battezzato e confermato, ma un’eco la si può ritrovare nelle cause di nullità dei matrimoni celebrati con rito misto, in cui il coniuge non cristiano si opponga successivamente all’educazione cristiana della prole.
        Si potrebbe forse ritenere, simmetricamente, che un caso analogo potrebbe verificarsi oggi nel caso in cui un coniuge (battezzato) si convertisse ad altra religione e volesse educare a questa anche la prole. Non si potrebbe parlare di nullità del matrimonio, ma forse sarebbe l’unico caso in cui si potrebbe ancora invocare a rigore il privilegio paolino.
        Ciò detto, su questo argomento io sarei lieto non tanto di convincere qualcuno, ma di essere convinto. Perciò, se lei mi dicesse come intenderebbe una riforma della dottrina dell’indissolubilità del matrimonio che tenga conto sia delle legittime aspettative degli interessati, sia dei richiamati comandi di Gesù e del privilegio paolino le sarei davvero grato.

        • gibici scrive:

          Caro Stefano,
          penso di capire le sue difficolta’ concettuali, quindi non ho problemi a cercare di ampliare la spiegazione.
          Il primo problema da affrontare e’ quello dell’anacronismo, perche’ abbiamo difficolta’ a metterci nella testa di coloro che parlavano, ascoltavano e scrivevano nel primo secolo e tendiamo a proiettare a quel tempo l’odierna immagine ad es. di Chiesa e di sacramenti.
          Gesu’ non parlava del matrimonio cristiano e neppure di quello ebraico, ma di quello originario (umano). Quindi e’ questo del quale proclamava l’indissolubilita’. Non solo, ma probabilmente per decenni anche i cristiani hanno continuato a celebrare il matrimonio secondo le consuetudini del gruppo al quale appartenevano, ebraico, greco-romano, ecc. e non c’era come rito, ma certo c’era come sostanza, un matrimonio cristiano. Tutti di qualsiasi religione sapevano che cos’era il matrimonio, anche se sottoposto a regole diverse, e gli sposi che diventavano cristiani, o quello che diventava tale, erano coscienti delle parole di Gesu’, che ne chiarivano l’impegno. Questo impegno poteva essere compreso e accettato anche da chi non si fosse convertito, perche’ semplice e abbastanza tradizionale, in linea di principio, nelle societa’ mediterranee.

          S. Paolo si trova davanti sia l’insegnamento evangelico, sia un caso nel quale un matrimonio, validissimo, affrontava una relazione difficile a causa della conversione di uno dei coniugi, non condivisa dall’altro. S.Paolo decise che il comando divino al quale si richiamava Gesu’ non richiedeva di tenere in vita a tutti i costi un legame che invece di far prevedere l’unione tra i coniugi, prospettava la disunione a vita. L’unica condizione era che il coniuge cristiano non fosse colui che richiedeva la risoluzione del matrimonio, ma che la richiesta provenisse da quello non convertito. Non tutti interpretano la liberta’ dal vincolo lasciata al coniuge cristiano da s. Paolo come liberta’ di risposarsi. Questa liberta’ di risposarsi e’ invece espressamente prevista dal diritto canonico. Mentre il cd privilegio paolino del diritto canonico e’ espressamente in favore della fede, s.Paolo nella sua decisione non accenna al rischio del coniuge cristiano di perdere la fede, percio’ l’eccezione che prevede non e’ espressamente in favore della fede.

          Quello che mi sembra di dover dire e’ che il richiamo di Gesu’ a non dividere non riguardi i casi nei quali la divisione e’ ormai diventata irreversibile e non c’e’ piu’ nulla da dividere. La decisione di S.Paolo fa pensare ad un caso di questo genere. Il comando evangelico e’ contro la rottura dell’unita’ matrimoniale, quindi anche contro quella che oggi e’ detta separazione, in contrapposizione al divorzio. E’ ai separati piu’ che ai divorziati che potrebbe essere imposta la sospensione dai sacramenti, perche’ la separazione e’ una situazione reversibile, almeno in teoria, il divorzio spesso non piu’. Comunque una eventuale decisione in tal senso non so se sarebbe opportuna, ma se non la si impone ai separati, non ha molto senso imporla ai divorziati.

          Con decisione “ad libitum” volevo indicare il ripudio unilaterale e sostanzialmente immotivato. E’ pero’ vero che ogni matrimonio che va a rotoli generalmente lo va a passi impercettibili, ed e’ difficile risalire alle responsabilita’.

          • stefano scrive:

            Grazie gibici. Che Gesù parlasse di matrimonio e non di matrimonio cristiano, mi sembra ovvio almeno quanto il fatto che il matrimonio e il matrimonio cristiano sono la stessa cosa.
            Tuttavia, mi pare lei abbia omesso di chiarire la questione fondamentale, se cioè un matrimonio sostanzialmente fallito possa essere anche formalmente sciolto per consentire un nuovo matrimonio (cristiano): sì, no, in quali casi.
            La riammissione ai sacramenti dei divorziati risposati verte tutta intorno a questo quid.

          • gibici scrive:

            Caro Stefano,
            non avevo compreso esattamente il punto.

            L’ostacolo alla possibilita’ del nuovo matrimonio si continua a ripetere che derivi dal monito evangelico.

            Per me non e’ cosi’. Perche’:

            1. Il monito evangelico riguarda l’obbligo di non dividere cio’ che Dio ha unito, non i casi nei quali non c’e’ piu’ nulla da dividere, perche’ la riunificazione e’ impossibile.

            2. Non fa casistica: che fare dei nuovi matrimoni dei suoi tempi? E’ necessario abbandonare la nuova moglie pena l’esclusione dal tempio o dalla sinagoga? Non sembra questo il senso del richiamo di Gesu’.

            3. Non e’ stato interpretato in modo legalistico ne’ da s. Paolo ne’ nella storia della Chiesa, che ha ammesso varie eccezioni.

            Ora rispondo al quesito sul secondo matrimonio.

            In primo luogo bisogna fare un passo indietro. Il naufragio del primo matrimonio non dovrebbe avvenire e non puo’ avvenire senza peccato, almeno oggettivamente (dal punto di vista soggettivo non si puo’ giudicare). Il peccato e’ da entrambe le parti o maggiormente di una? Talora e’ difficile il giudizio. Ma e’ proprio nella fase che va verso la separazione e in quella della separazione che bisognerebbe intervenire con l’aiuto pastorale, perche’ oggettivamente e’ in questo periodo che si va (o una parte va) contro il comando evangelico. Ad un certo punto pero’ puo’ capitare che non si possa fare piu’ nulla per ricostituire l’unita’ tra i coniugi. E qui sarebbe necessaria una casistica che precisi ufficialmente delle regole. A questo punto bisognerebbe dire come san Paolo: il coniuge abbandonato viva in pace e, se vuole, sia libero di contrarre un nuovo matrimonio.

          • stefano scrive:

            Caro gibici, finalmente ha sputato il rospo!
            P.S.: comunque qualcosa mi dice che una volta risolto in tal modo il problema dei divorziati abbandonati e risposati, subito si aprirebbe quello dei divorziati che hanno abbandonato il coniuge per risposarsi.

          • gibici scrive:

            Caro Stefano,
            credo che possiamo darci il tu.

          • gibici scrive:

            In primo luogo la soluzione che propongo non necessariamente prevede che la parte innocente sia risposata.
            Inoltre, chiedersi se dopo il problema dei divorziati abbandonati e risposati, subito si aprirebbe quello dei divorziati che hanno abbandonato il coniuge per risposarsi, mi ricorda la battuta del commissario “avanti il prossimo morto ammazzato”. E’ chiaro che se si dichiara che non sussiste piu’ un legame, questa dichiarazione vale per entrambe le parti del rapporto, anche per la parte oggettivamente colpevole.
            E allora? Portiamo lo champagne? No, perche’ chi e’ colpevole di colpa grave e’ escluso dai sacramenti fino alla remissione, come in tutti i casi, anche i piu’ efferati.
            Quello che cambia e’:
            1. si dichiara quello che e’: per colpa umana si e’ distrutto un rapporto contravvenendo all’impegno solennemente preso.
            2. si da’ al colpevole la possibilita’ di pentirsi, come in tutti i casi di peccato.
            3. non si penalizza il non colpevole.
            A me questo rospo andrebbe piu’ giu’ del rospo attuale.

    • cuba_libre scrive:

      Buongiorno Gibici,

      capisco cosa tu voglia dire.

      Vedi, cerco di potermi esprimere al meglio per non creare equivoci, perche’ come ho avuto modo di dire a marino, la mia cultura di base non e’ umanistica, quindi non posseggo quelle doti di eloquenza e dialettica che invece un letterato sicuramente detiene meglio di me e quindi riesce a rendere piu’ chiaro il concetto.

      Vedro’ di esserlo per quanto posso: se io accetto un fatto per sola Fede, allora mi interessa poco conoscere tutte le condizioni al contorno al momento in cui quel fatto si e’ verificato; ma se invece la mia fede non e’ cosi’ forte tanto da nutrire dei dubbi sulla veridicità di quello stesso fatto, prima ancora di poterlo accettare cerco di vedere la congruenza delle condizioni al contorno, e solo DOPO mi pongo il problema di che valenza dare a quel fatto.
      Ragionando terra terra: ancora prima di pormi il problema di come sia fatta e cosa vi sia nella faccia non visibile della luna, mi pongo il problema dell’esistenza o meno della luna, altrimenti tutto il resto ha poco senso.

      Nella fattispecie, prima di pormi il problema se sia vera o meno l’apparizione di Gesu’ a Paolo sulla via di Damasco e ciò che ne e’ derivato, mi pongo il problema delle congruenze storiche al contorno: la correlazione esistente fra i Vangeli sinottici e le lettere di Paolo, il contesto del primo cristianesimo, rispetto a quello che invece di come ce lo mostra Paolo, di come e perche’ egli abbia avuto un peso cosi’ determinante nello sviluppo della teologia cristiana e dei suoi fondamenti dottrinali. Perchè vi era bisogno di un Paolo per spiegare quello che i vangeli non dicono? Non ve ne erano già dodici di apostoli? E le date? Sono congruenti fra la stesura dei Vangeli e le lettere di Paolo?
      Questi sono gli interrogativi che mi pongo e sulla base dei quali sto conducendo degli studi.

      Saluti

      • Claudio2 scrive:

        Ciao cuba, benritrovato anche a te (e poi io c’ero, ma quarantenato come non mai…) .Io certi punti con macv li condivido pure e credo che ogni persona di buona volonta’ o perlomeno con gli occhi aperti non possa negarli (la commercializzazione del sesso, l’erosione del concetto di famiglia, i preti che tutto fanno a parte i preti..) ma crucially ‘niente di nuovo sotto il sole!’Ogni generazione di credenti deve chiedersi da che parte stare, ogni era presenta problemi , l’uomo e’ sempre lo stesso e i peccati gira che ti rigira sempre quelli sono…Su S. Paolo; non sono un esperto ma sicuramente ha conosciuto gli apostoli e gli apostoli non avevano nulla da ridire sul suo insegnamento( anzi le lettere di San Paolo sono in alcuni casi piu’ antiche dei Vangeli), e tralaltro si rivolgeva anche a cristiani di prima/seconda generazione (gente cioe’ che aveva ascoltato Gesu’ e-o aveva avuto contatti con gli Apostoli); quindi, in soldoni, se avesse inventato cose contrarie all’insegnamento di Gesu’, avrebbe fatto la fine di molti altri gnostici-eretici-simonimaghi dell’epoca.Contraddizioni coi Vangeli e-o con altre lettere Apostoliche (e-o con altra letteratura sub-apostolica non ce ne sono quindi…

        • cuba_libre scrive:

          Grazie della risposta Claudio.

          Spero che la tua quarantena sia finita :-)

          Tutto quello che mi dici riguardo quello che e’ divenuta la societa’ moderna non mi è nuovo e solo un cieco non lo vedrebbe. Il problema però che mi divide con i cattolici più estremi e’ proprio nell’andare ad individuare le cause di tutto questo: e per me e’ fisiologico che l’origine di tutto risiede nel SISTEMA etico economico che si e’ impadronito del nostro emisfero e che ha ridotto tutto a merce di consumo quindi anche i valori piu’ intrinsechi dell’uomo fra cui famiglia, sessualità e tutto il resto. Non so se hai visto il film “The wolf of Wall Street” con Leonardo Di Caprio: io l’ho visto, e’ un film allo stesso tempo bello e amaro, profondo e crudele, sensibile e cinico come pochi altri: e ti dirò che quando sono uscito dal cinema, il mio primo istinto era quello di andare ad arruolarmi fra gli insurrezionalisti! E’ un quadro veritiero anche se un tantino estremizzato (ma a bella posta) del mondo dell’alta finanza americana (ma non solo). E li’ vedi proprio come il senso di famiglia, etica, rispetto in quel mondo sono solo espressioni lessicali! E’ tutto funzionale solo ad una cosa: i soldi e il potere che da esso deriva.
          Secondo te era questo che si voleva nel 68 (che non ho vissuto perchè troppo giovane) e negli anni 70 (che invece ho vissuto in pieno nelle piazze)? Ti posso garantire di no. Le rivendicazioni erano sacrosante e te lo dice uno che proviene dal sud dove vigeva la piu’ putrida e maleodorante ipocrisia con la quale la chiesa anadava strettamente a braccetto. Il potere ha vacillato pericolosamente, anche se vi sono state le estremizzazioni terroristiche che sappiamo, ma il potere ha trovato il geniale rimedio per neutralizzare la deriva che lo stava rovesciando: in pratica ha messo in pratica il vecchio sistema gattopardesco: se si vuole che niente cambi, tutto deve cambiare! Ovvero, se si vuole conservare il ruolo dominante, deve cambiare radicalmente il modo con cui imporlo: cosa voleva la piazza? l’emancipazione dei costumi? Una nuova cultura? un un uovo modo di studiare? un nuovo modo di concepire i diritti dei lavoratori?… Bene, non c’e’ problema: ti concediamo tutto…….ma a modo nostro!!! allora, il sindacato e’ diventato una cinghia di trasmissione fra il padronato e la base, la rivendicazione di vivere una sessualità responsabile scevra da schemi ideologici è divenuta un’esaltazione di ginnastica da letto (leggi: berlusconismo), l’università e’ divenuta una fabbrica di somari, con le dovute eccezioni per garantire la sopravvivenza del sistema tramite le elite … e cosi’ via. Ma e’ sempre stato cosi’ in passato. Ricordiamoci che Ferdinando II di Borbone governava all’insegna delle famose 3 “F”: festa, farina e forca; tradotto: divertitevi, mangiate, ma attenti a non rompere i coglioni..! I dogi veneziani per calmare il malcontento popolare verso lo strapotere dei nobili, riempirono la città lagunare di bordelli…. e la protesta finì!! Questa e’ STORIA!!
          Quindi, se vogliamo dare una spiegazione di quello che sta avvenendo nella nostra società guardando il problema in termini teologico dottrinali allora diamo tutta la colpa al Diavolo, e mettiamo a tacere cosi’ la nostra falsa coscienza; se invece vogliamo fare un’analisi piu’ seria per poterne uscire, allora il discorso cambia.
          Voglio ricordare a chi ha gli occhi foderati di prosciutto che lo stesso Wojtyla che nei primi anni del suo pontificato identifico’ ilo male assoluto solo nel comunismo reale, quando questo cadde, si rese conto di avere a che fare con un nemico ben piu’ potente del comunismo, e cioe’ il capitalismo edonista proprio perche’ impalpabile: un carro armato lo vedi e per quanto possa sparare grosi proiettili, lo puoi neutralizzare se riesci a centrarlo con una bomba a mano dentro la garitta, ma il veleno che lobotomizza le coscienze e’ di gran lunga piu’ difficile da combattere perche’ non hai armi a portata di mano, devi agire in maniera molto piu’ sottile e soprattutto molto piu’ a lunga scadenza. Secondo me non basterà mezzo secolo in Italia per rimediare a quello che vent’anni di regime delinquenziale ha prodotto.

          Per quanto riguarda Paolo, chi ha mai detto che vi e’ contraddizione fra i Vangeli sinottici e le lettere di S. Paolo? Non l’ho mai detto, ho detto invece una cosa molto peggiore e cioe’ che ho il sospetto, date alla mano che Paolo abbia stravolto il contenuto dei Vangeli originari (di cui sappiamo non esservi traccia) e che quelli che oggi conosciamo non siano altro che una rieditazione di Paolo. Ribadisco: io non ho le prove di questo, e infatti sto conducendo studi in tal senso, ma il sospetto mi viene perche’ i primi cristiani storicamente non erano affatto come li descrivono i Vangeli, non erano miti e neppure pacifisti. Ricordiamoci che Paolo era si’ ebreo, ma cittadino romano.
          Un caro saluto
          Se mi sbaglio…. saro’ il primo ad esserne contento.

        • gibici scrive:

          Caro Cuba,
          provo ad aggiungere qualcosa a quello che e’ detto da Claudio2. In primo luogo devo dire che ti (Lei?) esprimi benissimo, chiaro e diretto.
          Vorrei considerare solo alla fine il dilemma fede/storia, fede/prove.
          1. Domanda: che relazione c’e’ tra i vangeli e le lettere paoline? Queste ultime, come scritti, precedono i vangeli, che probabilmente sono stati messi per scritto dopo la morte di Paolo. Quando Paolo parla del vangelo si riferisce alla buona novella della redenzione a motivo della risurrezione di cui e’ testimone diretto. Ma gli scritti evangelici riportano tradizioni che precedono Paolo e gli studi di Dunn hanno mostrato l’importanza di queste tradizioni sulla storia delle forme letterarie utilizzate e della loro redazione.

          2. Domanda: il contesto del cristianesimo. Intendi il contenuto dell’annuncio o la vita dei cristiani (della Chiesa)? Per la vita dei cristiani s.Paolo e’ la fonte canonica piu’ importante, poi ci sono le altre lettere, gli Atti, l’Apocalisse. A queste fonti sono da aggiungere tutti i documenti di quel periodo o su quel periodo, compresi i resti archeologici ed epigrafici cristiani e non cristiani che aiutano a ricostruire il contesto di allora.
          Per il contenuto dell’annuncio. S.Paolo non si sofferma sulla biografia di Gesu’, della quale si interessano i vangeli, ma la presuppone, perche’ se Gesu’ non e’ risorto, non abbiamo nulla di cui gioire (vana e’ la nostra fede). E la straordinarieta’ della risurrezione di Gesu’ ha radice nella sua vita straordinaria. Come dice Dunn, si puo’ mettere in dubbio tutto, ma e’ ragionevole dire che un certo Gesu’ ha dato inizio ad un movimento unico. Se si preferisce si metta pure la testa nella sabbia, ma, secondo me, non si pretenda di fare storia.

          3. Perche’ c’e’ voluto s.Paolo e la sua riflessione? Perche’ molte cose gli apostoli le hanno viste e trasmesse, ma s.Paolo, testimone non della vita, ma della risurrezione, ha concentrato la sua riflessione proprio sul significato della morte e risurrezione di Gesu’. Come dissi piu’ sopra, e’ molto interessante che anche i vangeli canonici, a differenza di quelli apocrifi, considerino tutta la vita di Gesu’, fin dalla nascita, in funzione della passione, morte e risurrezione. In questo sono perfettamente congruenti con s.Paolo, che pero’ indaga piu’ intimamente il significato di quegli avvenimenti, salvifici anche per i vangeli, in funzione di una visione generale della salvezza nella storia da Adamo in poi. Inoltre s.Paolo e’ stato determinante per la cattolicita’ della Chiesa, che con lui ha cessato di essere una “setta” ebraica. Non c’e’ percio’ da meravigliarsi che la sua riflessione sia restata “canonica” per i secoli successivi.

          Se ci sono ancora punti importanti insoluti, mi scuso e aspetto una segnalazione.
          Buona notte!

          • gibici scrive:

            Ho dimenticato il dilemma fede/prove. Sara’ per la prossima volta. E’ comunque un dilemma tra prove esplicite ed implicite, non tra prove e non prove.

          • gibici scrive:

            Caro Cuba,
            ieri notte abbiamo postato i nostri messaggi all’insaputa uno dell’altro. Vedo pertanto solo ora il tuo problema: Paolo, il fondatore del Crisianesimo, addirittura il revisionatore dei testi canonici. Si’, ti sbagli. Controlla pure, anche se fantascienza qui come in tutti i campi ce n’e’ a iosa. Che autorita’ sarebbe stata concessa a Paolo, che non aveva conosciuto Gesu’ vivo, di modificare i racconti della sua vita, ormai schematizzati in tradizioni narrative nelle varie chiese? E l’autorita’ della chiesa di Gerusalemme, riconosciuta anche da Paolo?
            Quanto ai cristiani terroristi, si tratta della piu’ grande bufala della storia: proprio allo scoppiare della guerra ebraica essi si allontanano da Gerusalemme e non partecipano all’insurrezione, come si puo’ dedurre anche da Giuseppe Flavio. Per non parlare della seconda guerra giudaica. E poi di fronte ad un movimento con il mitra in mano san Paolo cambierebbe le carte in tavola riscrivendo un vangelo delle beatitudini? e avrebbe il coraggio di scrivere alle chiese di Roma? Divino s. Paolo, meglio di superman!

          • cuba_libre scrive:

            Caro Gibici,

            purtroppo adesso non posso rispondere perche’ sono al lavoro e ho letto gli interventi solo per sommi capi. Mi riprometto di farlo.
            Voglio solo anticipare una cosa: io non ho mai detto che i primi cristiani fossero terroristi: ho detto solo che non erano quelle anime pie rappresentate dai Vangeli, nel senso che non facevano atto di sottomissione ai romani in maniera cosi’ passiva. Di qui a dire che erano terroristi (alla Barabba per esempio) ne corre.
            Ma comunque ho puntualizzato che le mie non vogliono essere verità, non per niente sto portando avanti degli studi, su un argomento che non e’ che per me sia come giocare ad “Affari tuoi”, perche’ necessita di documentazione, conoscenze stoeriche e soprattutto di volontà di venirne a capo senza prevenzioni di sorta, cosa purtroppo non molto diffusa oggigiorno, dall’una e dall’altra parte: ma ti sembra giusto per esempio che alla catechista di mia figlia a suo tempo certe cose ero costretto a confutargliele io, che non sono certo un teologo? E per contro: ti sembra giusto che in certi ambienti si incolpi la chiesa di tutto? ci manca saolo che sia responsabile dello scioglimento della calotta polare!!
            A risentirci e buona giornata