San Giuseppe che dormendo lavora

Cari amici, vi chiedo scusa per la lunga pausa, ma sono stati giorni di lavoro molto intensi per le canonizzazioni di domenica scorsa. Vi auguro buon 1° maggio, festa di san Giuseppe lavoratore, e per l’occasione vi invito a leggere un articolo che ho appena pubblicato, dedicato alla devozione di Papa Francesco per il padre putativo di Gesù.

Nella Casa Santa Marta, accanto alla porta della stanza 201 abitata dal Papa, c’è una piccola statua di san Giuseppe, una delle poche cose che Francesco ha voluto far portare dall’Argentina. Quella che vedete in questa foto, è una copia identica che si trova nella camera del Collegio Maximo di San Miguel, nella stanza occupata dall’allora padre Bergoglio.

Si tratta di una statua in legno, che ritrae il santo dormiente: un riferimento evangelico al fatto che è sempre in sogno che san Giuseppe riceve i messaggi dal Cielo. Ebbene, sotto il piedistallo di quella statua, in Vaticano, il Papa infila dei bigliettini con richieste di grazie. Per questo i suoi collaboratori dicono che Francesco “fa lavorare molto san Giuseppe”.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

101 risposte a San Giuseppe che dormendo lavora

  1. Squilpa scrive:

    Caro Tornielli,
    nel ringraziarLa comunque per l’ospitalità che ci dà sul suo interessantissimo blog, mi permetto di risponderLe con una piccola nota polemica : trovo singolare la Sua definizione del primo maggio quale di festa di san Giuseppe , piuttosto recente, laddove la vera fisionomia sociale e civile di questa giornata risale alle rivendicazioni sindacali del 19° secolo (che non avevano alcuna fisionomia religiosa).
    Sembra davvero che la chiesa sia insofferente di qualsiasi costruzione di successo su cui manchi il suo proprio cappello, un pò come i templi pagani rifatti a chiesa o come la Pompei pagana risorta ad interesse generale, poi forzosamente trasformata ad edificazione del beato Bartolo Longo.
    Brutta cosa, poi, la continua richiesta di grazie : alimenta la mentalità della sottomissione, della questua, della domanda, dell’ossequio del bisognoso al potente : inginocchiarsi, domandare e ringraziare è il nocciolo, temo, di una mentalità intrinsecamente mafiosa.
    Almeno, a me così pare.

  2. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Squilpa, permetta di dirle che trovo del tutto fuori luogo e inconsistenti le due osservazioni, e trovo pure offensiva, per me credente, l’idea chiedere e inginocchiarsi porti a una mentalità mafiosa.

    Quanto alla prima osservazione: non mi sembra proprio che la Chiesa cerchi di mettere il cappello sul 1° maggio: non è festa di precetto, è festa laicissima. Trovo invece del tutto naturale e comprensibile che per celebrare in qualche modo la giornata dei lavoratori, la Chiesa faccia memoria nuovamente – dopo la festa a lui dedicata il 19 marzo – di un suo grande santo, che con il suo lavoro di carpentiere ha aiutato i primi passi della vita terrena di Gesù.

    Quanto alla “mentalità mafiosa”: il cristiano crede che Dio intervenga nella storia, il cristiano prega e adora Dio, lo prega e lo adora nel pane e nel vino eucaristico, lo prega e lo adora servendo chi soffre, toccando “la carne di Cristo” nei poveri. Il cristiano crede nella comunione dei santi e cioè nel fatto che chi è sulla terra e chi è in cielo costituisce una sola famiglia: per questo si pregano i santi, chiedendo loro di intercedere presso Dio. E’ ovvio che tutto questo a chi non ha il dono della fede possa suonare strano. Ma per favore lasci stare la mafia e la mentalità mafiosa: domandare è la cosa più naturale per l’uomo. Un uomo che non chiede, che non ha attese, che non ha speranze, che non ha desideri, è vecchio, anche se ancora nel fiore degli anni. E non c’è niente di più bello che chiedere aiuto riconoscendosi piccoli e bisognosi.

    Non le chiedo di condividere e neanche di comprendere. Ma la mentalità mafiosa la lasci perdere.

    • Ilsanta scrive:

      Solo una specifica quando scrive “Il cristiano crede nella comunione dei santi e cioè nel fatto che chi è sulla terra e chi è in cielo costituisce una sola famiglia: per questo si pregano i santi, chiedendo loro di intercedere presso Dio.”

      Vorrei ricordare che questa è peculiarità dei cattolici e non dei cristiani in genere.
      I Valdesi ad esempio non pregano affatto ne i Santi ne la Madonna.

  3. macv scrive:

    Squilpa deve credere di avere una mission nella vita quella di convertire tutti i credenti all’ateismo i e ha deciso di cominciare da blog di Tornielli. Missione immane cara Squilpa! Tanta ingenuita’e tanto zelo mal riposto sono quasi commoventi! Sono du emila anni che ci provano e nessuno ci e’ancora mai riuscito a dimostrare scientificamente che Dio non esiste! Ma bisogna dire che lei ci mette molto impegno in questa opera missionaria di proselitismo dell’ateismo.Che San Giuseppe la protegga a che Dio la illumini!Chissa’Pascal diceva che tra l’ateismo piu’assoluto e la fede non vi e’che un passo….

    • Stefano scrive:

      …è lo stesso passo che separa la salvezza dal baratro.

    • Stefano scrive:

      P.S.: macv, però lei non dica che nessuno è mai riuscito a dimostrare scientificamente l’inesistenza di Dio. In questo modo lei non solo non aggiunge nulla alla fede, ma rende un pessimo servizio alla scienza. Come Odifreddi quando sostiene di esserci riuscito.

      • Squilpa scrive:

        Chi dice che Dio non esiste è un superficiale che pecca del medesimo peccato di tracotanza di chi ne è,invece, sicuro. Il diritto dello scettico di essere scettico, tuttavia, mi pare che poggi su considerazioni non prive di dignità ed il credente, alla fine, non ha alcun elemento di reale certezza.
        Nessuno è mai riuscito a provare l’inesistenza di Dio, ovviamente, ma si potrebbe dire neppure il suo contrario; è di qualche interesse, però, il fatto che appena la Scienza è stata lasciata libera di indagare la realtà delle cose ha dimostrato subito come false tante cose che si erano date per vere per tempi lunghissimi (anche con la piena approvazione delle autorità tradizionali).

      • Ilsanta scrive:

        Mi tocca dar ragione a Stefano questa volta …

      • cuba_libre scrive:

        Se ad uno viene chiesto di dimostrare l’inesistenza di Dio, io potrei replicare chiedendogli di dismostrami l’inesistenza di un pianeta di prosciutto!! : si puo’ dimostrare l’esistenza di qualcosa, non l’inesistenza di quella stessa cosa.
        Ma nell’argomento in essere e’ chiaro che l’esistenza di Dio non si puo’ dimostrare con gli strumenti della scienza, si puo’ solo supporre, partendo per esempio da considerazioni che ho già esposto in passato (la probabilità che gli equilibri del cosmo siano dovuti alla casualità o meno, attraverso step successivi di eventi lungo il corso dei millenni).

  4. Reginaldus scrive:

    e così,con Giuseppe che sta dormendo, noi abbiamo ‘ by-passato’ zitti zitti il grande evento mediatico di piazza san pietro di domenica scorsa…. Non era l’occasione buona per i grandi ditirambi??? Ma per paura delle stonature nel grande coro osannante si è preferito andare oltre, ed evitare possibili commenti del tipo: come ti smonto la Chiesa Cattolica e te la rimonto come Grande Baraccone Mediatico!

    • Reginaldus scrive:

      e il mio commento rimane in sonno, per la gioia degli eremiti che possono continuare a dormire indisturbati…

  5. giovannino scrive:

    Dando per scontata l’ obbedienza del Santo Padre ai decreti del Concilio ( non il Vaticano II ma il Nicea II) e alla luce della differenza tra culto di venerazione e di adorazione non discuto la correttezza di questa adesione di papa Francesco a forme di devozione religiosa popolare. Non nascondo però la mia tiepidezza verso il culto dei santi , specie se praticato con l’ ausilio di raffigurazioni, in quanto fonte di possibile fraintendimento e confusione . Non dimentichiamo i gravi contrasti nella chiese orientali e , molti secoli dopo , nella chiesa anglicana e tra i potestanti su questo tema . Mi permetto dunque di riferire le precisazioni di detto Concilio :
    « Definiamo con ogni accuratezza e diligenza che, a somiglianza della preziosa e vivificante Croce, le venerande e sante immagini, sia dipinte che in mosaico, di qualsiasi altra materia adatta, debbono essere esposte nelle sante chiese di Dio, nelle sacre suppellettili e nelle vesti, sulle pareti e sulle tavole, nelle case e nelle vie; siano esse l’immagine del Signore e Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, o quella della immacolata Signora nostra, la santa madre di Dio, degli angeli degni di onore, di tutti i santi e pii uomini. Infatti, quanto più continuamente essi vengono visti nelle immagini, tanto più quelli che le vedono sono portati al ricordo e al desiderio di quelli che esse rappresentano e a tributare ad essi rispetto e venerazione. … L’onore reso all’immagine passa a colui che essa rappresenta; e chi adora l’immagine, adora la sostanza di chi in essa è riprodotto. »

  6. emiliano scrive:

    San Giuseppe prega per noi in questa giornata di memoria facoltativa per la chiesa che celebra il Padre putativo di Cristo Signore.
    Caro San Giuseppe prega e assisti tutti coloro che non credono,che sono atei,che non credono in Cristo Gesù.
    Oggi con il 1 di Maggio inizia anche il mese dedicato a Maria Santissima che Ella possa vegliare e portarci per mano verso il suo Figlio Gesù!

  7. Mr. Tornielli,
    Regards from BRASIL!!

    Just Beautiful:
    your Post, the message in it and the statue oF Saint Joseph…
    … Full of meaning!

    Stay in the God’s Peace!
    ~~~

  8. peccatore scrive:

    Buon primo maggio, anche se in ritardo.
    Ieri mi sono sobbarcato qualche centinaio di chilometri per andare a Fontanelle di Montichiari: con mia sorpresa (non è festa “di precetto”) vi ho trovato un migliaio di persone veramente “devote” e uno straordinario sacerdote che ha valorizzato al massimo l’adorazione, il rosario, la santa messa e la festa a San Giuseppe lavoratore.

    Davvero San Giuseppe ieri era “all’opera”: nessuno ha mai voluto così bene, umanamente parlando, alla Sua Maria e anche il rosario è fluito “caldo” malgrado l’addensarsi di grossi nuvoloni neri (nemmeno una goccia, ma eravamo in aperta campagna, con modesto riparo in caso di temporale) con questa disposizione del cuore.

    San Giuseppe ha operato per la Sua Sposa e per il Suo Gesù, da artigiano, con il suo lavoro e la sua fede, nutrita di ispirazioni dal Cielo.

    In questo luogo di preghiera (“sorvegliato speciale” da una Chiesa cattolica che si mostra severa solo con chi sembra “esagerare” nella fede, mentre preferisce ammiccare a chi “è lontano”) San Giuseppe è al centro della scena, non solo il primo maggio. Ai credenti, soprattutto ai sacerdoti e consacrati, passando per gli sposi e tutti quelli che hanno un lavoro o lo cercano dopo averlo perduto, ai giovani alle prese con l’incertezza di troppe situazioni complicate, San Giuseppe si offre con una carica di grazie immense: quelle di chi opera senza stancarsi e quelle di chi anche riposando vede e sente Dio, mentre ne accudisce e custodisce la Madre, la persona divina incarnata di Gesù, la famiglia che Dio gli ha affidato.

    Buon mese di maggio: è che San Giuseppe ci ottenga di dire con il suo amore i rosari che affideremo a Maria. E che Giuseppe e Maria ci ottengano da Gesù le grazie necessarie a una Chiesa tentata dal fare a meno delle devozioni, preferendo le commissioni e altre burocrazie mondane, oserei dire “pelagiane”.

    San Giuseppe ci spiega che:
    -l’uomo non si salva da solo, anche se Dio non ci salva se noi non lo vogliamo.
    -l’uomo non può pensare di non lavorare , ma non è solo il suo “fare” a salvare.
    -l’uomo può credersi “giusto” nel ritagliarsi scelte “legali”, ma la grazia supera la legge.
    -l’uomo non ce la può fare da solo: ma sa che anche riposando Dio lo aiuta.

    Nessuno ha amato Maria più di San Giuseppe. Nessuno ha amato Gesù più di Maria.
    Buon mese di maggio e che la Chiesa ricorra a Gesù, Giuseppe e Maria più che a ogni altra illusoria e modernistica, tecnocratica, legalistica, intellettualoide o pastoralistica “trovata” (in deroga alla sana dottrina) per sminuire le verità di fede che ancora smuovono la gente semplice e la fanno inginocchiare in massa, confessarsi e ricevere con grande rispetto la Santa Eucaristia, cantare e soprattutto guarire nel corpo e nello spirito. C’era tanta gioia ieri attorno a me. Ve la regalo di cuore!

  9. Squilpa scrive:

    Sono assai onorata dalla replica del nostro ospite Tornielli; essa mi pare apprezzabile non foss’altro perchè si sforza di produrre argomentazioni (contrariamente a Stefano, in cui l’ansia di difendere i valori in cui crede produce solo risposte stizzite, ma rarissimamente argomenti degni di considerazione).
    Mi permetto di replicare al dr Tornielli che, nell’introduzione al tema, egli parla del 1° maggio come della “festa di san Giuseppe lavoratore”; a me questa sembra una lectio un pochino partigiana , visto che , negli altri duecento paesi del mondo, il primo maggio è “la festa del lavoro” senz’altre etichette.

    Che cosa brutta, poi, gentile Tornielli, chiedere ad un potente di intercedere presso un altro potente. Forse, si può comprendere la pulsione ad invocare Dio per la propria salvezza, ma già domandare beni terreni mi pare collocarsi leggermente al di sotto dell’augurabile, quanto a qualità della richiesta. Però, poi, rivolgere le proprie questue a queste figure intermedie oggetto di adorazioni parallele ed istituzionalizzare questa metodologia in un culto organizzato , riconosciuto e celebrato mi pare una forma di svilimento opportunistico del senso del sacro presente nell’animo umano.

    Un articolo di “Famiglia cristiana” rivelò che , nelle invocazioni degli italiani, Cristo era destinatario solo di un modesto nove per cento, piazzandosi nettamente dietro al santo patrono. Vedere il figlio di Dio che arranca disperatamente dietro al patrono che ha bottega nel quartiere mi pare che possa spiegare meglio di altre considerazioni il mio punto di vista.
    Che questa mentalità, poi, possa facilmente degenerare in sue esplicitazioni terrene di pessimo conio mi pare ben provato dalle indagini sociologiche : le regioni italiane in cui più marcati sono gli indici di partecipazione esteriore al culto sono anche quelle dove i comportamenti antisociali sono preponderanti. E vorrei tacere gli antichi e profondi legami della chiesa col potere borbonico (ed anche mafioso) e la singolare abitudine dei boss a chiudersi nei loro covi con bibbie e santini.
    Domando scusa a tutti, ovviamente, ma mi paiono fatti di prepotente evidenza.

  10. Bortignon scrive:

    Ma squilpa ha ragione, scusate ! Ma come si può seriamente pensare a questi gradini di gerarchia per cui una preghiera ha più peso se è prima rivolta a uno che intercede? Come si può pen sare che Iddio guarda più favorevolmente una preghiera se cìè un garante, un intermediario? Ma che mentalità è questa? Ma questo veramente significa spostare nell’altro mondo una mentalità di favoritismi e raccomandazioni

  11. Urbex scrive:

    Sul web ora si aggirano anche i cosiddetti “cattolici per la laicità”:
    http://cattoliciperlalaicita.blogspot.it/2014/05/fratelli-rinunciamo-ai-programmi.html?m=1

    Mah…

  12. peccatore scrive:

    Dio conosce ogni cosa (prescienza), ma non per questo Dio è responsabile di quello che Lui sa che ciascuno di noi potrebbe o potrà fare: il libero arbitrio (dono di Dio) è totalmente salvo. Proprio per questo motivo la mediazione/intercessione è così importante e voluta da Dio. Ogni incontro, ogni misterioso risvolto di un’articolatissima popolazione di “amici di Dio” può dare lo spunto per una salutare e salvifica conversione.
    Dio stesso infatti ha voluto così: non si è vergognato di “prendere carne” e per farlo ha scelto un popolo e in quel popolo una Mamma, che ha bisogno, per crescere il bambino, del suo sposo che lavora e provvede alla custodia della famiglia.
    Ma anch’egli, Giuseppe, come noi tutti, è custodito: dall’angelo che gli ispira le decisioni più importanti. E Gesù stesso non si vergogna della Sua Chiesa: sceglie gli apostoli e a Pietro affida la Chiesa (prima e dopo il rinnegamento), mentre dalla croce affida la Madre a Giovanni e nel nome del discepolo i discepoli alla Madre.

    Nella nostra carne ciascuno di noi vive “mediazioni”: nessuno pretenderebbe di interloquire direttamente con l’AD dell’azienda dove lavora, con il presidente dello Stato di cui è cittadino e così via… ci si affida agli amici, ai parenti, ai conoscenti, agli incaricati: e spesso è anche meglio così, accompagnati da qualcuno di cui si ha confidenza… Ci potrebbero essere arroganza e superbia umana nel rivolgersi a Dio “di diritto”, “spavaldi, senza bisogno di mediazioni, ritenendolo un’offesa a Dio o evidentemente ritenendosi “alla pari” con Dio: il Dio cristiano è “mediatore”, lo Spirito di Dio è “paraclito”, il Creatore è “padre”: tutte figure che esprimono potentissime qualificate mediazioni, come Maria, i santi e gli angeli custodi e persino i nostri defunti, nella comunione dei santi.

    Chi schifa la mediazione annulla tutto ciò che non crede, credendosi abbastanza importante per irrompere dinanzi a Dio non solo con fede e fiducia, ma con una scarsa umiltà che rivela una sciocca pretesa di entrare nell’eterno come si entrerebbe in un ufficio, negli orari consentiti, secondo i diritti sanciti da qualche codice etico, compilando un modulo e pronti a fare reclamo o a far intervenire le Iene, Striscia o il Codacons se gli impiegati sembrano sonnecchiare… da utenti così persino Dio può attendersi una denuncia: loro mica fanno la fila, mica hanno bisogno di intercessori…

    Loro sono “adulti”… credono nel “loro dio”, nella “chiesa 2.0″, nel “nuovo ordine” che azzera ogni relazione e schiaccia un bottone o attiva un circuito con qualche dispositivo magnetico o inserendo una monetina o una banconota… il mondo 2.0, che dopo aver cosificato o annichilito il corpo (fermandosi all’idea), cosifica l’uomo anche in relazione a Dio, trasformando la fede in una sorta di telepatia, che somiglia all’uomo che non deve chiedere mai, come recitava una reclame del dopobarba… Che barba! Che palle!

    • giovannino scrive:

      Non sono d’ accordo con le opinioni di peccatore, che va molto al di là di quanto richiesto per rintuzzare le critiche di Bortignon. Tutti questi discorsi sulla necessità di mediazione a fronte della trascendenza , infinità , perfezione, … , dell’ Altissimo , non danno il giusto peso alla peculiarità della fede cristiana rispetto alle altre forme di monoteismo. L’ incarnazione del Logos in Gesù , ci ha dato il perfetto Mediatore . Il resto può aiutare , ma anche confondere, specie se al santo o all’ angelo si sovrappone una sua raffigurazione. Escludo risolutamente che papa Francesco abbia bisogno di un pezzo di legno per comunicare con il Signore , si tratta di un mezzo che facilita la preghiera , ma non essenziale e neppure necessario.

      • peccatore scrive:

        Giovannino,
        sei liberissimo di non concordare.
        Di fatto la “carne” è mediazione e Dio si è fatto carne.
        Gesù facendosi carne ha condiviso non solo l’essere mediatore, ma la mediazione come logica.
        Una fede che si fa “idea” segue le varie eresie idealistiche e ideologiche, sempre più avviluppate al pensiero e sempre più distanti dalla carne, quella ferita, sofferente e piagata dell’umanità che Gesù è venuto a salvare, popolandola di santi.
        La resurrezione della carne è una prospettiva che va oltre la “semplice” salvezza dell’anima: le mediazioni sono salvifiche perchè incarnate e in questa carne servono mediatori, intercessori, corpi che soffrono, si offrono, sanguinano, operano, lavorano, per dire sì, fiat, alla Grazia.
        In questo il cattolicesimo e l’ortodossia hanno conservato la carne assai più della riforma: d’altra parte la continuità apostolica, la presenza reale e il culto dei santi sono espressione di questa comunione che svaporerebbe nella fede diretta, fosse anche riassunta nell’unica mediazione di Gesù, “lasciato solo” nel rintuzzare la tentazione di un Dio “generico” che non avrebbe più nemmeno tanto bisogno di Gesù Cristo, ridotto a “uomo saggio e giusto” dopo non aver avuto bisogno di Maria, angeli e santi, ridotti a “devozionalismo”… che “fa ombra a Gesù”.

        • giovannino scrive:

          caro peccatore, hai difeso bene il tuo punto di vista. Non replico per non entrare in dispute da ” teologia da blog” . Ti invito a riflettere che nei paesi luterani , nonostante la deriva idealista, secolarizzante e quant’ altro, si fa di più per la carne viva dei sofferenti. Basti confrontare un carcere scandinavo con uno nostrano.

          • peccatore scrive:

            Infatti nei carceri nostrani la Chiesa opera alacremente, quasi da sola, salvo le comparsate di Pannella pro domo sua.

            Rivolgersi altrove per lo schifo.

  13. peccatore scrive:

    2 maggio 2014
    “Cari figli, io, vostra madre, sono con voi per il vostro bene, per le vostre necessità e per vostra personale istruzione. Il Padre Celeste vi ha dato la libertà di decidere da soli e di conoscere da soli. Io desidero aiutarvi. Desidero essere per voi madre, maestra di verità affinché, con la semplicità di un cuore aperto, conosciate l’immensa purezza e la luce che da essa proviene e dissolve le tenebre, la luce che porta speranza. Io, figli miei, capisco i vostri dolori e le vostre sofferenze. Chi potrebbe capirvi meglio di una madre! Ma voi, figli miei? È piccolo il numero di coloro che mi capiscono e mi seguono. Grande è il numero degli smarriti, di coloro che non hanno ancora conosciuto la verità in mio Figlio. Perciò, apostoli miei, pregate ed agite. Portate la luce e non perdete la speranza. Io sono con voi. In modo particolare sono con i vostri pastori. Li amo e li proteggo con cuore materno, perché essi vi guidano al paradiso che mio Figlio vi ha promesso. Vi ringrazio!”

    • onix scrive:

      e dalli….ma quando finirà questa tiritera di messaggi-abbagli e apparizioni-chimere, GIA’ dichiarate NON SOPRANNATURALI, dalle autorità preposte, cioè dai vescovi di quella diocesi ?

  14. Dora scrive:

    Dott. Tornielli ogni occasione è buona per idolatrare Bergoglio, ma insomma è possibile discutere di qualcosa senza questo atteggiamento di lecchinismo nei suoi confronti?
    la vanteria è la consapevolezza della insufficienza
    a me personalmente non convince questo attegiamento

  15. Bortignon scrive:

    Ebbene, il cristiano ha in Cristo il perfetto mediatore e si può dire che proprio questo cancella la necessità di altri mediatori e intermediatori…..tanto più mediocri verrebbe voglia di dire !! Trovo che peccatore sia un infervorato eleboratore di azzardate altisonanti elucubrazioni.. per devozione cattolica troppo ardente ?

  16. Bortignon scrive:

    Ebbene, il cristiano ha in Cristo il perfetto mediatore e si può dire che proprio questo cancella la necessità di altri mediatori e intermediatori…..tanto più mediocri verrebbe voglia di dire !! Trovo che peccatore sia un infervorato eleboratore di azzardate altisonanti elucubrazioni.. per devozione cattolica troppo ardente ?
    Col massimo rispetto lo dico.

    • peccatore scrive:

      Proprio questa “perfetta mediazione” NON cancella, ma ispira e favorisce tutte le altre mediazioni, a cominciare dal sentirsi Figli e perciò fratelli, nella comunione.
      Proprio la perfetta mediazione di Cristo ESCLUDE ogni spregio per la sua amatissima Mamma, regina del Cielo dove è assunta, da creatura, nella gloria degli angeli e dei santi, primo fra tutti San Giuseppe…
      E’ la perfetta mediazione di Gesù a nutrire la fede di SEGNI che passano attraverso le mani degli uomini, stando attenti a non idolatrare gli uomini, ma anche stando attenti a non fare a meno degli uomini (e le donne) di Dio.
      I SEGNI sono indispensabili per non ridurre la fede a ideologia e a ridurre la “carne” a maledizione o a fastidio.
      Tutto l’evolvere tecnocratico prevede la “virtualità” (e non le virtù) come soluzione finale, con l’ausilio della robotica e di persone educate a ragionare come robot. Questa fredda spersonalizzazione ideale è disumana.
      Per questo l’attacco al sacerdozio è strategico di questa offensiva cara a chi nella carne di Gesù vede il più grande smacco alla pretesa umana di farsi “dio”.
      Per questo l’attacco a Gesù è tanto più subdolo, quanto più cerca di fare terra bruciata della tanta carne viva che gli si affolla intorno, dispensando grazie e miracoli che svillaneggiano e smentiscono la satanica pretesa dell’uomo “che si fa dio” insegnando a Dio come si fa… Gesù, non ci stanno bene le mediazioni: semplifichiamo. Appena sarai troppo complicato (inutile) tu, ti “taglieremo”…
      Non abbiamo bisogno di nessuno: ci salviamo da soli… Al massimo ci costruiremo una bella religione civile, omnicomprensiva, con un bel palazzo di vetro, qualche sponsor, una bella regia e i più alti vertici massonici come CdA…

  17. Squilpa scrive:

    @ dr Tornielli
    L’argomento centrale del mio intervento di ieri in risposta ad un Suo scritto, dr Tornielli, era piuttosto inerente a questioni di mentalità generale del cattolico, relativamente alla sua disposizione al sottomettersi, all’impetrare, all’ossequiare e così via. Mi consentirà, però, oggi, alla luce di quanto continuamente emerge , di sottolineare anche alcuni aspetti di vicinanza o franca connivenza tra ambienti ecclesiali ed ambienti mafiosi.
    Vedasi l’imbarazzantissima vicenda del boss Comandè e dei mancati provvedimenti del cardinale di Palermo (che seguono ad altre disturbanti analoghe vicende delle settimane passate, a Vibo Valentia). Il pluridecennale dibattito tra chiesa e mafia è più aperto che mai e non si può dare torto a chi dice che la chiesa è più efficace nelle dichiarazioni di principio e negli slogans che nei fatti (vedansi anche le torbide acque dello IOR).
    Grazie a Lei.

  18. Squilpa scrive:

    Mi fa piacere vedere che c’è qualcuno, come Bortignon che , nei suoi scarni interventi, fa mostra di un essenziale ma efficace senso critico.
    Sono geniali ed interessantissimi, invece, gli interventi del nostro infervorato amico Peccatore, il quale, sebbene contemporaneo, può considerarsi esponente ad honorem delle storiche scuole di pensiero della Scolastica, di cui qualcuno parlava alcuni giorni or sono.
    Intanto, Peccatore esplicita superbamente quel dato centrale della psicologia evoluzionistica, identificato come tipico delle nostre menti tribali : abbracciare, cioè, emotivamente una tesi per poi mettere l’intelletto al servizio dell’emotività per affannarsi a sostenerla razionalmente.
    Scolasticamente,poi, Peccatore è quasi insuperabile nel servirsi della ragione in senso formale, per in realtà piegarla e distorcerla a favore dei poteri ecclesiastici : i suoi marchingegni dialettici e pseudospeculativi, i suoi illusionismi dogmatici vorrebbero servire solo a rendere più sdoganabile ed intellegibile una verità che –in realtà– non va posta mai in discussione perchè rivelata.
    In ispirate e lunghe pagine, egli ,in realtà, esercita la consumata arte di vecchi marpioni vissuti tra confessionali e polverosi testi di sagrestia, capaci di trovare azzeccagarbugliescamente una argomentazione casuisticheggiante per sostenere qualunque tesi…

  19. peccatore scrive:

    L’evoluzionismo è notoriamente ciò che la corazzata Potemkin rappresenta, giustamente, per il ragionier Fantozzi alle prese con l’idolatria con cui certi “cultori” te la propinano.
    Lo psicologismo è un altro frutto bacatissimo dell’uomo “fattosi dio”, che riporta alle proprie misure persino ciò di cui non conosce nemmeno l’ABC, rifiutando i segni che richiederebbero ben altra apertura mentale e una maggior razionalità e intelletto.
    Forse Squilpa non sa che per l’antico testamento l’anima (nefesh) è un insieme di livelli, che vanno dal semplice soffio vitale al respiro, agli appetiti, agli istinti, al carattere, ai sensi, alla sensibilità, alle emozioni, alle intuizioni e poi ancora più in dettaglio il pensiero, il desiderio, l’ideazione, la dimostrazione logica, fino a giungere all’intelligenza e da quella all’interiorità e la volitività: a questo livello c’è il cuore (hleb) tanto nominato nell’antico e anche nel nuovo testamento, che è l’insieme di memoria, intelligenza e volontà umana. Il “cuore” è aperto allo spirito (ruah), là dove Dio parla all’uomo e lo spirito di Dio abita l’uomo, raggiungendolo con la sua Grazia, se il cuore non è così chiuso e duro da rifiutarla.
    Nel greco tutta questa scala di sfaccettature dell’anima trova parole quali psichè (riferita al solo inconscio e conscio di base, fino all’intuito, al carattere e ai sensi), poi nous e dianoia (la mente speculativa, capace di interrogarsi e riflettere), poi kardia (la volontà e la razionalità dell’uomo interiore, giunto ai propri convincimenti), quindi pneuma (“l’uomo spirituale”, che è ben oltre “l’uomo psichico”, essendo “rinato” -come Gesù disse a Nicodemo- e come spiega San Paolo in 1 Cor 15,44-50).
    Non a caso nel vangelo Gesù distingue l’amore dovuto a Dio con tutta l’anima, la mente, il cuore, essendo psichè, dianoia e kardia tre aspetti ben diversi della parte meno animale dell’uomo (a proposito di “mediazioni” e “semplificazioni”: quanta sapienza dell’uomo c’è nel vangelo che la “psicologia” moderna nemmeno si sogna).
    Il “cuore nuovo” respira pneuma (ruah/spiritus), raggiunto dalla charis di Dio che è Spirito, ma non si vergogna della nostra carne (basar/sarx) e si fa carne.
    Oggi la scienza ha dimostrato che con un encefalogramma piatto, attività cerebrale azzerata, molte esperienze NDE dicono con i fatti di percezioni coscienti, precise, dettagliate, da parte dei soggetti che le raccontano, narrando di luoghi e persone anche lontane da dove il corpo stava in quei momenti… Persino persone cieche dalla nascita, con lesioni del nervo ottico, senza alcuna memoria visiva nella propria corteccia cerebrale, hanno visto e descritto con “gli occhi dell’anima”.
    Chi ciancia di scienza e di ragione cominci a studiare. Non è male per essere meno scimmie e lasciar perdere l’evoluzionismo e altre corazzate Potemkin dell’uomo che vorrebbe farsi “dio”…

    • Claudio2 scrive:

      ciao peccatore, post stupendo!Potresti consigliarmi qualche libro-articolo-whatever su questi temi (la concezione ebraico-evangelica di anima, le distinzioni tra psiche nous dianoia etc), in inglese e-o italiano?

    • Ilsanta scrive:

      @Peccatore

      “L’evoluzionismo è notoriamente ciò che la corazzata Potemkin rappresenta, giustamente, per il ragionier Fantozzi alle prese con l’idolatria con cui certi “cultori” te la propinano.”

      Vedo che le motivazioni date a sostegno di questa sua tesi sono giustamente isprirate a quanto di meglio lei possa trovare per informarsi sull’argomento … i film di Fantozzi.

      “Oggi la scienza ha dimostrato che con un encefalogramma piatto, attività cerebrale azzerata, molte esperienze NDE dicono con i fatti di percezioni coscienti, precise, dettagliate, da parte dei soggetti che le raccontano, narrando di luoghi e persone anche lontane da dove il corpo stava in quei momenti…”

      Se lei leggesse tutto su quelle esperienze, ma tutto non solo i riassunti, saprebbe che l’encefalogramm apiatto di per sè non significa morte cerebrale e che il cervello può restare inattivo per diverso tempo ma questo non significa che le esperienze di pre-morte siano prodotte dal cervell oproprio in quel momento.

      “Persino persone cieche dalla nascita, con lesioni del nervo ottico, senza alcuna memoria visiva nella propria corteccia cerebrale, hanno visto e descritto con “gli occhi dell’anima”.”

      Non è che un non vedente non sappia descrivere una scena che vive nel suo cervello, per farlo egli usa solamente i termini che normalemnte usa un vedente ma non è detto che l’associazione fra ciò che “vede” il suo cervello e ciò che descrive sia coerente.

      “Chi ciancia di scienza e di ragione cominci a studiare.”

      Lei ha già iniziato?
      Da quel che scrive non pare proprio ….

  20. Reginaldus scrive:

    ma è piuttosto vero che ‘dormendo’ Giuseppe ebbe l’ispirazione giusta per fare quello che era necessario per proteggere il figlio suo putativo. E si trattò di salvare Gesù dalle mire assassine dei suoi nemici, sia portandolo in Egitto sia al ritorno sistemandosi a Nazareth. Non agì da troppo sveglio – da troppo furbo? – come tanti oggi che si dicono difensori del gregge di Dio a loro affidato e per principo non vogliono ammettere che il gregge abbia dei nemici: anzi coi nemici del gregge loro affidato trescano… Se una voce nel sonno li svegliasse e chiedesse loro: che ne avete fatto del gregge di Dio???

    • Reginaldus scrive:

      in quel momento, comincerebbero a piangere come coccodrilli… (così passa???)

    • Reginaldus scrive:

      Giuseppe nel sonno ha saputo come salvare Gesù Cristo dalle mire assassine di Erode. Questi nuovi custodi del Corpo di Cristo da svegli trescano con gli Erodi di oggi e dicono di farlo in nome della pace, ma intanto a pagare sono le membra di quel Corpo che alla loro custodia sono state affidate….

  21. mauro scrive:

    Non si può che fare un applauso a Peccatore che, per l’ennesima volta, ci ha mostrato il cattolico gioco delle tre carte : confondere le idee.

    Purtroppo Kardia è il sentimento che, essendo in contrasto con il processo decisionale e la logica, esclude che che vada a rappresentare chi è giunto ai propri convincimenti. Viene sempre citato al primo posto in quanto la sua mancanza, ovviamente, impedisce che vi sia amore verso Dio.
    Purtroppo è Nous (o dianoia) a rappresentare chi è giunto ai propri convincimenti essendo responsabile del processo decisionale per la comprensione e la conoscenza, per l’intelletto.
    Psichè rappresenta la “vita interiore” di chi ha il avuto il respiro (nepes) quindi appartiene non solo all’uomo ma anche agli animali (Genesi 1,30). Psichè è contenuta all’interno di ogni creatura vivente portando alla conclusione che è immateriale ed interagisce con il mondo che la circonda.
    Psichè, ad esempio, dà ad un cane un volto felice o rende un gatto distaccato o disinteressato.
    Pneuma comprende la personalità dell’individuo, rendendolo unico rispetto agli animali, ed essendo in grado di unirsi al pneuma di Dio porta al concetto di salvezza, alla distinzione fra giusto e sbagliato relativo al rapporto uomo/Dio (vicinanza, lontananza e non altro).

    Ovviamente la giusta sequenza è Kardia che attraverso Psichè porta a Nous e ciò permetterà al proprio pneuma di unirsi a quello di Dio.

    Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore (Kardia), e con tutta l’anima (Psiche), e con tutta la mente (Dianoia) (Matteo 22:37), passo in cui si afferma fin dal principio la presenza indispensabile del sentimento (Kardia) verso Dio.

    Chissà in quale libro ha letto: “Non a caso nel vangelo Gesù distingue l’amore dovuto a Dio con tutta l’anima, la mente, il cuore dove il sentimento (Kardia) è relegato all’ultimo posto come conseguenza insondabile (ed inoppugnabile) e non come origine possibile dell’amore verso Dio.

  22. peccatore scrive:

    Mauro, sei un mistificatore. E lo sai. Sai bene chi è il tuo padrone…

    Il cuore biblico non è affatto il “sentimento”, ma la volontà.
    Il cuore che dici tu è quello delle “collezioni Harmony” di cui sei assiduo lettore.

    E’ il cuore di Gesù a dire, nel Getsemani, Padre sia fatta non la mia ma la tua volontà…
    E’ il cuore “puro” a permettere all’uomo di armonizzare la propria volontà a quella di Dio.

    • mauro scrive:

      Il greco non è la lingua ufficiale della Chiesa e quindi il giusto significato proviene dalla cultura greca e non cattolica/latina.
      E’ questione di cultura, non immensa ma minima, giusto per stare, e rimanere, in piedi sulle proprie gambe.
      Mai sentito dire, per esempio: E’ con tutto il cuore che gli auguro tanta felicità!
      Il cuore è centro di sentimento, infatti nel cuore biblico (Kardia) risiedono sentimenti come paura, amore, coraggio, ira, gioia, affanno. odio ecc.

      “Tu m’hai messo in cuore più gioia di quella che essi provano quando il loro grano e il loro mosto abbondano” (Salmi 4:7); “…altrimenti il vendicatore del sangue, mentre l’ira gli arde in cuore, potrebbe seguire l’omicida e, se questi deve andare troppo lontano, raggiungerlo e colpirlo a morte, mentre non era passibile di morte, perché non aveva prima odiato il compagno” (Deuteronomio 19:6); “Ma la mattina, quando gli fu passata l’ubriachezza, la moglie raccontò a Nabal queste cose; allora gli si freddò il cuore ed egli rimase come di pietra” (1 Samuele 25:37)”

      Come può essere possibile che Kardia corrisponda a “la volontà e la razionalità dell’uomo interiore, giunto ai propri convincimenti” quando sentimento e convincimento/razionalità sono mossi rispettivamente dal cuore (Kardia) e dalla ragione (Logos)?

      Il tuo padrone ti ha reso schiavo.

      • Tony scrive:

        Cuore nella Bibbia

        Il termine che noi traduciamo con “cuore” è uno dei più usati nella Bibbia. Ma esso ha un significato molto più denso di quello che gli hanno attribuito il devozionalismo misticheggiante o quella sorta di sentimentalismo laico da “posta del cuore”.

        La solennità del Cuore di Cristo, che si celebra il 27 Giugno, è una devozione che fu divulgata soprattutto in seguito alle rivelazioni avute tra il 1673 e il 1689 da una mistica francese dell’ Ordine della Visitazione (fondato da san Francesco di Sales), santa Margherita Maria Alacoque, nata nel 1647 e morta nel 1690 nel monastero di Paray-le-Monial (Saona e Loira).
        Il cuore di Gesù è certamente un tema ormai classico della fede e della devozione cristiana e, in particolare, cattolica, ma esso affonda le sue radici nelle pagine bibliche che meritano di essere sfogliate al riguardo, proprio per togliere quella patina di pietismo popolare e di sacralismo liquoroso che sembra essergli attaccato dopo qualche secolo di devozionalismo.

        Se ci affidiamo alla statistica lessicale, dobbiamo riconoscere che l’ebraico (e aramaico) leb e il suo equivalente lebab risuonano attorno alle 860 volte nell’Antico Testamento, attestandosi allo stesso livello di occorrenze della parola ‘ajin, “occhio”, poco dopo il cinquantesimo posto nella lista dei termini più usati dalle Scritture sacre ebraiche.

        Col termine kardíá del greco neotestamentario si giungerebbe a un migliaio di presenze testuali.
        Un vocabolo significativo, quindi, e curiosamente applicato soprattutto all’ uomo: nell’ Antico Testamento solo 26 volte si parla antropomorficamente del cuore di Dio e nel Nuovo Testamento una sola volta in modo esplicito si presenta quel cuore di Cristo che poi avrebbe avuto così tanto rilievo nella pietà ecclesiale.

        Ma la sorpresa è da cercare in particolare al livello dei significati. Basta, infatti, prendere tra le mani un qualsiasi dizionario biblico per trovare definizioni di questo genere: «Per noi occidentali, il termine “cuore” evoca soprattutto la vita affettiva. Un cuore può essere innamorato, ma anche sensibile, generoso, caritatevole o coraggioso. Un uomo può avere un cuore d’oro o un cuore di pietra, può essere senza cuore o avere il cuore in mano. Per la Bibbia invece, il cuore è una realtà più ampia, che include tutte le forme della vita intellettiva, tutto il mondo degli affetti e delle emozioni, nonché la sfera dell’ inconscio in cui affondano le radici tutte le attività dello spirito» (così M.Cocagnac in “I simboli biblici”, Dehoniane, 1994).

        Siamo, perciò, ben lontani dall’accezione a cui ci hanno abituati, da un lato, il sentimentalismo laico (la “posta del cuore”) e, d’altro lato, il devozionalismo misticheggiante.

        Vorremmo ora, sia pure in modo molto semplificato, illustrare i significati vari del “cuore” biblico che, pur nella sua dominante simbolica, non perde il suo ancoraggio fisiologico.
        Non manca, infatti, la descrizione di un infarto (o arresto cardiaco o emorragia cerebrale o apoplessia): «Il cuore gli si tramortì nel petto e diventò come pietra», si dice di un avversario di Davide, Nabal, che dieci giorni dopo muore (1Samuele 25, 37-38).
        Il profeta Geremia per la sua sofferenza interiore sente scoppiare le pareti del cuore » (4, 19).
        Anzi, in eraico si conia un verbo onomatopeico per descrivere il battito cardiaco, secharchar.

        Ma il cuore è soprattutto un segno di interiorità.
        Così il libro dei Proverbi è lapidario: «Il cuore intelligente cerca la conoscenza» (15, 14) e «il cuore saggio rende prudenti le labbra» (16, 23). Per questo il salmista prega Dio così: «Insegnaci a contare i nostri giorni e conquisteremo un cuore sapiente » (90, 12).
        Curiosa è la locuzione «pensare in cuor suo/ loro», che sta semplicemente per un «pensarci», oppure «parlare al cuore» o «dire in cuor proprio», da intendere come il nostro «riflettere». «Rubare il cuore» di un altro significa «fargli perdere la testa, ingannarlo», Come la «mancanza di cuore» non è la crudeltà ma la stupidità.
        Salomone, alla vigilia della sua intronizzazione, chiede a Dio «un cuore docile perché sappia rendere giustizia al popolo e sappia distinguere il bene dal male»; «al Signore piacque», commenta l’autore sacro, « che Salomone avesse domandato la saggezza nel governare» (1Re 3, 9-10).
        Si ricordi, comunque, che l’intelligenza biblica non è mai mera attività intellettuale ma sapienza ed esperienza, conoscenza e moralità.

        E’ facile, allora, comprendere come il cuore divenga anche la sede della volontà, delle decisioni e dell’etica.
        Ancora una volta lapidario è il libro dei Proverbi: «Il cuore dell’uomo determina la sua vita» (16, 9). L’augurio che il salmista rivolge al re ebraico è questo: «Ti conceda (il Signore) quanto anela il tuo cuore e faccia riuscire ogni tuo progetto! »(20, 5).
        In negativo c’è «il cuore che trama progetti perversi »(Proverbi 6, 18). E’ in questa luce che nasce la curiosa e frequente immagine del cuore «ingrossato/ ingrassato o indurito» che è la rappresentazione dell’ ostinazione e della pertinacia nel male. E’ quindi necessario «circoncidere il cuore» e non solo il prepuzio (Deuteronomio 10, 16) perché è dal cuore – come notava Gesù – che «escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, suicidi, adulteri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza» (Marco 7, 21-22).

        Al contrario, l’appello a decidere e a scegliere il bene è formulato così: «Tutto ciò che è nel tuo cuore va’ e mettilo in opera!» (2Samuele 7, 3). Il «cuore puro», invocato dal salmista (51, 12), è la volontà ferma che opta per la giustizia. E la scelta di vita esemplare in sede religiosa e morale è formulata dal famoso Shema’, il passo biblico usato quasi come emblema di fede dal giudaismo, in questi termini: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta la tua anima e con tutte le tue forze» (Deuteronomio 6, 5), frase cara anche a Gesù che la varierà introducendo – forse su influsso greco dei redattori evangelici – anche la “mente”: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente» (Matteo 22, 37).

        Il cuore è, dunque, espressione anche della cosciente determinazione e dedizione della volontà, ed è grazia divina avere un cuore aperto al bene e non “impietrito” nella decisione perversa. Suggestive le parole divine proclamate dal profeta Ezechiele: «Io darò loro un altro cuore … : toglierò dal loro petto il cuore di pietra e darò loro un cuore di carne» (11, 19).

        Avere una religione del cuore allora, non significa entrare in una spiritualità sentimentale ed effervescente quanto piuttosto pensare, decidere e operare secondo verità e giustizia.
        Questo, però, non esclude che il cuore biblico celi al suo interno anche la dimensione affettiva e passionale.
        Stupenda è l’immagine di Isaia: «Il cuore freme come fremono gli alberi del bosco, agitati dal vento» (7, 2). Il cuore diventa molle e si scioglie come cera per la paura (Salmo 22, 15) o si dissolve in acqua per il terrore (Giosuè 7, 5). E’ roso dall’ invidia per il successo dei peccatori, osserva il libro dei Proverbi (23, 17) che ammira «il cuore calmo, vita di tutto il corpo, mentre quello agitato è tarlo per le ossa» (14,30), e che esalta «il cuore allegro che rischiara il volto», «il cuore contento che fa bene al corpo», mentre depreca «il cuore triste che indica uno spirito depresso» (15, 13; 17, 22).

        L’innamoramento è così cantato dall’ amato del Cantico dei cantici: «Tu mi hai rapito il cuore, sorella mia, sposa, tu mi hai rapito il cuore con un solo tuo sguardo!» (41 9), mentre il giorno delle nozze diventa nel linguaggio semitico «il giorno della gioia del cuore».

        Una gioia che è indotta più prosaicamente pure dal vino «che rallegra il cuore dell’ uomo» (Salmo 104, 15), anche se è in agguato il rischio dell’ offuscamento mentale: « Non guardare il vino quando rosseggia e scintilla nella coppa…. finirà col morderti come un serpente… e il tuo cuore dirà cose sconnesse » (Proverbi 23, 31-33).

        In questa linea “passionale” il cuore si trasforma in simbolo del desiderio e della bramosia: « Non nutrire nel tuo cuore bramosia per la bellezza » della moglie del tuo vicino, ammonisce il sapiente (Proverbi 6, 2 5), pronto ad aggiungere anche una raffinata notazione di psicologia: « Un’ attesa troppo lunga fa male al cuore, mentre il desiderio soddisfatto è un albero di vita » (13, 12).

        Vorremmo concludere questo nostro essenziale itinerario nel piccolo mondo del cuore, secondo la Bibbia, con un profilo più strettamente ” teologico”.
        Sì, per la Bibbia anche Dio ha un cuore che, più o meno, ricalca al positivo le esperienze del cuore umano: « Il volere del Signore rimane in eterno, i pensieri del suo cuore di età in età » (Salmo 33, 11). Anche il cuore di Dio, perciò, pensa e vuole come fa quello della sua creatura. Anzi, prova gli stessi sentimenti e passioni, secondo quanto è attestato in quello stupendo soliloquio in cui Dio appare come padre pieno d’amore per il Figlio, soliloquio riferito dal profeta Osea: «Come potrei abbandonarti Israele …? Il mio cuore si commuove dentro di me, tutte le mie viscere fremono di passione … » (11, 8). E’ per questo che il Signore dichiara a Salomone: « I miei occhi e il mio cuore saranno lì di continuo» nel tempio di Sion, in mezzo all’ umanità (1 Re 9, 3).

        Cristo entra in scena con questi sentimenti di amore e vicinanza nei confronti di chi lo cerca e di tutti coloro che lo circondano.
        Ma è solo una volta che si fa esplicitamente menzione del suo cuore (anche nel celebre episodio del costato trafitto dalla lancia del soldato, l’evangelista Giovanni non usa il termine “cuore”).
        E’ in un mirabile appello riferito solo da Matteo: « Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo, infatti, è dolce e il mio carico leggero» (11,28-30). Dio – si dice negli Atti degli Apostoli (1, 24 e 15, 8) – è kardiognóstes, cioè “conoscitore dei cuori”, delle coscienze, dell’ intimo più segreto dell’ uomo. Cristo, invece, svela il suo stesso intimo all’umanità e lo rivela segnato dalla mitezza e umiltà, cioè dalla bontà e dalla tenerezza, dalla comprensione e dalla condivisione.

        Gianfranco Ravasi (biblista e teologo)
        Articolo tratto dal mensile Jesus

  23. onix scrive:

    ….il Papa infila dei bigliettini con richieste di grazie….
    e chissà se metterà un bigliettino per l’anniversario delle apparizioni di FATIMA, 13 maggio……?
    e chissà che grazia chiederà per quel giorno….mica di poter fare ciò che la Madonna chiese, essendo passati ben 97 anni dalla richiesta, sempre disattesa ?

  24. peccatore scrive:

    Senti, povero cocco:
    il vangelo è di origine culturale ebraica, pur essendoci pervenuto scritto in greco.
    Le categorie logiche interpretative sono quelle ebraiche (vale anche per tutta la letteratura paolina).
    Anche se tu ti presenti diviso e bifronte già sulla tua iconcina, l’uomo biblico è “intero”, senza alcun dualismo. Nell’uomo biblico, carne e anima non sono disgiunti. La nefesh è l’anima che vive nella carne (basar) e la carne vive della sua anima (amore, odio, concupiscenza, brame): l’uomo è stato creato “intero” e intero vive. Psiche e sarx vivono, insieme. Insieme sono sotto il dominio del principe del mondo che viene, con la sua volontà contro Dio, a confondere l’uomo.

    Non si tratta perciò di un’anima immateriale esterna al corpo. Quest’anima psichica però si completa di nous (mente), dianoia (ragione), synesis (intelligenza) tutte facoltà che possono giungere a scoprire la verità: se il nous si disperde verso l’esterno no, ma se è capace di “rientrare” verso il cuore (kardia o eso anthropos, l’interiorità più profonda, dove l’uomo capisce e decide) riflettendo luce, può essere luce.
    Viceversa, seguendo le proprie vanità, il nous si disperde, la ragione si confonde, gli inganni del demonio hanno buon gioco, si ottenebra e il cuore che resta duro e oscuro, incapace di far tesoro del pneuma, lo spirito di Dio che lo abita.

    Pneuma, ruah è la sola parte che è “principiata in Dio”, immortale: tutto il resto è dentro l’unico corpo, anima+carne, destinato a perdersi perchè DOPO il peccato originale la nostra condizione umana è corrotta e degradata.

    Il creato è attualmente ANCORA assoggettato al “principe di questo mondo” anche se costui è GIA’ stato sconfitto nella sua specialità: la morte. Per sottrarre la creazione al potere della morte, Dio, incarnandosi, doveva morire e poi risorgere nella carne. Ora la creazione attende la ricapitolazione in Cristo, a tempo opportuno, ma la morte, pungiglione del peccato, è stata vinta la mattina di Pasqua. L’unica possibile vittoria sul “padrone del mondo” era questa, non esiste alcuna possibile fuga dal campo di battaglia. E morire con Cristo significa risorgere con Lui: senza più paura della morte del corpo. L’uomo “psichico” (colui che vanamente cercherebbe di salvare la propria anima, in senso biblico) che perderà la vita mortale, la salva diventando uomo “pneumatico”, tornato, in Cristo, all’ordine creaturale iniziale.
    Dillo al “tuo padrone”. Ha GIA’ perso, ma non ha ANCORA finito di credersi vittorioso.
    Noi non ignoriamo i pensieri del demonio (seconda Cor 2,11). Gesù è l’unico salvatore in quanto risolve radicalmente la natura del bisogno umano e di tutta la creazione: di essere salvato. Cristo incarnato, morto e risorto e che tornerà è l’unico rimedio possibile per la situazione in cui ci troviamo oggi, sotto le grinfie del principe di questo mondo. Non c’è soluzione umana: solo il Salvatore può salvarci. Eretico chi magnifica ipotetici progressi o leggi capaci di togliere il male dal mondo. Un Salvatore che non avesse chi ha bisogno di essere salvato sarebbe salvatore di se stesso…
    Ed è grave che oggi molta Chiesa abbia perso di vista il focus della faccenda. Siamo ANCORA sotto il potere di satana, che non si limita ad accogliere chi volge le spalle a Dio, ma tenta chi ha fede in Dio, in modo attivo e reale.

    • mauro scrive:

      Ma cocco di mamma tua,

      il Vangelo è in greco in quanto è stato scritto da greci per lettori grec,i e non per lettori ebrei, quindi la terminologia in essa usata ha origini greche ed ogni termine rispetta quel solo ed unico significato. Se così non fosse è evidente che nel testo greco avrebbero usato la terminologia ebraica, quando il significato fosse stato diverso, ma in tal caso il lettore avrebbe dovuto conoscere anche l’ebraico.
      Purtroppo per te gli ebrei stessi hanno tradotto dal greco quei termini greci e quindi hanno accettato quell’unico significato. Non vorrai dire che l’hanno cambiato e voi avete seguito a ruota?

      Il principe del mondo è stato sconfitto poco meno di due millenni fa ed ad affermarlo è Ap 12,12: “Esultate, dunque, o cieli e voi che abitate in essi.
      Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è disceso sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo”. Fu un tempo davvero breve leggendo Eb 2,14: “Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo”. Credi che Gesu’ abbia fallito?

      Forse non hai capito bene cos’è, e non chi è, il principe del mondo!
      Gv 13, 2: “2 Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo”
      Giuda viene rappresentato come “l’incarnazione” del diavolo presente nel mondo per ostacolare il Figlio di Dio, tanto da venire “demonizzato”.
      Hai presente il V.T.? Gli ebrei tradirono Dio per adorare altri Dèi stranieri e quindi il diavolo non può che essere, ostacolando il figlio di Dio…..?

      • stefano scrive:

        Povero Mauro! Allora quando tradussero in italiano Ezechiele 36 (“vi darò un cuore nuovo…”) pensavano già ai trapianti!?

        • mauro scrive:

          E’ davvero strano, io ho sempre parlato di cuore collegato ai sentimenti e lei ha inteso collegato ai trapianti. Faccia così: vada da un chiurgo e pianga di cuore, di certo lui l’aiuterà.

      • gibici scrive:

        @Mauro,
        lei ha gia’ fatto un passo avanti rinunciando ad una translitterazione del greco incomprensibile perche’ sbagliata. Ora fa il maestro di cio’ che ignora allo stesso modo. Guardi che l’esegesi greca ed ebraica e greco-ebraica e’ disciplina di livello accademico in centinaia di facolta’ ad opera di centinaia di studiosi. Proprio sullo sfondo semitico del greco dei vangeli, ammesso da tutti, aveva fatto studi approfonditi, non tutti pubblicati, Jean Carmignac, uno dei traduttori dei rotoli del Mar Morto, che proprio in base ai semitismi aveva proposto una datazione dei vangeli anticipata rispetto a quella corrente.

        • mauro scrive:

          Non è affatto sbagliata. La lingua greca usa propriamente diversi termini per indicare cose diverse.
          E non vi è alcun dubbio che il cuore (Kardia) non sia legato alla ragione (logos) per quel convincimento, proprio della ratio, che malamente Peccatore attribuiva al cuore.
          Tanto il cuore è distante dalla ragione che “Il cuore ha le proprie ragioni ma la ragione non le conosce”. Sono agli opposti lati: i sentimenti sono movimenti irrazionali dell’animo mentre il convincimento sottostà alla ragione.

          Quella datazione anticipata proposta da Carmignac, alla luce del metodo del Carbonio-14 utilizzato per datare i manoscritti del Mar Morto, non è fattibile in quanto alcuni manoscritti non biblici (ovvero con testo non masoretico ebraico ma sempre appartenenti al V.T), contenenti principi etici che si ritrovano nelle lettere di san Paolo o nei vangeli, sono anteriori alla stesura del Nuovo Testamento. Ciò ha dato adito a ritenere che, come sostiene peraltro lo stesso Vangelo (esempio Mt 5,17-19), quest’ultimo corrisponda ad una codifica di principi già presenti nella cultura ebraica. I manoscritti del Mar morto ed il Nuovo Testamento risulterebbero perciò due diversi modi di pensiero in tempi diversi. E conoscendo i principi del Vecchio e Nuovo Testamento non si può che notare la rottura del Nuovo con il Vecchio. Un esempio è la misericordia (nel N.T.), che Dio usa nei riguardi dell’uomo, in netto contrasto con un Dio, nel V.T., collerico vendicativo etc. che uccide e fa uccidere.

          • stefano scrive:

            “Sono agli opposti lati: i sentimenti sono movimenti irrazionali dell’animo mentre il convincimento sottostà alla ragione”.
            Ma quando mai!!!
            Premesso che alla distinzione tra sentimento e ragione non corrisponde affatto un dualismo e un’opposizione come vorrebbe far credere lei; ciò premesso, che il convincimento sottostia alla ragione è quanto di più falso.
            Il convincimento attiene invece proprio alla sfera del sentimento. Non a caso uno “si sente” convinto, anche se per raggiungere quel convincimento ha impiegato un ragionamento puramente logico. E non a caso i suoi ragionamenti convincono solo lei, perché altri li giudicano con un sentimento diverso.
            In realtà, sentimento e ragione si giudicano a vicenda, cioè sottostanno l’uno all’altro, e quando ciò non avviene succede all’uomo di diventare squilibrato. E’ poi solo un problema di uovo e di gallina stabilire se ad ammalarsi prima sia stata la ragione o il sentimento.

      • stefano scrive:

        Grazie a gibici per aver ricordato il lavoro di Padre Carmignac. Sull’origine semitica dei Vangeli P. Carmignac ebbe la prima intuizione già nel 1963, come lui stesso ricorda.
        Quel giorno, per uno studio su un testo di Qumran, Carmignac doveva tradurre dei passi del Vangelo di Marco nell’ebraico del tempo di Gesù. Restò di sasso nel notare che il testo greco ricalcava pedissequamente la struttura dell’ebraico. Sembrava di riportare alla luce l’originale semitico. Tutti e tre i Vangeli sinottici risultavano pieni di semitismi e obbedivano alla struttura della grammatica ebraica.
        Qualche esempio.
        Il passo di Luca (1,58-79), detto il Cantico di Zaccaria. La seconda strofa recita: “(Così Egli) ha fatto misericordia ai nostri padri / e si è ricordato della sua santa alleanza / del giuramento fatto ad Abramo…”. Nella retroversione in ebraico padre Carmignac traduce «far misericordia», il verbo hanan che è la radice di Yohanan (=Giovanni); poi «ricordarsi», cioè dakar, che è la radice di Zakaryah (=Zaccaria); infine «giurare», il verbo shaba che è la radice di Elishaba’at (=Elisabetta). Nel testo greco non c’era nulla, ma ecco – se lo si retroverte in ebraico – emergono i nomi dei tre protagonisti dell’episodio.
        Di «casi» del genere Carmignac ne scopre decine e decine. Per esempio dove Gesù dice: “Dio può far sorgere figli di Abramo da queste pietre”. Se sotto il greco si suppone l’ebraico si scopre il gioco di parole (pietre=’abanim; figli=banim). Gli ebrei amavano questi giochi di parole ed anche Gesù deve averne usati perché i Vangeli ne sono pieni.
        Così si spiegano anche le incongruenze fra i tre Vangeli che molti hanno preso a pretesto per togliere loro verità storica. Per esempio perché in Matteo (13,17) Gesù dice “molti profeti e «giusti» hanno desiderato vedere quello che voi vedete” e in Luca (10, 24) “molti profeti e «re»”? Tutto si spiega se si pensa che in ebraico «giusti» è WYSRYM e «re» WSRYM.
        Ho liberamente tratto quanto sopra da un articolo di A. Socci del 1992, riportato sul sito Storia Libera (per chi è interessato: ht*p://www.storialibera.it/epoca_antica/cristianesimo_e_storicita/vangeli/articolo.php?id=1926).

        • gibici scrive:

          E Mauro con un’ignoranza che non sarebbe colpevole se non presumesse di dar lezioni, non sa che cosa siano i semitismi e pretende di individuarli chimicamente.
          Mauro non faccia ridere i polli e abbia almeno una spruzzata di informazioni su cio’ di cui parla.
          Solo i TdG sono cosi’ incompetenti e presuntuosi. Mauro dichiara di non esserlo, ma, come diceva Antonio, Bruto e’ un uomo d’onore, chissa’ Mauro.

          • mauro scrive:

            Io prendo lezioni dai dizionari, compreso la Treccani, e dunque non dò lezioni ma gliele riporto.

            Sentimento proviene dal verbo sentire, percepire con i sensi che sono facoltà percettive (stimoli sensoriali analizzati ed interpretati tramite processi intuitivi, psichici etc) che non hanno nulla a vedere con il convincimento. Si esprimono diversamente in ogni essere umano essendo caratteristica individuale.
            Il convincimento (o convinzione) è un insieme di principi in cui una persona si riconosce e sono perciò frutto di una logica deduttiva (da logos) che già Cicerone individuò come corrispondente alla Ratio/Oratio latina.

            E’ del tutto ovvio che l’insieme dei cattolici abbia in sé un convincimento comune basato su principi, sempre comuni, frutto di un indottrinamento (il catechismo) fin dalla tenera età.

            Il “sentirsi convinto”, l’ha detto lei stesso, proviene da un ragionamento
            mentre il sentire ripeto, essendo facoltà percettiva, non sotto intende nessun ragionamento. Il classico esempio è percepire, senza alcuna conoscenza, che ciò che ci viene detto o riportato è sbagliato (sentimento di rifiuto). Oppure, giusto per rimanere in ambito religioso, percepire che esista un essere soprannaturale che ha creato l’universo, etc., mentre altri possono percepire che non sia mai esistito. Fu realmente un esperimento fatto negli U.S.A., oltre 50 anni fa, su bambini privi di qualsiasi conoscenza religiosa.
            Ovviamente nessuno può dimostrare di avere la ragione dalla sua parte essendo una percezione personale.
            Io non le verrò a dire che Dio non esiste ma che le “sacre scritture” spesso dicono cose diverse da quelle che le hanno fatto credere.
            Scommetto che lei crede ancora all’inferno come luogo di punizione? Se legge il CCC troverà che l’inferno è lo STATO DI CHI SA DI AVER PECCATO e non vi è dubbio che riguardi i cattolici.

            Giusto per rispondere ai SEMITISMI: non vi è alcuna rispondenza al fatto che i Vangeli fossero scritti originariamente da persone che parlavano e pensavano correntemente in aramaico tanto che è stato affermato che sono SOLO IPOTESI e che non è possibile dimostrare l’esistenza di manoscritti originali ebraici od aramaici.
            Io non ho la presunzione di rifarmi ai semitismi! E’ lettera morta. Se dessimo loro ascolto, lei ed io avremmo torto e ragione allo stesso tempo! E’ una perdita di tempo ma a Carmignac piaceva giocare.

          • stefano scrive:

            @mauro
            uscire dai sentimenti:
            • Impazzire, perdere la ragione. Anche sragionare per un attacco d’ira, per lo sdegno, per un turbamento profondo o una forte emozione (Diz. Hoepli)
            Sarà anche un semitismo, ma le si attaglia.

  25. Silden scrive:

    Juan 20:29 (RVC) | In Context | Whole Chapter
    29 Jesús le dijo: «Tomás, has creído porque me has visto. Bienaventurados los que no vieron y creyeron.»

  26. mauro scrive:

    Caro stefano,

    ho già compreso che se scrivo A lei capisce Z, è del tutto inutile che me lo voglia ripetere.
    Anche la majonese impazzisce ma non per questo l’ira o lo sdegno od un turbamento od un’emozione ne sono le cause ed anche se non è un semitismo è certo che le si attaglia.

    • gibici scrive:

      E’ proprio il metodo che lei segue che e’ men che da principiante perche’ in discussioni di una certa complessita’ il ricorso ad un dizionario non porta molto avanti. Altrimenti tutta la nostra cultura sarebbe ancora ferma al Calepino dell’inizio del cinquecento.
      Comunque se lei vuole contraddire Stefano o me con un dizionario lo citi per correttezza e per praticita’, perche’ almeno si potra’ distinguere tra cio’ che e’ detto da uno che dovrebb’essere competente almeno del significato usuale di certi termini e cio’ che viene sostenuto da lei.
      Ad es. lei oppone sentimento e convincimento: ” Sentimento proviene dal verbo sentire, percepire con i sensi che sono facoltà percettive… che non hanno nulla a vedere con il convincimento.
      Il convincimento (o convinzione) è un insieme di principi in cui una persona si riconosce e sono perciò frutto di una logica deduttiva”
      Ora sentimento non deriva solamente da percezioni sensibili, cioe’ dei sensi esterni, tanto che lei nell’esempio parla di sentimento di rifiuto di un’affermazione (l’esistenza di Dio), e convincimento non e’ un insieme di principi o frutto di logica, anche se puo’ richiamarsi a principi ed essere esposto in forma tendenzialmente logica. Il fatto che la maggioranza dei nostri giudizi (e pregiudizi) non siano argomentati in forma logica non significa che siano irrazionali, ma solo che la logica esplicita e’ un ulteriore passo della nostra conoscenza razionale, utile per il controllo e la comunicazione, ma secondario rispetto alla conoscenza stessa.
      Comunque, caro Mauro, questi argomenti sono oggetto di discipline attualmente dibattute ed e’ inutile giungere a conclusioni con dizionari.
      Quanto al suo poco opportuno commento su Carmignac, studioso che scrisse migliaia di pagine serie e non battute, e sulla sua affermazione sui semitismi come “lettera morta” per chiudere il discorso sulle sue enormi lacune in materia, le dico che essi servono proprio per interpretare gli scritti che sono pervenuti fino a noi e per smentire alla radice i discorsi del tutto fantastici (eufemismo) che lei aveva fatto sugli autori, sulla lingua e sui destinatari dei vangeli.

      • mauro scrive:

        Il dizionario è un’opera che raccoglie nozioni inerenti il sapere umano e ben ricordo che, molto prima che lei nascesse, si invitava a leggerne una pagina al giorno tanto esso è fonte di conoscenza. Lei preferisce invece ciò che non ha riscontro in testi ebraici od aramaici (i semitismi) prestandovi fede solo per il motivo che quel Carmignac era un sacerdote. Lei crede a ciò che non ha controprova reale ma prendere delle consonanti ed intercalarvi lettere per formare parole di senso compiuto è e rimane un gioco quando non si conosce la soluzione. Uno studio serio invece avrebbe previsto ben altro, ad esempio identificare quale parole erano nell’uso semita (confrontando testi di diversa provenienza) in quanto è del tutto evidente che migliaia di anni fa avessero un vocabolario di parole alquanto ristretto dovendo esprimere concetti ben piu’ semplici di quelli odierni.

        Lei ha anche l’ardire di smentire le definizioni dei dizionari che le ho portato, frutto di studiosi ai massimi livelli, ergendosi a unico conoscitore del vero significato, a fronte di una mia mancata correttezza non vedendo in quel mio riportare alcuna somiglianza con il suo credere.

        E’ davvero strano anche che contesti che i Vangeli in greco fossero per un lettore greco quando è del tutto evidente che se gli apostoli avessero voluto un’edizione in greco si sarebbero rivolti a studiosi greci di madrelingua, così come non avrebbero prodotto loro stessi un testo greco per gli ebrei. Gli ebrei non hanno mai avuto un testo ebraico (od aramaico ) del Vangelo, solo quello greco come tutti i cristiani e ciò porta a vedere che il Vangelo da noi conosciuto sia stato scritto solo in greco e non poteva che leggerlo un greco od altri che conoscessero la lingua greca (ben pochi ai quei tempi). A ciò si riallaccia il significato reale delle parole greche, contenute nel Vangelo, dovute a scrittori di madrelingua greca non esistendo altri testi, in altre lingue, che possano mostrarne l’inattendibilità.
        Dibatterne il significato greco, che ha migliaia di anni di storia alle proprie spalle, vuol dire riscriverlo e cambiarlo ma non certo puntualizzarlo, specificarlo in quanto quello della Chiesa Cattolica, di lingua latina, è andata ad affermare che quello greco è errato. E’ come se andassi dal mio vicino e gli dicessi che il manto verde antistante la sua casa non è una graminacea ma una musacea solo perchè ne ho uno simile al suo ma io ho seminato banani.

        Lei vive nell’imponderabile ed all’imponderabile crede e dà ascolto mentre esistono certezze indiscutibili su chi ha prodotto il Vangelo, sui veri significati delle parole così come ci sono stati riportati in lingua greca, sulle definizioni delle parole italiane.

        E’ anche ovvio che i greci possono essersi sbagliati con le parole che hanno utilizzato ma questo unico e solo testo greco esistente è entrato a far parte del canone della Chiesa Cattolica, rendendolo in tal modo ufficiale, ed anche se tradotto diversamente in latino il significato greco in esso contenuto è stato accettato.
        Ciò non avvenne con il Vangelo ritenuto di Pietro che dopo una prima accettazione fu cassato (vi si legge che il popolo voleva che Gesu’ fosse crocefisso prima del tramonto in quando se si fosse superato quel momento avrebbe portato sfortuna alla città di Gerusalemme[in realtà era poco piu' di un villaggio]) .

        • gibici scrive:

          Non e’ possibile un dialogo su nessun argomento, tantomeno su quelli biblici, con chi come lei non conosce l’abc, non solo della Bibbia, ma della ricerca in genere.
          Viva felice con il suo dizionario e buona fortuna, ma non si meravigli se le verra’ rinfacciata la completa mancanza di competenza e pertanto di credibilita’.

          • gibici scrive:

            Sulla sostanza dei vuoti ragionamenti che lei fa: se qualcosa e’ scritto in greco l’autore e’ greco. Ma non faccia ridere i polli. Tutto l’oriente aveva come lingua franca il greco, ma in oriente i greci erano una minoranza. Anche se i vangeli sono in greco, essi riportano tradizioni di origine ebraica e questo si vede dai testi. La smetta di fare sfoggio di ignoranza, per favore.

          • mauro scrive:

            Dialogare vuol dire mettere a confronto le proprie idee, ed eventualmente completarle con altri riferimenti, ma chi se ne esce dal confronto non ha nulla da proporre. Non sono i mei dizionari ma dizionari che tutti possono consultare, e ve ne sono infiniti, ma lei non ne ha mai letto uno, e vuol contestare me quando dovrebbe rivolgersi ai massimi esperti e studiosi viventi.
            Non è credibile perchè non ha un ragionamento da proporre che possa essere considerato valido, avendo in sè precisi riferimenti da valutare. Solo chiacchere, chiacchericci e simili cdi chi è abituato ad ascoltare ed accettare tutto e di tutto.
            Lei non ha la forza di contestarmi perchè non conosce la Bibbia e sono sicuro che se parlassimo del V.T. , per esempio, lei negherebbe che vi fossero altri esseri umani oltre ad Adamo, Eva e figli. Non crederà davvero alla creazione del mondo quando la Bibbia parla della presenza di altri Déi?

          • Tony scrive:

            Non lo conosce neanche chi la legge con lenti falsate! Come lo si vede bene!

          • Tony scrive:

            @gibici
            Forse si può proporre uno studio serio a chi si pavoneggia con sproloqui evanescenti e scrive cose di cui non coglie neanche il senso. Quando l’ignoranza si siede in cattedra è pericolosa e irrecuperabile.

            http://www.biblico.it/pubblicazioni/sb29_beutler.htm

        • gibici scrive:

          grazie, Tony.

  27. Teseo scrive:

    Caro Tornielli, torno sul suo blog per constatare a che punto sia il culto del nuovo papa, che non è un papa qualsiasi (uno- dopo – un – altro), ma un papa che SOSTITUISCE un altro vivente… (al fondo dei giri di parole e dei sofismi questa è la realtà). Ebbene, siamo molto avanti e me ne rattristo. Mai neppure ai tempi dei papi guerrieri, mondani o peccatori, vi era stata una simile sottomissione intellettuale. Sappia però che tanti e tanti credenti e sacerdoti e vescovi…. stanno aspettando. Si, attendono con cristiana fiducia che l’inevitabile accada: il cambiamento vero, la redenzione, la rinascita della Chiesa (non della chiesa del mondo).

    • macv scrive:

      E’vero Teseo. Un silenzio assordante sembra aver invaso la Chiesa sotto Francesco. Parla solo lui e parla piu’deivsuoi predecessori. Tutte le sue parole sono enfatizzate sui media. Sul Corsera campeggia ogni giorno una intera paginata. Tutti gli altri ,vescovi,cardinali ,tutti zitti tutti perfettamente d’accordo? Non credo proprio. E’un silenxio inquietante e che non promette nulla di buono. O all’improvviso son diventati tutti gesuiti (perinde ac cadaver) disposti a comportarsi “come cadaveri” oppure piu’realisticamente stanno lascindo che passi l’orgia di adulazione quotidiana e aspettano pazienti il tempo in cui le cose cambieranno. Perche’una cosa e’sicura la Chiesa e”di Cristo non e’il club dei fans dellUomo dell’Anno.

      • Macv scrive:

        che poi anche su Vatican Insider che ormai sembra la PRAVDA del vaticano, si intervista solo e sempre il Card. Kasper. Anche oggi campeggia “Le ragioni per dare la Comunione ai divorziati risposati” del Card. kasper. mi , dico mai che si dicano anche le ragione degli altri, di qulli che non sono d’accordo , in primis ilCar. Muller prefetto della Dottrina.
        come la PRAVDA nell’URSS , vatican Insider riporta solo le notizie e le interviste che piacciono ai vertici del “partito”

        • Macv scrive:

          Mai un dibattito, mai un discussione fra i pro e i contro, mai una critica, mai un confronto di idee.
          Su quello che è il quotidiano della nuova Chiesa del “dialogo”ci sono solo cori di elogi e solo gli entusiasti estimatori , solo le cose positivi e mai quelle critiche,
          anzi, in confronto la Pravda era più anticonformista!

          • cuba_libre scrive:

            “Mai un dibattito, mai un discussione fra i pro e i contro, mai una critica, mai un confronto di idee.”

            Certo che ci vuole proprio la faccia come il sedere, ad invocare dibattiti, discussioni e confronti di idee da parte di chi fino all’altro ieri si e’ trincerato a riccio sui dogmi basati sulla irreformabilità della dottrina della fede!! E siccome il castello di carte sta scricchiolando paurosamente, adesso si invoca il dialogo, andando a paventare ridicoli paragoni con la Pravda e l’URSS (ma e’ proprio un’ossessione).
            Dico… ma pensate che la gente sia veramente cosi’ scema?

            Perchè invece non apriamo invece un dibattito sullo scandaloso accostamento fra la santità di Papa Giovanni e quella di Wojtyla?
            Avanti… il dibattito e’ aperto!!

          • stefano scrive:

            Caro cuba, dovrebbe sapere che la santità da sempre scandalo. Perché c’è sempre chi giudica le cose di Dio secondo il mondo.
            A macv vorrei dire di non preoccuparsi del fatto che i media riportano solo la voce del Papa. Io trovo preoccupante invece che pretendano anche di interpretarlo. In sostanza continuano a fare quello che hanno sempre fatto, solo che ora usano il Papa per darsi ragione. La menzogna non va mica in vacanza. Ma il Papa lo sa, stia tranquillo.

          • PetrusLXXVII scrive:

            Quello che dice é corretto signor Stefano.. quello che preoccupa é però lo spazio che spesso si da a voci eterodosse come quella di Kasper, non opportunamente bilanciato da voci in linea con l’immutabile (checchè se ne dispiaccia il cuba_libre) magistero ecclesiastico! Tale scelta non rischia forse di essere interpretata anzitempo, a torto o a ragione, come il “manifesto programmatico” del Papa? Nel dubbio (sull’effettivo schierarsi del Pontefice), sempre meglio presentare anche le voci dissenzienti (in realtà decisamente più coerenti con la fede cattolica)! A me non pare che gli interventi di Caffarra, Brandmüller e De Paolis abbiano avuto la stessa risonanza di quella che risquotono le argomentazioni Kasper, anzi.. non hanno avuto proprio voce sul sito in questione, se non per dei trafiletti di fine articolo per declassarle come “voci stonate” rispetto al pensiero dominante. Vedi:

            http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francis-francisco-divorzio-divorce-divorcio-33656/
            http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francis-francisco-33399/

          • cuba_libre scrive:

            Quando mori’ papa Giovanni, la folla in piazza S. Pietro grido’: ” e’ morto un santo” ; quando mori’ Giovanni Paolo II invoco’ di farlo santo subito. Capito la differenza? Papa Giovanni non aveva bisogno alcuno di essere fatto santo, LO ERA GIA’ DI SUO. Non cosi’ Wojtyla. Quindi non e’ scandalosa la santita ma l’accostamento. A papa Giovanni non riesco a trovare alcuna macchia, neppure col lanternino, non cosi’ per l’illustre polacco, che in nome della sua terra, per cio’ che questo ha comportato ha accettato compromessi col diavolo in persona (leggasi Marcinkus, Maciel, Pinochet, occultamento della pedofilia ed altro)…. o si vuole pensare che Emanuela Orlandi sia stata assunta in cielo oppure il capo delle guardie svizzere era stufo di vivere?

          • Macv scrive:

            la prossima volta caro Cuba Libre chiederemo a lei il permesso di fare uno santo. quelli che a lei stanno simpatici son santi gli altri no.
            ma non importa lei è solo il prototipo del nuovo cristiano. uno che scambia le proprie simpatie ed antipatie per il volere di Dio

          • stefano scrive:

            Caro Petrus, anch’io ho notato la sovraesposizione del Card Kasper, ma, sapendo che lo Spirito non non opera secondo quelle modalità, non mi preoccupo più di tanto.
            Tanto per cominciare, mentre Kasper rilascia interviste, il Papa prega. Mentre il card. rilancia sulla comunione ai divorziati, e mentre le suore americane appoggiano pubblicamente le politiche antinataliste di Obama, il Papa ha proclamerà santo Paolo VI. E indovini quando? Prima del sinodo sulla famiglia. Secondo lei chi rimarrà deluso?

          • PetrusLXXVII scrive:

            Ma, signor Stefano, io non ho messo in discussione la linea del Papa (poiché di fatto non chiara, preferisco non renderla oggetto di critica o di elogio), né tantomeno ho messo in dubbio l’efficacia dell’opera dello Spirito Santo.. Queste intenzioni argomentative me le ha imputate lei, io ho solo sollevato dubbi sulla bontà della condotta mediatica del sito!
            Signor cuba_libre, è un fatto che ciò che nasce X resta X, non diventa Y.. Se per lei diventa Y, allora vuol dire che segue la logica del cambiamento secondo “il vento di dottrina” più in auge del momento, che, per quanto lei troverà giusta, non é la logica evangelica. Eccole spiegata l’IRREFORMABILITA’ magisteriale della Chiesa, con buona sua pace! ;)

        • cuba_libre scrive:

          “…ma non importa lei è solo il prototipo del nuovo cristiano. uno che scambia le proprie simpatie ed antipatie per il volere di Dio”.

          1) Io non vado a simpatie ed antipatie; ho riportato solo dei fatti;

          2) quale sarebbe il volere di Dio? Dubito fortemente che fosse quello di proteggere puttanieri conclamati come Maciel, che aveva tre figli (quelli noti), o bancarottieri mafiosi come Marcinkus, o dare la comunione a criminali prezzolati come Pinochet, o fare orecchio da mercante alla tumulazione di De Pedis nella basilica di S. Apollinare, come fosse un santo e non uno dei principali gangster romani e coinvolto nel giallo di Emanuela Orlandi, o insabbiare frettolosamente l’assassinio dela capo della guardie svizzere, della moglie e di un suo sottoposto, di sopportare pazientemente
          tutte le malefatte di Danzi in cambio degli aiuti a Solidarnosc….
          Pero’….. eheheh… guai a dare la comunione ai divorziati, guai ad usare un peìreservativo….. e’ vero chissa’ come sarebbe contento Dio, di questo modo un po’ bizzarro di concepire il magistero IRREFORMABILE….. vero Petrus???

          • cuba_libre scrive:

            Petrus 77

            “Signor cuba_libre, è un fatto che ciò che nasce X resta X, non diventa Y.. Se per lei diventa Y, allora vuol dire che segue la logica del cambiamento secondo “il vento di dottrina” più in auge del momento, che, per quanto lei troverà giusta, non é la logica evangelica. ”

            Eh, no, Sig. Petrus, la strategia della giacchetta rivoltata con me non funziona! Io ho esposto fatti e comportamenti ben precisi, che stridono fortemente con quello che e’ la reale parola di Gesu’ e lei mi parla con gli assi cartesiani? Ma chi vuole prendere in giro? Non sono io che vuole invertire l’asse delle ascisse con quello delle ordinate, e’ lei che vuol far credere surrettiziamente che quello che lei indica con X, sia la logica evangelica, ergo, il reale volere di Dio. E’ inutile che mena il can per l’aia!

            “Eccole spiegata l’IRREFORMABILITA’ magisteriale della Chiesa, con buona sua pace! ”

            Io in pace ci sto, molti di voi invece farebbero bene a non esserlo!

          • PetrusLXXVII scrive:

            Bene signor cuba_libre, allora dato che si appella all’interpretabilità, deve sforzarsi di trovare una logica nell’imposizione evangelica, che vada nella direzione antitetica a quella magisteriale, esplicitata in Mc 10,9, perché nella fattispecie é di questo che stiamo parlando! Mi faccia sapere..

          • cuba_libre scrive:

            Allora sig. Petrus, vediamo un po’ di mettere le idee in chiaro: lei e’ intervenuto dall’esterno in un discorso fra me e Macv… e fin qui niente di illecito, perchè il blog non e’ una faccenda privata. Ma l’argomento in essere era la santità o meno di Wojtyla, e li’ ho posto in essere tutta una serie di questioni per cui secondo me non doveva essere fatto santo, questioni che lei nel suo intervenire non solo ha dribblato, ma ha stravolto completamente l’argomento di discussione incentrandolo su un’altra cosa che guarda caso e’ il classico calcio d’angolo in cui voi vi rifugiate quando non sapete argomenti da contrpporre a FATTI TANGIBILI: i divorziati e la illiceità della loro Comunione! Non mi sembra il massimo dello stile, ne’ del rispetto dell’intelligenza dell’interlocutore!

            Detto questo, potrei darle tanti saluti e festa finita, ma siccome io non svicolo davanti a niente, tantomeno di fronte ad un malcelato senso di dileggio, le rispondo che, a parte il fatto sulle riserve che io ho sulla veridicità di certi passi delle Scritture (una per tutte lo stravolgimento dei Comandamenti originali che non sono quelli tramandati a noi), ma supposti questi veri, e non edulcorati, il ripudio di una donna (o di un uomo) presuppone un gesto unilaterale e di forza da parte di una delle due parti; altro e’ la separazione fra due parti per le quali si riconosce l’incompatibilità dello stare insieme, in altri termini quando un matrimonio esiste solo sulla carta. Possiamo disquisire all’infinito quali casi siano leciti e cosa no, DI SICURO non mi metto nelle mani di quella associazione a delinquere denominata Sacra Rota, che decide, a suon di somme a cinque cifre (minimo) chi e’ degno di tornare al cospetto dello Spirito Santo o meno. Per non parlare delle situazioni in cui il dvorzio viene subito, e secondo una certa interpretazione dello stesso passo evangelico, quel/la poveraccio/a che lo subisce dovrebbe mettere la propria vita affettiva in soffitta e quella sessuale nel freezer, alla stessa stregua del peggiore dei fedifraghi.
            Quindi, per concludere se vuole continuare questo dialogo, mi risponda per favore in rtermini di realtà concrete e non per slogan o passi stralciati qui o li’, altrimenti possiamo chiuderla qui, perche’ un’interpretazione soggettiva delle sacre scritture, senza raziocinio, porterebbe addirittura a giustificare l’ideologia del Ku Klux Klan o degli schiavisti sudisti che appunto giustificavano il loro razzismo da passi del V.T.

          • PetrusLXXVII scrive:

            Mi rincresce farglielo notare signor cuba_libre, forse lei sarà intervenuto in precedenza a discutere d’altro col Macv, ma non ha una visione lucida di quanto é stato oggetto di discussione in questo ritaglio dei commenti all’articolo! Cerco di illustrarle passo passo gli sviluppi.. attento però ah ;)
            C’è un commento di Teseo del 6 maggio 2014, h: 07:46, cui risponde Macv. I due non stanno affatto discutendo sull’opportunità o meno di canonizzare Wojtyla. A questo punto interviene lei (quindi non era aperto alcun dibattito tra Macv e lei.. semplicemente lei é subentrato su una osservazione del Macv) che dopo una requisitoria sull’inopportuna irreformabilità della dottrina della fede, chiude con l’invito
            “Perchè invece non apriamo un dibattito sullo scandaloso accostamento fra la santità di Papa Giovanni e quella di Wojtyla? Avanti… il dibattito e’ aperto”!
            Prima che io intervenga, commenta poi Stefano, al quale (e non a lei) poi io ho risposto sul tema delle osservazioni iniziali del Macv in risposta al Teseo.
            Dove ve l’ha letto dunque il discorso tra lei e Macv il cui “argomento in essere era la santità o meno di Wojtyla” e su cui io poi sarei intervenuto impropriamente?! Io l’ho solo citata per la sua maldigestione dell’irreformabilità ecclesiastica, rispondendo a Stefano!
            Circa le sue obiezioni sull’irreformabilità del sacramento del matrimonio, io non nè discuto la validità (per quanto non la condivida), dico solo che la Chiesa ha una identita (come lei ha la sua) che esprime attraverso la sua dottrina sociale (lo chiami punto di vista, come lo é il suo, sele piace di più). Se cambiasse identità con le voglie del secolo, la Chiesa perderebbe la sua identità e diverrebbe un’altra cosa da quello che é.
            Quindi lei può discutere la condivisibilità o meno di quella che lei (come Kasper) intende l”interpretazione ecclesiastica” dell’evangelo ed é nelle sue piene facoltà poterne dissentire in ragione di una visione (a suo modo di vedere) più opportuna, ma non può pretendere che la Chiesa rinunci ad essere se stessa rispondendo alle voglie del mondo. Discuterne quindi é inutile, o la si condivide o non la si condivide.. siamo liberi di scegliere come schierarci, ma non di pretendere di cambiare la natura di un organismo quale é la Chiesa, la cui natura si identifica con la sua identità! Non mi presenti altre argomentazioni a sostegno della sua visione perché tutto si riduce ad una scelta, la sua é quella del suo senso di giustizia, la mia é quella che mi ha insegnato la Chiesa. Punto!
            Spero di esserle stato d’aiuto, la saluto ;)

        • giovannino scrive:

          Non so dove macv abbia letto o udito l’ opposizione di Mueller alle opinioni di Kasper. Non mi risulta. Del resto l’ opinione di Kasper è molto moderata e timida , tutto sommato ancora insufficiente. Comunque deciderà il Sinodo , le cui indicazioni saranno certamente confermate dal Papa. Se passasse la “linea Kasper” , sarebbe già un bel passo avanti. Ma non ci conto troppo , perché gli ultimi Papi (2) hanno rafforzato moltissimo lo schieramento dei Vescovi conservatori.

      • Dora scrive:

        perfettamente d’accordo con te grazie quando ce vo ce vo

  28. Paola scrive:

    Bravissimo Tornielli,
    stasera ho visto la registrazione del suo intervento su Medjugorje a “Confessione Reporter” perché, come sicuramente saprà, viene condiviso nelle pagine cattoliche di fb ed, io che vedo pochissima Tv, me l’ero perso.

    Nulla da eccepire, ovviamente, però, riguardo a quell’orrida massa di gadgets in vendita, va ricordato che oggi moltissimi negozi sono gestiti da mussulmani e li si riconosce proprio dal genere della loro merce.

    I proprietari autoctoni sono oramai una minoranza e sono quelli che, viceversa, vendono solo oggetti sacri.

    Questo per dovere di informazione. Comunque ascoltarla, come leggerla, è sempre una delizia per la misura e l’intelligenza dei suoi ragionamenti.

  29. Cherubino scrive:

    Caro Tornielli, visto che parla di santi, intervengo per segnalare ai lettori lo splendido servizio trasmesso una decina di giorni fa su Rai1 in mattinata, in cui lei era ospite e si parlò della figura di un altro grande Giuseppe, San Giuseppe Moscati, uomo di scienza e medico illustre della mia bella e tormentata città, Napoli, in cui giace nella splendida Chiesa del Gesù Nuovo.
    Casualmente passavo per casa, tra un lavoro e un altro e “mi stavo facendo na’ tazzulella è cafè”, quando sentii l’impulso forte di accendere la tv. Un pò meravigliato di ciò avvertii che doveva esserci qualcosa che Qualcuno voleva che io vedessi.
    Era già impostato il canale di Rai 1 quindi vidi subito che si parlava di Moscati e tra gli ospiti c’era anche lei. Le due testimonianze di un miracolo e di una “locuzione interiore” avuta da un ex drogato (simpaticissimo quanto sgrammaticato) in cui il santo lo rimproverava di sprecare la sua vita con quelle siringhe che egli invece usava per curare, mi hanno dato una bellissima emozione, di cui ringrazio Dio.

    Lascio quindi ad altri il disquisire, per godere di questa bella notizia cristiana, da cui sappiamo che abbiamo dei veri amici, abbiamo qualcuno su cui contare, a partire da Dio e per continuare con coloro che seguono l’Agnello immolato e risorto e così partecipano delle nostre sofferenze, fanno il tifo per noi e quando noi gli apriamo un piccolo spiraglio ci danno una mano, appunto come farebbe qualunque vero amico su questa terra.
    Il mafioso toglie a chi ha diritto per dare a chi non ne ha. Dio è esattamente l’opposto, dona a chi non ha diritto, cioè tutti perchè tutto è suo, e toglie solo per fare spazio ad un dono più grande. Chiedere serve a noi per tenere aperto questo spazio in cui egli riversa incessantemente se stesso e i suo doni. E chiedere ad un santo – ma anche ai fratelli e alle sorella nella Chiesa – di associarsi alla nostra preghiera serve essenzialmente ad alimentare la speranza che ci mantiene aperti a Lui.

  30. PetrusLXXVII scrive:

    ?

  31. giovannino scrive:

    Dio ha comunicato con l’ umanità attraverso le Scritture sacre e attraverso la sacra Tradizione. Il magistero rientra in una di queste due categorie ? No, esso è opera di uomini e dunque sicuramente fallibile e dunque sicuramente riformabile. Naturalmente quando il magistero è di natura ermeneutica è infallibile nella misura in cui interpetra correttamente la Parola di Dio. Criterio per il riconoscimento dell’ infallibilità è il consenso univoco di tutta la Chiesa, cioè di tutte le comunità cristiane. In tema di matrimonio ci sono grandi differenze tra cattolici, ortodossi e protestanti, dunque è evidente che non si può parlare di consenso dei fedeli e dunque neppure di infallibilità. Se si riconosce qualche errore nella corrente dottrina della fede , esso non solo è reformabile ma , perdonate il latinismo, è reformando, cioè è dovere dei Vescovi correggere l’ errore.

    • cuba_libre scrive:

      La ringrazio della sua testimonianza Giovannino. Stavo per rispondere a Petrus ma edo che la sua risposta rispecchia in gran parte il mio pensiero in materia e oltretutto lei lo ha espresso in maniera ineccepibile.
      L’unica cosa che vorfei obiettare a Petrus e’ quella secondo la quale io i seguirei un criterio di giustizia e invece egli quello che ha imparato dagli insegnamenti della chiesa. No vorrei aver capito male, ma messa la cosi’ sembrerebbe che le due cose siano in contrappposizione, ovvero che la chiesa non si sposi col senso di giustizia!

      • PetrusLXXVII scrive:

        Cuba_libre.. lei non é molto arguto nel vagliare le riflessioni altrui.. Io ho parlato “del suo senso di giustizia”, attribuendole di fatto, con l’aggettivo possessivo “suo”, una percezione personale della giustizia, viziata dal relativismo culturale. Va da sè che vedo la Chiesa invece depositaria della Giustizia assoluta che proviene da Dio.
        La giustizia che lei invoca é più propriamente un giustizialismo mondano, un senso di correttezza di facciata o di maniera, ora mosso da vuoto buonismo, ora da violenza ideologica.
        Signor giovannino, l’errore non é nella corrente dottrina della fede, ma nella debolezza (Gesù la chiamò durezza) degli uomini.. e ciò che si invoca é di fatto un ritorno alla legge mosaica.

        • cuba_libre scrive:

          Petrus

          Senta Petrus, a me i “professorini” non sono stati molto graditi; quindi, eviti per cortesia certe fraseologia come se parlasse ad uno scolaretto, perche’ le posso garantire che non lo sono. E qui la chiesa o il cattolicesimo non c’entra proprio niente, c’entra semmai il modo di relazionarsi.

          Quando lei mi apostrofa dicendo che il mio sarebbe giustizialismo mondano, mentre il suo si rifà alla giustizia assoluta proveniente da Dio, questo e’ il classico modo di porsi di chi ha una mentalità dogmatica e poco incline al confronto. Oltretutto, se questa stessa mentalità la si travasa in altri credi come l’islamismo, o il sionismo penso che non ci voglia molto a capire quali sarebbero, anzi quali sono i risultati: proprio in questo giorni Boko Haram ha rapito piu’ di 200 studentesse nigeriane dichiarando di venderle come schiave perche’ “cosi’ raccomanda Allah”, quindi anche questa verità incontrovertibile fondata su una interpretazione unilaterale ed integralista delle scritture coraniche. Crede che il parallelo sia maldestro? Io credo proprio di no, cambiano i connotati esteriori, ma la mentalità che porta a simili mostruosità e’ la stessa: io ho detto centinaia di volte in questo blog ed in altri in cui scrivo, di tendenza laica, che l’integralismo non ha aggettivi, l’inytegralismo, QUALUNQUE SIA LA SUA FONTE DI ISPIRAZIONE, ha un unico obiettivo: dare al proprio credo una connotazione universale ed indiscutibile.Nella fattispecie, quando lei attribuisce agli altri la patente di relativismo e a se’ e ai suoi sodali quella di detentore di verità assolute, si colloca in questa dimensione: si riguardi bene le sue frasi e veda se mi sbaglio:

          “Non mi presenti altre argomentazioni a sostegno della sua visione perché tutto si riduce ad una scelta, la sua é quella del suo senso di giustizia, la mia é quella che mi ha insegnato la Chiesa. Punto!”

          e ancora:

          “Va da sè che vedo la Chiesa invece depositaria della Giustizia assoluta che proviene da Dio.”

          Vede, gentile Petrus, se io devo raggiungere un posto in montagna, e mi accorgo che sto seguendo una strada che va perennemente in discesa, comincio a pormi il dubbio se ho sbagliato strada anche se non ci sono cartelli indicatori; lei invece prosegue stoicamente fino a quando non e’ arrivato al livello del mare perche’ cosi’ le hanno insegnato, anche se le evidenze sono diverse. Ecco la differenza di chi persegue una fede cieca e chi invece persegue, si’ una fede, ma coniugandola con la realtà circostante, e cercando di vedere se stride profondamente con questa; ed ecco il motivo per cui dubito fortmente, fortissimamente, enormemente che la santità di Wojtyla sia stata dettata dallo Spirito Santo, perche’ a front del suo indubbio carisma che aveva, il suo pontificato e’ statpo caratterizzato da fosche e losche situazioni mai chiarite, e non parlo di cose da poco, perche’ ci sono dei morti in mezzo (Calvi, Emanuela Orlandi, il capo delle guardie svizzere, la moglie e un suo sottoposto, Don Romero lasciato solo contro dei criminali di stato), intere famiglie in rovina per il crack del banco ambrosiano, figli illegittimi di cardinali,occultamento stupratori tonacati verso bambini….. e poi per contro: no agli anticoncezionali, no alla comunione per i divorziati, no a questo, no a quello….
          Eh, no, gent. Petrus… questa strada porta, non al livello del mare, ma alla depressione del Mar Morto! Se la vuole seguire, libero di farlo, ma eviti per cortesia di dileggiare chi sceglie di non farlo!

          • PetrusLXXVII scrive:

            le chiedo scusa se le sono parso supponente, ma avevo la sensazione che lei fraintendesse volutamente alcune mie affermazioni che io le ho rigirato in modo sarcastico. Se non é così, mi spiace e pace.
            Per il resto posso solo assicurarle che io non sono mosso da fideismo, essendo piuttosto iper-razionale (quindi pervengo ala fede attraverso la ragione), mentre l’accettazione delle conseguenze sociali della fede che abbraccio, non é passiva ma passionale, la sento e la faccio mia.
            Se la mia chiosa poteva sembrare come una non disponibilità al dialogo, non é così.. volevo semplicemente esprimere la non necessità di un dialogo, trattandosi piuttosto di una scelta tra l’aderire e il non aderire ad una proposta, quella dela Chiesa, che io vedo assolutamente derivata dal Vangelo, lei la reputa solo una sua interpretazione. Capisce dunque che per me il Vangelo e chi lo rappresenta (la Chiesa, per chi ci crede) é Verità Assoluta, per altri é verità relativa, interpretabile! Tutto quì..

    • stefano scrive:

      Mi scusi giovannino, ma io dal suo discorso non ho capito quale sarebbe l’errore cattolico nella corrente dottrina della fede.
      Più in generale, non riesco a seguire il suo ragionamento in base al quale se ci sono differenze tra cattolici, ortodossi e protestanti, allora ad essere in errore sarebbero i cattolici, e solo loro.
      In ultimo, non se ne abbia a male se mi crea qualche sconcerto sentire che la riforma della Chiesa debba passare per una riforma della dottrina della fede. Questo lo nega pure Kasper.

      • Lt scrive:

        …Questo lo nega pure Kasper

        sì certo….a chiacchiere!

      • giovannino scrive:

        caro stefano, preciso meglio. Quando c’è un disaccordo tra le chiese che professano il medesimo credo niceno , che dunque costituiscono parti della chiesa cattolica unitaria fuoriuscita dalla clandestinità delle origini, ritengo che ci sia necessità di dialogo e che si debba evitare un atteggiamento dogmatico. Non ritengo che i cattolico-romani abbiano sempre torto , ma che siano in errore sul punto specifico di negare la comunione ai divorziati risposati . Non ho la presunzione di sapere esattamente dove sia l’ errore e non ho affatto la sapienza per indicare il rimedio , questo spetta , se vorrà, al Sinodo in sintonia con il Papa. Concordo che il card. Kasper e ancor meno Papa Francesco non sembrano avere nessuna voglia di mettere in discussione neppure uno iota della dottrina della fede cattolico-romana. In tutta sincerità devo riconoscere che questa era anche la volontà di san Giovanni XXIII . Solo mi chiedo se questo sia compatibile con la riforma della chiesa sulle tracce nel Concilio . Se venissero fuori contraddizioni tra la necessità di riforma e la dottrina standard , che fare ? A due cose non saprei porre un limite , la misericordia di Dio e la fantasia dei teologi. Dunque può darsi che qualcuno escogiti una soluzione che salvi capra e cavoli, staremo a vedere. Quello che urge è una soluzione pratica. Ho un amico che dopo un matrimonio contratto in età giovanile e terminato dopo pochi mesi col divorzio , si è risposato , ha costituito una famiglia esemplare e con la ( seconda) moglie hanno tirato su due figli molto bene. Nel frattempo ha raggiunto una posizione sociale autorevole , in seguito alla quale ha perfino partecipato a una udienza pontificia come rappresentante di una istituzione locale. Eppure la chiesa sembra condannare situazioni come questa .

        • stefano scrive:

          Guardi giovannino, se il Papa deciderà di concedere ai divorziati risposati di poter fare la comunione dal 1 Gennaio 2015 io sarò ben felice per loro.
          Chiedo solo di non dare al mondo questa dimostrazione di insulsaggine di chiamare tale cosa una riforma della Chiesa.

        • stefano scrive:

          Guardi giovannino, se il Papa deciderà di concedere ai divorziati risposati di poter fare la comunione dal 1 Gennaio 2015 io sarò ben felice per loro.
          Chiedo solo di non dare al mondo questa dimostrazione di insulsaggine di chiamare tale cosa una riforma della Chiesa.